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Neu Preussen

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
“Rokka no Yuusha” (六花の勇者), conosciuto anche come “Rokka: Braves of the Six Flowers”.
Che cos’è? Originariamente una light novel scritta da Ishio Yamagata, poi trasposta in manga con le illustrazioni di Kei Toru e infine in anime nel 2015, grazie allo studio Passione. Forse per la ridotta popolarità di cui gode lo studio Passione, forse perché quella stessa estate erano stati rilasciati anime come “Charlotte” e “Durarara!!x2 Ten”, “Rokka no Yuusha” ha avuto un seguito davvero esiguo e ancora oggi gode di ben poca notorietà. Eppure è un anime molto carino, che non impegna troppo lo spettatore ma che coinvolge nel modo giusto, ecco perché vorrei farvelo conoscere e invitarvi a guardarlo attraverso questa recensione.

“Rokka no Yuusha” è uno shōnen investigativo arricchito da scene di azione che si svolgono su di uno sfondo fantasy che ricorda molto la parte più selvaggia e antica del Sud America.
La leggenda su cui si basa la storia racconta del Dio Demone, sigillato grazie alla Dea del Fato, che portava con sé un fiore a sei petali. I sei petali rappresentavano gli eroi che ogni circa trecento anni sarebbero stati scelti per tentare di sigillare nuovamente il demone liberato o sconfiggerlo definitivamente.
Adlet Mayer, il protagonista, si proclama fin da subito “l’uomo più forte del mondo”, facendo leva sul duro allenamento impartitogli dal suo maestro, tuttavia sembra non avere particolari abilità fisiche, in quanto il suo stile di combattimento si basa più che altro su armi miste costruite da lui (più che forte, quindi, dà l’impressione di essere particolarmente intelligente e ingegnoso). A causa di una bravata viene rinchiuso nelle prigioni del Palazzo Reale di Piena, dove fa la conoscenza di Nashetania, principessa di Piena e Santa delle Spade. Prevedibilmente, Adlet viene scelto come uno dei sei eroi che dovrà affrontare il demone, così come Nashetania, per cui partono insieme verso il regno dei demoni. Il loro viaggio è breve, però, perché a causa di un’invasione di demoni in un villaggio sono costretti a separarsi. Nashetania viene raggiunta da Goldof, un cavaliere a lei devoto, anche lui scelto come eroe dalla Dea del Fato. Adlet, invece, incontra un altro eroe decisamente più ostico, ovvero Fremy Speeddraw, la Santa della Polvere da Sparo, conosciuta anche come assassina degli eroi. Adlet riesce a portare Fremy con sé, quindi giungono a una fortezza e un soldato spiega loro che, una volta che avranno varcato i confini del regno dei demoni, lui e i suoi compagni dovranno innalzare una barriera di nebbia inserendo una spada nell’altare e pronunciando la frase: “Nebbia, innalzati”. Una volta materializzatasi, la barriera di nebbia impedirà ai demoni di entrare nel continente. Adlet e Fremy si uniscono a Nashetania e Goldof, ma, essendo Fremy un eroe che tenta di uccidere gli altri prescelti, la tensione fra lei e i membri del gruppo diviene palpabile (Adlet, però, la protegge e fa da mediatore). A questo punto i quattro personaggi sono costretti a separarsi nuovamente a causa dei demoni, e Adlet arriva al tempio. Appena riesce ad accedervi, la nebbia - inspiegabilmente - si innalza. Da qui in avanti entrano in gioco altri tre eroi: Hans Humpty, un assassino su commissione che ricorda un gatto sia nei movimenti che nel modo di parlare, Chamo Rosso, la Santa delle Paludi, e Mora Chester, la Santa della Montagna.
Gli eroi, quindi, non sono sei, ma sette, perciò diviene da subito evidente che fra loro si nasconde un traditore devoto ai demoni. Fremy e Adlet, essendo una l’assassina degli eroi e l’altro il primo ad aver avuto accesso al tempio, nel momento in cui la nebbia si è innalzata, sono i primi sospettati, e da qui in poi segue una concatenazione di dialoghi, azioni e ragionamenti per scoprire chi sia davvero l’impostore.

La parte iniziale di “Rokka no Yuusha” getta basi interessanti: l’idea di sei eroi prescelti che da perfetti sconosciuti si ritrovano a dover contare l’uno sull’altro per sigillare il Majin è molto semplice ma anche accattivante; tuttavia, alla fine, ci si ritrova a seguire i trascorsi dei personaggi per capire chi sia l’impostore (cosa che, ve lo anticipo, non sarà affatto facile).
Sostanzialmente, la trama prende una piega diversa da quello che ci si aspetta all’inizio, ma resta comunque molto interessante, anche per i personaggi che presentano personalità e design molto diversi (qui la pecca maggiore, parlando personalmente, è Chamo, che vanta un aspetto ben poco originale in confronto agli altri, ricordandomi moltissimo Chibitalia di “Hetalia: Axis Powers”).

La grafica non presenta grossi difetti e c’è molta attenzione sia per quanto riguarda le scene di azione sia per i colori, che più volte passano da vividi a cupi senza disturbare troppo l’occhio dello spettatore. Purtroppo i demoni sono in computer grafica, perciò, pur essendo ben realizzati, stonano un po’; a questo punto negativo si aggiunge anche quello di alcuni ragionamenti un po’ troppo contorti che possono confondere a più riprese.

Il mio voto finale, se potessi ragionare anche in centesimi, sarebbe 6,5, ma, siccome l’identità dell’impostore non è per niente scontata e il finale mi ha lasciato una sensazione di rinnovato entusiasmo (oltre alla curiosità di scoprirne di più), direi che un 7 è meritato.
Attualmente light novel e manga sono ancora in corso e voci di corridoio dicono che la seconda stagione dell’anime potrebbe essere annunciata per questo autunno, ma sinceramente ritengo si debba aspettare ancora un bel po’, se non addirittura rinunciare all’idea di una continuazione in versione animata.

[Trovate la recensione anche sul mio blog Altervista nerdaholictxt]


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DRAGON2205

Episodi visti: 12/12 --- Voto 6,5
"Rokka no Yūsha" può sembrare un anime fantasy qualunque, però, contrariamente alle aspettative dello spettatore, risulta essere un giallo. Un giallo in un mondo fantasy che possiamo definire quasi "già visto", infatti abbiamo un eroe che si crede il più forte, un grande demone, una leggenda e tante altre caratteristiche che sono comuni a molti fantasy; in realtà l'ambientazione rimane marginale, anche se non del tutto ininfluente, nel delitto che è un misto di "Delitto con porta chiusa dall'interno" e "Scova la talpa". In quest'anime ovviamente viene fatta una buona caratterizzazione dei personaggi (sono però anche stereotipati), che riescono a far immedesimare abbastanza lo spettatore e a non annoiarlo.
Il comparto grafico è buono, il comparto audio è discreto e le animazioni nella norma.

Per concludere, anche se risulta essere un buon anime, viene penalizzato dal finale, che è troppo aperto e che quindi sembra rimandare a una seconda stagione ancora non annunciata.


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oberon

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8
Non fatevi ingannare dalle apparenze: questo è un giallo travestito da fantasy.
Cosa distingue “Rokka: Braves of the Six Flowers” (“Rokka no Yuusha”) dalle decine di serie fantasy esistenti? La risposta, potrà sembrare senza senso, è che appunto questo in realtà non è un fantasy. O almeno, non nella sostanza.
Il background introduttivo e le battute iniziali in effetti potrebbero far pensare di sì: in passato comparve un’entità maligna, il Dio Demone, che si diffuse come una metastasi in tutte le terre portando morte e distruzione coi suoi mostruosi servitori. A ergersi a difesa dell’umanità fu la Dea del Fato che, però, non riuscì a distruggere definitivamente il maligno, ma poté solo addormentarlo. Il Dio Demone è perciò destinato ciclicamente a ridestarsi, e tocca ogni volta a sei eroi predestinati impedire l’evento nefasto. Questo grazie alla loro unione che può risvegliare un grande potere, lascito della Dea del Fato.

