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GianniGreed

Volumi letti: 6/6 --- Voto 6
“Aki Sora” traducibile come “Cielo d’autunno”, è un manga di sei volumi, scritto e disegnato da Masahiro Itosugi, che ha al centro delle sue vicende una relazione proibita tra un fratello e una sorella.

Il fumetto è di genere erotico (non hentai, a differenza di quello che pensano in molti, perché nei disegni non sono mai mostrati i genitali dei personaggi), ma ha anche una trama discreta, con la quale giustificare quasi tutte le scene di sesso presenti all’interno del manga.

Il protagonista è uno studente di scuola superiore, Sora, che a un certo punto si rende conto di essere innamorato della sua bellissima sorella maggiore, Aki. Anche Aki è innamorata del fratello e ricambia i suoi sentimenti. I due iniziano dunque una relazione segreta, ben consci di stare facendo qualcosa di proibito. Aki e Sora non sono però gli unici protagonisti: Sora ha anche una seconda sorella, sua gemella per di più, Nami, che è però lesbica e innamorata della sua migliore amica, mentre questa a sua volta è innamorata di Sora…

Proseguendo nella storia, altri personaggi fanno la loro comparsa, e mentre la relazione tra Aki e Sora si fa più profonda, i due si ritrovano ad affrontare diverse difficoltà, legate specialmente al dover tenere tutto nascosto.

Il tema dell’incesto, in particolare tra fratello e sorella, non è certo una novità nell’ambito dei manga giapponesi, specialmente di genere erotico o hentai. La differenza con le altre produzioni e “Aki Sora” è che l’autore ha tentato di realizzare una storia sensata e non limitarsi a mostrare solo due persone che si accoppiano. Il problema è che, ha esagerato. In solo sei volumi, ha inserito troppi personaggi e troppi elementi. La storia di Aki e Sora, del loro amore, delle avversità che devono superare per portare a compimento il loro amore, ha senso, ed è abbastanza ben raccontata. Il fumetto però ha al suo interno le classiche esagerazioni tipiche di questo genere, come ad esempio il fatto che il protagonista, dovunque vada, si ritrovi sempre circondato di bellissime ragazze innamorate di lui, o più semplicemente vogliose di farsi dare due colpi, e che lui, per quanto innamoratissimo della sorella, non si tiri mai indietro. Tutte queste scene, questi capitoli legati a personaggi minori, sono profondamente inutili ai fini della trama principale, e fanno perdere parecchi punti a tutto il fumetto. Oltre al tema dell’incesto legato alla coppia dei protagonisti, l’autore si cimenta anche nel raccontare di crossdressing, di esibizionismo, e d’identità di genere. Tutto questo è però trattato in modo superficiale, solo quel che serve per far fare ai personaggi determinate cose.

Un altro punto a sfavore è che l’autore ha esagerato anche con l’elemento drammatico all’interno della storia. Magari una persona pensa di leggere “Aki Sora” ritenendolo un manga leggero e piccante, ma invece è fin troppo serio. Man mano che la storia prosegue, infatti, si scoprono diverse cose, in particolare sulla famiglia di Sora, che rendono il tutto fin troppo stucchevole ed eccessivamente depresso.

Per le cose positive invece, vale sicuramente citare la qualità dei disegni, in particolare dei personaggi femminili e dei loro corpi. Tutte le ragazze presenti all’interno della storia sono, infatti, molto belle e sexy, e questo rende le scene di sesso presenti nei vari capitoli, molto gradevoli ed eccitanti, nonostante non sia mai mostrato più del dovuto.

Da questo manga, sono anche stati tratti due diversi OAV, il primo composto di un solo episodio, il secondo da due. Ovviamente nessuno di questi adatta la storia per intero, e pertanto l’unico modo per leggere la conclusione delle vicende di Aki e Sora è quello di leggere il manga oggetto di questa recensione. Questo però per alcuni può essere difficile da fare: per via di una certa legge giapponese, della quale qui non entrerò nel merito, “Aki Sora” è finito in una sorta di lista nera a causa dei suoi contenuti e pertanto due suoi volumi, nello specifico il primo e il terzo, non saranno mai più ristampati. Questo significa che il manga molto probabilmente per gli stessi motivi non sarà mai pubblicato fuori dal Giappone. L’unico modo per leggerlo da queste parti è quello di ricorrere alle scan che si trovano in rete, una pratica che i veri fan spesso non vedono di buon occhio, ma purtroppo in questo caso necessaria.

