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Chii-Kamio

Episodi visti: 12/12 --- Voto 4
Ho visto quest’anime un bel po’ di tempo fa ma leggendo le recensioni mi sono quasi commossa venendo a conoscenza di non essere stata l’unica mongola a guardarlo fino alla fine per ostinazione.
Nonostante la storia sia demenziale e improbabile (quale povera donna si mette a partorire 12 bambini? Che cavolo vuol dire avere un residence solo per questa famigliola in cui dei genitori non si vede neanche l’ombra?), l’ho guardata relativamente volentieri spinta dal desiderio di vedere se prima o poi Ema (la figlia del genitore che si risposa/sorella acquisita di questi 13 fratelli) avrebbe preso l’iniziativa per fare o dire qualcosa anziché essere il burattino nelle mani di ogni fratello depravato in cui incappava.
Ammetto di aver tifato per il fratello che vive da solo e di cui non ricordo il nome, l’unico apparentemente dotato di cervello e senso morale, anche se nel complesso non si poteva fare il tifo per nessuno in quanto la storia era totalmente priva di senso o di un’effettiva trama.
Carino per ammazzare il tempo e spegnere il cervello ma offensivo per il cervello quando tenta di riaccendersi.


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Helena90

Episodi visti: 12/12 --- Voto 1,5
Io non lo so perché vengono prodotti anime del genere né perché li becco tutti io, sta di fatto che non posso, non riesco a non commentarli. "Brothers Conflict" è un anime tratto da un videogioco che segue le vicende di Ema, la protagonista che ha con sé uno scoiattolo odiosissimo, la quale va a vivere con i suoi tredici fratelli acquisiti, perché il padre si è risposato con la di loro madre. Il punto è che tutti i fratelli si innamorano di lei appena la vedono, e non si capisce perché. Cioè, sta povera ragazza praticamente va a vivere nella gabbia di tredici leoni che la vogliono e non la rispettano, perché tutti cercano di sedurla in modi poco consoni e rubarla agli altri fratelli. Lei poi in tutto questo non spiccica una parola per mettere in chiaro le cose, e si lascia trascinare dagli eventi ("Amnesia" docet) e da questi fratelli che sono uno più insignificante dell'altro.
Salvo solo la opening, il resto è da no comment. Mi chiedo solo perché mi ostino a guardare reverse-harem. Perché?


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Ladystile

Episodi visti: 12/12 --- Voto 6
Brothers conflict è un anime sentimentale molto soft. Nonostante possa sembrare una situazione irreale c'è del vero nella storia. Mostra 13 fratelli che si contendono la bella, dolce e affettuosa sorellastra.
Nella società di oggi i maschi sono diventati molto piú timorosi nei primi approcci con una ragazza. Questa situazione è davvero sconcertante perché il maschio se non riesce a conoscerla tramite amici di amici, non prova neanche a buttarsi sulla prima che capita e trova interessante. Con questo voglio dire, IMHO, che i fratelli(ognuno con il suo carattere particolare) finalmente a contatto con una femmina hanno perso la testa!
I disegni sono impeccabili tranne per il fatto che i movimenti e le espressioni sono poco realistiche molto lenti e poco espressive.


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alisa

Episodi visti: 12/12 --- Voto 4
Brothers Conflict è l'incessante dimostrazione dell'inutilità dei reverse-harem.
Qualcuno deve assolutamente spiegarmi l'accanimento nel produrre storie monotone, pregne delle stesse lacune, fra le quali spicca in pole position, una protagonista amorfa, pronta a ricevere passivamente qualsiasi cosa le capiti, solo per evitare di ferire i sentimenti dei familiari appena acquisiti.
Lo scoiattolo sputa sentenze, dalla vocina stridula, dovrebbe spiegare alla sua protetta, che di vita ce ne è una sola, e questa va vissuta sino in fondo, come l'amore, sentimento ridotto ad un'infinita parata di occhi luccicanti, guance rosse e molestie sessuali (con relativi succhiotti).
Ma stiamo scherzando?
Sui protagonisti non mi dilungo (anzi non voglio proprio sprecare tempo ad esporre i soliti schemi riproposti sino al vomito in questo genere), ci tengono solamente a sottolineare l'elemento che ha reso maggiormente irreale l'intera vicenda. Tralasciando i fratelli innamorati (persino i tombini sanno che l'incesto è punito dalla legge), avete notato l'aspetto della madre che ha partorito i tredici ragazzi?
Pelle diafana, taglia 42, nessuna smagliatura, make up perfetto.
Lascio a voi le dovute considerazioni.


