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Shiho Miyano

Volumi letti: 9/9 --- Voto 8,5
Ho iniziato a leggere “Erased”, manga in nove volumi di Kei Sanbe, perché sono appassionata di “gialli” fin dall’infanzia, ma arrivata al termine della lettura penso che questo aspetto sia piuttosto marginale nella fruizione dell’opera. Sicuramente l’atmosfera è tesa, il ritmo incalzante, ma il gioco di “chi sarà il colpevole?” è di breve durata ed è presto chiaro chi sia il serial-killer, anche ben prima che venga ufficialmente svelato; poco male perché tanti sono gli spunti di interesse che offre l’opera.

Quello che mi ha sorpreso di più è stata la volontà dell’autore di porre l’accento, già dal primo volume, sulla tragedia che rappresenta per un innocente il non riuscire a discolparsi da un’accusa. È un tema che viene riproposto più e più volte, principalmente scegliendo di attribuire al serial-killer un modus operandi che prevede, per ogni suo delitto, anche l’individuazione di una persona che possa essere facilmente accusata e condannata per esso, ma anche raccontando altri episodi sul tema, come quello della tavoletta di cioccolata che racconta Airi, quello della sparizione dei soldi del pranzo nella classe del Satoru bambino e quelli legati all’attività lavorativa del padre di Ken’ya Kobayashi. Sono spunti di riflessione non banali che ho trovato particolarmente significativi anche perché in Giappone c’è tuttora la pena di morte e le esecuzioni sono praticamente “segrete”, con avvocati e familiari spesso avvisati a esecuzione avvenuta.

Altro tema sviluppato bene nel corso della storia è quello della crescita del protagonista: nei successivi “salti nel tempo”, alla ricerca e della propria salvezza dall’accusa di omicidio e del colpevole per riuscire a fermarlo, il giovane mangaka cambierà il suo modo di porsi nei confronti delle persone e capirà molte cose importanti riguardo l’amicizia.
Il tratto delle tavole è essenziale, mai estetizzante, molto espressivo: i volti non sono “belli”, ma molto comunicativi. La psicologia dei personaggi è tratteggiata bene, almeno per quelli principali ed è quindi facile affezionarsi a loro. Mi è sembrato particolarmente ben riuscito quello dell’amico di Satoru, Ken’ya, sia nel corso dei primi otto volumi che nel lungo approfondimento dedicatogli nel nono.
Non tanto un giallo quindi, “Erased”, ma una riflessione sulla società e l’amicizia con un sottofondo di tensione: consigliato!


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Andreabbondanza

Volumi letti: 9/9 --- Voto 9
Erased lascia il segno, sia per il tipo d'opera (trama, spunti, personaggi ecc.) sia per i temi che tratta, che vanno dall'amore e l'amicizia all'omicidio ed alla violenza domestica.
Il manga all'inizio risulta un po' confusionario ma ci si abitua presto, forse perché in partenza non si è molto consci delle "capacità" di Satoru. In ogni caso il pacchetto è formato da tanto sentimento e tanta passione e ci si affeziona molto ai personaggi, anche se alcuni avrebbero dovuto essere meglio approfonditi, come Airi (nonostante ciò che è contenuto nel volume nono). Una cosa che mi ha colpito molto è come i personaggi cambino in ambi i sensi (Satoru dopo e prima e prima e dopo, scusate il gioco di parole ma capirete, la madre altrettanto ecc.) tanto da essere quasi definiti tutt'altri da quelli iniziali. Insomma, la trama è molto bella, riesce a trasmettere i sentimenti dei personaggi tanto da affezionarvici, i personaggi maturano. Come ho detto l'unica pecca è che avrei approfondito un minimo alcuni personaggi.


