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MartinoMystero

Episodi visti: 1/1 --- Voto 7
"Akira" mi ha lasciato la sensazione di aver visto l’episodio finale di una serie (che non esiste) e non un film stand-alone.

Lo spettatore viene catapultato nella città di “Nuova Tokyo” nell'anno 2019 (in un’ambientazione cyber punk stile “Blade Runner”), dopo che un conflitto nucleare ha distrutto la precedente capitale del "Sol Levante". Questa metropoli, in preda a rivolte di piazza, idi cui non si capiscono bene le motivazioni sociali, è tenuta in scacco da gang di motociclisti di cui i protagonisti della storia sono degli esponenti; ricorda molto i film americani degli anni ottanta: con scuole sporche e semi distrutte, muri imbrattati, ragazzi sbandati dal look punk (anche se effettivamente la bande di motociclisti teppisti, sono state anche un fenomeno tipico del Giappone di quegli anni) e il tutto stride con le strade deserte e asettiche della Tokio dei lock-down, dei nostri tempi.

Se è piuttosto chiaro chi sono i protagonisti di tale avventura, i quali si potrebbero tranquillamente inserire nella categoria degli “anti” eroi, lo è molto meno il mondo nel quale si muovono, perché in "Akira" convivono due anime: quella d’azione, narrata con un ritmo serrato (come una corsa su una potente moto) e una politico-sociale, tanto colloquiale quanto debole nelle spiegazioni. Gli amanti del genere action sci-fi, rimarranno sicuramente soddisfatti dalle tante scene dal ritmo incalzante ricche di: duelli tra centauri, inseguimenti, risse, scontri di piazza, sparatorie e saccheggi. Mentre chi è più interessato a conoscere il mondo in cui si muovono i protagonisti, rimarrà molto probabilmente deluso: le domande inevitabili sulle cause della decadenza di Neo Tokyo, sugli obiettivi dei vari personaggi “politici”, le finalità del progetto “AKIRA”, trovano delle risposte labili e poco esaurienti, che bisogna saper cogliere tra i veloci dialoghi dei personaggi di contorno e anche il finale rimane, in qualche modo, aperto.
C’è poi una certa incongruenza narrativa per cui, un ragazzo disposto a mettere a rischio la vita per salvare un amico, in poche passaggi e senza tanti scrupoli, cerchi poi di farlo fuori, e infine tenti di nuovo di salvarlo.

Il comparto sonoro, che viene considerato uno dei punti di forza di “Akira”, onestamente non mi ha lasciato molto, anche se devo dire che hanno avuto il coraggio di sperimentare diversi generi.
Il lato visivo invece è semplicemente fenomenale. La prima cosa che mi ha colpito sono le ombre: questo è il primo anime che vedo, dove la sorgente di luce non è allo zenit. Qui le ombre dei personaggi vengono proiettate perfettamente sui muri (anche se si stanno spostando), e addirittura se le sorgenti di luce sono molteplici, altrettanti lo sono i profili che si stagliano sulle pareti (ok, ogni tanto anche loro se le perdono, però ci sta).

Le espressioni dei volti rendono molto bene lo stato emotivo dei personaggi; ad ogni spostamento del corpo, è associata una complessa fluttuazione dei vestiti; vividi sono i colori, mentre i movimenti dei protagonisti sono ben articolati, anche se non sempre fluidissimi. Ottimi sono i fondali, soprattutto se pensiamo all’età dell’opera, anche se ci sono alcune panoramiche della città quasi prive di prospettiva, ma sono così pacchiane, da sembrare volute. Cercandola si può notare un po’ di CGI e sottolineo “cercandola”, perché si integra perfettamente con il resto dei disegni e questo contrasta in modo incredibile con le moderne animazioni, dove la computer grafica è visibile come un pugno, che ti arriva in faccia. Ciò mostra anche come i lavori moderni, siano creati frettolosamente e con poca cura.

Se per certi versi il finale ricorda “Il bambino dello spazio” di “2001 Odissea nello spazio”, mi sembra invece che Hideaki Anno abbia preso molti spunti per il suo “Evangelion”: “il Central Dogma”, “il diagramma d’onda”, gli angeli che vanno per istinto verso Adam, “il third impact”.

Per concludere, “Akira” è un film sicuramente da vedere, con una regia che ha fatto scuola e un comparto grafico ammaliante, ma con una sceneggiatura imperfetta, che crea molte sotto trame, senza avere il tempo materiale per svilupparle, e lascia una profonda sensazione di incompiutezza (da quello che ho letto, il manga sembra essere molto più esauriente) .

Una curiosità: c’è anche una profezia (stile Simpson) azzeccata: nell’anno successivo agli eventi narrati, sono previste le olimpiadi di (Neo) Tokyo 2020!


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BaphometBelphagor

Episodi visti: 1/1 --- Voto 10
Un film complesso e profondo, non semplice e/o facile da interpretare, comprendere e capire.

La trama sembra composta da più vicende personali che si intersecano tra di loro e che pongono quindi la necessità di approfondirle per meglio capire come esse si fondano in tutt'uno. La grafica è quella tipica degli anime degli Anni '80/Anni '90, molto realistica e fatta proprio in maniera tradizionale, con colori a pastello. La colonna sonora descrive perfettamente gli stati di tensione, stupore ed ansia ed angoscia, contemplazione degli eventi e dei fenomeni che si manifestano di fronte ai personaggi, i quali assistono attoniti e/o impotenti al loro svolgersi e compiersi e nei quali rimangono coinvolti, anche senza volerlo, finendo per diventare un tutt'uno con essi. Questi sono dotati di personalità più o meno simili, perché accomunate in un certo da un evento comune che ha sconvolto le loro esistenze in modo più o meno simile. A tutto ciò subentra la componente soggettiva, cioè come ognuno di loro reagisce ad un determinato stimolo, infatti viene mostrato il subconscio di uno in particolare.

Una vicenda veramente unica, sensazionale, sublime che fa errare fuori dal tempo e dallo spazio come i personaggi che la vivono in prima persona.


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HakMaxSalv92

Episodi visti: 1/1 --- Voto 10
Un film di difficile contestualizzazione, comprensione e visualizzazione. La trama è molto complessa, profonda e per la maggior parte di natura contemplativa, cioè è un invito ad un'attenta autoriflessione e autopercezione che impongono una certa necessità di introspezione, prima che di circospezione ed estrospezione. La grafica è tipica degli anime degli anni Ottanta e anni Novanta. La musica è composta di tracce, ciascuna delle quali si fonde con ogni singola scena al fine di esaltare lo stato emotivo e mentale dei singoli personaggi, i quali rimangono come estasiati. Tutto questo si sconta con la dura realtà sociale nella quale la vicenda si svolge, cercando un equilibrio che risulta quasi impossibile da ottenere.

La violenza, la tensione sociale, politica ed economica, unita ai complotti di enti privati militari e scientifici senza scrupoli la fanno da padrone e si uniscono cercando anche la giustificazione del proprio operato, (i piani di controllo militare sociale, politico ed economico nella tensione sociale, economica). Altro elemento dominante è la psicologia dei singoli personaggi, specialmente dei protagonisti e di uno di loro in particolare, il quale, sottoposto agli esperimenti, sviluppa poteri immensi, i quali finiscono, però, per distruggerlo ed annientarlo. Il finale è sublime, bello e pericoloso insieme, come a voler coinvolgere lo spettatore personalmente e direttamente, facendogli sentire il brivido, il terrore e la paura dei personaggi stessi. Un film intenso, d'impatto ed d'effetto che tutti dovrebbero vedere almeno una volta nella vita e/o anche di più. Occorrono immersione, immedesimazione, autoriflessione, autopercezione, coscienza, consapevolezza. Una finestra sulla dura realtà del futuro.


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Loootuuus

Episodi visti: 1/1 --- Voto 10
Akira, il capolavoro dell'animazione giapponese (a parer mio).

Tecnicamente incredibile con animazioni fluide, sfondi super dettagliati, ambientazioni vive, una cura maniacale che rasenta il realismo. Consigliatissimo per chi cerca un'ambientazione cyberpunk fatta come si deve. Trama molto simbolica che narra della fine e del nuovo inizio, della distruzione e della rinascita, del non essere sopraffatti dalla troppa potenza di "Akira".

Vi sono diverse chiavi di lettura ovviamente, ma ciò che si avvicina di più, a parer mio, al senso del film è il concetto di Atomica (Il Giappone è l'unico stato al mondo ad aver subito ben due bombardamenti nucleari), ovvero una scoperta che può essere usata per una miriade di innovazioni, ma che invece, venne usata per creare armi di distruzione (l'uomo sopraffatto dalla potenza di "Akira"). Ma nonostante ciò, il Giappone e in primis i giapponesi, riuscirono a riemergere dalla distruzione creando qualcosa di nuovo. Negli anni '80, periodo di uscita del film, il Giappone era in pieno boom economico, un miracolo, soprattutto viste le rivolte studentesche degli anni '60-'70, di nuovo il concetto di creare qualcosa di nuovo dopo la distruzione e/o la sofferenza.

Ovviamente questa è la mia chiave di lettura del film, che ovviamente non deve necessariamente essere uguale alla vostra. Detto ciò, godetevi questo film in ogni modo possibile, sia semplicemente per apprezzare le animazioni e sia per rimanere affascinati dalla stupenda trama.


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Irene Tempesta

Episodi visti: 1/1 --- Voto 5
Partendo dal presupposto che non ho letto il manga e ho guardato questo film nel 2020, anno in cui al cinema si vede ormai di tutto, soprattutto se parliamo di effetti speciali, questo film risulta assai banale, noioso, a tratti lento, pesante e, dal punto di vista narrativo, confuso e sconclusionato.

Sicuramente per l'epoca, parliamo del 1988, era qualcosa di straordinario a livello visivo : vi è l'importante primato di aver creato un'ambientazione assolutamente dettagliata in stile Cyberpunk, la prima nel campo dell'animazione giapponese, talmente suggestiva che verrà poi ripresa in tantissime opere in futuro; e un comparto grafico ed effetti speciali all'epoca mai visti ed impressionanti.
Non a caso il film negli anni '80 ha riscosso un successo mondiale clamoroso, meritato sicuramente e tutt'ora è considerato uno dei capisaldi dell'animazione giapponese e internazionale.

Tuttavia, per chi come me si approccia per la prima volta a questo film nel 2020, non può rimanere impressionato dagli effetti speciali, già visti in innumerevoli film, perciò la trama in questo caso gioca un ruolo essenziale, che qui risulta caotica, difficile da seguire e con personaggi poco caratterizzati.

Da quanto ho capito, a differenza del manga da cui il film è tratto (Katsuhiro Ōtomo ne è l'autore e in questo film è anche regista e sceneggiatore ), il film ha diverse scene tagliate, personaggi e vicende totalmente cancellati, forse inserendole la trama sarebbe stata più comprensibile e godibile.

Il fascino di questo film per me risiede solo nell'innovazione che ha introdotto negli anni '80, l'enorme impatto tecnico, grafico e artistico che ha segnato nella storia dell'animazione giapponese .

Ma per chi non è particolarmente interessato al lato storico e vuole semplicemente godersi un film d'animazione abituato agli standard dei giorni nostri, la visone non raggiunge la sufficienza.
Un film che mi sento di consigliare solo agli amanti della storia dell'animazione.


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DarkSoulRead

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
"Akira" è un film d'animazione del 1988 di Katsuhiro Otomo, tratto dal suo omonimo celebre manga. Oltre ad essere il capostipite di un genere ed ad aver costruito le basi della fantascienza nipponica moderna, "Akira" ha il pregio di aver importato l'animazione giapponese in Occidente, facendo crollare le barriere del preconcetto americano. L’ottima regia di Otomo e l’eccezionale apparato tecnico generarono un impatto visivo devastante, sbaragliando prepotentemente la concorrenza low budget dell'epoca. Con una cura per i dettagli in grado di lasciare letteralmente a bocca aperta (guardasi le scie di luce rilasciate dalle moto). Per non parlare del comparto sonoro: oltre all'utilizzo di musiche epiche e psichedeliche, in perfetta simbiosi con il mood del film, per la prima volta il Giappone sperimentò il pre-recording, tecnica già utilizzata in America, che consentiva ai doppiatori di doppiare il film già dalle prime fasi di realizzazione. Questo consentì alla produzione di raggiungere livelli di sincronia labiale mai visti prima nel Sol levante. Se dal punto di vista squisitamente tecnico, quindi, siamo di fronte ad un vero e proprio capolavoro, lo stesso non si può dire per ciò che concerne la sceneggiatura. L’ottima prima parte lascia presto spazio ad uno sviluppo travagliato che sfocia in una parte finale fin troppo confusa, deludendo le ottime aspettative generate. La scelta di Otomo di realizzare il film prima di completare il manga risultó piuttosto avventata. Il film coprirà l'arco narrativo di soli tre volumi (dei sei esistenti) troncando la storia praticamente a metà. Nonostante questo, il regista non optó per un finale alternativo, preferendo inscenare quello che fu poi il finale del manga, spiazzando un po' tutti quanti. I personaggi inoltre, risultano abbastanza piatti, rimanendo impressi più per il design che non per la caratterizzazione psicologica. Se la storia, compressa in "soli" 120 minuti risulta ermetica, il messaggio lanciato dall'autore è invece molto chiaro. "Akira" è un film di denuncia, volutamente violento in ogni suo aspetto. La Neo-Tokyo post-terza guerra mondiale, le gang di centauri che ingaggiano vere e proprie guerriglie lungo le strade, le allucinazioni e, non per ultima, la trasformazione di Testuo, sono tutte critiche alla società marcia in cui viviamo ed al progresso scientifico stesso. Otomo ha gettato le basi del cyberpunk moderno e senza scendere a compromessi è entrato nell'immaginario collettivo mondiale. Basti pensare alla copertina con la moto di Kaneda, la cui immagine è ben nota anche a chi non ha visto il film. "Akira" è un fenomeno di culto che ogni amante non solo della fantascienza, ma del cinema in generale, dovrebbe darsi l'opportunità di guardare, con la consapevolezza di non trovarsi dinnanzi ad un'opera perfetta, ma comunque indispensabile per l'animazione moderna.


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Kida_10

Episodi visti: 1/1 --- Voto 6
"Akira" è un film d'animazione della durata di circa 120 minuti, prodotto nel 1988 dalla collaborazione tra le maggiori compagnie di produzione cinematografica giapponesi dell'epoca; il lungometraggio è tratto dall'omonimo manga ideato e disegnato da Katsuhiro Ōtomo, il quale diviene protagonista anche nella pellicola, nel ruolo di regista e, ovviamente, sceneggiatore. L'opera ha avuto un grosso impatto a livello mediatico, attirando in seguito anche l'attenzione dei mercati occidentali.

Attualmente è considerato uno dei capisaldi dell'animazione Giapponese ed internazionale, ma "Akira" merita veramente questo titolo? Probabilmente si, eppure la sua valutazione, per quanto mi riguarda, non supera la sufficienza. Il motivo di tale voto, apparentemente severo se si considera il successo riscontrato praticamente ovunque nel mondo, è dovuto principalmente alla sceneggiatura, che definirei estremamente confusa e caotica. Gli eventi si susseguono rapidamente ed apparentemente senza una vera logica, o comunque risultano estremamente difficili da seguire. Non ho letto il manga originale, ma documentandomi brevemente, ho capito che molte scene sono state tagliate, alcuni personaggi completamente eliminati, e, di conseguenza, molte spiegazioni sono venute meno. Sicuramente, per chi ha letto in precedenza la controparte cartacea, sarà più semplice seguire questo lungometraggio, ma per un neofita del prodotto le difficoltà non saranno poche. Di conseguenza, la narrazione tenderà man mano ad appesantirsi col proseguire dei minuti e con l'aumentare dei dubbi, ed il risultato finale è quello di un film, sconclusionato e piuttosto soporifero.

Escludendo questo difetto, a mio avviso non indifferente, rimangono una serie di innegabili pregi che bisogna attribuire all'opera, primo fra tutti la stupenda ambientazione. "Akira" propone uno scenario in perfetto stile Cyberpunk, estremamente dettagliato in ogni suo piccolo particolare, e di conseguenza suggestivo ed intrigante. Ha l'onore di essere uno dei primi nel campo dell'animazione giapponese a proporre tale tipologia di ambientazione, che verrà poi ripresa in innumerevoli opere negli anni futuri. Sempre parlando di primati, "Akira" introduce, seppur in maniera elementare, l'uso della computer graphics, limitata tuttavia solo ad alcune scene, e il pre-recording, tecnica che consiste nel adattare il labiale dei personaggi alle battute dei doppiatori, precedentemente registrate.
Il comparto tecnico è nel suo insieme eccelso, soprattutto se considerata l'epoca di produzione, ed era lecito aspettarselo, visti i capitali investiti.

