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loreg95

Episodi visti: 12/12 --- Voto 5
Allora, comincio elencando le cose belle di quest'anime: sia l'opening che l'ending di questo anime sono carine, non dei capolavori, ma comunque ascoltabili. Anche per quel che riguarda il lato tecnico non mi lamento, infatti sia il doppiaggio giapponese che l'animazione sono realizzati bene e non ho notato grosse problematiche a riguardo.
I personaggi al contrario sono uno peggio dell'altro: a parte uno, sono tutti dei pazzi psicopatici e stereotipati a tal punto da rendere impossibile provare un minimo di simpatia per uno di essi. L'unico tra di loro che personalmente salvo è la zia di Satō, che nonostante i problemi già citati riesce comunque a farsi apprezzare come personaggio.
Ho voluto comunque dargli 5 come voto, dal momento che la storia alla fine è godibile, a parte il finale, un po' insensato e non proprio soddisfacente.
Se pensate di riuscire a sopportare i personaggi allora provate a dargli un'occhiata, altrimenti andate oltre.


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DrakeCri03

Episodi visti: 12/12 --- Voto 6
Comincio col dire che l'OP è ascoltabile, mi è piaciuta abbastanza. Però, già dal primo episodio si può notare molto facilmente che l'anime sarà troppo veloce, al contrario di una scena reale di questo genere. I dialoghi tra la bambina e la protagonista saranno sempre simili o identici per il corso dell'intera vicenda. Il ragazzo con i problemi che ha avuto, non capisco la gioia che trova nelle azioni che praticherà nel corso dell'anime. Fosse per me io non ne consiglierei la visione, ma potrebbe essere che ad alcuni piacerebbe guardarlo. L'unica parte di tutto l'anime che mi è piaciuta veramente è il finale e non lo dico tanto per far ridere, il finale a parer mio è fatto bene. Spero con questa recensione di aver aiutato qualcuno.


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npepataecozz

Episodi visti: 12/12 --- Voto 4,5
- Alzo le braccia davanti a questa escalation di pattume. (Arashi84)
- Caspita quanto disagio in questa serie. (Ladynera)
- Stufo di questi anime che vogliono farti la sorpresa "eh in realtà sono un horror paxxo ihih" ma che sorprendono per quanto facciano puntualmente cacare. (MetalDevilGear)
- Questo non è estremo è malato e basta. (Zelgadis)
- Serie sorprendente: vuole prendere a cazzotti lo stomaco dello spettatore e ci riesce in pieno. (Irishman)

Potendo vantare numerosi commenti di questo tipo, Happy Sugar Life è entrato di diritto nella cerchia degli anime "malriusciti" a cui dedicare una delle mie recensioni "semiserie". Prima di cominciarla, però, vorrei fare una premessa importante. Anche se in questa recensione metterò in evidenza soltanto i pareri negativi espressi dall'utenza, che sono comunque la stragrande maggioranza, sono assolutamente consapevole della presenza anche di valutazioni decisamente più positive; Queste però non possono trovare spazio qui per ragioni evidenti. Non segnalandole non se ne vuole negare l'esistenza; il problema è che questa è una recensione negativa e purtroppo di anime come Ousama Game, che mette tutti d'accordo, ne esiste (per ora) soltanto uno. Quindi, pur cercando di usare per questo tipo di recensioni solo anime che vantino una stragrande maggioranza di dissensi, ci sarà sempre una parte di voi che non sarà d'accordo; a questi ultimi si chiede di portare pazienza. Il sito, comunque, già offre molti spazi per educate repliche; ma se proprio vorrete sottoporre le vostre ragioni anche al sottoscritto potete tranquillamente scrivermi al seguente indirizzo di posta elettronica: nuncescassà@notmail.it

Ma passiamo alla nostra recensione. Io direi di cominciare subito con la trama così ce la togliamo dai piedi.

Matsuzaka Satō è nota per essere una studentessa soggetta a bruschi cali di zucchero nel sangue. Con sua grande sorpresa scopre che andare a letto con ragazzi sempre diversi non rappresenta una terapia efficace per risolvere il suo problema; la soluzione, invece, sarebbe rappresentata da Shio, una bambina zuccherosa di cui la ragazza dai capelli rosa si dichiara profondamente innamorata. Shio, però, è un medicinale che ha il brutto vizio di esagerare con le sue virtù curative; per questo motivo finirà per attirare a sé tutti gli stramboidi del paese, mettendo così a dura prova il piano terapeutico della povera Satō, un piano che aveva come pietra angolare il sequestro di persona.

