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Nagisa98

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8
“Asatte no Houkou” (“Vivendo per il dopodomani”) è un anime di dodici episodi prodotto nel 2006 dallo studio J.C. Staff. Esso è basato sul manga omonimo scritto e illustrato da J-ta Yamada.

Protagonista della storia è la piccola Karada Iokawa, che da molto tempo vive da sola assieme al fratello maggiore Hiro. Nonostante la bambina abbia una statura inferiore rispetto ai ragazzi della sua età, si dimostra molto matura per non essere un peso per suo fratello. Un giorno i due incontrano Shouko Nogami, una giovane donna che pare sia stata amica di Hiro quando entrambi risiedevano negli Stati Uniti. Arrabbiata con il ragazzo, Shouko finisce per ferire Karada dicendole che i suoi fiocchi sono infantili. Più tardi, le due si incontrano nei pressi di un piccolo santuario, dove Karada sta rivolgendo una preghiera alla “pietra dei desideri”. Improvvisamente, la bambina si ritrova nel corpo di una ventiquattrenne, mentre Shouko in quello di una dodicenne.

Lo sviluppo della trama di “Asatte no Houkou” non è affatto complesso, né si corona di avvenimenti straordinari o eccessivamente tragici. Il ritmo, infatti, incede abbastanza lentamente, e l’opera si prende tutto il tempo necessario non per raccontarci una storia avvincente o ricca di colpi di scena, quanto, piuttosto, per focalizzarsi sull’approfondimento dei personaggi. L’incipit soprannaturale, già visto in altre occasioni, assume un valore prettamente simbolico e funge da reagente per la crescita di protagonisti e comprimari. La lunghezza della descrizione della trama serve, infatti, a fornirci una prima infarinatura delle due ragazze principali: da un lato abbiamo Karada, piccola ma responsabile, impegnata nelle faccende di casa per essere di supporto al fratello; dall’altro Shouko, una donna dall’aria adulta che, per ripicca ad Hiro, si accanisce contro la bambina in maniera parecchio infantile. Tuttavia la trasformazione soprannaturale mette in luce la loro vera personalità e rende meno netto il confine che separa l’infantilismo dalla maturità. Karada, nel corpo di un’adulta, rivela dunque la fragilità e l’avventatezza tipiche della sua età, mentre Shouko, seppur intrappolata nel corpo di una bambina, dimostra saggezza e senso di adattamento. Grazie a questa situazione inusuale, riusciamo così a scoprire varie sfaccettature delle due protagoniste; queste ultime, d’altro canto, coglieranno l’occasione per confrontarsi col proprio passato o col proprio futuro. Ottimo lavoro è stato compiuto anche per quanto riguarda i comprimari, Hiro in particolare: un ragazzo che nasconde la sua codardia sotto una lunga frangia e che avrà modo di redimersi nel corso nelle puntate. Stessa cosa dicasi per Tetsu ed altri personaggi secondari (come Kotomi) all’apparenza insignificanti. Trovo, però, che Touko (la sorella di Amino) sia stata lasciata troppo in disparte.
Anche i rapporti che si intrecciano tra i vari “attori” sono stati trattati magnificamente: vengono così disegnati vari tipi di affetto, da quello fraterno (mai morboso o ossessivo, come nelle opere degli ultimi tempi) a quello tra due adulti innamorati, passando per le ingenue cotte pre-adolescenziali.

Per quanto riguarda il comparto tecnico, in generale è stato compiuto un lavoro discreto. Il character design, dal tratto né troppo semplice né troppo particolareggiato, subisce a volte qualche sbavatura, mentre le animazioni si attestano su livelli medi. Gli sfondi sono realizzati a mano, come in altri prodotti del J.C. Staff di quel periodo. Le OST sono perfette per ogni situazione, e spesso parlano in vece dei personaggi. Molto orecchiabili le sigle.

In conclusione, “Asatte no Houkou” è un’opera che non spicca per l’originalità della trama, e che neanche si premura di appassionare lo spettatore con ritmi frenetici. Il suo punto di forza risiede, infatti, nell’ottimo approfondimento psicologico dei suoi protagonisti e comprimari, accompagnato dallo sviluppo dei legami che intercorrono tra di essi. Il tutto, ovviamente, in un’atmosfera di calma e lentezza, tipica dell’estate giapponese che fa da sfondo ai fatti narrati. Voto: 8.


