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Otaku moderato

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8,5
Attenzione: la recensione contiene spoiler

Chi segue molte serie anime finisce sempre con l’adocchiare la cucina del Sol Levante, spesso con piatti mangiati in varie occasioni del calendario nipponico o che fanno parte dei gusti dei giapponesi, come il ramen o il tofu; uno di questi è il mochi, ovvero dolce di pasta di riso, che al sol vederlo farebbe venire l’acquolina a molti.
Beh, diciamo che la Kyoto Animation, oltre ad adattare serie di light novel in anime in maniera molto capace, sa anche creare serie originali dal fascino comunque notevole, dimostrando che anche la vita quotidiana sa essere una grande avventura, se ben rappresentata. Detto questo, benvenuti al Tamako Market.

Ambientato a Usagi-Yama, un quartiere commerciale di una città giapponese, vediamo la vita di tutti i giorni di Tamako Kitashirakawa, una allegra ragazza che aiuta la sua famiglia nella gestione del loro negozio di mochi; la loro tranquillità prende una lieve scossa con l’apparizione di un bizzarro uccello parlante di nome Dera Mochimazzwi, capitato per caso nel quartiere, dal momento che è alla ricerca di una sposa per il suo amico principe di un’isola misteriosa. Peccato che Tamako, a furia di metterlo in sesto a forza di mochi, lo fa ingrassare di parecchio, rendendogli impossibile levare le tende subito. Dal momento che dovrà trattenersi per un po’, vedremo, nell’arco narrativo di un anno, la vita di Tamako e degli abitanti del quartiere di Usagi-Yama, includendo anche la vita di Tamako come studentessa liceale.

Diciamo subito che la serie fa slice of life a sfondo comico, e conosceremo molti abitanti, nonché i gestori dei vari negozi del distretto, passando dal fiorista, dai negozi di musica, al bar e addirittura ai bagni pubblici, dove conosceremo i vari personaggi che nel loro piccolo raccontano una storia; anche la famiglia di Tamako ne avrà parecchie di storie, specialmente nei flashback dedicati alla sua famiglia.
E, come detto sopra, vedremo anche la vita scolastica, dove troveremo personaggi come Kanna, appassionata di edilizia, e Midori, popolare, grintosa e anche premurosa, le migliori amiche di Tamako, e il suo amico d’infanzia Mochizo; anche la scuola farà da palcoscenico ad alcune delle storie della serie, come l’incontro e la nascita dell’amicizia fra Tamako e la timida Shiori, e l’esperienza di majorette delle protagoniste. Non mancherà ovviamente il romanticismo, dal momento che Mochizo nutre dei goffi sentimenti per Tamako.
Il tutto verrà legato alla figura di Dera, dal momento che lui apre e chiude ogni, o quasi, episodio con una frase d’effetto legata alle vicende, oltre a scoprire, man mano che la serie va avanti, i retroscena che lo hanno portato a partire, fino all’apparizione dei suoi padroni, ovvero il principe Mecha e la sorella minore Choi.

Poco da dire sul resto: buona caratterizzazione del cast, ottime animazioni con uno stile semplice ma curato, buona colonna sonora, doppiaggi apprezzabili, opening carina, ma la menzione speciale la merita la ending, con una melodia davvero carina e orecchiabile accompagnata da un ritmo davvero ipnotico, complice il fatto che le immagini dell’ending seguono il medesimo ritmo. E, come le produzioni di quel periodo dello studio, molti dei personaggi sono disegnati in stile moe, davvero molto simpatico ad essere sincero.
Che dire, merita la visione.


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Kida_10

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
"Tamako Market" è una serie della stagione invernale 2013, composta da dodici episodi di durata canonica.

Kitashirakawa Tamako è una giovane ragazza, figlia di un venditore di mochi, che vive la sua vita serenamente all'interno di un distretto commerciale; circondata da persone affettuose e sostenuta dalle amiche di scuola, Tamako non ha alcuna preoccupazione, almeno finché Dera Mochimazzi, uno strano quanto divertente uccello parlante proveniente da un'isola lontana, si poggia sulla sua testa e decide di vivere con lei e la sua famiglia. Nel corso delle puntate vedremo Dera ambientarsi e affezionarsi alla vita pacifica che si respira nel distretto, ma in realtà il simpatico pennuto è partito dalla sua casa con una missione ben precisa: trovare una sposa per il suo principe.

