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Felpato12

Episodi visti: 12/12 --- Voto 9,5
Ancora prima del suo debutto, la stagione autunnale appena conclusasi si apprestava ad essere una delle migliori degli ultimi tempi e non ha affatto deluso le aspettative. Tra i suoi titoli si possono, infatti, annoverare anime di fama mondiale, come la terza stagione di “Mob Psycho 100”, la seconda di “Spy Family” e la trasposizione animata di manga famosissimi come “Blue Lock” e, ovviamente, “Chainsaw Man”, prodotto dallo Studio MAPPA. Fin dai suoi esordi, dunque, grazie soprattutto alla presenza di questi anime, la stagione autunnale 2022 prometteva grandi cose, eppure, a mio modesto parere, il vero capolavoro animato andato in onda nei tre mesi appena trascorsi, non rientra nel novero di quelli sopra citati. Per quanto “Blue Lock” abbia il merito di avermi fatto riprovare, dopo parecchio tempo, l’emozione di guardare e vivere uno spokon e “Chainsaw Man” sia riuscito a raggiungere picchi di epicità degni del miglior shounen, nessun anime mi ha emozionato, divertito e indotto alla riflessione come “Bocchi the Rock!”, il nuovo capolavoro targato Cloverworks.

La storia segue le vicende di Hitori Goto, per le amiche Bocchi, e per chi la segue su YouTube Guitarhero, una liceale appassionata di chitarra, il cui sogno sarebbe quello di entrare a far parte di una band e, così, conquistare fama imperitura. Quello della chitarra è un hobby che coltiva da quando è piccola e, per questo, è già dalle medie che insegue il suo sogno, ma senza successo. Hitori, infatti, soffre di una tremenda ansia sociale che, nel corso degli anni, le ha negato ogni tipo di rapporto umano che non fosse con i propri familiari. Come alle medie, dunque, anche al liceo, questa ragazza tanto timida e introversa si ritrova senza uno straccio di amicizia e la possibilità di entrare a far parte di una band sembra quanto mai lontana. Un giorno, però, fa la conoscenza di Nijika Ijichi, una ragazza che suona la batteria ed è alla ricerca proprio di un chitarrista per la band in cui suona. La sorte sembra finalmente sorriderle, la questione è se Bocchi, come impareremo a chiamarla nel corso delle puntate, riuscirà a ricambiare o meno questo sorriso.

“Bocchi the Rock!” rappresenta, a tutti gli effetti, uno slice of life di formazione. Giorno dopo giorno seguiamo le vicende quotidiane di Hitori, da quando esce di casa per andare a scuola, fino a quando vi fa ritorno. Viviamo insieme a lei i momenti della sua crescita, tutta volta alla sconfitta di questa maledetta ansia sociale, che passa per due componenti fondamentali: la musica e l’amicizia. La prima l’ha accompagnata nel corso di tutti questi anni, durante i quali la chitarra è stata compagna di svago di interminabili pomeriggi, passati chiusi nella propria stanza a registrare nuove basi musicali. Ancora di salvezza che le ha permesso, nel momento cruciale della sua vita, di legare con altre ragazze animate dalla sua stessa fervida passione per la musica e, possibilmente, trampolino di lancio verso un contratto con una grande casa discografica, che le permetterebbe di raggiungere la tanto agognata fama internazionale. In un anime musicale come questo, la musica non può che svolgere un ruolo di primaria importanza e la Kessoku Band, con le sue canzoni di stampo J-rock, è riuscita ad entrarmi nel cuore ed anche nelle orecchie. Ormai, sono giorni che ascolto le loro tracce senza mai annoiarmi e, tra le mie preferite, annovero “Seisyun complex”, ovvero l’opening dell’anime e “Guitar, Loneliness and Blue Planet”. Se non lo aveste ancora fatto, vi consiglio di dar loro un ascolto, provare per credere. Nonostante ciò, non è la musica l’anima pulsante della serie che, per quanto possa parlare, più o meno apertamente, della musica rock, riserva a quest’ultima uno spazio “marginale”, tanto da non essere presente in ogni singolo episodio. È, infatti, la seconda delle due componenti a muovere la storia, ovvero l’amicizia. “Bocchi the Rock!” è un anime sull’ansia e sull’inadeguatezza sociale, che la nostra eroina potrà superare solo grazie all’amicizia con delle ragazze più o meno problematiche come lei e animate dalla stessa passione per la musica. L’anime segue la crescita di Bocchi, che passa attraverso una serie di esperienze di vita legate alla quotidianità come andare a scuola, entrare in un negozio a comprare una nuova chitarra, andare al mare con le amiche e cominciare a vivere il mondo al di fuori del proprio guscio. Questo è “Bocchi the Rock!”, un anime maturo e incredibilmente pedagogico, fonte d’ispirazione e di sostegno per chi, come la sua protagonista, soffre di ansia sociale e non riesce a superarla. Questa storia ci insegna che la timidezza e la paura di stare in pubblico, circondati da altre persone, sono cose che si possono combattere, l’importante è stare in buona compagnia. Musica e amicizia si fondono, dunque, all’interno della serie che, però, a mio parere, non avrebbe riscosso lo stesso successo senza la sua buona dose di ironia, usata per trattare temi delicati come l'inadeguatezza sociale, ma dosata al punto giusto. Mai fuori luogo e sempre in grado di strappare un sorriso allo spettatore. Sorridere fa bene all’animo, eppure, in più frangenti, grazie alle reazioni di Bocchi, mi sono ritrovato a ridere di gusto, più che a sorridere e basta, e questo è sicuramente un altro dei tanti meriti di quest’opera.