Non c'è che dire: una storia del genere meriterebbe di essere tramandata oralmente da padre in figlio per generazioni e generazioni quasi fosse una religione. Però poi ci renderemmo conto di aver sprecato inutilmente il nostro tempo, esattamente come quando ci siamo dedicati alla visione di questo anime. Ma quali sono i motivi che ci spingono ad asserire che Happy Sugar Life debba essere considerato un anime malriuscito? La parola, ancora una volta, passa all'utenza di AnimeClick.it

- Solo io penso che l'autore metta roba a caso? (Zelgadis)
- Mi fa ridere vedere scambiato seriamente quello che si vede in questa serie per amore, ogni forma di questo cosiddetto amore è oltremodo ripugnante (Mirokusama)
- *gulp* non sapevo bene cosa avrei trovato in questa serie ma ora mi è fin troppo chiaro (ladynera)
- Ammazza che zozzeria (SordiA)

Obiettivamente la sceneggiatura lascia molto a desiderare. In verità Happy Sugar Life presenta una struttura che di per sé è anche abbastanza solida: non ci sono importanti amnesie o grandi contraddizioni ma, così come dovrebbe essere, quello che non si capisce nel momento X il più delle volte viene spiegato correttamente nel momento Y.
Purtroppo è proprio la filosofia operativa su cui si fonda questa storia ad essere poco convincente: il voler eccedere sempre e comunque, andando contro qualsiasi principio etico elementare per smascherare la grande "fame d'amore" che governa il mondo, all'apparenza può sembrare figo, può perfino indurre qualcuno a pensare "ehi, finalmente c'è qualcuno che ha gli attributi per andare controcorrente"; poi però l'anime bisogna anche guardarselo e ben presto esso apparirà così palesemente irrealistico e talmente fastidioso da spingere lo spettatore ad eccedere con epiteti non adatti a persone ben educate. Il troppo stroppia ed in questo caso stroppia malamente.

Ma il vero punto debole di questo anime sono i suoi personaggi.

- Ennesimo anime che punta su personaggi impazziti a caso (Clickarot26)
- Ogni nuovo personaggio è un altro passo verso la fossa biologica (Arashi84)
- I personaggi sono davvero l'uno peggio dell'altro (ABI_666)
- Ah ma è la fiera degli psicopatici! (Casper1991)
- So tutti malati... che azz di quartiere è? (Ironic74)

Effettivamente una tale concentrazione di persone con evidenti disturbi mentali sarebbe stata ammissibile in un anime ambientato in un manicomio, ma non in un anime ambientato in un normale quartiere cittadino.
Ma approfondiamo un po' di più questo punto, andiamo nello specifico e spendiamo due parole sui personaggi più significativi che si incontrano guardando questo anime.

1. Satō Matsuzaka
- Una pazza circondata da pazzi, o ha una grande sfiga o è tutto troppo esagerato (Mirokusama)

Satō è la nostra protagonista dai lunghi capelli rosa. La ragazza viene da un'infanzia decisamente sfortunata: rimasta orfana dei genitori viene affidata ad una zia che le inculca una concezione dell'amore di stampo masochista; e direi che con questi precedenti non c'è molto da meravigliarsi se poi la ragazza non ci sta tanto con la testa. Ossessionata dalla ricerca di una forma di amore diversa rispetto a quella sperimentata fino a quel momento passa da una relazione all'altra finché non si innamora di Shio, una bambina delle elementari.
Devo dire che come personaggio Satō non mi è affatto dispiaciuto, anzi si è rivelato essere più complesso di quanto mi aspettassi. E non scordiamoci che si tratta di una yandere e che quindi certe stranezze fanno parte del tipo di personaggio e vanno accettate. Ciò che, però, danneggia il giudizio su di lei è il suo rapporto con la piccola Shio: la sua ricerca del vero amore poteva concludersi con la conquista di un diverso tipo d'amore, quello di una madre verso la propria figlia. Invece si è continuato a parlare di zucchero, di barattoli che si riempiono e si rompono e di amore di coppia suggellato da un finto matrimonio per sera. Purtroppo ciò ha svilito tutta la storia, in quanto si finisce per pensare inevitabilmente alla pedofilia (e forse a ragione); ma anche volendo trascurare la cosa, si è finito per banalizzare le conclusioni e arrendersi al trash.

