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ryo79

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
La corsa più tamarra dell’universo

Ed ecco che alla sua prima vera prova alla regia, Takeshi Koike tira fuori il lungometraggio più pazzesco, tamarro e adrenalinico in cui avrete la possibilità di imbattervi. Il film non fa tempo a iniziare che parte in quarta e veniamo letteralmente catapultati nel mezzo di una gara sfrenata, dove i concorrenti più strambi, a bordo delle loro pompatissime automobili, lottano strenuamente per conquistare la prima posizione. Ed è proprio in mezzo a questo guazzabuglio di lamiere, polvere e gas di scarico che spunta il bolide giallo di JP, un'auto che sembra quasi fuori posto se confrontata con gli enormi veicoli degli altri concorrenti. In quella che sembra una parodia di "Fast & Furious", il pilota con il suo assurdo ciuffo a banana inserisce una nitro talmente potente che la macchina fa fatica a restare con le ruote per terra e, con una velocità che rasenta quella del suono, lancia la sua TransAm alla rimonta della gara fino allo spettacolare testa a testa con la bella e spericolata Sonoshee. La narrazione procede in maniera spasmodica fino all'incidente di JP, quando subisce una brusca frenata.

Viene accantonata la frenesia della competizione e vengono mostrati i retroscena che ci sono dietro la preparazione della Redline. Seguendo JP, veniamo sparati su un assurdo pianeta dove, assieme al suo socio Frisbee e al vecchio meccanico Mogura, iniziano la ricostruzione della sua macchina, ormai ridotta a un cumulo di rottami. Nei pochi giorni antecedenti la gara JP cerca di conoscere meglio Sonoshee, della quale è invaghito da anni. Grazie a dei flashback decisamente azzeccati, veniamo a conoscenza del loro primo incontro, di alcuni stralci del loro passato e delle motivazioni che li spingono a correre. Poi, scimmiottando i classici programmi televisivi pre-gara, vengono presentati tutti i concorrenti, fornendo alcuni aneddoti che fanno da background a tutti gli strampalati personaggi coinvolti nella corsa. A partire dal campione in carica Machine Head, passando per le prorompenti Super Boins, fino a Trava e Shinkai, un paio di personaggi presi da "Trava: Fist Planet", una breve serie di OAV realizzata da Koike nel 2002.

Dopo questo relativamente tranquillo intermezzo, i piloti vengono lanciati in caduta libera sul luogo della Redline. Tra auto assurde, tracciati impossibili, missili ed esplosioni, inizia quella che è a malapena definibile come una corsa automobilistica. Le cose degenerano ulteriormente quando entra in scena l'esercito del pianeta Roboworld e la gara diventa una specie di guerra a tutto campo con il solo scopo di fermare i piloti della Redline. In un continuo crescendo di scontri, sorpassi e accelerazioni al limite dell'impossibile, i piloti della Redline le proveranno tutte pur di vincere. E in questo guazzabuglio, JP riuscirà finalmente ad avvicinarsi alla spericolata Sonoshee. Insieme contro tutti, e disposti a qualunque cosa pur di vincere, i due si spingeranno oltre ogni limite pur di raggiungere il loro obiettivo, tracciato con la linea rossa del traguardo.

Ok, smetto di divagare e cerco di essere il più chiaro possibile. Se cercate una trama complessa e dei temi di fondo con un certo spessore, cambiate genere. Tutto quello che la pellicola ha da offrire è un'ora e quaranta di puro delirio, in cui l'immaginazione di Koike impazza in lungo e in largo, andando a realizzare la corsa automobilistica più folle che si sia mai vista sul grande schermo. Il film ha un impatto visivo decisamente notevole. Il regista realizza delle inquadrature a dir poco incredibili, come se una macchina da presa impazzita schizzasse dentro e fuori gli abitacoli delle auto in corsa. Le animazioni sono piuttosto particolari e spaziano da disegni ricchi di dettagli ad altri che sembrano appena abbozzati. In alcuni frangenti sembra quasi che i tratti, così accuratamente disegnati, vengano spazzati via dalle velocità assurde delle auto in corsa. Il character design è altrettanto eccentrico e la pellicola viene popolata da un moltitudine di alieni talmente strambi da sminuire la fantasia impiegata da Lucas nel suo "Star Wars".