Tecnicamente parlando, Cloverworks ha svolto un lavoro impeccabile, in cui non si registrano mai dei cali ingiustificati di qualità. Proprio le animazioni, inoltre, riescono a rendere ancora più esilaranti le reazioni di Bocchi, una volta trasformata in cenere e un’altra, sconfitta dalla vita, raffigurata come Joe Yabuki al termine del suo leggendario ultimo round, in una citazione che ho particolarmente apprezzato. Menzione d’onore, infine, per Kerorira, character designer dell’anime, che ha svolto un lavoro eccezionale nel dare vita a personaggi dall’estetica facilmente riconoscibile, ma senza dover sfociare nell’esagerato.

Onestamente parlando, era da tempo che non vedevo un anime musicale di questo tipo. Autentico capolavoro.


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filidema

Episodi visti: 12/12 --- Voto 9
“Bocchi the rock!”: l’esilarante sorpresa della stagione autunnale!

La serie è degna di considerarsi una delle migliori uscite recenti. Lo stile dinamico e umoristico accompagna perfettamente la trama da slice of life con tema musicale.
Noi seguiamo le vicende dal punto di vista della protagonista Bocchi, un’introversa a livelli estremi, a un passo dalla reclusione che trova la sua ancora di salvezza nella musica. Riuscirà, nonostante il suo carattere, a unirsi a una band e dovrà impegnarsi per affrontare le ansie della vita da rocker! La sua bravura con la chitarra sarà il suo unico bonus in un mondo pieno di avversità per una timorata della socialità come lei. Tuttavia, col corso degli episodi, osserviamo in Bocchi una crescita significativa. Non sarà un’evoluzione netta, ma in ogni puntata la vediamo sempre fare un passo avanti e superare moltissime sfide personali, delle quali, noi spettatori, non avremmo mai nemmeno immaginato l’esistenza. Questo è un aspetto che ho molto apprezzato e che mi ha dato delle vibes simili alla crescita emotiva di Shigeo nell’opera “Mob psycho 100”.
Non si può evitare di empatizzare con la protagonista. È costretta ad affrontare scogli che, anche se estremizzati, almeno una volta nella vita, tutti quanti abbiamo dovuto fronteggiare e superare, e alla fine ti ritrovi senza accorgertene a fare il tifo per lei.

Non ho potuto fare a meno di affezionarmi a Bocchi anche per le sue reazioni a ciò che le accade attorno e alla sua visione del mondo, che sono un’esperienza unica e davvero esilarante. A proposito di questo aspetto, la serie va premiata assolutamente per il fattore comico, che mi ha fatto morire dalle risate in tantissime occasioni. Tra le espressioni facciali di Bocchi (e compagnia), i suoi film mentali e le reazioni delle sue compagne di band, ero di continuo a ridere di gusto!
Un’altra componente umoristica sono le scelte di regia e di design, sulle quali voglio spendere due parole. Durante i, già menzionanti, viaggi mentali della protagonista, gli animatori hanno utilizzato diverse tecniche per enfatizzare il distacco dalla “realtà 2d” di Bocchi al suo piccolo mondo immaginario. Dalle animazioni in 3d alle riprese dal vivo. Questa scelta registica l’ho trovata originale e fresca, e dà quel tocco in più ai siparietti della protagonista.
Sempre rimanendo in tema animazioni, la serie è encomiabile per quanto riguarda il comparto tecnico. Le ho trovate sempre fluide e piacevoli, senza mai avere cali di grafica ingiustificati. Sì, non parliamo di una serie con scene assurde di combattimenti mozzafiato, ma è comunque da elogiare l’ottima cura nelle animazioni, un aspetto da non dare per scontato. L’opera è scorrevole ed è piacevole anche grazie a queste accortezze tecniche.

