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Il filosofo illustre vale 03

Episodi visti: 25/23+2 --- Voto 7,5
Eccoci arrivati all'ultima recensione della serie: questo non è altro che il continuo dell'arco narrativo di "Alicization", che ci lascia con un finale in sospeso e abbastanza intrigante. Questo anime ha molti fattori positivi ma tanti negativi.

Personaggi: i personaggi sono gli stessi di "Alicization" con qualche aggiunta nuova, una caratterizzazione abbastanza piatta ma comunque decente per gli standard della serie. Voto: 6,5.

Musica: leggermente meno memorabile della stagione precedente. Voto: 7,5.

Animazione: molto migliorata, con molti effetti e colori notevoli e con scontri animati davvero bene, uno su tutti lo scontro a metà stagione circa che è un episodio davvero bello per gli occhi. Voto: 9.

Trama: la trama viene complicata da molti 'spiegoni' e momenti di dialogo, ma è molto semplice e intuitiva, forse una delle più blande e meno interessanti, dove però ci si trova davanti a una non presenza evidente del protagonista per la maggior parte della serie, che viene sostituito dal comprimario. Ad un tratto, però, tutto è mandato all'aria con tanti espedienti casuali, esagerati e non spiegati. Voto: 5,5.

Antagonisti: in questo caso gli antagonisti sono principalmente due, questi hanno sia motivi imposti che motivi propri di fare ciò che fanno, motivi che sinceramente sono comprensibili nel caso del cattivo secondario, ma quello primario è reso solo come un pazzo che agisce per motivi futili senza un vero e proprio carisma. Se avessero cambiato importanza ai cattivi, invertendo le gerarchie, avrebbero fatto un lavoro leggermente migliore. Voto: 7.

Ritmo: abbastanza coerente, senza troppe accelerazioni né rallentamenti, ma comunque non perfetto, abbastanza buono. Voto: 7.

Combattimenti: sono abbastanza di numero e ben gestiti, accompagnati da buoni effetti e una buona regia, i movimenti sono fluidi, ma ancora una volta i volti e alcune cose hanno pochi dettagli. Voto: 9.


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menelito

Episodi visti: 25/23+2 --- Voto 7,5
Alcuni dubbi sulla composizione generale della trama vengono dissipati con spiegazioni e approfondimenti, mentre altre domande nascono grazie ad avvenimenti che (forse) verranno spiegati nella stagione a venire. Una nuova stagione che pare non sia stata accolta con entusiasmo da tutti e che anch'io guarderò con diffidenza, perché a mio parere la conclusione perfetta era su "War of Underworld".

Ma, al di là del finale controverso (come ormai da tradizione qua su "Sword Art Online"), devo dire che questa stagione, insieme alla prima parte di "Alicization", mi ha regalato un intrattenimento che sinceramente non mi aspettavo avrei ricevuto. Ho sempre provato interesse per i personaggi, ma faticato a seguire tutte le battaglie o i discorsi dall'inizio alla fine, ma questo problema non si è presentato grazie a una scrittura probabilmente meglio strutturata e con meno dettagli inutili rispetto a una volta. Dettagli che, per carità, aumentavano la profondità dell'ambiente, ma a volte da soli ti "rubavano" mezzo episodio e mi lasciavano per la noia mezzo morto sul divano. Sono contento di questo cambio di passo.
Le battaglie in generale sono piuttosto adrenaliniche, le conversazioni per la maggior parte interessanti, il tutto unito a scene calme ma allo stesso tempo intense. Al di là di qualche fisiologico difettuccio, cosa si può volere di più da "Sword Art Online"?

Menzione d'onore alle musiche, specialmente nella prima parte l'opening ma soprattutto la sigla di chiusura... non saranno canzoni da ballare, da usare come suoneria o da andare a riascoltarsi casualmente durante la propria giornata, ma sentire quelle melodie alla fine di ogni episodio, e quindi nel giusto contesto e col giusto "mood": muah, al bacio! Ottime davvero.

L'unica domanda è: riusciranno a non ricascare nel baratro della mediocrità narrativa con l'ultima (spero) stagione? Ai posteri l'ardua sentenza.
Intanto mi complimento per l'ottima fattura di questa stagione. Consigliata a tutti i fan della serie.


