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Basque Grand

Volumi letti: 16/16 --- Voto 4
Il manga di Kentaro Sato propone la più consueta delle contrapposizioni tra bene e male e l’inizio è decisamente promettente: la storia nasce come un horror dai toni apocalittici (l’apocalisse delle Magical) e dal carattere piacevolmente splatter. Tuttavia, quasi subito, il giocattolo si rompe, il plot si modifica geneticamente, divenendo la più classica e noiosa delle Time-Machine-Story.

Attenzione :: Spoiler!

Dal IV volume in poi, la trama diviene inutilmente complicata e difficile da seguire, palesando l’incapacità degli autori ad andare avanti. Emblematica in tal senso è la difficoltà da parte degli sceneggiatori nell’individuare un antagonista che dia un senso all’incipit esplosivo: sino all’ultimo capitolo del volume 15 non sappiamo ancora chi sia l’artefice del piano di annientamento del mondo. Si assiste, dunque, ad un vorticoso passaggio di testimone: inizialmente l’origine del male sembra essere Tsukune Fukumoto, poi, dal volume 5 al volume 15, il malvagio demiurgo diventa Wataru Himeji, che dividerà la scena con il demonio (sic) Shinobu Shirocane a partire dal 14° volume. Successivamente, lo scettro del comando passa nelle mani di Makabe, lo scienziato pazzo che ha creato Himeji, ed infine toccherà a Komei, un personaggio mai incontrato prima (sic.), impersonare il male che sta all’origine della machiavellica macchinazione.

È così che il manga implode sotto il peso di una storia incoerente, che piazza colpi di scena a destra e a manca sino a giungere ad un finale assurdo, suggellato dal più scontato degli happy-end.

Per quanto concerne i personaggi che popolano il manga, i protagonisti proprio non prendono, alcuni sono decisamente antipatici, spopolano le maggiorate e gli antagonisti, proprio perché cambiano continuamente senza un perché, sono facilmente dimenticabili. Le Magical Girl meritano un’ovazione, ma non hanno spessore (semplici mostri guerrieri).

Il disegno è sicuramente personale e le scene che richiedono grande dinamismo risultano abbastanza chiare, tuttavia, il graphic-desingn dei personaggi è drammaticamente piegato alle esigenze del fan-service, tanto da poter dire che il motto “tette a volontà” si addice all’opera. È quasi impossibile trovare una vignetta dove non ci siano delle tette. Per gli sfondi, quasi assenti, si fa continuamente ricorso a dei retini.

Se l’opera si fosse conclusa nei primi 5 volumi, trovando un finale non consolatorio all’apocalisse delle magical, avrebbe potuto meritare anche un 6/7, tuttavia, ai primi cinque tankobon ne sono seguiti altri 11 che hanno peggiorato sensibilmente la qualità del manga e quindi il voto è 4.