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Yellowmaster

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
E' complicato recensire una serie che non rientra tra quelle appartenenti alle proprie categorie preferite. Ancor più difficile è confrontarsi con il tema dello scambio di persona che è uno di quelli più sfruttati in assoluto. "Asatte no Houkou" è la storia di un'estate particolare in cui una donna e una bambina finiranno una nel corpo dell'altra mantenendo, tuttavia, le proprie capacità mentali originarie.
Karada Iokawa è una dolcissima dodicenne, piccolina per la sua età, ma molto responsabile e matura da quando è rimasta orfana e vive con il suo fratellone Hiro, tornato dall'America per prendersi cura di lei rimasta sola. Hiro per ritornare abbandona Shōko, una ragazza con cui viveva in America e che amava. Shōko torna in Giappone nella città dove vive Hiro e scopre dell'esistenza della piccola sorella che è poi il motivo per cui è stata lasciata e inizia a nutrire sentimenti di odio verso entrambi quando... succede l'imprevisto.

La premessa è ottima, ma la storia non mi ha convinto fino in fondo e lascia un senso di capolavoro non riuscito. Mi aspettavo che ci si focalizzasse di più su Shōko nel suo tentativo di rivivere la sua fanciullezza tentando di non ripetere gli errori del passato che l'hanno portata a non avere amici, ma questo aspetto viene curato in un solo episodio. Anche la storia di Karada, ritrovatasi improvvisamente adulta, viene proposta con un certo "distacco", con tanto di fuga, di impatto con la città tentacolare nel suo tentativo di diventare autonoma e indipendente.
Poi c'è la figura dell'eterno indeciso Hiro che viene dipinto, appunto, come un indeciso, codardo, buono a nulla ed egoista. Le ragazze esprimono i loro desideri per lui, anche se con motivazioni opposte, e finiscono per rovinare la vita di tutti. Anche il disegnarlo con la frangetta davanti agli occhi, che restano quasi sempre coperti, è una scelta ben precisa per mandare un messaggio allo spettatore: "Non aspettatevi molto da questo ragazzo".

Mi sono piaciuti molto i personaggi secondari che hanno un felice impatto sulla storia e danno una scossa che i tre personaggi principali spesso non danno. C'è un alone di tristezza e rassegnazione che pervade tutta la serie che, tuttavia, può contare su un discreto doppiaggio e su delle musiche bellissime. Gli accompagnamenti di pianoforte che si sentono in sottofondo durante le puntate sono fantastici e per me valgono almeno mezzo punto in più sulla valutazione finale che è 7. Ribadisco, se gli sceneggiatori avessero osato di più poteva venirne fuori un capolavoro.


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AmarantaKiller

Episodi visti: 12/12 --- Voto 6
Asatte no Houkou è un anime realizzato dalla J.C. tratto dall'omonimo manga shounen, il cui autore è J-ta Yamada.
Dopo una breve introduzione iniziale, la storia prende il via con una magia che si compie alla fine della prima puntata, che coinvolge le due protagoniste femminili, Karada, una ragazzina di 12 anni, e Shoko, una donna di 24, e che fa sì che le loro età siano invertite. Questo perché entrambe hanno desiderato di avere età diverse da quella effettiva per sottrarsi al dolore. Infatti, il perno, suo malgrado, della loro insoddisfazione e del loro desiderio di cambiamento è il taciturno, sciatto e inconsapevole Hiro, che, a parte il suo lavoro, non è in grado di prendere nessuna iniziativa concreta nella sua vita.

Karada è la sorellastra di Hiro e desidera di essere adulta per alleggerire il carico delle responsabilità che il suo fratellastro ha nei suoi confronti; Shoko invece è l'ex ragazza di Hiro, che è stata lasciata da lui quando quest'ultimo ha fatto ritorno in Giappone per prendersi cura di Karada, dopo la morte dei suoi genitori. Shoko desidera ritornare bambina per ricercare l'affetto e le attenzioni che Hiro le ha negato, dimostrando di essere ancora innamorata di lui.
Quando la magia realizza le fantasie delle due protagoniste, inizia una sequenza infinita di fraintendimenti, di fughe, di ricerche; ma anche la lunga fase introspettiva, che chiarisce allo spettatore i motivi di tanta tristezza ma anche di conoscenza tra le due ragazze, che scoprono di volersi molto bene, costrette a vivere insieme giorno dopo giorno.