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Swordman

Episodi visti: 23/23+2 --- Voto 8,5
In seguito allo scontro decisivo con la potente Administrator, le cose non si sono messe benissimo per gli eroi. Pur avendo conseguito la vittoria, Eugeo è uscito di scena lasciandosi dietro solo la Spada della Rosa Blu, mentre Kirito è menomato e impossibilitato ad agire. Solo Alice resta in pista, ma alle porte c’è il test finale per cui è stato messo in piedi Underworld: la battaglia finale fra le forze della capitale e quelle del Dark World. Oltretutto, nel mondo reale, si scopre che la struttura che ospita il server è sotto l’attacco di uomini armati non identificati.
“War of Underworld”, secondo parre che completa in animazione la saga di “Alicization” in “Sword Art Online”, è del tutto, o quasi, improntata alla battaglia. Tutti i nodi stretti nella prima parte dovranno venire al pettine.
Questa parte però è anche una “grande festa” dove ogni buon fan di “Sword Art Online” troverà motivi per divertirsi. Un bel blocco di fanservice, in senso positivo, con momenti di gloria per il proprio o i propri beniamini (a meno ovviamente che uno non sia fan di un Agil o di un Kibao, allora resterà a bocca asciutta...). Per tutti gli altri spettatori, male o ben disposti per il brand, resterà la campagna bellica.
Problematiche a parte, si faccia dunque spazio a intensissimi scontri, regolamenti di conti, invasioni di campo e momenti epici in un senso o nell’altro, dal primo incontro/scontro tra Asuna e Alice, alla discesa in campo di Sinon in tutto il suo splendore nelle vestigia della dea Solus, fino alla battaglia finale con una delle nemesi storiche di tutto “Sword Art Online”.
Come e ben di più rispetto alla prima metà dell’opera, l’azione non è svolta solamente nel mondo virtuale, ma, in parallelo, anche nel mondo reale. Una battaglia su due fronti, insomma. Tutto ciò, indipendentemente dal risultato, è una buona novità in tutto “Sword Art Online”.

Con un notevole sforzo compiuto per produrre la serie, “Alicization” ci offre una qualità dei disegni e delle animazioni mediamente molto alta, anche grazie alle pause produttive (forzate o meno) che hanno caratterizzato la serie.
Molto ispirata la regia di Manabu Ono (“Horizon in the Middle of Nowhere”, “Mahouka Koukou no Rettousei”), che subentra al veterano Tomohiko Ito, e che non si risparmia nel mostrare scene di forte impatto, senza esenzioni dal mostrare il sangue scorrere anche in modi un po’ truculenti, come accade alle povere Leafa e Sinon nel corso dei rispettivi scontri.
Dal punto di vista musicale siamo all’apice di tutto il brand. Nuovi brani si aggiungono e arricchiscono la già suggestiva colonna sonora composta da Yuki Kajiura. Alti livelli anche nelle delle theme song che fanno da sigla di apertura e chiusura degli episodi, dove tornano ancora LiSA e ReoNa, ma vi si aggiungono Haruka Tomatsu (la doppiatrice di Asuna) e Ai Kayano (doppiatrice di Alice). In un bilancio di tutta la saga mancherebbe all’appello solo Luna Haruna.