La storia dell’anime parte appunto alla vigilia del risveglio del Demone.
A questo punto ci si aspetterebbe il tipico svolgimento da titolo fantasy, col viaggio degli eroi alla volta del “boss finale”, con tutta una serie di avventure e incontri ad arricchire il pellegrinaggio, e cose così. Ma in “Rokka no Yuusha” l’avventura fantasy praticamente termina ancor prima di iniziare: i predestinati si incontrano in un tempio, ma, invece di poter da lì partire per adempiere alla loro missione, si ritrovano irrimediabilmente intrappolati da una barriera magica e, cosa più importante, di eroi ce ne sono sette, anziché sei.
Chi sarà la talpa? Chi è l’infiltrato del Dio Demone che ha intrappolato gli eroi per permettere al Dio Demone di risvegliarsi indisturbato?
Inizia così una “battaglia” a base di deduzioni, indizi, sospetti, depistaggi e colpi di scena, che tiene desto l’interesse dall’inizio alla fine.

I personaggi son ben caratterizzati, anche se magari abbastanza stereotipati: Adlet Maia, il protagonista, è il tipico idealista disposto a mettere ottusamente in gioco la propria vita se necessario; Nachetanya è la solita pettoruta e dolce donzella che tutti (maschi in primis) venerano; Goldov è il cavalier servente ottuso e dal carisma inesistente; Flamie è la denpa dallo sguardo spento e atteggiamento misantropo; Hans è il classico ladro astuto e agile come un gatto; Chamot è la bambina letale che prende tutto come un gioco, anche la morte; e Maura, la figura matura del gruppo, che non esita ad agire con estrema, intransigente e fatale severità, se necessario.
Una rosa ristretta ma varia, insomma, che crea subito terreno fertile per alleanze, intrighi e sospetti; visto che alcuni personaggi sono più diffidenti di altri, altri appaiono particolarmente insospettabili, altri ancora sono particolarmente manipolabili.

Però, proprio in quanto “giallo”, forse è proprio qui che sta il più grosso limite di “Rokka no Yuusha”: in tutti i gialli il colpevole va pescato tra i personaggi. Quindi, se questi son pochi, anche solo andando per esclusione ed eliminando magari quelli più scontati e gli altri proprio non credibili, alla fine non è che sia poi così difficile capire chi possa essere il cattivo. E qui di personaggi ce ne sono solo sette.
Certo c’è da riconoscere che lo svolgimento non è banale o troppo scontato. Inoltre, anche se il grosso dell’avventura si svolge tra le quattro mura di un tempio, e relativi (nebbiosi) dintorni, c’è da dire che l’azione non manca.
Ci sono poi avvenimenti durante la narrazione che ti fanno dubitare a turno di questo o quel personaggio, e comunque il bello è arrivare alla fine per capire davvero le ragioni dietro a tutta la vicenda e l’immancabile “spiegone finale” in stile “Detective Conan”, con tanto di recap e ricollegamento di tutti gli indizi elargiti durante lo svolgimento della trama.

L’anime è tratto dall’omonima novel, che è ancora in corso in patria; quindi è normale che, anche se la vicenda di questa serie ha una conclusione, vengano comunque lasciati presupposti per un ipotetico prosieguo; questo con un ultimissimo colpo di scena che, va be’, consideriamolo solo un di più per ora.

Il character design non è particolarmente originale e le ambientazioni simil-precolombiane sono un po’ incerte. Vi sono interventi in computer grafica per quel che riguarda effetti particellari, poteri dei personaggi e la resa dei pochi demoni che appaiono; questi ultimi forse non si integrano benissimo col resto. Insomma il comparto grafico è di discreto livello, fa bene il suo dovere, senza far gridare al miracolo. Così come le musiche.

“Rokka: Braves of the Six Flowers” in definitiva è un prodotto che trova la propria cifra stilistica nell’atipicità della sua natura ibrida: il voler proporre in un contesto fantasy quella che sembra una trama pescata da un classico romanzo di Agatha Christie o Arthur Conan Doyle è un'idea che sostanzialmente funziona. Pur non eccellendo in nessuno di questi due aspetti, resta un anime che intrattiene e cattura durante tutta la sua durata senza particolari cali, coinvolgendo lo spettatore in questo gioco di ruolo in cui tutti dovrebbero sospettare di tutti e, soprattutto, senza inciampare sul finale.
Titolo tranquillamente fruibile e godibile a sé stante, indipendentemente dal fatto che possa seguirne o meno una seconda stagione.

Voto arrotondato per eccesso a otto.

npepataecozz

Episodi visti: 12/12 --- Voto 9
Se un'emittente televisiva italiana qualsiasi mi chiedesse di fare il nome di un anime prodotto nell'anno appena concluso al fine di acquistarne i diritti, indicherei questo titolo senza pensarci due volte. Questo "Rokka no Yuusha", infatti, mi è piaciuto davvero tanto, al punto di completare la visione di tutti e dodici gli episodi che lo compongono nel corso di una singola giornata. Ma, lasciando da parte i miei entusiasmi personali, credo che questo titolo sia decisamente adatto al pubblico italiano, in quanto riesce a mantenere viva la curiosità e la suspense per tutta la sua durata, garantendo, quindi, un interesse costante e un'audience senza sbalzi in negativo.

Cominciamo con alcuni cenni sulla trama: la storia è ambientata in un mondo fantasy in stile azteco diviso dall'eterna lotta tra diavoli ed esseri umani. Mille anni prima rispetto allo svolgersi degli eventi, infatti, fece la sua comparsa il dio demone che, coadiuvato dai diavoli dai lui stesso creati, portò morte e distruzione nel mondo degli umani. Addormentato ma non sconfitto dalla dea del fato, il dio demone ha però la "cattiva abitudine" di risvegliarsi ogni trecento anni con nuovi propositi di conquista; avendo previsto questa situazione, la dea del fato annunciò che ad ogni suo risveglio sarebbero comparsi sei eroi dotati di grandi poteri a cui toccherà nuovamente il compito di sconfiggerlo. Questo anime narra proprio le vicende di sei di questi eroi e del loro viaggio verso il continente Ovest, ossia il luogo in cui in passato è stato confinato il dio demone.

Attraverso questa sintetica descrizione della trama non si evidenzia quella che secondo me è la maggiore qualità di "Rokka no Yuusha": l'originalità. Si è parlato di un mondo fantasy, di un dio demone, di diavoli e di eroi con grandi poteri, ma in realtà tutto ciò fa solo da sfondo a quella che è la reale natura di questo anime: un giallo con un delitto compiuto in una stanza chiusa a chiave dall'interno, con la differenza che i personaggi sono dentro la stanza e la chiave è dall'altro lato della toppa. Le indagini sull'identità del "settimo" occupano l'intera narrazione nell'ambito di un mistero costruito a regola d'arte e che fornisce indizi che, col senno di poi, sembrano davvero enormi, ma che, allo stesso tempo, sono nascosti con grandissima cura, allo stesso modo in cui si nasconde un albero in una foresta. Così, se proprio non si è dei provetti Sherlock Holmes, si finirà per sospettare a turno di tutti i personaggi, e solo quando l'enigma verrà finalmente svelato si capirà realmente come sono andate le cose. Andando indietro con la memoria, non ricordo nessun altro anime simile per genere, ambientazione e capacità di mantenere alta la partecipazione dello spettatore.
Altro punto di forza di "Rokka no Yuusha" sono i suoi personaggi. Com'è normale che sia per un anime di questo tipo, ma anche come purtroppo è raro che accada, tutti i personaggi sono caratterizzati benissimo: alcuni ispirano simpatia sin da subito, altri la conquistano col tempo, altri rimarranno sulle scatole per tutti e dodici gli episodi. E tutti sembrano, allo stesso tempo, perfetti indiziati e persone al di sopra di qualsiasi sospetto. Riuscire a creare un cast simile, in cui tutti i personaggi hanno più o meno uguale importanza ai fini del compimento del progetto narrativo è certamente un qualcosa che deve generare ammirazione, anche perché non si tratta solo di due o tre elementi, ma di ben sette persone più qualche personaggio secondario da tener comunque d'occhio.