Ora vorrei parlare in breve anche dei personaggi secondari. Anche se il fulcro della storia è la nostra amata rocker introversa, le componenti della band che la accompagnano e supportano sono tutte interessanti e divertenti a modo loro. Senza dimenticare la manager, dura ma dal cuore tenero, e la bassista alcolizzata, personaggi che ho davvero apprezzato, spesso hanno dato quel condimento in più.

Parlando del tema musicale della serie: direi che è ciò che rende possibile il percorso formativo della protagonista. Le vicende della band, i live, le ansie da palcoscenico, creare i testi delle canzoni: queste sono alcune delle prove che la nostra beniamina deve affrontare e superare per crescere e così far crescere anche la band. In pratica la musica viene usata come strumento per far muovere i fili del racconto. Ciò non toglie che il comparto musicale sia ottimo. Ho davvero apprezzato le colonne sonore e, soprattutto, le canzoni!

Dopo aver inondato solo di belle parole questa recensione finora, sembrerebbe strano non accennare almeno a un aspetto negativo. Credo che l’unica cosa che mi venga in mente per non dare un dieci su dieci a quest’opera sia il finale di stagione. L’ho trovato privo di pathos, di quel “non so che” di quando concludi una serie. Per carità, l’episodio (senza fare spoiler) è buono e scorre bene. Avviene un avvenimento importante, ma questo nella prima metà della puntata. Di conseguenza, il resto, messo a confronto, viene registrato come più scialbo e insipido e non me lo ha fatto vedere come un finale di stagione ma come più a un episodio del normale cour. Questa l’ho trovata una scelta infelice, ma comunque non mette in ombra la bellezza della serie nel suo insieme! Ciò però mi frena dal dire che sia un’opera perfetta.

In conclusione, la serie “Bocchi the rock!” non è un capolavoro, ma è una visione piacevole e leggera con una narrazione frizzante e dinamica che non manca mai l’occasione di farti ridere. Ho praticamente divorato i dodici episodi senza riuscire a fermarmi. Tra le risate poi, continuavo a empatizzare con la protagonista, penando per lei, sentendomi coinvolto nelle sue piccole grandi sfide, gioendo quando le supera e rattristandomi quando fa una delle sue gaffe.

Consiglio questa serie a chi cerca uno slice of life super leggero ed esilarante che sappia intrattenere! Fidatevi, investite in quest’opera, vi saprà sorprendere, è più di quel che sembra!


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esseci

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8,5
Ed eccomi a recensire l'anime che sembra assurgere a diventare la sorpresa della stagione autounno/inverno 2022 dell'animazione: "Bocchi the Rock!".
L’adattamento della omonima serie manga ha debuttato a inizio ottobre di quest'anno ed è appena terminata. Prima di entrare nel merito della mia recensione, mi pare doveroso evidenziare che da quanto ho appreso in rete, oggettivamente "Bocchi the Rock!" si è rivelata essere una delle serie più popolari della stagione invernale e le recensioni già pubblicate nonché i commenti agli episodi presenti sul sito sembrano proprio avvalorare la sensazione delle valutazione a dir poco "entusiastiche". Sul sito AnimeClick.it nell'ultima classifica pubblicata degli anime in base ai pollici assegnati dal 19 al 25 dicembre 2022 si è classificato al primo posto, sopravanzando i più blasonati "Spy x family" e "Chainsaw man", "Mob Psyco 100 III" e "Blue Lock" solo per citarne alcuni...
E così la serie, che ha esordito un po' "in sordina", ha poi raccolto molti consensi diventando un po' una sorta di "blockbuster" alla stregua di "Lycoris Recoil" per la stagione estiva.
Ma rispetto a quest'ultima, "Bocchi the Rock!" a mio avviso ha qualche pregio in più...
Non mi permetto di sostenere che sia la miglior serie in assoluto della stagione (non essendo un divoratore seriale di anime e non avendo un background culturale tale da poter esprimere giudizi così assoluti) ma tra quelle che ho visto fino ad oggi posso confermare che è quella che con "Raven of the inner palace" mi è piaciuta maggiormente.

"Bocchi the Rock!" è incentrato sulla narrazione delle gesta di Hitori Goto - soprannominata in corso dell'anime come "Bocchi-chan" (presumo che significhi "solitaria" o "tutta sola"), per il carattere molto introverso e schivo perché affetta dal disturbo di che potrei definire simile a quello di Shoko Komi, protagonista di "Komi can't communicate": l'ansia (o meglio fobia) sociale, ossia la paura o il disagio più o meno marcato che un individuo sperimenta in situazioni di interazione "sociale" nelle quali teme di essere giudicato dagli altri, apparendo, a torto, imbarazzato, ridicolo con il timore poi di essere umiliato di fronte agli altri. Un disturbo che porta all'incapacità di relazionarsi con le persone e al conseguente isolamento.
Hitori, a causa di questo problema, trascorre le sue giornate, oltre alla scuola, isolata in casa e ha trovato come unico hobby di interesse esibirsi sui social con la vecchia chitarra elettrica del padre dopo aver imparato a suonarla piuttosto bene. E sui social, con il nickname di "Guitarhero" (sarà una citazione casuale?) riscuote un grande successo visto il numero di commenti dei suoi numerosissimi follower...

