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Ataru Moroboshii

Episodi visti: 25/26 --- Voto 8
Attenzione: contiene spoiler

Alla fine della prima serie ci eravamo lasciati con la dura e costosa lezione inferta a Kaiji dal presidente Kazutaka e con la sua previsione: ora che Kaiji ha provato il brivido del vero gioco d'azzardo non potrà più tornare indietro. Kaiji vive adesso da vero disperato, braccato per enormi debiti e impossessato dal demone del gioco d'azzardo, questo almeno finchè non viene preso dagli uomini della Teiai e trascinato ai lavori forzati in un cantiere sotterraneo. Ma anche qui esiste il gioco d'azzardo ed i debiti fra detenuti: questi, sebbene nominalmente insignificanti, sono un pesante macigno per gente ridotta in miseria e schivitù. Da qui comincia la risalità di Kaiji verso la libertà dall'inferno della Teiai e dai debiti di gioco. Questa seconda parte è costituita da soli due archi narrativi e relativi giochi d'azzardo, il gioco dei dadi e il gioco del pachinko. Se il primo scorre velocemente, almeno per i ritmi introspettivi di questa serie, il secondo della durata di ben sedici episodi ci torturerà con continui cliffhanger e con un ritmo che rallenterà sempre di più fino alle ultime cinque puntate insopportabilmente lente. Il feroce sadismo del presidente Kazutaka resterà questa volta solo nello sfondo, essendo l'avversario di Kaiji solo uno dei suoi sottoposti. Anche il tema della disoccupazione giovanile per via della crisi economica viene superato. L'anime si incentrerà molto di più sulla spirale dei debiti che stritola non solo Kaiji ma quasi tutti i personaggi della serie e sul concetto presentato alla fine della prima serie e qui sviluppato: conviene giocare solo quando le probabilità sono a nostro favore, ovvero solamente quando puoi barare meglio dell'avversario! Anche se non intenso come il precedente, "Kaiji - Hakairoku hen" è decisamente un anime da vedere, l'unico vero difetto resta il rallentamento esasperato alla fine del secondo arco narrativo.


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npepataecozz

Episodi visti: 26/26 --- Voto 5
Il primo capitolo di Gyakkyou burai Kaiji, ossia Ultimate Survivor, si era dimostrato un anime con grandi pregi ed un unico grande difetto: la lentezza narrativa. Quest'ultima, però, deve essere considerata come un vero e proprio marchio di fabbrica per questo titolo, per cui auspicare la sua scomparsa in occasione dell'uscita del secondo capitolo della serie voleva dire pretendere l'impossibile; ma anche tenendo conto di questo, risulta molto difficile per me salvare questo Hakairoku hen che riesce, in un sol colpo, a far fuori tutti i suoi pregi esasperando fino a livelli intollerabili quello che è il suo più principale difetto.
Nella recensione di Ultimate Survivor avevo paragonato questo anime ad uno studio della natura umana quando esposta ad un forte fattore deviante; in apparenza Hakairoku hen mantiene questa impostazione in quanto, ancora una volta, ciò che spinge i personaggi verso il gioco d'azzardo è la volontà di liberarsi dai debiti. Questo aspetto, però, oltre che a fare da copertina, nel corso dei ventisei episodi avrà un'importanza molto vicina zero: se si esclude qualche episodio ben riuscito, infatti, tutta l'attenzione sarà indirizzata verso il gioco in questione e sui trucchi (spesso davvero inverosimili) e sulle tattiche da usare.
Anche la visione del tipo di società in cui si muovono i personaggi non ha più la stessa importanza che aveva avuto in Ultimate Survivor; nel primo arco si parla di una società divisa non più in debitori e creditori ma in imbroglioni ed imbrogliati e questa esplicita distinzione mi aveva fatto sperare in una storia che mantenesse lo stesso livello di profondità pur cambiando nelle sue impostazioni iniziali. Purtroppo anche questa era destinata a rimanere una mera speranza.
Quello che è stato prodotto, invece, è un anime di ventisei episodi diviso in soli due archi, di cui il primo dura "solo" otto episodi. Affrontare la bellezza di ben diciotto episodi tutti incentrati sul gioco del pachinko rappresentano un'impresa "epica" per lo spettatore che, dopo ore ed ore passate a vedere palline che girano continuamente ma che non cascano mai, si sentirà inevitabilmente solidale con la macchina in quanto riconoscerà in lei il suo perfetto alter ego. Non a caso il nome di questa macchina infernale è "il pantano": a mio avviso è il simbolo dell'impantanamento in cui cade questo anime, la cui immotivata lentezza (fatta di continui flashback, di trovate assurde e, soprattutto, di palline che vanno al rallentatore e che sfidano tutte le leggi della fisica) raggiunge livelli mai visti prima.
Il risultato finale di tutto questo non è, come qualcuno potrebbe pensare, la noia più terribile perché, nonostante tutto, la voglia di scoprire come va a finire fa andare avanti imperterrito lo spettatore fino alla fine; ma se non annoia, Hakairoku hen senz'altro irrita fortemente lo spettatore che si sente preso in giro da tutta questa pantomima. Ed è questo il motivo principale per cui, secondo me, questo anime proprio non funziona; ed è per questo che il mio giudizio, che tiene comunque conto dell'esistenza di alcuni episodi davvero ben riusciti, non può raggiungere la sufficienza.