L'apparato grafico è buono, ma non posso annoverarlo tra i migliori mai visti: i disegni sono belli, i colori molto caldi, ma di tanto in tanto si notano certe cadute di stile che ne ridimensionano tantissimo il valore complessivo. La colonna sonora fa il suo lavoro, ma senza brani, a mio avviso, da hit parade.

E veniamo alle (poche) dolenti note: innanzitutto l'ultimo colpo di scena con cui si chiude la serie. Sinceramente potevano evitarlo, non so che senso abbia. Dobbiamo forse aspettarci una seconda serie con lo stesso tema portante? O è un modo per farci capire che non ci saranno ulteriori sviluppi? Nessuna delle due possibilità, in verità, mi entusiasma molto.
La seconda più che una critica è una perplessità: continuare la storia da questo punto vorrebbe dire creare qualcosa di profondamente diverso rispetto a quanto visto finora e, a meno che non vogliano davvero fare la pazzia di ripetere nuovamente lo stesso incipit, quello che ne verrà fuori è al momento una grande incognita. Se si decide di riallinearsi a linee più tradizionali, la qualità dell'anime subirebbe un inevitabile ridimensionamento; ma d'altronde questo "Rokka no Yuusha" è già riuscito a sorprendermi favorevolmente una prima volta, non è detto che sia capaci di ripetersi. Staremo a vedere.

Inutile aggiungere che la mia valutazione è estremamente positiva: se non l'avete ancora fatto, vi consiglio caldamente di guardare questo anime, ne vale davvero la pena.


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Fandovair

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
Come nelle altre mie recensioni non parlerò apertamente della trama, potete trovarla ovunque, mi limiterò ad analizzare la serie in maniera generale, indicando i punti forti e quelli deboli.

Di "Rokka no Yuusha", osservando anche lo sviluppo dell'opera, si capisce che non ha grandissime pretese, non porta con sé quale profonda verità, grande messaggio o profonda filosofia, ma è un prodotto di animazione che riesce, a mio parere con successo, a intrattenere lo spettatore proiettandolo in una realtà magica basata sul mistero e sulla continua scoperta di informazioni utili allo svolgersi degli eventi.
Le animazioni sono buone, le musiche per nulla epiche, ma non disturbano. Il background in cui i protagonisti si muovono non è tra i più originali, una contrapposizione canonica tra bene e male che forse (e sottolineo il forse) vedrà intaccata la sua ovvietà alla fine, con la messa in discussione su cosa sia il bene e cosa il male da un solo personaggio, ma per un solo sprazzo di puntata (come detto, nessuna riflessione di ampio raggio sta alla base di quest'opera). La cornice canonica, però, è abilmente sfruttata per porre in essere una storyline interessante e che ho assai apprezzato. Il mondo magico e così diverso dal nostro, con regole tutte sue, serve per renderci degli stranieri che attraversano un mondo nuovo, cosicché nello svelare il mistero che i protagonisti affronteranno potremo annoverare gli indizi che riceveremo soltanto grazie alle parole pronunciate dai personaggi (saranno bugie, verità, cosa può renderci sicuri che siano vere, cosa che non lo siano). Tutto ciò infatti fa della serie un vero e proprio giallo in chiave fantasy unito agli elementi di un combat shonen: a me ha ricordato molto, per alcuni elementi, giochi di ruolo come Lupus in tabula o Turis (penso si chiami così, se non erro, si gioca online). Questa caratteristica rende la visione avvincente, consapevoli del fatto che nulla è scontato e che non sappiamo niente in più del protagonista, quasi potremmo fare a gara con lui per vedere chi scopre per primo la verità.

I personaggi sono parzialmente sviluppati, alcuni li troviamo alla fine di un percorso di maturazione e nelle puntate non hanno il tempo di maturare ancora, altri cominciano a maturare proprio con l'inizio della storia, altri non mutano, così come le loro storie: solo alcune sono trattate, ma in un'anime di dodici episodi, in cui si dà grande attenzione ai dettagli in quanto giallo, sarebbe stato difficile approfondire maggiormente tutti i personaggi.
Nota pregevole di "Rokka no Yuusha" sono i combattimenti, le animazioni attraverso cui si sviluppano le ho trovate molto positive e ogni personaggio ha un suo stile, soprattutto il protagonista ha uno stile di combattimento che difficilmente annoia; verso la fine comincia ad esserci un po' di ripetitività, ma negli ultimissimi episodi l'attenzione non sarà focalizzata sugli scontri.

Una nota forse negativa da aggiungere a quanto detto è il finale, in quanto si aggiunge un nuovo elemento che, se non portato avanti con una possibile seconda serie portata avanti in modo molto coerente, potrebbe mettere in discussione tutte le scoperte e le speculazioni fatte in precedenza, ma a me piace pensare solo alle scene mostrate senza considerare gli ultimi (forse) quattro minuti, e di evidentissime incoerenze non ce ne sono state; per questo, se siete alla ricerca di un anime che intrattenga, con qualche buona scena di combattimento e una storyline diversa da ciò che esce ultimamente, vi consiglio di intraprendere la visione di "Rokka no Yuusha".


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Natsu95

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8
Con quest'anime tornano di prepotenza gli eroi, quelle magnifiche persone che riescono a vincere il male. E se invece il male fossero proprio gli eroi?
E' questo il punto cardine del progetto che sviluppa una trama intricata degna del miglior investigatore. Adlet é quasi morto per scoprirlo.

Tra i protagonisti, principali e secondari, spicca certamente questo ragazzo mingherlino, Adlet Mayer, che si autoproclama costantemente "l'uomo più forte del mondo": sebbene non vi sia nessun motivo per ritenerlo tale, egli si dimostra il più grande tra gli eroi del suo tempo. Lui sa di essere il più debole di tutti: non è forte come Goldov, né agile come Hans e non ha alcun potere per contrastare "le sante" (eroine dai poteri sovrannaturali). L'unico modo con il quale un uomo comune possa essere alla pari o più forte degli altri eroi è credere di essere il più forte di tutti, ma si può dire: "Ma anche se lo crede, non può certo farcela". Forse è così, tuttavia avere un atteggiamento positivo forse non porterà a niente, ma dà una possibilità in più per farcela. E quando le possibilità sono poche, una in più o una in meno può fare la differenza: ecco perché è veramente il più forte di tutti. Anche se non eccelle in nessun campo è abbastanza forte, agile, veloce ed è il più sveglio.
Gli altri peccano molto in uno o più campi. Del resto, i talentuosi come gli eroi riescono a colpire bersagli che i normali non riescono a colpire; ma il genio, come Adlet, riesce a centrare un bersaglio che nessun altro può vedere. Poiché la sua forza, la vera forza, non è un potere o vigore fisico, ma proviene da una volontà indomabile. Proprio per questo si merita non solo la stima dei suoi compagni, ma assume anche il carisma capace di catturare pienamente l'attenzione dello spettatore.
Il fatto che sia nata una storia d'amore in una situazione simile (come un fiore in un deserto) ha sicuramente, a mio avviso, fatto levitare la valutazione complessiva dell'anime.