Come ogni prodotto (o quasi) del genere, "Akira" non mancherà di lanciare, in maniera più o meno velata, una forte critica alla società giapponese, evidenziandone gli aspetti negativi e profetizzando un futuro tutt'altro che roseo. L'esempio più lampante risiede proprio nella caratterizzazione dei protagonisti, un gruppo di motociclisti ribelli ed incuranti delle regole, condizione che, nel mondo di "Akira", sembra essere quasi la normalità. Mentre il livello in campo scientifico-tecnologico è avanzato notevolmente, sotto il profilo umano si assiste ad una regressione, e le conseguenze sono più che evidenti.

In conclusione, "Akira" è sicuramente un film che ha segnato profondamente la storia dell'animazione giapponese e non solo, ha introdotto diverse innovazioni in campo tecnico e fornito l'ispirazione per la produzione di una miriade di opere successive. A livello di godibilità tuttavia, è un prodotto pesante e sconclusionato, non certamente semplice né piacevole seguire. Il suo fascino sussiste e risiede prettamente nel suo valore storico. Un lungometraggio consigliato solamente agli amanti dell'animazione, in quanto considerato un tassello fondamentale.


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Antoine

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
Akira è senza dubbio uno dei film animati giapponesi più famosi al di fuori del mondo degli appassionati di anime e manga, al punto che ne ho sentito parlare in maniera positiva anche da persone amanti di un certo cinema americano, che per il resto trovano gli anime "brutti e tutti uguali". Ora che l'ho finalmente visto non mi meraviglio troppo di questi giudizi.

Se da un lato abbiamo un Miyazaki apprezzato e sdoganato a livello internazionale come una sorta di Walt Disney nipponico dal cuore d'oro e legato ai temi della eco-sostenibilità, ma pur sempre molto "giapponese" nel suo fare animazione, dall'altro troviamo l'Akira di Katsuhiro Otomo, che molto ricorda del cinema americano (non di animazione) di fantascienza per contenuti e regia e, tecnicamente, del modo di fare animazione negli Stati Uniti. Il tutto, però, con molte e determinate caratteristiche di forma e contenuto che comunque denotano la sua origine nipponica, seppur con un decisivo stacco - che sia positivo o negativo è tutto da discutere - rispetto agli standard degli anime.

Di solito, dopo questo genere di premessa, nelle recensioni do spesso spazio a un accenno di trama. Non che mi risulti difficile farlo anche in questo caso, ma succedono tante e tante di quelle cose in questo film che pare quasi inutile iniziare a raccontarlo... Vale forse la pena dare un accenno al solo contesto generale: anno 1982, un'esplosione nucleare distrugge Tokyo e dà inizio alla Terza guerra mondiale. Nel 2019, in una Neo-Tokyo dominata dalla corruzione del governo e dal caos sociale, tra guerriglie, religioni millenaristiche e manifestazioni, alcune bande di motociclisti si sfidano a corse mozzafiato all'ultimo sangue. Due amici della stessa banda, Kaneda e Tetsuo (i nostri protagonisti), si troveranno ad essere coinvolti in un esperimento, denominato Akira, coperto dall'esercito e legato all'esplosione atomica di quarant'anni prima.

Questo è chiaramente solo un assaggio di una trama complessa e articolata che è, allo stesso tempo, pregio e difetto di questo film. Pregio per l'originalità in cui viene tratteggiato un futuro dannatamente sconvolgente, che per i tempi - non dimentichiamo che la Guerra Fredda non era ancora finita quando Otomo iniziò a concepire Akira - risultava a tratti inquietantemente possibile, difetto per l'evidente compressione di fatti e buchi di sceneggiatura lasciati qua e là. Complessivamente, però, devo dire di non aver comunque patito troppo l'assenza dei dati di contorno e della chiarezza che può derivare da una trama più distesa (come immagino sia nel manga - che non ho letto - ancora in corso all'epoca della realizzazione del film). Se all'inizio ho avuto un po' di difficoltà a cogliere i vari pezzetti della vicenda, nella seconda parte, quando il film ingrana, ho iniziato a seguirlo in maniera più rilassata (nonostante sia proprio la seconda parte quella più complessa e dinamica).

I personaggi risultano ben caratterizzati, in particolare (ovviamente) i due protagonisti Kaneda e Tetsuo. Ma anche agli altri è dato un certo spazio, cosicché mi sono rimaste ben chiare e impresse anche figure come il Colonnello oppure Nezu, eterno emblema del politico doppiogiochista tra governo e resistenza (figura ampiamente più disgustosa del politico corrotto nelle sole alte sfere). Il dato interessante è che si tratta di una vicenda senza eroi e senza "buoni buoni" e/o "cattivi cattivi". C'è un'ampia casistica di caratteri umani, tutti molto realistici, tra cui spicca sicuramente la figura triste, misera e negativa di Tetsuo.

Dal punto di vista tecnico il film è senz'altro lodevole, anche se non di mio gusto. Raccogliendo un budget spropositato e impiegando un numero di artisti mai visto prima, compresi animatori in CGI, Katsuhiro Otomo realizzò un film che segnava decisamente un decisivo stacco dal resto della produzione animata nipponica, avvicinandolo a standard di apprezzamento occidentali. Se devo essere sincero l'effetto complessivo, per quanto ammirevole, non è quello che di solito cerco in un film animato giapponese (né, per contro, in un film animato occidentale, che per tradizione è rivolto ad altro tipo di pubblico). Akira è tecnicamente uno strano ibrido.

Il suo cercare di avvicinarsi, all'altezza del 1988, a certi standard di fluidità occidentale attraverso tecniche come il pre-recording (cioè il registrare il doppiaggio prima e realizzare le animazioni su di esso), o ad una ricerca maniacale del "vero", lo rende a tratti straordinariamente e per assurdo poco al passo coi tempi. Per esempio alla Disney stessa si erano resi conto da lungo tempo che un character design troppo realistico poteva risultare freddo e accademico. Dopo Cenerentola (1950), dove troviamo la protagonista, la matrigna e il principe estremamente umani e realistici, il famoso studio di animazione decise di virare verso stili più ricercati e fumettistici, anche per i personaggi di bell'aspetto (basti pensare al successivo film con una principessa, La bella addormentata nel bosco (1959): se Aurora, a differenza di Cenerentola, uscisse dallo schermo sarebbe ovviamente un'umana piena di sproporzioni). E oltre ai personaggi, negli studios disneyani continuarono a sviluppare in chiave artistica e ogni volta differenziata anche tutto "il contorno", raggiungendo di volta in volta esiti diversi e interessanti.

Katsuhiro Otomo non sembra chiaramente ricercare un chara design che definisca personaggi belli, anzi, ma sicuramente va comunque incontro a una stilizzazione del reale che si avvicini a quest'ultimo dato il più possibile. Tuttavia, se questo può funzionare sulla carta statica, in animazione rende solo negli scenari ma trova dei limiti con i personaggi (come dicevo, c'è una sorta di fastidiosa freddezza accademica di fondo). Lo stesso uso del pre-recording a mio parere enfatizza in negativo questo aspetto: immagino che per i tempi la cosa sia molto piaciuta - considerato anche che i doppiatori giapponesi ancora fino a qualche decennio fa cadevano in dei fastidiosi fuori sync - tuttavia trovo che abbia spesso determinato delle scelte di animazione sgradevoli sulle espressioni dei personaggi. E anche senza ricorrere al rotoscopio, a tratti l'impressione è che si sia ottenuto un effetto del genere.
Passi anche che non ci debba essere una bellezza ideale, ma la completa presenza di personaggi del tutto bruttini e per di più, e questa è la cosa più grave, tutti troppo simili tra loro è un po' fastidiosa (al punto che non vedo veramente dove sia la differenza tra i ragazzi maschi e le due ragazze, Kei e Kaori, se non nei quattro tratti delle ciglia). Moltissimi mangaka soffrono di scarsa caratterizzazione dei personaggi, proprio a causa dei singolari, irreali e canonizzati stili di disegno manga, dovendo sopperire alla cosa soprattutto tramite la diversificazione dei principali caratteri estrinseci (tra tutti i capelli). Qui, paradossalmente, abbiamo un chara che vuole essere realistico (e che quindi potrebbe pescare nell'infinità varietà delle fisionomie), ma che per una poco riuscita stilizzazione della figura umana finisce quindi per rendere i personaggi graficamente banali e simili (al punto che ho pensato: «meno male che Tetsuo ha, per quanto brutto, quel frontone orrendo che lo diversifica un po'!»).

In conclusione, per quel che riguarda il comparto tecnico, al netto di un'animazione fluidissima, sfondi splendidi, una bella regia che mette in evidenza tutto quello che c'è da mettere in evidenza, effetti speciali ottimi ecc., c'è questo decisivo sperimentalismo "verso il reale" che a mio parere rappresenta un fallimento estetico e a tratti quasi un "tradimento" dell'animazione tradizionale giapponese.

Sulle musiche non c'è molto da dire, se non che svolgono bene il loro lavoro, anche se non le ho trovate particolarmente memorabili. La qualità del sonoro e degli effetti audio è singolarmente elevata. Il doppiaggio originale non l'ho ascoltato, quello italiano non mi ha particolarmente esaltato. Tra l'altro so che non è del tutto genuino a livello di adattamento. A un certo punto, quando i discorsi iniziavano a diventare un po' specifici (intorno al progetto Akira), per essere sicuro di non prendere fischi per fiaschi, ho attivato i sottotitoli del DVD Dynit, che non sono la mera trascrizione dei dialoghi ma sono ritradotti dall'originale. Complessivamente, però, non mi è parso che il doppiaggio italiano renda inintelligibile il senso del film o lo snaturi.

Ecco, quale sia il senso complessivo dell'opera, dal momento che c'è un finale un po' singolare, non lo so. E francamente non ci ho nemmeno pensato né mi pare che necessiti ad ogni costo di essere trovato. Forse, come in molti altri prodotti del genere, si è andati fin troppo oltre nel ricercare il senso della vita in un'opera di intrattenimento, per quanto permeata di contenuti filosofici (ma confesso di non essere attratto né dalla filosofia, esistenziale e tout court, né dalla fantascienza troppo involuta).

Ad essere sincero forse la cosa che più mi ha colpito di Akira è stato proprio immaginare l'impatto che possa aver avuto sul pubblico dell'epoca, visto che è senz'altro, per i suoi tempi, un film sperimentale e innovativo. Probabilmente non mi ha esaltato perché sono ad oggi e da sempre un passatista e non un innovatore, ma riconoscerne il valore e i pregi mi sembra il minimo. Non conosco troppo bene il genere fantascientifico per cogliere le, senz'altro forti, influenze che ha avuto sul successivo cinema d'animazione (e non), ma banalmente anche certi prodotti più commerciali e super-eroistici mi sembra che qualche debito con la visionarietà di Akira lo debbano avere.


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Evangelion0189

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
"Boku wa... Tetsuo..."

È la prima volta che provo a scrivere di un'opera animata di cui ho già avuto modo di recensire il manga da cui è tratta. Il punto è che il film di Akira rappresenta un tale giro di boa per l'animazione giapponese che potremmo parlare di un "prima" e di un "dopo Akira": questo lungometraggio ha catturato così tanto l'immaginazione degli spettatori di tutto il mondo che dal 1988 l'animazione del Sol Levante poté definitivamente sbarcare dall'altra parte del globo, dando inoltre una decisa spinta positiva alla prospettiva occidentale su tale medium d'intrattenimento. Distribuita a sei anni dall'inizio dell'opera originale su carta e prodotta con un budget colossale che richiese il finanziamento di molteplici compagnie - al punto da dare vita alla società creata ad hoc denominata significativamente "Akira Committee", la colossale pellicola della durata di due ore è diretta proprio dall'autore del manga, il grande Katsuhiro Ōtomo. E meno male, aggiungerei io: soltanto lui avrebbe potuto trasporre in animazione il suo canto del cigno dalla notevole complessità concettuale e dall'estrema visionarietà artistica. Poiché ho già discusso abbondantemente della trama del manga nella relativa recensione, in questa sede mi limiterò a fare una sintesi degli elementi che distinguono il film dall'opera originale.

Rispetto a quest'ultima, Ōtomo decide di decurtare dalla componente narrativa del film alcuni personaggi, con particolare riferimento a Lady Miyako, la santona, e a Chiyoko, una donnona tutta muscoli protagonista di alcune delle scene d'azione più scatenate dell'intero manga. Dopodiché viene abbreviata la dipartita di alcuni personaggi (non indicherò quali), così come vengono semplificate e quasi cancellate alcune sottotrame: oltre a quella concernente Miyako, subiscono tagli netti in primo luogo l'intrigo politico ordito da Nezu e la sua società ribelle; in secondo luogo, perde di rilievo l'abuso di droghe da parte dei protagonisti; in terzo luogo, sono assenti i rapporti amicali di Kaneda con altri bikers rivali e, infine, mancano del tutto il dominio tirannico sulla città da parte di Tetsuo e la conseguente guerra civile nelle strade (quest'ultima è probabilmente la parte di trama che più avrei voluto vedere nel film). In ultimo, il film si conclude in maniera lievemente diversa rispetto a quanto si sarebbe visto un paio di anni dopo nel manga; tuttavia, trovo che lo straordinario flashback a dir poco evocativo e memorabile del film superi il suo corrispettivo su carta.

Nonostante i numerosi cambiamenti appena elencati, alcuni dei quali irrisori e altri un po' meno, Akira resta molto fedele allo spirito e alle atmosfere urbano-fantascientifiche del manga, regalandoci in più animazioni spettacolari che hanno fatto scuola (con tanto di movimenti straordinariamente fluidi e corrispondenza dei dialoghi pre-registrati al labiale dei personaggi) e una colonna sonora da urlo a metà tra il tribale e il sintetico a cura del complesso musicale denominato "Geinō Yamashirogumi" (più nello specifico, però, le musiche sono composte da Shoji Yamashiro, pseudonimo di Tsutomu Ōhashi). E pensare che alla prima visione il film mi lasciò alquanto perplesso: è pur vero che Ōtomo fornisca pochissime spiegazioni su determinati risvolti narrativi, dando quindi molto spazio all'interpretazione dello spettatore/lettore, ma sono convinto che parte del fascino di quest'opera risieda anche nel suddetto modus operandi dell'autore. Ad ogni modo, all'eventuale appassionato a digiuno di Akira suggerirei di rimediare dapprima guardando il film e, qualora volesse approfondire la sua conoscenza in merito, di dedicarsi alla lettura del manga soltanto in un secondo momento. Prima di concludere, consiglierei la visione in lingua originale con sottotitoli, giacché il doppiaggio italiano ufficiale un po' attempato stravolge parecchie battute rendendo incomprensibili diverse sequenze e modificando i comportamenti dei personaggi. Per fortuna qualche anno fa la Dynit ha editato il film in DVD e Blu-ray (proprio in tale formato ne custodisco gelosamente una copia nella mia collezione) rendendolo fruibile anche in originale. In definitiva, sia in DVD, sia in alta definizione, Akira resta e rappresenta una delle maggiori pietre miliari dell'animazione giapponese tout court e merita di essere visto e rivisto più volte. Un nove pieno mi sembra il minimo.


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eracliano

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
Checché se ne dica, "Akira" costituisce senza dubbio una pietra miliare dell'animazione giapponese, nota anche a chi non è propriamente un esperto del settore, complice anche la recente riproposizione al cinema.
Veniamo a noi. Se certo la grande fama che lo precede promette bene già da subito, è anche vero che questo film ha fatto parlare di sé anche in maniera non troppo elogiativa. In particolare, una critica sovente mossa è quella relativa ai tanti aspetti enigmatici che non trovano una risposta -anzi, andando verso la conclusione della pellicola lo spettatore vedrà i suoi dubbi aumentare!
Ora, è vero, inutile negarlo: non tutte le domande che ci si può ragionevolmente porre durante la visione troveranno una risposta -per cui, se vi piacciono le storie dotate di un finale netto, chiaro e risolutore, guardate altrove!- tuttavia questo non è in realtà strano se consideriamo questo aspetto nel contesto della cultura orientale, che vede di buon occhio il finale aperto, che lascia volutamente lo spettatore con qualcosa su cui arrovellarsi e ragionare. Personalmente dopo la visione la mia espressione era quella del "Ehm… quindi??". Perché più aperto di così il finale non potrebbe essere. Difficile descriverlo senza fare degli inutili spoiler.
Veniamo alla trama. Lo scenario è quello di una Neo-Tokyo degradata, in un mondo che ha già subito una guerra atomica. Delinquenza e sfiducia nel futuro imperversano, i politici sono corrotti fino all'osso e i militari supervisionano esperimenti dalla dubbia eticità. In uno di questi si troverà immischiato il giovane Tetsuo… la storia è rapida, in certi momenti può apparire sbrigativa, ma in merito a questo rimando a quanto detto sopra. L'unica cosa che mi sento di dire è: guardatelo. Di certo qualche cosa vi lascerà: il livello di caratterizzazione dei personaggi è molto buono, e in generale il comportamento di tutti risulta credibile, cosa decisamente molto apprezzabile.
Veniamo all'aspetto tecnico. Qui bisogna dirlo. Siamo nel 1988, eppure non si vede. Non si vede proprio: la qualità del disegno, la cura nel dettaglio delle singole animazioni lo mettono sullo stesso piano se non su un livello superiore rispetto a moltissime opere successive anche degli anni 2000. Ovazioni e applausi senza discutere qui.
Nulla da ridire nemmeno sul comparto sonoro, che accompagna degnamente ogni fase della narrazione.
Tiriamo le somme dunque. Direi che meno di 8 non si può dare (il 10 no perché io sono uno di quelli che ama vedere il punto al termine di una frase, sul 9 avevo dei dubbi, ma probabilmente se l'avessi dato sarebbe stato più per l'aspetto tecnico che altro), e questa è di conseguenza la mia scelta.


