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HypnoDisk

Episodi visti: 74/74 --- Voto 8
"Doctor Slump" (1997), da noi conosciuto come "What a mess Slump & Arale", è un remake in settantaquattro puntate della celebre saga di "Dr. Slump & Arale", tratta dall'omonimo manga di Akira Toriyama, e pervenutoci in Italia nel 2001 tramite le reti Mediaset nel pieno furore di "Dragon Ball Z" di quel periodo, riscuotendo un notevole successo nella fascia pomeridiana, tanto da permettere qualche anno dopo di farci arrivare interamente anche la prima serie animata, che prima di allora ci era arrivata monca, con un doppiaggio romano low-cost semi-orrido.

Innanzitutto vorrei mettere da parte il termine "remake" e sostituirlo con "rivisitazione". Perché sì, questo anime non voleva affatto rifare ciò che era stato sapientemente fatto con la lunga serie animata di 243 episodi andata in onda in Giappone dal 1981 al 1986 e che riprendeva tutti e diciotto i volumi del manga, bensì creare qualcosa di nuovo per far rivivere una parte delle divertentissime avventure del dottore e della bambina robot già viste nella vecchia serie, qui sotto una nuova luce, rielaborate, riadattate e unificate nei modi più disparati possibili, nonché vivere anche storie nuove di zecca.

Importanti sono infatti i cambiamenti stilistici e non solo apportati ai personaggi, cambiamenti che ad alcune persone hanno fatto storcere il naso, ma, ripeto, l'intenzione di questa serie non era di fare un remake vero e proprio; per questo chi reputa sbagliata questa rielaborazione per via dei cambi stilistici e narrativi credo non abbia capito il vero senso del progetto. I personaggi hanno subito un cambiamento nel vestiario e nella forma che li rende più trendy e più moderni con colori più accesi, ispirandosi al seguito del manga "Dr. Slump colpisce ancora" disegnato da Katsuyoshi Nakatsuru, che solo un anno prima di questa produzione animata si era occupato del chara design di "Dragon Ball GT" (questo spiega anche le somiglianze grafiche).

Personalmente trovo azzeccatissimi tutti i cambiamenti, Gacchan tra tutti. Una particolarità di questa rivisitazione è indubbiamente l'influenza dragonballiana: infatti, oltre ai continui omaggi, si possono percepire innumerevoli similitudini con l'opera seconda di Toriyama, fino a giungere a un apprezzatissimo crossover in cui la piccola Arale aiuta Goku a sconfiggere due membri del Red Ribbon per il possesso delle sfere del drago al villaggio Pinguino (a proposito, il Generale Blue col taglio moicano è stata una genialata!).
Altra differenza, è una Arale decisamente più scatenata e sprezzante del pericolo sostenuta dai ritmi frenetici delle musiche. Infine, cambiano gli sviluppi generali, diciamo che una volta presentati tutti i personaggi non vi è più continuità, basti pensare che per tutta la serie c'è un solo Gacchan, senza il suo clone (se non alla fine). Soltanto gli ultimi due episodi mostrano alcuni degli sviluppi più importanti.

Facendo qualche paragone con la serie classica degli anni '80 (che sto seguendo in contemporanea con questa), posso dire che ci sono episodi che rendono molto di più nella vecchia, e altri che invece sono più riusciti in questa rivisitazione. Non sono presenti, e la cosa non può che farmi piacere, le storie "parallele" che ci sono spesso nel manga e nel vecchio anime, in cui i personaggi interpretano ruoli diversi, in quanto confesso di non averli mai apprezzati particolarmente.
Forse la pecca di questo anime è che verso metà serie paga la mancanza di episodi tratti dal manga: infatti gli autori hanno giustamente pensato di iniziare a sfornare più avventure inedite, il che dà alla serie un tocco di novità, tuttavia non tutti gli anime originali sono all'altezza delle storie tratte dal manga, eccetto quando sono basate su Suppaman, il mio personaggio preferito (non c'è niente da fare, se ci sta lui le risate non mancano mai!).