Risulta difficile affermare che "Tamako Market" abbia una vera e propria trama, in quanto essa si sviluppa ben poco e solamente nelle ultime due puntate; per il resto, come è giusto che sia in un'opera di questo tipo, ci verranno presentati degli spezzoni di vita quotidiana che avranno come protagonisti principali Dera, Tamako e la sua famiglia, ma che riusciranno a far interagire in maniera naturale un gran numero di personaggi.
Come slice of life non è male, ma, mentre alcune puntate sono divertenti e si lasciano guardare piacevolmente, altre, soprattutto all'inizio, risultano un po' lente e pesanti.

Tecnicamente è stato svolto un lavoro di alto livello: ottime le colonne sonore, la sigla di apertura e quella chiusura, azzeccato il doppiaggio, soprattutto quello di Dera. Per quanto riguarda il comparto grafico, nulla da segnalare: bello il design dei personaggi, dettagliate le ambientazioni, animazioni fluide.

Una serie che si pone il solo obbiettivo di intrattenere lo spettatore con qualche risata, regalando al contempo delle atmosfere tranquille e serene e delle sensazioni molto piacevoli. Il messaggio principale è facile da intuire: molte volte la felicità la si può trovare nelle cose di tutti i giorni, in quelle che diamo per scontate. Basta veramente essere circondati dalle persone a noi care per essere felici? Beh, secondo Tamako sì, poi ognuno di noi giungerà alla sua conclusione, ma in linea di massima è impossibile non essere d'accordo con questa semplice affermazione.
"Tamako Market" è una serie leggera e divertente; consigliata la visione se volete guardare qualcosa di un po' diverso.


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Eversor

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
"Tamako Market" è una serie di dodici puntate, uscita nel 2013. Una bella commedia scolastica, in cui il sentimentalismo (abbastanza soft) si mischia con una valanga di scene divertenti e simpatiche. Solitamente gli slice of life, ovvero gli anime che raccontano della quotidianità dei vari protagonisti, rischiano di essere piuttosto noiosi e ripetitivi (personalmente potrei citare una decina di casi in cui questa opinione viene irrimediabilmente sfatata), ma, allo stesso tempo, mostrano il gusto per una "tranquilla" vita da ragazzi. Piccole difficoltà interrompono la quiete giornaliera, questioni di cuore o meno, che riescono a coinvolgere lo spettatore.

In questo caso la storia si svolge in un piccolo distretto commerciale di città, dove la giovane Tamako vive. La nostra protagonista è la figlia di un cuoco di mochi, dolci tipici giapponesi e, per certi versi, la vita in negozio è una costante della sua esistenza. Si sveglia presto, aiuta il padre (purtroppo la madre è morta) e il nonno in cucina, va a scuola, si esercita nel club scolastico e, infine, torna in negozio. Insomma, una vita tranquilla, arricchita però dalla gioia del distretto commerciale. Ogni negozietto conosce Tamako fin da piccola e la riempie sempre di dolci, fiori e via dicendo. Anche Mochizou, il migliore amico di Tamako, abita di fronte a lei. Un ragazzo calmo e riflessivo, che cova segretamente un profondo amore per la sua cara vicina di casa. I due sono sempre stati vicini, ma la nostra energica protagonista è completamente estranea a qualsiasi cosa non abbia la forma di un mochi.
Ebbene, tutto questa ripetitività viene sconvolta dall'arrivo di Dera Mochimazzi, un allegro pappagallo parlante che, proveniente da una misteriosa isola, giunge al distretto commerciale di Tamako. L'uccello parlante conquisterà ben presto le simpatie di tutti, ma, allo stesso tempo, porterà con sé una ventata d'aria fresca... e una marea di momenti divertentissimi. Il suo compito era quello di trovare una moglie per il principe dell'isola, ma, tra una cosa e l'altra, sembra dimenticarsi di questo incarico. Ma sarà veramente così? Che ruolo svolgerà Tamako in questa faccenda?