Pur offrendo un comparto tecnico notevole, un comparto musicale importante, una storia avvincente e una buona dose di “service” per soddisfare i fan, “War of Underworld” si porta in dote un po’ di problematiche, concentrate principalmente nella sceneggiatura, che vanno sottolineate.
Ci sono delle cose e degli avvenimenti che appaiono quantomeno estemporanei, come ad esempio i personaggi stranieri inseriti nelle forze ostili della fase finale, ai quali pare destinato un qualche ruolo ma che poi non fanno granché (ma magari nei romanzi ciò che li riguarda è descritto in maniera più compiuta) oppure il richiamo ad “Ordinal Scale” che avviene a un certo punto.
Anche una certa “inflazione di miracoli” che accadono a ripetizione può far storcere il naso nella fase di epilogo. Lo stesso Kirito, confinato a lungo in panchina, finisce poi fin troppo acclamato a eroe e salvatore della patria come, e forse anche più, di un Naruto ai tempi d’oro della battaglia con Pain.
Il punto più critico e dolente si ha però proprio all’inizio di questa seconda parte, quando, dopo averli ben presentati, due personaggi con un discreto potenziale vengono repentinamente fatti uscire di scena, e al contempo si scopre che il nuovo antagonista, il mercenario Gabriel/Subtilizer, si rivela essere null’altro che l’ennesimo sociopatico come già ne avevamo visti in “Sword Art Online”. Decisamente alcuni passi indietro, come profilo, rispetto alla “villana” figura dell’Administrator.
I combattimenti in generale sono bellissimi visivamente e molto intensi, anche se, specie per quelli che sarebbero quelli decisivi, alla fine lasciano con la sensazione che magari potevano “spingere” di più. E inoltre, dovessi dire, la coda finale dopo la battaglia decisiva è forse un po’ troppo lunga. Troppa calma, insomma, dopo così tanta e frenetica azione.

“War of Underworld”, ovviamente insieme alla prima parte “Sword Art Online: Alicization”, è certamente la più importante incarnazione animata del brand fin qui prodotta. Andrebbe pertanto considerata nel suo insieme, tuttavia possiamo dire che la seconda parte di codesta saga ha tutto quello che un fan di “Sword Art Online” può desiderare e magari anche quello che un detrattore può detestarne, dunque difficilmente potrà spostare gli equilibri tra le due fazioni. I primi però non ne resteranno insoddisfatti.
“Kirito ritornerà” si legge alla fine, dopo i titoli di coda. Che sia una minaccia o una speranza dipenderà dall’osservatore.


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edgofglory

Episodi visti: 23/23+2 --- Voto 8,5
Nota in apertura: la recensione giudica tutto il capitolo di "Alicization", dal primo episodio (eccezionalmente di quarantacinque minuti) all'ultimo di "War Of Underworld".

"Sword Art Online" in versione anime era atteso da una prova di maturità, dopo gli ottimi progressi mostrati in "Ordinal Scale". Dopo due anni di lavoro, possiamo dire che la prova sia stata superata, nonostante alcuni passaggi abbiano messo a repentino questo successo. Proprio dalle note meno liete parte questa mia disamina.

Innanzitutto c'è stata una scelta del ritmo della narrazione troppo da montagne russe. Già in passato il club dei fan (a cui ormai apparterrò sinché gli anime non mi verranno a noia, quindi probabilmente il giorno della mia dipartita) ha dovuto ricorrere troppo spesso all'hashtag #readthenovel. Un'abitudine che, vista l'impossibilità di adattare anche solo il 70% degli scritti del buon vecchio Reki, sapevamo impossibile da estinguere, ma che speravamo cadesse un po' in disuso. Purtroppo, soprattutto sui dettagli dell'Underworld e su moltissimi pensieri dei personaggi, l'hashtag ha dovuto riattivarsi spesso.

Allo stesso modo, in alcuni passaggi più di fanservice come le scene di violenza, sono ancora rimasti i difetti delle passate stagioni. Va bene tenere alta la tensione in determinati momenti, ma dopo così tanto tempo il gioco è ormai prossimo alla noia. Per fortuna anche Reki stesso ha detto di non insisterci maggiormente: la carta dell'assalto sessuale sventato (giocata malissimo con Sugo, così così in "Phantom Bullet", bene invece con "il sigillo spezzato" da Eugeo, mentre era quasi mancante nella scena di Leafa e DIL) ha finalmente finito il suo lavoro.

Cattive notizie anche per l'eccessivo utilizzo del soft harem. Anche se ormai tutte le co-protagoniste, vecchie e nuove, hanno capito che nemmeno un disastro nucleare separerebbe Kirito e Asuna, spesso e volentieri ancora la produzione animata preme eccessivamente sul lato "dipendenza dal main character". Pure lo stesso Reki, sulla sua bacheca Twitter sempre attivissima per spiegare le scelte nell'anime, non n'è rimasto contento in alcuni frangenti (come in una scena con Liz e Silica). Tuttavia, va rimarcato che l'uso dell'umorismo, come nella bellissima sequenza del primo dialogo fra Sinon, Ronye e Tiese, ha alleggerito di molto la sensazione fastidiosa di quest'espediente.