Per fortuna a controbilanciare la pesantezza della situazione e il temperamento cupo per tutti i 12 episodi del trio sono i personaggi secondari con scenette divertenti e con una leggerezza in un certo senso esagerata, ma funzionale ed efficace. Non solo. Essi hanno un ruolo fondamentale anche nel dare una sferzata al ritmo narrativo, che procede piuttosto calmo e lento, tale forse da riprodurre l'atmosfera apatica e sonnolente delle giornate estive.
"Asatte no Houkou" non può vantarsi di essere un'opera di eccellenza, anzi: ha una storia di certo non originale, non è un'opera scorrevole e, soprattutto, in molti punti la natura del rapporto dei protagonisti non viene chiarita, lasciando un po' di perplessità.

Ecco, questa è la parola giusta: perplessità. La parola che riassume la reazione dello spettatore dinnanzi a un'opera in un certo senso molto lacunosa, che però allo stesso tempo talvolta regala momenti di grande gradevolezza nella sua fruizione. Ma quando ci si sente quasi sicuri del proprio giudizio positivo, ecco che qualcosa non funziona più l'attimo dopo, e l'anime si rivela così un'opera dall'incedere incostante.
E' sempre una grande delusione vedere sprecate le energie per un'opera che aveva tutte le carte in regola per diventare, seppure nella sua semplicità, qualcosa di unico.
Non sono trascurabili le colonne sonore e il comparto grafico, che sicuramente rappresentano un valore aggiunto importante. Il mio voto è 6 e mezzo.


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npepataecozz

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
Quale periodo, nella vita di un essere umano, può essere considerato migliore? Difficile dirlo.
E' risaputo, infatti, che uno dei desideri più ricorrenti in un bambino è quello di diventare un adulto; al contrario, uno dei desideri di una persona adulta è quello di tornare a essere un bambino. Insomma si è sempre, in un modo o nell'altro, insoddisfatti dei propri anni credendo, spesso a torto, che l'appartenere a una fascia d'età diversa comporterebbe la soluzione automatica e immediata di tutti i propri problemi. I più giovani, in particolare, aspirano all'indipendenza; i più anziani, invece, rimpiangono gli anni in cui potevano perdersi nei propri giochi sicuri della protezione di qualcun altro. In "Asatte no Houku", quest'utopia non resterà solo un desiderio irrealizzabile, ma si trasformerà in un'improbabile realtà.

Karada Iokawa è una ragazzina di dodici anni la cui maggiore preoccupazione è quella di non diventare un peso per il fratello che, dopo la morte dei genitori, si è dovuto occupare da solo di lei.
Shoko Nogami è, invece, una ragazza di 24 anni che vive nel rimpianto di un amore del suo passato: il suo ragazzo, infatti, costretto a partire improvvisamente a seguito della scomparsa dei suoi genitori, inspiegabilmente non tornerà più ma, anzi, si congederà da lei attraverso una semplice cartolina. Nel tentativo di superare un dolore che la sta macerando, deciderà di ricominciare tutto daccapo e rimettere finalmente ordine alla sua vita.
Inutile aggiungere che il "responsabile" di questi due diversi stati d'animo è la stessa persona: Hiro, il protagonista maschile, fratello di Karada ed ex fidanzato di Shoko. Nel corso degli episodi costui si dimostrerà essere un vero e proprio guscio vuoto, incapace di affrontare i problemi e perennemente irrisoluto.
Il suo comportamento apatico sarà causa di dolore o preoccupazione per le due ragazze che, seppur per motivi opposti, finiranno per desiderare di avere l'una l'età dell'altra; e questo desiderio finisce puntualmente per realizzarsi.