Di questa serie ho apprezzato la colonna sonora, e almeno due delle tre opening giapponesi di cui è composto. Le ending invece sono abbastanza anonime. L'edizione italiana mantiene i nomi fedeli all'originale (eccetto per "Gacchan" che non si sa perché diventa "Mangi"), e tutto sommato per essere di Mediaset ha un adattamento che non stravolge più di tanto l'originale (si pensi all'uso del termine "cacca" usato senza problemi), sebbene alcune tipiche gag a sfondo erotico siano "addolcite", e in qualche sporadica occasione anche rimosse, per motivi di censura.

Purtroppo da noi non è arrivato né il film d'animazione ispirato a questa serie, né soprattutto lo speciale TV di quaranta minuti che riprendeva due episodi del manga, uno dei quali mostra la prima apparizione del Dr. Mashirito (qui traslitterato Dr. Mashrit) in questa serie, cosa che comporta una pecca, in quanto senza vedere lo speciale non si capisce da dove sia saltato fuori Mashrit e il perché ce l'abbia con Arale, mentre il secondo episodio dello speciale riprendeva la gara di Grand Prix. E ad essere pignoli, prima del gran finale c'era anche una puntata speciale riassuntiva delle parti più belle, da noi non pervenuta, ma non credo sia stata una gran perdita.

Per il doppiaggio italiano, abbiamo un Pietro Ubaldi praticamente nato per prestare la voce a Senbei Norimaki, un divertentissimo Giorgio Bonino su Suppaman, e un'ottima Patrizia Scianca su Arale, dopo essersi fatta le ossa doppiando le versioni bambine di Goku, Gohan e Goten in "Dragon Ball". Scelta quella su Arale forse non perfetta, ma trovo che sia stato fatto comunque un lavoro eccellente. Molto carina la sigla cantata da Giorgio Vanni e Cristina D''Avena, non è raro che io mi ritrovi a canticchiarla.
Infine, "What a mess Slump & Arale" è una piacevolissima rivisitazione che mette insieme alcune delle storie più divertenti del manga. Lo trovo però inferiore alla serie originale.


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Rieper

Episodi visti: 74/74 --- Voto 2
Passare da combattimenti al limite del ridicolo/assurdo, onde energetiche, urla, legnate, pianeti ridotti in polvere (più volte) e migliaia di morti in tutta la galassia (più volte...) per poi prendere in mano un genere comico/demenziale scadente sotto ogni punto di vista è proprio una mossa degna della frase " Al peggio non c'è mai limite...".

Il dottor Slump è un geniale inventore che, nel tentativo di creare un'assistente robot dalle curve fin troppo ben delineate, finisce invece col creare una pestifera, irrazionale, demenziale e oserei dire pericolosa bambina robot. In seguito a questo evento Slump decide di tenere nonostante tutto la sua nuova assistente che chiamerà Arale e, data l'età (???) psicologica, si ritroverà a mandarla a scuola e a farle fare tutte quelle cose che fanno i bambini normali, ma dato che lei non lo è creerà disastri in ogni dove.

L'originalità è il primo elemento che va a farsi decapitare, c'è inoltre da dire che i personaggi sono cosi stupidi, infantili e irrazionali (persino quelli che a occhio sembrano "normali") da risultare indigesti e irritanti. Arale prima tra tutti è il personaggio in assoluto più irritante e odioso del mondo in cui si trova. Le idiozie messe in atto dalla peste/robot sono assurde e talmente demenziali da far vergognare lo spettatore che lo sta visionando.

Tecnicamente il lavoro svolto è... abominevole. Per fare un esempio, basti dare un occhiata alle teste dei personaggi che, nell'85% dei casi, sono i 3/4 del corpo. C'è anche da dire che i disegni sono bene o male quelli di Dragon Ball e d'altronde l'autore dell'opera è proprio Akira Toriyama. Le animazioni si salvano in certi casi, ma non fanno di certo gridare al miracolo e le espressioni facciali votate al deforming sono fuori luogo visto che già normalmente i personaggi risultano deformi. Il comparto audio è discreto o poco più.