Il problema forse maggiore è arrivato dallo spazio dato ai villain. Tolta Quinella (su cui c'è stata comunque un'accelerazione verso il finale che l'ha leggermente penalizzata), la caratterizzazione data a Subtilizer/Gabriel e PoH/Vassago poteva essere gestita meglio. Lo stesso Reki con i villain (non in questo capitolo, poiché tanti retroscena sono stati tagliati) è apparso in difficoltà, ma a peggiorare la sensazione nell'opera animata era un passaggio assolutamente da evitare. Su questo, almeno la controparte anime, ha dimostrato di doverci ancora lavorare.

Espresse dunque tutte queste note negative, possiamo finalmente passare alla sezione più lieta, che è molto più viva rispetto alla parte ombrosa: "Sword Art Online", pur nel periodo storico più difficile per una produzione anime e non solo, è rimasto sé stesso, nel bene e nel male. Sui punti espressi sopra poteva dar di più, ma su altri versanti ha dimostrato coraggio.

Il primo di essi era già stato inserito con "Ordinal Scale": l'aggiornamento tecnologico (come l'Augma utile con Yui all'inizio) rispetto ai libri è servito molto per alcuni sviluppi nella trama. Inoltre, la serie ha ridato spazio anche ai nuovi azzeccatissimi personaggi di Eiji e Yuna, che anche qui (seppur in leggero ritardo e per un tempo un pelino troppo breve) sono tornati in azione.

Anche la resa scenica di molti duelli, che forse proprio per questo in alcuni momenti sono stati un po' accorciati, ha dimostrato una bell'evoluzione. Certo, il nuovo contesto di Underworld, ricco di effetti grazie alla release recollection e ulteriori mosse, ha molto aiutato, ma ricreare quei passaggi in versione animata non è mai facile. Gli elogi di Reki stesso sono stati più che giustificati.

Stesso discorso per il lato musicale, che con le giustissime conferme di Yuki Kajiura alle OST e delle habitué alle canzoni LiSA, Eir Aoi e Haruka Tomatsu ha poi avuto un ulteriore step con le new entry Reo-Na (superba in "Forget-me-Not" e "Anima") e Asca (graffiante in "Resolution"). Esaltarsi per un'opening e commuoversi per un'ending con "Sword Art Online" è ormai un'abitudine bella e buona. Difficilmente su questo lato troverete di meglio.

Sul lato doppiaggio va registrato l'ottimo lavoro di Dynit sia nella maniera classica della prima parte (latecast con rilascio dei cofanetti a serie conclusa) che nel simulcast della seconda parte. Unici nei alcuni cambi di voci (ma non i casi di Suguha e di Asuna, per cui Francesca Manicone ha lasciato il posto alla bravissima Jolanda Granato poiché in dolce attesa, bensì quelli in corsa di Bercoulli e di Kikuoka) e il doppio ruolo dato a Patrizio Prata (che in un frangente ha dovuto lasciare Rilpirin poiché impegnato in un dialogo con Ishkahn, altro personaggio da lui doppiato). Errori che in una situazione ancora un po' da sgrezzare come il simulcast non sono comunque da condannare esageratamente. Perciò, tutto sommato, alla Dynit va detto solo grazie e un sentito "Continuate così, non solo con Sword Art Online".

Nota a margine finale, gli ottimi sviluppi dei due nuovi co-protagonisti. Alice ed Eugeo (seppur con qualche taglio) hanno mantenuto per gran parte lo spessore che possedevano nell'opera originale. Stesso discorso anche per i Cavalieri Integratori, con Bercoulli in primis, e per i maestri e allievi dell'Accademia come Azurika, Sortiliena e Ronye e Tiese.

Nonostante dunque alcune piccole occasioni perse, "Sword Art Online" anche in "Alicization" ha superato con un bel voto la prova, e ora si prepara ad un'era del tutto nuova. A breve infatti uscirà, in versione film, il primo adattamento di "Progressive" che, se seguito nel processo di resa in anime con più coraggio da Reki, potrà regalare tutti quei momenti che un appassionato restio ai libri si è sempre perso. Nel futuro poi, probabilmente fra qualche anno, ci sarà anche "Unital Ring", su cui gli ultimi episodi, orchestrati (in maniera un po' sbrigativa) proprio con questa logica, hanno dato moltissima curiosità.