Infine, una piccola curiosità: “Aki Sora” ha al suo interno molti elementi di un manga precedente dell’autore, ovvero “Oneechan no Onegai”, una raccolta di storie brevi. Anche in questo fumetto ci sono storie incentrate sull’incesto, sul crossdressing, sull’esibizionismo, e molti personaggi sono simili graficamente a quelli che saranno presenti poi in “Aki Sora”, al punto che si può considerare “Oneechan no Onegai” quasi una sorta di prototipo.

Concludendo, “Aki Sora” tra tutte le miriadi di manga, sia di tipo “normale” sia erotici o hentai, raggiunge appena la sufficienza, ma rimane sicuramente meritevole di lettura. Ha una storia tutto sommato interessante, se si sorvola su alcuni dei difetti sopra citati, e si è consapevoli di quello che si sta per leggere, ovvero che sotto la superficie di manga erotico, con tanto di bei disegni, c’è una storia che non si può definire allegra o divertente. Se l’elemento come quello dell’incesto, o anzi, dell’amore proibito tra parenti non vi disturba, “Aki Sora” è sicuramente uno dei titoli migliori del genere tra quelli che trattano l’argomento.


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Eversor

Volumi letti: 6/6 --- Voto 6
"Aki Sora" è un manga che mi ha lasciato piuttosto interdetto per quanto riguarda il giudizio da dargli. Da un lato la perversione intrinseca dell'opera è piuttosto intrigante, d'altra parte il continuo tentativo di rendere la storia ancor più intricata, finisce con il trasformare il manga in un guazzabuglio confuso e ripetitivo di amplessi e rapporti illeciti. 6 volumetti che, in ogni modo, si leggono con piacere, e la commedia ecchi/sentimentale, particolarmente orientata per un pubblico adulto, risulta piacente.

Ma, al di là di questo, non posso che precisare la presenza evidente di alcune imperfezioni, che trasformano l'inizio affascinante in una storia costituita da continue ripetizioni. Aki, il protagonista, vive insieme alla sua sorella gemella e a Sora, la sorella maggiore. Ed è proprio verso quest'ultima che i sentimenti del giovane sembrano essere indirizzati. Una passione complicata, che non può in alcun modo essere espletata, in quanto avrebbe rappresentato un rapporto senza dubbio illecito.
Eppure, contro ogni pronostico, anche la bella ed energica Sora sembra provare qualcosa per il fratellino. Un affetto morboso, che si trasformerà subito in passione carnale. Il piacere fisico avvolgerà Aki e, a lungo andare, lo porterà in una strana e contorta spirale di sesso e passione. Incontrerà molte altre ragazze e, in un modo o nell'altro, riuscirà a farle sue.

Partendo dal presupposto che la relazione fratello-sorella sembra essere ormai un abitudine per il mondo dell'animazione e dei manga giapponesi, devo comunque constatare la presenza di innumerevoli cliché. I vari personaggi, infatti, tentano in qualche modo di ottenere una certa caratura psicologica, ma alla fine non riusciranno ad emergere dalle pagine di carta. Rimangono meri disegni, con caratteri scontati e prevedibili.
Questo, però, non influenzerà più di tanto sullo scorrere della storia. Più che i protagonisti, sembrano essere gli eventi stessi a determinare gli svolgimenti dell'opera. Aki pare una mera marionetta nelle mani del destino, il cui unico compito sarà quello di copulare con quante più fanciulle possibile. E se all'inizio questo morboso e sensuale contatto fisico aveva anche un senso logico, a lungo andare i rapporti si ripeteranno pressoché casualmente. La tanto amata Sora passa leggermente in secondo piano, lasciando maggiormente spazio ad altri personaggi. Tra questi, però, devo comunque citare due fanciulle che mi hanno saputo affascinate, nonostante tutto. La prima è Nami, la sorella gemella di Aki, con cui il nostro protagonista avrà un rapporto piuttosto controverso. La seconda, invece, è l'estroversa Runa Satuski, che, di fatto, sarà quella che introdurrà Aki verso la strada per la perversione. Sembra subito provare qualcosa per il giovane studente, ma, allo stesso tempo, è una delle poche a saper usare il cervello e commuovere per il continuo aiuto e appoggio al ragazzo. Sa di non essere nel cuore del protagonista e, a malincuore, tenta di sopprimere i propri sentimenti (senza contare, e scusate il lieve spoiler, che sarà una delle poche a non aver avuto mai un rapporto completo con Aki… o questo mi pare).