In fondo, sembrando un po' una hikikomori, Hitori vede, nel suonare la chitarra elettrica, l'unico modo per lei possibile per cercare di cambiare il suo destino per una nuova vita fatta di fama e successo.
E invece l'evento che rappresenterà il punto di svolta della sua esistenza (e dell'anime) sarà l'incontro con Nijika Ijichi che, essendo la batterista di una band che era alla ricerca di una chitarrista, la convince a provare ad unirsi al suo gruppo.
Da qui inizia il percorso di cambiamento e di crescita della protagonista, mirabilmente raccontato da questo anime slice of life, scolastico e musicale con uno stile piuttosto originale, ironico e simpatico sullo spaccato di vita quotidiana delle componenti del gruppo, dove la musica, sebbene presente e anche di una discreta qualità, non è il leit motiv dell'anime.
Infatti non sono molti i momenti in cui l'anime mostra il gruppo suonare; quando lo fa è comunque molto piacevole e dimostra il talento e la bravura di Hitori.
La storia è invece incentrata sul rapporto di amicizia e complicità che si instaura tra le componenti del gruppo che porteranno progressivamente Hitori a evolvere e a superare (parzialmente) la sua fobia, rivelandosi in alcune circostanze in modo divertente come la vera anima talentuosa e trascinatrice del gruppo.
Non c'è (per fortuna) alcun accenno di romanticismo e nessun ragazzo o uomo degno di nota nella trama: solo ragazze che, tra alti e bassi della vita scolastica e, soprattutto, di quella al di fuori della scuola (finalmente) cercano di ritagliarsi il loro momento di gloria per dimostrare il loro talento vivendolo però con gli occhi delle adolescenti sognatrici e piene di entusiasmo che non si fermano davanti a nessun ostacolo pur di realizzare il loro sogno.

E a riguardo della fobia sociale di Hitori, l'anime non scade nella parodia demenziale e un po' stucchevole di "Komi can't communicate". In quest'ultimo, il disturbo viene utilizzato come generatore di gag piuttosto puerili in cui, a parte Tadano, gli altri personaggi utilizzano come scusa per star vicino alla ragazza più bella della scuola.
In "Bocchi The Rock!" si vede invece come in modo diverso le tre amiche della band si accorgono del problema e cercano di stimolare Hitori a superarlo con tolleranza e ironia ben valorizzata da uno stile espositivo un po' diverso dal solito "deformed" dei visi. E' il mix tra i trip mentali di Hitori e i commenti più o meno "caustici" tra il serio e il faceto delle amiche con uno stile grafico molto particolare a generare un contrasto molto divertente che tuttavia non umilia né il personaggio che è affetto dal disturbo né l'intelligenza delle persone che guardano l'anime. Chi non vorrebbe un amico che sorride benevolmente dei tuoi difetti e riesce ad aiutarti tendendoti una mano cercando sempre di sdrammatizzare e incoraggiandoti?
Proprio l’animazione dei momenti di "crisi" di Hitori rappresenta uno dei suoi punti di forza dell'anime: le scena vengono rappresentate in modo diverso dal solito già visto, in modi che mi hanno richiamato alla memoria lo stile di Anno in "Le situazioni di lui e lei" in cui si mixano disegni e immagini fisse con altre animate o con fermi immagine e altri espedienti che valorizzano enormemente in modo ironico e appropriato (e non demenziale) i momenti di trip di Hitori. Non vi dico le risate che mi sono fatto alla scena della sua reazione all'ingresso nel negozio di chitarre o quando ha improvvisato sul palco in occasione del concerto al festival scolastico, incluso il tentativo di "stage diving".

Di musica non ce n'è molta, ma quella presente mi è sembrata di qualità. Non sono un estimatore del J-rock ma alcuni passaggi strumentali non solo di chitarra ma anche di basso mi sono sembrati non proprio male, denotando una cura non indifferente da parte della Cloverworks anche a questo aspetto... Valide sia l'opening “Seishun Complex” sia l'ending “Distortion”.
Per concludere e non diventare ripetitivo, consiglio la visione di questo anime spensierato e leggero senza sottovalutarlo e ponendo attenzione ai minimi particolari e ai riferimenti più o meno latenti che rendono quest'opera qualcosa di "nuovo" nel recente panorama dell'animazione.