Eccellente la prestazione grafica e sonora, l'ambientazione e anche la trama. Ottimo, ma si spera in un proseguo altrettanto soddisfacente.


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Tacchan

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8
"Rokka no Yuusha" altro non è che una rivisitazione fantasy dei "Dieci Piccoli Indiani" di Agatha Christie o, se preferite stare in un contesto giapponese, di "Siamo in 11!" di Moto Hagio. Credo che sia un peccato, perché ambientazione e incipit mi fanno sperare in qualcosa di più interessante e di ampio respiro, con un protagonista per il quale avevo grandissime aspettative, ahimè solo in parte rispettate. Questo non vuol dire che l'anime sia brutto, affatto, sta ampiamente tra il discreto e il buono, ma andiamo con calma.

La trama inizia con un ragazzo che si presenta a un torneo sacro, infrangendo le procedure di partecipazione, affermando di essere il guerriero più forte del mondo e combattendo e vincendo con due forti combattenti, usando però tecniche altamente sleali. Alla fine viene sopraffatto dal grande numero di guardie che lo bracca: finisce così in gattabuia, dove rimane fino al risveglio del grande Demone che di tanto in tanto si risveglia e minaccia ogni umano sul continente. Quando accade, la Dea sceglie sei eroi che ricevono il potere di combatterlo e vincerlo: il nostro protagonista è proprio uno di questi. Con un'altra prescelta parte per andare a incontrare il resto del gruppo e affrontare i demoni, tuttavia sorge un problema, vengono intrappolati all'interno di una barriera. Qui inizia il fulcro della storia: i sei eroi scoprono di essere in sette, uno di loro è un traditore che intende fare in modo che rimangano per sempre intrappolati, magari ammazzandosi a vicenda, presi dalla paranoia.

L'idea non è originale, ma in chiave fantasy non l'avevo mai affrontata. I personaggi sono per certi aspetti interessanti, l'unico difetto che hanno è una caratterizzazione eccessiva basata su stereotipi di recente troppo abusati: la tsundere, la moe, quello che parla come un gatto, ecc. Il protagonista è di gran lunga il più interessante, scaltro, furbo e sveglio, mi sarebbe piaciuto vederlo combattere in un contesto più ampio. Qui invece ci troviamo di fronte a una serie di teorie atte a scoprire l'intruso, con qualcuno accusato ingiustamente che dovrà in qualche modo discolparsi. Alcuni passaggi offrono degli spunti intelligenti, il problema è che il colpevole è intuibile da quasi subito, complice un paio di scene che lo rendono il principale sospetto. Rimangono i dubbi, per cui la visione si mantiene interessante, senza contare che si vuole scoprire il come e il perché. Se sul come si farà ampia chiarezza, sul perché no, in quanto la fine sopraggiunge sì mostrando colpevole e dissipando i dubbi, ma inizia un nuovo gioco e si è molto lontani dalla meta, ovvero lo scontro con il demone, che temo non vedremo mai. Tra l'altro, se ci sarà una seconda serie, non vorrei che riproponesse quanto visto in questa, semplicemente con personaggi diversi e un colpevole diverso.

Non manca un po' di gioco sentimentale tra il protagonista e le ragazze del gruppo, ben poca cosa onestamente, e una realizzazione tecnica di discreto livello.
La serie nel complesso è gradevole e si lascia seguire con piacere; premio questo fatto, più che penalizzare i suoi difetti, di cui ho parlato. Se ce ne fosse una seconda, la seguirei, sperando però di avere a che fare con un po' più di azione e trama, e non un altro "scopri chi è il colpevole". Più un 7,5, che un 8...


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Nox

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
Quando ho iniziato a guardare "Rokka no Yuusha", pensavo di sapere esattamente cosa aspettarmi.

Un'imminente guerra è alle porte. Dopo secoli, il Re dei Demoni si è risvegliato e la Dea del Fato, entità mistica che ha salvato gli umani durante la prima invasione delle crudeli creature, deve scegliere sei eroi che dovranno salvare il mondo. Il nostro protagonista, Adlet Mayer, vuole ardentemente diventare uno di questi coraggiosi guerrieri, in quanto, come dice lui stesso, un numero di volte leggermente inferiore a 15.000, è l'uomo più forte del mondo (ovviamente stiamo parlando di un adolescente, che ve lo dico a fare). Se avete letto la trama, saprete che il nostro eroe viene scelto per combattere e che, quando si reca a incontrare gli altri eletti, si scopre che invece dei sei eroi annunciati ce ne sono sette. Prima di poter salvare il mondo, cruciale sarà scoprire l'identità dell'infiltrato nemico e sconfiggerlo.

Come ho detto, avevo nella mia mente già pronto tutto lo sviluppo della trama:
1. Adlet si considera il più forte perché dotato di superpoteri (magici o fisici);
2. Il colpevole sarà il più scontato di tutti, chiunque se ne sarebbe accorto, tranne ovviamente gli altri personaggi, per poi coronare il tutto con un colpo di scena finale terribilmente scontato;
3. Infine, l'anime sarebbe proseguito con tanti combattimenti dei veri sei eroi contro i demoni che sarebbero stati tutti sbaragliati.

Giusto? Sbagliato! La vera trama non potrebbe essere più diversa.
Arlet è un ragazzo senza alcun talento speciale se non il suo grande ingegno e acume. Il suo modo di combattere non si basa su forza fisica o poteri arcani, ma sulla sua capacità di sfruttare marchingegni da lui stesso creati e sul capire il modo di pensare dell'avversario.
Tutta la trama di questi dodici episodi si basa sullo smascherare l'infiltrato. Viene organizzato un vero e proprio caso investigativo, con tanto di partecipazione speciale del Detective Conan, ma anche lui non sa che pesci pigliare. A parte sapere che il protagonista non è il colpevole, tutti gli altri sono possibili sospetti. Ad ogni puntata pensi: "Allora è lui/lei..." e invece si ricomincia tutto daccapo. Mi sono davvero appassionata, scoprire il colpevole è stato davvero divertente, e Arlet è un protagonista brillante dalla mente acuta e dal passato tormentato.

Non assegno un voto più alto, perché, sebbene si scopra il colpevole, il finale resta troppo aperto.
Lo consiglio a coloro a cui piace la magia e i casi investigativi intricati.
Riassumendolo in una frase o meno: "Sono tutti colpevoli fino a prova contraria".


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Hatake Rufy

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
"Rokka no Yuusha", gli eroi dei sei fiori, è un anime novità 2015, che però non ha un finale e ha rimandato tutto a una seconda stagione ancora da definire.

Tratto dal manga scritto da Ishio Yamagata e disegnato da Miyagi, la trama ha inizio mille anni fa con la comparsa di un dio demone che diede vita a tanti mostri che portarono morte e disperazione tra le popolazioni; apparve la Dea del Fato che difese gli umani e riportò la pace dopo tanta disperazione, ma la dea non sconfisse definitivamente il dio demone e così affidò il proprio potere, diviso in sei parti, alle generazioni future, qualora dovesse ripresentarsi. A distanza di secoli, dopo due battaglie, il protagonista Adlet Mayer spera di diventare uno dei cavalieri dei sei fiori della sua generazione, visto che si definisce il più forte del mondo. Dopo due battaglie con il dio demone, ecco che riappare per la terza volta; fortunatamente per Adlet, costui viene scelto tra i sei cavalieri, e parte all'avventura per riunirsi con i restanti cinque cavalieri.

