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joke95

Episodi visti: 26/26 --- Voto 9
"L'Isola del Tesoro" è una serie anime di ventisei episodi prodotta nel 1978 dallo studio Tokyo Movie Shinsha, arrivato successivamente in Italia nel 1982 su Rai Uno; questa famosa serie è tratta dall'omonimo romanzo storico di Robert Louis Stevenson, che vede come protagonista Jim Hawkins, piccolo bambino il quale aiuta la madre nella locanda di famiglia, fin quando un bel giorno non arriva nella loro attività Billy Bones con un enorme baule che nessuno deve aprire. Jim viene avvisato molto spesso da quest'ultimo che «appena vede un uomo senza una gamba, deve correre immediatamente a dirglielo», e solo dopo l'arrivo di alcuni pirati capiremo il perché di tutto ciò.

Jim Hawkins, come detto prima, è il personaggio principale di questa serie, è un bambino di soli dodici anni che ha perso il padre e che lavora con sua madre e il suo piccolo ghepardo nella locanda di famiglia, ma quando arriva il pirata Billy Bones nel suo cammino, cambierà tutto per lui; John Silver è un cuoco, nonché pirata, il quale avrà una bella relazione di amicizia con il piccolo Jim, anche se più avanti i due si troveranno a litigare molte volte per via del tesoro; infine c'è il Dottor Livesey, lui si mostrerà come un grande amico fedele per Jim, e lo aiuterà a trovare un equipaggio per salpare in mare e trovare il famoso tesoro perduto nell'isola.

La grafica di questo anime è davvero carina e ben dettagliata, anche se si vede che è stata realizzata molti anni fa, e quindi non risulterà perfetta allo spettatore; buona la scenografia nel ritrarre le varie avventure dei pirati in mare, con fondali assai presenti e una precisione molto accurata nel realizzare navi e ambientazioni tipiche di quell'epoca storica; ottimo il doppiaggio con sigle di apertura e chiusura veramente coinvolgenti.

Infine, posso dire che quest'opera animata rientra assolutamente tra le mie preferite per l'accuratezza degli eventi che vengono narrati, per l'ottimo finale e per le varie relazioni tra i personaggi che saranno davvero interessanti. Ho notato comunque che non è proprio fedele al romanzo: ad esempio, nel romanzo non esiste il cucciolo di leopardo Mambo e alcuni episodi sono stati inventati senza prendere spunto da nessuna parte; nonostante ciò è una serie anime davvero bella, che mi è piaciuta parecchio, la consiglio a tutti coloro che vogliano vedere un'opera emozionante e non troppo impegnativa.

Voto finale: 9


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Arin

Episodi visti: 26/26 --- Voto 8,5
"L'isola del tesoro" di Stevenson è un romanzo che sin da piccolo mi ha sempre affascinato ed è vivo il ricordo di quanto la trasposizione in anime del mitico duo Dezaki-Sugino non sia stata da meno. La paura di rivederlo ora con qualche decina di anni in più mi ha reso inizialmente titubante, ma con il senno di poi ne è valsa veramente la pena.
Già dalle prime note della storica sigla mi si è aperto un mondo di ricordi, poi il chara design che ha contraddistinto serie mitiche ha fatto il resto. Ottima la regia, pensando che siamo negli anni '70, ma quello che più mi ha colpito è la caratterizzazione dei personaggi, in primis del capitano Silver, che ritengo eccezionale. La storia si discosta raramente se non in alcune parti (forse a volte inutili) dalla reale trama del romanzo, ma per il resto i temi maggiormente da trattare per rendere accattivante l'opera ci sono tutti: pirati, buoni e cattivi, mappa del tesoro, mistero, scontri, eroismo ecc.
Il finale è all'altezza per un'opera che porta benissimo i suoi anni.