I disegni sono piuttosto semplici. Niente di così impressionante, ma comunque facile da leggere e in grado di aumentare la drammaticità di alcuni momenti. A mio avviso i vari ragazzi sono stati realizzati in maniera fin troppo infantile, ma credo che sia un effetto voluto per aumentare la sensazione di "illecito" e "perverso".
Il finale è veramente interessante: talmente subdolo da far quasi irritare. Eppure è quel genere di irritazione che lascia estasiati e soddisfatti. Un amore che pareva scontato, nonostante le varie deviazioni, viene invece completamente sconvolto. Ancora una volta il destino percuote con violenza la vita dei giovani "eroi" e la costringe a dolorose privazioni. In conclusione, direi che "Aki Sora" sia un opera sufficiente che, nonostante tutto, avrebbe potuto fare molto di più. Questo genere di storie mi appassionano molto, ma c'è l'alto rischio di diventare fin troppo contorte. Alle volte questa difficoltà di lettura costituisce un elemento positivo, ma quando si esagera, alla fine, non può che stancare e trasformarsi in un continuo e ripetitivo tentativo di stupire.

Voto finale: 6


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Sebael

Volumi letti: 6/6 --- Voto 5
<b>ATTENZIONE! Presenza di spoiler.</b>

"Aki Sora", letteralmente "Cielo d'autunno", è un seinen manga ideato e illustrato da Masahiro Itosugi, composto da 30 capitoli raccolti in 6 tankobon pubblicati dal 2008 al 2011. Questa opera viene classificata sotto il genere di commedia/ecchi/sentimentale/erotico, e personalmente non ho mai visto una classificazione più sbagliata di questa. Infatti "Aki Sora" non ha praticamente nulla di sentimentale e risulta essere un hentai (vagamente censurato) con elementi yuri, gender bender, shotacon, harem e, ogni tanto, l'autore butta nel suo minestrone anche un po' di rape (alla fine, se bisogna fare un miscuglio, meglio abbondare, no?). Fin qui, si parla solo di una classificazione sbagliata, quindi non dovrebbero esserci particolari problemi, anzi, una buona dose di serendipità non fa mai male. Ma i problemi di questo titolo non stanno di certo nella sua definizione.

Sora e Aki, sua sorella maggiore, fin da piccoli sono uniti da un legame molto forte. Una volta cresciuti capiscono che il loro legame non è semplice amore fraterno, ma qualcosa di più. Decideranno di tenere nascosta la loro relazione alla madre e, soprattutto, a Nami, la sorella gemella di Sora. All'oscuro di tutto, Nami presenta a suo fratello la sua amica Kana, di cui lei è innamorata ma farà di tutto perché i due si mettano insieme. Come se tutto ciò non bastasse, Sora incontra Runa, una ragazza esibizionista, e verrà da lei trascinato in diverse avventure. Fermi, non ho ancora finito, perché anche Miharu, amico d'infanzia di Sora, gli procurerà molto da fare.
Non voglio rovinarvi troppo quel poco di trama che c'è, mi limiterò a dirvi che, il nostro Sora si ritroverà ad avere rapporti sessuali con Aki, Kana (anche in una chiesa), Nami, con varie sconosciute in un'orgia in cui era stato trascinato da Runa e dovrà soddisfare la ragazza di Miharu, perché il suo amico d'infanzia è impotente.

La caratterizzazione dei personaggi è a dir poco pessima. Sora dovrebbe essere innamorato di sua sorella Aki, ma non pensa mai "sto tradendo la persona che amo" quando ha un rapporto con un'altra ragazza e, soprattutto, non ha neanche il minimo senso di colpa quando vede la sorella maggiore. Un comportamento praticamente impossibile perché, da come l'autore delinea il suo carattere (praticamente inesistente, dato che si fa trascinare da tutti in qualsiasi cosa), non è di sicuro quel tipo di persona. Ma, mettendo un attimo da parte il protagonista, il personaggio che mi ha colpito (in negativo) maggiormente è Nami, la sorella gemella di Sora. Obbligare il fratello ad avere rapporti sessuali con Kana per poi stuprarlo più volte (per poter sentire sul fratello l'odore della ragazza che ama) è un comportamento davvero atroce, una violenza (non solo fisica, ma anche psicologica) sul fratello davvero terribile. Però lei non batte ciglio, nessun senso di colpa, solo invidia per il fratello gemello che ha tutto quello che lei vorrebbe. Potrei dire cose simili su ogni singolo personaggio, ma non voglio annoiarvi e credo che il concetto si sia capito. L'unico personaggio che salvo è Aki, che sembra davvero amare il fratello (e non solo fisicamente) e si comporta in modo coerente con ciò che la circonda.

