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BeccaRebecca

Episodi visti: 25/25 --- Voto 5
Cosa mi ha provocato la visione di "The Rising of the Shield Hero"? Rabbia.

Partiamo dal principio.

"Tate no Yūsha no Nariagari" ("The Rising of the Shield Hero") è una serie isekai del 2019 che narra l'avventura di Naofumi Iwatani, un ragazzo che trascorre i suoi giorni leggendo light novel e fumetti. Un giorno comincia a sfogliare un misterioso libro dalle pagine vuote e, nel farlo, improvvisamente si ritrova in un mondo sconosciuto. Qui scopre di essere stato evocato come uno dei quattro Eroi Sacri con lo scopo di salvare il mondo dalle Ondate che provocheranno, altrimenti, la sua completa distruzione. Eppure, Naofumi scopre di essere l'Eroe dello Scudo, quello ritenuto più debole e inutile e, per questo, viene deriso da tutti, addirittura tradito da quella che sembrava essere la sua compagna di avventure.

Per i primi tre-quattro episodi questa serie mi ha tenuta letteralmente incollata allo schermo. Non ho visto molti isekai (esempio lampante: "Sword Art Online"), quindi non sono partita né prevenuta sul genere né con basse aspettative. La prima impressione su "The Rising of the Shield Hero" è stata ottima, tanto che ho pensato che potesse rilevarsi una delle serie migliori del 2019. Fin da subito sono stata colpita non tanto dalla trama, quanto dal protagonista, caratterialmente più originale rispetto a tanti personaggi che ricoprono il suo stesso ruolo in primo piano.

Eppure, l'entusiasmo iniziale è stato ben presto sostituito da una noia inattesa. Ogni episodio si rivelava sempre più inutile. I personaggi ricevevano un'introspezione scarsa, senza dubbio sprecata, e anche i nuovi personaggi che venivano man mano introdotti risultavano fastidiosi oppure venivano liquidati in pochissimi episodi. Col trascorrere delle puntate e dei vari eventi della serie riportavo alla mente i ricordi dei primi episodi, pensando: "Ma sto guardando la stessa cosa?". Mi sembrava illogico: una serie dal potenziale così alto che veniva sempre più sprecato in personaggi insulsi, avvenimenti dimenticabili ed episodi che, nel complesso, mi risultavano noiosi, irritanti e senza senso.

A un certo punto ho deciso di prendermi una pausa, indecisa se non continuare più quella tortura oppure darmi forza e concluderla una volta per tutte, nella speranza di un miracolo che avrebbe portato anche un po' di interesse nella visione della serie. Fortunatamente, gli ultimi episodi si riprendono, anche se, purtroppo, non sono riuscita neanche lontanamente a dimenticare la noia che ha caratterizzato la visione di gran parte delle puntate.

"The Rising of the Shield Hero" è una montagna russa con più discese che salite: sono partita entusiasta, proseguendo annoiandomi, fino a ritrovare un po' dell'emozione dei primi episodi. Ma il sentimento che descrive nel miglior modo questa serie è la rabbia. Provo solo rabbia nel ricordarmi, ogni volta, il potenziale sprecato.

Ciò che riesco a salvare, però, in questo disastro, è la colonna sonora. Opening, ending e OST meritano senza dubbio di ricevere almeno questo riconoscimento. L'unico aspetto positivo di "Tate no Yūsha no Nariagari", una serie che vorrei ricordare solo per quella che è stata nei primissimi episodi, ma che, purtroppo, mi ritrovo a rimpiangere nel ricordo della rabbia che mi ha provocato nella visione del resto.

falcoblu

Episodi visti: 25/25 --- Voto 4,5
Bocciato senza appello. "The Rising of the Shield Hero" si sarebbe conquistato una risicata sufficienza, se solo l'anime fosse iniziato dall'episodio 5. Ci saremmo trovati di fronte a un generico isekai con eroe 'over-powered' e un harem femminile di bambine al suo seguito, un compitino senza infamia e senza lode con alcuni alti e parecchi bassi, ma nello standard delle opere del suo genere. Buoni combattimenti vengono troppo spesso accompagnati da mediocri animazioni per il resto dell'episodio, ambientazioni perlopiù anonime vengono ri-valorizzate quando entra prepotente una pessima gestione della CGI, saghe allungate all'inverosimile vengono seguite da altre talmente accelerate, che sembra di visionare un seconda parte di un film riassuntivo.

Come dicevo, la norma.

Il vero "grande errore" di questa serie è stata nella realizzazione dei primi quattro episodi, di una qualità talmente elevata, che lo spettatore si sarebbe aspettato una prosecuzione, se non pari, almeno sulla falsariga del primo arco. Nonostante "The Rising of the Shield Hero" appartenga a un genere inflazionato e i primissimi minuti siano l'apoteosi della genericità, l'anime con le sue peculiarità cattura subito l'interesse dello spettatore. I personaggi principali sono caratterizzati molto bene e l'evoluzione del rapporto per la coppia Naofumi-Raphtalia risulta ottima, gli antagonisti svolgono egregiamente il loro lavoro grazie alle loro macchinazioni e all'ambiente in cui agiscono. Regia, scenografie, gestione dei tempi, musiche, tutto quanto viene integrato sapientemente, per raggiungere un prodotto di elevata qualità, e un 8 e 1/2 sarebbe forse un voto troppo severo per quello che viene offerto.