Ad accompagnare tutto questo delirio c'è la colonna sonora realizzata da James Shimoji, che fa del suo punto di forza dei pezzi techno pompati tanto quanto le auto dei corridori, come il brano "Yellow Line" e la titletrack "Redline". Poi ci sono diversi brani più o meno brevi che accompagnano la narrazione, incluse alcune canzoni come l'esuberante "Kare No Shift Wa BUNBUNBUN", cantata nel film dalle Super Boins, fino alla melodica "Redline Day" che fa da tema di chiusura del film. Beh... piantiamola qui e vediamo di tirare le somme. Dopo tutti questi inseguimenti, sorpassi assurdi, esplosioni, accelerazioni alla velocità del suono, arriviamo a una spettacolare quanto inaspettata conclusione della gara, che non potrà fare a meno di farvi sorridere. "Redline" è senza dubbio una pellicola con un grandissimo impatto visivo e Koike riesce appieno a dimostrare come si fa a sfruttare al meglio uno schermo televisivo. Un film assolutamente da vedere, ma che non riesce del tutto nel suo intento di far gridare al capolavoro.


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soleak

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
Un ottimo film di animazione che, purtroppo, è molto poco conosciuto.
La trama non è nulla di complesso, ma comunque si lascia seguire. In un futuro molto lontano, il nostro protagonista, JP, sta gareggiando con la sua auto nella "YellowLine", una corsa la cui funzione è fare da "eliminatoria" per la ben più grande "RedLine", la corsa più illegale e famosa dell'universo. Le ambientazioni, devo dire la verità, mi hanno ricordato molto la gara di navicelle in "Star Wars".
Passando ad altro, su questo film si può dire che, come per la trama, anche i personaggi non sono proprio il suo "punto forte". Questi ultimi infatti godranno di una caratterizzazione molto approssimativa (anche perché è un film, quindi il problema non si pone più di tanto), ma comunque i personaggi come il protagonista e la sua "amichetta" non risulteranno affatto noiosi; se poi il tutto è condito da un chara design eccelso, posso affermare con certezza che anche da questo punto di vista non si rimarrà delusi.

Quello che è invece il cavallo di battaglia del film è il comparto tecnico: bellissimo. La grafica è quanto di più elaborato si possa trovare, piena di dettagli; le musiche sono molto adatte alle corse e le animazioni sono fluidissime. Non a caso ci hanno messo sette anni a fare questo film.
Ora, tutti questi elementi vanno ad amalgamarsi in un perfetto connubio di 'tamarragine' e adrenalina con auto che sfiorano gli 8000 km/h. Quasi dimenticavo, un'altra nota positiva è il doppiaggio italiano, le voci sono ottime e ben adattate, nulla da dire.
Un film consigliato a tutti, soprattutto però cercate di comperarlo, perché un film fatto così bene va supportato in modo che abbia la visibilità che merita.


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Rygar

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
La grandiosa Madhouse non si smentisce mai. È capace infatti di realizzare delle opere grandiose partendo dai generi più vari ed affrontando le tematiche più disparate. Questo Redline è l'eccezione che conferma la regola, e seppure risulti un'opera anomala su più punti (dalla grafica molto "americana", fino ad un comparto sonoro molto "Hollywoodiano") riesce a trovare una sua perfetta ragion d'essere nel mondo dell'animazione giapponese. Questo film attinge la sua peculiarità tramite molteplici ispirazioni: dall'universo di Fast & Furious, a Wacky Race, a Star Wars, e perché no, anche al cyberpunk in stile Alita o a Ghost in the Shell.

Redline è un film appartenente alla stagione estiva 2009 della durata di 101 minuti. L'opera è giunta in Italia nel 2011 tramite la Kaze.

Trama: in un futuro alquanto remoto ed imprecisato esiste la bizzarra tradizione di organizzare (ogni cinque anni) una corsa automobilistica al limite delle leggi fisiche: la Redline. Questa corsa è priva di ogni legalità ed è considerata come la corsa più grande e letale di tutto l'universo. E dove prolifera l'illegalità, prolifera anche il crimine organizzato, che tramite le scommesse truccate può assicurarsi cospicui introiti. JP il "bravo ragazzo" (poiché si rifiuta di istallare armi nel proprio bolide) è il protagonista della storia, e per accedere alla Redline deve qualificarsi nella gara Yellowline, peccato che sul più bello la sua auto subisce qualche incidente… Riuscirà il nostro eroe a qualificarsi nella Redline e vincere l'ambito trofeo?

Grafica: solitamente non apprezzo le americanate ma in questo caso ammetto che il comparto grafico è veramente ben fatto. Le ambientazioni sono dettagliatissime ed estremamente variegate. Le animazioni sono folli, incredibilmente fluide e rapide e a tratti addirittura psichedeliche. Il character design è l'emblema della tamarraggine, per cui è irresistibile, il mecha design rispecchia fedelmente il character design.