Allora, la storia è molto carina, anche se non così sorprendente. Quello che veramente colpisce sono i personaggi: questi mostrano una personalità ben sviluppata, che cresce con il passare delle puntate. Tra tutti devo ammettere di aver apprezzato maggiormente Mochizou e la bella Midori. Entrambi provano qualcosa di più che una semplice amicizia nei confronti di Tamako, eppure questa loro passione è costretta a dover attendere. Il primo per la sua timidezza, e anche per l'ottusità dell'amata; la seconda per la consapevolezza di non poter dichiararsi all'amica. Tra i due sorge una sorta di conflittualità, che, stranamente, li farà avvicinare sempre di più. Lo ammetto, per un momento ho sperato che lasciassero in pace quella sorta di 'mochinomane' di Tamako e si mettessero insieme. Sarebbe stato un esito fantastico e inaspettato... ma irrealizzabile per questo genere di anime. E allora accontentiamoci di sorbirci questa battaglia all'ultimo sangue per quella fessa di protagonista che, nonostante i vari mutamenti, non mostra un carattere così affascinante come quello dei primi due.
Detto ciò, bisogna comunque precisare che tutti questi intrighi amorosi non rappresentano il fulcro della vicenda. La storia sentimentale non è certo dimenticata, ma, in rapporto al resto, appare comunque ridimensionata. Si preferisce dunque concentrarci su altri temi, come l'amicizia, l'affetto reciproco, l'amore tra sorelle (in senso buono ovviamente). Sara con il film "Tamako Love Story" che l'amore diventerà come da titolo il punto nevralgico della vicenda.

La grafica è uguale a quella di "K-On!". Niente di male, insomma. L'avevo apprezzata con le simpatiche musiciste e non posso far altro che ammirarla anche in questo caso. I colori sono vivaci, ma non proprio accessi. Tuttavia questi toni opachi rendono il tutto ancora più bello.
Il doppiaggio è perfetto e anche la regia non è niente male, anzi, è in grado di rendere il tutto ancora più divertente e coinvolgente.

"Tamako Market" dunque, pur non essendo un capolavoro assoluto, riesce a conquistare lo spettatore. La sua semplicità, la freschezza della narrazione, la vivacità della storia... tutti elementi che la rendono un'opera degna di essere guardata. Il finale è molto aperto, ma non c'è da arrabbiarsi, in quanto il successivo film concluderà l'intero arco narrativo, dando un senso alle questioni lasciate in sospeso nella serie.
Bello e sorprendente, questo il mio pensiero conclusivo per un anime in cui, lo ammetto, non avevo riposto molte speranze.

Voto finale: 7 più


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A q u i l e g i a

Episodi visti: 12/12 --- Voto 9
Con tutta probabilità, il maggiore pregio di "Tamako Market" - serie televisiva animata targata Kyoto Animation - è la semplicità. E' un anime pensato per offrire momenti divertenti e simpatici attraverso la dolcezza dei personaggi e la serenità dell'ambientazione, senza avere la presunzione di voler fare sfoggio di trama e caratterizzazioni complesse.
"Tamako Market" è una commedia spiccatamente slice of life e come tale dev'essere visionata.

Tamako è un'adolescente residente nel quartiere commerciale Usagiyama. Orfana di madre, aiuta tutti i giorni il padre e il nonno nella gestione del negozio di mochi. Vive in modo spensierato e ottimista, assieme alle amiche e alla famiglia che adora, dedicando il suo tempo libero alla preparazione di mochi - che pare essere un suo vero e proprio fetish. A movimentare le cose è l'arrivo di Dera, una specie di pappagallo tropicale alla ricerca di una sposa per il suo principe. Attirato dalla gentilezza della ragazza, non ci metterà molto a stanziarsi da lei e, scopertosi in seguito grande amante dei mochi, è con tutta probabilità il vero protagonista di "Tamako Market", ed è anche il personaggio più originale e simpatico, grazie alla sua stravaganza e ai suoi modi molto fintamente regali e altezzosi. Da quell'incontro, si avrà uno spensierato e divertente percorso che porterà Tamako a crescere.

I toni leggeri e una trama basata sulla quotidianità sono sicuramente i punti di forza di quest'anime, che si rivela essere una piccola perla di serenità e ottimismo. E' lo stesso distretto commerciale Usagiyama ad essere l'elemento meglio riuscito: una grande famiglia, che dà calore e sostegno a chiunque ne faccia parte.

