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Kirad

Episodi visti: 1/1 --- Voto 6,5
È un film non propriamente originale, perché mantiene tutto il repertorio tipico che potremmo aspettarci da un film sulla guerra, con gli sconvolgimenti, le tragedie e le speranze tipici del genere. Tuttavia quest’opera si distingue dal solito, perché, anziché mostrare il classico protagonista (o gruppo di protagonisti) ‘figaccione’ intorno al quale ruota tutto, “Venus Wars” ha il suo principale focus sulla guerra medesima, e quindi i personaggi non sono certo inutili, ma non hanno neppure un grosso spazio (né hanno delle personalità molto approfondite), perché le loro vicende hanno il compito di illustrare il dramma di un conflitto e lo fanno con un discreto ritmo, mentre le animazioni sono ancora oggi accettabili.
Insomma, un discreto titolo senza infamia e senza lode.


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ryo79

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
"Venus Wars" è un classico film di guerra a sfondo fantascientifico. Anno 2002, la collisione di un gigantesco asteroide di ghiaccio con Venere cambia radicalmente le condizioni climatiche del pianeta, rendendolo abitabile. Nel 2017 inizia la massiccia colonizzazione agricola di Venere. Nel 2087 il pianeta è diviso in due nazioni: Aphrodia e Ishtal. Due anni dopo, inizia un duro conflitto per il controllo del pianeta. La storia inizia ad Aphrodia, seguendo un gruppo di ragazzi che corrono nel Rolling Game, uno sport molto popolare su Venere. Il giovane Hiro Senoo è uno dei migliori corridori dei Killer Commandos e, quando la sua vita viene sconvolta dall'inizio della guerra, cerca di fare il possibile per difendere il suo Paese. Nello stesso periodo, la reporter Susan Sonntag arriva su Venere in cerca di uno scoop e quasi casualmente entra in confidenza con i giovani ribelli capeggiati da Hiro. La trama è abbastanza lineare e ha come punto di forza la guerra stessa, con la sua spettacolarità e crudo realismo.

I personaggi hanno una caratterizzazione piuttosto semplice, ma, nonostante questo, risultano abbastanza credibili. Dal lato tecnico si tratta di un ottimo prodotto, se considerate quando è stato realizzato il film. I disegni sono ben fatti e ricordano molto quelli del manga originale. Le animazioni sono fluide, con le scene di guerra e gli inseguimenti decisamente ben realizzati ed emozionanti. In alcune sequenze viene anche utilizzata una tecnica piuttosto particolare, che sovrappone i disegni dei personaggi e dei loro mezzi a riprese reali, che riproduce un effetto "telecamera a mano", però senza l'ausilio di computer grafica. I mezzi sono molto curati, in particolar modo le monomoto utilizzate dai protagonisti, sia le Game Bike, le moto usate dai giocatori di Rolling Game, che le Combat Bike, le moto corazzate delle truppe di Aphrodia. Complessivamente, "Venus Wars" è un anime di stampo classico con una trama solida, buoni personaggi e un'animazione decisamente realistica. Consigliato particolarmente a chi apprezza i film di guerra.

Mav88

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Mav88

Episodi visti: 1/1 --- Voto 5
L'idea di Venere abitabile divisa in due fazioni non era male, nemmeno l'idea dello sport motociclistico di chiara ispirazione akiriana. Le prime battute tuttavia illudono, introducendo la giornalista biondina che poi rivedremo sommariamente in una storia che sembra montata a casaccio, con salti temporali indicibili. Un film dalla veste dignitosa, ma dalla trama mediocre e sfilacciata. Personaggi appena abbozzati, dialoghi e situazioni insulse e stereotipate, un paio doppiati dalle persone sbagliate. Non so come sia il manga, ma quest'opera è quasi irritante. Non la consiglio.


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anonimo veneziano

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
Un classico del genere, ben animato e ricco di dettagli. Impossibile non valutarne l'efficacia nel rappresentare un conflitto extraterrestre, un buon compromesso da non confrontare però con il manga (da leggere assolutamente): come ogni trasposizione animata deve rinunciare infatti a buona parte delle caratteristiche narrative della versione manga. Una bella storia con quel classico approccio spensierato di quell'epoca: fantascienza, ribellione, motociclette fantastiche nel loro concept e un mecha design che richiama il ben collaudato Gundam style.
Da vedere senza dover interpretare complesse tematiche o psicodrammi... qui ci sono buoni contro cattivi (il vero nemico è la guerra), sentimenti, combattimenti e una ambientazione alla vecchia maniera. Unico appunto è sul doppiaggio, in alcuni casi indecente (ad esempio Maggie).
Fantastica la musica del grande Joe Hisaishi (Main theme - Haundo).