L'anime ha un breve sviluppo di trama, ovvero ha un inizio rocambolesco per poi proseguire con uno sviluppo lineare, fino ad arrivare al momento chiave della prima stagione, ovvero dove i sei cavalieri si incontrano. Per uno strano motivo la somma è sette, quindi i cavalieri incominceranno a puntare il dito su ognuno di loro, ma alla fine prendono di mira il protagonista. Un po' deludente, cioè non c'è un finale vero e proprio, la prima stagione è servita solo a riunire i sei cavalieri e scovare l'intruso. Un po' poco forse, e qui l'anime perde punti, ma a favore ha l'intelletto, ovvero confondere lo spettatore facendolo delirare sul possibile settimo cavaliere; il protagonista sarà molto cauto e sorprendente allo stesso tempo, dimostrando che lui può essere veramente il più forte del mondo.

Come dicevo, lo sviluppo non è il massimo, ma compensa invece l'ambientazione, molto reale e ben riprodotta, e soprattutto i personaggi. Quando i cavalieri si concentreranno sullo scovare l'intruso, non avranno vita facile, anche perché i caratteri dei personaggi sono perfetti e quindi vi è impossibile dubitare di un soldato o di una principessa che per primi sanno cosa sia la fedeltà o il rispetto, così come si può facilmente dubitare di un assassino o di un bambino capriccioso voglioso di torturare; in parole povere i caratteri di ognuno di loro sono così complessi o facili da interpretare, che sarebbe difficile o troppo banale incolpare uno di essi.
Infine, i disegni sono molto caratteristici e luminosi, adatti a quel periodo, mentre il comparto sonoro è accettabile ma niente di più.

"Rokka no Yuusha" rimanda tutto alla seconda stagione, che attenderò con ansia per riprendere l'avventura di Adlet.


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Eversor

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8,5
La stagione estiva 2015, almeno per il momento, mi ha riservato ottime sorprese, nonché attese conferme. "Rokka no Yuusha" si colloca a metà tra queste due categorie. Da un lato me l'aspettavo, tuttavia sono rimasto estremamente compiaciuto dalla capacità di creare sviluppi originali che, almeno in partenza, uno non si sarebbe aspettato.
Dodici puntate piene di fantasy, azione, combattimento, demoni e avventura. Una storia capace di appassionare per la trama e intrigare per il mistero che si cela all'interno della serie. Una strada ricca di perigli che porterà dritta dritta verso il Dio Demone, il più grande nemico dell'umanità.

In un mondo che ricorda moltissimo l'impero Inca e azteco, la quiete pubblica viene periodicamente distrutta dalla resurrezione del Dio Demone, il padre di tutti i demoni. E, in questa occasione, avverrà ancora una volta la rinascita di questo grande pericolo. Chi si ergerà in difesa dell'umanità? Chi combatterà per uccidere i vari mostri che si affacceranno sui Paesi del continente?
Sei sono gli eroi destinati a quest'impresa, incaricati ogni trecento anni di uccidere e ricacciare nella sua tana il Dio Demone. Questa volta toccherà ad Adlet, un giovane che si proclama l'uomo più forte del mondo. La sua forza sta tutta in strane armi e trucchetti che usa per sconfiggere i propri nemici, ma, a quanto sembra, viene scelto dalla Dea come uno dei sei eroi del fiore. E così lui, insieme alla principessa Nachetanya, si incamminano verso le terre nemiche per riunirsi agli altri quattro eroi.
Tutto sembra andare per il verso giusto, ma, invece che sei, si ritrovano in sette. Intrappolati in un tempio, i nostri eroi dovranno combattere contro un nemico ancora più forte dei demoni: il tradimento. Chi sarà l'impostore? Quale tra i protagonisti rappresenta l'eroe fasullo alleato con i demoni?

Ammetto che l'intrappolamento nel tempio e la svolta quasi da romanzo giallo mi ha lasciato piuttosto sorpreso. Ma tale sorpresa si trasformerà ben presto in un grido di gaudio per uno sviluppo originale e assolutamente inaspettato. A differenza dei classici anime d'avventura, questo avrà una storia più limitata, almeno per il momento, ma con un risvolto ancor più intrigante e oscuro.
I vari personaggi sono interessanti, con caratteristiche definite e una psicologia piuttosto contorta. Adlet innanzitutto, il protagonista, sembra nascondere qualcosa dietro la sua apparente strafottenza e stupidità. Non è il classico eroe simpatico che punta tutto sull'amicizia, c'è un motivo ben preciso per il suo comportamento, e la scoperta del suo passato sarà un punto centrale per conoscerlo meglio.
Lo stesso vale per Nachetanya. Mi ha subito intrigato come carattere, piuttosto atipico per essere la co-protagonista: intraprendente, sbarazzino ed esplicito. Non sembra introdurre una storia sentimentale con Adlet, ma, allo stesso tempo, mostra un affetto profondo per il giovane eroe. Le cose cambieranno, però, con la comparsa di Flamie, forse la stella più splendente di questa serie. Il suo comportamento riservato e i suoi capelli argentati attirano certamente l'attenzione. Aggiungendo poi il fatto che è un'assassina di eroi, la figura oscura di questa ragazzina sembra portare un carico pesante per le sorti della serie.
Triangolo amoroso? No, ma sì, oppure forse. Come già detto, le questioni di cuore sono del tutto marginali, ma, allo stesso tempo vengono lanciati piccoli segnali. La bionda o la bianca? Chissà quale delle due sceglierà Adlet. Forse nessuna tra queste.

La grafica è bella, con colori sfocati e toni molto cupi. Il clima generale non è certo uno dei più allegri, soprattutto vista la situazione. D'altra parte le figure dei protagonisti sembrano risaltare ancor di più su questo ambiente così tetro. Un design originale, che non si attiene ai classici stereotipi, non solo in quanto a carattere, ma anche dal punto di vista fisico.
I combattimenti sono stati realizzati con maestria e attirano l'attenzione dello spettatore fin dal primo episodio. L'unica pecca è forse la rappresentazione fin troppo computerizzata dei demoni.
Ottimo il doppiaggio e una scelta delle voci pressoché perfetta, almeno dal mio punto di vista. La regia mi ha sorpreso, soprattutto per la capacità di stoppare la storia principale e creare un arco narrativo parallelo che, di fatto, occupa tutto l'anime, senza però annoiare o rallentare la drammaticità e l'azione della serie.

E dunque come non invocare a gran voce una seconda stagione per "Rokka no Yuusha"? Un anime in cui gli eroi non sono poi così eroi, e i cattivi nascondono, forse, un'anima buona. C'è un traditore, ma chi sarà mai? Da come è stata impostata la situazione, potrebbe essere lo stesso Adlet. Una storia che non lascia punti di riferimento, ma abbandona lo spettatore in un mondo nuovo e sconosciuto. Esso si aggrappa ai pochi appigli che gli rimangono, ma nel corso della serie crolleranno anche quelli.
Bello, sorprendente, dinamico e intrigante. Ecco come definire in poche parole "Rokka no Yuusha".

Voto finale: 8 e mezzo


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Kairte

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
"Rokka No Yuusha", anime di genere fantasy composto da dodici episodi, è stata una delle rivelazioni di questa stagione estiva. La trama ruota attorno al protagonista, Adlet Mayer, un ragazzo che si definisce "l'uomo più forte del mondo". Viene scelto insieme ad altri sei eroi, denominati per l'appunto Eroi dei sei fiori, per sconfiggere il Dio Demone, il quale dopo lunghi periodi di letargo si risveglia minacciando il resto del mondo. Riusciranno i nostri eroi a compiere il loro destino?

