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alessiox1

Episodi visti: 13/13 --- Voto 7
E' la terza serie di "Overlord", in cui continuano le avventure di Ainz Ooal Gown, che adesso ha deciso di mostrarsi agli imperi umani, che vuole fondare il suo regno e mostrare la paura agli umani (e non) che decideranno di opporsi al suo volere.
Per quanto riguarda il comparto tecnico, l'anime è altalenante, ha delle belle animazioni in certi momenti, ma in altri momenti diventa veramente inguardabile; non capisco se sia stato per la fretta o per problemi di budget.
Per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi, essa è discreta, anche se talvolta c'è una certa monotonia, e il protagonista non sembra avere un obbiettivo preciso, o comunque non sembra molto convinto di ciò che fa. Un'altra grave mancanza nella serie è il ruolo di antagonista: data la sua estrema forza, il protagonista non ha praticamente rivali, dato che potrebbe realisticamente uccidere tutti i nemici da solo. Questa aura di invincibilità è un grave lato negativo della serie.
In conclusione, il voto è positivo, ma le serie precedenti sono nettamente migliori, e anche la trama comincia a perdere mordente.


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Testu

Episodi visti: 13/13 --- Voto 7
Personalmente, è un piccolo passo indietro rispetto alla seconda stagione, con una ripresa nella parte centrale, dove però si intravedono, per tempo di realizzazione e budget, economia nelle animazioni, soprattutto con le armate di mostri, siano essi goblin, death knight o, verso la fine, capri neri.

Mentre precedentemente la serie iniziava con una battaglia, seppur non breve, comunque interessante, questa volta veniamo invece riportati al villaggio di Carne in cui il giovane alchimista Nfirea è stato relegato, con suo ormonale piacere, vicino alla giovane amata Enri. A questo piccolo centro abitato e a questa coppietta vengono dedicate troppe puntate, non certo sprecate, in quanto bisogna dare atto alla saga di voler sviluppare tutto minuziosamente, ma il rischio noia è dietro l'angolo. Anche l'aggiunta di nuovi personaggi, che ricordano gli avventurieri della prima stagione, e di cui già si prospetta il macabro destino, trasmette poco interesse, perché, anche se vi è la speranza che uno o due di loro sopravvivano, ormai si è restii ad affezionarsi agli umani, e stavolta l'unica cosa a salvare la situazione è proprio la diversità con cui subiranno la loro mattanza, giustificata malamente da Ainz, che si indigna per qualcosa provocata da lui stesso.

Durante questo secondo mini-arco la domanda che mi ha assalito costantemente è stata: "Ma... questi esperimenti di Ainz a che servono? Che informazioni si possono estrapolare dal torturare un casuale guerriero di basso rango?" Nessuna, pura pratica crudele. "Quali dubbi si potevano avere sulla solidità della difesa della catacomba?" Nessuna, un paio di armi magiche a soldatini scarsi e il gioco è fatto. Lo so, sembra strano lamentarsene, stiamo parlando di un dungeon con tanto di oscuro signore, non è strana come pratica attirare gente e sconfiggerla, ancora meno farlo come precauzione per il futuro; si potrebbe dire che è ordinaria amministrazione, lo scopo primario, ma, appunto per questo, serviva vederli oltre una breve parentesi all'interno della catacomba, in più di un episodio? Serviva conoscere meglio alcuni di loro e le loro famiglie in trepidante attesa? No, assolutamente no, è solo un tentativo furbo di procurare emozioni tristi nello spettatore. La serie ci fa capire che tutti, anche chi ha dei sogni e lotta strenuamente contro una dura vita, in un mondo spietato, può venire spezzato in un attimo per via della fragilità della sua natura umana. Narrativamente parlando, è un intento nobile, ma era stato già ben espresso nella prima stagione, e, francamente, se da un lato la violenza visibile rispetto all'esordio è diminuita, dall'altro l'autore, Kugane Maruyama, sembrerebbe essersi fatto più sadico, rilasciando, parrebbe, notizie extra su personaggi secondari, come le sorelle di Arche, a cui aspetterebbe un destino simile a quello di Tsuare. Comunque, tornando alla serie, ribadisco, questi avventurieri non gildati non sono utili alla storia, è solo un allungamento dei tempi, che non ha fornito manco un minimo combattimento soddisfacente, neppure con il personaggio di Hamsuke, che aveva un avversario quantomeno superiore alla media, per quanto odioso. Il fatto poi che Ainz col collarino da carcerato speri di ottenere un minimo di exp da gente di livello tanto basso è ridicolo, gli servirebbero come minimo, ma proprio minimo, eroi a livello di Evileye, e manco pochi, o almeno fare allenamento coi suoi attendenti, che sono gli unici al suo livello. Insomma, questa stagione è attanagliata ancora da un sacco di azioni inutili, figlie di futuristiche strategie pompose tipiche degli isekai, di cui a volte francamente si farebbe a meno, specie quando sono condite da dialoghi carichi di bon-ton, che a volte paiono un tantino ridicoli e fuori luogo.

Proseguendo, nella terza e ultima parte si conoscerà meglio l'impero e si darà finalmente il via a cambiamenti interessanti, che getteranno le basi per la conquista vera, i cui sviluppi verranno però visti solo nelle prossime stagioni. Ormai, grazie al piacere dell'autore di far morire gente, anche quella potenzialmente valida, il pubblico in rete, divertito, ha preso l'abitudine di fare battute e previsioni su chi o quanti verranno fatti trapassare, e se con modalità crudele o "magnanima", per non aver capito minimamente contro chi si stavano mettendo. Purtroppo, il finale non può regalarci un brivido neppure minimo, e per fortuna non si sono attardati più del dovuto per finire la questione. Da sottolineare che qualunque utilità, scopo o scusante da samurai si voglia trovare all'inutile gesto di Stronoff, suonerà assolutamente ridicola, e convince pochino anche quello che Ainz definisce "il suo spirito del collezionista", dato che lo tira fuori solo in rari casi, a volte rinunciandovi molto facilmente.

Di buono c'è che la trama della storia, anche quando sai che ti vuole distrarre, non ti dà mai la sensazione di andare alla cieca, anzi, pare intessuta sempre con ben chiaro in mente dove si vuole arrivare. Le pedine del nostro Re Stregone sono state disposte con indubbia intelligenza, a partire dalle risorse per finire alle fonti di informazione, e la speranza di sconfiggere la catacomba di Nazarik, se mai vi fosse stata, appare sempre più lontana. La trasposizione a quanto pare predilige la novel originale piuttosto che le altre versioni, che hanno piccole variazioni di alcuni avvenimenti, quindi il materiale per continuare la serie non manca di certo. Ormai, anche lo spettatore più ingenuo ha notato come Re Stregone e servitori si siano fatti, nonostante la loro allegria, sempre più spietati. Si badi bene, non sono peggiorati, stanno mostrando i loro veri volti, e questo è un bene, l'autore in questo tempo allungato sta facendo il possibile per controbilanciare la non ben definita impressione iniziale, soprattutto con Ainz, che, con questa sua sorta di codice morale malato, continua a ragionare in modo particolare, per non dire a tratti infantile o incoerente. Serve però come il pane il dare attenzione ad antagonisti un minimo capaci, che possano almeno ottenere armi di livello mondiale, magari grazie all'ancora misteriosa Teocrazia di Slaine, che pare avere tra le sue fila dei soggetti interessanti, anche se non tutti con le rotelle a posto. Quelli rimasti ancora vivi, o resuscitati, possono contribuire solo fino ad un certo punto ormai.

Intrighi a parte, è ora di ingranare la marcia sul serio.