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Pannero

Volumi letti: 1/2 --- Voto 8
Duro come un pugno nello stomaco. "Forget me not" racconta di Umeno che, a seguito di episodi di bullismo a scuola, decide di suicidarsi lanciandosi nel fiume, ma nel tentativo si rompe varie costole sbattendo su una balaustra e infine viene salvata. Al suo risveglio su ritrova ricoverata in pediatria, e inizia a fare amicizia con gli altri pazienti, senza sapere perché essi si trovino lì. Non posso dire di più per non rovinare il senso del manga a chi deve leggerlo, posso limitarmi a fornirne una semplice analisi per quanto letto finora e qualche opinione.

La struttura del primo volume è non lineare, nel senso che in ogni capitolo racconta di uno dei pazienti dell'ospedale. Se il primo capitolo procede in maniera normale, il vero colpo di scena arriva alla fine di esso, quando la Obata decide di mostrarsi per quello che è, e cioè un genio della regia. Il manga ha dei toni abbastanza cupi e duri, perchè, è inutile girarci intorno, parla di situazioni drammatiche e senza via d'uscita. I temi trattati ricordano vagamente "Un litro di lacrime" e "Myu no anyu papa ni ageru", due drama giapponesi che affrontavano tematiche simili, come il lento progredire di due malattie terribili.
Il tema in effetti non è molto originale, ma sempre d'impatto, a seconda della bravura dell'autore, e la Obata è in effetti brava.

I disegni ricordano vagamente Keiko Suenobu di "Life", sarà che entrambe descrivono situazioni dure e crude in dei manga per ragazze. Ad ogni modo come dicevo il punto forte è la regia e come l'autrice disponga i colpi di scena: sempre al momento giusto per fare più male e spiazzare il lettore, il primo volume vi lascerà senza fiato.

Insomma, consigliato per un pubblico adulto, non è un manga per tutti. Il primo volume è stato abbastanza dispersivo nel raccontare le vicende dei vari pazienti, e lascia con tutta la curiosità di vedere in che modo proseguirà in quelli successivi. Bene per l'edizione italiana della Flashbook, molto bella nella grafica e nella sovraccoperta, come tipico dell'editore.