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npepataecozz

Volumi letti: 16/16 --- Voto 6,5
Una delle prime cose che spesso mi domando quando leggo opere come questo "Magical girl of the end" è: ma l'autore aveva già ben chiaro dall'inizio come si sarebbe dovuta svolgere l'intera storia, oppure la sua evoluzione è stata il risultato di più momenti creativi? Il motivo di una domanda del genere risiede nella grande complessità che avvolge un opera che, nei piani dell'autore, doveva essere molto ambiziosa ma che, dopo un ottimo inizio, ha poi finito per perdersi un po' per strada. Proprio per questo motivo credo che l'opera sia nata "incompiuta" nella testa dell'autore e che poi quest'ultimo abbia dovuto successivamente provvedere a completarla usando idee che se da un lato miravano a stupire il lettore dall'altro finivano per rendere la narrazione piuttosto confusa e spesso incoerente.
Alcuni cenni sulla trama: in un giorno qualsiasi il mondo viene sconvolto dall'invasione delle "magical girls", ossia di un numero indefinito di maghette, dall'aspetto molto simile a delle bambole, che vengono giù dal cielo e cominciano a fare stragi di civili. Tra le persone impegnate a nascondersi dalla furia omicida delle magical girls ci sono anche Kii Kogami, un ragazzo che era solito lamentarsi della sua vita "troppo tranquilla" e la sua amica d'infanzia Tsukune Fukumoto; si scoprirà molto presto che i due ragazzi hanno un ruolo molto importante nello svolgimento di questi strani eventi.
"Magical girl of the end", quindi, inizialmente è un survival dove i personaggi cercano di scampare all'apocalisse portata da queste entità sconosciute. Questa impostazione, però, durerà solo fino alla fine del primo arco, che termina col volume numero otto. Dal secondo arco in poi, invece, lo scenario cambierà più volte con molteplici viaggi temporali tra passato e futuro e addirittura viaggi tra universi paralleli alla ricerca di una soluzione che riporti il mondo in condizioni di sicurezza.
Devo dire che l'inizio di questo manga mi aveva impressionato molto positivamente: sostituire gli zombie (che comunque ci sono ma hanno un'importanza secondaria) con queste "ghotic magic dolls" m'era sembrata un'idea "spaventosamente" divertente; tutti i personaggi, inoltre, sono caratterizzati veramente bene e raccolgono facilmente il consenso del lettore. Insomma c'erano tutti i presupposti per una storia bella ed avvincente; poi, però, forse perché colto da un insano desiderio di strafare, l'autore decide di mettere troppa carne sul fuoco e la puzza di bruciato comincia a diffondersi nell'aria.
I personaggi, infatti, cominciano a spostarsi continuamente da un mondo all'altro creando una confusione che ho trovato davvero irritante. Questi viaggi piegano le logiche spazio-temporali e le teorie sui mondi paralleli al piano che viene ideato sul momento, creando evidenti paradossi e rendendo troppo complicata la comprensione della storia. In certi momenti si fa fatica anche a capire chi è il personaggio che c'è sulla scena dato che in un dato momento in un dato mondo sono presenti fino a tre versioni dello stesso personaggio (quello originario di quel mondo, quello proveniente dal futuro e quello proveniente dal mondo parallelo); e se si tiene conto che i personaggi "modello base" raccontati in questo anime sono comunque tanti, si può intuire la "Babele" che si viene a creare in determinati momenti. E tutto questo al fine di creare un finale che, a parere di chi scrive, non è certamente da annoverare tra gli "indimenticabili".
Questo aspetto finisce inevitabilmente per influire molto sul giudizio finale dell'opera, ed è un peccato perché "Magical Girl of the end" è un manga che per almeno due terzi della sua durata riesce a catturare l'attenzione spettatore e lo spinge ad assumere un atteggiamento attivo nei confronti del manga, al fine di comprendere con esattezza quello che sta succedendo; quello stesso atteggiamento, però, finirà per essere frustrato dalla grande confusione contenuta nell'ultima parte.
Tenendo conto di quanto detto, mi risulta abbastanza difficile dare a questo manga la giusta valutazione; nonostante i suoi difetti supera ancora la sufficienza, ma i punti persi inopinatamente per strada sono davvero tanti.


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Rumiko

Volumi letti: 16/16 --- Voto 8,5
Magical Girl of the End è un manga nato nel 2012 dalla penna di Kentaro Sato, mangaka forse poco conosciuto ai più, ma di certo destinato a lasciare il segno.

La storia vede come iniziale protagonista Kii Kogami, tipico studente giapponese dalla vita ordinaria fino alla noia, che vedrà il suo mondo cadere in pezzi a seguito della comparsa di alcune non meglio precisate bambole assassine: le magical girls.
Inizio forse non proprio originalissimo, dal quale però non bisogna lasciarsi ingannare: se c'è una cosa che non si può assolutamente rimproverare a quest'opera è la banalità!
E difatti, la maestria dell'autore sta nell'aver costruito una trama particolarmente complessa, comprensibile per intero solo negli ultimissimi numeri. I continui colpi di scena, gli sbalzi temporali, i continui cambi di protagonisti ricorda un puzzle le cui tessere sono sparse per tutta la stanza: a prima vista sembreranno frammenti di vita più o meno staccati l'uno dall'altro, i quali però convergeranno - finalmente - verso l'epilogo conclusivo.
A catturare l'attenzione del lettore ci pensa anche la narrazione tipicamente thriller: un ritmo serrato sin dal principio - praticamente in medias res - che mischia abilmente suspense, splatter ed una serie di azzeccatissimi twists in the tale.