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Tacchan

Episodi visti: 26/26 --- Voto 8
Dopo aver visto la prima serie, nonostante non avessi gradito il finale, avevo ancora sufficienti aspettative da decidere di affrontare la seconda. L'inizio, tuttavia, non è stato di mio gradimento, fortunatamente le cose sono decisamente migliorate in seguito.

Kaiji, curatosi le ferite ottenute nel finale della prima stagione, si nasconde dai creditori, destinato a vivere un'esistenza miserabile. Le cose vanno di male in peggio quando viene beccato e obbligato ai lavori forzati sotto terra, ma pure lì il gioco d'azzardo non lo abbandona. Toccato quasi il fondo del baratro, intravede un'opportunità…

Nel complesso, questa stagione l'ho preferita alla prima per diversi motivi. Come prima cosa, Kainji non mette in gioco parti del corpo, sebbene non è che se la cavi indenne anche questa volta. Ho tuttavia apprezzato il fatto che non si cerchi di creare coinvolgimento proponendo scenari cruenti, ma piuttosto giocandosela su altre cose. Inoltre, dopo un inizio così così, i giochi e gli ostacoli proposti risultano interessanti alcune soluzioni di Kaiji sono veramente geniali.

Tra le cose che ho decisamente gradito c'è la sigla iniziale, davvero molto bella, ma nel complesso tutta la seconda parte dell'anime risulta avvincente e interessante. Ho gradito la morale che viene trasmessa, ovvero Kaiji è una brava persona, geniale, generosa e leale, ha un solo difetto, il gioco, e da quello non c'è fuga e non può che vederlo alla fine sempre un perdente, nonostante la grandezza delle sue imprese. Insomma, non viene esaltato il gioco d'azzardo, anzi, l'ambiente dello stesso e i personaggi che ne sono coinvolti ne escono tutti, nessuno escluso, come dei perdenti.

Non mancano alcuni difetti, in primis tra riassunti, sigle, commenti vari del narratore, se ne va buona parte dell'episodio. Alcune puntate poi tendono a tirarla molto sulle lunghe, di fatto non vi accade quasi nulla di rilevante, se non un tira e molla fra i contendenti. Diciamo che la serie avrebbe quasi potuto avere la metà degli episodi. Poi Kaiji passa in modo troppo repentino del fesso rincoglionito al genio carismatico, in modo che risulta troppo forzato. Infine la fine, seppur con una sua logica, presenta anche quella troppe "licenze poetiche" e inoltre, beh, il vecchiaccio maledetto non ha quello che si merita, almeno non abbastanza, ergo dovrò vedermi una terza serie, cosa che comunque farò con più entusiasmo di quello con cui ho iniziato questa seconda.

