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alessiox1

Episodi visti: 63/63 --- Voto 8,5
"My Hero Academia" racconta la storia di un ragazzo, che vive in un mondo dove tutti hanno i superpoteri tranne una piccola minoranza, di cui lui fa parte.
Le persone che hanno questi poteri possono diventare degli heroes, che possono svolgere missioni di salvataggio oppure combattere i super-cattivi, ovvero persone dotate di poteri ma che li usano per scopi malvagi e ovviamente senza autorizzazione, oltre che usare i poteri per poter lavorare.
Il protagonista vorrebbe diventare un heroes per salvare le persone e sconfiggere i supercattivi (detti anche villain), come il suo idolo, ovvero All Might, l'eroe numero 1.
Un giorno il nostro Izuku Midoriya aggredito da un Villain viene salvato dal suo idolo All Might, il protagonista mentre All Might sta volando via si attacca alla sua gamba, e atterrando su un tetto scopre il suo segreto: ovvero All Might essendo stato ferito 5 anni prima non può mantenere la sua forma muscolosa che per un tempo limitato, nella sua vera forma è una persona molto magra, e più il tempo passa e più il suo potere diminuisce.
All Might dice che anche il protagonista può diventare un eroe, il suo potere si chiama One for All è un potere che si tramanda e che quindi anche il nostro protagonista lo può ereditare, ma allo stato attuale il suo fisico non è in grado di prenderlo, quindi prima si dovrà addestrare e rinforzare prima di poterlo ricevere.
Alla fine il nostro protagonista riesce a riceverlo, ma ancora non sa controllarlo molto bene, e rischia sempre di distruggere il suo fisico, ma alla fine grazie anche all'aiuto di una ragazza riesce a entrare alla più prestigiosa scuola per eroi del Giappone.

"My Hero Academia" è un battle shonen, seppure abbia molti elementi comuni ad altre opere similari, presenta anche alcune peculiarità che lo differenziano, il protagonista ottiene un potere che all'inizio non aveva, che già dal principio sarebbe in grado di renderlo fortissimo, ma che gli distruggere il corpo, e solo l'allenamento e crescere fisicamente (é solo un ragazzo adesso) gli permetterà di poterlo controllare al 100%. Il potere che si ritrova è un potere che viene tramandato di generazione in generazione, il suo mentore (All Might), nonostante sia l'eroe numero 1, é sulla via del tramonto, anche se pochi sanno il suo segreto.

Per quanto riguarda il comparto tecnico esso è ottimo, le animazioni sono estremamente curate, in alcune scene si raggiungono apici molto elevati, le musiche sono di ottima fattura e splendidamente curate.
La caratterizzazione dei personaggi è estremamente positiva, quasi tutti i personaggi, da quelli principali a quelli secondari, sono ben fatti, e quasi nulla è lasciato al caso.
In quest'opera i combattimenti hanno un ruolo molto importante (è pur sempre un battle shonen), ma a differenza di altre serie ogni combattimento cambia radicalmente gli equilibri del mondo, e dei vari personaggi, la bellezza dei combattimenti è anche questa nell'opera.

In conclusione se volete un ottimo battle shonen nuovo, con elementi di novità rispetto ai pilastri del genere, questa è l'opera che fa per voi.


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Branf

Episodi visti: 63/63 --- Voto 8
L'anime inizia proponendoci la storia di un giovane ragazzo senza "superpoteri" che ambisce a diventare eroe in un mondo di persone che invece li hanno.

Per quanto riguarda il comparto tecnico, i disegni sono riusciti a trasmettermi forti emozioni anche se lo stile è poco serioso, azzeccata la colonna sonora che è riuscita a rendere quasi perfette alcune scene che senza di essa sarebbero state poco interessanti. La regia nel complesso risulta molto buona anche se avrei adottato delle soluzioni diverse in alcune scene.

Parlando dei personaggi, ho trovato quasi banale il personaggio di Midoriya nelle primissime puntate, nel corso delle stagioni è cambiato molto conservando però le sue ideologie, questo ha contribuito a farmelo apprezzare sempre di più.
Il personaggio che ho meno apprezzato è stato quello di Katsuki Bakugo: anche se è uno dei più coerenti ho trovato logorante il suo continuo stato di collera.
Nel complesso i personaggi sono ben caratterizzati e non sono contraddittori.
I cattivi sono ottimi e hanno personalità ben delineate.