E i personaggi? Sono molti, eppure si ricordano tutti. Non è affatto banale in una storia così complessa. E' il risultato di un ottimo lavoro di caratterizzazione, la quale risulta particolarmente incisiva non solo con riguardo ai protagonisti psicologicamente più profondi, ma anche se ci si limita ai più "frivoli". Frivoli tra virgolette, peraltro, perché si scoprirà che anche il soggetto all'apparenza più piatto ha in realtà una psicologia ben più complicata di quel che sembra.

Anche il disegno mi sembra di un livello molto alto, tale da rendere riconoscibili i personaggi anche nelle tavole più caotiche.

MGOTE resta - peraltro - una delle poche edizioni Planet Manga degne del prezzo.

Unica nota (leggermente) dolente sta nel finale: sicuramente non brutto, ma un po' sotto le aspettative. Può darsi che sia la qualità così alta dell'opera a creare certe aspettative, ma onestamente mi aspettavo qualcosa di più particolare. Pazienza, non si può essere perfetti.

Giudizio conclusivo: consigliatissimo!


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Suiyo

Volumi letti: 4/16 --- Voto 7
"Magical Girl of The End" è un manga del 2012, scritto da Kentaro Sato. Il protagonista è Kogami Kii, ragazzo profondamente annoiato dalla sua monotona vita e da tutto ciò che lo circonda; questo finché, durante una normale giornata scolastica, tutti i suoi compagni di classe non vengono uccisi da una misteriosa ragazzina in gothic lolita. E improvvisamente, ogni cosa non è più come prima. La morte degli amici e dei compagni di tutti i giorni, la disperata corsa per sfuggire a queste strane bambole assassine, il riflesso di chi ha cercato di salvarsi, senza riuscirci, nei propri occhi. E, infine, la riscoperta del passato dei personaggi, insieme alla loro lotta contro il tempo. Ecco servitovi "Magical Girl of the End". Il suo 7 è un voto abbastanza relativo, dato che si parla solo dei primi volumi, ma è anche un po' un voto di fiducia che, spero, non verrà smentito.

Personalmente parlando, quando lessi il primo volume ne rimasi anche abbastanza interessata. L'unica pecca, forse, era la mancanza di una minima parte di trama, quasi la storia fosse improvvisamente piombata sulla scrivania del lettore. Anche una minima descrizione, un piccolo accenno riguardo le intenzioni di queste Magical poteva essere perfetto. Ma nonostante questo, decisi comunque di continuarlo e di provare i successivi volumi.
Fortunatamente, le mie speranze non sono state illusioni. Con i successivi volumi, già la trama si è delineata in modo più chiaro, almeno rispetto al primo volume. I disegni, poi, sono forse una delle parti che più ho apprezzato. Nelle scene tranquille, infatti, abbiamo un tratto semplice e pulito. Ma forse, quelle che ho più apprezzato sono state proprio quelle più cruente e violente, dove tutta l'azione si concentra e, con scene molto marcate e messe in evidenza, mi sono ritrovata quasi lì dentro, insieme ai personaggi, in cerca di un luogo sicuro che apparentemente sembra non esistere. Il disegno, insieme alla trama, ti coinvolge fino a farti sentire personaggio della storia stessa.
Veramente molto bello, almeno fino a questi 4 volumi usciti. Certo, non è un genere adatto a tutti, data la quantità smisurata di violenza e sangue. Ovviamente non può essere considerato un'opera magistrale come "Devilman", ma per chi ama il genere splatter, penso che possa essere una buona lettura.