Per quanto riguarda la trama, questa non è del tutto da buttare via. L'autore è riuscito a mettere nella sua opera diversi spunti davvero interessanti, principalmente quando cerca di delineare la storia della famiglia di Sora, ma non è stato in grado di svilupparli adeguatamente. Questo è davvero un peccato perché, almeno la trama, poteva diventare molto interessante.

I disegni non colpiscono in modo particolare, ma non sono neanche da buttare via, anche se i dettagli di certo non abbondano. Sulle scene di sesso, calerei un velo pietoso. Sora per tutta la serie resterà come un verginello (eppure ne fa davvero tanta di esperienza, ve lo assicuro) e la ragazza di turno che, durante l'orgasmo, più che eccitata sembra posseduta da qualche demone maligno.

Ad inizio recensione ho detto che questo titolo non ha praticamente nulla di sentimentale. Questo è vero per tutta l'opera con l'eccezione degli ultimi capitoli, in cui viene un po' sviluppato il rapporto tra Aki e Sora. Questo è probabilmente l'unico pregio del titolo, la scena dei due fratelli innamorati alla stazione dei treni mi ha davvero spiazzato, non mi sarei mai aspettato di vedere una scena così toccante, profonda e "drammatica" in un'opera del genere.

Quindi, se cercate una storia che esplora il tema dell'amore tra fratelli (come me all'epoca), vi consiglio di stare alla larga da questo titolo che vi lascerà ben poco. Se invece non vi aspettate nulla di particolare e vi attira l'accozzaglia di generi sopra descritta, potete dargli un'occasione, di certo non posso dire che sia un titolo così noioso.


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Stairway90

Volumi letti: 6/6 --- Voto 5
Il tema dell'incesto tra fratello e sorella sembra una tematica assai cara ai giapponesi e sicuramente Aki Sora non è il primo né l'ultimo manga che lo fa; tuttavia, nonostante sia classificata come "commedia sentimentale dalle sfumature ecchi", quest'opera in 6 volumi pubblicata da Masahiro Itosugi sulla rivista shonen Champion Red è quanto di più vicino a un hentai si possa pensare.

La storia ha per protagonisti Sora, la sua gemella Nami e la loro sorella maggiore, Aki. Sora è un ragazzo dai lineamenti femminei, privo di qualsivoglia forza di volontà, tanto che le sorelle (e più avanti nella storia anche altri personaggi) si divertono a fargli indossare abiti da ragazza, con poche proteste da parte dell'ometto. La sua attrazione fisica verso la sorella Aki è in verità contrastata all'inizio dalle perplessità del ragazzo stesso, ma già nel primo capitolo i due finiscono allegramente a letto e da lì inizia una catena di eventi che porterà Sora a fare sesso con qualsiasi personaggi femminile che incontrerà (compresa l'altra sorella, Nami, e poco ci manca che finisca pure a letto con la madre, visti i comportamenti ambigui di lei in vari punti della storia).

In tutto e per tutto, Aki Sora è un hentai, anzi andrebbe classificato come tale se non fosse per le censure grafiche dell'autore che non raffigura mai i genitali (anche se spesso sono presenti la sagoma del membro maschile e tutta una serie di fluidi corporei dall'origine facilmente immaginabile). La trama di fondo è labile e ogni capitolo mostra il nostro "eroe" alle prese con situazioni che sfociano immancabilmente nell'atto sessuale, spesso senza un reale motivo a parte la ninfomania della ragazza che gli sta di fronte; anzi, più volte Sora si ritrova "costretto" all'amplesso, alla faccia dell'amore che dice di provare unicamente per la sorellona Aki. I personaggi, poi, sono tutto un programma: la ragazza con gli occhiali, timida ma capace di darci dentro alla grande nell'intimità; l'esibizionista che ama mostrarsi nuda dovunque; la coppia di fidanzati in cui il ragazzo è impotente e supplica Sora di soddisfare la compagna; la presidentessa del club d'arte che per superare l'imbarazzo verso i modelli maschi nudi non trova cura migliore che il sesso (con Sora, tanto per cambiare). Come se non bastasse, per Sora e ragazza di turno ogni luogo sembra perfetto per darci dentro: la classe dopo la fine delle lezioni, la ruota panoramica, una panchina nel parco, il deposito degli attrezzi della scuola, addirittura una chiesa! E ovviamente non abbiamo solo rapporti sessuali etero, ma anche lesbo, orge, persino un bizzarro gioco di ruolo in cui Sora finisce, tanto per cambiare, "stuprato" da una ragazza.