Verso metà serie i sei eroi si troveranno immersi in un vero e proprio giallo, che renderà la trama ancora più intrigante. I due aspetti che non ho particolarmente gradito della serie sono il finale e il design in computer grafica dei diavoli. Essendo difficile motivare le mie ragioni senza fare spoiler, invito tutti a guardare la serie e ad esprimere un giudizio in merito. Per questi difetti mi sono trovato costretto ad abbassare la mia valutazione che, altrimenti, sarebbe stata nettamente superiore.

La trama è globalmente interessante, piena di misteri e colpi di scena. Il finale non mi è piaciuto, nonostante fosse aperto, quindi con un possibile e sperabile sequel. Gli episodi sono tutti ben strutturati e non risultano mai monotoni. (Voto trama: 7)

I personaggi sono veramente particolari, ben delineati e ognuno diverso dall'altro. Il protagonista Adlet è davvero interessante, ha tratti tipici del tipico personaggio principale shonen, ma allo stesso tempo i suoi poteri possono risultare inferiori a quelli dei suoi compagni; dovrà quindi aguzzare l'ingegno e la fantasia per sopperire ai suoi evidenti limiti. Un altro personaggio che ho apprezzato è Flamie, misterioso e malinconico, non svela la sua reale natura fino alla fine. Comunque tutti gli altri eroi sono meritevoli di riconoscimento. (Voto personaggi: 8)

Il comparto video è molto buono; il design dei personaggi è strano ed è decisamente godibile. Le ambientazioni richiamano a un misto tra fantasy classico e Maya. Come accennato in precedenza, la grafica dei diavoli non mi è piaciuta per niente e stacca troppo rispetto al resto della grafica. Il sonoro, le OST e la opening sono buone. (Voto video/audio: 7)

Per concludere, assegno un 7 alla serie, anche se abbondante, per i motivi precedentemente elencati. Invito tutti gli amanti del genere a guardare questa serie, che in generale risulta godibile e intrigante. Speriamo in una seconda serie.


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Kida_10

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8
"Rokka no Yuusha", letteralmente tradotto "Gli eroi dei sei fiori", è una serie della stagione estiva 2015 composta da dodici episodi di durata canonica, prodotta dallo studio Passione e tratta dall'omonima light novel scritta da Ishio Yamagata e illustrata da Miyagi.

Il Dio dei demoni sta per risorgere dopo un lungo periodo di sonno e, come vuole la leggenda, sei eroi saranno scelti dalla Dea del fato per contrastarlo. La storia vede come protagonista Adlet, un ragazzo di diciotto anni scelto come eroe, che si vanta di essere "l'uomo più forte del mondo". Dopo aver raggiunto gli altri nel luogo prestabilito sorge un problema non indifferente: le persone presenti sono sette. Si aprirà dunque una lunga indagine volta a identificare ed eliminare l'impostore, ma per una serie di motivi il primo ad essere sospettato sarà proprio Adlet stesso.

"Rokka no Yuusha" presenta una trama molto particolare, originale, ben congegnata e tutt'altro che scontata. In queste dodici puntate viene trasposto solamente il primo volume della light novel, quando solitamente con lo stesso numero di episodi si arriva a coprire tre o addirittura quattro volumi. Una scelta che personalmente ho molto apprezzato, e che ha dimostrato come una fedele e accurata trasposizione porti numerosi benefici, in primo luogo lo spessore dei personaggi e dei rapporti che fra loro intercorrono. La narrazione è fluida e prosegue con i tempi giusti, senza mai rischiare di annoiare lo spettatore, che anzi si sentirà coinvolto dalla vicenda e desideroso di scoprirne il finale.
La trama non è certamente quella che ci si potrebbe aspettare da un classico anime in stile fantasy, e volendo essere precisi in questa prima stagione si è sviluppata pochissimo. La scontro vero e proprio col nemico deve ancora iniziare, così come il viaggio che condurrà ad esso. Una sorta di introduzione, ma con i fiocchi e controfiocchi.

Il comparto tecnico è eccellente. Molto bello e variegato il design dei personaggi, ottime le animazioni, i combattimenti sono resi al meglio, veloci, dinamici e ricchi di effetti speciali. I fondali sono ben dettagliati e l'ambientazione è molto intrigante e suggestiva. Il comparto sonoro propone un doppiaggio più che adeguato, oltre che delle OST azzeccate e accattivanti. Molto carine anche opening ed ending. Il finale è risolutivo per quanto riguarda la principale vicenda trattata, ma ovviamente lascia spazio a uno o più futuri sequel. Le novel pubblicate sinora sono sei, ma l'opera è ancora in corso e non è stato detto nulla per quanto riguarda il numero complessivo di volumi.

In conclusione, "Rokka no Yuusha" si è rivelata essere un'ottima serie, un fantasy atipico e incredibilmente piacevole. Mi sento di consigliarne la visione un po' a tutti, sicuramente un prodotto innovativo, facile da seguire e in grado di intrattenere.

Metal_Movie90

Episodi visti: 12/12 --- Voto 9
Ci sono quattro tipologie di anime. Quelli da cui sai già che non potrai aspettarti molto, e che scorrono fino alla fine senza particolari picchi, sempre che lo spettatore non li abbandoni prima per evidente scarsa qualità; quelli che si preannunciano di ottimo livello, vuoi per il cast, lo studio, il materiale di partenza, e che non deludono le aspettative (a volte arrivando anche al capolavoro); quelli che partono dagli stessi presupposti di quest'ultima categoria, ma che invece per un motivo o per l'altro mandano tutto a scatafascio rivelandosi delle grosse delusioni. E infine c'è la mia categoria preferita: quella delle sorprese. Anime da cui non ti aspetteresti nulla al primo impatto e che invece, magari dopo una falsa partenza, rivelano tutto il loro potenziale e coinvolgono lo spettatore che ha avuto la buona volontà di dar loro fiducia. Ebbene, sono lieto di annunciarvi che "Rokka no Yuusha" appartiene proprio a quest'ultima categoria, e in questa recensione cercherò di spiegarvi i motivi per cui mi ha appassionato così tanto, tenendomi incollato allo schermo per tutti i suoi dodici episodi.

"Rokka no Yuusha" è un anime fantasy/mistery tratto da una serie di light novel scritte da Ishio Yamagata iniziata nel 2011 - al momento in cui scrivo siamo arrivati al sesto volume (non si sa ancora quanti ne saranno previsti). L'anime da esse tratto è opera dello studio Passione, fondato nel 2013 e molto piccolo (venticinque dipendenti, stando a Wikipedia), che già si è fatto conoscere nel 2014 per "Rail Wars"; è costituito da dodici episodi, è uscito nella stagione estiva del 2015 e ha adattato il primo volume delle novel. E già questo lo distingue dalla massa di anime tratti da light novel più o meno blasonate (qualcuno ha detto "SAO"? O anche i recenti "Overlord" e "Gate") che hanno come unico scopo quello di pubblicizzarle, e che di conseguenza comprimono e/o tagliano quanto più possibile gli eventi in esse narrate. L'anime di "Rokka no Yuusha" no, non fa così, si prende tutto il tempo e lo spazio necessario per adattare con i dovuti crismi un singolo volume. E già questo per me è un punto a favore.