La prima stagione è stata ovviamente molto importante per la buona riuscita dell'opera anche se è quella che ho meno apprezzato; secondo me, il "livello" di questo anime, cresce esponenzialmente fino alla metà della seconda stagione per poi assestarsi e avere una crescita regolare fino alla fine della terza.
Il finale della terza non è sorprendente anche se ci vengono presentati nuovi personaggi molto interessanti.

Per concludere, questo shōnen mi è piaciuto molto anche se non è "l'anime perfetto". Il messaggio è molto bello a mio parere: se qualcosa la si desidera con fermezza, e si fa tutto per ottenerla, prima o poi la si ottiene.


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Rin-kun

Episodi visti: 37/63 --- Voto 8
L'anime parla di un mondo nella quale i superpoteri sono ormai diventati comuni grazie alla grande evoluzione dell'uomo. Midoriya è uno dei pochi ragazzi al mondo a non avere alcun potere, anche se fin dalla tenera età desiderava diventare un supereroe. Il povero Midoriya per colpa di questo viene bullizzato e maltrattato dai compagni, ma, in un giorno fortunato per il ragazzo, incontra il suo idolo che, dopo una giornata più che pazzesca, gli propone di assumere il suo potere. Ovviamente Midoriya, o Deku, accetta e dopo essersi allenato molto riesce a riceverlo. Dopo tutto questo, decide di andare alla scuola liceale dei supereroi, da qua inizia una lunga storia che nel manga non è ancora finita.

Fino ad oggi l'anime graficamente è molto buono, non uno dei migliori ovviamente, e si avvicina alcune volte spesso ai disegni del manga. Le musiche di sottofondo sono molto godibili e le op sono veramente ben fatte e strutturate, con vari collegamenti all'anime e significati molto belli, però non troppo profondi. La storia invece è, secondo l'opinione di molti, poco originale poiché segue troppo le linee guida, per così dire, degli anime d'azione o shonen, però rimane sempre un ottimo anime da vedere.

Sguaida

Episodi visti: 38/63 --- Voto 4
Francamente non mi capacito del consenso ottenuto da "BNHA". Sarà che alla mia veneranda età questo genere di prodotto appassiona decisamente meno che durante l'adolescenza, ma davvero trovo la serie di una mediocrità unica. Anzi no, non unica, visto che di unico "BNHA" ha davvero poco.

Il protagonista è il solito esserino sfortunato che imperversa in tutti gli anime d'azione: oltre a non spiccare nell'insieme dei suoi coetanei, per rigirare il coltello nella piaga è anche ben al di sotto della media, non possedendo alcun genere di peculiarità tra il paranormale ed il metafisico. Per non farsi mancare niente è pure impacciato, imbranato, bistrattato dall'unico essere con cui è solito accompagnarsi, forse anche un po' un allocco lento di comprendonio; però ha un cuore d'oro, eh, bravo, intelligente, studioso e generoso. Sembra di sentire il proprio genitore che ci descrive ad un amico: "Sì, dai, magari non è il migliore al mondo, ma cavolo com'è bravo e devoto".

L'incipit della trama è comune a tutti gli altri prodotti del genere: il povero esserino sfortunato, da sempre sotto la media, insignificante ed insulso, d'un tratto trova il modo di evidenziarsi, di farsi notare, di distinguersi. Magia delle magie, wow, che colpo di scena inaspettato, questo.
Lui lavora duro, lui si ammazza di fatica, lui sgobba e suda e si sbatte e bestemmia dallo sforzo. Originalità delle originalità, mai visto un protagonista che si fa il mazzo, guarda un po'. E magia delle magie, il suo travaglio fisico ed interiore viene premiato dalla benedizione celeste, che gli permette grazie ad un qualche sotterfugio di cui nessunissimissimo era al corrente di rimettersi in pari con i propri coetanei ed impadronirsi di un famoso e noto potere speciale. Non più quindi l'ultimo degli ultimi, il bischero che nessuno calcola, la pezza da piedi su cui tutti ci puliamo le scarpe lorde di fango dopo il temporale, ma un ragazzo normale che, fortunato caso, ha dalla sua l'etica del lavoro e gli attributi necessari per sfondare a dispetto degli altri, nati con tutti i vantaggi e che quindi non sanno tirarsi fuori dalle difficoltà con le proprie mani.
Il resto della trama riesce anche a non omologarsi troppo ad altri prodotti, ma va detto che molto è merito del format particolare della serie: di anime coi supereroi non è che se ne siano visti poi tanti, anzi, quindi tutto è più facile e tutto è di guadagnato.