Il brand non è per nulla avviato verso il tramonto, tutt'altro. Per un fan innamorato (come me e tanti altri) val davvero la pena prendere in prestito quella stupenda frase che Asuna ha detto a Kirito nel loro ennesimo suggello d'amore: "Nemmeno mille anni mi sembrerebbero lunghi se li passassi tutti con te". Noi fag, viste le tante dichiarazioni di Reki-san, ci accontenteremmo pure di venti...


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xAnnAx

Episodi visti: 25/23+2 --- Voto 7,5
Premetto che, per quanto sia ben realizzata, la serie si differenzia parecchio dallo "Sword Art Online" delle prime due stagioni. Questo vale per l'intero arco narrativo "Alicization", narrato tra questa e la scorsa stagione.
"Sword Art Online: Alicization" ci aveva lasciati in sospeso con un magnifico cliffhanger, ed è proprio su questo che si basa la stagione. Certo, dopo "Alicization", con cui "Sword Art Online" aveva perso parecchio, mi aspettavo un percorso puntato verso l'alto con "War of Underworld", e posso dire che per più di metà lo è stato, ma poi spesso, troppo spesso, si va in contro ad episodi scostanti, mal organizzati e, talvolta, privi di logica. E mi spiace molto doverlo dire, visto quanto mi piaccia "Sword Art Online"!

Ho condiviso appieno l'idea di rendere protagonista, per più di metà stagione, Alice, introdotta durante la scorsa. Molto interessante è stato vedere la "crescita" a cui va in contro sia all'interno di Underworld sia nel mondo reale. Viene dato un po' più spazio ai personaggi conosciuti fino ad ora, ma sempre nulla di che. Le aspettative si hanno, invece, per Asuna, che, in un primo momento, sembra poter ricoprire il ruolo da protagonista, ma vengono smentite subito dopo a causa di Kirito che non si smentisce mai. Infatti, per quanto approvi Kirito, in un modo o nell'altro è sempre, e sottolineo sempre, al centro dell'attenzione. Ma perché? Che bisogno c'è? Capisco sia il protagonista, però, soprattutto in questa stagione in cui sembrava non ricoprire un ruolo fondamentale, anche quando non vi è bisogno di lui, ecco che in qualche modo viene inserito nella storia...

Il finale è piuttosto ambiguo, ed è proprio durante gli ultimi episodi che si susseguono eventi, senza che, nella maggior parte dei casi, ne sia spiegato il motivo.
Disegni e animazioni non si smentiscono, infatti restano sempre e comunque di alta qualità: è un vero e proprio spettacolo per la vista!

Per "Alicization: War of Underworld" avevo delle aspettative molto alte, che purtroppo non sono state soddisfatte appieno, ma almeno questa parte coinvolge decisamente di più rispetto alla precedente. La conclusione, seppur presentata male, è aperta e mi spinge a credere che vi sarà un sequel.

Voto: 7,5/10


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Giorgio Verzella

Episodi visti: 25/23+2 --- Voto 10
Siamo quindi alla conclusione di questo arco narrativo, “Alicization”, con la sua seconda parte “War of Underworld”.

Come si può giudicare dal voto, sono davvero molto soddisfatto dalla visione, e ho trovato tutto ciò per cui mi diverto a guardare “Sword Art Online”, mi interesso a “Sword Art Online” come serie e soprattutto tutto ciò che già mi piaceva di questo franchise, avendo anche il piacere di aggiunte molto gradite e interessanti.

Dopo una prima parte, l’arco narrativo dell’impero umano (“Human Empire Arc”), davvero coinvolgente e che ha portato con sé l’introduzione di personaggi interessanti e ben caratterizzati, come Eugeo (!), Alice e Quinella, riprendiamo questo trend con l’introduzione, in questa seconda parte, di personaggi quali Vector, i cavalieri integratori mancanti all’appello nella prima parte e i campioni del Dark Territory, con anche il ritorno di personaggi quali PoH (probabilmente continuerà ad essere presente, e ci spero, perché mi piace particolarmente) e un maggiore spazio per Bercoulli che, dopo essersi fatto conoscere nella prima parte, ora si prende la scena e si aggiudica anche uno degli episodi più belli dell’arco narrativo.
I personaggi, quindi, restano tutti interessanti e ci si affeziona facilmente grazie al clima di pericolo in cui sono inseriti, nonostante l’anime tagli o riduca il background di alcuni di essi.