Il lato tecnico di questa serie televisiva animata è sicuramente di gran pregio, sia in termini di character design (che, moe o meno, è sicuramente molto piacevole), che di animazioni. In più, gli sfondi proposti aiutano a ricreare alla perfezione le atmosfere che tanto caratterizzano quest'anime.
Anche il comparto sonoro è molto piacevole, tra cui - a mio avviso - spicca l'ending, oltre alla presenza di OST davvero molto azzeccate. Il doppiaggio è ottimo e i doppiatori hanno davvero dato il meglio di loro, e lo si sente dalle loro interpretazioni che a mio avviso sono splendide.

Tirando le somme, "Tamako Market" è un anime slice of life che fa della quotidianità e della simpatia i suoi più importanti pilastri. Lo consiglio a chiunque abbia il desiderio di trovare un po' di tranquillità e spensieratezza.


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GianniGreed

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8
"Tamako Market" è l'ultimo anime targato Kyoto Animation ad arrivare sugli schermi TV giapponesi. Si tratta di un anime dalle atmosfere molto tranquille, dal ritmo pacato e pieno di positività. Il tutto è accompagnato dall'ottimo comparto tecnico a cui lo studio di produzione ci ha ormai abituati. Da fan delle loro produzioni ho iniziato la visione di "Tamako Market" pieno di aspettative e devo dire che non sono rimasto affatto deluso, anzi. La serie mi è piaciuta molto, anche se l'inizio mi ha lasciato spiazzato.

La trama in breve: Tamako, la protagonista, è la figlia di un venditore di mochi, i dolcetti fatti con la pasta di riso, è una liceale allegra e solare dal cuore puro e candido (anche troppo). La ragazza vive in un quartiere commerciale che sembra fuori dal tempo, dove tutti sono amici di tutti e si vogliono bene. Ad esempio, Tamako riceve sempre doni dai negozianti (cibo, fiori, giocattoli) nel tragitto che compie da casa a scuola o viceversa. La routine del quartiere e di tutti i suoi abitanti viene sconvolta quanto Tamako trova in uno scatolone uno strano pennuto parlante di nome Dera. Stando al suo racconto, l'uccello è arrivato in Giappone da una lontana isola del Sud con una missione: trovare la sposa per il suo principe.

L'anime, durante la sua durata di dodici episodi, mostra un intero anno di vita dei protagonisti: il primo episodio è ambientato durante l'ultimo giorno dell'anno, e nell'ultimo si torna di nuovo alla fine dell'anno, che è anche il giorno del compleanno di Tamako. La narrazione dunque procede quasi a raccontare i dodici mesi dell'anno al ritmo di uno per episodio, soffermandosi di volta in volta sugli eventi importanti che animano la vita di Tamako e degli abitanti del quartiere commerciale. Si passa dal classico San Valentino, alla primavera, che in Giappone corrisponde all'inizio di un nuovo anno scolastico, all'estate e al mare con annessa gita scolastica, al Festival della Cultura a scuola... La vita di Tamako scorre tranquilla, e un anno passa veloce.
Oltre a Tamako, il vero protagonista della serie è Dera, il misterioso uccello parlante. Perché parli è un vero mistero, ma è una cosa a cui nessuno sembra fare caso. Dera è un osservatore attento che spesso fa da narratore agli eventi di una puntata, e molte altre si presta ad ascoltare i problemi di diversi personaggi, nonché a fornire consigli. Ancora di più sono le gag in cui è coinvolto e che rendono alcune scene davvero molto divertenti.

Animazioni e disegni sono di altissimo livello. La cura dedicata ai colori, agli effetti di luce, agli sfondi... è tutto talmente perfetto che sembra di esserci per davvero nei luoghi visti. I disegni, che ricordano moltissimo quelli di "K-ON!", sono qualcosa di sublime per chi come me adora questo tipo di disegni.
Anche le musiche non sono da meno. La colonna sonora è una parte importante della serie, dato che Tamako e le sue amiche ad esempio si recano spesso in un café il cui proprietario è appassionato di musica e fa ascoltare ai propri clienti brani adatti al loro umore. Degna di nota è la sigla finale "Neguse", che, oltre a essere una bella canzone, è per me una delle sigle più belle a livello visivo mai realizzate.
Sul doppiaggio potrei scrivere molte cose, ma non lo farò; mi limiterò a dire che l'ho trovato ottimo, con delle voci azzeccate a tutti i personaggi, ma la migliore è Juri Nagatsuma che dà la voce a Kanna, rendendola un personaggio magnifico.