La psicologia che muove i personaggi, ed il protagonista nello specifico, è spiccia e trita. "Vedi, caro spettatore? Se ti sbatti come me, se lavori sodo come me, puoi riuscire a coronare i tuoi sogni. Certo avere un capello di supereroe nello stomaco aiuta, non lo nego, ma è un aspetto collaterale dell'esserti sbattuto peggio di un tappeto con il batti-panni. Se lavori come me, come me riuscirai ad avere successo". Davvero: se invece di "capello di supereroe" utilizzassi termini come "volpe a nove code" o "frutto Gom-Gom" o "essere un Sayan di un altro pianeta" avrei descritto "Naruto", "One Piece" e "Dragon Ball" senza neanche sforzarmi troppo di cambiare termini e parole sparse. Gli altri personaggi sono analogamente triti: l'amico d'infanzia-barra-nemico giurato pieno d'orgoglio, la bella e svampita, il secchione, la frigida, la macchietta di statura minuscola che sembra più un peluche.

Tiriamo le somme. Le vicende saranno pure piacevoli, opening e closing saranno pure interessanti e "calde", il format sui supereroi sarà pure nuovo, ma il succo della faccenda è monotono, già visto, non esaltante. Personalmente fatico a concedergli la sufficienza, perchè allo stesso modo fatico a non considerare questo suo essere analogo ed omologo un grandissimo punto di demerito. I più ameranno questo o quell'elemento, vivendo di shipping tra i personaggi e sbavando sulle sigle; io, che essendo un individuo solo non posso costituire la maggioranza, trovo il tutto di una stucchevole banalità


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Scarlett7

Episodi visti: 13/63 --- Voto 10
<b>Attenzione: la seguente recensione contiene spoiler</b>