Peccato solo che la serie non si concluda al quarto episodio, ma al venticinquesimo, e possiamo malinconicamente osservare con l'avanzare della serie che, mentre la reputazione dell'eroe dello scudo si innalza, la qualità della serie crolli. Il confronto tra prima e dopo è imbarazzante, e cresce nello trascorrere degli episodi una sensazione di sconforto nell'immaginarsi cosa sarebbe potuto essere "The Rising of the Shield Hero", se avesse mantenuto i livelli di qualità proposti inizialmente.


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AnthonySoma-sensei

Episodi visti: 25/25 --- Voto 7,5
Per migliaia di anni lo Scudo ha sempre simboleggiato difesa e protezione non solo per il suo portatore, ma anche per chi lo circonda, per le persone a lui più care e vicine. Sebbene tale arma incarni valori nobili come la protezione spirituale e la forza d’animo, possiede uno svantaggio rispetto a qualsiasi altro strumento utilizzato per combattere: è innocuo a livello offensivo.

Quantomeno questa è una delle molteplici giustificazioni che hanno spinto la famiglia reale del Regno di Melromarc e la maggior parte della sua popolazione a denigrare e sottovalutare l'operato del suo portatore, Naofumi Iwatami.
Tuttavia cerchiamo prima di fare chiarezza: Naofumi è il classico ragazzo del genere isekai, lettore di light novel e isolato dal mondo esterno, il quale si ritrova magicamente all'interno di un mondo parallelo fantasy, dove scopre di essere uno dei Quattro Eroi Sacri a cui è stato affidato il pesante onere di salvare il mondo da una crudele profezia. Naturalmente al nostro protagonista è capitata proprio l'Arma Leggendaria più debole, lo Scudo, al quale, però, dovrà essere devoto e riconoscente per tutta la vita. È lecito affermare che la sua arma, da una parte, è stata la causa scatenante di esagerata discriminazione e allo stesso tempo di crudele inganno da parte della maggior parte degli individui che lo circondano; dall'altra parte, però, il protagonista ha saputo sfruttare questa debolezza per trasformarla nella sua principale fonte di potere. Naofumi ha imparato ad essere indipendente dagli altri, scaltro e cinico: questi nuovi aspetti della sua personalità hanno avviato un lungo e tortuoso processo di sviluppo psicologico e sociale, il quale ha permesso a Naofumi di maturare in maniera precoce rispetto ai suoi colleghi Eroi. Il protagonista ha sfruttato in maniera ineccepibile la sua debolezza, per surclassare sotto qualsiasi punto di vista gli altri eroi, i quali, erroneamente, non solo hanno preferito adagiarsi sugli allori, ma non hanno saputo sfruttare i vantaggi e la superiorità delle loro Armi Leggendarie per imporre il proprio dominio. L'Eroe dello Scudo, però, non sarebbe mai riuscito nei suoi intenti senza l'aiuto dei membri del suo party: Raphtalia e Filo. Non starò qui a raccontarvi come personaggi del calibro di Filo, con la loro voce squillante e irritante, non riesca proprio a sopportarli. Ma poi c'è lei, Raphtalia... la giovane semi-umana è la perfetta incarnazione delle mancanze e delle molteplici pecche che caratterizzano gli individui della società contemporanea: umile, devota, disposta a qualsiasi sacrificio per chi la circonda, colma di valori e forza d'animo.

Ma l'apparenza spesso inganna, in quanto la serie fino a metà stagione si è tenuta a livelli piuttosto normali, subendo poi un lento e drastico calo proprio nei momenti cruciali. Vogliamo discutere della maniera becera in cui è stato adattato l'ultimo arco narrativo? Posso anche capire i problemi di budget e tempistiche, tuttavia non è meglio procrastinare il tutto a una seconda stagione e realizzare meno episodi? O meglio ancora, aggiungere uno, due episodi in più? Onestamente non capisco proprio cosa passi nelle menti geniali dei produttori. I problemi, però, vanno riscontrati anche in alcuni eventi che hanno caratterizzato la narrazione, rendendola meno coerente e credibile... vi ho parlato di come il processo evolutivo a livello psicologico abbia avuto tanti effetti positivi sull'Eroe dello Scudo, dunque per quale motivo renderlo gradualmente più mansueto e tollerante nei confronti del mondo esterno? Personalmente credo rispecchi una scelta narrativa "out of character" che oscura in parte il modo consueto di pensare e agire del protagonista.

Per quanto concerne il comparto grafico, nulla da recriminare: combattimenti all'ordine del giorno e quasi sempre sul pezzo, e le rappresentazioni grafiche delle skill di alcuni personaggi mi hanno messo i brividi e gasato parecchio! Ho apprezzato l'idea di poter seguire, attraverso una grafica personalizzata, passo passo le nuove skill e l'avanzamento di livello da parte di Naofumi e del suo party. Mi sono subito innamorato della seconda opening della serie, e il doppiaggio mi è piaciuto.

Spero di non aver posto più domande che spiegazioni nella mia personale recensione su "Tate no Yuusha no Nariagari", una di quelle tante serie con un potenziale enorme che non è stato sfruttato al meglio delle sue possibilità. Naturalmente ciò non toglie che i tre elementi principali, narrazione, personaggi e grafica, siano ben armonizzati nell'insieme, tuttavia alcune scelte narrative mi sono sembrate davvero assurde e incoerenti con quanto visto durante il corso dell'opera.
Per avere una visione più completa della situazione, spero nell'annuncio di una seconda stagione, dato il finale aperto e con tanti interrogativi. Che dire, non posso non consigliare la visione dell'opera, se siete alla ricerca di una buona trama e di combattimenti scoppiettanti e pieni di pathos.
Il mio voto finale è 7,5.