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Oceano-mare

Volumi letti: 6/9 --- Voto 8,5
Volevo aspettare a finire il manga, che sto leggendo con calma in questi giorni estivi avendo tutti i volumetti, ma non ho resistito, ed eccomi qui a commentare dopo la lettura del sesto numero.
A settembre dell'anno scorso mi sono avvicinata ad Erased (di cui non conoscevo nulla se non la presentazione della Star Comics e qualche info su wikipedia) attratta dal fatto che fosse un thriller, genere che amo e che latita in forma di manga, dalla trovata del ritorno indietro nel tempo, che trovo sempre affascinante, e infine dal titolo così particolare e in qualche modo lapidario.
Il primo volumetto faceva già capire di star leggendo un manga curato e fuori dagli schemi, ma secondo me l'impennata qualitativa avviene col quarto numero, e da lì in poi penso seriamente di aver letto una delle cose migliori mai giunte dalla Terra del Sol levante.
E' straordinaria la profondità di intreccio, trama e spessore psicologico dei personaggi, considerando che l'autore si muove su due fondamentali binari temporali che si diramano ed intersecano tra di loro con straordinaria scioltezza e coerenza, dando vita ad altri sentieri e possibilità nella vita di Satoru e dei suoi comprimari, buoni e malvagi.

Sinceramente faccio fatica a capire il disappunto di chi ha trovato scontato il colpevole; credo che un po' tutti avessimo dei sospetti già dal secondo numero. Penso che l'intento dell'autore non fosse tanto quello di farci scervellare nel capire chi fosse il serial killer, visto che il capitolo del quinto volume in cui quest'ultimo viene definitivamente fuori, manco a farlo apposta, si intitola "Impressione confermata", quanto sviscerare le implicazioni psicologiche e le conseguenze di una così scioccante presa di consapevolezza su Satoru, e perché no, sul suo antagonista (da brividi il capitolo dedicato alla sua infanzia).
Io intendo questo bellissimo seinen come una storia di formazione mascherata da thriller, dove il protagonista, per crescere come persona, deve paradossalmente ritornare alla sua infanzia ed aiutare e comprendere chi non aveva potuto salvare in precedenza, diventando così per il futuro un uomo migliore.

In quest'ottica, la rivelazione dell'identità del killer è funzionale alla maturazione di Satoru (che infatti vediamo spesso ritornare con la memoria alla figura del padre che si allontana per sempre in macchina).
Il sesto volumetto è quello che ho trovato più ricco e profondo finora, nella sua alternanza tra momenti di disgusto e di orrore per il modo in cui il nostro killer racconta con distacco della sua evoluzione come psicopatico, e la partecipazione e la tenerezza per il destino inaspettato di Satoru, delle persone a lui vicine, e la grande umanità che li avvolge tutti quanti (sì, stavo seriamente rischiando in più punti di scoppiare a piangere per la commozione, e ce ne vuole con me, eh).
Ora sono curiosa di vedere come nei due volumetti rimanenti l'autore sbroglierà tutta la matassa, ma ho piena fiducia in lui.
Questo manga per me è stato una vera sorpresa, e la conferma che il mio target favorito è quello dei seinen; un'opera dalla profondità straordinaria che una volta tanto merita tutti i premi vinti dal primo fino all'ultimo.
E personalmente lo promuovo anche a livello grafico: la mancata abilità nel saper disegnare e le scelte stilistiche, che possono essere non apprezzate, sono due cose ben distinte; Sanbe può non piacere come disegnatore, ma sa indubbiamente il fatto suo, ed è uno di quei pochi autori che ancora conserva una '"artigianalità" pregevole.


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Sekai295

Volumi letti: 8/9 --- Voto 9
Erased è un manga che mi ha colpito tantissimo sia per la particolarità della trama, sia per la crescita psicologica del protagonista. Satoru, in seguito a un misterioso accadimento, ha la capacità di captare i momenti precedenti alla morte delle persone e può tornare indietro nel tempo per evitare che succedano. Non vi narrerò ulteriormente la trama perchè vale la pena scoprirla pian piano. Inizia così l'intrigo, il mistero e la suspence che cresce sempre di più proseguendo con la storia. Ciò che mi ha sorpreso è stata l'evoluzione di Satoru: all'inizio è un ragazzo quasi trentenne senza alcuna prospettiva, ma in seguito a eventi decisivi nella sua vita ottiene dal destino l'opportunità di cambiare il passato e impedire gli eventi che avverrano. In questo viaggio temporale si renderà conto di poter contare su tanti amici che aveva dimenticato, e riscopre l'affetto e la comprensione che nel suo presente sembrava non avere. La vita gli aveva dato l'occasione di riscoprire quei momenti, ma gli aveva anche affidato un'enorme responsabilità: proteggere coloro che amava. Erased è davvero un'opera magnifica e la consiglio vivamente a tutti.