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Eru79

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Eru79

Episodi visti: 12/12+ --- Voto 9
La prima parte della serie "Stone Ocean" si impone già da subito come un gioiello della cultura pop, dove l'originalità si spinge oltre i limiti. La grande creatività di Araki, che, già dagli albori di "JoJo", se ne infischia della verosimiglianza, procedendo a ruota libera, aggiunge un altro, meraviglioso tassello con "Stardust Crusaders", dove per la prima volta compaiono gli stand e l'iconico Jotaro Kujo, considerato dallo stesso creatore il JoJo per eccellenza, con la sua divisa da mezzo teppista, l'inseparabile berretto, le pose alla Clint Eastwood e l'irresistibile e laconico "Yare, yare daze" , tradotto in italiano con "Ahi ahi" o "Ma guarda te".

Jotaro, padre di Jolyne, ci delizia con la sua apparizione in "Stone Ocean", ma, purtroppo, viene sopraffatto da uno stand avversario, e sarà la figlia a doverlo salvare, recuperando Star Platinum e la memoria paterna sottratti sotto forma di dischi.
Jolyne si presenta con una mise che strappa l'applauso: soltanto l'acconciatura è strepitosa.

Araki, che in passato ha collaborato con Gucci, ha sempre curato nei minimi dettagli la caratterizzazione dei suoi personaggi, con attenzione particolare all'abbigliamento, ispirato spesso al mondo della moda, di cui è appassionato. Ma l'ispirazione di questo sensei tocca i settori più disparati: l'arte michelangiolesca (passando attraverso "Ken il guerriero"), il cinema di Don Siegal e Sergio Leone, l'esoterismo legato ai tarocchi, i miti, la letteratura gotica, l'amore per il mondo musicale (non per niente il nome stand deriva da "Stand by Me").

"Stone Ocean" recupera anche la figura di Dio Brando, altra straordinaria creazione arakiana, il cui ambiguo erotismo dei tratti, delle pose e degli abiti (cuori compresi) fa impazzire i fan. In questa serie apprendiamo che è riuscito a guadagnare la fedeltà di padre Pucci, il confessore del carcere dove Jolyne viene ingiustamente rinchiusa. Portatore di un malvagio e tremendo stand, Pucci vuole naturalmente annientare la stirpe Joestar, per guadagnarsi la ricompensa "divina", ma verrà ostacolato da altre potenti emanazioni psichiche.

L'animazione non sempre è fluida, ma questo sembra un tratto distintivo della saga e quindi non ci disturba, anche perché i colori forti e la grafica ricercata sono esaltanti.

L'opening è un capolavoro. Come tutte le intro di "JoJo" si vorrebbe rivederla all'infinito: immagini che si rincorrono, esplosioni di colori, CG usata con abilità funambolica.

Insomma, arigatou gozaimasu, Araki sensei e David production!