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kirk

Episodi visti: 42/39 --- Voto 9,5
Devo dire che questa serie di “JoJo” (la quinta) mi ha soddisfatto parecchio e che non farò come in una precedente recensione (il manga “Sanctuary” di Ikegami) in cui ho abbassato il voto perché dava un’immagine positiva della yakuza... qui si parla di mafia (d’altronde è ambientato in Italia...) e il protagonista (Giovanna Giorno) è un quindicenne che ha deciso di diventare una gang star (un mafioso) ma a fin di bene: vuole bloccare il traffico della droga e, per farlo, deve diventare il capo dell’organizzazione. Fortunatamente per noi e grazie al genio di Araki non lo vedremo fare l’ordinaria carriera del gangster... estorsioni, prostituzione, gioco d’azzardo, attività che non sembrano disturbare il nostro GioGio impegnato nella lotta alla droga e alla scalata fino i vertici. Magari lo avrebbero disturbato, ma Araki passa oltre e si butta in quello che sa far meglio: i combattimenti! Personaggi assurdi con Stand (poteri) assurdi lotteranno fra di loro senza esclusione di colpi a sorpresa, e non solo i cattivi avranno perdite... cosa che non sempre è ovvia nei manga per ragazzi.

L’anime è fatto veramente bene e le uniche critiche sono quelle al manga: ve li immaginate mafiosi, assassini che vogliono passare inosservati con quei tipi di look? Oppure Bucciarati che va alla ricerca dei suoi compagni e, visto che è un personaggio positivo, tutti immancabilmente diventano portatori di Stand? Oppure quanti ne fa fuori il suo capo Polpo?
E ancora, i nomi dove li ha presi Araki: Giovanna Giorno che è in realtà un maschio non è il peggiore, cosa ne pensate di Solido Naso o ancora Risotto Nero? Andrea, Luca, Michele non andavano bene?
Ma, se volete dei bei combattimenti (come me), perdonerete tutto questo; ottime le animazioni, buone le musiche (soprattutto nella prima parte).

La David Prodution è stata all’altezza del precedente “Le bizzarre avventure di JoJo: Diamond is Unbreakable” e il voto finale è 9 ½. Ho tolto mezzo voto perché in una serie di quarantadue episodi tre episodi di riepilogo sono un po’ troppi; capisco che in Giappone vedevano un episodio a settimana, mentre io l’ho visto tutto in pochi giorni, ma gli episodi di riepilogo li giustifico solo per serie TV di centinaia di episodi, qui mi è sembrata una scelta per risparmiare due yen.


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loreg95

Episodi visti: 39/39 --- Voto 10
Comincio con il dire che, prima di iniziare la visione, avevo già letto tutto il manga, quindi ero già a conoscenza del finale e dei vari colpi di scena che sarebbero accaduti. Inoltre, non avevo delle aspettative molto alte, dal momento che consideravo la quinta parte quella meno interessante fra tutte.
Ma più andavo avanti con gli episodi e più mi convincevo di quanto avessi sottovalutato questa parte.

Per quanto riguarda la colonna sonora, sia le sigle che le theme song dei vari personaggi sono eccezionali; la OST di Giorno è realizzata talmente bene, che la si potrebbe applicare a qualsiasi personaggio.
Essendo questa la quinta parte, è possibile vedere molte citazioni alle serie precedenti (in particolare alla terza), motivo per cui consiglio di guardare questa serie solo dopo aver visto le precedenti quattro.
I personaggi principali sono tutti interessanti, e va sottolineato il fatto che la loro caratterizzazione non si ferma solo ai flashback nei primi episodi, in cui viene raccontato il loro passato e il perché hanno deciso di scegliere quello stile di vita, ma essa continui per tutta la serie, permettendo loro di “evolvere” caratterialmente. La causa di questa evoluzione è dovuta principalmente al protagonista Giorno Giovanna, che, riuscendo a guadagnarsi pian piano la fiducia degli altri personaggi, diventa il personaggio più di spicco all’interno del gruppo dei protagonisti, al quale tutti finiscono per ruotare attorno.