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Tofone8

Episodi visti: 1/1 --- Voto 10
Akira è un evergreen: anche se riguardato ad anni di distanza, mai una volta tradisce le impressioni che ci siamo fatti in precedenza, ma bensì ne fornisce di nuove e rimescola spesso e volentieri le carte in tavola.

Sinceramente non penso di poter aggiungere qualcosa che qualcuno non abbia già detto: animazione impressionante già all'epoca e che oggi non sfigura minimamente con le produzioni "tripla A", personaggi carismatici e memorabili (Kaneda su tutti), storia perfettamente calata nel contesto cyberpunk di fine anni '80 ma allo stesso tempo al di fuori di esso. Per non annoiare troppo il lettore vorrei quindi puntare l'attenzione su un diverso elemento: l'importanza che Akira (sia manga che film, anche se in questa sede tratteremo solo di quest'ultimo) ha avuto ed ha tuttora nell'animazione e nell'immaginario giapponese del "futuro distopico".
Si, perché se Akira non fu proprio il primo anime a posizionarsi nel filone post-apocalittico - ricordiamo uno tra tutti Conan, Ragazzo del Futuro - fu di certo il più innovativo. Mescolando assieme un'anima intrinsecamente giapponese (per l'approccio alla vita, alla morte ed al post-mortem), ad un corpo decisamente occidentale (che mostra i muscoli nelle scene d'azione, di distruzione e di corsa), il risultato fu un anime al di fuori dei canoni dell'epoca, che molto fece parlare di sè e a cui inevitabilmente un fantastilione di film e serie tv, anime e non, si ispirarono.
Basterebbe pensare come Ghost in the Shell - considerato da molti l'Akira degli anni '90 per tematiche trattate - difficilmente esisterebbe senza la linea guida trattata da Otomo con Manga prima e film dopo: la moda cyberpunk lanciata in giappone da Akira generò un avvicinamento delle masse all'argomento, su cui i produttori si buttarono a pesce sfornando grandi serie e tanta immondizia. Avremmo lo stesso un Evangelion così, senza le direttive stilistiche e tematiche date dalla fusione di Akira con gli anime di robot?
Ma non solo il giappone, anche l'America - seppur con un fiasco di botteghino - trasse materiale dal film, riarrangiandolo in varie salse nei film anni '90 sullo spazio ed il post-apocalittico/distopico, Matrix e Contact in primis.

In conclusione a questa mia probabilmente sconquassata recensione, il giudizio personale: Akira è un film ed un prodotto di intrattenimento volto a toccare certe corde della sensibilità personale ed in quanto tale può legittimamente non piacere. Tuttavia è innegabile la sua importanza nel mondo del Cinema; per i temi ed il modo in cui vengono trattati può e deve essere visto almeno una volta. Per una indispensabile comprensione di certe dinamiche venute dopo, nell'animazione e nel cinema, e perchè è semplicemente un esempio perfetto come dovrebbe essere un film cyberpunk, Akira è una visione obbligatoria di chi ha apprezzato Ghost in the Shell ed Evangelion. Non potete dire di capire veramente cosa c'è a valle se non sapete bene cosa c'è a monte.
Perchè sono tutti bravi a dire che Matrix è un capolavoro, se non si vede che hanno rubato idee a destra e a manca, ed uno dei derubati è proprio Akira, che dev'essere meritocraticamente "riscoperto" anche dalle nuove generazioni cresciute ad immondizia quale Naruto e Bleach.


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Stairway90

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
Tratto dall'omonimo manga di Katsuhiro Otomo, regista della pellicola, costato un miliardo di yen e realizzato con la collaborazione di dieci fra le maggiori compagnie di produzione cinematografica giapponese dell'epoca, Akira costituisce una pietra miliare dell'animazione nipponica e, a 25 anni dalla sua realizzazione, un traguardo ancora insuperato anche dalle produzioni più recenti. Inizialmente il film non ebbe il successo sperato, né in Giappone né all'estero, ma nel corso degli anni le repliche al cinema, la vendita di VHS e DVD per il mercato home video e tutto il merchandising associato permisero di recuperare l'investimento. Un altro importante merito di Akira è stato quello di aver definitivamente conquistato l'attenzione del mercato occidentale verso l'animazione giapponese.

La storia è ambientata nel 2019 (lo stesso anno in cui è ambientato Blade Runner, film spesso associato e paragonato all'opera di Otomo) in una Neo-Tokyo che si prepara a ospitare i giochi olimpici e in cui sfrecciano e si combattono bande di motociclisti; di una di queste fanno parte i due protagonisti, Kaneda e Tetsuo. Quest'ultimo subirà una svolta inaspettata quando, in seguito all'incontro con un misterioso bambino dal volto di vecchio, scoprirà di possedere poteri psichici inimmaginabili, finendo per scontrarsi con l'esercito e col suo vecchio amico Kaneda, il quale a sua volta, grazie all'incontro con una giovane terrorista di nome Kei, scoprirà cosa si nasconde dietro il progetto Akira.

Nel film si intrecciano tematiche di varia natura: l'incompetenza della classe dirigente cui si contrappone la risolutezza dell'esercito, nella figura emblematica del colonnello Shikishima; il degrado di Neo-Tokyo e la deriva dei giovani, che sono ribelli, rissosi, insofferenti alle regole e all'autorità; il richiamo alla tragedia della guerra mondiale e delle bombe atomiche, argomento così sentito in Giappone per ovvi motivi storici; il tema dell'evoluzione umana, di cui i poteri Esper sono il naturale risultato. Appena accennata, invece, è la tematica religiosa che nel manga è molto più presente.

Dal punto di vista visivo e tecnico, Akira costituisce indubbiamente un capolavoro, inutile negarlo. È una delle prime produzioni nipponiche a fare ricorso alla CGI, limitata ad alcune sequenze del film per rendere al meglio sullo schermo i poteri mentali degli Esper. Un'altra particolarità della pellicola è che fu realizzata con la tecnica del pre-recording, già utilizzata in Occidente ma inedita nel paese del Sol Levante: il doppiaggio fu registrato prima di animare i personaggi, potendo così modellare le movenze e il labiale stesso sulla base delle battute registrate. La colonna sonora, poi, mescola musica elettronica, classica e orientale con grande efficacia.

La sceneggiatura, invece, risente di due fattori: la durata del film e il fatto che, nel 1988, il manga da cui è tratto il lungometraggio fosse ancora in corso di pubblicazione. Otomo dovette quindi non solo comprimere in due ore una trama ricca e complessa (limitandosi alla prima parte della storia e quindi escludendo qualsiasi riferimento al Grande impero di Tokyo), ma creare un finale inedito, ricordato tuttora per la sua spettacolarità (basti pensare all'abnorme e cruda trasformazione di Tetsuo). Molte questioni della trama sono lasciate in sospeso e la stessa figura di Akira, che nel fumetto originale aveva un ruolo importante, qui compare solo nei minuti finali della pellicola; non è mai spiegato perché il governo lo temesse tanto e cosa ha fatto di preciso prima di finire sezionato e ibernato. Si ha quasi l'impressione, a più riprese, che Otomo abbia voluto puntare tutto sulla spettacolarità grafica, con sequenze mozzafiato tuttora insuperabili ma che, di fatto, dicono poco e sono un puro (e riuscitissimo) esercizio di stile. Questi elementi non pregiudicano più di tanto la visione del film, ma rendono comunque consigliabile la lettura del manga originale, se non altro per una questione di completezza.

Akira resta uno di quei must dell'animazione giapponese, anche se come film di mero intrattenimento funziona poco e potrebbe deludere chi è alla ricerca di un'opera più leggera, mentre chi è alla ricerca di film più impegnativi, graficamente sontuosi e con ottimi spunti di riflessione, non può lasciarselo sfuggire.


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Pan Daemonium

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
Purtroppo non conosco l'opera originale e, di conseguenza, non ho la possibilità di fare paragoni, laonde il voto è meramente collegato alla visione del film.
Akira è uno dei primi capolavori animati cyberpunk di matrice nipponica, pietra miliare seguita a ruota da Ghost in the shell, Serial experiments Lain et similia.
Da un punto di vista scenografico è semplicemente colossale per essere un'opera forgiata nel 1988. Prettamente roboante, il film esplora praticamente qualsiasi scenario "epico" in modo tale da ostentare le proprie qualità grafiche. Scontri armati fra manifestanti e forze dell'ordine in un ambiente cittadino, combattimenti nel sistema cloacale (da notare anche che Jin-Roh presenta delle caratteristiche simili, sarà un caso), fantasmagoriche esplosioni e maciullamenti dovuti ai poteri telecinetici e, per finire, manifestazioni oloenergetiche e pandistruttive.
La caratteristica negativa è che, sebbene ci sia questa sequela di indubbiamente - per carità - attrattive riprese, la trama non appare ugualmente trainante. Non so esattamente come le vicende dei varii personaggi fossero disposte nel manga, ma nel film sono davvero confusionarie ed abborracciate. È davvero palese la volontà di ricreare una di quelle atmosfere presenti in un' "opera complessa", id est una serie di avvenimenti spiegati celermente o non spiegati, personaggi dai risvolti oscuri, potenze di base celate, ma in Akira tutto ciò è poco predominante. I tre bambini esper, Akira stesso e tutto il passato di 30 anni addietro, i punti reconditi dell'opera, vengono bene o male dimenticati perché non si lascia mai il tempo allo spettatore di far nascere il seme del dubbio. L'azione è talmente sovrabbondante che l'incomprensibilità di alcune cose viene rimandata al finale, quando in un'atmosfera apocalittica e da "2001: Odissea nello spazio" si scatenano tutte le questioni che per le due ore precedenti il visionante aveva soppresso.

Resta il fatto che l'opera è fondamentale per la storia dell'animazione, del cyberpunk e permane un prodotto superbo, anche se, probabilmente, meno finemente lavorato rispetto all'omonimo prodotto letterario.


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AkiraSakura

Episodi visti: 1/1 --- Voto 10
"Akira" è considerato dalla critica e dal pubblico come uno dei più grandi film d'animazione di tutti i tempi. La qualità tecnica, la scelta dei colori, la cura maniacale dei dettagli e lo spessore dei temi filosofici e sociali affrontati parlano da soli. Insieme a "Ghost in the Shell" di Mamoru Oshii, quest'opera definisce il cyberpunk giapponese.
Le atmosfere sono caratterizzate da un forte degrado sociale, nonostante la scienza e la tecnica siano sviluppatissime. Questo ricorda il pensiero del filosofo Heidegger, secondo cui nell'età moderna si ha una crescita esponenziale della tecnologia e una regressione, o de-evoluzione, dell'uomo. Infatti è proprio la necessità di una evoluzione indotta dalla scienza nell'essere umano, regredito quasi allo stadio animale, uno dei temi principali di "Akira". Questo film è inoltre carico di post-modernismo e nichilismo, ed è stato anche una forte influenza per molti anime e film live action successivi.

Nella città di Neo-Tokyo, alcune bande di violenti motociclisti si affrontano mediante spericolate corse clandestine. Il gruppo più potente di teppisti è capitanato da Kaneda, che fin dall'infanzia ha un rapporto contrastante con Tetsuo, il membro più giovane del gruppo. Tetsuo si sente un debole e considera Kaneda come una sorta di autorità paterna, che è necessario abbattere per definire la propria personalità. E' presente quindi un complesso di Edipo che disturba l'amicizia tra i due, rapporto che spesso, dal rispetto reciproco, sfocia nella conflittualità tipica della relazione padre-figlio.
Durante una corsa, i protagonisti si imbattono in un strano bambino con la faccia da vecchio, dotato di poteri esp ed evidentemente fuggito dal laboratorio in cui era usato come cavia. Lo scontro risulta traumatico e interviene subito l'esercito che riesce a recuperare il fuggitivo, attraverso l'utilizzo di un'altro strano bambino prodigio. A questo punto Kaneda viene mandato via e Tetsuo viene catturato e portato in un laboratorio, dove gli scienziati scopriranno che egli è in realtà un potente esper e, attraverso degli interventi chirurgici, "sbloccheranno" il suo potere.
Se Kaneda si può paragonare al corpo fisico, Tetsuo rappresenta senz'altro il dominio della mente sulla materia, essendo un personaggio faustiano e tormentato. Il tormento di Tetsuo è continuo: dopo la sua fuga dal laboratorio egli non riesce a controllare appieno i suoi devastanti poteri mentali, che producono scompensi enormi sia nel suo corpo che nella sua psiche. Gli obbiettivi di Tetsuo sono comunque la sconfitta di Kaneda e la distruzione della società che da sempre lo ha oppresso. Inizierà a questo punto la distruzione di Neo Tokio da parte del ragazzo, accompagnata dall'isteria di massa della popolazione che lo scambierà per Akira, l'esper più potente di tutti i tempi, che aveva distrutto Tokyo anni prima. Akira è rinchiuso nei sotterranei del palazzo dello sport, in un'enorme gabbia costrittiva, e non tarderà il momento in cui Tetsuo scoprirà la sua locazione e cercarà di liberarlo per unirsi a lui e diventare un dio a tutti gli effetti. Il corpo di Tetsuo tuttavia sembra non riesca a contenere il potere della mente: andrà incontro infatti a terribili mutazioni. Sarà quindi necessario l'intervento di Kaneda e degli altri esper per arginare l'apocalisse indotta da Akira-Tetsuo.

Bisogna notare che questo film è stato tratto dall'omonimo manga, in cui gli eventi sono molto più completi e meno condensati. Tuttavia la sostanza è sempre la stessa e, personalmente, ho sempre preferito la scena finale del film, che è molto più epica di quella del manga. Inoltre la famosa scena in cui Tetsuo ferma con il pensiero i proiettili di un carro armato è stata presa in prestito, anni dopo, dai fratelli Watchoski, che hanno dichiarato di essersi ispirati ad "Akira" e "Ghost in the Shell" per realizzare "Matrix".

Non c'è dubbio sul fatto che l'evoluzione non sia automatica, ma molto dolorosa. Tetsuo infatti è come un'ameba a cui è stato impiantato un cervello umano: la sua è un'evoluzione forzata dalla scienza. Questo discorso, tipicamente cyberpunk, verrà accennato nel film e approfondito nel manga, opere in cui si andrà a toccare anche la questione del futuro del genere umano e del suo destino ultimo.


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kaio1982

Episodi visti: 1/1 --- Voto 10
Akira è un capolavoro davvero senza tempo che, grazie ad un budget di ben 11 milioni di dollari, ha saputo rivoluzionare per sempre il mondo dell'animazione giapponese, grazie anche all'ausilio del computer e di una sceneggiatura davvero suggestiva. Il suo successo sconvolgente è stato talmente elevato che, oltre ad innalzare i parametri grafici per i film d'animazione per almeno 15 anni, è riuscito ancora oggi, a mantenere un aspetto di alto livello, guadagnando al box office, 80 milioni di dollari!

La trama all'inizio sembra semplice e scontata, con una Tokyo Cyberpunk del 2019 piena di ragazzini arroganti che sfrecciano sopra moto futuristiche, ad un ritmo elevatissimo e tonnellate di eccelsa animazione. Successivamente, però, assistiamo lentamente all'evolversi di una trama sempre più interessante, grazie alla sapiente regia di Katsuhiro Ōtomo, dove gli eventi iniziano a prendere una piega sempre più misteriosa ed oscura. Iniziano a comparire strani laboratori, che sembrano nascondere qualcosa di pericoloso e potente. I protagonisti principali sono Kaneda, un ragazzino spensierato e possessore della meravigliosa moto che guida fin dall'inizio, Yamagata (trascurabile) e il suo amico Tetsuo, che durante il corso del film, cambierà radicalmente personalità. Tetsuo, è caratterizzato in maniera eccelsa, da quando acquisisce i poteri telecinetici, diventerà sempre più grintoso, carismatico e dotato di una potenza e di uno sguardo, che mi hanno ricordato il modo di agire di Vegeta (Dragon Ball Z).
Dal punto di vista tecnico, Akira è davvero eccelso, quasi ipnotico, specialmente nei primi 20 minuti e nel finale. Esplosioni ultra realistiche, animazioni di una fluidità estrema ed effetti ipnotici, lasciano lo spettatore letteralmente ipnotizzato. Il character design è l'unico punto debole, perché ha il difetto di essere troppo fedele all'etnia giapponese, creando personaggi spesso troppo simili tra loro, ed annullando completamente la femminilità delle ragazze. Bisogna dire, però, che i riflessi sui personaggi in movimento sono davvero perfettamente sincronizzati con le luci, che compensano uno stile dei personaggi leggemrente piatto .
Tuttavia, la parte grafica più eccelsa sono i fondali e tutti gli interni, che hanno un dettaglio talmente elevato, da sembrare veri. Akira è un eterno capolavoro, che va goduto, senza impazzire dietro alla trama, che comunque risulta chiara e coinvolgente fino alla fine.