Sonoro: direi ottimo con lode. L'opening non esiste, in compenso l'ending è molto gradevole. Le OST sono grandiose per assurdità ed epicità, solo loro meriterebbero l'encomio. Effetti sonori fantastici. Adattamento italiano semplicemente perfetto.

Personaggi: spettacolari per divertimento e coinvolgimento. Per quanto possano apparire (ed essere) assurdi, sono talmente divertenti e ben fatti da risultare irresistibili. La loro caratterizzazione è impeccabile, l'interazione a livello di gruppo è perfetta, il fattore introspettivo è superficiale ma è comunque presente. L'evoluzione è presente.

Sceneggiatura: per un'opera così particolare occorre una realizzazione altrettanto particolare. La gestione temporale è ben eseguita, è presente qualche flashback ma la fluidità non è compromessa. Il ritmo è veloce, se non frenetico in certi punti. È presente una dose abbondante di combattimenti (di tutti i tipi) e di violenza, così come è presente un discreto quantitativo di fanservice. I dialoghi sono ottimi.

Finale: ahimè, la vera nota dolente dell'anime. Il finale sembra sconfessare lo spirito tamarro dell'opera e "annacqua", per non dire "annaspa" nel banale e nel sentimentale più smielato con scene piuttosto discutibili. Male.

In sintesi: se non fosse stato per il finale (decisamente sottotono), Redline sarebbe stato un capolavoro assoluto di tamarrata, tanto che è ben fatto, divertente e coinvolgente. Redline è un turbine di impulsi e stimoli audiovisivi, frenetico dall'inizio alla fine e dissacrante in più punti (possono transformers e maghette convivere in un'unica entità? In quest'opera sì.). Consiglio dunque quest'opera a tutti gli amanti delle tamarrate e anche a chi ricerca un'opera veramente sperimentale.


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Chiba

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
Una volta sono stato ad una festa in cui veniva proiettato contro un muro un anime privo di sonoro. La festa/aperitivo era incentrata sulla musica techno-dance che metteva il deejay, e la gente, come credo sia normale nelle feste, era concentrata a socializzare, muoversi e cercare di ubriacarsi con deboli cocktail: nessuno prestava attenzione all'animazione che avveniva davanti i loro occhi. Io, che in quel momento ero circondato da sconosciuti, invece ponevo lì, sul muro, tutto il mio entusiasmo dolcemente alticcio. L'anime era Akira, e, chiedendo in giro, quasi tutti l'avevano riconosciuto. A fine serata, discutendo con uno degli ideatori della festa, gli dissi che Akira era, sì, un gran bel cartone[1], ma forse non il migliore per un aperitivo con quel tipo di musica.
«Tu pensi?» mi rispose.
«Sì, di sicuro, il mercato giapponese offre di meglio a livello visivo.»
«Allora dimmi: cosa c'è di meglio della fine di Akira, a livello visivo?»
Non seppi rispondere; aveva vinto lui.[2]

Stacco temporale: tre settimane fa mi sono guardato tutto "Redline" di filato. Dopo aver spento la televisione mi sono sdraiato sul divano, ricordando quella serata: ora sapevo cosa rispondere all'amico. "Redline", pensateci bene, è ciò che tutti vorrebbero vedere su un muro di cinque metri per tre mentre si parla con gli amici sotto la base dei Justice.[3] Un anime che narra di una corsa intergalattica dove si mischiano alieni e umani, tutti attrezzati di mezzi esagerati sia nelle dimensioni che nella potenza, e dove vale qualsiasi cosa, dai missili ai... i missili, pensandoci bene, sono già belli che forti di per sé. La trama centrale è la competizione che avviene ogni cinque anni, la Redline, questa volta ambientata a Roboworld, pianeta chiuso mentalmente e poco propenso ad ospitare l'evento sportivo; l'imperatore di Roboworld deciderà di attivare tutte le risorse belliche a sua disposizione per impedire la corsa, da questa scelta si svilupperà tutta la storia, aggiungendosi amore e scommesse irregolari. Con questo stralcio di parole vi ho fatto la lettura più profonda dell'intreccio narrativo; ma forse è questo il suo punto forte, ciò che rende adatta quest'opera ad una funzione decoratrice: la trama risulta comprensibilissima anche senza l'audio; bastano le immagini sia per caratterizzare i protagonisti delle vicende, che per spiegare approssimativamente la trama principale.