2. Shio Kōbe
- Ah ma non è solo sindrome di Stoccolma,anche la bambina è matta. La sua psicologia resta comunque irreale,certi concetti e ragionamenti non possono appartenere ad una bimba di quella età (ReiRan->--@)

La nostra Rei ha riassunto benissimo il mio giudizio su Shio con questo commento. La sua prima parte dell'infanzia è stata certamente difficile, fatta di violenze familiari, abbandoni e una sorta di forza gravitazionale che attira verso di lei solo malati di mente. Anche la ragazzina, però, dimostra di stare non tanto bene. Shio, infatti, ha una personalità almeno tripolare: la prima è quella che si comporta come una bambina piccola che fa domande e da risposte infantili, la seconda è quella troppo matura descritta da Rei, la terza è quella malata che la porta a fare colpi di testa poco adatti a ragazzine della sua età. E, ma questa è un opinione personale, a me non piace in nessuna delle tre vesti.

3. Taiyō Mitsuboshi
- Il biondino è un perfetto idiota (Npepataecozz)
- Ma in tutto questo com'è che ci va sempre nel mezzo solo Mitsuboshi? Salvate quel povero demente! (Arashi84)

Mitsuboshi è sicuramente il personaggio peggiore dell'intero cast. Comincia come un ragazzo normale, che svolge con diligenza le mansioni di cameriere in un locale in cui i ragazzi hanno un debole per la bella direttrice (che ovviamente è un'altra matta). Tutto cambia quando Satō entra a far parte dello staff del locale: i ragazzi la notano subito e lo stesso Mitsuboshi le chiede di uscire ricevendo un solenne due di picche. La direttrice, però, cade preda dalla gelosia e decide di invitare Mitsuboshi nel suo ufficio per catturarlo e abusare più volte di lui. Dopo essere stato liberato da Satō, il ragazzo però mostra in che modo l'evento ha segnato il suo spirito: ha sviluppato una fobia nei confronti degli adulti e comincia a sbavare per una bambina che vede ritratta su un volantino.
Ora, sarà che se fosse capitato a me avrei gridato "pussa via" a Satō nel momento in cui cercava di liberarmi, devo dire che la reazione di Mitsuboshi m'è sembrata eccessiva. Lo stupro, maschile o femminile che sia, va sicuramente sempre condannato, per cui ci sta che il nostro biondino con le forcine, anche se è andato a letto con una bella donna, si incazzi e la denunci; lui però che fa? Comincia a venerare le bambine e a mormorare fra sé e sé "sono sporco, mi hanno sporcato". Amico mio dovresti cominciare a riconsiderare le tue priorità secondo me...
Ci sarebbe tanto altro da raccontare su questo soggettone, ma manca lo spazio e soprattutto la voglia di star dietro a tutte le stupidaggini che fa. Se proprio vi interessa guardatevi l'anime.

4. Asahi Kōbe
- Il fratello con la mazza conferma che non c'è nessuno sano (Casper1991)
- Buonanotte, confidavo nel fratello prima di vederlo versione guerriero della notte (Mirokusama)

E' il fratello di Shio. Si sacrifica per salvare la piccola sorellina rimanendo, non si capisce perché, col violento padre invece di scappare con Shio e la madre; alla morte del padre comincia a cercare la sorella distribuendo volantini in giro per la città. Esistono un sacco di lavori pericolosi al mondo; tra questi non mi risulta ci sia la distribuzione di volantini. Eppure costui riesce a farsi pestare di continuo, dorme sotto le panchine (e non si capisce perché, una casa ce l'aveva), lavora anche di notte con le strade deserte, eccetera eccetera. Poi alla fine, come, fanno notare i due commenti, da sfigato irrecuperabile si trasforma in guerriero della notte e comincia seminare terrore. Della serie: "il risveglio dello jedi"

5. La zia di Satō
- Inquietante a dir poco la zietta.. Ti tiene col fiato sospeso dall'inizio alla fine.. (Cursedsoul)

E' un essere abbastanza inquietante, molto attraente fisicamente ma anche piena di ferite incerottate. Crede che l'amore significhi accettare qualsiasi cosa da chiunque, compresa la violenza fisica ed è certamente una masochista. Oltre a questi fattori che la qualificano come ennesima matta, il personaggio a volte riesce pure a suscitare curiosità, ma nel complesso proprio non convince. La sua presenza è importante per capire la mentalità di Satō, ma per il resto la sua caratterizzazione è qualcosa di imbarazzante: Miss amore nel mondo sembra vivere sempre chiusa in una casa buia, dorme in una stanza sporca e puzzolente e cerca di violentare tutte le persone che gli capitano a tiro. Manco nei film horror/porno di serie B si trovano personaggi così strampalati.

