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Scarlett7

Volumi letti: 4/4 --- Voto 7
"Boku kara kimi ga kienai" è un manga shojo di quattro volumi che ho scoperto quasi per caso e, leggendo le ottime recensioni, mi sono decisa a iniziarlo.
La storia parla di Hotaru, una ragazza che si innamora di Haruna-sensei, il professore che in metro le salva la vita facendo così immediatamente breccia nel suo cuore.
Capisco la gratitudine, ma non è possibile innamorarsi di una persona solo perché ti ha aiutato. Ovviamente, però, queste cose succedono nei manga shojo, quindi passiamo oltre.
Da quel giorno, per ben due anni, la ragazza è innamorata del professore, e per questo decide di iscriversi al liceo dove insegna. Qui incontra un ragazzo a lui molto somigliante che, guarda un po', diventa il suo compagno di banco e, sempre guarda un po', si scopre essere il fratello di Haruna-sensei. E fu così che partirono le "tarantelle" e gli intrecci amorosi tra i vari personaggi.
Il bello di questo manga è che, essendo breve, risulta essere molto scorrevole e leggero: è un manga fatto per intrattenere e, in alcuni punti, divertire il lettore, anche se certe scene sono parecchio tirate e quindi abbastanza prevedibili.
In questa serie sono presenti tutti i cliché visti e rivisti degli shojo: personaggi a caso innamorati dei protagonisti, ex che ritornano, appuntamenti al luna-park o chissà dove, amiche gelose, drammi adolescenziali con genitori che non capiscono i sentimenti dei propri figli... Insomma, c'è davvero tutto!
Come si conclude il manga è abbastanza prevedibile, ma le pagine finali mi hanno lasciata un po' perplessa.
La conclusione è stata troppo superficiale e frettolosa, sì è creato un dramma grande quanto una casa e poi si è risolta la situazione in poche pagine e in maniera piuttosto banale.
Dal punto di vista grafico, i disegni sono davvero belli, curatissimi, con un tratto molto pulito che ho apprezzato particolarmente.
Il manga raggiunge sicuramente la sufficienza, ma non va oltre il 7.


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Hatake Rufy

Volumi letti: 4/4 --- Voto 7
Ecco un'altro shoujo di Saki Aikawa che ancora una volta mi trascina nel leggere una sua opera. Il titolo, "Non allontanarti da me" (più o meno), è molto conforme alla vicenda che vede una solita bella ragazza in piena adolescenza che ha perso la testa per il suo sensei dopo essere stata soccorsa in un incidente in metro, la sua migliore amica, nonché cugina, che cerca di darle una mano e infine un ragazzo molto carino che non vede l'ora di dichiarasi.
Fin qui la trama è semplice ma funziona, i personaggi hanno una caratteristica così lineare che ti permette di immedesimarti in loro e per un certo senso far parte della storia. Lo sviluppo non sarà alto nel corso dei capitoli ma, come ho già detto molte volte, il genere romantico non può darti altro che questo sentimento. Ti appassioni alla storia, sei dalla parte dei protagonisti innamorati e vuoi vedere un lieto fine, ma tutto questo funziona bene.
Sono molto coinvolgenti gli intrecci che si creano nel corso della storia, dove i due protagonisti saranno costretti ad agire in alcune situazioni per stabilire la loro posizione e stare accanto alla persona giusta.
Ho dei dubbi però per il sensei perché come personaggio non ha un ruolo ben preciso. È quello bello che piace alle ragazze e soprattutto è il personaggio di cui la protagonista è innamorata, però nel corso della storia è un ostacolo che non ha particolare influenza se non quello di comportarsi da adulto e aiutare le ragazze nelle difficoltà, mi aspettavo un po' più di competizione per aumentare la suspense e magari mettere un po' più in crisi la protagonista.
I disegni di Aikawa sono sempre belli da vedere, adatti al genere romantico e molto espressivi. Peccato che la sua bella mano sia sempre concentrata nei personaggi e un po' meno nel paesaggio circostante, mancano di dettagli ma forse in un shoujo ha importanza solo concentrarsi nel dare buon espressione ai volti dei personaggi per trasmetterti le loro emozioni nel corse degli eventi.
In conclusione questo manga non presenta particolari novità ma è comunque un buon prodotto consigliato ad un pubblico che cerca il romanticismo.


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Illidan

Volumi letti: 4/4 --- Voto 7
Eh, so che mi attirerò le ire di tante fumettare con la seguente affermazione, ma devo proprio dirlo: gli Shojo che durano poco sono molto più scorrevoli e appassionanti di quelli che vanno avanti per una quaresima di tempo. Carino, simpatico e molto, molto godibile, "Boku kara Kimi ga Kienai" non si eleva certo ad altezze irraggiungibili, e dal punto di vista grafico è perlopiù il solito piattume, ma costituisce un passatempo eccellente e offre alcuni sprazzi di originalità che lo rendono ben al di sopra del malvagio. Andiamo ad analizzarlo nel dettaglio.