"Redline" è un calderone di scene fuorvianti ed esagerate, animate in maniera sublime e dal chara accattivante e riuscitissimo. Concettualmente ricorda esattamente un gioco pensato da un bambino: quelle sfide tra macchinine gestite da una sola mente, in cui si conosce già il vincitore, ma non il modo in cui questo taglierà il traguardo.[4] Se siete stati bambini, anche per poco, e avete avuto il momento ludico delle macchinine starete capendo quello che dico; di solito, nel mio caso, il procedimento funzionava così: il cattivo di turno, con grande scorrettezza, conquistava un vantaggio considerevole sul valoroso eroe; l'eroe sganciava il maxi-ultra-power-turbo; non c'era più gioco per nessun'altro in pista; vinceva l'eroe[5]; festa entusiasta e oggetti scaraventati per tutta la casa.
L'anime si differenzia da questi passaggi della mia infanzia principalmente dall'incognita del vincitore finale: non si è pienamente sicuri di chi avrà la vittoria finale, anche perché, nel corso della visione, ci si renderà conto che per i protagonisti avere salva la pelle sarà già una gioiosa meta.

Graficamente, "Redline", è il meglio del meglio. Animazioni fluide e sfrenate, design originalissimi e sfrenati, colori ombreggiatissimi e sfrenati: un tripudio di immagini schizofreniche in continuo movimento. Estasi visiva in cui si cerca di ritrarre la velocità nella concezione più esagerata del termine. L'inizio e la fine sono un concentrato di esplosioni e veicoli sfreccianti che prima d'ora avevo creduto possibili solo all'interno della mia mente infantile; e invece eccoli qua, in un anime, a farmi saltare sulla poltrona.

Tirando le somme direi che "Redline" è un'opera magistralmente diretta da Takeshi Koike e dalla forte franchezza: si presenta fin da subito come un prodotto per divertire ed intrattenere, senza pretendere altro dallo spettatore. Un anime che in molti hanno definito "tamarro" ma che, in fin dei conti, lo è molto meno di tanta altra roba; un lungometraggio dalla splendida colonna sonora, pieno di piccole chicche riguardanti altri generi e che riesce a far passare piacevolissimi minuti attaccati allo schermo. La Kaze si porta a casa, oltretutto, un ottimo doppiaggio.
Insomma: "Redline" è un film a cui si perdonano piccole ingenuità[6], a favore del piacere visivo; qualcosa che vale la pena guardare al massimo volume e sullo schermo più grande di casa.

DVD-quote:
Da vedere proiettato sul muro del salotto.

NOTE:
[1]: concedetemi il termine; non ho trovato sinonimo più adatto.
[2]: avete ragione, forse mi sono arreso troppo presto, ma per quella precisa serata Akira si era dimostrato una bomba adattissima alla situazione. Ve lo posso assicurare.
[3]: quella serata mettevano i Justice, ma non solo. Però non concentriamoci sulla musica. Prendete un gruppo elettronico a caso e infilatelo nella frase a vostro piacimento.
[4]: il mio traguardo era l'ambitissima linea che separava la cucina dal salotto.
[5]: nel mio caso era una decapottabile rossa col motore fuori dal cofano, parabrezza verde e ammaccature scenografiche viola. Facevo vincere il gusto estetico.
[6]: tra tutte, il background sempliciotto e scontato della co-protagonista.


 6
Turboo Stefo

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
Il confine tra genio e follia è sottile, come risaputo, ma ci sono persone audaci che travalicano qualunque logica per sostare in entrambe le fazioni. Ecco quindi un progetto incredibilmente ambizioso, che ha richiesto ben 7 anni per essere prodotto, soprattutto per via dei 100.000 disegni eseguiti a mano.
A far nascere quest'audace film si sono riuniti nomi altisonanti e importanti: la storia è stata scritta da Katsuhito Ishii (collaboratore in "Kill Bill"), sceneggiata dal visionaro Yoji Enokido (sceneggiatore di opere del calibro di "FLCL"," Evangelion", "La rivoluzione di Utena") e diretta da Takeshi Koike (animatore di "Trigun", "Samurai Champloo" e direttore di "Animatrix"), e alle musiche un debuttante Joe Shimoji, che ha dimostrato il suo valore in mezzo ai nomi altisonanti.
Ovviamente non bastano le idee, ma ci vuole anche uno studio d'animazione in grado di sfornare un prodotto di alta qualità. Ovviamente non poteva trattarsi - visto anche il nome azzeccato - che dello Studio Madhouse che ha sfornato l'ambizioso e audace "Redline" nel 2010.