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SeaYes

Episodi visti: 12/12 --- Voto 4
Tratto da: Brothers Conflict, Otome Game by Passion Pink

Trama: Hinata Ema [che non so perché nell'anime sia diventata Chi] è l'unica figlia di Rintarō. Dopo il matrimonio di quest'ultimo con una donna in carriera di nome Asahina Miwa, Ema si ritrova a dover convivere improvvisamente con i suoi 13 fratellastri (Tredici eh, massimo rispetto per la Miwa), figli della sua nuova matrigna. La vicenda narrata ripercorre i vari rapporti che si vengono a creare tra questi fratelli e la loro nuova onee-chan, tra forti sentimenti e problemi di tutti i giorni [e cliché su cliché su cliché].

Considerazioni: A mia discolpa posso dire che l'ho iniziato per scherzo. Quando ho visto che nel complesso gli episodi viaggiavano via veloci e che non erano troppo pesanti, ho provato a seguirlo per svago. Quindi, cominciamo l'analisi.
Colonna sonora praticamente assente; chara-design fatto con i piedi (perché, insomma, di solito il chara-design degli Otome Game è ben curato e bello, come hanno fatto a ridurlo così?? Low budget, I suppose); interazioni e dialoghi assolutamente prevedibili, triti e ritriti; figure e volti derp ogni due per tre; protagonista non insopportabile, ma nemmeno dotata di una personalità di spicco. L'80% dei fratelli è odioso. Se ne salvano giusto tre o quattro, ecco. Il problema è che nel gioco non è affatto così.
Allora vi chiederete: "Ma perché l'hai guardato tutto?". Sapete, ci sono cose a cui una donzella non può dire di no. E quelle cose, o meglio, persone sono i seiyuu. Perché ci sono dentro molti tra i doppiatori più famosi del Giappone: Hosoya Yoshimasa, Kamiya Hiroshi, Ono Daisuke, Kaji Yuuki, Namikawa Daisuke, Suwabe Junichi, KENN, Ishida Akira, Maeno Tomoaki, chi più ne ha più ne metta. D'altronde, quei poveri 13 fratelli dovevano pur avere qualcuno che li doppiasse, no? Beh, hanno fatto un lavoro eccezionale, visto che hanno dovuto trasmettere tutto attraverso la voce, siccome le animazioni (e le espressioni facciali) facevano non pena, di più. Quindi mi complimento davvero con tutti loro, sono dei professionisti e hanno dimostrato la loro bravura.
Attenzione: con questo non sto giudicando l'Otome Game, che sono sicura sia fatto mille volte meglio, ma l'anime. Si sa, poi, che gli anime tratti dai videogiochi, in particolare quelli per ragazze, sono davvero penosi. Però diciamo che ho iniziato a guardarlo con le pinze, nel senso che credevo l'avrei droppato al secondo, terzo episodio e invece... sono arrivata alla fine!