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simy52

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
Akira è stato uno dei film di animazione giapponese più belli della storia e si è meritato questo titolo. Il suddetto film è ambientato in una metropoli piena di delinquenti ed il protagonista Kaneda fa parte di una banda di motociclisti. Esso da piccolo fece amicizia con Tetsuo che era preso in giro da tutta la scuola. Un giorno Tetsuo viene utilizzato per l'esperimento Akira.
Le animazioni, i colori e la grafica sono a dir poco stupefacenti per un film degli anni 80 e la storia non è da meno. Per non parlare degli sfondi, i luoghi, i disegni molto curati. Ed il film non ha la bellezza solo nei disegni o grafica (al contrario dei pensieri di molte persone), ma anche nelle scene del film: la polizia che si scontra contro i motociclisti, terrorismo, tutte cose che sono successe e che possono succedere.
La seconda metà del film invece è del tutto diversa dalla prima, vi sono presenti superpoteri, esperimenti ed anche molta azione, ma tutta fantascienza. Non è che non mi sia piaciuta, ma la seconda parte tuttora non mi convince.
Infine, il finale mi è piaciuto moltissimo e consiglio questo film a tutti, grandi e piccini.


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falcus92

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
Quando un ragazzo ventenne, come me, si trova davanti un'opera così immensa come "Akira" si comincia a porre delle domande fondamentali che lo lasciano in uno stato di incredibile confusione. Penso che non bastino interi volumi e tomi di libri per poter descrivere questo capolavoro che, purtroppo, ha dovuto rendere la sceneggiatura più lacunosa per poter rientrare nella fascia delle due ore e qualche minuto tipica dei film. Eppure quello che riesce a comunicare rispetto alla versione cartacea rimane invariato, anzi è più sottolineato grazie a questa sensazione di vago che ci lascia e ci sorprende!

Una Tokyo distopica del 2019 è il luogo in cui si svolgono le vicende. Il degrado ormai ha raggiunto tutta la città, che vive il momento della ricostruzione dopo la terza guerra mondiale. Una città che, come ci si aspetta da questi casi, è piena di criminalità. Il nostro protagonista Kanade - o coprotagonista, lo vedremo dopo - è un motociclista capo di una banda. Una notte la gang incontra uno strano bambino con la faccia da zombie/vecchio, Takashi. Questo giovane ha dei particolari poteri ESP e l'esser vicino a un amico di Kaneda, Tesuo, fa risvegliare i poteri psichici di quest'ultimo. Takashi e Tetsuo sono, comunque, subito catturati dai militari, che cominciano le sperimentazioni per sfruttare il suo immenso risvegliato potere. Ma lui comincerà a maturare una sete di potere che lo porterà alla ricerca di Akira, una super arma che è stata congelata perché non si riusciva più a contenere il suo potenziale distruttivo.
Da ciò cominciano le avventure di Kaneda, che cercherà di riportare indietro il suo amico. Ma ci riuscirà?

La cosa che mi ha sempre affascinato di "Akira" sono le tematiche. E' molto interessante come sia aperto a tantissime interpretazioni, aiutato anche da queste "falle" della sceneggiatura. "Akira" è sicuramente una critica alla società del suo periodo - 1988 -, in cui si fagocita tutto come un'ameba tralasciando da parte ciò che è l'etica. Vi è una grande critica al rigore scientifico che perde l'umanità che sta alla base dei rapporti umani e che ci fa diventare dei mostri informi, non capaci di controllarci. Forse anche per questo il cyberpunk inserito in questo film non è il solito. Sembra quasi disprezzato, sembra quasi la causa di tutto il degrando, anzi, probabilmente lo è!
Ma "Akira" pone anche una soluzione, seppur drastica, che ovviamente vi consiglio di cogliere nelle parti finali di questo stupendo film.
Ma non è tutto: tra i temi che si scoprono non si può notare una critica alle generazioni future e alla classe politica. Le prime vengono giudicate come persone capaci di garantire il bene del mondo per l'avvenire; la seconda per il presente. E ripercorrendo il periodo di pubblicazione di quest'opera non mi stupisco di questa diffidenza. Gli anni '80 non sono un arco facile, si è vittime di grandi cambiamenti che scuotono l'uomo e lasciano un po' di sgomento.

Tecnicamente parlando non c'è che dire. Il budget elevatissimo ha contribuito ad animazioni estremamente realistiche, anzi forse di più. Il disegno accantivante e tipico di quel periodo contribuisce a far immergere di più lo spettatore in questo capolavoro. Inoltre la regia compie un lavoro senza eguali. Davvero ottima in qualsiasi punto, riesce a mandare avanti quelle parti più lente senza sbagliare mai. Le OST inoltre sono molto particolari, anzi singolari, ma questo credo rientri nello stile "Akira". Questo non è per niente uguale agli altri film, manca di cliché. Probabilmente saranno altre opere a riprendere da questo indiscusso capolavoro.

Pertanto vi consiglio di guardarlo e interpretarlo. Ci sono molti punti aperti che non ho ben chiari tra cui il finale. Tutto è fatto proprio così per farci riflettere.


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Pinzid

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
"Akira" per me è un vero e proprio capolavoro dell'animazione, bastano i primi istanti per capire la profondità dell'opera. Fin da subito si notano i dettagli della regia, cruda e iperrealistica; i disegni sono curatissimi fin nello sfondo più che mai curato, unico in un'opera degli anni Ottanta; i personaggi sono ben caratterizzati e risaltano subito per le loro caratteristiche verosimili.
La trama, sviluppata in uno scenario futuristico-decadente, sottolinea quelli che sono i problemi più che mai attuali di qualsiasi società, portati alla luce dall'anarchia in cui il mondo è immerso, e il diffondersi di corruzione e assoluta mancanza di gestione da parte delle autorità. Trama centrale: il progetto Akira, utopia fanatica finalizzata allo studio di super umani, ma che come si evince non dà risultati concreti, nonostante le faraoniche risorse impiegate, così il protagonista (Tetsuo) viene coinvolto in una spirale di eventi incontrollati che porteranno alla distruzione della "mela marcia" così da permetterne la rinascita.


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daich

Episodi visti: 1/1 --- Voto 10
Gli anni '80 non sono stati particolarmente esaltanti per l'animazione giapponese. In tv venivano trasmessi quasi esclusivamente anime di genere shounen e majokko, e a livello generale non c'era moltissimo di adulto.
Nel 1988 Katsuhiro Otomo traspone il suo manga in un film che ha segnato il mondo dell'animazione.
"Akira" è un vero e proprio kolossal che ha coinvolto una moltitudine di studios nella sua lavorazione. Ambientato in una Tokio post-apocalittica, il capolavoro di Otomo è un esempio di forma unita alla sostanza: simboli visivi che veicolano messaggi. Il tema centrale dell'opera è l'evoluzione umana e la capacità di distuggere e di creare, due pulsioni basiche dell'uomo.
Poi c'è dell'altro, narrato su più livelli strutturali… Per quanto riguarda la forma "Akira" ispira onnipotenza visiva per la regia particolareggiata e realistica, coadiuvata dalla colonna sonora dal ritmo tribale di Shoji Yamashiro, e dai fondali che rendono l'esperienza totalmente immersiva per lo spettatore.
"Akira" rimane a tutt'oggi un'opera fondamentale per tutti gli appassionati.

God87

Episodi visti: 1/1 --- Voto 6
Anno 2019: in una Neo Tokyo sempre più cupa e autoritaria si combattono svariati gruppi di bikers, tra cui c'è quello capitanato dal giovane, onesto Kaneda. Una notte il ragazzo e i suoi compagni incontrano, in una delle loro scorribande, un inquietante bambino con la faccia da vecchio, Takashi, dotato di poteri ESP e appena scappato da un laboratorio governativo in cui era soggetto a esperimenti. Il fato vuole che la sua vicinanza risvegli poteri psichici immensi in Tetsuo, amico d'infanzia di Kaneda, molto frustrato dal suo complesso d'inferiorità. Takashi e Tetsuo sono subito catturati dai militari, che decidono di usare anche i poteri di quest'ultimo per i propri scopi. Non immaginano che lui non ne ha la minima intenzione, anela al potere e vuole risvegliare a tale scopo il piccolo Akira, una potentissima arma biologica dal potere distruttivo illimitato, creata molti anni prima e poi ibernata visto che non fu più possibile contenerne il potere. Venuto a conoscenza del pericolo, Kaneda si unisce a un gruppo di ribelli antigovernativi per fermare il suo amico.

Di sicuro, tra tutti i difetti che si possono rinfacciare a un lungometraggio tanto osannato quanto, secondo me, sopravvalutato come "Akira", certo non si può criticare il suo tempismo nell'uscire ai cinema nel proverbiale momento giusto, proprio quando l'occidente iniziava a guardare in modo più aperto il fenomeno, ancora tutto da esplorare, di anime e manga.
Del materiale d'origine, il fumetto omonimo di Katsuhiro Otomo disegnato tra l'82 e il '90, non si può parlare male: una bella storia di fantascienza in cui il senso epico non dà respiro, tra cataclismi devastanti e ribellioni armate che dipingono in modo intrigante la devastante guerra urbana tra l'agguerrito Kaneda e il suo rivale Tetsuo, che forte del letale Akira, dei suoi poteri psichici e dell'esercito di sbandati ai suoi voleri, vuole assoggettare il mondo al suo dominio. Trama semplice ma ben congegnata, che permette all'autore, forte del suo caratteristico stile grafico che negli stessi anni gli dà meritata fama nel circuito home video degli OVA (sopratutto "Robot Carnival" e "Manie-Manie"), di sbizzarrirsi in tavole spettacolari, concernenti esaltanti sequenze d'azione ed evocativi scenari di distruzione grondanti dettagli visivi. Forse "Akira" è un'opera che non si può definire un capolavoro irrinunciabile, ma di sicuro rappresenta una lettura pregevole. E poi arriva il 1988, anno in cui, con manga ancora in corso, Otomo decide per una riduzione cinematografica. Una volta tanto, l'opera di produzione del lungometraggio è un capitolo sicuramente più interessante del prodotto finito, che diviene fondamentale della Storia dell'animazione nipponica ma non per meriti narrativi.

Per raggiungere un mastodontico budget di un miliardo e 100 milioni di yen, la cifra più alta mai concepita in quegli anni per realizzare un film d'animazione, Otomo riesce a mettere insieme dieci delle maggiori compagnie di produzione cinematografiche giapponesi (il cosidetto AKIRA Committee), realizzando uno dei più grandi kolossal animati di sempre. Migliaia di animatori, sei studi animati dietro il lavoro ai fondali, e avveniristiche innovazioni tecnologiche - come l'uso intensivo di CG e il pre-recording, ossia la registrazione delle battute di doppiaggio precedenti ai disegni, in modo che si possa successivamente adattare il labiale alle battute - proiettano inevitabilmente il lungometraggio tra le più grandi meraviglie grafiche di ogni era. Uno splendido design futuristico hi-tech; animazioni di una fluidità sconvolgente, strabilianti viste ancora oggi; e una colonna sonora potentissima ed epica, strumentale, con cori, percussioni, tamburi, organi e contaminazioni musicali, sono i biglietti di visita con cui "Akira", insieme a "Ghost in the Shell" e "Ninja Scroll", nei primi anni Novanta sconvolge la critica internazionale del cinema, scolpendo nell'immortalità nomi come Otomo, Kawajiri, Oshii, e aprendo le porte qualche anno dopo alla scoperta dei vari Anno, Ikuhara, Kon e Miyazaki. Nonostante l'avveniristico, epocale splendore tecnico, "Akira" non è niente di più che un mero esercizio di stile.

Sicuramente, bisogna dirlo, quantomeno lo spettacolo appaga i sensi per davvero. Molte sono le scene che si stampano indelebili nella mente di uno spettatore odierno, figuriamoci in uno di venti anni fa. La sequenza d'apertura merita davvero di fare scuola per la spettacolare capacità evocativa di regia e fotografia: mostra il gruppo di teppisti di Kaneda iniziare una guerra motociclistica con bikers rivali sfrecciando per le vie di una Neo Tokyo imponente, oscura e oppressiva, scandita dal ritmo ossessivo di ritmiche tribali. Allo stesso modo, si stampano alla memoria il senso di degrado degli ambienti "sporchi" in cui vivono Kaneda e amici, mirabilmente resi dalla cura minuziosissima nei fondali delle location; l'estrema violenza di alcune scene sanguinose, sufficientemente coraggiose per compiacere la critica e fare guadagnare l'appellativo di "adulta" alla trama; le frequenti dimostrazioni dei poteri psichici di Tetsuo, causa di svariate, magnifiche sequenze di distruzione di città e quartieri; il duello tra lui e Kaneda a colpi di bazooka; la lunghissima, interminabile, compiaciuta trasformazione di Tetsuo in un'entità mostruosa.

Katsuhiro Otomo, alla sua prima prova da regista, sfrutta ogni mezzo per meravigliare il pubblico dall'alto del suo budget miliardario, e come succede a tanti suoi colleghi non capisce quando è il momento di fermarsi. Prende così gusto nelle animazioni spacca-mascella e nelle raffinatezze registiche da perdere di vista la cura nel racconto, rendendo confusionaria al massimo la storia. Se la mole di fatti e avvenimenti del fumetto ben meritano i loro 6 volumoni da 400 e più pagine l'uno, risulta ovviamente improponibile pensare di sintetizzarli in due ore di girato. Otomo ci prova lo stesso, e i risultati, pronosticabili, sono indigesti. Con il manga ancora in corso (fermo al volume 4) preferisce fermarsi al punto in cui è arrivato, evitando di anticipare gli sviluppi post-cataclisma di futura prerogativa cartacea, e rilegge nel film i tankobon precedenti dando loro un primo finale. La sua diventa una mal riuscita opera di sintesi, la compressione di 1600 pagine in un intreccio enormemente corposo, meritevole di molto più spazio per svelarsi e farsi apprezzare. Se la durata del lungometraggio è quantomeno di tutto rispetto, buona parte del girato è sprecato malamente, con irritante ingenuità, in effetti speciali, trasformazioni, distruzioni e quant'altro fa effetto ma non aggiunge nulla di concreto. Gli avvenimenti, i personaggi, i rivolti di trama e anche i necessari retroscena per ambientarsi, di secondaria importanza secondo il regista, sono così malamente, velocemente e confusamente trattati che addirittura a un certo punto subentra la frustrazione di non riuscire più a seguire lo svolgersi dell'intreccio, e a fine visione fin troppe sono le domande che rimangono senza risposta. Problemi di comprensione ulteriormente aggravati dal doppiaggio italiano, come spesso accade basato sull'adattamento americano molto facilone e impreciso dell'epoca, che rende ancora più ostico godersi il film senza l'ausilio dei sottotitoli fedeli presenti nei DVD/Blu-ray Dynit.

Insufficiente riduzione di una bella storia che esprime la sua epica potenza solo su formato cartaceo, "Akira" è, come accennato in apertura, un'opera che ha avuto la fortuna di uscire nel momento giusto, quando si era alla timida scoperta delle potenzialità dell'universo d'intrattenimento giapponese e serviva un kolossal, esteticamente e tecnicamente avveniristico, come esempio delle potenzialità tecniche ed espressive del popolo dagli occhi a mandorla. Un film, "Akira", che entra nel mito, grazie anche a entusiastici giudizi di George Lucas e James Cameron (che di certo non hanno letto il manga, e quindi come chiunque altro probabilmente non ci hanno capito quasi nulla della storia), solo per la confezione, trasformando il regista Otomo in uno dei mostri intoccabili dell'animazione anche se, sia prima sia dopo "Akira", è stato dietro a disegni o regie di opere tutto fuorché indimenticabili - e infatti all'apice della gloria dimostrerà le sue reali capacità con l'altrettanto indimenticabile, enorme flop del noioso, inutile "Steamboy. Sicuramente è un ottimo artista grafico - del resto il suo stile di disegno è autoriale, ben noto, così come la cura nel mecha design -, sicuramente un bravo mangaka, ma certo non un bravo sceneggiatore o soggettista cinematografico. Rimane un film lunghissimo e interminabile diretto in modo sublime e animato ancora meglio, che si può guardare per le sue numerose sequenze sontuose, ma che fino alla fine non riesce a mascherare la sua natura. Quello di un antipasto, mal riuscito, di un manga forse non indimenticabile, ma certo di tutt'altro spessore.