In tutte le galassie si svolgono corse futuristiche pericolose e violente, nelle quali i vincitori passano alle gare di livello superiore per arrivare infine alla tanto agognata "Redline", la mirabolante corsa che determina il miglior corridore dell'universo. Tra questi presenzia anche JP, un ragazzo che trucca le gare per un giro sporco di scommesse, grazie al voto del pubblico che adora i suoi mirabolanti incidenti.
Una trama profonda, intrigante e riccamente strutturata è il principio base di ogni buon film che vuole ammaliare lo spettatore. E in "Redline" non si troverà.
L'opera va oltre questo banale tentativo e instaura una storia tremendamente semplice ma efficace, che nel suo svolgimento mostra il minimo necessario per assistere poi alla tanto attesa corsa, arricchendola con un'esplosiva e superficiale storia d'amore e qualche intrigo planetario che possa rendere il tutto esplosivo.
La storia quindi, pur non risultando banale, va a instaurare situazioni comode a se stessa in modo palese, fregandosene di risultare assurda o forzata: l'importante è divertire lo spettatore e tenerlo attento quanto basta.
Sorprendentemente però nella sua audace linearità riesce ad appassionare lo spettatore, inserendo al contempo velate derisioni alla civiltà moderna - il pubblico delle corse che soffre il caldo per osservare due veicoli che sfrecciano pochi secondi, i giornalisti invasivi e apparentemente senza cervello, e i capi di stato che si contraddicono e agiscono senza cognizione di causa - e un'infinità di citazioni e rimandi come se già il plot non fosse un sufficiente richiamo ai diversi videogame di corse futuristiche, come "Wipeout" o "F-Zero".
Il tutto si chiude con un finale adrenalinico, esplosivo e perfettamente in linea con il resto, ovvero semplice e ricercato nella sua banale forma. Ovviamente è inutile dire che corona perfettamente l'intero film.

Quello che si può evincere dalla trama è molto semplice: essa è un pretesto per tenere lo spettatore davanti al televisore, e lo fa dannatamente bene. Cosa c'è però da vedere per dare al film tanta importanza?
Le animazioni sono fluide e curate - esclusione fatta per il movimento meccanico delle bocche nei dialoghi - mentre balza immediatamente all'occhio l'originale stile grafico formato da colori brillanti e vivi ricchi di grandi ombreggiature, uno stile che ben ricorda quello usato e apprezzato da Goichi Suda. Il design è ben studiato e variegato, dai veicoli e i loro piloti agli alieni che animano le folle, distaccandosi completamente solo per il protagonista dalla Banana anni '80, e la sua Muscle Car.
Ovviamente a rendere il tutto funzionale e appassionante è la fantastica regia, che rende ogni scena della corsa esaltante e adrenalinica, sfruttando efficacemente riprese statiche a veloci carrellate, attraversando esplosioni e nuvole di polvere, mentre le vetture schizzano a destra e sinistra per evitare detriti ed effettuare audaci sorpassi, ma la ciliegia sulla torta è rappresentata dai "Boost" effettuati dal protagonista, accompagnati da sublimi distorsioni della prospettiva che ben trasmettono l'incredibile velocità del tutto.

Il profilo sonoro è perfetto, alternando canzoni dai bassi frequenti e potenti ad altre di natura rock in uno sferragliare di chitarre, mentre divertono i gingle che accompagnano i diversi piloti durante la loro presentazione.
Anche gli effetti sonori non sono meno riusciti, tra il clangore dei veicoli che sbattono, ai furiosi rombi dei motori, che urlano tutta la loro potenza.
L'anime è disponibile in Italia grazie alla Kazé che propone un buon doppiaggio che purtroppo pecca d'intensità proprio nel protagonista. Il DVD e il Blu-Ray offrono una buona qualità video e l'immancabile audio multicanale, ma - come la Kazé ha abituato - non ci sono extra o speciali di sorta.

Nel complesso "Redline" è un film incredibilmente semplice e ricercato nei suoi contenuti, con una storia d'amore superficiale e dalle morali sportive banali, che nel suo complesso diverte e intrattiene con efficacia, ma la punta di diamante di questa piccola perla d'animazione è la ricchezza grafica e registica profondamente strutturata, in grado di comunicare grazie alla semplicità dei brillanti colori e delle mirabolanti azioni che esplodono letteralmente sullo schermo, trasmettendo in questo modo una carica d'adrenalina incontenibile, in grado di smuovere ed esaltare anche lo spettatore più freddo e tranquillo.
"Redline" è un'esplosione di energia indescrivibile a parole, in grado di far provare brividi in ogni singolo arto del corpo grazie alla genialità. Chiunque sia un appassionato di corse non dovrebbe perdere questo gioiello, si tratta di un lavoro originale e talmente ben fatto che chiunque ne sarebbe esaltato dalla visione.


 7
Tacchan

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
Come può un anime con una trama sconclusionata e pretestuosa risultare piacevole e accattivante come alla fine ho trovato "Redline"?