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God87

Episodi visti: 1/1 --- Voto 4
Nel 2003 il pianeta Venere, colpito da un asteroide, subisce grandi sconvolgimenti naturali che cambiano profondamente la sua geografia e la sua composizione, tanto che ottant'anni dopo la razza umana l'ha già colonizzato e reso abitabile. La guerra, virus dell'umanità, non risparmia però neanche lui: presto scoppia un conflitto tra le due super potenze del pianeta, Ishtar e Aphrodite, coinvolgendo tutta la popolazione venusiana, tra cui il motociclista Hiro e i suoi amici.

"Record of the Venus Wars" rappresenta a tutt'oggi una delle più rappresentative opere cartacee del maestro Yoshikazu Yasuhiko. Serializzato a fine anni '80 sulla rivista Comic Nora, è un manga fantascientifico che trova grande forza nel suo affascinante background politico/geografico, in questa crudele guerra venusiana vissuta dagli occhi del giovane ribelle Hiro, successivamente integrato nei ranghi militari e spedito in prima linea dove diventa uomo. Un conflitto vissuto senza il consueto apparato epico/eroico, ma presentato in tutto il suo malvagio realismo, con eroi che non devono vincere le battaglie ma solo sopravviverle, non devono essere risolutivi ma solo fare il loro onesto dovere, e vedono coi propri occhi gli effetti sociali più eclatanti. Una grande epopea fantascientifica, influenzata nei suoi tratti dalla Guerra Fredda, il cui secondo arco narrativo si trasforma addirittura in un thriller urbano, con uno dei soldati dello stato vincitore che scatena una guerra privata contro il suo comandante supremo. Tutto disegnato da un Yas allo stato dell'arte per quel che riguarda il suo evocativo tratto pittorico. Disponibile in Italia in una splendida edizione Magic Press, "Record of the Venus Wars" è una lettura a cui nessun appassionato di fantascienza e fumetto può sottrarsi. Evitabilissimo invece, ai limiti del dovere morale, il lungometraggio scritto, diretto e disegnato dallo stesso Yas nel 1989 e basato malamente sui primi due volumi. La ragione è che l'autore, tentando di celebrare la storia, non solo realizza un film mal riuscito, ma fornisce anche un poco raccomandabile biglietto da visita per il successivo recupero della fonte originale.

Dai primi due tankobon Yas pesca alcuni personaggi, ne elimina altri, ne inventa di nuovi e infine ci ricama sopra un intreccio inedito con pochissimi punti in contatto con l'originale. Visto dopo aver letto il manga il film è orribile, ma anche preso a sé come opera indipendente è men che mediocre. La nuova vicenda inventata è senza logica, con quasi tre quarti di durata complessiva retti sull'accavallarsi di situazioni e dialoghi futili, che cercano di umanizzare il conflitto approfondendo la vita privata di Hiro e altri personaggi a contatto con la guerra dalle retrovie, come semplici spettatori passivi, che discutono di essa con amici e fidanzate. Peccato, però, che tutto abbia zero ripercussione sulla trama portante, che ha luogo giusto quando il lungometraggio si riallaccia fedelmente al fumetto, in quegli ultimi venti minuti dopo che Hiro entra nella formazione Hound dell'esercito di Aphrodite, partecipando a una singola battaglia. Basta.

I difetti di "Venus Wars" film sono tanti, riassumibili, oltre che nell'inconsistenza di buona parte della sua durata, priva di reale senso visto tutti gli spunti sociali evocati e lasciati a sé stessi, anche nella mole di personaggi pessimi, per la maggiore quelli creati appositamente nel lungometraggio. Mi riferisco al generale di Ishtar Gerhard Donner, ridicolo villain/macchietta che sostituisce il Dungbarth Rado del manga (completamente eliminato per chissà quale ragione), ma sopratutto all'insopportabile Susan Sommers, svampita giornalista che fin dalle primissime fasi fa decadere l'impianto realistico della vicenda coi suoi tremendi lamenti in situazioni improponibili (perché non mantenere il bel personaggio della diplomatica Helen McLucie su cui è basata?). E, accanto ai tremendi personaggi inediti, persino quelli originali sono snaturati. I più eclatanti sono gli amici di Hiro, nel manga teppistelli come lui e il cui scopo è di far risaltare la sua maturazione a contatto con la guerra - stentano a riconoscerlo quando lo vedono cambiato dopo un periodo di battaglie in prima linea, i loro mondi ormai sono ben distanti e ormai impossibili da riconnettere -, nella controparte animata pure loro diventano militari perdendo ogni minimo senso d'esistere.