In conclusione What a Mess Slump e Arale è un anime che nella sua forzata vena demenziale non riesce in nulla di ciò che si era premesso di fare e in particolar modo nel far ridere. Arrivati verso la seconda metà della serie gli "sketch" cominceranno a ripetersi e la cosa è in sé molto triste perché sembra che si sia fatto un passo indietro nel tempo. La trama poi non è che abbia un vero e proprio filo logico, tutto ruoterà attorno alle assurdità di Arale e della conseguente combriccola. Un opera che Toriyama poteva risparmiarsi... insieme ad altre.


 8
Rumiko

Episodi visti: 74/74 --- Voto 2
Toriyama non fa per me. Dopo aver visto la lunghissima saga di Dragon Ball, dopo aver visto Arale, l'ho capito e me ne sono fatto una ragione. Ora, a me Dragon Ball non piace proprio per niente. Per questo motivo ritenevo impossibile creare un'opera peggiore. Il mio amico Akira Toriyama c'è riuscito.

What a mess Slump e Arale, remake di Dr. Slump e Arale degli anni '80, racconta di uno scienziato, il Dottor Slump, che crea una bambina robot, Arale. Nella serie ci vengono raccontate le loro avventure nel villaggio pinguino, e l'innamoramento di Slump per l'insegnante di Arale, Midori.

Quest'opera, che rappresenta secondo molti un capolavoro del genere demenziale, secondo me è solo demente. La trama praticamente esiste solo nei primissimi e ultimissimi episodi. Per il resto, non fanno che accadere cose senza senso, tramite gag sempre uguali e per nulla divertenti. Si punta sul volgare, lo scurrile e il pecoreccio per ottenere la risata facile. Insomma, un'opera del tutto commerciale, ma priva di un'anima. Un umorismo becero e alla lunga fastidioso e stancante.
Anche la sigla è in linea con la stupidità che pervade l'anime. La grafica invece è abbastanza all'avanguardia per l'epoca, ma lo stile di disegno di Toriyama a me non piace per niente.

Insomma, non si salva nulla di quest'anime, nulla di nulla. Non gli do uno perché la grafica non è male, e per pietà diciamo. Non lo consiglio a nessuno.

Utente2053

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Utente2053

Episodi visti: 74/74 --- Voto 10
Ho visto tutti gli episodi di questo anime, e devo dire che fanno morire da ridere per alcune scene.
Arale è una bambina molto particolare: infatti non è un essere umano, lo si nota dalla sua forza, che supera quella dei normali esseri umani. Questa sua caratteristica e spiegata dal fatto che in realtà è robot, costruito da uno scienziato che, essendo solo (non ha una famiglia), ha dato vita a un robot con le sembianze di una bambina. Da qui la sua vita cambia radicalmente, infatti Arale combinerà sempre tanti guai, ed entreranno poi in scena nuovi personaggi.
Un anime molto simpatico e divertente.


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Kotaro

Episodi visti: 74/74 --- Voto 8
Dottor Slump & Arale di Akira Toriyama è un’opera che si è guadagnata di diritto un posto nella storia del fumetto e dell’animazione giapponese e che, tutt’oggi, nonostante sia nata nella prima metà degli anni ’80, mantiene ancora ampie schiere di fans ed è ancora impressa vividamente nelle menti di chi la seguì e vi si affezionò ai tempi.
Doctor Slump, o What a mess Slump & Arale com’è noto in Italia, è un remake animato della serie risalente alla fine degli anni ’90, che offre, pur mantenendo le stesse vicende di base, un restyling grafico di personaggi e ambientazioni, spesso e volentieri basato su quello già apportato nella seconda serie cartacea, "Dottor Slump colpisce ancora", di poco precedente.