Questo lungometraggio non è certamente una produzione che rientra nei normali canoni: preferisce imboccare una strada sperimentale e punta soprattutto sulla frenesia, proponendo volutamente una serie continua di cliché nel modo più tamarro possibile. Viene supportato da una colonna sonora martellante di genere rock/pop/alternativa, spinta al massimo volume nelle sequenze più frenetiche. Le animazioni si dimostrano spesso paradossali, prive di qualsiasi fondamento realistico, abbinate a un disegno graffiante e ai colori vivi e sempre molto contrastati. L'effetto finale è un tripudio di movimento, effetti grafici e colori, decisamente appagante nei momenti in cui l'aspetto visivo e quello sonoro sono pompati al massimo.

"Redline" può essere visto come una sorta di omaggio al filone automobilistico esagerato. Deve molto a produzioni occidentali come "Fast and Furious" o "Death Race", ma riprende anche una lunga tradizione orientale che vanta di esponenti classici come "Ken Falco", "Gattiger" e "Go Go Go Mach 5". Il tutto è arricchito da stereotipi immancabili, quali belle donne, mafia e corruzione. Per completare questo calderone non mancano la storia d'amore, il personaggio con un sogno da realizzare, un bellicoso impero robotico interplanetario, buffe e improbabili razze aliene, armi biologiche, qualche pizzico di majokko, una spruzzatina di fanservice, un pilota tutt'uno con la propria macchina e persino uno sconfinamento nel genere supereroistico statunitense. Se pensate che sia impossibile riunire tutti questi elementi e tirarne fuori qualcosa di piacevole, forse non ricordate o non avete visto un'opera quale FLCL: anche in questo caso ci viene proposta una narrazione volutamente sconclusionata, con sequenze fuori di testa e paradossali, che fanno del non-sense uno dei loro punti di forza.

Alla fine vedremo auto che si trasformano in robot dalle sembianze di maghette, terrificanti armi biologiche dell'impero robotico che si scontrano con l'esercito del regno magico, nel mentre i protagonisti gareggiare con auto più volte devastate, ma che vanno comunque come se nulla fosse, con i piloti che magari escono dall'abitacolo ai 2000 all'ora e, dopo una corsetta, rientrano più splendidi di prima. Ovviamente non manca nemmeno la fantasia nella realizzazione dei personaggi e dei mezzi, tutti fortemente caratterizzati e con look o mecha fra i più improbabili.

Il film si conclude in un modo ovviamente esagerato con un inevitabile happy ending che, secondo me, ci sta tutto, vista l'impostazione dell'intera opera.
Quello che mi sono trovato a vedere non è un capolavoro, ma un'opera che infrange i normali canoni dell'animazione tradizionale e regala un'ora e mezza di spensierata follia, in cui potrete staccarvi dalla razionalità e godervi un piacevolissimo spettacolo visivo e sonoro.


 3
Rieper

Episodi visti: 1/1 --- Voto 7
Ci sono opere concepite con il solo scopo di intrattenere l'occhio dello spettatore senza soffermarsi troppo sul resto. Beh, "Redline" è come l'aerografia stilizzata su un'automobile modificata: si perderebbero comodamente ore a guardarla senza troppi pensieri.
Redline è il nome di una folle, adrenalinica e pericolosissima corsa senza regole in cui veicoli di ogni genere su quattro o più ruote si sfidano per tagliare il traguardo per primi. Le regole... non ci sono, appunto, quindi l'uso di armi e di scorrettezze di ogni genere è autorizzato. L'universo in cui si svolgono queste gare è composto da esseri viventi di ogni genere, come cani antropomorfi, alieni (?), e qualche rarissimo essere umano "normale".

Da subito veniamo catapultati in una serie di psichedelici effetti visivi capaci di lasciare allucinati anche i ciechi. I mezzi, quando attivano i "boost", schizzano letteralmente a velocità incredibili, eseguendo delle bizzarre e un po' ridicole manovre come in un cartone dei Looney Toones, dove le auto saltellano e si sbattono a destra e a manca danneggiandosi appena, neanche fossero di gomma.
La storia tra il protagonista e una donna pilota ricorda vagamente quella di "Grease" con John Travolta, con cui condivide un po' la pettinatura, a dire il vero.