L'autore tenta di dare una svolta drammatica alla storia verso la fine, concentrandosi sulle vicissitudini della famiglia Aoi e introducendo la figura del padre dei ragazzi, un uomo assente e distante che piomba all'improvviso nelle loro vite e porterà scompiglio nella relazione fra Sora e Aki; ma a fronte di oltre una ventina di capitoli insulsi e superficiali, questa scelta incide poco, anche quando emerge che l'incesto è un vero e proprio vizio di famiglia, e la superficialità dell'intera opera è confermata dal finale.

Il disegno di Itosugi non è molto dettagliato (basti pensare che nove volte su dieci disegna i piedi senza dita), le ragazze non appaiono formose né piacenti mentre l'unico personaggio maschile ricorrente, Sora appunto, è talmente poco virile da essere scambiato per la sua gemella, se acconciato nel giusto modo.

In conclusione, se Aki Sora fosse stato pubblicato espressamente come hentai avrebbe meritato una sufficienza, intrattenendo quanto basta ma senza la comicità o la tenerezza di altri titoli erotici; essendo però spacciato come commedia sentimentale va esaminata in quanto tale e di conseguenza delude, spingendo anzi il lettore a chiedersi come sia possibile che ne sia stata permessa la pubblicazione per ben 30 capitoli quando era chiaro già dal primo capitolo del primo volume dove l'opera sarebbe andata a parare. Ovviamente chi è appassionato di hentai o di storielle spinte potrebbe anche trovarlo interessante e apprezzarne alcuni elementi, così come potrebbe trovarlo scontato e banale.


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__HellGirl__

Volumi letti: 5/6 --- Voto 4
"Aki Sora" è una serie di cinque volumi dedicati ad un pubblico adulto, ma nello specifico ad un particolare tipo di persone: amanti dello yuri, harem, incesto, gender bender, shota, S&M, occasionalmente anche rape, ed ovviamente dell'hentai.
Per descrivere questo manga basterebbero, per l'appunto, i generi precedentemente elencati, ma una recensione è pur sempre una recensione: "Aki Sora" è decisamente una serie insufficiente per una moltitudine di motivi.