Ho concluso la serie da due settimane, ma, essendo un bel po' indecisa sul voto da dare, ho indugiato... O almeno fino ad oggi...!
La storia si concentra sul personaggio di Midoriya Izuku, un ragazzo che vive in un mondo popolato da eroi, persone che, per ora senza un motivo apparente, manifestano un potere. Tuttavia, il povero Midoriya è uno dei pochi ad essere nato senza poteri per una mancata mutazione del quinto dito del piede.
Quindi, lui, povero cucciolo, è l'unico a non possedere un potere, nonostante il fatto che sia tanto affascinato dal mondo degli eroi e da uno di loro in particolare: All Might.
Midoriya adora letteralmente All Might, è il miglior eroe esistente sulla faccia della Terra (e anche per me è così). Un giorno, quando si trova in difficoltà, viene salvato dal suo supereroe, che gli rivela una realtà piuttosto scomoda: dopo tre ore dalla trasformazione, infatti, All Might riprende le sue sembianze reali, ovvero quelle di un ragazzo mingherlino e poco appariscente, spiegando al giovane Midoriya (Midoriya shounen) che, in seguito ad un incidente di circa cinque anni fa, il suo tempo di trasformazione si è drasticamente ridotto a tre ore.
All'inizio Midoriya è un po' scioccato e anche deluso, visto che All Might gli dice di abbandonare il sogno di diventare un eroe, ma quando il suo amico d'infanzia, l'antipaticissimo Bakugou viene attaccato dal mostro che in precedenza aveva colpito anche Midoriya, quest'ultimo non riesce a trattenersi e corre a salvarlo. Per fortuna interviene All Might che, con quel briciolo di forza rimasta, salva entrambi da quel mostro, "grimer".
Solo dopo questa vicenda, All Might rivela il suo più profondo segreto al giovane Midoriya: in verità, anche lui all'inizio era un umano privo di poteri; infatti, il potere che ha gli è stato donato da "non-si-sa-ancora-chi" e il suo nome è "One For All", perciò il suo desiderio è quello di trasmetterlo a qualcun altro che possa usarlo a dovere, perciò vuole donarlo a Midoriya, facendolo diventare un eroe. Quindi, "Anche tu puoi diventare un eroe" è quello che gli dice, una frase davvero toccante e bellissima, considerando tutta la sofferenza del ragazzo, che non è stato nemmeno rasserenato dalla madre quando ha scoperto la cruda e triste verità.
A questa rivelazione segue un allenamento di tre mesi, durato una sola puntata, in cui Midoriya si allena per migliorare le sue capacità fisiche ed entrare nell'accademia degli eroi, la Yuuhei!
Durante la prima prova, quella che permette di definire appunto le capacità fisiche dei ragazzi, oltre a Bakugou, incontra altri ragazzi, tra cui Iida e Uraraka, che diventeranno i suoi migliori amici. La seconda prova scritta viene svolta tranquillamente da Midoriya rispetto alla prima, dove totalizza zero punti colpendo l'evil big robot con il Detroit Smash e salvando la povera Uraraka sommersa da alcune macerie. Questo gesto di eroismo del giovane Midoriya convince la commissione ad ammetterlo alla Yuuhei, con tanto di sorrisetto di All Might. Tuttavia, il corpo del giovane Midoriya non riesce a reggere quella gran quantità di potere e, per questo, la parte del corpo utilizzata per colpire (pugno con tutto il braccio, piedi e gambe per lo slancio, punta del dito) sono messe fuori uso quando utilizza il One For All (ottenuto mangiando un capello di All Might... Che schifo!).
Da questo momento entra in contatto con altre persone, come Tsuyu e Mineta, con cui instaurerà un bel rapporto verso la fine della serie, ed affronta sfide difficili col sensei Aizawa, che lo mette alla prova per poi rendersi conto che Midoriya ha delle qualità del tutto rispettabili.
In un episodio molto bello (un po' come tutti gli episodi della serie), riesce a sconfiggere, insieme a Uraraka, l'accoppiata Bakugou/Iida... Questa puntata è stata importantissima poiché, grazie a questa prova, Bakugou si è reso conto che deve migliorare ancora la sua tecnica, che non è il migliore di tutti e che i suoi compagni di classe sono altrettanto forti.
Una delle sfide più dure che hanno dovuto però affrontare è stato lo scontro finale con la banda dei Super Cattivi che attacca Midoriya &amp; Co. all'USJ... Devo dire che la scena di Midoriya che cerca di salvare Tsuyu da quei due cattivoni, poi Tsuyu che vuole aiutarlo contro quella specie di lucertolone di Noumu e contemporaneamente Shigaraki Tomura, il tizio con trentamila mani in faccia e su tutto il corpo, che cerca di uccidere Tsuyu, è stata proprio snervante... Avevo davvero paura! La tensione era palpabile e poi arriva lui... Il mitico All Might!
Qui, All Might riesce a combattere contro Noumu, sconfiggendolo (facendolo volare mooolto lontano), anche se il tempo rimasto per la trasformazione era davvero misero e stava per ritrasformarsi... Per fortuna è stato coperto dal suo collega supereroe Cementos prima che Kirishima accorresse ad aiutare Midoriya!
Però la banda dei Super Cattivi tornerà sicuramente, poiché sono rimaste diverse cose in sospeso e si deve capire chi sia a capo di tutto questo... E, quando arriverà quel giorno, spero siano tutti pronti! Non voglio piangere, ho già fatto durante tutti gli episodi dedicati allo scontro finale!
Intanto, da questa battaglia, Aizawa sensei, Tredici, All Might e Midoriya ne escono letteralmente distrutti, anche se Aizawa è quello che se l'è cavata peggio! Per essere un finale di prima stagione l'ho trovato praticamente ottimo! Quindi per me la trama e la storia sono davvero il top!
I personaggi molto variegati, con poteri molto diversi e personalità abbastanza complesse che mi hanno davvero intrigata. Sono curiosa di conoscere la storia di tutti loro! Midoriya è un protagonista magnifico, davvero tanta dolcezza per lui... Invece Bakugou mi snerva, anche se la mia antipatia nei suoi confronti è scemata di puntata in puntata. Adesso è solo leggermente fastidioso. Non batterà mai l'odio che provo per Momo Yaoyorozu!
All Might e Aizawa, o meglio Erased Head, sono anche loro i migliori, è pura adorazione per loro! Promossi tutti, nessuno escluso, persino i villain!
Il disegno è fatto molto bene, mi è piaciuto molto, non ho nulla da ridire.
La opening e la ending sono stupende, la mia preferita resta la opening, ma sono dettagli! Le soundtrack sono davvero spettacolari, sono riuscite a creare un'atmosfera perfetta per quest'anime!