In conclusione, consiglio fortemente questa serie, dal momento che riesce nell’obbiettivo di intrattenere lo spettatore tramite un’ottima storia e dei personaggi indimenticabili.

Kary89

Episodi visti: 39/39 --- Voto 9
Premessa: conto che tutti quelli che leggeranno questo post abbiano un'infarinatura di cosa sia "Jojo", tanto meglio se non hanno saltato la visione delle serie precedenti, da "Phantom Blood" a "Diamond is Unbrekable".

Immaginate di essere un impiegato - ok, un camorrista, ma nell'economia della serie conta poco - che è riuscito ad ottenere un lavoro stabile, degli amici e una vita tranquilla, se non onesta. State lentamente facendo carriera e, ammettiamolo, ve lo siete pure meritato. Per come siete nati e cresciuti, nella sfiga più nera, dovreste essere felici. Eppure, in cuor vostro, non esiste altro che frustrazione e impotenza. Siete costretti a vedere il lato peggiore delle persone, a commettere atti illeciti per conto del vostro capo, a violare quotidianamente il vostro senso di giustizia. Continuate a ripetervi che lo fanno tutti, che in questo mondo corrotto non potreste fare la differenza. Ma quel sentimento permane.
E poi incontrate un biondino dai capelli buffi che, con l'arroganza tipica di un quindicenne, vi dice che ha un sogno e farà di tutto per realizzarlo. Rovescerà il sistema, diventerà il nuovo capo, ma ha bisogno del vostro aiuto. Vi tende la mano. E voi gliela date, quella mano. La sua è un'impresa impossibile, avrete tutta l'Italia contro e probabilmente ci lascerete la pelle prima ancora di realizzarlo, questo sogno. Ma nel corso di questa folle avventura avrete pure l'opportunità di cambiare le cose. Fare "la cosa giusta", che sia salvare i propri affetti, punire i malvagi o garantire un futuro a una ragazza innocente, vi fa sentire bene. Vi fa sentire vivi, per la prima volta dopo tanto tempo. E quindi ne vale la pena. Nonostante i sacrifici, gli ostacoli, la sofferenza, il vento aureo continuerà a soffiare.

"Vento Aureo" è la quinta serie de "Le bizzarre avventure di Jojo", la terza con gli stand. È in assoluto la parte preferita dai Giapponesi, ed è facile elencarne i motivi: l'ambientazione italiana, il ritorno del tema del viaggio come in "Stardust Crusaders", una formula di combattimenti ormai giunta a maturazione e un cast di protagonisti e avversari particolarmente azzeccato anche nell'estetica (vengono introdotti nella saga i "bishonen", per seguire le tendenze dell'epoca e del crescente pubblico femminile). Venti anni dopo la pubblicazione il manga è ancora amatissimo in patria. Ciò non vuol dire che "Vento Aureo" sia oggettivamente la parte migliore delle otto finora esistenti, ma che lo studio di animazione David Production avesse tra le mani una gallina d'oro sì.
Ed è innegabile l'impegno dello staff per farla fruttare. Il character design è il più simile al tratto di Araki, le animazioni sono quasi sempre di ottimo livello, la regia fa il possibile per chiarire quelle battaglie che su carta risultavano confuse (e quegli stand "che funzionano"), il cast di doppiatori è di primissimo livello: Junichi Suwabe, Yuuichi Nakamura, Kensho "Kuroko" Ono, Daiki "Deku" Yamashita, Kousuke Toriumi, Junya Enoki solo per citare i protagonisti. La colonna sonora, ad opera di un Yuugo Kanno particolarmente ispirato, contribuisce a restituire la solennità di alcune scene e la comicità di altre. Per la prima opening "Fighting Gold" sono persino tornati a collaborare dopo anni i due compositori della sigla di "Neon Genesis Evangelion", Neiko Oikawa e Toshiyuki Omori.

