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Crys

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Crys

Episodi visti: 1/1 --- Voto 4
Ci sono due cose che possono potenzialmente distruggere anche il migliore dei film: primo, una trama inutilmente complicata, e secondo, l'affrontare la storia e i personaggi in modo superficiale.
In questo atroce lungometraggio di oltre un'ora e mezza questi errori vengono compiuti contemporaneamente. Non si capisce assolutamente nulla della storia, piena di dettagli inutili e mai approfonditi, sembra che gli sceneggiatori abbiano buttato dentro idee a caso che non sono mai riusciti a sviluppare. Non si sfruttano se non in minima parte le caratteristiche brillanti dei personaggi, e il risultato è un'ora e quaranta sprecata. E vogliamo parlare del doppiatore che è stato scelto per Mamo? Solo per quella voce insulsa, completamente priva di interpretazione e francamente ridicola, questo episodio informe si qualificherebbe a cult del genere trash.

Ma si tratta di Lupin III... davvero, gente, è orrendo, non guardatelo, a meno che non siate cultori degli "Z Movies".


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doctor Octopus

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
Dietro ad un titolo italiano che, oggi, definiremmo "alla Harry Potter", il primo film animato di Lupin III si rivela un mix fra i film dell'orrore della britannica Hammer, gli anime di fantascienza che imperversavano all'epoca in Giappone e il solito humor piccante, già presente nelle serie anime. Nonostante la presenza della giacca rossa, i disegni sono diversi da quelli della seconda serie televisiva (all'epoca, ancora in corso), perché ricordano quelli del manga di Monkey Punch, mentre la storia è inedita. Lupin III si presenta con la faccia più allungata ed un carattere un po più ruspante del solito, specie nei rapporti con Fujiko (che è, manco a dirlo, il personaggio graficamente più bello dell'intero anime movie). Diversi i colpi di scena e presenza d'un avversario, il nanetto Mamoo, veramente unico e terrificante. Eppure si ride, perché Lupin III è pur sempre Lupin III. Oltre al ladro e Fujiko, star assolute del film, ottime anche le parti di Jigen, Goemon e Zenigata, specie il primo ed il terzo. Successone in Giappone, nel 1978. Esistono ben quattro versioni italiane di questo film, a partire da quella cinematografica, uscita nel 1979, tre col doppiatore italiano storico, Roberto del Giudice, il quale dà il meglio di sé sia nella versione del 1979, che in quella tv del 1986 (quella uscita postuma, nel 2008, in tv, è da dimenticare). Musica jazz, tratte dalla serie tv di fine anni'70. Otto.

Nic91

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Nic91

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
Questo, tra i film dedicati al nostro Lupin III è sicuramente il migliore. Prima di tutto per la caratterizzazione dei personaggi, che mi ricorda molto il manga di Monkey Punch, e per la trama, davvero surreale e ben congegnata, in stile con l'omonimo cartaceo di Monkey Punch. Punto forte del film è la drammaticità degli eventi accompagnata da una buona colonna sonora, che fa sempre crescere la tensione, e da ambientazioni spettrali, ovviamente in stile Lupin.

Mamoo inoltre è uno di quei nemici che rimangono impressi, non come quei gangster usa e getta degli ultimi special televisivi dedicati al Nostro. Per quanto mi riguarda "La pietra della saggezza" è superiore a "Il castello di Cagliostro" perché, per quanto Cagliostro sia comunque un film imperdibile, non riesce a cogliere il carattere di Lupin III, rendendolo troppo dolce e dimenticando che lui in fondo è un criminale.
Il doppiaggio migliore a mio parere è quello con Melazzi, anche se la voce non è il massimo; non conosco quello fatto recentemente nel 2008 con Del Giudice, ma la versione con Melazzi in quanto ad adattamenti è eccellente.


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Marco23111988

Episodi visti: 1/1 --- Voto 10
"Lupin III - La pietra della saggezza" è il primo film dedicato al ladro gentiluomo in giacca e cravatta, e secondo me è il migliore dei film (insieme a "il castello di Cagliostro") su Lupin.
Il disegno ricorda moltissimo quello del manga originale, persino i personaggi sono caratterizzati come nel manga originale di Monkey Punch: Lupin qui è un ladro nel vero senso della parola, senza scrupoli, allupato, furbo e ingegnoso, come infatti è l'originale, mentre invece in moltissimi altri film e nella 2° serie TV il personaggio è decisamente addolcito, troppo forse.

La trama è alquanto surreale ma ben congegnata: parla di Mamoo, uno scienziato pazzo, che rimane immortale facendo un mucchio di cloni di se stesso, che lo hanno tenuto in vita per millenni, permettendogli di conoscere tutti i grandi della storia. Egli, ora, tenta di distruggere il mondo perché si crede dio, e vuole riformare da zero la terra.