Nel complesso, promossa e migliore della prima: mi è, nonostante qualche difetto, piaciuta.


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Marco Onizuka

Episodi visti: 26/26 --- Voto 9
Seconda stagione di Kaiji, e cosa ci si poteva aspettare, se non un'altra stagione assurda? Sostanzialmente rimane quasi tutto invariato, comparto tecnico uguale, forse leggermente migliore, colonne sonore simili, alcune rimaste uguali, opening ed ending cambiate, ottima l'opening, ma ora veniamo al punto forte, ovvero gli eventi. Comincio subito con il dire che secondo me questa serie è leggermente inferiore alla prima, ma badate, di pochissimo, perché anche qui le emozioni regalateci nella prima stagione ci sono, però non nella stessa quantità spropositata, e alcune, come quelle della battaglia con in palio la vita, mancano, anche se in ogni caso, anche qui in caso di perdita ciò a cui si va incontro non è di certo bello. I giochi sono di meno, e quasi metà della serie è incentrata su un gioco, che inizialmente credevo davvero banale, e invece si è rivelato qualcosa di avvincente come poche cose ho visto, ovvero il pachinko. Ma andiamo per ordine. La prima parte è ottima, incentrata sul gioco dei dadi e sulla prigionia di Kaiji nel sottosuolo, costretto a lavorare. Sopraggiungono riflessioni sfiziose sull'uomo che cede ai suoi desideri, spende il suo denaro in bisogni secondari, ancora una volta sul fatto che non bisogna fidarsi di nessuno, e ricomincia la scalata, davvero avvincente e ricca di colpi di scena. La seconda parte, quella del pachinko, dire che è assurda è poco. Praticamente consiste in questo: Kaiji deve riuscire a sbancare un jackpot assurdamente ricco, ma ad ostacolarlo c'è Ichijou, che farà di tutto per manomettere il pachinko e non riuscire a far vincere Kaiji. Detto così non sembra nemmeno un granché, ma vi assicuro che c'è dell'incredibile in ciò che accade: ci troviamo di fronte a strategie messe in atto da entrambe le parti, visto che questo gioco non finisce subito, ma come ho detto occupa metà anime, e un motivo c'è, ovvero non è solo uno il tentativo per vincere, ma sono svariati, e sempre con nuove strategie messe in atto da Kaiji e dagli altri, così come arrivano le strategie di Ichijou e dei suoi, e il vero protagonista di tutto questo sembra quasi essere il pachinko, o meglio, possiamo considerarlo "il tramite" di tutte queste strategie. Tutte le strategie sono progettate per manomettere il pachinko e per far sì che una delle due parti vinca, e non è mai detta l'ultima parola, i colpi di scena si susseguono e sono tutti uno più incredibile dell'altro, e arriverete in certi punti in cui vi rifiuterete quasi di accettare ciò che sta accadendo, perché è fin troppo inaspettato. Quando una strategia sembra essere andata in porto e il jackpot sta per essere raggiunto, ecco che l'antagonista si inventa qualcosa di nuovo e le carte in tavola vengono ribaltate, e tutto procede così, tra strategie in catena, Kaiji che debella quella di Ichijou. Ichijou che debella quella di Kaiji e così via, un vero e proprio scontro psicologico indiretto, viene raggiunto il punto in cui nessun anime era arrivato. Se avete visto la prima stagione di Kaiji allora vedete subito anche questa, non ne rimarrete delusi, dire che è sublime è riduttivo.