 8
Micerino

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
La prima volta lo puoi guardare e subire, un anime così, la seconda volta provi ad aggredirlo, a vincerlo. La terza volta te lo gusti, e basta.

Così io, dopo qualche anno dall'ultimo arrembaggio in cui pensavo di potere sconfiggere quest'anime, mi sono ritrovato seduto in poltrona a mettere un DVD impolverato per guardare questo che è davvero un cult del genere fantascientifico, e che resta a mio parere la sintesi di una vera opera d'arte.

Sono imbarazzato nell'iniziare a recensire questo film, perché i paragoni sono troppi, troppo importanti, e non ho neppure idea di preciso da dove voglio iniziare. Di certo la cosa che colpisce, immediatamente, è il disegno. Tra i più belli e significativi che abbia mai visto. Pur non potendo mai competere con il manga (in cui si raggiungono sempre delle vette inarrivabili in un anime) "Akira" è davvero uno dei lavori in cui più ci si avvicina alla bellezza della versione cartacea, con dettagli minuziosi e con un dinamismo delle immagini che va oltre ogni aspettativa, battendo a mio parere nettamente quello che si prova a fare oggi con la computer grafica. Il disegno di "Akira" è senza dubbio realistico (anime, sì, ma di un realismo esasperato) e oggettivamente perfetto. L'espansione del fumo, uno schizzo d'acqua, una goccia di sangue, il dettaglio e la forma sono curati in maniera maniacale, cercando, con successo, di stupire.

A questo si affianca un character design importante, in cui i personaggi vengono inseriti e delineati. Il viaggio che si affronta è quindi da una parte visivo, dall'altra parte psicologico, con la formazione di un binario che prosegue lungo tutto il film. Così si incontrano i personaggi, si ritrovano dopo circonlocuzioni lunghe e complesse, e si formano i profili caratteriali di ogni personaggio, inquadrato nel sistema sociale al quale appartiene e che si interfaccia e completa con ogni altro personaggio, in un insieme intricato ma assolutamente gradevole che forma il film completo.

Le musiche diventano quasi secondarie in questo contesto, eppure ci sono e colpiscono, al momento giusto.
La storia credo che bene o male si conosca, un futuro post armageddon in cui i militari mantengono il controllo post ricostruzione. Ragazzi di strada e pubblico servizio, mondi distanti che si scontrano e s'incontrano. Akira come grande enigma al centro della storia. Un mondo ancora preda di falsi profeti, un popolo che, pur allo sbando, cerca la strada della tranquillità. Divario tra chi ha e comanda, e chi non ha e non conta nulla. Quel pessimismo che molto ha influenzato il pensiero dell'epoca.

E in fondo c'è il finale, perla orientale di sospensione e domanda, in cui ognuno può leggere e trovare ciò che più anela. Io, il mio finale, l'ho trovato, ovviamente chiunque ami gli anime e la fantascienza deve assolutamente vedere questo film e trovare il proprio.

bob71

Episodi visti: 1/1 --- Voto 10
L'alba della nuova animazione

Scritto e diretto da Katsuhiro Otomo, autore e disegnatore dell'omonimo manga, questo lungometraggio del 1988 ha il grande merito di avere diffuso il linguaggio degli anime nei circuiti cinematografici oltre la frontiera nipponica e di averlo portato a un livello di fruizione più maturo e adulto. Per la prima volta in un film di animazione i personaggi usano uno slang crudo e volgare e si assiste a brutali scene di ordinaria violenza enfatizzata dal realismo del linguaggio registico.

Ambientato in un futuro post apocalittico nella megalopoli di Neo-Tokyo in preda al caos, dove bande di giovani motociclisti si sfidano tra le sconfinate periferie suburbane in corse e lotte all'ultimo sangue, il film sprigiona un clima rude e selvaggio e sembra ispirarsi agli scenari cupi e decadenti di pellicole come 'Fuga da New York', 'Mad Max' e 'I guerrieri della notte'.
Nell'adattamento alla sceneggiatura viene sacrificato non poco della trama del manga sull'altare della sala di proiezione. D'altro canto il ritmo della narrazione fila liscio senza intoppi con un frenetico crescendo delle scene d'azione fino al parossistico e allucinante gran finale.
La regia si allontana dal linguaggio tipico degli anime che fino ad allora si serviva quasi esclusivamente di scorrimenti, zoomate e inquadrature fisse, per un approccio più alla occidentale e una regia più "naturale" che avvicina 'Akira' ai film live per l'uso della fotografia e per i movimenti di camera.
Per quanto riguarda la realizzazione tecnico/artistica è da attribuire a questo film l'introduzione della CGI (seppure si tratta dei primi rudimenti) sovrapposta alle animazioni e del pre-recording, la tecnica che prevede le sedute di doppiaggio prima della realizzazione dei disegni definitivi, in modo da adattare perfettamente il labiale dei personaggi animati. Pionieristica anche la scelta di riunire in comitato i maggiori marchi a livello di produzione.

La straripante e sontuosa colonna sonora di Shoji Yamashiro, eseguita dall'ensemble Geinoh Yamashiro Gumi, è un trionfo di contaminazione e sperimentazione e merita un discorso a parte: si va da composizioni dominanti di ritmiche tribali a minimaliste e oniriche gemme strumentali fino a solenni eruzioni vocali, autentici mantra che perlustrano le possibilità della voce come strumento e aumentano il senso d'immersione nell'atmosfera del film. La ricerca è imperniata su un suggestivo coacèrvo di stili folklorici da varie parti del mondo e successivamente integrate con l'elettronica. Questa commistione di tradizione e modernità amplifica le visioni messianiche di Otomo.

Potente e visionario, innovativo e originale, 'Akira' rappresenta una pietra miliare, un punto di riferimento per i cineasti di fantascienza degli anni a venire, un film epocale che fissa diversi capisaldi nel cinema di animazione.


 4
ShonenKatta

Episodi visti: 1/1 --- Voto 10
Pochi anime e manga possono vantare il fatto di avere contribuito alla diffusione a livello planetario dei concetti in esso contenuti, ma Akira è sicuramente uno di questi. Alla fine degli anni Ottanta e ai primi Novanta, questo film di animazione diede la spallata definitiva per l'esplosione della corrente cyberpunk in tutto il mondo (iniziata con Blade Runner), avvicinando molti ad argomenti come la genetica, l'uso della tecnologia nel miglioramento e nella sostituzione di parti del corpo umano e l'etica di una società futura e ipertecnologica.
L'ambientazione di quest'opera (un futuro post-guerra-catastrofe dove la società però non scompare, ma si evolve in maniera sempre più autoritaria e discriminatoria) ha fatto scuola e segnato la strada a decine di serie dei successivi anni. Per intenderci, a mio avviso Akira rappresenta per gli anime di fantascienza quello che i Sex Pistols hanno rappresentato per la musica punk; probabilmente non la migliore band del genere, ma quella che ha saputo imporre uno stile a tutte le altre che sono venute dopo, il tutto registrando un solo album!
Il paragone calza a pennello anche per l'autore, Otomo, che dopo Akira non è più riuscito ad affermarsi con opere di rilievo.

Parlando del film, in realtà esso fu realizzato sulla scia dell'enorme successo del manga, quando questo non era neanche a metà della storia. Infatti le vicende ricalcano il fumetto solo nel primo quarto d'ora per poi prendere una piega simile ma completamente stravolta e compressa, rendendo centrale la figura del bambino Akira e tagliando molti personaggi essenziali nello svilupparsi della trama originale del manga.
Riguardandolo con occhio critico la seconda parte risulta un po' lacunosa e confusa (compreso il finale o i finali se volete), ma questo film a mio parere merita comunque il massimo dei voti, oltre che per i motivi già citati, per un disegno dal tratto originale e per l'animazione/regia all'avanguardia per i tempi in cui fu prodotto. Consiglio vivamente di vederlo ai più giovani - se avete più di 20 anni lo avrete certamente già visto, altrimenti vergognatevi e cercatelo! - e ancora di più consiglio la lettura del manga che per il suo genere, a differenza del film, è un capolavoro quasi inarrivabile.

DarkRyuzaki
DarkRyuzaki

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
Ho appena finito di visionare per la terza volta Akira: sono passati anni dalla mia ultima visione e devo dire che nonostante conoscessi già la storia non mi sono affatto annoiato, anzi tutt'altro, merito delle animazioni e della tecnica sulle quali però preferisco non dilungarmi troppo.

Questo film è un cult della fantascienza, ricordo ancora la scritta sul VHS che affittai, "Akira come Blade Runner", seppure l'opera di Otomo non raggiunga gli apici del film di R.Scott. Resta comunque uno dei capisaldi del genere e mostra molti punti in comune con il filone cyberpunk inaugurato da Gibson e Sterling in letteratura e proseguito da Masamune Shirow nei manga - Ghost in the Shell tanto per citare un titolo paragonabile per spessore ad Akira.
Il film in questione con il cyberpunk condivide il pessimismo di fondo, la visione futuribile di un mondo degradato dove proliferano gli sprawl di metropoli sovraffollate e violente, la generale sfiducia per una classe politica corrotta e i loschi interessi di governi, corporation e militari in una sperimentazione scientifica senza limiti e senza etica dove la linea di demarcazione tra l'umano e il non umano non è più delineata (come attestano i cyborg, i replicanti, o gli esperimenti su capacità psichiche paranormali di cui è vittima Tetsuo in Akira).

Devo ammettere che se la regia è eccellente, lo stesso non si può dire per la sceneggiatura che in alcuni punti sembra tagliare corto e mostra delle lacune, specie per chi, come me, non ha letto il manga. Però vorrei puntualizzare: chi accusa il film di astrusità, di non spiegare bene tutta la trama forse in parte ha ragione, ma vorrei ricordare che il film, seppur prodotto per essere commercializzato in tutto il mondo, è squisitamente orientale proprio in questo punto, cioè nel lasciare nella mente dello spettatore un qualcosa d'irrisolto su cui pensare e ripensare anche dopo la fine del film.
Il dubbio finale (o le possibili interpretazioni multiple) è caratteristico della cultura nipponica intrisa di "Zen" - nello Zen Buddhista si propone agli allievi d'interpretare un "Koan" cioè un paradosso apparentemente irrisolvibile.

Si possono notare questi "finali sospesi" in molti altri anime e film giapponesi, in cui la struttura narrativa non termina necessariamente con una soluzione, con un colpo di scena o un cliffhanger, come nei film occidentali.
In Akira non c'è "un" finale, ma ci sono "i" finali, tanti quanti sono le possibili interpretazioni che ciascuno dà (volgiamo citare Evangelion?). Dopo il risveglio di Akira e la catarsi in cui la catastrofe - questa parola indica l'ultimo verso di una tragedia greca - appare come una liberazione, si apre l'ultimo enigma: "Io sono Tetsuo!".
Cosa vuol dire? Alla terza visione ancora me lo chiedo, ma sono sicuro che prima o poi mi verrà l'illuminazione.


 4
sevenbreads

Episodi visti: 1/1 --- Voto 7
Akira è un capolavoro mancato. Perché mancato? Perché i produttori hanno deciso di tagliare, stringere e comprimere un'ottima creazione in un filmetto di due ore. Si vede fin da subito che c'è tanta carne sul fuoco, ma ho avvertito fin da subito la sensazione che mancasse sempre qualcosa: un retroscena, un antefatto, una spiegazione. Così andandomi a documentare ho constatato che in effetti questo lungometraggio nasce da un manga ben più organizzato e organico.

Tuttavia anziché scegliere di realizzare un anime diviso in più puntate, si è scelto di tagliare trame accessorie, personaggi più o meno secondari e spiattellare in due ore la storia nuda e cruda. Così inevitabilmente, almeno ai miei occhi, il film ha perso gran parte dell'appeal del manga. Per fortuna per me la storia va bene anche così, tuttavia mi rimane sempre il rammarico per un'opera che poteva essere al top ma che, per motivi forse commerciali, ha deciso di accontentarsi.


 1
Actarus

Episodi visti: 1/1 --- Voto 6
Visionando quest'anime sono rimasto un po' interdetto. E guardandolo tutto mi ha veramente deluso, ha una trama raffazzonata, inconcludente.
Dei bambini vengono sottoposti a degli esperimenti (hanno dei poteri extrasensoriali), servono ai militari per i loro scopi.
Lo scenario è tipo alla Blade Runner, in un futuro decadente dove la moralità è veramente scesa ai minimi termini. Sembra decollare la storia, però poi il tutto viene focalizzato solo sulle splendide scene d'azione (ancora oggi Akira tranquillamente rivaleggia con le più recenti produzioni) e la violenza sembra farla da padrone- anche se è un anime di ben 23 anni di vita, secondo me non è adatto a un pubblico giovane sui 10-15 anni. Sembra che le produzioni più recenti abbiano attinto da questo film, cioè per una violenza insistente fine a stessa.

Il chara design è a due facce. Non mi piace il disegno dei personaggi, però le animazioni facciali sono fuori dal comune, ad esempio il movimento degli occhi, della bocca, corrisponde effettivamente allo stato d'animo, una vera rarità. Le musiche sono discrete ma secondo me inferiori a quelle di altri prodotti dell'epoca.
Quindi per me si merita solo la sufficienza.


 5
sylar 46

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
Akira, per tutto quello che ha rappresentato (e continua tutt'ora a rappresentare), per tutto quello che ha comportato e per tutto quello che ha creato, è senz'altro uno dei film d'animazione giapponesi più famosi, conosciuti e apprezzati del settore e come tale va rispettato.
Già, proprio così, basti pensare innanzitutto alla produzione di questo lungometraggio: nel 1988, per trasporre su pellicola l'idea di Katsuhiro Ōtomo - già creatore della controparte cartacea -, furono stanziati la bellezza di un miliardo e oltre di yen, cifra assolutamente fuori portata sia per l'epoca sia per ogni casa di produzione. Per questo ne fu creata una apposita la quale riuniva diverse singole compagnie tra cui Kodansha, Bandai e Tokyo Movie Shinsha per accollarsi quell'enorme spesa. Con un apporto del genere che ha coinvolto più di mille persone per la realizzazione di questo progetto il risultato non poteva essere che sbalorditivo. E così è stato infatti.

Ōtomo ci catapulta in una città, Neo Tokyo (nessun collegamento con Evangelion), appena uscita dalla terza guerra mondiale e che come tale risente ancora delle conseguenze soprattutto sul versante politico-religioso.
Con un governo del tutto passivo alle intemperanze di numerose bande di motociclisti che si affrontano tra loro per determinare il più forte espandendo così il proprio territorio, fra la gente comune comincia a riecheggiare un nome: Akira.
Si dice che Akira sia una specie di “salvatore”, colui che metterà la parola fine a quest'epoca di dolore e sofferenza, alla Kenshiro insomma. Se sia vero nessuno lo sa con certezza.

Tra le varie bande di teppisti motorizzati ce ne viene evidenziata una il cui capo risponde al nome di Kaneda. Egli altri non è che un semplice ragazzo dai sani principi e forse anche per questo, nonostante la sua giovane età, è molto rispettato e ben voluto dal resto della comitiva.
In quest'ultima però vi è un elemento ancora più giovane di Kaneda - infatti è il più piccolo in assoluto -, che, per quanto stimi e rispetti il suo “capo”, prova come un senso di gelosia nei suoi confronti perché vorrebbe avere più considerazione dagli altri. Per questo ambisce a prendere il suo posto quanto prima. Il suo nome è Tetsuo.
Un giorno, a seguito di una delle tante solite dispute fra bande, Testuo rimane coinvolto in un grave incidente con uno strano bambino e il suo corpo in seguito viene rilevato dalle forze dell'ordine che lo trasportano in una misteriosa struttura governativa.
Da questo momento in poi una serie di rivelazioni, abbinate a eventi indescrivibili a parole, formeranno una miscela sensazionale che porterà al finale dove tutto, o forse niente - a seconda dei punti di vista - verrà svelato.

Ancora oggi a più di vent'anni dall'uscita, questo film non risulta passare di moda o come si dice in questi casi: è un classico.
In genere però i cosiddetti “classici” hanno una particolarità: difficilmente sono ben visti dai più giovani. Gran parte delle nuove generazioni infatti tende a scartare a priori, o quasi, tutti quei prodotti datati antecedenti alla loro nascita affibbiando loro la nomea di “vecchio”. Personalmente rabbrividisco al solo pensiero di simili ragionamenti ma purtroppo tant'è. Forse sono io che comincio a invecchiare e mi sento di sottolineare una questione che probabilmente un paio d'anni fa nemmeno consideravo, ma quando mi capita di leggere in giro giudizi su opere che hanno parecchi lustri alle spalle e vengono “attaccate” soprattutto sul profilo tecnico mi viene da ridere.
Troppo semplice fare paragoni con i giorni nostri, con i nuovissimi mezzi tecnologici a disposizione, con nuove tecniche d'animazione sperimentate e collaudate. E' normale che da questo punto di vista oggi sia meglio di ieri ma non per questo bisogna sminuire ciò che è stato.