In conclusione, non cercherò di essere obiettivo, né mi interessa esserlo: a me "Tamako Market" è piaciuto, e molto anche. La storia è davvero semplice, e forse un po' troppo irrealistica e piena di buoni sentimenti, ma non lo vedo un aspetto così negativo. La serie ha saputo divertirmi, in altri momenti mi ha fatto commuovere, e, più in generale, ogni episodio visto mi metteva di buon umore, e non vedevo l'ora di vedere il prossimo. Un anime che provoca tali sensazioni nello spettatore secondo me ha raggiunto il suo obiettivo. Bello, bello, bello.


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Izaya_Orihara

Episodi visti: 12/12 --- Voto 4
Quando mi ritrovo a scegliere gli anime stagionali da seguire settimanalmente, cerco di inserire anche un anime incognita verso cui non nutro grandi aspettative, o perché ho un lato un po' masochista, o semplicemente perché sarebbe troppo bello guardare sempre anime belli e interessanti, e non dare mai un voto negativo. In questa stagione mi sono imbattuto in "Tamako Market", anime della stagione invernale del 2013 ed ennesimo prodotto deludente della KyoAni (Kyoto Animation), che negli ultimi anni non è famosa per le poche opere efficienti prodotte (di queste opere ricordiamo, tra quelle più famose, anche se non posso dare un giudizio visto che non le ho ancora viste: "Lucky Star", "Clannad", "La malinconia di Harushi Suzumiya", "Full Metal Panic"), ma per i prodotti "moe", che spopolano ultimamente nel mondo dell'animazione nipponica. Kyoto Animation oggigiorno equivale a studio di animazione di prodotti altamente nocivi (moe). "Tamako Market" sicuramente è la serie più scadente di questa stagione invernale, che già è scadente di suo.

Premetto da subito che il moe non mi è mai piaciuto e credo mai mi piacerà, ma ogni tanto non fa male e può anche rendere una serie più carina. È quando ne si fa troppo abuso che una serie diventa insufficiente, come vediamo in "Tamako Market"; ragazzi, ragazze, afro, ciccioni, guardie del corpo, vecchi e persino l'uccello moe. Questo è troppo. Troppo buonismo in questa serie che può sembrare anche abbastanza irreale; è per questo che odio tanto il moe: i personaggi fungono da santarellini, facendoci dimenticare spesso persino le persone contorte ed egoiste che ci circondano ogni giorno. Nella vita quotidiana, in un grande distretto commerciale, tutti dovrebbero darsi battaglia per il solo scopo di guadagno e, se necessario, fare anche lo "sgambetto" al vicino di negozio. Questo non succede in "Tamako Market", che credo non rappresenti la realtà, e quindi per me fallisce persino nel genere slice of life, genere di anime che dovrebbe avvicinarsi più alla realtà quotidiana. I negozianti di questo grande distretto commerciale che si aiutano a vicenda tra loro, molte volte regalando o facendo solamente un sorriso a Tamako, che, stranamente, riesce con il suo atteggiamento da rompiscatole ad accentrare su di sé l'amore di tutti. La cosa più odiosa è che questi negozianti danno continuamente da mangiare al grosso uccello, Dera. Puntate noiosissime, forse la serie più noiosa mai vista, ma, per fortuna, c'è il grosso uccello Dera che salva la serie da un misero 3; riesce a intrattenere e molte volte a divertire lo spettatore e, se dobbiamo dire che l'uccello è il personaggio migliore della serie, beh, già da questo commento si può capire l'insufficienza e il vuoto che la serie si porta dietro.

Le animazioni sono degne della KyoAni, assolutamente ottime, mentre le OST sono mediocri, così come l'opening e l'ending. Lo stile dei personaggi è moe e quindi assolutamente bocciato. Non perdete tempo davanti a questa serie, ma andatevi a vedere "Chuunibyou demo Koi ga Shitai" che è forse il prodotto più spettacolare prodotto dalla KyoAni.