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kaiji94

Episodi visti: 26/26 --- Voto 8
"Gyakkyou burai Kaiji- Hakairoku hen" è un anime del 2011 prodotto dallo studio Madhouse.
Trama: la storia riprende da dove si era interrotta la prima stagione. Il nostro protagonista, dopo la sconfitta con il presidente della Teiai, si ritroverà nuovamente invischiato in nuovi giochi d'azzardo per "evadere" dalla sua misera condizione sociale.
Considerazioni personali: in questa seconda serie, che ricopre il secondo arco narrativo del manga di Fukumoto, vi è la costante sensazione di trovarsi di fronte a un sequel di gran lunga inferiore alla prima serie. Una delle differenze sostanziali, rispetto alla prima serie, risiede nel numero di giochi mortali. La precedente serie vantava quattro giochi d'azzardo, i quali donavano varietà e originalità. Aspetto che viene a mancare in questa seconda serie, il cui numero di sfide, ammonta a sole due unità: l'arco narrativo del "Chinchiro", infine l'arco riguardante il Pachinko, denominato per l'occasione "pantano divora uomini". Personalmente, non nego che questi due giochi non siano dettagliati e curati come i precedenti, ma a mio modo di vedere peccano in fatto di interesse; in particolar modo l'arco del Pantano avrebbe dovuto occupare meno puntate.
Vi starete chiedendo: il motivo per cui ho dato 8 a questa serie?. Nonostante le diverse pecche citate, questa serie per chi è amante delle opere di Fukumoto è imperdibile. Tra i punti forti vi è senz'altro la componente psicologica, vero marchio di fabbrica di "Kaiji". Passando al lato puramente tecnico, il comparto grafico è notevolmente migliorato, visto anche gli anni trascorsi fra la prima e seconda serie. Sul lato delle colonne sonore, troviamo di nuovo Hideki Taniuchi, le cui composizioni, saranno adrenaliniche, e in certi casi malinconiche in base alla situazione in cui si troverà Kaiji. Concludendo, "Gyakkyou burai Kaiji- Hakairoku hen" è un'ottima serie, la quale ha il solo difetto di essere inferiore al suo predecessore. Ciononostante rimane un anime al di sopra della media se comparato alle recenti produzioni.


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Crashis

Episodi visti: 26/26 --- Voto 9
"Gyakkyou burai Kaiji - Hakairoku hen" è la seconda serie dell'anime Kaiji, prodotto nel 2011 dalla casa produttrice Madhouse.

La Trama
La seconda serie di Kaiji inizia qualche tempo dopo la fine della prima serie, in cui troveremo un Kaiji pieno fino al collo di debiti in cerca di un guadagno sicuro, vagante per le strade di una città affollata. Sarà proprio per strada che troverà Endoh, l'uomo con cui fece affari in passato, per trovare una nuova via di guadagno, ma sarà proprio per colpa sua che inizierà l'enorme utopia di questa seconda serie. Possiamo suddividere l'anime in due parti: la prima, più corta, in cui vedremo un Kaiji schiavo della Teiai e condannato ai lavori forzati, e la seconda, leggermente più lunga, in cui Kaiji tenterà il tutto per tutto per saldare i propri debiti e quelli dei propri amici. La particolarità di quest'anime è comunque una, e piuttosto visibile anche a un primo sguardo: la caratterizzazione dei personaggi. Essendo infatti un'opera prettamente indirizzata al sensibilizzare la società di oggi di fronte a molte atrocità, i personaggi sono stati resi molto più umani della prima serie. Basti guardare ogni singolo personaggio per scoprirne ogni sfaccettatura. Ciò che serve in Kaiji è l'immedesimazione nei protagonisti, e in questa seconda serie riusciamo benissimo ad immedesimarci non solo nel protagonista principale, ma anche in tutti gli altri personaggi secondari, che hanno un ruolo chiave nella vicenda.