Comunque, diciamo che sono quasi soddisfatta del finale. Non è facile gestire un anime tratto da un Otome Game, me ne rendo conto. Nel gioco in ogni -2route" finisci con un personaggio diverso, senza troppe interferenze da parte degli altri ragazzi; nell'anime è diverso, devono comprimere tutte le route insieme e il risultato è abbastanza inverosimile (tutti innamorati contemporaneamente dell'eroina e lei che ci sta più o meno con tutti). In più, questo gioco/anime, a mio parere, tocca anche un argomento molto particolare e delicato, ossia l'amore tra fratelli (sono fratellastri, ok), <b>
Attenzione :: Spoiler!
</b> quindi forse è stato meglio questo finale, diciamo così, più casto, in cui la nostra eroina decide di essere indipendente e di non stare con nessuno dei ragazzi. Avrei voluto che alla fine le avessero fatto scegliere uno dei fratelli, ma va bene anche così, dai. <b>[FINE SPOILER]</b>

Anche se siete persone romantiche e adorate le storie d'amore, vi assicuro che in giro si può trovare di meglio di Brothers Conlict, perciò vi invito a guardare dell'altro. Se però ci tenete tanto a visionarlo, vuoi per i doppiatori o perché avete giocato al gioco o perché semplicemente vi intriga il tema dell'amore proibito, non vi giudico, guardatelo pure, ma "donna avvisata, mezza salvata".


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ladynera

Episodi visti: 12/12 --- Voto 4
Brothers Conflict, reverse-harem costituito da 12 episodi, diretto da Jun Matsumoto per lo studio Brains Base.

L'anime dove tutte noi ci identificheremo.
Chi è che non ha 13(11) fratelli in casa, tutti in fila pronti a saltarti addosso ed a riempirti di attenzioni? Chi non vorrebbe essere sempre al centro dell'attenzione, senza un attimo di tregua, rischiando di essere molestata anche solo per un batter di ciglia? Dal canto mio molto probabilmente ne uscirei sfinita e spazientita, forse con qualche punto in più di autostima, o magari con qualche grave turbamento alla psiche!
Ma la protagonista di quest'opera non si mette certo problemi anzi, come una medusa che si lascia trascinare dalla corrente, la piccola Chi (e stavolta sta per il nome, conosciuta come Ema Hinata) rimarrà ebbra tra le braccia dei suoi tanti spasimanti, uno più protettivo e possessivo dell'altro. Ovviamente i maschi di casa sono sicuri che la dolce Chi apprezzi le loro attenzioni, infatti lei non farà mai un cenno di resistenza o chiarirà in nessuna occasione la sua posizione, un "mi dispiace, ma non sei il mio tipo" oppure "per favore, lasciami in pace" non usciranno neanche una volta da quella bella bocca "innocente".
Non scandalizziamoci poi per le tante molestie di cui sarà vittima la piccola. Ma non temete, al seguito ha un prode cavaliere che cerca (invano) di difenderla dalle grinfie malefiche di quei lupi affamati dei suoi fratelli. Cavaliere che si incarna in un malefico, pestifero, odioso e ammorbante animaletto, che non avrebbe sicuramente modo di esistere, ma per dare un pizzico di originalità (pari a zero) è stato inserito per proteggere la virtù della donzella. Ah povero, non sa che la pulzella non aspetta altro che cadere nella tana del lupo che l'attende con le fauci spalancate, o è il lupo che cade nella tana della… ehm lasciamo stare.
Ovviamente non mi aspetto realismo in quest'opera, e non aspettatevelo nemmeno voi; non volano, non hanno poteri magici, ma hanno un palazzo intero a disposizione con solo un bagno per 11 persone (perché in realtà due dei fratelli vivono altrove). Capitomboli circensi, atletiche gesta, una serie di sfortunati eventi, porteranno i voraci e famelici giovincelli a trovarsi in situazioni imbarazzanti con la piccola lupacchiotta.
Lasciatemi dire una cosa su Chi: le finte tonte sono sempre le migliori! Fingono di non volere le attenzioni ricevute, tentennano anche, ma poi rimangono a bocca aperta e perdono forza negli arti, e ovviamente per mancanza di questa non riescono a respingere le avance.
In tutto ciò spiccano le pecche di questa storia: una ragazza senza cervello, personalità, intelligenza e amor proprio, circondata da ragazzi che dichiarano l'amore verso la sorella adottiva, etichettandola come "un membro della famiglia" e poi danno il via libera alla loro libido senza preoccuparsi dei sentimenti di lei, senza chiedersi se questo possa arrecarle danno o ferirla in qualche modo, trattandola alla stregua di uno straccetto, sbattendola di qua e di la (muri, divani, pavimenti…).
Mancanza di personaggi femminili: a parte Chi e la madre dei 13 fratelli (madre che ha l'aspetto di una scolaretta fresca come una rosa, ricordo parto plurigemellare) non vi sono altre ragazze.
Inutile approfondire il carattere dei personaggi, anche se ammetto che non sono caratterizzati male i ragazzi, per quanto, appena vedono Chi, non capiscono più niente tutti allo stesso modo. Inoltre molti di questi 13 fratelli fanno solo da contorno, come le patate con il pollo. Situazioni talmente assurde e inverosimili da far cadere braccia, occhi e naso a terra.