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falcus92

Episodi visti: 12/12 --- Voto 5
Il moe piace, il moe prende, il moe è puro merchandising.
Se avete già letto questa frase è perché sto autocitando un mio commento fatto nella recensione di "K-On". Come continuerò a ripetere all'infinito, la stagione invernale 2013 è stata veramente un flop: tutte le serie che ci sono state propinate sono state deludenti e poco affascinanti. Non a caso, "Tamako Market" rientra in questa mediocrità. La cosa, però, che dà più fastidio non è il moe, che, nonostante io non lo apprezzi in generale, in certi anime può risultare anche gradevole - è il caso di "Chuunibyou demo Koi ga Shitai!" e "Angel Beats"-, ma l'aver sprecato una storia che sarebbe potuta diventare molto interessante e divertente. Come al solito, dalla Kyoto Animation possiamo aspettarci un grandissimo apparato tecnico, che tratteremo dopo, ma un livello commerciale veramente elevato. Una grandissima delusione, visto l'andazzo delle prime puntate di questo anime.

Tamako è una studentessa alquanto singolare. Sembra che viva nel mondo dei balocchi: ha una famiglia che gestisce un negozio di mochi, la gente del suo quartiere la ama e la rispetta, ha delle amiche che la cercano e la fanno divertire, partecipa al club di majorette. Insomma, la sua vita è ricca, sebbene sia semplice. Un giorno, però, incontra uno strano uccello parlante e questo rivela alla nostra giovane protagonista che è alla ricerca di una sposa per il principe del suo Paese. Da questo incipit il volatile comincerà ad abitare a casa di Tamako, facendo lo scroccone, e continuerà la sua ricerca per la donna ideale da portare al suo popolo.

La forza di questo anime è Dera, l'uccello, lui è veramente originale e divertente. I primi due episodi gireranno intorno a questo e ciò farà felice lo spettatore, che sorriderà per le avventure del pennuto. Il vero problema di quest'anime è il pensiero che sta alla base del moe, quello che io adoro definire: "La legge del Kawaii". Tutti i personaggi, eccetto il sopracitato, indispongono durante la visione. A partire dall'opening in cui vediamo dei giornaletti che ballano e Tamako che fa la faccia stupita si può capire come il livello di questo anime sia veramente basso. Io penso che il moe, usato in questo modo, è un insulto all'intelligenza umana. Ogni cosa, secondo l'autore, deve necessariamente indurre alla felicità e al "carino"; non dobbiamo, pertanto, stupirci di vedere un'anziana con i capelli violetti o un vecchio figlio dei fiori riproposto come barman o un personaggio con l'afro che non ha neanche un riccio ribelle. Ma, nonostante questo chara davvero semplice, il problema non sta in questo. Le vicende proposte sembrano non portare a nulla: vedremo dieci episodi su dodici di niente. Nonostante sia uno slice of life mi aspetto un minimo di storia, ma quella proposta dalla trama verrà scartata fino alla manche finale e ciò sarà la causa del nulla cosmico. I personaggi divagheranno e faranno cose senza senso, dalla raccolta di punti per gli acquisti nel quartiere, agli incontri per discutere delle prossime feste, a interi episodi dedicati alla dieta. Per intenderci, spesso ci si avvicina alla noia perché per intere puntate non si vedrà fare niente, non a caso mi distraevo con facilità e passavo più di venti minuti a guardare i tasti del mio computer.

Insomma, una serie davvero deludente nonostante il grande avvio. Ma quello che manca alla base sono i contenuti. Ci sono tantissime storie che mancano di trama e che riescono a trasmettere emozioni e temi profondi; "Tamako Market" non lascia niente allo spettatore. Tutti i problemi di queste ragazzine saranno così banali e semplici che non suscitano nulla se non indifferenza e, certe volte, rabbia. Rabbia perché si vede l'animazione giapponese in un baratro da cui non si riesce a risollevare. Il problema, come dico sempre, non è il moe, ma come viene utilizzato; in fondo, è una "tecnica" l'utilizzo di moekko, che può piacere o no. Graficamente il moe è appagante, ma propone chara psicologicamente uguali: stupidi e senza una logica.

Parlando dell'apparato tecnico non ci si può che congratulare con la Kyoto Animation: animazioni superbe, disegno semplice e carino - è moe - e regia semplice, ma efficace. Opening ed ending sono azzeccatissime, ma si sente una vera mancanza di OST: sono davvero poche e non riescono a fare atmosfera. Anche se la domanda che mi sorge è: "Fare atmosfera a che cosa?".