La storia inizia come un classico fantasy con una premessa che più banale non si può: il Dio dei Demoni sta per risorgere e sei coraggiosi eroi, scelti da una Dea e sotto il vessillo dei Sei Fiori, devono recarsi presso il suo nascondiglio per combatterlo e porre fine alla sua minaccia. Ma qui arriva la sorpresa: al termine dei primi quattro, introduttivi episodi, un fatto ben preciso fa prendere agli eventi narrati una piega assolutamente inedita per il genere (almeno, io non l'ho mai vista da nessun'altra parte), che sotto il contesto fantasy vuole parlare e occuparsi di ben altro. Da qui sarà un crescendo continuo fino al gran finale, una sequenza incalzante di combattimenti, colpi di scena e approfondimenti dei personaggi, che rende "Rokka no Yuusha" uno degli anime più coinvolgenti e particolari che abbia mai visto. A tal proposito, non voglio rivelarvi nulla sulla natura di questo misterioso "fatto", vi posso dire però che è 'spoilerato' in moltissime (per non dire tutte) sinossi della trama reperibili in rete, e questo lo trovo ingiusto. Consiglio: se leggendo questa recensione vi faccio venire voglia di vedere l'anime, correte a farlo senza leggere nulla e isolandovi da internet fino al termine degli episodi, in questo modo vi godrete di più tutto quanto. A molti non è piaciuto questo cambio repentino di genere da parte della storia, in quanto tradisce le aspettative di chi voleva un classico fantasy senza fronzoli. Io non posso giudicare i gusti degli altri, non me lo permetterei mai, ma lasciatemi dire questo: una delle poche volte che ci troviamo di fronte a un fantasy che si basa più sui misteri che non sui combattimenti, sui rapporti fra i personaggi che non sulla 'sboronaggine' e 'sgravità' dei loro poteri, non lo apprezziamo? Cercate di rispondere a questa domanda prima di liquidare questo anime come insoddisfacente. Insomma, concludo questo lungo paragrafo affermando che la storia, il suo sviluppo e i suoi misteri costituiscono il principale punto di forza di "Rokka no Yuusha".

Una menzione particolare la merita il setting. E qui faccio i complimenti allo studio Passione e in particolare al direttore artistico, perché le ambientazioni e i costumi vistosamente ispirati alla civiltà azteca mi sono piaciuti moltissimo, e accentuano ancora di più l'originalità e la particolarità dell'anime rispetto a tutti gli altri di genere affine. Ho citato lo studio Passione perché, da quello che ho scoperto, questo setting è anime original, nelle light novel quest'ultimo viene descritto solo vagamente, senza alcuna informazione precisa. I costumi dei personaggi protagonisti sono un altro fiore all'occhiello: eccentrici ma mai troppo eccessivi, rendono ciascuno di essi immediatamente riconoscibile. Forse solo quello di Hans potevano farlo un po' meglio, qui nell'anime sembra troppo straccione rispetto alle illustrazioni della novel.

Un discorso a parte devo farlo anche sul finale. L'ultimo episodio non è il migliore dell'intera serie, personalmente ho trovato altri più riusciti, ma è molto soddisfacente e spiazzante al punto giusto, chiude coerentemente il capitolo affrontato nei precedenti e ne apre uno nuovo. Ma proprio qui c'è un difetto di fondo, che non si poteva eliminare proprio per la natura di adattamento da altro materiale: a causa di inevitabili rimandi al prosieguo della storia nei volumi successivi, non viene chiuso il cerchio su molti aspetti su cui probabilmente la maggior parte degli spettatori avrebbe voluto capirci di più, viene detto solo il minimo indispensabile per non lasciare buchi. Cercando su internet (ma senza 'spoilerarmi' troppo), ho scoperto che il primo volume, ergo questa prima stagione dell'anime, altro non è che un inizio, un punto di partenza per qualcosa di molto più grande e dallo scopo molto più ampio: la storia riserverà infatti ancora molti misteri e colpi di scena. Per questo, se non faranno una seconda stagione (cosa, ahimè, poco probabile), chi non proseguirà la lettura delle novel (disponibili con traduzioni amatoriali in lingua inglese in quanto non ancora licenziate) si ritroverà inevitabilmente con un'opera monca. Badate bene, non sto dicendo che l'anime non possiede un vero finale, anzi, come ho già specificato gli eventi narrati in questi dodici episodi formano un arco narrativo di senso compiuto che viene chiuso al 100% al termine di questi, ma chi è rimasto affascinato dall'opera e vuole proseguire le avventure di Adlet e compagni per trovare le risposte a molte domande dovrà necessariamente approcciarsi alle light novel.

Parliamo adesso dei personaggi, altro punto di forza di "Rokka no Yuusha". Su di loro non voglio dire molto, anzi non vorrei dire quasi nulla. Sulla carta sono abbastanza stereotipati e non tutti ricevono lo stesso approfondimento psicologico (alcuni ce lo avranno nei volumi successivi), ma sono molto carismatici, possiedono una loro identità (grazie ai singoli poteri di ciascuno) e svolgono tutti un ruolo ben preciso man mano che gli eventi si susseguono e si evolvono. Menzione speciale per il protagonista Adlet, il cui atteggiamento, loquacità e senso di giustizia lo fanno sembrare inizialmente il classico protagonista di uno shonen, e che invece già dopo i primi due episodi si rivela ben più interessante e convincente. Non posso non citare anche Nashetania (detta amichevolmente coniglietta-chan) e Flamie (la adoro, il personaggio migliore di tutta la serie), che vanno incontro a uno sviluppo che è l'esatto opposto di quanto uno si aspetterebbe vedendole per la prima volta. Un plauso alla doppiatrice di Flamie, Aoi Yuuki, che ha fatto davvero un lavorone, senza di lei e il suo tono di voce malinconico quel personaggio avrebbe perso metà del suo carisma! Anche quella di Nashetania (Yoko Hikasa) è stata comunque molto brava, in generale i doppiatori sono tutti azzeccatissimi. Personaggio peggiore indubbiamente Goldov, purtroppo a causa anche della storia e del trattamento che essa gli riserva: molto 'figo' come design e stile di combattimento ma troppo statico e mal sviluppato, spero gli venga data giustizia nei volumi successivi delle light novel, perché può veramente fare il botto.

Veniamo adesso al difetto principale di "Rokka no Yuusha": il comparto tecnico. Ebbene sì, la qualità dei disegni (e anche delle animazioni, ma vale più per i primi) è mediocre. Nulla che rovini la visione, per carità, ma certi frame sono veramente un pugno nell'occhio, una martellata sulle parti basse (per noi maschi), e la cosa è ancora più grave se vi dico che alcuni di questi sono statici (e non i ben noti in-between, dove questo problema è più facile che si presenti), per di più avvengono anche in momenti importanti della storia! Posso concedere allo studio Passione tutte le attenuanti che vogliono (poca esperienza, basso budget, ecc.), ma a questo punto avrei accettato dei tempi di lavorazione più lunghi invece di release settimanali costanti con questa qualità. Peccato, si meritava un adattamento ad opera di uno studio più competente (Madhouse, JC Staff, Ufotable, Bones, per citare i miei preferiti) o con un budget maggiore. A questo si aggiunge anche la CG molto piatta e approssimativa per realizzare i demoni: il loro design non è affatto male e non compaiono molto, ma le poche volte che lo fanno la CG stona vistosamente con tutto il resto, c'è poco da fare. L'ottimo lato artistico, come già detto, salva la situazione in più punti, ciò non toglie che il comparto tecnico di "Rokka no Yuusha", per quanto mi riguarda, è appena sufficiente. Buone, ma non eccezionali, le musiche (sul finale non danno la giusta enfasi nei momenti topici), promosse invece su tutti i fronti le opening e le ending: tra quest'ultime, due sono cantate rispettivamente dalle doppiatrici di Flamie e Nashetania, essendo dedicate a quei personaggi. La mia preferita è quella di Nashetania, molto energica e incalzante (un gigantesco "mah!" però va al suo titolo, non dico altro).