Passiamo al lato tecnico: grafica non male, chara piacevole, non fosse per i profili con tanto di naso che buca lo schermo (hanno tutti lo stesso naso, sia maschi che femmine).
Opening e ending molto carine, il balletto dei ragazzi è tutto un programma.
Gustatevi le card sul finale ma soprattutto i siparietti ad ogni inizio episodio, uno più stucchevole, assurdo e imbarazzante (per me che guardo) dell'altro!
Considerazioni personali: io tifavo per Natsume.

In conclusione, ammetto che quest'opera, se non si va a ricercare niente che possa chiamarsi "vero sentimento umano", è un buon modo per passare il tempo, anche se viene a noia facilmente, perché bene o male il tutto prosegue con il solo scopo di irretire Chi.
Se apprezzate, ve ne consiglio un'altra con la medesima protagonista idiota: Amnesia. Almeno Eroine aveva la scusa dell'amnesia, ma Chi che scusa ha? Anche se a volte pare che anche lei sia reduce da un colpo in testa con annessa perdita di memoria e capacità cerebrale. E pensare che il finale mi stava per far rivalutare un po' l'opera, sembrava tirasse aria di scelta e invece… Che la partita per il cuore di Chi continui! Non l'avete capito? Lei è solo un premio, un oggetto, qualcosa da conquistare per mostrarsi superiore al resto dei fratelli.
Purtroppo non sono riuscita a mantenere molto contegno e mi sono un poco sbizzarrita nello scrivere questa recensione, ma il lato divertente di tutta la storia è proprio questo quindi abbiate pazienza.
Ovviamente per me non raggiunge la sufficienza, e che volete farci (anzi sono pure magnanima)!


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Usagi85

Episodi visti: 12/12 --- Voto 5
Tra tutti gli anime appartenenti a questo genere, ritengo che "Brothers conflict" sia uno dei migliori reverse harem in circolazione, dove per "migliore" intendo dire che è uno dei pochi che si salva, e nemmeno tanto. Quello che più mi ha convinto di quest'opera è il fatto che si accantonino eccessivi giri di parole, frasi romanzate e stucchevoli, a favore di un approccio più fisico e diretto.
Ema, accompagnata da un "non poco" irritante animaletto, si trasferisce in un condominio dove vivono i suoi acquisiti 13 fratelli; non due o tre, ma 13 ragazzi intelligenti, affascinanti, di successo ma, soprattutto, marpioni. Ema e/o Chii non fa in tempo a varcare la soglia che, inspiegabilmente, le sono già tutti addosso. Ognuno ha un proprio carattere, delle personali peculiarità e tutti si contraddistinguono per il bell'aspetto, si capisce, dunque, che una ragazza possa rimanere disorientata da tanta abbondanza, ma Ema non si scompone. I suoi propositi iniziali sono, infatti, quelli di vivere insieme ai suoi "fratelli" e di costruire con loro una famiglia felice.
La nostra protagonista soffre per il fatto di aver vissuto in solitudine la propria infanzia, conseguentemente, il pensiero di entrare a far parte di un nucleo familiare numeroso la emoziona. Il problema è che questi presunti fratelli non condividono con lei la medesima idea. A dispetto dello spirito fraterno che dovrebbero serbare, la vogliono e la desiderano come donna. Ognuno inizia a corteggiarla in piena linea con il proprio stile: alcuni vanno a segno, altri ci mettono un po' di più a carburare , ma sta di fatto che.. Ema se li passa un po' tutti. Una svolta per anime di questo tipo! Si abbandona una narrazione più bambinesca, per un taglio maggiormente maturo, che mi è piaciuto in quanto i protagonisti evitano di tergiversare troppo e cercano subito un diretto contatto fisico.