In conclusione, anche se a molti piacerà questa serie, a me, però, "Tamako Market" non ha per niente appassionato. Probabilmente, se avessi avuto una decina d'anni in meno sarebbe stato il mio anime preferito, ma ho notato veramente troppi difetti.

LaMelina

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
"Questo è proprio un bel posto. Diversamente dal mio paese, ci sono dei giorni in cui senti il freddo penetrarti le ossa. Tuttavia, percepisci sempre un gran calore scaldarti il cuore."

Le parole di congedo di Dera, nell'ultimo episodio della serie, riescono perfettamente a descrivere la sensazione che provoca e l'atmosfera che richiama "Tamako Market". Le avventure quotidiane della carinissima figlia del Tamaya e della sua combriccola di amichette e di vicini di casa riescono a divertire, a rasserenare e a scaldare il cuore dello spettatore. Dolcissimo e dal gusto genuino della semplicità, simboleggiata dal dolce per eccellenza giapponese, il mochi, "Tamako Market" è uno slice of life ambientato in un quartiere commerciale, l'Usagiyama, che sembra sempre addobbato a festa; le persone che infatti visitano il market in cui è nata e cresciuta Tamako hanno spesso l'impressione che sia imbastito un matsuri, il tipico festival di quartiere giapponese. La quotidianità di questa dimensione casereccia che fa capo alla piccola comunità dell'Usagiyama accoglie lo spettatore in un tenero abbraccio, che ha la morbidezza dei mochi e il calore di una famiglia.

Orfana di madre, Tamako è una liceale che adora divertirsi e godere delle piccole felicità di ogni giorno. Prima e dopo scuola aiuta suo padre e suo nonno, insieme alla sorellina, a gestire il negozio di mochi di famiglia. E proprio dei mochi ha la consistenza il carattere della protagonista: delicata e appiccicosa, tondeggiante e carina nelle forme, dolce e genuina all'assaggio, che sa conquistarti piano piano con la sua semplicità, Tamako ha un vero e proprio fetish per i mochi, e come essi riesce a farsi amare in un qualsiasi periodo dell'anno tu voglia assaggiarne la morbidezza. Tutti gli abitanti del quartiere adorano quell'agnellino di ragazza, che porta il suo sorriso a destra e a sinistra, senza sosta, riempiendo di gioia ogni giorno la strada su cui affacciano i negozi.
In uno dei tanti giorni "normali", e perciò felici, dell'Usagiyama, una sorta di pappagallo tropicale di nome Dera, alla ricerca di una sposa per il suo principe, si imbatte in Tamako e resta folgorato dalla gentilezza e dalla spontaneità della ragazzina. Ospite auto-invitato, l'uccello si impianta in casa Kitashirakawa, non disdegna mai i mochi offertigli tanto da lievitare quasi fosse un mochi egli stesso, e aiuta Tama-chan ad affrontare la sua crescita. Dera, d'altronde, è il personaggio meglio riuscito di tutto l'anime: non solo è divertente, fa un sacco di battute, è goffo e sbadato, ma è anche capace di esprimere con estrema classe e naturalezza concetti e visioni della vita da vera morale favolistica! Ogni tanto le sue citazioni appaiono come delle lezioni di vita, altre volte come delle chiavi di lettura del periodo adolescenziale, il lasso di tempo in cui l'uomo tende a cambiare più che in altri momenti della sua esistenza.

La dimensione dell'ogni giorno, della quotidianità, è il punto di forza di "Tamako Market" e ciò che lo rende più specificamente appartenente al suo genere di commedia. E' nello scorrere del tempo in ogni sua reincarnazione stagionale che la vicenda si svolge; fra festività ed eventi, dal Capodanno alla primavera, il cambiamento attraversa la vita della protagonista, invogliandola a maturare e a valutare più possibilità di futuro. Nell'ogni giorno risalta il nucleo familiare: la famiglia è al centro di ogni azione, di ogni scelta, di ogni pensiero di Tamako. Dove per famiglia, però, la protagonista intende l'intero quartiere, le sue amiche e i nuovi arrivati dai tropici a casa Kitashirakawa.

