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Satan no musume

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8
È una storia molto particolare, diversa dagli altri anime sportivi.

Natsusa, il protagonista, era uno dei migliori giocatori di rugby, ma per via di un incidente è costretto a smettere di giocare. È stano che il protagonista della storia non sia al centro dell'attenzione, mi è piaciuta tanto questa scelta, perché, così facendo, si può analizzare la sua crescita interiore. Non sappiamo niente sul protagonista, non sappiamo neppure dove sia la sua famiglia, eppure mi è sembrato di capirlo fin dall'inizio: Natsusa è un personaggio davvero particolare con un passato tutto da scoprire.
Le partite di rugby sono interessanti e le ho trovate piacevoli, anche se non sono un'appassionata di questo sport.

Spero che uscirà una seconda stagione, è un anime che ha un ottimo potenziale.


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alex di gemini

Episodi visti: 12/12 --- Voto 6
Natsusa Yuzuki al primo anno d’università era una vera promessa del rugby, ma, a causa di un brutto incidente di moto, viene costretto ad appendere le scarpe per sempre. Decide perciò di riciclarsi come manager dei compagni della sua squadra universitaria. Riuscirà nel suo intento? Volerà finalmente il suo team ai campionati nazionali? Chissà.

Decisamente non riesco a valutare bene “Number 24”, o forse dovrei dire che mi ha deluso. Ci si aspetterebbe il classico anime di tecnica sportiva, e invece le cose vanno in maniera molto diversa. In primis, abbiamo un protagonista non giocatore e campione in assenza, dato che tutti i compagni lo ritengono ancora un vero campione talentuoso. Poi perché non avremo il tema classico di questo tipo di anime, ovvero la forte rivalità contro un’altra squadra o un altro giocatore. Non che manchino nel vero senso del termine, ma i veri avversari saranno i giocatori stessi, poiché dovranno superare vari tipi di problemi dentro di sé o contro i compagni di squadra, per poter finalmente ottenere un team vincente. Un anime sportivo che oserei definire da spogliatoio più che da partita. Non che non ci sia psicologia, anzi, abbiamo un canto a come lo sport possa far crescere i giovani e renderli persone migliori. Poi, colpo finale, un’eccessiva brevità, poiché, quando le cose saranno risolte, la serie finirà e non potremo vedere i nostri in altri epici incontri. Anche la grande possibilità di spiegare le regole del rugby, questo sconosciuto, viene sfruttata molto poco.

La grafica è buona, la regia valida, le sigle carine e nulla più.
In breve, non so se lodare “Number 24” per la sua originalità o affondarlo per la sua brevità e per essersi fermato a metà strada, per aver cercato di fare qualcosa di diverso, ma non aver voluto andare fino in fondo. Alla fine posso dare un sei e nulla più.