Lato tecnico
Dal punto di vista grafico, Kaiji si presenta molto simile alla prima serie, ma con varie particolarità che saltano a un occhio più allenato: i giochi di luce, il miglior dettaglio grafico, l'animazione più sciolta differenziano di parecchio Kaiji rispetto a tutti gli altri anime di annata 2011. Dal punto di vista sonoro, invece, troviamo tracce inedite e molto belle da ascoltare, oltre che nuovi suoni, come i nuovi "Zawa" che si sentono durante i momenti in cui i personaggi sono sbalorditi per qualcosa.

Commento finale
"Gyakkyou burai Kaiji - Hakairoku hen" è un ottimo anime, da vedere assolutamente se avete visto la prima serie. Rispetto alla prima, però, presenta evidenti differenze, tra cui anche la crescita immediata del protagonista e nuovi giochi particolari, ma in minor numero rispetto alla prima serie. E' comunque uno degli anime più belli mai prodotti, anche perché contiene una grossa critica alla società odierna. E' un must see.
Voto finale: 9.


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M3talD3v!lG3ar

Episodi visti: 26/26 --- Voto 7
È un ritorno assolutamente gradito, quello di Kaiji Itou, che dopo essere scampato alla morte, e avere pagato a caro prezzo la smania di potere andare ben oltre il rinsaldamento dei propri debiti, si ritrova adesso in una situazione ancora più sfavorevole. Questa attesissima seconda serie, Hakairoku hen, riprende dunque il discorso dove s'era interrotto, mantenendo inalterate alcune positive similitudini con il primo capitolo, ma rinunciando forse alla validità che questo aveva saputo dimostrare dal punto di vista concettuale. L'ispezione psicologica si fa più magra, e insieme a essa i tentativi di disamina sociale, per fare spazio, principalmente, alla creatività ingegnosa di un mangaka come Fukumoto, che ci propone una nuova, impressionante quantità di situazioni imprevedibili, da seguire con il fiato sospeso. Stavolta la trama si divide in due 'saghe' invece di tre: una è ambientata in una prigione sotterranea ed è dedicata al Chinchirorin (gioco di dadi che i conoscitori del videogioco Yakuza ricorderanno anche come Cee-lo); l'altra, che si svolge prevalentemente in una casa da gioco, si estende fino all'epilogo, in un crescendo di pathos e genialità - senza rinunciare a qualche esagerazione - e vede il nostro Kaiji, spalleggiato dallo strozzino Endou e da Sakazaki, incallito giocatore di mezza età, affrontare un'impenetrabile macchina pachinko, conosciuta col nome di 'Pantano mangiauomini' e sorvegliata dallo slealissimo Ichijou, manager del casinò.

Hakairoku hen è un titolo del 2011 e in quanto tale non può assecondare la necessità di migliorarsi almeno dal punto di vista tecnico, che nei ventisei episodi del 2007 aveva lasciato a desiderare. Per fortuna qualche passo avanti si riscontra, specialmente nelle sequenze computerizzate, molto attente alle meccaniche dei giochi, ma lo stile registico di Yuzo Sato, che personalmente trovo antiquato, rimane identico. Lo stesso Hideki Taniuchi sembra poco ispirato in questo secondo giro, se mettiamo a confronto questa soundtrack con quella di Ultimate Survivor, che in ogni caso resta inarrivabile. Di brani memorabili, ce ne sono però anche qui, vedi Bassment, Transparent, o White Heat.
Pur collocandosi una spanna sotto il predecessore, Kaiji 2 consolida il posto di spicco che questo brand sta meritandosi appieno nel moderno panorama dell'animazione giapponese, riscuotendo un doveroso successo in patria - testimoniato anche dalla produzione dei live action -, e anche se in Italia la strada per il consenso del pubblico sembra essere tutta in salita, speriamo che almeno la pubblicazione del manga venga presa in considerazione.