Veniamo al comparto tecnico: il tratto usato per il disegno è... è particolare e decisamente più occidentale che orientale, al punto da risultare quasi impossibile categorizzare "Redline" come anime giapponese. Ci ritroviamo difronte a un tripudio di colori e allucinanti animazioni al limite del credibile, mezzi e sfondi sono creati in maniera maniacale con una cura disumana per i dettagli anche più insignificanti. Il comparto audio è semplicemente da Oscar, godendo di stili rock/oop/alternative di qualità assoluta.
Concludendo, "Redline" è un esperimento animato decisamente accattivante e originale capace, se non di appassionare, sicuramente di intrattenere un pubblico che vuole godersi un film senza pensare troppo all'aspetto narrativo. A mio modesto parere non è un capolavoro, ma senza ombra di dubbio un progetto particolare e consigliato, anche se non a tutti.


 5
Ironic74

Episodi visti: 1/1 --- Voto 7
Il suono roboante dei motori,la musica rigorosamente fracassona da sentire a tutto volume dalle casse della propria televisione, potenti bolidi che fuoriescono dallo schermo tra fumo e pezzi di rottame: no, non sto descrivendo l'ultimo film di Fast and Furious, bensì un film - e che film! - animato giapponese: "Redline".
Dopo ben sette anni di produzione possiamo così ammirare dal 2009 il primo lungometraggio totalmente diretto da quell'apprezzato animatore che è Takeshi Koike. "Redline" è un film nato senza alcuna velleità, se non quella di gratificare l'occhio dello spettatore, un moderno caleidoscopio di colori, d'azione e di musica a ritmi da supernova.

In film come questi non importa che ci siano tanti cliché, che sembri un film di Vin Diesel ambientato nell'universo narrativo di Star Wars con una spruzzata di Mad Max. La trama di per sé ha lo stesso interesse di quella di un video musicale. La Redline è una corsa interspaziale che si effettua ogni cinque anni in un lontano futuro, utilizzando ancora auto a quattro ruote, dove i moderni gladiatori della strada si sfidano in una bagarre che ha come unica regola arrivare primi con ogni mezzo possibile, compresa l'eliminazione dell'avversario.

Tutto qui, eppure per un'ora e trenta minuti si resta incollati allo schermo, come delle falene alla luce, ipnotizzati dai magnifici colori e dal disegno graffiante quasi in stile graffito metropolitano; e infatti non c'è da stupirsi che dietro tutto questo spettacolo ci sia la rinomata Madhouse, celebre per le sue serie adulte il più delle volte d'azione, come "Black Lagoon".
Troviamo colori e animazioni di prim'ordine, quindi, in stile video Mtv, e musica pop-rock ad altissimo tasso di adrenalina, ritmi martellanti che arrivano dritti all'imboccatura dello stomaco unendo giocoforza le sensazioni dello spettatore a quelle del protagonista JP, riuscendo anche a far chiudere un occhio sulla sua piuttosto ridicola somiglianza con Elvis.
"Redline" è un film dai ritmi martellanti, quindi, dove tutto è volutamente esagerato e che, grazie alla Kazè, può essere visionato anche in italiano con un discreto doppiaggio; un film da consigliare a chi ama il genere "olio, motori e belle ragazze" - non mancheranno infatti anche queste. Da sconsigliare invece a chi ha la puzza sotto il naso o cerca sempre qualcosa di "impegnato": allora "Redline" non è la vostra corsa!


 2
Doppelgänger

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
La Redline è la corsa più micidiale e attesa dell'universo. Le sue selezioni durano cinque anni e pochi sopravvivono ai suoi circuiti mortali. JP, spericolato pilota che si rifiuta di montare armi sul suo veicolo, riesce quasi per caso a essere ammesso tra i partecipanti della prossima gara, svolgentesi su Roboworld, pianeta per niente d'accordo con la presenza dell'evento sul suo suolo, e che farà di tutto per eliminarne i concorrenti.

Ci sono opere il cui valore va oltre il mero giudizio della trama. Inutile fare tanto i filosofi: per quanto a essere ricordati nel profondo nel cuore siano quegli anime che ci hanno colpito profondamente l'animo, chiunque dica che - avendo a disposizione una copia di Evangelion 2.0 e cinque minuti da riempire - al 90% preferirebbe vedere una delle (meravigliose) scene di dialogo tra i personaggi e non uno degli apocalittici combattimenti che vi si svolgono, è un ipocrita bello e buono e merita solo sputi e bastonate. Con le dovute proporzioni, "Redline" s'incastra perfettamente nel discorso fatto finora.