Sia chiaro che questi cinque rappresentano solo un campione dei malati di mente presenti in questo anime; se qualcuno si sentisse in dovere di segnalarci qualcun altro può farlo nei commenti, ma non mi assumo nessuna responsabilità per la sua sanità mentale.

Per quanto riguarda questo anime direi che è tutto, Vorrei solo segnalare una coppia di utenti che hanno espresso una problematica personale che potrebbe risolversi attraverso la collaborazione reciproca. Io vi segnalo, poi magari vi incontrate e risolvete la cosa.
Per quanto mi riguarda, arrivederci a tutti.

-E poi mentre ne hai bisogno ti esce un piede di porco così...agggratisse (Ironic 74)
-Colpite me con un piede di porco...vi prego. (Clickarot26)


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Mirokusama

Episodi visti: 12/12 --- Voto 4
Vedi “Happy Sugar Life”, leggi il troppo stroppia. Ecco la sensazione che questa serie mi ha trasmesso dal secondo episodio, sensazione diventata poi timore, poi conferma e poi condanna, condanna di una serie che non sarebbe mai stata un capolavoro ma che si è rovinata con le sue mani arricchendo in maniera esagerata un quadro che, nella sua semplicità, avrebbe potuto regalare una storia ugualmente disturbante, come sperava di essere, e certamente meno ridicola, come invece è diventata.

Qualche accenno di trama per far rendere un’idea di ciò che voglio dire: la nostra protagonista è Satou Matsuzaka, una studentessa liceale piuttosto estroversa e, eufemisticamente, abbastanza disinibita, nel senso che non cerca relazioni vere e proprie ma non disdegna incontri amorosi senza impegno con uomini sempre diversi. L’incontro fortuito con Shio Kobe però, una dolcissima bambina che non ricorda nulla di sé in seguito a un non meglio precisato shock, segna un cambiamento nella sua realtà: conquistata dalla tenerezza di Shio, Satou prova per la prima volta un sentimento che lei identifica come amore e decide quindi di dare una svolta alla sua vita; prende Shio con sé, vanno a vivere da sole in un appartamento proprio e comincia a lavorare diligentemente e in ogni minuto libero che gli studi le concedono per garantire a lei e a Shio-chan un tenore di vita dignitoso che si trasformi in una reciproca “Dolce vita felice”.

Bello eh? L’amore puro che muta il carattere di una persona, che la porta a compiere notevoli sacrifici e che si tramuta in un rapporto platonico che garantisce reciproca felicità... un quadro delizioso, se non fosse che si scontra con due ostacoli non indifferenti:
1 – Prendere una bambina inconsapevole con sé e trattarla come una compagna di vita potrà essere anche romantico (?) ma è, soprattutto, sottrazione di minorenne, per di più incapace di intendere e di volere.
2 – La dolce Satou è una pazza maniaca omicida disposta a uccidere chiunque possa rappresentare una minima minaccia alla sopravvivenza del loro rapporto, cosa che ha già fatto al momento della presentazione della storia.
Con queste due condizioni l’intero setting della serie già potrebbe essere buttato nel cestino ma, con tanta buona volontà, poteva anche conservare qualche aspetto interessante riferito all’approfondimento dei due personaggi protagonisti per capire cosa li ha portati in questa condizione e ad un’eventuale ricerca di questa bambina scomparsa da parte di parenti, amici o anche solo dagli organi preposti vedi polizia o altro… già, poteva, se non fosse per il fatto che, già dal secondo episodio, la dolce pazza Satou si ritrova circondata nell’ordine da (consiglio di ascoltare “La marcia dei gladiatori” di Julius Fučík durante la lettura):