Una critica che posso muovere a questa chicca squisitamente giapponese è l'atteggiamento infantile di cui si caratterizzano ogni tanto i personaggi. Per il resto, l'ho trovato una visione delicata, serena, che ha saputo anche commuovermi ed emozionarmi, mi ha lasciata affezionare a quel microcosmo che è il quartiere Usagiyama e di cui anche Tamako è innamorata! In aggiunta a ciò, l'OST è davvero azzeccata e in alcuni episodi è la chiave ironica con cui vengono lette le vicende.
Come voto gli do un 7, perché nonostante mi sia piaciuto molto, trovo che sia indirizzato a un target più basso della mia età, che gli sta sì stretto, ma dal quale non riesce a uscire.


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Rygar

Episodi visti: 12/12 --- Voto 9
"Tamako Market" è un anime semplice, senza pretese, ma non per questo non deve essere visto.
Conobbi quest'opera per via di un trailer dopo l'ultima puntata di "Chuunibyou demo Koi ga Shitai!" e, sebbene non gradissi il character design (uguale a "K-On!") e non mi sembrasse un granché, decisi di dargli una chance. "Tamako Market" si colloca come uno dei primi prodotti della stagione invernale 2013.

Trama: tutta la serie vede lo svolgersi dei propri eventi attorno a un distretto commerciale. Un bel giorno un pappagallo parlante proveniente da un'isola dei mari del Sud (si chiama Dera Mochischifo o Mochimazzi, dipende dal fansub) decide di fermarsi per riposarsi. In quel mentre giunge Tamako, ragazzina nata e cresciuta in quel distretto, che si dimostra solidale nei suoi confronti, offrendogli un po' di ristoro, oltre che vitto e alloggio. Tamako è letteralmente fissata con i mochi, ossia dei dolcetti ottenuti con la pasta di riso. Per lei tutto il mondo ruota attorno ai mochi e ogni problema si risolve con un bel mochi. Dera assaggia uno di quei dolcetti e, ritenendoli deliziosi, non smette di rimpinzarsi... la sua fisionomia risulta irrimediabilmente compromessa (così come le sue capacità di volo), per cui inizia la sua vita da scroccone a casa di Tamako. Per la cronaca, Dera è in missione per cercare una candidata sposa per il principe della sua nazione...

Grafica: gli appassionati di "K-On!" potranno dividersi su due fronti, chi elogia il character design uguale alla loro serie preferita oppure chi disprezza il fatto che lo stesso character design utilizzato per le loro beniamine sia stato riciclato per questa serie. A me questo character design non piace neanche un po', per cui non mi sento di promuoverlo a prescindere. Le ambientazioni godono di una discreta attenzione per i dettagli, le animazioni sono semplici e fluide. Sotto questo versante è tutto piuttosto semplice, ma gradevole nel complesso.

Sonoro: il comparto sonoro raggiunge l'eccellenza in quest'anime. Opening ed ending sono veramente carini e ben fatti, OST a dir poco demenziali (da notare che l'eyecatch, ossia la sigla di stacco presente a metà episodio, può creare dipendenza). Belle le voci dei personaggi, così come gli effetti sonori.

Personaggi: altro grande pregio di quest'opera è il comparto dei personaggi. Tutti caratterizzati splendidamente, perfettamente calzanti nel proprio ruolo e ottimamente funzionali alla comicità della serie. Non manca chi sa elargire qualche piccola perla di morale. Ottimo lavoro.

Sceneggiatura: fluida, semplice e lineare, così dev'essere. La sceneggiatura svolge il proprio compito più che egregiamente, portando avanti la storia fino al suo naturale compimento. Ottima gestione temporale.

Finale: il finale è brillante. Divertente fino all'ultimo e non lascia lacune nella trama. Anche qui c'è da elogiare l'ottimo lavoro svolto.

In sintesi, "Tamako Market" è un prodotto vincente per la sua semplicità, per i suoi personaggi e per la sua comicità. Non sarà un capolavoro d'azione o chissà che cos'altro (quel character design proprio non riesco a farmelo piacere, ma pazienza), ma sa appassionare e coinvolgere. Data la natura del genere è consigliato a chiunque voglia trascorrere del tempo in tranquillità e in compagnia di qualche sana risata.