La storia è sempre quella di Senbei “Dr. Slump” Norimaki, uno scienziato pasticcione che, nel tentativo di creare un robot umanoide, dà vita ad Arale, una bimba robot dall’enorme forza fisica e dall’altrettanto grande stupidità. A partire da questo fatto si sviluppa una storia assurda fatta di improbabili lezioni scolastiche, miliardi di personaggi bizzarri, extraterrestri demenziali, scienziati pazzi e tremendamente sfortunati, invenzioni strabilianti e disastrose, matrimoni e lune di miele al limite dell’assurdo, parodie, prese in giro e risate, ma anche di amicizia, amore (narrato in maniera divertente e rocambolesca, ok, ma sempre amore) e piccoli momenti educativi e poetici trattati con grande delicatezza.

Rispetto alla prima serie animata, sono molti i cambiamenti grafici. Del resto, l’ambientazione e la storia sono state spostate di quasi vent’anni in avanti, e quindi determinati capi di abbigliamento, accessori, look o atteggiamenti dei personaggi sono stati cambiati per rendere gli stessi più vicini agli spettatori della nuova decade, di modo che si potesse ricreare quell’empatia che scattò fra spettatore e personaggi nella serie originale. Allo stesso modo, molte delle citazioni e delle gags presenti nella serie anni ’80 sono state eliminate o modificate o, addirittura, in taluni casi sostituite con autocitazioni all’opera che Toriyama creò dopo Dottor Slump e che ne superò il successo, ossia "Dragon Ball". E’, ad esempio, il caso di un gruppo di episodi esclusivi di questa versione che vedono il piccolo Goku giungere al Villaggio Pinguino, costituendo un commovente remake animato della vicenda che lo porta a visitarlo nel settimo volume del suo manga d’origine.
Nonostante le varie modifiche al look dei personaggi, a particolari delle vicende e all’ordine cronologico delle stesse, si riesce a ridere esattamente allo stesso modo della serie originale, segno che la storia di base (fondata su gags non troppo specificatamente anni ’80 ma su elementi che facevano ridere allora e fanno ridere oggi) e i personaggi che la vivono sono qualcosa di ottimamente costruito e di evergreen, sempre funzionante ed efficace.
Certo, per chi è cresciuto leggendo il manga o guardando la vecchia versione animata, sarà un po’ difficile accettare una Arale priva dei suoi caratteristici capelli viola oppure un cambiamento radicale di look per personaggi celeberrimi come Akane, Taro o Midori, ma What a mess Slump & Arale rimane sempre lo stesso Dottor Slump & Arale, con gli stessi personaggi, le stesse gags e la stessa aria scanzonata e divertente di sempre.
Questo remake è una produzione atta a far conoscere e amare personaggi storici ad una generazione che non li conosce, e centra pienamente il suo obbiettivo, sebbene Dottor Slump & Arale renda meglio su carta che in animazione. L’allegria e la spensieratezza del folle mondo creato da Toriyama permangono anche qui e fanno ancora morir dal ridere anche in questa nuova veste.
E’ una serie che mette allegria, che porta il buonumore e che non permette a nessuno di annoiarsi in sua presenza.

Essendo una produzione anni ’90, lo stile di disegno si mostra sensibilmente diverso da quello della prima serie, molto più vicino allo stile mutuato da Toriyama nel corso della serializzazione di Dragon Ball Z.
E’ più rigido e meno tondeggiante di prima, e questo forse rende meno “cartooneschi” e deformabili determinati personaggi, ma risulta ugualmente molto piacevole all’occhio e riesce nel suo intento di far affezionare lo spettatore al cast. Ottimo anche il comparto grafico, con colori accesi e brillanti e un sapiente e non invasivo uso della computer graphic, così come la colonna sonora, non memorabile ma abbastanza gradevole.