La manager sul posto di lavoro che si rivela essere una psicopatica predatrice sessuale che stupra un collega di Satou e ci prova anche con lei! Il suddetto collega di Satou che si rivela essere un pedofilo in erba ossessionato da Shio-chan tanto da tappezzare la sua camera con la sua foto, salvo poi preoccuparsi che qualcuno, chissà come, possa scoprirlo! Un’altra collega di Satou che si rivela patologicamente innamorata di lei tanto da scassinarle il suo armadietto e annusare feticisticamente i suoi vestiti! Un professore della scuola di Satou che dietro l’apparenza dignitosa che ha costruito con la sua famiglia è in realtà un maniaco sessuale che approfitta delle sue studentesse grazie alla sua posizione e garantendosi sempre la totale impunità!
Potrebbe bastare no? In fondo siamo solo al secondo episodio e già questa serie presenta più casi patologici di un manicomio criminale…ma che ci si creda o no questo è solo l’antipasto perché, col passare delle puntate, “Happy Sugar Life” arricchirà il suo parco personaggi con perle importanti che comprendono padri di famiglia violenti e alcolizzate, madri sottomesse e snaturate che abbandonano i propri figli e, dulcis in fundo, il top assoluto rappresentato dalla zia di Satou, una donna mentalmente malata che, in nome dell’amore, giustifica ogni cosa, dal bacio della buonanotte all’amputazione di un braccio se il partner del momento lo ritiene necessario per il suo divertimento. Potrei anche continuare quest’elenco con personaggi meno che secondari ma è uno stillicidio che preferisco risparmiarmi onestamente e racchiudere il tutto in una (amara) conclusione: tra tutti i personaggi che questa serie presenta, siano essi protagonisti, principali o secondari, uno e uno solo preserverà la sua salute mentale dall’ inizio alla fine… e se ve lo steste chiedendo, no, non è la bambina purtroppo.
Come se questa rappresentazione grottesca non bastasse la serie scava anche più in profondità nel trash e nell’assurdo quando analizza il rapporto tra Satou e Shio-chan provando a giustificarlo quasi trovandoci una base d’amore innocente che nasconda la realtà, rappresentata nei fatti dall’unione di due persone sfortunate e psicologicamente menomate che si illudono di evadere dalla loro esistenza nel reciproco conforto. Neanche il finale prova a risollevare questa serie che chiude mestamente una vicenda dolorosa e sconfortante negando anche un futuro di speranza a quei personaggi che, ipoteticamente, potevano averlo. In estrema sintesi, è pura spazzatura, da qualunque parte la si guardi.

Più lusinghiero invece è il mio giudizio sugli aspetti tecnici dell’anime che sono piuttosto buoni, a discapito della storia che racconta chiaro. “Happy Sugar Life” è la trasposizione dell’omonimo manga di Tomiyaki Kagisora, una pubblicazione ancora in corso e che quindi, magari, rappresenta ancora l’ultima fiammella di speranza per dare un finale diverso, e migliore, a questa storia; prodotto dallo Studio Ezòla, che a me risulta completamente sconosciuto ma probabilmente è per mia ignoranza, quest’anime è un prodotto tecnicamente valido che può fregiarsi di un’ottima grafica, disegni puliti e precisi e animazioni buone e scorrevoli nella loro relativa semplicità. I difetti principali emergono in quegli espedienti diventati ormai banali che vogliono sottolineare la ‘pazzia’ del personaggio in primo piano, vedi occhi sbarrati e diversamente colorati per esempio, ma la regia di Nobyuoshi Nagayama regala anche guizzi originali come la costruzione del nono episodio per dirne uno che sceglie di raccontare una delle vicende più aberranti della storia in modo insolito con uno sguardo esterno e una voce narrante che attinge da una storia per bambini adeguandola al contesto della scena, un espediente quasi sprecato per questa serie detto onestamente. Discreta la colonna sonora di Koichiro Kameyama che l’assurdità della serie mi ha impedito di godere appieno mentre molto buone ho trovato le due sigle che nascondono l’aspetto malato della serie e presentano invece solo la copertina più felice e romantica; il doppiaggio giapponese fa il suo dovere, per quanto risulti penalizzato dal dover dar voce a cotanta selezione di personalità ‘diversamente sane’, e vale la pena segnalare le prove delle due protagoniste, Misaki Kuno che ha doppiato la sventurata e dolcissima Shio-chan, e Kana Hanazawa che ha dato voce alla bipolare Satou, l’ennesima ottima prova per lei in un anno in cui comunque ha doppiato talmente tanti personaggi meravigliosi che ricordarla per questo lavoro è quasi un crimine contro l’umanità.

“Happy Sugar Life” è degno di una chance quindi per chi è alla ricerca spasmodica di un anime alternativo da guardare? Per rispetto dello spirito della serie mi verrebbe quasi da dire di sì ma la risposta è ovviamente negativa, questa serie è una riproduzione tragicomica e senza senso che nessun espediente tecnico, per quanto valido, può rendere degno di una visione se non l’istinto malsano che può nascere quando si ha la curiosità di vedere quanto in fondo si possa andare scavando nel grottesco e nel ridicolo, fermo restando che ci sono serie più adatte, per passare magari una serata in allegria, anche in questo caso.