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Blackened

Episodi visti: 1/1 --- Voto 6
Takeshi Kitano è uno dei registi più talentuosi del panorama attuale, noto per una tecnica registica ben precisa e per alcuni "marchi di fabbrica" come quello di recitare come attore nella maggioranza dei suoi film. Il cinema di Kitano può essere diviso in due categorie, quella più violenta e istintiva che rappresenta i film yakuza e quella più introspettiva e filosofica che caratterizza il resto dei suoi lungometraggi. Il regista giapponese ama infatti giocare con queste due personalità apparentemente discordanti che abbiamo visto addirittura coesistere all'interno nella pellicola "Hana-bi", considerato da molti il suo film migliore.

Outrage esce nel 2010 e mostra un Kitano già molto noto al pubblico internazionale e già acclamato e riconosciuto come un personaggio di punta. Questo film è più o meno un classico yakuza movie come i suoi primissimi lavori, che però rivela delle componenti molto originali e caratteristiche che solo un maestro come Kitano poteva assemblare in tale contesto. Il film descrive chiaramente il mondo yakuza in maniera cruda e diretta, dove ognuno dei criminali è intento solamente ad ottenere dei riconoscimenti da parte dei superiori, che in realtà non fanno altro che manipolare a loro piacimento gli uomini di rango inferiore. Nello scorrere della pellicola si assisterà ad un continuo sterminio tra gli uomini dei vari clan della zona, uno sterminio che sembrerà apparentemente essere mano di Otomo (Takeshi Kitano), ma in realtà sono proprio i boss a decidere tutto quanto.

Il Kitano attore si distingue come sempre per il suo stile che alterna tranquillità e riflessione con rabbia e violenza. è chiaro che in questo film la tranquillità è solamente parte del carattere di Otomo, è uno yakuza movie, non c'è filosofia, ma solamente potere e omicidi.

Stlisticamente Outrage, come già detto prima, esce un po dagli schemi, ed è probabile che anche chi non ama i film di gangster (il sottoscritto è un esempio) potrà apprezzare molti tratti di questo film, che non a caso ha ottenuto un ottimo riconoscimento al festival di Cannes. Che dire dunque? Non lo considero uno dei lavori migliori di Kitano, ma è senz'altro un'ottima prova, che tiene alta la considerazione mondiale del regista giapponese.