Fosse "solo" questo, si potrebbe pensare che David Production si sia limitata a fare il compitino con un maggiore budget a disposizione; la devozione nei confronti del materiale originale si esprime nelle molte scene aggiunte e riscritture che espandono il ruolo e il destino di alcuni personaggi, soprattutto i membri de La Squadra Esecuzione (uno dei più amati gruppi di cattivi nella storia degli shonen, oserei dire anche uno dei più riuscititi) che il mangaka "inventava" di settimana in settimana. Queste sequenze, da sole, rendono "Vento Aureo" il miglior adattamento finora e una visione da preferire alla lettura stessa del manga. Se si può muovere una critica al regista Tsuda è la mancanza di coraggio nel correggere alcuni acclamati difetti del fumetto di Araki: quell'individuo sparisce ancora a metà serie, i poteri di Giorno Giovanna restano fluttuanti, il finale è anticlimatico, ecc. Faccio i miei complimenti per aver migliorato tutto il resto, nella speranza che questo felice connubio tra David Production e "Jojo" non finisca mai.


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GerrySeven

Episodi visti: 39/39 --- Voto 10
Questa parte di "Jojo" è considerata la più "debole" di tutte e sei... ma a me è piaciuta. Io il manga non l'ho letto, e non penso che ci sia bisogno di leggerlo. Tutti e trentanove gli episodi mi hanno soddisfatto, in particolare gli ultimi due. Molti hanno salutato questa quinta parte con i canali lacrimali straripati, molti invece come me con un sorriso di soddisfazione e un applauso, altri invece con un sorriso critico.
Parlando dell'anime, le cose che mi hanno soddisfatto molto sono state le animazioni, in particolare quelle a metà serie. I personaggi, dei quali scopriremo anche il passato andando avanti con gli episodi, sono tutti ben caratterizzati.

Parlando della trama, in questa parte scopriremo le origini delle "Frecce" e la loro capacità di far evolvere gli stand in un "requiem".

La colonna sonora l'ho apprezzata molto (il theme di Giorno sta bene su tutto), poi le due sigle sono semplicemente sublimi. Consiglio: non saltate le sigle agli episodi 34 e 38.

Io quindi do un 10/10 a questa quinta parte, penso che questo sia stato uno degli anime migliori della stagione 2018-2019.


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cartman666

Episodi visti: 29/39 --- Voto 8
Araki, con questa avventura italiana del suo oramai pluriennale manga, da cui è tratta questa trasposizione animata, non delude chi ama gli anime d'azione. Ma, nonostante cerchi di non scadere negli stereotipi da shounen, commette degli errori che a me fanno inorridire.
Il character design dei personaggi è quanto meno ridicolo, sia nelle acconciature dei capelli che nei vestiti; considerato che poi in tutti gli episodi devono passare inosservati, come si fa a mimetizzarsi, se vai in giro vestito come uno dei Village People? Poi, se i personaggi principali stanno sempre sul chi vive per cercare un portatore di stand rivale, basterebbe soltanto puntare il primo personaggio vestito e pettinato da deficiente, che si azzecca al 100%.
Per quanto riguarda la scelta dei nomi, Araki conferma il proprio cattivo gusto, quasi offensivo nei confronti del Bel Paese; la serie è ambientata a Napoli, chiamare un personaggio Ciro Esposito pareva brutto? Abbiamo nomi come Giorno Giovanna, il protagonista, ma, tranquilli, Araki fa di peggio: abbiamo Leone Abbacchio, Risotto Nero, Solido Naso, e pure dei poveretti chiamati Pannacotta Fugo e Narancia Ghirga.
Se si riesce a ignorare tutto questo, l'anime risulta comunque godibile.