A fronte di questo incipit, mi pareva che le basi ci fossero. Peccato, però, che a rovinare l'idillio ci si mette il fatto che Ema non parla né agisce. Tutti se la rigirano come un calzino, se la passano come una palla e lei, per tutta risposta, se ne sta immobile come un salame. Una faccia inebetita ogni volta che suoi "fratelli" se la strattonano al petto. E, allora, la domanda sorge spontanea: ma perché questa passività esasperante? Di fronte a tanta grazia sarebbe stato carino se, ogni tanto, avesse leggermente agito in qualsivoglia modo. Invece, il nulla: balle di fieno che rotolano nel deserto. La baciano, la accarezzano, la maltrattano e lei nulla. Ma perché? Deciditi! Prendi l'iniziativa. Per "facilotta" ci passi comunque.. allora, tanto vale andare fino in fondo! Almeno questi fratelli, dalla morale discutibile, si prendono le responsabilità delle proprie azioni.

Tra tutti i maschietti dell'anime, ho adorato l'odioso Fuuto, l'unico che la tratta veramente male e che mi ha fatto divertire. In quei momenti, ho pensato che, di base, Chii sia una masochista, come tale, risulta perfetta per il sadico Fuuto che perde, però, colpi sul finale. Degno di nota è anche Yuusuke, piuttosto allegro. Per gli altri, apprezzo l'iniziativa, ma alla fine si trascendeva in qualcosa di piuttosto banale: gelosie da quattro soldi e troppi giri mentali.
Verso la conclusione c'è un generale appiattimento della narrazione che diviene, sempre più, lenta e ripetitiva. Si sfiora più di una volta il ridicolo, tra confessioni improbabili e cadute di stile continue. L'indecisione, ovviamente, regna sovrana, non cavandosi un ragno dal buco.
In soldoni, si fanno dei piccoli passetti avanti nel modo dei reverse harem, ma si è ancora troppo lontani da un prodotto che possa essere definito apprezzabile.
Da lodare, però, i buoni propositi.


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LaMelina

Episodi visti: 12/12 --- Voto 3
Al mondo esistono famiglie e famiglie. Ci sono quelle in cui il sangue ne identifica i componenti, e quelle in cui la carta unisce ciò che in origine non era legato da niente. C'è da chiedersi, tuttavia, se fra le innumerevoli tipologie familiari che popolano la Terra esistano anche quelle di 13 fratelli che si innamorano tutti della sorella acquisita. Probabilmente la risposta sarebbe: "NO". D'altra parte con un reverse harem bisogna aspettarsi tutto fuorché aderenza alla realtà. Brothers Conflict prende l'avvio proprio da questo disegno di scardinare l'ideale di famiglia classico e dimostrare che il legame di fratellanza è più forte di qualsiasi cosa. Anche se i personaggi di quest'opera sembrano avere un'idea un bel po' confusa di ciò che significa essere fratelli…