Quindi: trama ottima, storia ottima, personaggi davvero ben caratterizzati, disegni buoni, opening, ending e soundtrack spettacolari. C'è un solo voto che si può assegnare.

Eversor

Episodi visti: 13/63 --- Voto 8
Sono giunto preparato a quest’opera, avendo già letto il manga. Eppure, proprio di fronte a questa considerazione, sono stato ancora più curioso di vedere in che modo siano riusciti ad animare una serie dalle grandissime potenzialità. “Boku no Hero Academia” è, tutto sommato, una storia semplice, che unisce lo stile giapponese a quello dei fumetti americani. Una vicenda che si forma proprio su questa convivenza e rimarrà vivida per tutti e tredici gli episodi.
Anime classificabile come d’azione/scolastico, dove i supereroi sono all'ordine del giorno e costituiscono l’essenza stessa della società. E cosa accadrebbe se, di colpo, spuntassero fuori una miriade di Superman o Wolverine? Ecco a voi un possibile scenario…

Izuku Midoriya vuole diventare un supereroe, è il suo sogno fin da bambino e, a dispetto di quel che sembra, potrebbe anche diventare realtà in poco tempo. Il mondo in cui vive, infatti, ha subito una strana mutazione e, tutto d’un tratto, hanno incominciato a nascere bambini con superpoteri. All’inizio era strano, ma con il passare del tempo, l’intera popolazione globale ha acquisito queste abilità, diventato così piuttosto ordinarie.
E allora perché non sognare? Midoriya ci crede e ci spera con tutto il cuore, ma la realtà è piuttosto crudele con lui. Infatti, a dispetto delle aspettative, il nostro giovane eroe non svilupperà alcun superpotere. Un’eccezione, insomma, qualcosa di paradossalmente raro che, però, segnerà per sempre la vita del ragazzo.
Arrendersi? Giammai! Fino alla fine c’è la possibilità di rendere reali i propri progetti, anche se la strada è piena di ostacoli e i compagni di classe lo prendono in giro periodicamente. Midoriya continua a sognare e, un giorno, questo suo sogno potrebbe diventare realtà.
Incontra dal vivo All Might, il più grande supereroe di tutti i tempi, e, dopo una serie di sfortunati eventi, questo gli sussurra una cosa sorprendente: può donargli il suo stesso potere.

Ed ecco allora che incominciano le disavventure di Midoriya, tra stranezze e ordinarietà. Una storia alquanto bislacca, che unisce il gusto americano dei superpoteri alla classica commedia scolastica giapponese. Un anime che fonde insieme due generi, ma che, allo stesso tempo, riesce comunque a creare qualcosa di originale.
Durante le varie puntate, incontreremo moltissimi personaggi e, anche se non tutti avranno la giusta caratterizzazione, riusciranno comunque a ritagliarsi un piccolo spazio. In fin dei conti, è sempre difficile descrivere appieno la psicologia di ogni personaggio, qualcuno dovrà rimanere per forza in secondo piano. Tuttavia, per quanto riguarda quelli principali, vediamo subito come si possono individuare alcuni tratti specifici e originali (in primis Midoriya).
Per quanto riguarda la trama, è da sottolineare la sua apparente semplicità. Ciò è vero, ma fa parte dello stile stesso dell’anime. Dividere il mondo in “superbuoni” e “supercattivi” è un po’ il classico stereotipo dei fumetti americani. “Boku no Hero Academia” mantiene appunto questa ripartizione, inserendo, però, qualche piccola macchiolina. Il buono che non è proprio così buono (Bakugou) e un cattivo che nasconde in sé qualcosa di più che un ardente spirito di follia.

La grafica è ottima, e non solo per la qualità in sé dei disegni, ma anche, e soprattutto, per l’attenzione che c’è stata nel rispettare alla perfezione il design del manga. Molto spesso capita che, dall’opera originale alla trasposizione animata, ci siano evidenti cambiamenti di stile. Inevitabile alle volte, ma superfluo in altre.
Con “Boku no Hero Academia” bisognava, a mio avviso, cercare di mantenere il più possibile lo stile di partenza. Perché? Semplice, perché tenta di ricreare ancora una volta una forma molto “americaneggiante” (basta guardare All Might): colori carichi di intensità, linee di contorno marcate e ombreggiature pesanti. Ovviamente, tali caratteristiche si rispecchiano più in determinati personaggi, ma era importante mantenerli.
Molto buono il doppiaggio e la scelta dei doppiatori, così come la colonna sonora, in grado di aumentare al massimo l’adrenalina e rendere il tutto ancora più emozionante.
La regia ha svolto un lavoro pulito e ordinato. Si attiene molto al manga e non svolge particolari tagli o adattamenti. Meglio così!