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sensei 12

Episodi visti: 26/26 --- Voto 7

A quattro anni di distanza dal termine di 'Gyakkyou Burai Kaiji: Ultimate Survivor', 2007, finalmente va in onda il seguito, ovvero 'Gyakkyou Burai Kaiji: Hakairoku Hen'.

La storia riprende esattamente da dove si era conclusa la prima, e fortunata, serie del nasuto protagonista. Kaiji, reduce a mani vuote dallo scontro con il presidente della Teiai, continua a sbarcare in lunario attraverso il gioco d'azzardo.
Per la serie "il lupo perde il pelo, ma non il vizio". E possiamo sostituire alla parola "pelo" le dita e l'orecchio di Kaiji, riattaccate ad hoc.
Kaiji, nonostante tutto ciò che ha passato, è rimasto un derelitto, un disperato, uno scarto della società, un senza lavoro oberato da nuovi debiti (contratti proprio per l'intervento di 'riattaccamento' di dita e orecchio), un perenne deluso da se stesso, soprattutto a causa di promesse non adempiute con chi, nella prima serie, si era affidato totalmente alle sue mani perdendo la vita.

La svolta arriva attraverso l'incontro fortuito con Endou, l'emissario-reclutatore assoldato dalla Teiai per recuperare i debitori. Kaiji, convinto di potere ripetere l'esperienza precedente con risultato questa volta positivo, prega Endou di riprenderlo nel giro, ma viene raggirato e spedito ai lavori forzati che gli spettano in quanto ancora debitore.

La seconda stagione, a dispetto della prima, si divide in due sequenze ben distinte: il gioco a dadi sotterraneo e il pachinko infernale.
Tralasciando altri elementi della trama, è bene soffermarsi e analizzare meglio l'Hakairoku Hen.
Innanzitutto, è difficile riottenere lo stesso grado di complicità, empatia, ansia che permeava la prima serie. Nel senso che, se nella prima serie il coinvolgimento emotivo saliva alle stelle anche perché tutti quanti rischiano la vita sul filo del rasoio (anche con la morte di alcuni), nella seconda è tutto quanto opacizzato e fioco. Ripercussioni mortali non ce ne sono, c'è comunque la paura di continuare a vivere da eterni schiavi, ma il coinvolgimento non è assolutamente identico. Per intenderci meglio, c'è, ma non con la stessa intensità.
I due giochi vengono affrontati in maniera simile: c'è prima una fase di prova, poi una fase di studio molto approfondita e poi il tentativo del colpaccio a botta sicura. Nella prima serie, invece, le decisioni e i ragionamenti vengono effettuati quasi all'istante, senza possibilità di tornare indietro, con il fiato maligno del tempo che fa pulsare la nuca, rendendo forse lo spettatore partecipe fino al midollo e non solo.
Non resta altro che osservare la risalita dal baratro di Kaiji, che con sottili e studiati stratagemmi riesce a ribaltare le carte in tavola a proprio favore, fino al finale che di per sé rimane soddisfacente, ottimo per concludere la serie.

L'animazione è piacevole, c'è uso discreto della computer grafica che rende bene il lancio dei dadi e i meccanismi del pachinko. Leggermente fuori luogo è la voce narrante, a volte davvero esasperante nella sua enfasi esagerata, tutto il contrario di quella calma e riflessiva incontrata in Akagi.
La colonna sonora, sempre composta da Taniuchi Hideki, fatica a trovare posto e passa quasi inosservata. Ed è un peccato perché, se nella prima serie aveva contribuito a rendere il tutto più godibile, nella seconda non adempie al suo scopo di accompagnamento.
Mal gestita l'opening, affidata ai Fear, and Loathing in Las Vegas, che non riescono a reggere minimamente il confronto con i Blue Hearts e la loro 'Mirai wa bokura no te no naka' ('Il futuro è nelle nostre mani') che poi è fulcro e morale dell'intera serie di Kaiji.