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micheles

Episodi visti: 26/26 --- Voto 8
"L'isola del Tesoro", di Robert Louis Stevenson, è un romanzo che ha avuto decine di trasposizioni, in tutte le forme: radio, TV, cinema, animazione, sia occidentale che giapponese. Qui recensirò la serie anime del 1978 realizzata da Osamu Dezaki (alla regia) e Akio Sugino (direttore delle animazione e chara designer), l'inconfondibile duo che ha realizzato alcune tra le più celebri serie degli anni Settanta. I due si sono incontrati ai tempi della Mushi Productions, sotto la guida di Tezuka e hanno continuato a lavorare insieme fino a tempi recenti, separati solo dalla morte prematura di Dezaki. Tutte le loro opere sono di altissimo livello, anche se devo ammettere di essere diventato un loro ammiratore solo da adulto e non da bambino. Anche "L'isola del Tesoro", da me vista nei primi anni Ottanta, non mi aveva lasciato molto. Ormai non ne ricordavo più nulla, tranne che non mi era sembrata un granché. Rivista da adulto, invece, ho apprezzato grandemente l'eccellenza del chara design e della regia, come pure il magistrale ritratto del pirata Long John Silver. Probabilmente questo è il destino di una buona parte opere di questi due grandi autori: indirizzate a un pubblico infantile sono state battute in popolarità dai robottoni, salvo poi essere rivalutate da quegli stessi bambini diventati adulti.

"L'Isola del Tesoro" è a mio avviso una delle opere meno riuscite del duo, penalizzata da certi compromessi volti a soddisfar il pubblico infantile, senza comunque riuscirci. Mi riferisco per esempio alla figura di Bambo, il cucciolo di leopardo compagno di Jim: totalmente inutile ai fini della trama e non presente nel romanzo originale, si trova lì soltanto perché ai tempi si pensava che un ragazzino dovesse sempre avere un animale mascotte. Che Bambo fosse inutile lo dimostra il fatto che io stesso, bambino all'epoca della mia prima visione, non lo ricordassi per niente. Mi riferisco poi a personaggi di scarso spessore come il grasso signor Trelawney, finanziatore della spedizione verso l'isola del Tesoro, oppure alcuni pirati, più macchiette che altro. Il punto più basso della serie si trova poco dopo la metà, quando i pirati si ammazzano l'un l'altro sotto gli occhi di Jim, non si capisce bene perché. Sia ben chiaro, sono scene che si trovano nel romanzo originale (l'anime vi è piuttosto fedele, anche se Dezaki ci mette del suo e per arrivare a ventisei puntate si prende alcune libertà e aggiunge materiale non presente nel romanzo), quindi la mia critica non è tanto alle scene in sé, ma a come sono realizzate. L'errore è stato voler tenere insieme un registro drammatico con uno più leggero, adatto ai piccoli spettatori. La serie non riesce a trovare un giusto equilibrio. Dezaki è chiaramente più a suo agio con serie per adolescenti ("Rocky Joe", "Jenny la Tennista") che per bambini, e a mio avviso avrebbe dovuto puntare sul registro drammatico senza inutili titubanze.

"L'isola del Tesoro" non si può dire del tutto riuscita nella parte centrale, mentre è ottima la parte iniziale, caratterizzata da buoni personaggi come la madre di Jim e il pirata Billy Bones. Nel finale poi, a sorpresa, la serie decolla, sorretta tutta intera dal carisma di Long John Silver, il pirata. È Silver la figura dominante di tutto l'anime, molto di più del giovane protagonista Jim, simpatico ma tutto sommato privo di ogni originalità. Silver al contrario è un personaggio che, come si direbbe in gergo televisivo, "buca lo schermo". Silver non ha paura dei fantasmi, non crede in nulla, è furbo, astuto, all'occorrenza spietato, brillante, pieno di inventiva, dotato di vitalità sovrumana e infinite risorse, ostinato, tenace, impervio alle avversità e in grado di cavarsela in ogni evenienza, anche quando la sfortuna si accanisce su di lui. Nel finale Silver diventa quasi una figura mitica e l'ultima puntata in cui Jim, ormai adulto e divenuto ufficiale di marina, vaga per il mondo alla sua ricerca, è indimenticabile. Perché Silver è, sì, un malvagio pirata, ma è anche allegro, chiacchierone, simpatico e sinceramente affezionato a Jim, che salva in più occasioni a rischio della sua stessa vita. Silver è per l'orfano Jim Hawkins un vero e proprio padre putativo, un esempio di perfetta virilità, che ha più a che fare con la leggenda che con il realismo. Il carattere simbolico e metaforico di Silver lo si vede anche nelle sue caratteristiche, in primis l'assenza di una gamba, handicap terribile in una persona normale, ma per Silver quasi una descrizione del suo stato d'essere, uomo fuori dalla normalità, in periglioso equilibrio tra bene e male, tra forza e debolezza; Silver sopperisce alla mancanza della gamba con un pappagallo, Flint, essere in grado di volare così come simbolicamente lo è Silver, pronto ad attraversare mare e terra per recuperare il Tesoro, scopo della sua vita, eppure alla fine meno importante per lui di quanto non lo sia Jim.