Il finale è molto aperto, ma, d’altro canto, il manga è ancora in corso e la storia è ben lungi dal trovare una propria conclusione. E allora come si possono giudicare queste prime tredici puntate? Direi in maniera estremamente positiva. L’anime è stato capace di conservare tutte le buone qualità del manga, amplificandole con un comparto audio veramente emozionante.
Una storia che scorre veloce e appassiona anche per la sua apparente semplicità. I protagonisti colpiscono e rimangono impressi nella memoria. E, in fin dei conti, non è proprio questo l’obiettivo primario di qualsiasi opera? Che piaccia o meno, “Boku no Hero Academia” non cade nel dimenticatoio e riesce a formare un legame con lo spettatore.

Voto finale: 8


 4
Hatake Rufy

Episodi visti: 12/63 --- Voto 8,5
"My Hero Academia" è l'anime ispirato all'omonimo manga di Kohei Horikoshi, che ha fin da subito attirato l'interesse di molti, rivelandosi poi una delle serie più attese della stagione primaverile 2016. L'anime è stato prodotto dallo studio Bones e offre purtroppo solo dodici episodi per questa prima stagione, che hanno però saputo intrattenere senza alcuni problemi.

Il comparto tecnico contribuisce nel creare un'ambientazione molto apprezzabile, grazie ad una grafica che non delude, con dei disegni ben curati e delle animazioni mozzafiato. Il comparto sonoro poi non sfigura per nulla, offrendoci buone musiche di sottofondo, in grado di incrementare la suspense e l'adrenalina durante gli episodi, opening ed ending molto carine ed infine un doppiaggio originale davvero ben riuscito.

La trama è ambientata in un mondo dove l'umanità ha ottenuto la capacità di acquistare dei super poteri che si manifestano ai quattro anni di vita, grazie ad una mutazione genetica del quinto dito del piede. Molte persone decidono quindi di usare i propri poteri per difendere la giustizia, diventando così degli eroi per lavoro, mentre poi ci sono quelli che scelgono di essere dei super cattivi. Tra questi vi è il nostro protagonista Izuku Midoriya che ambisce a diventare un eroe come All Might, ma sfortunatamente Izuku è uno dei rari esseri umani a non aver sviluppato un potere, per questo infatti viene continuamente deriso dai suoi compagni, fino a essere soprannominato "Deku" (uno che non sa fare nulla, uno sfigato). La sua vita cambierà vertiginosamente dopo aver incontrato l'eroe più forte mai esistito, nonché suo idolo, All Might.

Dunque, la sceneggiatura è davvero ben riuscita e intrattiene molto facilmente e con decisione fin dalla prima puntata della stagione, attraverso anche una buona caratterizzazione dei personaggi. Il mondo degli eroi non è una novità, infatti non è questo aspetto che colpisce, ma quello caratteriale del protagonista, ben studiato, che si rende fin da subito molto interessante e appropriato per una trama del genere; se pur pare uno dei tanti ripetitivi protagonisti, Izuku si dimostra un personaggio da non prendere sotto gamba, in grado di stupire con poco anche in situazioni prevedibili, e di questo va dato il merito alla sua caratterizzazione, che coinvolge molto anche al livello emotivo, come del resto sa fare anche l'intero gruppo.
in seguito, la trama si sviluppa in modo impeccabile, avanzando con degli episodi sempre completi, ovvero ricchi di azione, sentimenti e soprattutto informazioni che descrivono al meglio molti lati interessanti della trama. I colpi di scena non mancheranno, ma quelli più significativi li scopriremo nel finale, che a mio parere poteva essere meno prevedibile se la vicenda si fosse conclusa con drammaticità, ma comunque si dimostra essere ugualmente apprezzabile.
Consiglio veramente quest'anime senza problemi, dato che credo sia un ottima opera, molto apprezzabile e appassionante.