La trama è piuttosto sbrigativa, anche per via della ristretta quantità di personaggi. Abbiamo il quadrato amoroso dei protagonisti, più due-tre sconosciuti a random di cui farete la conoscenza se leggerete il manga, e, ciliegina sulla torta, i genitori di Hotaru: devo dirlo, il manga non soffre minimamente di questa carenza di personaggi, e non c'entrano solo i quattro volumi di cui si compone l'opera. La trama è sciolta, i comportamenti naturali, a volte la struttura scricchiola ma generalmente si mantiene in piedi molto bene, non c'è nulla di esagerato, le situazioni sono abbastanza credibili, e soprattutto il finale è abbastanza coinvolgente. I personaggi sono tranquilli, apprezzabili e senza particolari caratteristiche: gente di tutti i giorni, con comportamenti da gente normale. Tredicenni alle prime armi con l'amore, e adulti che li osservano con un sorriso: questo troverete in "Boku kara Kimi ga Kienai", e per quanto a descriverla così la storia potrebbe sembrare affatto qualcosa di speciale - non lo è, effettivamente - ciò non significa che sia di conseguenza noiosa. Anzi, come ho già detto, la scorrevolezza è uno dei punti forti del manga, che tira avanti a incomprensioni e litigate e cliché del genere come ogni Shojo che si rispetti, ma la vicenda va che è una meraviglia, i passi avanti ci sono, lo sviluppo pure, cosa chiedere di più? Questo è un tasto dolente di cui disquisirò nel paragrafo successivo. Per ora, lasciatemi ripetere quanto sia piacevole seguire questo genere di fumetti, quelli che vanno avanti lentamente, ma almeno vanno: forse è proprio per questo che i manga brevi sono generalmente più coinvolgenti di quelli lunghi, perché viene a mancare lo spazio fisico per inserire qualcosa che allunghi il brodo. Se poi non si hanno idee che vadano oltre la situazione di partenza è un altro discorso, ma questo non è il caso di "Boku kara Kimi ga Kienai": la benzina dura fino alla fine del viaggio, che si concluderà con una bella impennata vittoriosa.

Eccolo il tasto dolente: disegni e character design. Inizierò illustrando l'unica cosa che mi è piaciuta, dal punto di vista grafico: alcune inquadrature dei volti, che danno risalto all'espressione degli occhi. Tolto questo, il manga affonda prevalentemente in quella forma particolare di fanservice costituita dal rappresentare tutti i personaggi come belli, perfetti e senza un capello fuori posto. Che oddio, non sarebbe neanche questo il problema centrale: la vera questione è, perché sono così uniformi alla massa? Perché mancano tanto di originalità? Si possono realizzare dei personaggi esteticamente piacevoli anche senza ricorrere al solito "blueprint", si può creare qualcosa di bello anche infondendo un minimo di originalità nel proprio tratto: perché nessuno lo fa mai? Perché? Perché? E riecco la sensazione di essere una mosca che sbatte contro un vetro, tic, tic, tic: mi sforzo, combatto, ma non arrivo mai alla risposta. O forse ce l'ho davanti agli occhi e non me ne accorgo. Sì, è decisamente così: ma, fino al giorno in cui ogni singolo lettore di manga si renderà conto della risposta a quel "perché?", tale domanda non avrà mai senso. Insomma, in poche parole non c'è nulla né di elaborato né di innovativo, nei personaggi come nelle ambientazioni. Lo School Life è di per sé un genere che non fa di queste caratteristiche il suo punto di forza, ma un minimo di dettaglio non costa mai niente. C'è un genere di manga in cui perdono questa mancanza, ma "Boku kara Kimi ga Kienai" non appartiene a questa categoria - non abbastanza da godere del credito che ai miei occhi apporta, perlomeno. Ma che lo dico a fare? Finché si vende...

Tralasciando i disegni, che comunque non hanno nulla che ostacoli la lettura, questo manga è davvero una nota positiva: conciso, con i piedi per terra e a tratti emozionante, ha quasi la forza di riportarci tutti a quel tempo in cui eravamo tutti inesperti nell'arte dell'amore. Forza che la maggior parte degli Shojo e degli Shonen Sentimentali - ma anche alcuni Seinen e Josei sono in questo mucchio - non possiede più. Pochi difetti, ma importanti; tolti quelli, resta solo un manga carino e mansueto, che chiunque potrà apprezzare. Peccato che molti giudichino i fumetti solo dalla categoria cui appartengono: peggio per loro, non avranno mai quel delizioso passatempo che è stato per me "Boku kara Kimi ga Kienai".