In Italia, ci sono diversi doppiaggi di questo film: uno del 1979 per il cinema, uno del 1986 per la TV, uno del 1990 e l'ultimo del 2008.
Quello della VHS è orrendo, con un orribile Lupin doppiato da Melazzi, che lo rende terribilmente odioso. Il doppiaggio cinematografico ha lo stesso doppiatore della prima versione della prima serie TV, quello TV ha il cast ufficiale ma con un mucchio di scene censurate, mi sono persoinvece la versione 2008.

"Lupin III - La pietra della saggezza" è un film consigliato a tutti, divertente, intricato, in certe parti assurdo magari ma ben congegnato.

Utente5795

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Utente5795

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
Primo lungometraggio dedicato a Lupin III, <i>La pietra della saggezza</i> è una pellicola che potrebbe risultare strana agli spettatori odierni. Volendo essere più preciso, mi riferisco a chi di Lupin conosce solo gli ultimi OAV e special televisivi, estremamente distanti dai canoni hard boiled che il papà Monkey Punch aveva conferito alla sua creazione; ma questo film potrebbe far storcere il naso anche ha chi ha amato il Ladro Gentiluomo nella sua incarnazione miyazakiana, quella della seconda metà della prima serie televisiva e del capolavoro <i>Il castello di Cagliostro</i>, entrambi pieni di vicende rocambolesche e adatti a un pubblico di tutte le età.

<i>La pietra della saggezza</i> riprende quasi alla perfezione l'azione violenta e l'eros della serie originale, risultando così molto godibile ai fan del Lupin "vecchio stile", ma allo stesso tempo possiede qualche elemento atipico. Le avventure di Lupin hanno sempre avuto un tocco un po' surreale, a volte inverosimile, che qui si fa strada prepotentemente nella vicenda, mostrandoci però il suo lato più oscuro. Per farvi avere un'idea sulla pasta di cui è fatto questo film, azzardo un piccolo paragone: avete presente <i>Beautiful Dreamer</i>, uno dei primi film di Lamù, rinnegato dai fan poiché lo stile inquietante e onirico di Mamoru Oshii era molto distante dal tenore scanzonato della serie? Senza travisare troppo il senso dell'opera, si può affermare con una certa tranquillità che <i>La pietra della saggezza</i> sta a Lupin III come <i>Beautiful Dreamer</i> sta a Lamù, in due parole: fantascienza introspettiva.

Ovviamente non ci troviamo di fronte a un trattato di filosofia, e per di più sotto certi aspetti la vicenda è poco credibile e troppo permissiva nei confronti dei protagonisti (ma chi ama il Ladro Gentiluomo ci è abituato); ma in questo film datato 1978 vengono abbozzati, con uno stile diretto e per nulla prolisso, una serie di temi assai gravosi che si rivedranno in tantissime produzioni successive, come <i>Evangelion</i>, <i>Ghost in the Shell</i> e <i>Serial experiments Lain</i> solo per citare le più famose. Tante sono le domande che minano la sicurezza dello spettatore, tanti sono gli interrogativi sollevati, probabilmente non compresi appieno quando il film fu distribuito, ma che in futuro diventeranno il nostro pane quotidiano: è possibile all'essere umano erigersi a divinità? La manipolazione genetica può farci dono dell'immortalità? Quali sono i suoi limiti, i suoi pericoli? Le copie organiche di una persona sono semplici simulacri, o sono in grado di prendere il posto dell'originale?

Tutte queste schegge di dubbio sono incastonate con maestria nel tessuto di azione e umorismo che da sempre è il terreno ideale per Lupin, facendo così in modo che il risultato non sia pesante, ma lasci comunque il segno. I disegni purtroppo sono datati, così come le animazioni, entrambi a volte grossolani e confusi, ma nella media risultano accettabili. I fondali invece sono tutto un altro paio di maniche: una continua citazione di artisti come Escher, Dalì, Michelangelo, un perfetto puzzle intellettuale per aumentare il senso di alienazione e di sgomento dell'opera.
Punto molto discutibile è il doppiaggio: nel corso delle varie pubblicazioni de <i>La pietra della saggezza</i> se ne sono avvicendati ben quattro, di cui il migliore è l'ultimo, quello realizzato per la messa in onda su Italia1 del 2008, con il mai dimenticato Roberto Del Giudice. Gli altri sono di qualità piuttosto scarsa, con un adattamento assai povero e voci non consone ai personaggi: quella di Lupin nell'edizione in VHS che possiedo io è semplicemente insopportabile!

In ogni caso, sono dell'idea che questo lungometraggio sia stato troppo sottovalutato, anche a causa della vicinanza storica con il ben più celebre <i>Il Castello di Cagliostro</i>, ma che merita assolutamente di essere ripescato, per rendersi conto di uno dei primi tentativi di infiltrazioni filosofiche della japanimation e per godersi uno dei prodotti più riusciti con protagonista il Ladro Gentiluomo.