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AnthonySoma-sensei

Episodi visti: 49/24 --- Voto 8,5
L'aspetto che più mi ha impressionato durante la visione di "Nanatsu no Taizai" riguarda principalmente la caratterizzazione dei personaggi, sia a livello individuale che psico-sociale, la quale è stata coordinata in maniera magistrale e soprattutto ponderata a quasi tutti i caratteri che sono entrati in azione durante lo svolgimento delle vicende della storia. Sebbene quarantotto episodi possano sembrare anche più che sufficienti per caratterizzare dei personaggi di un'opera, non è allo stesso tempo semplice renderla funzionale alle altre strutture fondanti, come ad esempio la trama e i combattimenti. In altre parole, è necessaria l'esistenza di un "filo logico" che colleghi in maniera efficiente tutte le componenti più importanti, in modo tale da evitare sia clamorosi buchi di trama sia perdere tutta quell'emotività che una vicenda può suscitare nello spettatore.

Naturalmente non mi dilungherò nella discrezione pedissequa di tutti i personaggi, tuttavia ci sono alcune personalità degne di essere citate e analizzate: la figura più controversa e sulla quale restano ancora tanti dubbi e un forte alone di mistero è quella di Gowther: la sua amorfa natura non gli permette di sperimentare ciò che i suoi compagni riescono, invece, a provare ogni singolo giorno! Ebbene sì, stiamo parlando delle tanto agognate e complesse "emozioni", ovvero quella peculiarità che distingue gli esseri umani rispetto a qualsiasi altra specie/razza esistente nell'universo. Durante il susseguirsi delle vicende, Gowther è alla continua ricerca di una "formula" efficace che gli possa consentire di comprendere quello che provano effettivamente gli esseri umani quando compiono particolari azioni o mettono in atto specifici comportamenti, dunque il suo principale obbiettivo è proprio quello di riuscire a possedere, metaforicamente parlando, un cuore tutto suo. Ovviamente non riuscire ad esperire e soprattutto comprendere le emozioni spesso lo induce a compiere degli atti stravaganti e ambigui dal punto di vista morale o etico, talvolta dovendosi scontrare anche con i propri compagni, ma tutto sommato è difficile giudicarlo negativamente per la condotta delle proprie azioni... è come se avessimo di fronte un bambino a cui insegnare delle norme o delle regole da rispettare, all'inizio è naturale commettere degli errori e sbagliare.
Un altro carattere degno di nota è il Capitano dei Setti Peccati Capitali, Meliodas, una figura davvero molto complessa e difficile da comprendere, data la sua duplice natura e il suo oscuro passato. Egli potrebbe essere concettualizzato come una “sintesi” tra il Bene e il Male, un personaggio deciso a cambiare completamente la concezione degli esseri viventi e del mondo che lo circonda, ma che irrimediabilmente viene continuamente influenzato dai suoi trascorsi e dalla sua vita precedente. Meliodas è una vera è propria “mina vagante”, che potrebbe scoppiare in qualsiasi momento e sovvertire così l’andamento della narrazione che conosciamo sia in positivo che in negativo; sebbene questo suo lato oscuro, le persone al suo fianco lo sostengono e lo supportano lo stesso senza mai esitare, ma con l’amara consapevolezza che un giorno questa condizione potrebbe drasticamente cambiare.
L’ultima menzione voglio dedicarla al Capitano Hawk, il maialino amico di Meliodas e considerabile fondamentalmente come un personaggio odioso e inutile a fini di qualsiasi cosa in “Nanatsu no Taizai”, tuttavia sento di dover spezzare una lancia in suo favore, poiché nella maggior parte dei suoi interventi è riuscito a strapparmi un sorriso, riuscendo talvolta anche ad allentare la tensione e la tristezza dietro particolari eventi negativi accaduti ai suoi compagni d’avventura. Oltre al lato comico, mi hanno colpito ancora più profondamente alcune delle sue decisioni prese durante la storia, infatti, nonostante abbia la consapevolezza di essere debole e poco utile alla causa dei Sette Peccati Capitali, non ci ha pensato due volte a mettere in gioco la propria vita (con il sorriso), pur di salvare i suoi cari amici.
Questi sono solo alcuni dei personaggi che delineano questa serie, e posso assicurarvi che tutti nel complesso posseggono una caratterizzazione degna di essere approfondita ulteriormente.

La trama si mantiene saldamente ancorata al livello dei personaggi, i due aspetti riescono a comunicare e a viaggiare in maniera sincrona, infatti, sebbene la mole abnorme di caratteri, la storia è riuscita ad essere chiara e ad attribuire l’adeguato spazio a tutti; oltretutto il ritmo narrativo si è mantenuto su livelli quasi sempre alti, mostrando difficilmente dei cali d’intensità; in effetti è necessario tenere una buona concentrazione, data la complessità e talvolta l’ambiguità di alcune vicende. La trama ruota intorno ad alcuni personaggi che si sono distinti per forza e abilità, chiamati Sette Peccati Capitali, i quali hanno il compito di provare a riconquistare il regno più potente di Britannia, Lionesse, dal colpo di stato tentato dai Cavalieri Sacri. I Sette Peccati Capitali vengono chiamati in questo modo, per via di una colpa commessa da ognuno di loro in passato.

L’impianto grafico è riuscito ad esprimere al meglio gli appassionati e intensi combattimenti, che sono stati sempre sul pezzo; le fisionomie non mi hanno entusiasmato più di tanto, in particolare prediligo un’uniformità nella realizzazione delle “caratteristiche fisiche” dei personaggi (differenti tipologie nella forma degli occhi); sul doppiaggio bisogna fare un bel discorso: ho visto gli OAD e i quattro episodi speciali conclusivi della prima stagione in giapponese, e il doppiaggio è stato pressoché perfetto, le voci dei doppiatori rispecchiano chiaramente le caratteristiche e la personalità dei personaggi. Anche il doppiaggio italiano di Netflix è stato onestamente superiore alle mie aspettative, peccato per le doppiatrici di Elizabeth e Diane, le quali non solo assolutamente a livello delle controparti giapponesi. Di OST ce ne sono in quantità industriale, riuscendo a ricoprire qualsiasi tipologia di gusto musicale.

Nel complesso è davvero una serie più che completa, la quale ha come punti di forza principalmente la trama e i personaggi; mi sarebbe tanto piaciuto trattare caratteri come Ban, Diane o anche King, ma la recensione sarebbe divenuta poi troppo lunga e dispersiva. Consiglio assolutamente la visione di “Nanatsu no Taizai”, in quanto si tratta di un anime che deve essere seguito con attenzione e criterio, per non perdersi davvero nulla del viaggio dei Sette Peccati Capitali!
La visione dell’anime mi ha anche convinto a recuperare il manga il prima possibile.
Il mio voto finale è 8,5.