Questo conclude la mia approfondita recensione su "Rokka no Yuusha". Sperando di non avervi tediato, ma anzi di avervi convinto a iniziare questo anime molto meritevole, gli assegno un bel 9 su 10 perché mi ha coinvolto davvero tanto e, quando un'opera riesce in pieno in questo compito, va sempre premiata. Come potrete facilmente intuire, i suoi meriti sono intrinsecamente legati al materiale di partenza, le novel di Ishio Yamagata, ciò non toglie che l'adattamento ad opera dello studio Passione sia comunque di alto livello, perché riesce a farci appassionare alla bellissima storia. Un adattamento che, in sintesi, possiede pregi (l'ambientazione originale, fedeltà assoluta al romanzo) e difetti (disegni e CG). Se siete pignoli e per voi l'aspetto visivo va tenuto in conto, abbassate pure di un punto il mio voto. Mi raccomando, cercate di evitare il più possibile spoiler sulla storia e i personaggi che vi rovinerebbero, e parecchio, il godimento di questa serie!


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Kinato904

Episodi visti: 12/12 --- Voto 6
Ho iniziato questa serie perchè principalmente mi piaceva moltissimo l'opening, e per quello che mostrava mi sono subito interessato al chara design e alle ambientazioni. Nonostante i personaggi risultassero abbastanza stereotipati, decisi di vedermelo lo stesso.
Il primo episodio parte con una voce narrante, e in seguito la sigla, lascia subito intuire che i personaggi principali saranno 6. Sei eroi scelti dalla Dea del Fato che avranno il compito di salvare il mondo dai diavoli e il Dio Demone, ovvero il boss finale.

La trama inizialmente risulta banale: ci sono 6 eroi che dopo il segnale (ovvero la comparsa di un simbolo su una parte del corpo) dovranno dirigersi in un luogo per incontrasi, per poi andare insieme a sconfiggere il Dio Demone. Ma già nei primi episodi avvengono dei colpi di scena: il primo pensiero non sarà più quello di uccidere il Demone.

I personaggi sono ben caratterizzati, beh, non tutti. Chamot e Hans risultano abbastanza piatti. Il secondo gioca un ruolo fondamentale nella storia, mentre la bambina rana è abbastanza inutile, trova un vero motivo di esiste nell'ultimo episodio, ma oltre ad questo è decisamente insignificante. Adlet e Flamie hanno un passato veramente interessante che li posta ad essere quelli che sono. Nachetanya, è la solita ragazza ingenua e quindi abbastanza stereotipata, nella prima parte dell'anime risulta un po' banale, ma nella seconda inizia a mostrare il suo vero carattere per poi espolodere - in generale il personaggio è molto interessante. Per il resto niente da dire, sono veramente coinvolgenti e ben fatti, tranne appunto Chamot che ritengo un personaggio inutile e mal sviluppato.

I mostri sono fatti, immagino, con modelli 3D in computer, oltre a stonare completamente con tutto, sfondo e personaggi, hanno delle animazione abbastanza legnose e ripetitive. Le Texture sono orribili, la superficie dei mostri è perennemente bagnata, con un riflesso orribile. Lo stesso vale per i mostri di Chamot, fanno veramente schifo. E le stesse spade di Nachetanya (che crea con la magia), visto che sono fatte in computer grafica, stonano con tutto e quindi non rendono. La cosa peggiore del comparto tecnico sono proprio questi mostri.

I degni dei personaggi, direi che hanno dei difetti, anche un po' le animazioni.

Le ambientazioni nella prima parte della serie (i primi episodi) sono spettacolari, i tramonti, il riflesso dell'acqua, la vegetazione, il cielo azzurro, tutto davvero fantastico, mentre nella seconda parte (tutto il resto praticamente) è abbastanza monotono, avremo a che fare con una foresta perennemente coperta dalla nebbia, quindi il colore principale sarà il grigio e il blu nella notte.

Sul sonoro non ho niente da dire, l'ho trovato in generale abbastanza apprezzabile, per quante siano poche le OST e non ti lascino nulla in particolare, riescono comunque a coinvolgerti abbastanza bene. Le opening, specialmente la prima, sono ottime, e lo stesso vale per le ending. Non siamo sul livello della "Squadra del Cuore", dove le OST combinate con quelle situazioni ti fanno venire la pelle d'oca. Se messe al confronto, quelle di Rokka no Yusha non reggono il paragone.

Il finale è inconcludente, immagino che faranno una seconda serie, anche perchè sorge un altro problema e il Dio Demone deve ancora essere sconfitto (l'anime finisce con gli eroi che si incamminano per andarlo a sconfiggere). Oltretutto mi piacerebbe vedere sviluppato il rapporto tra i personaggi. In linea di massima il finale mi è garbato, peccato per la OST che hanno messo dal minuto 17 in poi che personalmente ho odiato moltissimo, oltre al fatto che proprio non mi è piaciuta: sono convinto che stoni completamente con la situazione e non renda per niente.

In conclusione è una serie che al livello tecnico ha molte pecche, ma i personaggi sono caratterizzati abbastanza bene, e la storia è molto coinvolgente. Direi che comunque come serie mi è piaciuta.


 6
fggerry

Episodi visti: 7/12 --- Voto 8
Gli Eroi dei Sei Fiori.
Ambientato in un atipico mondo fantasy immerso in un epoca remota, Il Dio dei Demoni si risveglia. Gli unici che possono fronteggiare la minaccia sono sei giovani prescelti, marchiati con un tatuaggio a forma di fiore a sei petali, caratterizzati da particolari abilità fisiche, strategiche e magiche (queste ultime solo per le ragazze, definite "Sante"). I doveri di ciascun prescelto sono tramandati da leggende locali: inizialmente non si conoscono tra loro, tranne qualche caso, quindi il primo passo è proprio quello di costituire il gruppo di sei. La premessa della storia è tra le più classiche che si possono immaginare, eppure questa piccola serie di dodici episodi promette bene. E promette molto.

I disegni sono eccelsi: personaggi e ambientazioni sono solo punti positivi. I Demoni sono peculiari: realizzati in CGI, hanno tratti caratteristici delle divinità azteche e precolombiane. Alcuni sono semplici mostri da uccidere, altri sembrano caratterizzati dalla parola e da un intelletto che permettono di distinguerli dal resto della specie.
La trama, che sembra essere lineare e semplice, è contornata dal fattore mistero: si scoprirà dai primi episodi che qualcosa non torna. Da semplice opera di azione, si arriva anche al giallo. C'è una domanda che accompagna lo spettatore per gran parte dell'opera: Chi?

Tornando ai personaggi, la psicologia dei vari Eroi sembra essere inizialmente semplice, quasi stereotipata. Con l'aumentare delle puntate, si prova più empatia per i vari guerrieri: di questi non viene mostrato un vero e proprio flashback, ma dettagli. Le loro storie vengono svelate più da dialoghi che da animazioni. Tutto questo per alimentare la domanda iniziale: Chi? Lo show sembra essere impostato anche come gioco. Lo spettatore viene messo nelle stesse condizioni dei personaggi per indagare, formulare ipotesi, avere sospetti e via dicendo.

Va ripetuto che questa è la prima stagione - e spero che precederà le degne successive - e che quindi è difficile, con sette puntate viste su dodici, provare gusti e formulare pareri. Ma questa sembra essere quel tipo di anime che promette per il futuro. L'opera mi ricorda vari meccanismi della serie "Mirai Nikki", in particolare la componente "mistero", nonostante trame e categorie differenti.
Ho sentito il bisogno di dare 8 perché, appunto, questa opera promette bene, anche se credo meriti di più, ma questo sarà possibile affermarlo alla sua conclusione.
Spero che chi si occupi della sua realizzazione e produzione abbia l'intento di proseguire con serialità questa storia, visto l'intuibile intento di averla concepita come non conclusiva in dodici episodi.