Le dovute proporzioni stanno nel fatto che "Redline" non ha le ambizioni narrative di un Evangelion a caso, anzi, siamo su livelli appena superiori a Fast'n Furious in tal senso. Ma un po' come per Bayonetta, giudicare il prodotto in base alla trama sarebbe impietoso e ingiusto, visto che qui a dover essere oggetto della nostra attenzione (e che di sicuro ha ricevuto quella dei realizzatori) è la messa in scena visiva, una delle più massicce, travolgenti e superlative come non se ne vedevano da un po'. Le forze dello Studio Madhouse si sono unite a quelle della Gainax - tra le migliori in quanto a spettacoli offertici in passato - per realizzare il film che avrebbe dovuto ridettare gli standard qualitativi del settore. Sette anni di lavoro che non sono stati per niente gettati al vento, poiché credo basti dare uno sguardo a un trailer qualunque per rendersi conto di con che cosa abbiamo a che fare. Il design è graffiante e fresco, quasi una versione estremizzata e "animezzata" di "Star Wars". Gli scenari sono vividi, le animazioni su livelli che vanno oltre l'eccellente, e non si notano cali di qualità nemmeno nelle scene più caotiche e movimentate (che non mancheranno), dove si aggiungono effetti superlativi. Tanto spettacolo merita di essere rivisto più volte, tanto che consiglio anche due visioni consecutive: la seconda per focalizzarsi sulle immagini che scorrono se ne avete visionato una versione subbata - in inglese nel mio caso.

E' doveroso comunque dire che dove il film inciampa è l'aver lasciato in sospeso la trama forse più del dovuto, non tanto per una ovvia ingenuità di fondo, quanto per il finale, davvero troppo improvviso - dopo tutta quella baraonda non ci fate vedere cosa succede dopo?! Neanche un po'? Potrebbe lasciare l' amaro in bocca, ma, come ho detto, nel caso specifico quello che si ottiene in cambio è ben valido del gioco.

Del comparto sonoro vorrei sottolineare il doppiaggio, poiché le ottime voci (difficile trovare un anime doppiato con il sedere in lingua originale) vengono supportate da tutta una varietà di effetti sonori che distorcono, alternano e personalizzano la voce del personaggio a seconda della razza aliena: un dettaglio che dà davvero sapore al tutto.

Per molto tempo non vedremo nulla di meglio, almeno dal punto di vista grafico. Certo, Evangelion 3.0 si avvicina, ma fino ad allora direi che "Redline" come palliativo sia più che sufficiente. E se questo è un palliativo, c'è da aprire la Vodka e fare all'amore libero.
Voto: 8,5.

Karma Houdini

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
Ambientato in un futuro lontano e poco definito, "Redline" è la corsa di auto più illegale, mortale e grandiosa della galassia, tenuta ogni cinque anni in un luogo segreto che viene rivelato soltanto all'ultimo minuto.
Prodotto dal famigerato studio Madhouse, "Redline" è il primo lungometraggio diretto totalmente da Takeshi Koike ("Midnight Eye Goku", "Ninja Scroll", "Vampire Hunter", "Bloodlust", "Trava: Fist Planet"): un lavoro la cui realizzazione ha richiesto ben sette anni. E si vede.

Da un punto di vista visivo, "Redline" ha un look decisamente e volutamente occidentalizzato. Sembra quasi che Koike abbia voluto gridare al mondo di essere un fan del fumettista francese Jean 'Moebius' Giraud, del controverso film animato "Heavy Metal" e persino della saga cinematografica di "Star Wars". Il risultato finale è un festival sconvolgente e ipercinetico di colori e forme esasperate, un incitamento continuo a tenere gli occhi sbarrati. Infatti ogni battito di ciglia durante la visione di "Redline" sarebbe un peccato, perché basterebbe prendere un fotogramma a caso e rendersi conto che potrebbe diventare tranquillamente un poster con cui abbellire la propria stanza.

A livello di contenuti, "Redline" è pieno di cliché, ma essi non sono il solito pretesto per coprire buchi d'ispirazione, bensì sono le colonne portanti su cui si sostiene la trama del film. Da una parte abbiamo una storia lineare, prevedibile, e semplice fino alla fine; dall'altra abbiamo dei personaggi a loro volta incarnazione di altri cliché, ma che allo stesso tempo assolutamente e meravigliosamente esagerati in ogni singolo gesto o parola.

"Redline" non è un film che si fa vedere e basta, "Redline" investe lo spettatore come un autotreno carico di adrenalina, di colori sgargianti e di musiche tanto tamarre quanto funzionali. Ovviamente è un must per gli appassionati di anime come "Go Go Go Mach 5" e "Super Gattiger", così come del vecchio e scanzonato cartoon "Wacky Races". Ma è anche consigliatissimo per chi vuole divertirsi a cogliere le numerose citazioni in esso contenute e godersi uno spettacolo di animazione pura, fatta a mano come si deve e allo stesso tempo fuori dagli schemi.