Davvero discutibile, infine, la conclusione, velocissima, banale, per certi versi addirittura criminale per gli assurdi, contradditori cambiamenti operati all'originale, tra cui la vincita della fazione "opposta" a quella del fumetto. Improponibile per i fan del manga, il film di "Venus Wars" potrebbe stregare giusto i maniaci della tecnica, quelli che dietro il nome del regista, le fantastiche animazioni, i magnifici disegni, a opera dello stesso Yas, e alcuni innovativi connubi visivi (la fusione tra disegni a mano e veri inserti live, usati un paio di volte per filmare alcune perlustrazioni in moto) rimangono facilmente incantati. Peccato che, a prescindere da questo, "Venus Wars" è esageratamente lungo, privo di senso per buona parte della sua durata, troppo inutile con quelle sottotrame risibili, scritto in maniera ridicola e con un Hiro appena abbozzato che tradisce l'originale. Giusto un capolavoro di tecnica, ma che nasconde una delle peggiori sceneggiature che si ricordino nei film d'animazione di quegli anni. Tanto che, giustamente, "Venus Wars" si risolverà in un ennesimo risultato modesto al botteghino, il terzo dopo "Crusher Joe" e "Arion", tanto da convincere Yas ad abbandonare la carriera di regista cinematografico. A posteriori, non una cattiva idea.

Come chiodi sulla bara per il pubblico italiota c'è da citare il doppiaggio nostrano: sembra quasi si siano messi d'impegno nello scegliere le voci più svogliate, irritanti e fuori personaggio di sempre, uno stupro sonoro senza eguali nel mondo dell'adattamento italiano (pari solo, forse, a quello di "Ken il guerriero: Il Film") che rende indispensabile, pena travaso di bile, usare audio originale e sottotitoli.


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M3talD3v!lG3ar

Episodi visti: 1/1 --- Voto 6
Basato sulla prima parte del manga Venus Senki, scritto e diretto dal medesimo autore Yoshikazu Yasuhiko, l'omonimo lungometraggio nasce nel 1989 e si distingue particolarmente per le ottime animazioni e l'imponenza delle battaglie rappresentate, senza però varcare le soglie del memorabile.

Il teatro degli eventi è desumibile: si tratta del pianeta Venere, nell'anno terrestre 2089. Il secondo pianeta del Sistema Solare è stato da tempo colonizzato dagli esseri umani, ma gli stati di Ishtal e Aphrodia si contendono preziosi territori venusiani e arrivano all'uso delle armi pur di far valere le proprie ragioni. Scoppiata la guerra, Ishtal può contare su degli imponenti tank che fanno scempio delle difese nemiche. Aphrodia opta per una strategia alternativa, decidendo di contrapporre all'avversario delle velocissime motociclette da guerra. Il governo recluta i piloti tra i giocatori di Rolling Game, un violento sport che si svolge appunto su due ruote, e tra i giocatori selezionati vi è anche Hiroki Senou. Inizialmente il ragazzo cerca di sfuggire al destino di soldato, ma presto si trova suo malgrado coinvolto nel conflitto dal sapore di guerra civile.

In tutto l'arco del film regna un concentrato di rabbia giovanile che sembra tanto fare l'eco di <i>Akira</i>, e magari anche riprenderne le sembianze in varie occasioni, ma a parte questo, vi sono da notificare i nei di una psicologia dei personaggi poco plausibile, di una sceneggiatura modesta, di una narrazione che a un certo punto non fornisce nuovi motivi validi per non annoiarsi. In più c'è da fare i conti con una durata eccessiva degli scontri armati che ingombrano una buona parte del lungometraggio liquidando l'esistenza di tutto il resto. L'opera è edita in Italia da Yamato Video, ma il doppiaggio non funziona a dovere. Sorvolabile.