Alla luce del carisma di Silver, dell'eccezionale chara design e del valore delle ultime puntate, mi parrebbe un delitto assegnare un voto inferiore all'otto, quindi arrotondo il mio 7,5 per eccesso. Ecco come sono le opere minori di Dezaki e Sugino.

Vanreese

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Vanreese

Episodi visti: 26/26 --- Voto 10
Magnifica trasposizione in anime del mitico libro di Stevenson. Grafica ed animazioni sono datate, e' vero, ma dopo dieci minuti non vene importerà più nulla, sarete già stati catturati dalla magia di questo indiscusso capolavoro. Dialoghi eccellenti, ritmo ben dosato, storia conosciuta da tutti e tuttavia sempre avvincente (cosa difficilissima), caratterizzazione dei personaggi unica. Insomma, non e' Miyazaki, ma siamo lì. E scusate se e' poco.

Testu

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Testu

Episodi visti: 10/26 --- Voto 8
Pochi anni fa ho rivisto in francese sul canale satellitare Mangas una decina di puntate di questa (da me) dimenticata serie tv, e devo dire che con tutta la difficoltà della lingua non mi staccavo dallo schermo. Mi fece venire anche un bel pò di nostalgia per quel periodo in cui arrivavano in tv cartoni tratti dai romanzi: Piccole donne, Papà Gambalunga, Heidi, Conan il ragazzo del futuro, Remì, Pollyanna, Mary e il giardino dei misteri, oppure le opere con ambientazione storico-reale come Cristoforo Colombo. Erano anime educativi e ben realizzati ed alcuni mi piacevano parecchio. Nel caso dell'Isola del tesoro sono rimasto colpito da quanto magnetismo suscitasse ancora lo zoppo capitano Long John silver, personaggio da sempre molto controverso nella sua avidità e nel rapporto di traditore/amico con il piccolo Jim Hawkins. Da allora, conscio dell'improbabilità, mi aguro che le più recenti produzioni di questo genere, come Les Miserable arrivino prima o poi suoi nostri schermi, perchè tra una carta di dual monster, una genkidama ed un tuonoshok credo farebbe bene agli spettatori. Questa serie, varrebbe di sicuro la pena di farla riassaporare.

Grande Blu

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Grande Blu

Episodi visti: 26/26 --- Voto 8
Splendido cartone che rende perfettamente il libro di Robert Louis Stevenson; è passato del tempo, tuttavia ricordo la plasticità delle immagini, soprattutto della figura di Silver; lo studio delle atmosfere è particolare, bellissimo l'espediente del cucciolo di leopardo scambiato per un gattino. Mi è rimasta impressa l'immagine della splendida caribi (così si chiamano gli abitanti dei Caraibi) sposa di John Silver... Bello anche vedere Jim da grande e la sua amica d'infanzia che credo fosse diventata la sua promessa sposa, e il fedele leopardo sempre con lui...

pew

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pew

Episodi visti: 26/26 --- Voto 10
Since I don't speak Italian I'll say it in english: I watched these series when I was about 10 years old and I loved it then and now 20 years later I love it even more. John silver is the coolest ever. Of course it's not the best-made cartoon ever but neither was disney's beauty and the beast... Well,that's it I guess... byebye from holland