La protagonista è Chi, liceale spensierata e gentile, che si vede costretta a trasferirsi in una nuova casa dopo la decisione del padre di risposarsi con una donna che ha già 13 figli all'appello. A volte ci si domanda se non avesse di meglio da fare che sfornare bambini a vagonate, ma poi sopraggiunge la consapevolezza che i troppi soldi fanno annoiare la gente… Ispirati alla genitrice e dotati di un enorme quantità di tempo libero, nonostante ognuno abbia un lavoro alquanto impegnativo, i 13 famosi pargoli, dopo aver fatto la conoscenza di Chi, si pongono come obiettivo di una vita quello di possederla. Così le dichiarazioni d'amore si susseguono una dopo l'altra, gli assalti da lupi famelici si nascondono dietro ogni tenda o divano, i baci volano come petali di ciliegio, e la convinzione che ciò che si sta vedendo è una grossa presa per i fondelli matura piano piano in un piccolo e remoto angolo dello spettatore. A turno i fratelli Asahina sviluppano un sentimento d'amore - che definirlo tale è come ridere in faccia ad una coppia che ha festeggiato le nozze d'oro! - e un impellente desiderio di dichiararsi a Chi, mettendo in crisi quel delicato equilibrio familiare che la protagonista cerca "a tutti i costi" di proteggere.

Come in ogni reverse harem che si rispetti, Chi mantiene un atteggiamento vago dall'inizio alla fine della serie. Nonostante si voglia far apparire il suo modo di fare quello di una persona gentile e mossa da buone intenzioni, che non vuole scontentare e rendere triste nessuno, a conti fatti la sorellina mantiene in scacco gli Asahina, dando false speranze, contraccambiando con rossori, abbracci, baci dei sentimenti che lei stessa sa di non poter corrispondere perché li vede solo come fratelli. Parlare di incesto sarebbe scorretto, dato che non esistono dei veri legami di sangue, ma parlare d'amore sarebbe anche peggio! D'altro canto, se analizziamo le figure dei fratelli, non ci va meglio in quanto a simpatia! Scopriamo che oltre a condurre una gara per avere Chi, si sfidano a chi riesce prima a suscitare antipatia nel pubblico! A partire dall'idol quindicenne che lascia succhiotti a forma di denti di vampiro alla malcapitata sorella, passando per il monaco che coi suoi colleghi ha imbastito un club di accompagnatori nel tempio, arrivando al giocatore di basket che non si fa una risata nemmeno a pagarlo, per finire con lo scoiattolo che mira ad un taglio netto alle corde vocali per quanto sa essere fastidioso; si potrebbe dire che la produzione si è impegnata a far diventare oggetto di istinti omicidi i personaggi maschili di quest'anime!

Per guardare una serie come Brothers Conflict, infatti, bisogna possedere un pizzico di masochismo e tanta, ma tanta pazienza. Non è possibile credere che le ragazzine giapponesi riescano ad immedesimarsi in un tale contesto o in una tale protagonista senza pensare che è sbagliato tutto quello che viene mostrato! Se è questa la ragazza che un giapponese cerca, fa prima a comprarsi una bambola gonfiabile; al contempo, le ragazzine che reputano il comportamento di Chi quello di una persona sincera, gentile, amorevole, hanno un'idea distorta di ciò che vuol dire essere tali. O forse hanno capito troppo bene come funzionano le cose qua! E' sicuro che da un tipo di anime del genere non ci si può aspettare chissà quale caratterizzazione o trama, però nemmeno si può far ripetere per 12 episodi la stessa formula, anche con la stessa introduzione, come a voler fare il lavaggio del cervello! La parola "kyoudai" (fratelli) viene ripetuta in continuazione, forse con l'intento di convincere lo spettatore che quelli che sta guardando sono veri fratelli, che si vogliono bene, desiderano la felicità della famiglia, ma soprattutto quella della sorellina. La famiglia, però, viene più e più volte messa a repentaglio proprio da questo loro incontrollabile impulso di avere la fanciulla tutta per sè, fomentati dal fatto che Chi non chiarisce mai la sua posizione fino alla fine. Quello che si innesta è un meccanismo di "conflitti" interni, che vede un fratello lottare per lei, l'altro marcare il territorio, un altro metterle le mani addosso, un altro scazzottare col maggiore, un altro sfiorare la pedofilia, un bambino che decide del suo futuro in base alla sorella e un trans che cambia il suo indirizzo sessuale di punto in bianco perché è di moda in Casa Asahina fare così! In pratica, è sconvolgente quanto accade.