Fatta questa doverosa considerazione, generale sia chiaro, e tornando al tema centrale del discorso, Akira sotto il profilo della realizzazione grafica ha ancora il suo fascino almeno per chi come il sottoscritto riesce ancora ad apprezzarlo.
Il chara design dei personaggi obiettivamente non è proprio il massimo, ma per il resto c'è solo da inchinarsi: animazioni che si fatica a credere siano così datate, fondali splendidi, disegni minuziosi in ogni minimo particolare, colori intensi, il tutto accompagnato da una colonna sonora che soprattutto nella seconda parte del film sarà un elemento di assoluto spicco. Una meraviglia.

Detto infine che la Dynit ha svolto un lavoro più che valido per la distribuzione italiana (buono è infatti il doppiaggio), invito caldamente quanti più appassionati del genere a non perdersi questo must dell'animazione nipponica nonostante, come detto, sembrerebbe passato ormai di moda. Infondo si sa che prima o poi le mode ritornano sempre, no?

ningen

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ningen

Episodi visti: 1/1 --- Voto 7
Akira, secondo il mio parere è pieno di luci e ombre. Guardando Akira si è effettivamente incuriositi nel cercare di capire lo sviluppo della trama, ma purtroppo questo non è esattamente semplice da capire. Spesso ci si chiede "Ma cosa sta succedendo?", oppure "Perchè è successo questo?", senza che si trovi risposta.
L'ambientazione è veramente bella, la Neo Tokyo è descritta come decadente, in crisi e sull'orlo di una rivoluzione. Il confronto/scontro tra Tetsuo e Kaneda è decisamente riuscito, e rappresenta la parte centrale dell'intera opera. L'animazione è ottima e capiterà spesso di osservare molti elementi in movimento contemporaneamente. Rimane l'amaro in bocca per la poca chiarezza degli eventi narrati, che a mio parere ne riduce la qualità.


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Sonoko

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
M3talD3v!lG3ar, l'autore di una delle 34 recensioni già presenti, ha chiesto: "Come si fa a dare meno di 10 ad Akira?". Mi spiace molto dovere dire che si può eccome, dato che qui dobbiamo giudicare soltanto l'anime e non il manga di Otomo. Infatti purtroppo, anche se nell'anime grazie alla colonna sonora viviamo anche meglio quelle atmosfere tanto particolari, con i teppisti protagonisti che si aggirano per una spettacolare Tokyo post-apocalittica, devo dire che ho trovato la storia piuttosto confusa in alcuni punti, a causa dei tagli che saranno stati apportati immagino per non allungare troppo il brodo. Un vero peccato, perché l'idea di base è ottima e anche i doppiatori erano adattissimi ai rispettivi personaggi.

In ogni caso a parte alcuni interrogativi sul fantomatico Akira, rimasti in sospeso, e il finale, che avrebbe potuto essere gestito meglio, questo film mi è piaciuto e spero che lo replichino presto, dato che è stato assurdamente programmato per il giorno di Natale a ora di pranzo.
Voto finale: 8.


 4
demone dell'oscurità

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
Questo film, secondo me, vuole essere una testimonianza di quanto il genio militare possa essere un brutto carcinoma che s'insidia all'interno dei più recessi bassifondi della società umana. Ovvero persone senza scrupoli e sempre disposte a sacrificare in qualsiasi momento delle innocenti vite umane per raggiungere i loro scopi guerrafondai, volti a crimini di guerra a volte dalla forza devastante.
L'epoca buia che viene descritta in questo film ci fa subito pensare quanto la potenza militare, specie nei suoi gerarchi, sia sempre qualcosa di altamente disgustoso, come è disgustoso il processo di continua e crescente autodistruzione che governa il protagonista Akira - anche se sappiamo che in fondo non è il suo nome.

Quello descritto è un mondo destinato alle potenze militari, visto che le potenze civili non riescono a fermare le onnipresenti orde di bulletti che si aggirano nei quartieri della grande metropoli e, nel momento in cui riescono a realizzare dei progetti di civile e importante valore, tutto viene soffocato nell'odio e nella barbarie più cruda e violenta, lasciando spazio a una remotissima speranza di pace. E la pace doveva giungere da Akira, ma questo è stato invece l'ennesimo tentativo militare fallito miseramente, che ha portato solo enormi danni collaterali. Ma fortunatamente un essere giusto sarà pronto a salvare gli oppressi da questa assurda minaccia.

L'intento dell'autore, a mio parere, è quello di farci capire come le guerre fredde siano più pericolose di quelle in corso, perché tramite le prime le strategie militari segrete ammazzano più uomini di quanto non ne vengano uccisi all'interno di un genocidio di massa, poiché viene versato sangue innocente in nome di un ideale militare segnato dall'odio e dalla violenza ingiustificata per ingordigia di potere. Quindi l'autore ci invita a stare alla larga da questi "esperimenti militari", o comunque a fare in modo che un reale senso pacifista ci governi, in modo da evitare queste follie per il semplice obiettivo di avere una stella in più sulla mostrina della propria divisa militare. Perché la carriera militare va fatta per servire la difesa di un paese, non per decretargli la sua rovina a favore di una decorazione.

Assenzio

 1
Assenzio

Episodi visti: 1/1 --- Voto 6
Recensire Akira significa approcciarsi a un anime mainstream di valore storico decisivo, soprattutto in funzione di una critica quantomeno generosa nel rapportarlo a opere solidissime di cinematografia. La "questione" Akira, se così può essere definita, non nasce quindi in un raffronto con prodotti d'animazione orientali, serie incluse, incapaci di rappresentare in alcun modo un canone qualitativo assoluto; ma nasce piuttosto da arditi, anzi arditissimi critici che, inebriati da mode e luoghi comuni, arrivano a inserire Akira in classifiche onniscienti.

L'aspetto tecnico non m'interessa. E' assolutamente stupido pensare a un disegno disegnato male (male in funzione del linguaggio di cui si fa portatore), si tratta di un'antitesi concettuale e linguistica nata dalla "malacultura" odierna.
L'aspetto più interessante, invece, è quello filologico.

Le trasposizioni non devono necessariamente copiare, in maniera pedissequa, la fonte; seppure, soprattutto nell'animazione, lavori concettualmente coerenti sono stati pesantemente bistrattati (a mio avviso a torto) per avere proposto personali scelte narrative. Akira quindi si accinge a riscrivere, o meglio, a reinterpretare il manga da cui è tratto, stabilendo un taglio su fabula e intreccio. E forse si tratta dell'unico caso dove, in tale processo, viene preferito il filone allegorico e pesantemente non-sense. La genesi di questa scelta appare, secondo me, un azzardo riuscito in modo pessimo.

Verissimo, la cinematografia tra il criptico e il figurato funziona: un linguaggio metaforico per una tesi lineare (Lynch, "Eraserhead"), un linguaggio metaforico per una tesi autobiografica (Fellini, "8 e mezzo"), un linguaggio metaforico per un'assoluta assenza di tesi (Kubrick, "2001 Odissea nello spazio") e così via. Akira invece non rinuncia a nulla, sguazzando a piene mani nell'esoterismo inutile degli anime post apocalittici, non esentadosi dal sermone moraleggiante.

Un mondo marcescente ove vige un pressante bisogno di rinnovamento; l'uomo-dio, nella sua potenzialità (Akira, in soldoni), plasma e muta la realtà, condizionato però da passione e scelte errate: violenza, denaro, guerra e conoscenza. Prevale, in tale meschina carrellata, solo il sentimento, unica àncora indelebile.
La palese semplicità della tesi cozza con un astrusità eccessiva, cioè un bisogno estremamente orientale di rendere complicato ciò che non lo è. Con l'aggravante che, mentre nel manga c'è giustamente un discorso ben più articolato, il non sense dell'anime scade in puro trash commerciale in assenza di fatti ed eventi per argomentare il tutto. Il finale ricalcato e taroccato non è in armonia con l'intera impalcatura, ma frettolosamente chiude la "follia di Tetsuo", folle perché vaga, priva di sostanza. La citazione "Io sono Tetsuo", poi, è inutile e assurda.

Se "The Majestic" era un polpettone di argomenti senza che parlasse di nessuno di quelli tirati in ballo, Akira lo supera a man bassa. Però fa figo, ed è questo che conta.


 6
Franzelion

Episodi visti: 1/1 --- Voto 7
Akira è un film d'animazione giapponese "datato" 1988, ma a livello tecnico (animazioni e disegni) e concettuale davvero non si poteva fare di meglio.
L'anime porta con sé, e lo si capisce fin dalle prime battute, ma si fa più accentuato solo nella seconda parte, una carica di originalità e di freschezza da far paura, paragonabile a quella di altri colossi rivoluzionari quali Neon Genesis Evangelion o Ghost in the Shell.

La trama è incentrata su un esperimento fantascientifico (l'opera è ambientata nel 2019, durante una possibile terza guerra mondiale), a cui ruota attorno tutta la storia e la tematica e il significato che vuole trasmettere l'anime. Non mi metto a spiegare come si evolve la storia altrimenti vi spoilererei mezzo film, essa comunque procede gradino per gradino in maniera costante, ma forse un po' lenta nella fase iniziale.
Come ho già detto poi i disegni e le animazioni sono <i>mostruosi</i>, sia per realismo che per definizione: i combattimenti e le scene d'azione sono il paradiso per gli occhi. Ottimo e perfetto anche il character design che s'immerge magnificamente con il contesto e gli ambienti.
La colonna sonora è particolare, ma allo stesso tempo stupefacente ed efficacissima, in quanto riesce a rendere certe atmosfere uniche e dense di mistero e significato: praticamente un lavoro da oscar.

Solo oggi forse ci si rende conto, con una discreta esperienza di anime alle spalle, s'intende, di quale impatto abbia avuto questo Akira nell'influenzare le future opere d'animazione e fumettistiche giapponesi, ma anche di pensiero, rappresentando quindi uno di quei pochi monumenti che si sono dimostranti rilevanti al fine di generare future opere fantascientifiche e non.
Siamo sicuramente di fronte a un cult a tutti gli effetti, rivolto a una ristrettissima cerchia di pubblico, composta solo dai più pazienti, veterani e aperti mentalmente.

Perchè solo un 7 allora? Perchè sebbene il film, concettualmente parlando, si attesti su ottimi livelli, per quanto riguarda la struttura e lo svolgimento della trama lascia molto a desiderare: ritmo narrativo incostante, a volte non si sa dove voglia andare a parare, sviluppo della trama dapprima lento e stagnante che tutt'a un tratto invece si rivela frenetico, lasciando non poche perplessità e semplificando il tutto, che magari nel manga originale aveva avuto il giusto spazio.
Anche se come intrattenimento può apparire a tratti eccessivamente ostico, Akira rimane comunque un buon film, soprattutto se si considera l'anno di realizzazione.


 4
HaL9000

Episodi visti: 1/1 --- Voto 10
E così, alla fine, dopo aver per tanti anni sentito parlare di questo lungometraggio, mi sono deciso a vederlo.
Da dove si può incominciare? Non è facile scrivere una recensione per un lungometraggio come questo. La cosa che mi ha colpito di più è stato il clima, l'atmosfera che pervade tutto il film, dall'inizio alla fine: la decadenza, una società in disfacimento sul punto di collassare. Una città violenta, sporca e amorale; una catastrofe incombente, lo spettatore lo capisce fin da subito, arriverà prima o poi, violenta, veloce e definitiva. Deve per forza essere così; un mondo siffatto non può (r)esistere.
La responsabilità, come sempre, è degli uomini. Del loro modo di gestire il potere, della loro continua ricerca di armi sempre più potenti e definitive.

Come un mito, come un dio in terra aleggia in tutto il film la figura di Akira; non arma, ma come tale forse usata. Non frutto di esperimenti, ma, in un certo senso, figlio della natura o del caso. Né buona né cattiva in sé, ma malamente gestita, e perciò distruttiva.
Ma non è Akira il protagonista, bensì un gruppo di teppistelli motorizzati, e in particolare uno di loro (Tetsuo), il più debole, il più schernito, il più complessato; sarà lui a ricevere in dono (se così si può dire) un potere enorme. Proprio la persona meno adatta; un grande potere unito a una grande frustrazione e voglia di rivalsa: un cocktail perverso.
In questa città quasi nessuno è innocente: tutti hanno delle responsabilità, e il finale che Otomo riserva al film, in un crescendo Wagneriano, lo fa chiaramente intendere.

In conclusione, un'opera imbevuta di pessimismo nichilista, anche se alla fine (come banalmente capita spesso), il regista sembra lasciar intravedere una piccola luce di speranza, una via d'uscita. Da sottolineare l'ultimissima inquadratura, e l'ultimissima frase pronunciata, che lasciano un grosso e inquietante punto interrogativo.
Dal punto di vista tecnico, sono rimasto sbalordito dalla qualità grafica, in particolare dai fondali. Tenendo conto dell'anno di produzione (1988) l'opera spicca su tutte le altre del periodo, e fa bella figura anche ai tempi attuali. Un po' meno convincente, a mio parere, il chara dei personaggi. Sufficiente il doppiaggio in italiano.


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__Setsuna__

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
Creato con un budget da oltre 10 miliardi di lire nell'anno 1988! Oltre 1300 addetti all'animazione impegnati in 50 studi... sia Steven Spielberg che George Lucas lo hanno definito un Cult Movie. Vedere Akira è il dovere di ogni Otaku, dato che stiamo parlando della colonna portante dell'animazione giapponese, il film che ha aperto la strada a moltissimi titoli in Italia.

La trama scorre molto bene con bellissime scene d'azione, crude e violente, messe in risalto da un'animazione superba; le colonne sonore sono azzeccatissime per un genere post-apocalittico dove regna il caos, in cui le bande di teppisti sfrecciano con le loro moto per le vie delle città dilaniate dalle continue sommosse cittadine e contornate da palazzi semi-distrutti dal precedente conflitto nucleare.
Siamo nel 2019, il protagonista, Tetsuo, durante una lotta tra bande, finisce per scontrarsi con un misterioso bambino dai poteri soprannaturali. Appena le autorità entrano in gioco e portano via entrambi, Caneda, compagno di Tetsuo, inizia una disperata ricerca nel tentativo di sapere cosa è successo al suo amico; si ritroverà catapultato in una serie di inspiegabili eventi al di fuori di ogni sua immaginazione...

I disegni dei personaggi non sono di altissimo livello, ma questa è una caratteristica dei film di Katsuhiro Otomo nei quali vengono privilegiate le animazioni e i fondali eccellenti in tutto e per tutto. La moto di Caneda è qualcosa di straordinariamente fantastico, sia per quanto riguarda il design - e in questo Otomo insegna -, ma anche per gli sponsor famosissimi che ha stampati sulle carene: Canon, Citizen, BMW!! Che dire se non: SUGOI!
La complessità della storia è tale da rendere necessaria più di una visione per apprezzare meglio questo capolavoro, che purtroppo arriva a un finale abbastanza aperto e confusionario; complice anche il fatto che la storia non è finita! Infatti rispetto al manga originale arriva all'incirca al 4°-5° volume dei sei complessivi (parlando dell'ultima edizione italiana). Questa è la causa principale per cui non posso dargli il 10. Per il resto resta un titolo di riferimento, assolutamente da visionare.


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deathmetalsoul

Episodi visti: 1/1 --- Voto 10
Più di venti anni fa Katsuhiro Ōtomo diede vita ad una delle opere che personalmente considero uno di quei capolavori senza eguali. Basta guardare una scena, un frangente o comunque una piccola parte per capire di cosa stia parlando e per dare credito alle mie parole.
Allora, è bene iniziare dicendo che il film in questione non ha una facile chiave di lettura, quindi se volete vedere un'opera facile da capire o "solo" leggera, cambiate subito strada e spostatevi su qualche altro prodotto.
Questo film basato sull'omonimo manga, ma di cui non credo segua fedelmente la trama, va considerato come un mito in quanto ad originalità ma, soprattutto, perché è stato l'opera che ha aperto le porte all'animazione giapponese in Occidente.

La storia (premetto, non facile da spiegare), ambientata dopo un'ipotetica terza guerra mondiale, comincia in maniera abbastanza spavalda e vede protagoniste moto luccicanti, corse spettacolari, belle ragazze ed altro ancora. Beh... questo è nulla in confronto a ciò che vedremo con i nostri occhi da questo momento e per tutta la durata del film. Un mix spaventoso di azione e fantascienza si dirama dinanzi ai nostri occhi senza lasciarci scampo; segreti politici e militari mondiali, progetti fantascientifici che vanno oltre l'immaginazione e molto altro ancora saranno manna per i nostri occhi.
Anche i personaggi sono indimenticabili, hanno una caratterizzazione vista raramente, e sicuramente, quasi mai in quegli anni. A me sembra ancora impossibile infatti che siano stati realmente creati in quel periodo.