"Asatte no Houku" è, nel complesso, un anime molto ben costruito in cui è la componente psicologica a svolgere un ruolo predominante: ogni singolo personaggio ha, infatti, degli standard di comportamento ben definiti che lo caratterizzano e un suo modo di perdersi in mille riflessioni a cui nemmeno lo spettatore riesce a sottrarsi. Molto meno intrigante è, invece, il presupposto magico alla base dell'opera: niente di originale, la cinematografia internazionale è piena di film di questo genere.
Il pregio maggiore che ho rilevato in quest'anime è che esso rappresenta la dimostrazione che fratello e sorella possono benissimo convivere senza innamorarsi, perfino se non hanno legami di sangue. Sembrerà strano leggere una considerazione del genere ma dopo aver visto così tanti titoli basati su questo amore tra fratello e sorella sembra quasi che ciò, per il mangaka giapponese medio, sia addirittura inconcepibile.
Il suo difetto maggiore, invece, è la sua discontinuità nell'intrattenimento dello spettatore: gli episodi centrali, in particolare, sono davvero di una noia mortale. Fortunatamente, però, questi non sono poi così tanti e la pazienza viene ricompensata da un finale da dieci e lode.
In definitiva do una buona valutazione a questo titolo: non è di certo un capolavoro, ma vale sicuramente la pena dargli un occhiata anche perché, in alcuni tratti, vengono raggiunte vette di assoluta eccellenza.

Silver Element

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Silver Element

Episodi visti: 12/12 --- Voto 9
Asatte no Houkou per me è un bell'anime, dai toni semplici e dalle atmosfere soffuse, che non ha pretese per una storia complessa o pesante e che si lascia scorrere dall'inizio alla fine.
Devo dire che è stato davvero un piacere guardarlo, anche grazie alla colonna sonora che ha supportato tutte le scene maggiori dell'anime. Splendidi pezzi al pianoforte e composizioni hanno contribuito alla buona riuscita del prodotto finale.
Credo di non avere altro da dire al riguardo. Lo consiglio vivamente a tutti quelli che vogliono rilassarsi e guardarsi una storia bella e semplice, senza doversi rompere la testa dietro a complicati ragionamenti.


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Messer_Azzone

Episodi visti: 12/12 --- Voto 9
Asatte no Houkou è uno di quei piccoli capolavori di animazione che ritengo imperdibili per un vero appassionato di anime.
Innanzitutto grazie ai Kanjisub per avercelo proposto in versione fansubbata ita, sarebbe stato un peccato davvero perderselo.
La trama è semplice, lineare, senza eccessivi colpi di scena, ma anche per questo piacevole e coinvolgente. Credo ci voglia una certa maturità per apprezzare appieno i contenuti di quest'opera, che attraverso la storia e il rapporto tra le due protagoniste ci fa stare fino alla fine in equilibrio su quella linea sottile che distacca il mondo dei bambini da quello degli adulti.
Non sono poi d'accordo con chi ha abbassato il voto del comparto tecnico: JC Staff ci ha sempre dimostrato di sapere realizzare dei prodotti di altissima qualità, ma qui ha scelto di tenere un tono soft che, giustamente, si adatta alla perfezione al ritmo e al contenuto della storia.
Lo consiglio a tutti.

KenzoTenmaFRNSGL

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KenzoTenmaFRNSGL

Episodi visti: 12/12 --- Voto 9
Tratto dall'omonimo manga di Yamada J-ta, Asatte no Houkou si rivela una bella sorpresa, non tanto dal punto di vista delle animazioni o delle musiche, ma più che altro per la storia semplice e per un modo di raccontare la realtà quotidiana molto intimista (non è una parolaccia). Non piacerà molto ai cultori dell'azione o dei misteri intricati; è un anime che avanza senza troppe pretese e pretestuosità attraverso episodi calmi, riflessivi, curiosi. Lo scambio di età fisica tra le due protagoniste lascia spazio alla vita complicata che entrambe devono affrontare e ai ricordi non meno complicati che hanno portato alla situazione in cui si trovano. Rispetto al manga, che ho iniziato a leggere in inglese, l'anime è decisamente più serio, ma questo non è decisamente un difetto. Per chi ha la pazienza di seguire qualcosa di diverso e affascinante.
Voto 9.50 la storia e 8.50 le animazioni
Buona visione!

ellehime

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ellehime

Episodi visti: 4/12 --- Voto 8
Davvero un bell'anime. So di essere Otaku, quindo poco credibile, ma ritengo che Asatte no Houkou abbia delle atmosfere morbide e rilassanti e la trama prometta sorprese.
Non sono presenti sensazionalismi nè situazioni a tinte forti, ma si percepisce ugualmente una certa tensione, sia emotiva che erotica.
A livello grafico è molto gradevole e consiglio decisamente di vederla.
Ah, dimenticavo, sono degne di nota anche le musiche.