L'unico rammarico che resta è la bellezza del chara design dei personaggi e doppiatori bravissimi sprecati a prestar voce a questi cani in calore! Oppure ancor peggio, come è toccato a Hiroshi Kamiya, ad uno scoiattolo con le convulsioni! L'indecisione resta sull'OST, perché dove l'opening è meritevole, lì è al contempo manchevole l'accompagnamento agli episodi e abominevole l'ending, che è sul filo dello stonamento.

Insomma, Brothers Conflict non è un anime che mi sento di consigliare, nemmeno alle ragazze che apprezzano i reverse harem, perché davvero si impegna nell'essere di cattivo gusto. Come diceva un sommo poeta di Firenze: "Non ragioniam di lor, ma guarda e passa."


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Mina Chan

Episodi visti: 12/12 --- Voto 5
ATTENZIONE: Avverto l'utenza che questo anime non mi è piaciuto per niente quindi aspettatevi una recensione cruenta.

Tralasciando la trama che trovate nella sezione Dettagli, così come la parte tecnica di chi ha prodotto cosa, che trovate nella sezione Staff, vi spiego perché quest'anime non ha fatto breccia nel mio cuore nonostante io sia una ragazza amante degli Reverse-harem.

Brothers Conflict è un anime senza trama in quanto tutto gira intorno a Chii (Ema Hinata) che si trova ad affrontare 12 fratelli e le loro dichiarazioni d'amore.
Il problema sta nel fatto che per 11 episodi Chii non riesce minimamente a tirare fuori il suo carattere, qualunque esso sia, ed a esprimere con chiarezza le sue emozioni; infatti siamo costretti ad assistere a scene dove le viene dato della stupida e lei risponde con "eh.. o.. uh.. *suoni indistinti*.." o dove viene presa e baciata (si presuppone contro voglia) e sempre "eto.. e.. u..* ecct.
Ora, immaginando anche che Chii sia confusa per l'atteggiamento dei suoi nuovi fratelli, non è normale la sua non-reazione a ciò che le sta accadendo.

I fratelli. I 12 fratelli di Chii sono i classici personaggi tutti diversi l'uno dall'altro, ognuno con un carattere suo (che ci sta), ognuno con un lavoro diverso, connotazioni fisiche diverse insomma, l'imbarazzo della scelta per la protagonista. Tutti, ovviamente, si innamorato subito di lei, chi dopo 1 ora e chi dopo averla sentita anche solo fiatare! Ok che è un reverse-harem e la logica dell'anime è questa ma credo sinceramente che avrebbero potuto rendere questi sentimenti d'amore almeno un filino profondi mentre appaiono decisamente superficiali, per quanto vogliano farli passare per veri e per ommiodioseiladonnadellamiavita.
[Momento dolente]
Non ho intenzione di analizzarli uno ad uno ma permettetemi di citare il fratello migliore: IORI. Ecco, Iori non esiste, non c'è, non si vede, e quando si vede non si sente e se anche lo senti non lo capisci. Eppure anche lui è innamorato di Chii! Probabilmente si sono visti dietro le quinte dell'anime perché nella storia Iori non si vede mai se non alla fine quando i sceneggiatori si ricordano che esiste anche lui.

Insomma, penso che sia davvero un lavoro dozzinale che vale la pena vedere solo se si è fan dei reverse-harem e nulla più, già se amate gli shoujo o le storie con sentimento vi sconsiglio questa visione perché finireste come me a dover chiudere gli occhi come davanti ad un film horror o ad abbassare il video per l'imbarazzo.

Il character designe mi è piaciuto anche se non è tra i miei preferiti e le musiche sono piacevoli. Opening ed Ending davvero carine.

Spero di non aver urtato qualche ragazza molto più romanticona di me.