Venendo alla versione italiana, purtroppo vanno elencate una serie di censure, che snaturano un po’ le simpatiche gags a sfondo sessuale presenti sia nella versione originale, sia nell’adattamento italiano della prima serie animata. C’è anche da dire comunque che gran parte dei personaggi (tranne uno sfortunatissimo Gacchan, qua chiamato Manji e fatto diventare maschio) hanno riottenuto il loro nome giapponese, mentre nella prima serie italiana avevano subito diversi cambi.
Ad innalzare il livello della nostra versione c’è però un doppiaggio ispiratissimo e oltremodo efficace, che schiera nel ruolo dei due protagonisti un istrionico, simpatico e collerico Pietro Ubaldi in un ruolo che pare cucito su misura per lui e una non sempre convincente ma sicuramente molto buffa Patrizia Scianca, oltre al meglio della scuola milanese pronta a donarci interpretazioni sentite e al limite dell’assurdo che non mancheranno di divertirci.
Ultimo, e tutto sommato trascurabile, difetto della versione italiana è la sigla ad opera di Cristina D’Avena e Giorgio Vanni, basata su un ritmo "discotecaro" che risulta fastidioso e che non regge il confronto con la storia del <i>"fantastico scienziato, sempre più spettinato e stralunato, innamorato di una maestrina tanto carina"</i> cantata dai Rocking Horse in apertura della prima edizione nostrana. Dispiace anche per l’assenza di Pietro Ubaldi, spassoso interprete di sigle italiane in passato, nonché doppiatore del personaggio principale, che avrebbe dovuto avere di diritto un posto come co-interprete della sigla.

Tutto sommato, What a mess Slump & Arale è una serie che merita una visione, sia lo spettatore appassionato della versione originale degli anni ’80 o meno. In fondo, si tratta sempre della nuova versione di una delle storie più spassose e originali mai prodotte in Giappone e sono certo che farà comunque morir dal ridere i suoi spettatori. E’ una serie molto ben fatta, che riesce ad avvicinare le nuove generazioni ad un mondo, quello di Arale e il dottor Slump, che adesso può finalmente anche essere loro e non solo appannaggio dei vecchi fans cresciuti negli anni ’80.
A fronte di una storia spassosa e di un ottimo doppiaggio nostrano, la serie merita un’occhiata a prescindere delle censure e, per quanto io sostenga fermamente che la morte di questa storia sia su carta, non posso che promuoverne il remake anni ’90, anche in virtù di ottimi ricordi legati al periodo della sua programmazione e al grandissimo affetto che provo sia per l’autore che per questa vicenda in particolare.

Dottor Slump & Arale è la serie giapponese comica per eccellenza, che chiunque dovrebbe leggere o guardare almeno una volta nella vita, e adesso abbiamo una versione creata apposta per avvicinarvi le nuove generazioni, quindi non ci sono più scuse. Armatevi di Time Slipper e bastoncini con le cacche e tuffatevi in un mondo folle, bonario e divertente da cui sarà difficilissimo poi uscire. Ma perché, poi, farlo, se in questo “mondo casinista” (come recita la prima sigla giapponese dell’anime anni ’80) si sta così bene?


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demone dell'oscurità

Episodi visti: 74/74 --- Voto 10
Questa serie l'ho sempre preferita di più rispetto alla precedente, a mio avviso più allegra e spensierata, e ci sono molti punti divertenti che fanno davvero sganasciare dalle risate!

Ovviamente tutte le parti dove è presente il Dottor slump sono divertentissime e le invenzioni che vengono fatte nel prosieguo della serie rivelano il più alto concentrato di demenzialità che Toriyama poteva dare alle sue opere.

Un grandissimo ed in palla Pietro Ubaldi sul dottore, così come tutti gli altri doppiatori che non hanno fatto altro che dare quel tocco di classe in più per esaltare episodi che erano già completi, a livello di animazione, in ogni reparto.

Pur respirando la stessa aria che c'è in Tazmania, questo cartone vuole dimostrare allo spettatore che nonostante si può condurre un'esistenza intera nel combinare pasticci a non finire, non certo lo si fa perchè si è animati da cattive intenzioni, ma con il solo desiderio di rendersi utili e amici alla gente che subisce malauguratamente queste pazzie.