Innanzitutto, ritroviamo i due personaggi principali Nami e Sora, rispettivamente fratelli aventi una relazione amorosa e sessuale, che ovviamente sarà tenuta al segreto per chiunque, seppur questi manifestino le loro "caste effusioni" ovunque. Sora ha una gemella, infatti Nami è la maggiore dei tre, eppure questa non nota assolutamente niente di strano seppur i due lo facciano sempre senza pensare al luogo, ma sono dettagli irrilevanti suppongo.
La gemella è innamorata di una sua compagna di classe, e loro madre è estremamente bella (e prosperosa) oltre, in certe scene, ad assumere strani atteggiamenti nei confronti dei figli (?).
Questa, all'incirca, è la trama che seppur non mi convincesse, grazie ai disegni tentai di seguire, ma fui molto felice di vederne il finale: banale, scontato, e niente di eccezionale.
Chiunque potrebbe affermare che un hentai dovrebbe esprimersi solamente attraverso i rapporti sessuali, che chiariamoci, qua fanno abbastanza pena fra strani rantoli e frasi senza un briciolo di erotismo, insomma, qui tutto fa scomparire la libido, e penso, soprattutto quella maschile.
"Aki Sora" è sicuramente, ed indubbiamente, un hentai ambiguo: non conosco neanche una persona di sesso maschile amante degli shota, ovvero dei rapporti fra una persona nettamente più grande rispetto all'altra, eppure qua il fratello è piuttosto piccolo rispetto alla sorella, e già lì mi sorsero dei dubbi.
Il problema maggiore fu, con mio grande stupore, di ritrovarmi esplicitamente pagine e pagine di yuri davanti agli occhi: ma non era un hentai? A questo punto perché non inserirci anche lo yaoi? Insomma, non ne capisco molto il senso poiché, se fosse stato un hentai destinato ad un pubblico prettamente maschile, avrei concluso che bene o male lo yuri ci stava, ma non mi capacito come possa essere presente in un hentai shota dove il fratellino si veste da donna e subisce vestito da maid, oppure da gattina (?).
Un altro fatto che mi ha resa perplessa è stata la madre: perché sono tutti nudi quando fanno il bagno? Insomma, va bene quando si è piccoli, ma pur avendo una madre stupenda mi farebbe sempre schifo o comunque ribrezzo ritrovarmela accovacciata in strane posizioni: qua si va oltre il fetish.
Il tratto è gradevole, ma le scene sono spesso esagerate: la ragazza, durante l'orgasmo, non appare eccitante ma più che altro posseduta da uno spirito lolicon e moe, mentre il ragazzo (bambino) pare più una ragazza con il sesso maschile fra le gambe: "Cosa ci faccio? Dove lo metto? A cosa serve? Oh, cos'è questa strana cosa che esce tutta bianca? E la sorellona cosa sta facendo adesso? Mhm, devo dirle qualcosa?", ovviamente, inserendoci le varie frasi tipo "Nee-san...no lì no, qui no, si lì sì!".
La gemella, però, sembra essere presa pari pari da tanti altri anime e manga con protagoniste bionde con le codine (vedi anche: bricolage, copia&incolla, ecc.), oltre ad essere tsundere è sempre arrapata di fronte alla classica compagna di classe tutto libri, pizzi e merletti, timida e cortese: è semplicemente noiosa, insopportabile, e troppo banale.
L'unico punto che avrebbe potuto salvare la storia era quel velo di trama che si può riscontrare dopo qualche volume: vi è un briciolo di amarezza, di problemi, ma che ovviamente serviranno solo da base per fare sesso: peccato, era interessante.

L'unico punto a favore di questa serie è il suo camaleontismo: se ci sono tante donne sarà harem e rape, se ci sono abiti il bimbetto farà sì che sia gender bender, nel caso in cui vi sia la sorella maggiore diverrà shota, in presenza della terza in comodo sarà soft-bondage e via dicendo, insomma, qui c'è tutto e di più.
Ho scoperto "Aki Sora" grazie all'OVA tratto dal manga, che lasciatemelo dire, è anche peggio della versione cartacea, quindi lo sconsiglio ancora di più.
In conclusione, esistono decine di hentai (ma potrebbe essere anche yuri, incesto, ecc.) migliori di questa serie, ma su una cosa sono sicura: un'accozzaglia come questa di generi hard, penso, sia difficile da trovare e posso dire soltanto "Viva la fantasia!".


 6
micheles

Volumi letti: 5/6 --- Voto 6
Scrivo questa recensione per avvisare i potenziali lettori che questo manga non è quello che uno potrebbe aspettarsi dalla scheda. Non si tratta affatto di una commedia sentimentale un po' spinta, ma di un vero e proprio hentai.

Il protagonista è Sora, un ragazzino timido ed un po' effeminato che viene fatto oggetto del desiderio sessuale di tutte le donne che gli stanno intorno, comprese le due sorelle. In ogni numero il giovincello viene abusato da una donna diversa; ovviamente le donne che incontra sono tutte bellissime e tutte assatanate: una è un'esibizionista, un'altra è lesbica, una è timida con gli occhiali ma poi si dà fare eccome, e così via seguendo il tradizionale campionario del porno. In un episodio il nostro eroe finisce anche in un orgia. Come è normale per un hentai non c'è una vera e proprio storia, più che altro un susseguirsi di atti sessuali.

Io non ho nulla contro il genere hentai che ha un suo senso e soddisfa certi bisogni, però mi dà fastidio l'aver spacciato per commedia romantica erotica qualcosa che non lo è affatto. Mi aspettavo un'opera alla Sakura Mail ed invece si tratta di altro. Aki Sora non è affatto un'opera umoristica, anzi, i personaggi sono abbastanza tristi tranne quando stanno facendo sesso. Non è veramente hard core (per fortuna) quindi niente torture o mostri tentacolati ed il pene non è rappresentato esplicitamente. Suggerisco comunque la lettura di un hentai umoristico alla Yamatogawa piuttosto che Aki Sora. Più di questo non saprei che dire, se non che i disegni sono buoni.