Graficamente la serie è magnifica, proprio come le precedenti e più delle precedenti. I combattimenti sono ben fatti, adrenalinici, coinvolgenti e con eccellenti animazioni, oltre che effetti grafici al top.

Le musiche sono fenomenali come sempre, riprese anche dalle serie precedenti, e ciò riesce a creare quel feeling di nostalgia e eccitazione, contemporaneamente.
Opening ed ending sono tutte molto belle, con alcune particolarmente di pregevole fattura, ad esempio “Unlasting”.

Il doppiaggio è particolarmente indovinato, con doppiatori adatti ad ogni personaggio.

La storia continua esattamente da dove l’avevamo lasciata, e vediamo le conseguenze della scalata di Eugeo e Kirito, sia su Kirito stesso che sul mondo dell’Underworld. Conosciamo Alice ancor di più e ci immergiamo nella preparazione a ciò che dà il nome a questa seconda parte di “Alicization”.
In particolar modo, i primi dodici episodi ci mostrano davvero la guerra, con continui cambiamenti di fronte, battaglie decisive, schieramenti diversificati e tattiche. Gli ultimi undici (da poco terminati), invece, danno una chiusura alle diverse trame che si diramano nel corso di essa.
Alcune cose vengono lasciate aperte in attesa di “Moon Cradle”, che dovrebbe narrare i famosi duecento anni e l’evoluzione dell’Underworld, e di “Unital Ring” (successivo arco narrativo), che a questo punto potrebbe riguardare la battaglia di Intelligenze citata a fine serie. Sembra davvero interessante!

Cosa dire? Serie fantastica, negli ultimi anni tra le mie preferite. La consiglio ovviamente agli amanti di “Sword Art Online”, ma più in generale agli amanti del fantasy, a maggior ragione se vi piace anche la fantascienza, in quanto “Alicization” è pieno di ottimi spunti e cose interessanti da questo punto di vista.

Mi mancherà molto questa serie! Ora si attende “Progressive” per un magnifico tuffo nel passato dalle atmosfere cupe, sinistre ma dannatamente nostalgiche di Aincrad!


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maxcristal1990

Episodi visti: 23/23+2 --- Voto 6
Kirito: bloccato nel mondo virtuale di Underworld, in uno stato di semi-coscienza e danneggiato a livello virtuale, sembra che per lui siano arrivati gli ultimi momenti! All'Ocean Turtle, struttura dove ha sede il server di Underworld, stanno cercando una soluzione curativa. Riusciranno i suoi amici e i tecnici a tirarlo fuori da questo mondo virtuale e a salvare gli abitanti?

Sufficienza regalata, giusto per la qualità delle animazioni molto elevata, anche se allo stesso tempo un po' troppo esagerata. Per esagerata intendo che, quando uno muove una spada, esplode tutto, montagne, alberi ecc. e la persona colpita dall'attacco non si fa mai niente. Parlando della storia, invece, sembra di vedere un bambino di dieci anni averla scritta, una pagliacciata in tutti i sensi! Inizialmente procede molto regolare e sembra poter aver potenziale, invece tutto cade sotto i piedi dopo l'inizio della guerra contro gli abitanti della zona oscura. Qualche piccolo bagliore si ha nel combattimento tra Bercoulli e Vecta, a mio giudizio ben realizzato, e in qualche altro mini-fight molto qualitativo.

Il finale è proprio la rovina. Non ci si capisce più nulla: tornano nel mondo reale, poi ritornano in quello virtuale e ci sono navicelle spaziali e mostri dello spazio, insomma cose messe lì praticamente a caso. Le musiche sono sempre uguali ai precedenti "Sword Art Online" e i dialoghi sono facili da seguire.
Nel complesso la peggior stagione di "Sword Art Online".