Certo, in un palinsesto anime che non ha visto grandi novità e che è stato invaso da personaggi fotocopia, Kaiji è stato uno di quelli che è spiccato di più, ma rimane comunque un gradino più sotto alla prima serie. Forse perché quel fattore "novità" del 2007 non è più tale nel 2011, quindi non ha la stessa presa sul pubblico. Di per sé l'opera rimane comunque godibile, nonostante alcune puntate avrebbero potuto essere compresse in una sola - e infatti molti fan additano le opere di Fukumoto proprio per questo fattore, l'eccessiva prolissità di certi momenti.
Consigliata solo a chi apprezza l'universo Fukumotiano.

Piccola curiosità: nell'opening, per pochi secondi, appare Kurosawa, personaggio di 'Saikyou Densetsu Kurosawa', altro manga famoso e molto apprezzato di Fukumoto.


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Honze

Episodi visti: 22/26 --- Voto 1
In un puzzolente mondo di soli uomini, pieno di miniappartamenti sozzi e trasandati con personalissime collezioni di stemmi mercedes trafugati, che brillano tra le vaste macerie di prodotti alimentari preconfezionati a porzione singola e fazzoletti rinsecchiti da non meglio precisate sostanze viscose, la sagra dell'inconcludenza riesce a spiegare scientificamente la scarsa qualità del seme e quindi delle nascite.

Se un povero diavolo ha le palle fatte a pezzi, come fa a generare prole degna di rispetto ?
Ed ecco uscire dall'oscurità del profondo pozzo in cui il finale della prima serie lo aveva gettato come il rifiuto che è: Kaiji, l'eroe di tutti i bambini a letto con l'influenza, che altrimenti si divertirebbero guardando le televendite di snappy, ghiaccetto o chef Tony.

La seconda serie ci dà il bentornato con un ottimo twist di rimedi contro l'insonnia, che tuttavia a lungo andare si rivelano pericolosamente dannosi per gli individui già nevrastenici.
Però Kaiji è tornato. Anche se nessuno glielo aveva chiesto egli ha deciso di riattaccarsi le dita, ultimo baluardo del proprio divertimento da single, e ritornare alla sua vita passata; talmente bella che subire l'amputazione di un arto e di un orecchio, con inestimabile vista sulle coloratissime luci notturne della città, è infatti robetta risibile rispetto alla montagna di cadaveri ai piedi del grattacielo.

Kaiji lo scommettitore, l'irrazionale giullare, lo stoico spartano del pachinko è tornato dalle tenebre; incurante della promessa fatta all'amico scomparso nel baratro, di vegliare sulla donna amata e di utilizzare i soldi guadagnati per riscattarla dal giro di prostituzione della yakuza locale, il nostro magnanimo eroe ha visto bene di tentare la sorte che tanto nella vita lo aveva favorito; perdendo dita e soldi, ma guadagnandoci un inestimabile sacchetto di ghiaccio.
Sconosciute le condizioni dell'amato, scomparso improvvisamente dai radar della serie e dall'interesse generale degli autori, possiamo immaginare che la poveretta sia ancora 24 ore su 24, 7 giorni alla settimana gambe all'aria in mezzo a un 'moeissimo' gruppo di yakuza. Tuttavia ella non può assolutamente disperare!, poiché Kaiji è tornato!

Ah, in questa stupenda, frizzante e coloratissima serie lo spettatore ha l'imbarazzo della scelta: quale episodio preferite?
Quello in cui Kaiji spreme le meningi facendo un fumo violaceo, quello in cui si avvicina alla sedia, quello in cui si siede, oppure quello a seguire in cui mette mano alla manopola, quello in cui nell'ebbrezza del momento la generosità dell'autore lascia osservare Kaiji mentre lancia non una ma ben tre, dico tre palline da pachinko?
Oppure quello seguente in cui le palline rotolano? O quello in cui una cade e le altre due rimangono appese in un climax di suspense, tra la vita e la morte, tra il passare al secondo livello del pachinko o cadere nell'oscuro baratro metallico?