Da qui passiamo alla realizzazione tecnica. Beh, che dire, la ritengo magistrale, immensa e forse ancor di più. Basti pensare che il film è costato più di un miliardo di yen, in un periodo in cui la realizzazione di un lungometraggio costava dai 100 ai 200 milioni di yen. Aggiungerei inoltre che per esso sono state impegnate dieci delle maggiori compagnie cinematografiche giapponesi. Credo che non ci sia bisogno da aggiungere altro...

I disegni, le animazioni, la colonna sonora, la sceneggiatura e la direzione, tutto è curato maniacalmente in modo da suscitare emozioni molto forti. Credo che il minimo sia dargli 10, ma nonostante ciò mi sento di consigliare la visione solamente ad un pubblico adulto e maturo, poiché la lettura di quest'opera può risultare difficile e portare a giudizi inappropriati. Comunque chi lo guarderà con consapevolezza non potrà pentirsene. Parola mia!

simona

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simona

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
Akira è, secondo me, una serie in cui vengono messe in luce questioni politiche e religiose con grande efficacia. Dopo la terza guerra mondiale molto potere è nelle mani di militari che cercano di sfruttare bambini con poteri extrasensoriali. Nella serie viene messo in risalto anche il valore dell'altruismo, come ad esempio la figura di Tetsuo che cerca di liberare Akira dalla distruzione e dalla devastazione che ha colpito il mondo. Una storia davvero coinvolgente con quel tocco futuristico che fa venire la voglia di essere visto.


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shuuchan

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
Osannato capolavoro di Katsuhiro Otomo, "Akira" fa sicuramente parte di quella ristretta cerchia di film che restano impressi nella memoria dello spettatore.
Il contesto fantascientifico, con un mondo in lenta ripresa da una devastante "Terza Guerra Mondiale", è sicuramente uno dei punti di forza dell'opera. In ogni scena infatti si respira la presenza di una società "diversa" da quella che conosciamo, eppure realistica e credibile. Tuttavia questo lavoro di contestualizzazione appare quantomeno parziale: non tutto viene spiegato, molti aspetti vengono lasciati in sospeso. Questo crea sicuramente quell'alone di "mistero" intorno all'anime che ha contribuito al suo successo, ma resta da verificare se fosse davvero questa l'intenzione del regista. Ricordiamo che esiste una controparte "cartacea" del film, un manga realizzato dallo stesso Otomo, la cui lettura chiarifica molto dei punti oscuri della trama, rendendola più profonda e comprensibile, ma allo stesso tempo "spoglia" il film di molto del suo fascino.
Dal punto di vista tecnico si devono segnalare soprattutto due cose: le animazioni fluidissime, di un realismo all'epoca quasi impensabile, e la regia di assoluto valore che ha fatto scuola (rimaste nella storia del cinema soprattutto le sequenze di corsa in motocicletta). Meritano una menzione particolare anche alcuni accorgimenti tecnici oggi forse scontati, ma innovativi nel periodo di realizzazione del film, alcuni dei quali sperimentati per la prima volta proprio qui, come le motion light (che simulano l'effetto di residuo visivo sulla retina delle fonti di luce in un ambiente poco illuminato) o alcuni "fondali con parallasse" al posto dei fondali statici.
La colonna sonora si regge su temi ritmici realizzati con percussioni, ed è terribilmente efficace e coinvolgente.
Nonostante tutto questo però ritengo che il film sia stato sopravvalutato: la spettacolarità tecnica e la potenza visiva non devono far dimenticare che si tratta di un anime la cui trama diventa pienamente comprensibile solo dopo un'attenta lettura del relativo manga. E personalmente credo che un vero capolavoro non dovrebbe aver bisogno di un "manuale d'istruzioni" per essere apprezzato.


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Erdemol

Episodi visti: 1/1 --- Voto 10
Di Akira si è detto e scritto davvero di tutto, anche troppo: chi non ci capisce nulla, chi lo idolatra trovandoci improbabili vette filosofiche, chi non ne sopporta le differenze col manga. Il mio parere è che questa sia un'opera evocativa, prepotente, a tratti devastante. Oltre alle animazioni, da 10 e lode(mai si era vista prima tanta qualità in questo frangente, e forse neanche dopo), il pezzo forte è senz'altro il comparto sonoro, la musica e gli effetti sonori. La visione di questa pellicola, oltre ad un'auspicabile assenza di luce, richiederebbe possibilmente anche un impianto stereo di prim'ordine ed un volume adeguato, possibilmente in lingua originale (pessimo il doppiaggio). Che altro aggiungere: sgranate gli occhi, aprite per bene le orecchie e... allacciate le cinture, si parte.

PS: se vi è possibile, procuratevi la colonna sonora.


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ALUCARD80

Episodi visti: 1/1 --- Voto 10
Il primo aggettivo che mi salta alla testa quando si parla di Akira è "monumentale".
Eh si, un anime che ha visto trascorrere oramai circa due decenni, e non ha perso un briciolo della sua verve, proponendo un universo cyberpunk futuristico e apocalittico-drammatico come forse mai nessuno ha fatto e forse farà mai. Ancora oggi le sequenze animate di Akira riescono a sconvolgere, strabiliare, divertire e le si guardano con gli occhi incollati allo schermo, come se il tempo e la tecnologia alla quale attingono i nuovi prodotti di questi giorni non bastassero a offuscare questo vero e proprio masterpiece.
Più che capolavoro però, lo definirei una sorta di pietra miliare spartiacque, un gioiello velatamente ispirato alle tetre visionarie cattedrali di fumoso e opprimente metallo in Blade Runner, e qualche cenno esoterico-cibernetico che rimanda al sempiterno 2001 Odissea nello spazio.

Akira possiede un inizio di trama che col passare del tempo è stato ripreso infinite volte fino a divenire banale: sono passati alcuni anni dalla terza, terrificante guerra mondiale, e il Giappone ha sofferto non poco per riprendersi dal drammatico evento. la città in cui si svolge la vicenda, Neo Tokyo, è caduta nei disordini e nel teppismo come spesso accade in tanti paesi che vengono coinvolti e investiti da una guerra internazionale, e la ricostruzione di tutto il paese è, da poco tempo, cominciata lentamente. in questo tetro e pericoloso clima generale, di bocca in bocca passa una strana notizia, la voce di un qualcosa che porterà al mondo la salvezza e la pace che tanto agogna: questo qualcosa ha il nome di Akira.
Questa Neo Tokyo non è quella di Evangelion, non è così onirica e spaziofuturistica, è molto più cruda, viva, soffocante e architettonicamente incombente, e fra le strade di questo livido mosaico sfrecciano le motociclette di Tetsuo, quello che potrebbe essere definito il protagonista, e la sua banda di amici, scavezzacollo come tanti altri fra bande rivali. Fra i compagni di Tetsuo spicca Kaneda, uno dei suoi migliori amici, che senza volerlo, in una serie di eventi incalzanti e dal ritmo sempre più spinto, si troverà nel mezzo di una vicenda più grande di lui, e con lui i suoi amici, ignari del vero significato che si cela dietro Akira.
Dinamicità che ispira e rimanda a quello di Boccioni e Balla del grande movimento italiano di inizio 1900 per le scene degli inseguimenti in moto, paura e sgomento per la verità che si cela dietro il progetto Akira, inquietanti e raccapriccianti i bambini esp, colonna sonora da brivido agghiacciante, ritmo e luci al neon che non mollano mai lo spettatore e quando lo fanno è perchè viene preparato un colpo di scena, e tanto altro: Ogni amante di anime dovrebbe vedersi Akira, e anche ogni amante del genere cyberpunk. Probabilmente il miglior film d'animazione del genere nella storia.

RyoSaeba

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RyoSaeba

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
Un film che ha ormai 20 anni ma è ancora spettacolare per la tecnica grafica e le scene d'azione. Veramente un pezzo cult. Una storia fantascientifica che prende spunti dai migliori film del genere pur restando originale. Alcuni criticano la trama di difficile comprensione ma si tratta di una caratteristica evidentemente voluta dell'anime per non "banalizzare" il risultato. Decisamente da vedere per tutti gli amanti del genere fanta tecnologico.


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corto maltese

Episodi visti: 1/1 --- Voto 10
Di mia esperienza posso dire che devo la mia passione agli anime grazie alla loro opera massima AKIRA. Sin dall'inizio della storia nulla ti lascia deluso dai colori stupendi, sfondi di una impareggiabile quantità di dettagli, visto per la prima volta in vhs non dava resa di quella che è la più grande opera tratta anche se con qualche diversità dal manga tutti i più grandi registi e scrittori di storie di fantascienza conoscono e sanno cosa significa leggere un manga e guardare un anime come Akira, paragonabile alle più grandi e belle storie di Asimov, l'introspezione e la resa che i personaggi hanno sullo schermo rendono il tutto sicuramente non minore a odissea 2001, chi conosce gli anime e non ha mai visto Akira sarà perduto per sempre nella consapevolezza di aver perso una gran parte della storia degli anime.


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*Lukino*24*

Episodi visti: 1/1 --- Voto 10
2019, Neo-Tokyo è una città post conflitto mondiale, il terzo per l'esattezza, ormai allo sbando, senza un governo stabile in grado di gestirla e lasciata a sé stessa. Il caos regna sovrano facendo da teatro a gruppi di rivoluzionari e fanatici religiosi che predicano per le strade la comparsa di un salvatore; bande di giovani motociclisti che scorrazzano qua e là, in una lotta continua fra gang. Fra le varie bande di giovani motociclisti c’è quella capeggiata da Kaneda, in continua lotta con i rivali Clowns. Compagni di Kaneda, i fedeli Yama, Kei e Tetsuo, il più giovane del gruppo succube del carisma del capo, nonchè amico d'infanzia, e
inconsciamente insofferente per questa situazione.

Le cose cambiano quando Testsuo si imbatte, durante uno scontro con la banda rivale, in uno strano bambino dal viso invecchiato: si tratta di uno degli Esper, persone con poteri psichici frutto di esperimenti governativi, fuggito, grazie ai rivoluzionari, alla cattività in cui l’esercito l’aveva rinchiuso. Quando le forze speciali, condotte da un colonnello, più che determinato, si palesano per recuperare l’Esper, Tetsuo è lì con lui, e viene anch’egli prelevato, rinchiuso e sottoposto a degli esperimenti per risvegliare la sua forza psichica. Qualcosa non va come dovrebbe: Tetsuo acquista incredibili poteri, ma allo stesso tempo perde la testa. Vuole rifarsi di tutta una vita in cui è stato la spalla del capo, conquistando, con la forza, potere e onori. Il suo obiettivo, quindi, è quello di trovare e distruggere Akira, l’unico Esper in possesso di poteri più grandi dei suoi. Kaneda, e la sua banda, dopo aver conosciuto Kay una ragazza che fà parte di un gruppo organizzato che indaga sul progetto "Akira", cercheranno di riportare Testuo alla ragione, che ormai in preda a continue allucinazioni, dilaga in un delirio di onnipotenza paragonandosi quasi ad una divinità.

In un susseguirsi di forti emozioni, magistralmente narrate da Otomo, giungeremo ad un finale apocalittico a prima vista, ma molto profondo e pieno di significato.

Akira è il film d'animazione per eccellenza, perfetto sotto ogni punto di vista! Dieci case di produzione riunite per creare un capolavoro, che ancora oggi rimane tecnicamente ottimo; le colorazioni e le luci di alto impatto, gestite in ottime inquadrature, il tutto arricchito da una splendida colonna sonora.
Il film tratto dall'omonimo manga di Katsuhiro Otomo prende una strada diversa dalla controparte cartacea regalandoci un finale "alternativo" mantenendo inalterato il senso dell'opera.
Sicuramente si deve molto ad Akira perché ha definitivamente spalancato le porte dell'occidente all'animazione giapponese.

Visionario


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Caio

Episodi visti: 2/1 --- Voto 9
Per Hollywood è un film definito da poche voci come fratello minore di un Blade runner, tuttavia la novità è traspondere una ottima sceneggiatura in una animazione filmica con i tratti registici nipponici dell'epoca: un po' teatrali (nel significato di gesti e recitato) e un pò reali (la realtà fantascientifica rappresentata in animazioni e fotografia che tende al reale). Non tanto la storia che è semplice ma il come è narrata stupisce, un montaggio lineare nuovo ed impressionante per l'epoca, dialoghi ricchi e precisi chirurgicamente (vedi l'audio originale), luci esaltate del loro significato in una eccellente fotografia mutuata dal cinema europeo con tratti di Kubrick; Quindi una pellicola per adulti ma dove è necessario rimettere in discussione i canoni di come siamo stati educati a vedere il vero cinema: e quest'opera è cinema.

Lorenzo

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Lorenzo

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
Pietra miliare dell’animazione del Maestro Katsuhiro Otomo che oltre quindici anni fa ha impresso una svolta nella storia degli anime giapponesi, facendo compiere loro una discreta impennata qualitativa e inaugurando in pratica la fase odierna. La qualità e il realismo coinvolgente ed affascinante dei disegni e delle animazioni, così straordinariamente innovativi per l’epoca, fanno di questo film un capolavoro. L’unica pecca, se così la possiamo chiamare, è la trama, non esattamente un prodigio di chiarezza per chi non ha letto prima il manga di cinque anni prima da cui l’opera è tratta. Ma Akira, nonostante ciò, riesce ugualmente godibilissimo pur senza cogliere e comprendere tutti i dettagli narrativi. E’ innanzitutto la visione delle immagini in sé che cattura, a prescindere dal contenuto: una tavolozza sfavillante di colori e forme, che ancora oggi mantiene intatto tutto il suo fascino, pur avendo visto un’infinità di altri esempi che tecnicamente si muovono su questa scia. Per chi come me non ha letto il manga Akira è forse un’opera più da guardare che da vedere. Ma non c’è solo questo.
Ambientato oltre trent’anni dopo il primo conflitto nucleare in una Tokyo classicamente post-atomica, urbanamente e umanamente degradata, certo già vista ma qui sicuramente in veste grafica inedita, è incentrato principalmente sul rapporto fra il protagonista, Tetsuo, e il suo amico più grande Kaneda, che insieme ad altri adolescenti formano una banda di motociclisti che scorrazzano per le strade della città vedendosela con altre pericolose bande di teppisti in scontri all’ultimo sangue, in un mondo violento, spietato e repressivo. Finchè Tetsuo non viene sequestrato dal Potere per essere utilizzato come cavia nel fantascientifico Progetto Akira che mira a potenziare biologicamente la razza umana (che abbia dato i primi input alle idee dei transumanisti?). Sfuggito alle loro grinfie ma ormai in possesso di poteri straordinari, intraprende un viaggio per raggiungere il cuore del Progetto, in preda a visioni dovute alla sua nuova condizione, scontrandosi con orde poliziesche e militari che tentano di fermarlo e con gli amici alla sua disperata ricerca.
Anime abbastanza violento in alcune sequenze, ma dallo splatter contenuto rispetto ad altri, raggiunge secondo me i vertici proprio negli incubi del protagonista e nella sua mostruosa e gigantesca trasformazione verso la fine. Sono noti lo stravolgimento e i tagli operati rispetto alla versione cartacea, togliendo fra l’altro qualche personaggio e ridimensionando il ruolo di qualche altro. Il tutto rimane comunque ai più alti livelli, col merito di riunire nel vasto seguito avuto lettori e soli spettatori. All’epoca passò anche al cinema, e già allora, che non ero ancora amante dell’animazione (pur essendolo già stato alcuni anni prima), pensavo di andare a vederlo, ma rimase per poco, ed ebbe molto più successo fra gli “addetti ai lavori” come noi che non fra il pubblico mainstream. Attualmente ne esistono in dvd due versioni, una integrale e una cut, che non ho visto.

fuckthe system

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fuckthe system

Episodi visti: 1/1 --- Voto 7
Sia chiaro, questo cartone non sò se considerarlo un'opera d arte o un totale fallimento, la storia è allo stesso tempo "pallosa" e accattivante. L'ho visto molti anni fa, all'inizio la storia era lineare, ma ad un certo punto non si capiva più niente, tutto senza schemi e senza linearità. Il finale questo film d animazione mi è piaciuto e mi ha colpito molto, ma per essere apprezzato deve essere visto solo da chi ama le ambientazioni futuristiche caratteristiche del film.