A mio avviso non serve, quindi, mettersi delle maschere o fare qualche pazzia per rendersi interessanti o piacenti alla gente che ci interessa frequentare, ma essere sempre se stessi animati da una buona dose di ottimismo e dallo saper stare insieme senza combinare guai o seminare disastri o discordie inutili, fondamenti principali per costruire solidi legami con il prossimo o a chi vogliamo bene e vogliamo conoscere sempre di più, credo sia questo il messaggio che l'autore voglia lanciare con l'anime nascondendosi nella più mostruosa delle demenzialità più radicate che possano essere realizzate per un cartone animato.

Da vedere assolutamente!

anonimo

 2
anonimo

Episodi visti: 74/74 --- Voto 8
Divertente e con un fascio di demenzialità in più delle regolari serie del genere commediale, questa serie è, più che un seguito della prima, una sua riformulazione. Un miglioramento può essere intravisto in ambito grafico e sonoro, ma vedere la grande Arale con una tinta di capelli marrone fa proprio deludere!
La storia è la stessa:
Uno scienziato quasi trentenne, Sembei Norimaki, abitante del particolare villaggio Pinguino, provando a costruire ogni tanto la rivoluzione del secolo, un giorno riesce a creare un robot, che si rivelerà la sua migliore amica e peggiore combina guai: Arale.
Essendo inventore della ragazzina robot, egli comincia a sfruttarla in ogni buona occasione, per riuscire a far colpo sulle ragazze, di cui è maniaco, ma lei riesce a sfuggire dal suo controllo e si emancipa. Dopo poco tempo, Arale diviene simbolo di tutto il suo villaggio Pinguino e comincia a combinare guai a non finire, non essendo cosciente dei pericoli che avvolte crea, a causa della sua forza incredibile, imparagonabile a quella dei normali esseri umani.
Scema ma allo stesso tempo buona e generosa, con un pizzico di ironia e demenzialità in più del normale, Arale ha conquistato milioni e milioni di appassionati dagli anni 80 ad oggi.
Indistinguibile da una ragazzina vera, la ragazza cibernetica che soffre di miopia, viene considerata la sorellina del dottore strampalato, a causa di una sua diceria, detta per nasconderne l'identità reale. La sua bontà interiore, unita alla sua grande ingenuità faranno sì che il dottore conquisti la sua amata dei sogni: l'insegnante di Arale, Midori, che diverrà la moglie dell'inventore.
Insieme, avranno un figlio Turbo, molto più responsabile e, grazie ad un colpo ricevuto dagli alieni, magicamente potente.
La demenzialità dei personaggi di questo anime, opera del grande Akira Toriyama, che man mano aumenteranno nel corso degli episodi, saranno la chiave del successo avuto, sicuramente meritato.
Gli episodi, pieni di gag, specialità del grande Akira Toriyama, sono autoconclusivi e si concentrano principalmente sulla famigliola del Dr. Sembei, anche se qualche volta danno un'occhiata anche alle situazioni delle altre famiglie simpatiche del villaggio, posto indimenticabile ove convivono pacificamente umani, mutanti, animali, esistenti e estinti!
Essendo stato prodotto tempo fa, la grafica non è delle migliori, ma quando un opera in generale è splendida, le caratteristiche tecniche non ne contano molto nella valutazione e nella popolarità.
Con una sigla indimenticabile e delle melodie orecchiabili, considerate molto buone, questa opera riformulata si classifica come una delle migliore serie anime capaci, proprio come poche altre, di far strappare risate a tutte le generazioni!


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fenice x felice

Episodi visti: 74/74 --- Voto 10
Ho visto tutti gli episodi di questo anime, e devo dire che fanno morire da ridere per alcune parti. Arale, è una bambina molto particolare: infatti non e un essere umano, perchè ha una forza che supera gli esseri umani. Questa sua caratteristica e dovuta grazie ha un scienziato che essendo solo (non ha una famiglia), si costruisce un robot con le sembianze di una bambina. Da qui la sua vita cambia radicalmente, infatti Arale combinerà tanti guai ed entreranno nuovi personaggi. Un anime molto simpatico e divertente...