Kaiji è venuto al mondo senza che nessuno lo chiedesse; nella realtà dei fatti potremmo immaginare che i suoi genitori abbiano commesso seppuku dopo avere consultato un oracolo beneaugurale alla nascita del pargolo, e che quindi il nostro eroe sia stato affidato a qualche barbone con problemi di alcolismo, che gli permetteva una volta a settimana di giocare con il proprio cane. In quei fatidici giorni in cui le cucine del ristorante cinese donavano generosamente un osso di bistecca al povero mendicante, questi, ligio all'onore del ronin, manteneva la promessa di fare giocare il figlio adottivo legandogli l'osso al collo e lasciando libero il pulcioso bastardino di dare qualche leccata.

L'anime di Kaiji è un esempio di inconcludenza che deve essere tramandato ai posteri. E quando un puzzolente NEET volesse colpevolizzare la società per la propria condizione, il povero malcapitato dovrebbe essere messo di fronte alla realtà dei fatti; alla durezza della vita, all'inconcludenza della sua esistenza. Con soli 10 episodi di Kaiji, si riuscirebbe a trasformare qualunque parassita NEET con ancora un briciolo di amor proprio in un minatore cileno.
Kaiji è il Re dei NEET, l'esempio ultimo dell'evoluzione della specie. Nessuno può eguagliare le sue gesta, né tanto meno le sue movenze camaleontiche durante i lunghi minuti di un episodio anime.
Ed è giusto che sia così. In una nazione avvelenata dai NEET, come può un anime su un rifiuto della società essere apprezzato? Ma ben venga allora la continua vessazione degli ascoltatori, l'immancabile punizione che episodio dopo episodio lascia le masochistiche masse con gli attributi appesi all'appendiabiti fino alla settimana seguente.
Il piano perfetto per liberarsi dei NEET: farli ravvedere o impedirgli di riprodursi tramite l'utilizzo di un anime con contenuti castranti.

Kaiji non è tuttavia solo nelle sue avventure; un seguito di nerboruti maschioni sono sempre presenti per aiutarlo nelle situazioni più nere. Ed è ovvio che il nostro eroe possegga un potere magnetico di socializzazione superiore a Rufy, Goku e Naruto messi assieme: un così bell'esempio di natura umana, talmente ricco di cultura, idee ed espedienti fruttiferi… che infatti è sempre indebitato fino al collo, gioca i suoi arti nelle scommesse e abbandona alle catene della prostituzione le donne amate dagli amici, tradendone le promesse fatte in punto di morte.
Ed ecco finalmente giunto un anime per persone adulte, colme di esperienza di vita e insoddisfatte della loro attuale condizione: genitori, avete un figlio NEET? Castratelo con Kaiji!


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KUMA-29

Episodi visti: 1/26 --- Voto 10
Ho visto solo il primo episodio di questa 2a serie, ma posso dire tranquillamente che per me sarà un altro grande successo. La storia incomincia con Kaiji che viene rapito da Endoh per pagare tutti i suoi debiti. Finirà poi a fare lo schiavo in una specie di grande miniera gestita dal suo grande nemico Hyoudou, che si diverte a pagare i suoi operai non in yen ma in perica, una valuta privata creata apposta da Hyoudou per il mondo sotterraneo e che vale 1/10 di yen!

Sul piano grafico siamo su ottimi livelli grazie alla Madhouse che aveva già fatto la prima serie. Anche sul piano sonoro siamo ad alti livelli grazie a delle musiche sempre molto cariche di emozioni. La song dell'opening, *Stray in Chaos*, è "awesome". L'nding invece è molto simpatica.
Finisco dicendo che l'attesa di 3 anni dalla prima serie è stata ben spesa dato che gli autori hanno dato il via alla più bella serie che ho visto nel 2011.
Zawa, zawa, zawa, ecc.