Danteale83

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Danteale83

Episodi visti: 1/1 --- Voto 10
Ambientato a Tokyo nell'anno 2019, Akira è un'immersione totale in una Tokyo cupa e ferita, la cui anima è stata irrimediabilmente danneggiata dalla terza guerra mondiale conclusasi 31 anni prima. Una Tokyo in cui l'odio scorre ovunque, in cui ormai non vi è più una civiltà degna di tale nome, e ogni giorno polizia e civili sono protagonisti di sanguinosi scontri. In una società dove ormai il popolo non può far altro che tentare di sopravvivere nell'attesa che il leggendario Akira porti loro la salvezza, ci viene fornito uno zoom sulla vita di alcuni piccoli teppisti, sulle loro scorribande, e sul nero inferno a cui, inesorabilmente, andranno incontro.
E' triste vedere appassionati di anime osannare prodotti appena sufficienti come Dragonball e bistrattare invece capolavori assoluti come Akira. Ma i gusti sono gusti.
Akira è e rimarrà uno dei capolavori assoluti dell'animazione giapponese anche per questo: la sua capacità di dividere le masse. Da una parte chi proprio non l'ha mandato giù ed è rimasto scioccato e scandalizzato per la crudezza di alcune (molte) scene e per l'orrore subdolo della trama, oppure chi semplicemente l'ha reputato troppo violento e complicato e ha deciso di ripiegare su prodotti meno impegnativi (ho già detto Dragonball, vero?). Dall'altra invece chi l'ha compreso, tollerato e quindi ne è rimasto assolutamente sbalordito ed entusiasta.
Akira è pesante, cattivo, oscuro, malato, spietato. Vuole esserlo, e lo fa capire senza la minima ipocrisia. Insomma, non tutti sono disposti a condividere questo suo atteggiamento, poiché l'essere esplicito è notoriamente un fastidio per il prossimo.
Tecnicamente è soverchiante, ed è bene precisare che questo prodotto risale alla fine degli anni 80, epoca in cui praticamente solo la Disney era in grado di regalare al pubblico animazioni di altissimo livello.
Le musiche che lo accompagnano sono folli e da incubo, ma perfette per il contesto.
Ambienti opprimenti e claustrofobici, perfino lo stadio. Ambienti nei quali non si vorrebbe essere, poiché danno la perfetta sensazione che succederà qualcosa di terribile di lì a poco.
La trama è intricata, poco chiara in alcuni punti e per questo Akira necessita in molti casi almeno di una seconda visione.
La versione italiana, è vero, non regala esattamente un doppiaggio di assoluto livello, ma tutto sommato se la cava piuttosto bene e difficilmente si notano imprecisioni o palesi carenze di qualità in questo senso.
Concludo dicendo che Akira è semplicemente straordinario, e chiunque non se lo sia ancora goduto e vuole assistere a qualcosa di stupefacente, che provveda al più presto alla visione, ma si prepari anche ad essere di mente aperta di fronte a quest'esperienza assolutamente scioccante.
Una delle più incredibili pietre miliari dell'animazione giapponese.
Voto 10!

Mister.Ryo

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Mister.Ryo

Episodi visti: 1/1 --- Voto 10
Probabilmente il film di animazione Giapponese più osannato di tutti i tempi, un capolavoro di altri tempi che però ha aperto la strada al paese del sol levante. Storia complicata, caratterizzazioni ben fatte e un tocco delle migliori tecnologie del tempo fanno di Akira l'ineguagliabile capostipite dell'animazione Giapponese sul grande schermo, un 10 non glielo toglie nessuno. Devo dire però che chi si aspetta un polpettone di guerra, scontri fuoco e azione rimarrà deluso, perchè Akira non è questo, o meglio, non è solo questo.

Dany

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Dany

Episodi visti: 1/1 --- Voto 6
Sia chiaro, Akira mi è piaciuto molto ma per altri motivi (I disegni, i Colori, le animazioni, La mitica moto di Kaneda!! (la voglio!), lo splatter!). Fu per me la novità rispetto ad un lungometraggio Disneyano (sembrava ormai che nessuno potesse rivaleggiare con quest'ultima) che mi porto a seguire l'animazione giapponese fino a farmi scoprire il magnifico "GHOST IN THE SHELL". Per quanto riguarda la trama imvece devo dire che mi è piaciuta la prima metà del cartone (bellissima la sequenza nelle fogne), dopodichè mi è sembrato di vedere un brusco cambio di sceneggiatura, per non parlare del fatto che in alcuni momenti la cosa divenne TROOOPPPO esasgerata, (es: quando Tetsuo volò nello spazio per prendere il controllo del satellite militare... mi sembrò di vedere una scena molto ben animata di Dragonball!!)... la storia andava più o meno così anche nel manga, solo che essendo un fumetto, non so perchè, l'ho trovato un po' (solo un po') più accettabile che nella versione animata. Peccato, occasione mancata per Otomo... Ottimo Staff comunque (raramente si rivedranno animazioni del genere)... Da avere nella collezione comunque, anche se penso non lo si rivedrà più di due volte..

ilaria86

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ilaria86

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
AKIRA non si discute. potrà non piacere la complicatissima trama, il character design non proprio eccelso, ma il suo merito più grande è quello di essere tuttora ineguagliato, nonostante i mezzi tecnici e grafici decisamente più moderni rispetto a 20 anni fa. questo dimostra che per fare un capolavoro non ha tempo. Akira è insuperato e insuperabile per potenza visiva e evocativa, per angoscia, desolazione e disperazione. Il tutto é quasi incomprensibile, d'accordo, ma é ipnotico in una maniera incredibile. Non sto neanche a parlare del manga, una perla.

KenzoTenmaFRNSGL
KenzoTenmaFRNSGL

Episodi visti: 1/1 --- Voto 2
Mi dispiace per gli appassionati di Otomo ma io proprio non lo capisco. Sarà colpa mia che non ho una mente o una sensibilità superiore o a livello tale da capire l'andamento del film, sarà colpa mia che non mi lascio sbalordire dall'animazione cercando di
avere un quadro completo del lavoro. A livello grafico non posso assolutamente che dire bene, le scene d'azione sono impressionanti per l'epoca, come anche la fluidità dei movimenti e la caratterizzazione dei personaggi. Se il mio giudizio dipendesse solo da questo darei anch'io un bel 10. Invece cerco di seguire in tutti i modi le vicende di Tetsuo, Kaneda e compagnia bella ma trovo tutta la storia alquanto sconclusionata.
La storia non va avanti per cinque minuti senza un ammazzamento, un inseguimento, la distruzione di qualcosa, la manifestazione di qualche potere paranormale (sigh!), tutte cose che possono bastare a riempire lo stomaco e l'immaginazione di un quindicenne complessato ma non persone un tantino più grandi (scafate, per usare un eufemismo). In conclusione consiglio comunque a tutti di guardare almeno una volta Akira, se non altro per farsi un'idea dei livelli di animazione di una volta. Animazione:10 Trama:1

Seb

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Seb

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
Parlare di "Akira" non è mai semplice, adesso.
Per me, che lo vidi al cinema al momento della sua apparizione nel lontano 1991, lo è ancor meno.
Nulla da rdire sulla realizzazione tecnica, che rimane tuttora da "mascella spezzata". O sulle musiche, angoscianti e tese a creare un climax pressochè perfetto.
Solo che, forse, non gradisco troppo quella fantascienza cervellotica (leggasi "Ghost in the shell" o "Lain") tipicamente nipponica, preferendo magari scialarmi un ingenuo, ma appassionante, Robottone.
Il fatto è che, nel 1991, complice una traduzione a dir poco deplorevole, un audio pessimo (tra l'altro, comprai anche la videocassetta originale l'audio della quale, nell'ultimo quarto d'ora, rendeva del tutto incomprensibili i dialoghi!) e tagli scellerati che facevano sì che della storia non si capisse assolutamente un fico secco non contribuirono certo ad una grande diffusione del prodoto - in sè eccelelnte - e producessero un vero suicidio di coloro i quali, assai coraggiosamente, ebbero l'ardire di presentare un simile film nel 1991...e in Italia!
Poi, ho acquistato il DVD integrale e, finalmente, un pò di giustizia è stata fatta.
NEL BENE COME NEL MALE, VEDERE E POSSEDERE "AKIRA" E' UN DOVERE MORALE PER QUALUNQUE SERIO APPASSIONATO DI ANIMAZIONE, GIAPPONESE O MENO.

odracir78

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odracir78

Episodi visti: 1/1 --- Voto 10
Questa e' animazione giapponese al massimo. Violenza, azione senza pause, un montaggio sfrenetico, musiche incalzanti. Tutto e' perfetto in questo anime. La storia e' abbastanza complessa, ma devo dire che questo non disturba neanche un po'. Quando vidi Akira per la prima volta ero competamente stupito. Finalmente un anime come si deve. Perche` il mondo dell`animazione nipponica molto spesso delude le aspettative, ma in questo caso ero competamente soddisfatto. Un classico che non ha paragone. Da non perdere.

folgore

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folgore

Episodi visti: 1/1 --- Voto 10
Niente da dire su questo capolavoro dell'animazione giapponese, non gradirlo fa solo pensare al gusto di chi guarda, sicuramente l'opera è indiscutibile. Descrizione di un mondo vicino al totale collasso, ove tutte le forme di potere hanno preso forme all'eccesso e l'unica speranza di cambiamento è affidata all'unica potenza più forte temuta e tenuta sotto controllo, quella di un bambino. Otomo, come si può notare anche da altre sue opere, mette al centro del racconto la gioventù, quale elemento forte capace di creare un nuovo mondo ormai marcio. Giovinezza sempre contrastata da una rappresentazione dell'adulto grottesca, ove ogniuno riesce a vedere solo i propri interessi, ciechi dell'effetto che questo comporta, una probabile morte. Società quale prima responsabile della creazione di storie di vita e di rancore quali quelli porteti da tetsuo. Accanto la giovinezza, l'amore e l'amicizia sono gli unici elementi che riescono a tenere qualcosa unito anche lì, dove la società è ormai crollata su se stessa. Opera senza pecche, se non nelle lenti di chi lo guarda.
Apr. Otomo ha realizzato il cartone a metà della realizzazione del manga. Non ha deciso di mettere una storia a metà, semplicemente la metà mancante a suo tempo ancora non esisteva, ma comunque il film non presenta mancanze neanche di trama, va più che bebe così.

Alastor

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Alastor

Episodi visti: 1/1 --- Voto 10
Come si fa a non fare una distinzione tra la fantascienza più recente e quella passta di fronte ad Akira? Un capolavoro assoluto, sia per la realizzazione grafica che per la trama semplicemente geniale. E' da Akira che è nata la fantascienza moderna e questo è innegabile... Purtroppo restringere una tramma articolata come quella di Akira in un film solo non può rendere l'idea della bellezza del fumetto se non in maniera ridotta e forse distorta ma lo consiglio caldamente a chiunque si avvicini alla fantascienza manga.

travellerKino

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travellerKino

Episodi visti: 1/1 --- Voto 10
Anno 2019 sono passati 31 anni dalla terza guerra mondiale, con grande sforzo la città di Tokyo è riuscita a risollevarsi dalla catastrofe anche se le ferite causate dall'olocausto nucleare ancora non si sono rimarginate.
La società è ormai giunta al collasso e i continui scontri tra forze dell'ordine e gruppi di rivoltosi non fanno che esasperare questa lenta agonia.L'unica speranza rimasta agli abitanti di NeoTokyo (così è stata ribattezzata la città dopo la ricostruzione) è Akira, misteriosa entità che alcuni considerano il nuovo Salvatore ma dietro cui si cela in realtà il volto dell'Armageddon.

Katsuhiro Otomo attraverso una sceneggiatura impeccabile e meticolosa, capace di reinventare il genere cyber-punk senza alterarne i capisaldi, riscrive il significato del concetto di dinamismo.Le sequenze iniziali quasi rallentate dalle scie luminose delle motociclette si trasformano in una progressione la cui velocità aumenta a livello esponenziale fino a raggiungere l'implosione e il flusso di energia pura del finale.
Anche se ancora legato al tema della fusione tra uomo e macchina, piuttosto ricorrente negli anni 70, Akira riesce ad intuire e ad incarnare quel forte senso di imminente cambiamento che alla fine degli anni 80 quasi si respirava nell'aria e che nel decennio successivo prenderà il nome di World Wide Web (emblematica a questo proposito la scena in cui dal braccio di Tetsuo fuoriesce una massa informe di cavi e materia organica).
Fondamentale la colonna sonora della Geinoh Yamashirogumi, attraverso sonorità prive di "contaminazioni occidentali" riproduce alla perfezione il pulsare dell'Ameba e sottolinea in maniera efficace la maestosità dell'apparizione di Akira.
Otomo cura con maniacale perfezionismo ogni singolo aspetto del film seguendo in prima persona lo staff, dalla direzione del doppiaggio al character design, dimostrandosi precursore e anticonformista e riuscendo a gestire una delle più colossali produzioni della cinematografia nipponica.Basti pensare che nell'AKIRA Committee furono coinvolte dieci delle più grandi compagnie del settore, 5000 artisti e 50 studi di animazione per un budget totale di 1 miliardo di yen.
Spettacolare realizzazione delle animazioni in grado non solo di ricreare le claustrofobiche architetture di NeoTokyo presenti nel manga ma anche di sperimentare nuove tecniche, soprattutto grazie all'impegno del direttore della fotografia Katsuji Misava e dei tecnici della Asahi Production.
Nonostante il passaggio nelle sale cinematografiche l'edizione italiana di Akira non riesce ad essere all'altezza della versione originale.L'omissione dalla traccia audio italiana di alcuni effetti sonori vanifica gli sforzi di Keishi Urata (tecnico del suono) nel sottolineare l'atmosfera fantascientifica.Gravemente compromesso da uno scellerato adattamento il doppiaggio si regge unicamente sull'esperienza di alcuni dei componenti del cast.Massimo Rossi (Kaneda), Antonella Baldini (Kei), Fabrizio Pucci (Roy), Paolo Buglioni (Colonnello) e Valerio Ruggeri (Professore) portano la qualità della recitazione ad un livello insolitamente alto per un prodotto di animazione.Alessandro Quarta (Tetsuo) pur avvicinandosi molto al suo personaggio non riesce ad esprimere in maniera abbastanza convincente l'irruenza psicotica di Nozomu Sasaki.
Assolutamente fuori luogo i bambini esper.

Charcharodon

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Charcharodon

Episodi visti: 1/1 --- Voto 10
AKIRA non si discute, AKIRA si guarda, e si gode. Non è aderente al manga, ha una storia intricata, ci sono scene incomprensibili, non tutto torna? Non ha importanza! AKIRA non è fatto per essere compreso. AKIRA è pura forza dell'immagine, è l'animazione spinta, tramite una sorprendente confezione iperrealistica, sino ai limiti di un surrealismo visionario. AKIRA è distruzione, è esplosione di potenza, è luce accecante e tenebra che tutto inghiotte. AKIRA è tutto e nulla. L'anime più importante degli anni Ottanta, uno dei maggiori di sempre, una pietra miliare del cinema (pari al 2001 di Kubrick), un enigma irrinunciabile e ineludibile nella produzione dell'immaginario umano, una concrezione sublime di quel sinolo tra materia & energia che costituisce l'universo, fisico e metafisico.
AKIRA è. Guardatelo. E allora anche voi...

Nemodark

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Nemodark

Episodi visti: 1/1 --- Voto 10
Indescrivibili le senzazioni che mi a lasciato questo anime... Un capolavoro dell' Animazione, conoscito in tutto il mondo (proiettato anche in Italia), realizzato dal maestro Katsuhiro Otomo, l'opera e la più costosa dell'epoca ed utilizza per la prima volta nell' animazione la computer grafica. Un vero Cult Movie cosi' giudicato da Lucas e Spielberg, il primo anime che parla del progetto di evoluzione dell'uomo.
Trama: anno 2019 nel il mondo si riprende dalla terza guerra mondiale, nella citta di Tokio il degrado e la corruzione dilagano, scontri tra manifestanti e polizia diventano all' ordine del giorno, si teme una rivoluzione, una nuova religione nasce nella speranza dell' arrivo del nuovo salvatore... intanto nella vecchia citta' gang rivali si affrontano in scontri violenta, ma durante uno di questi scontri... La storia vi assicuro è bellissma e le animazioni spettacolari, le musiche incantevoli e possenti enfatizzano i vari momenti della storia, l'audio è ottimo, consiglio di guardarlo con il Dolby Digital... Se ancora no lo avete visto vi consiglio vivamente di farlo... Imperdibile

Zooropa

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Zooropa

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
Se dovessi dare un voto da 0 a 10 alla realizzazione tecnica di questo classico probabilmente dovrei dargli 150... a quasi 20 anni dalla sua uscita è tutt'ora eccelso. Il problema sta nel fatto che Otomo ha voluto creare un qualcosa che fosse fedele al manga nelle atmosfere ma diverso nella storia...
Il primo obiettivo è stato raggiunto... il secondo pure ma a caro prezzo. La trama di questo film (se si conosce il manga) è ben lontana dall'organicità e dalla complessità che i fan del manga si aspettavano. In certe parti risulta appena abbozzata (insomma dov'è l''Akira' del titolo)?!?!
Ad ogni modo questo film ha fatto comunque epoca. E'stato importante per gli anni '80 quanto Evangelion lo è stato per i '90. E'stato inoltre uno dei pochissimi lungometraggi di animazione nipponica a giungere nelle sale cinematografiche italiane. Va visto anche solo per il suo valore storico oltre che tecnico.