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Utente73180

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Utente73180

Volumi letti: 3/8 --- Voto 9
Spesso mi ritrovo nella situazione d'invidiare i protagonisti dei vari anime che guardo. Leggendo questo manga invece non ho desiderato nemmeno per un secondo di essere il protagonista, il quale è dilaniato dal dolore ogni giorno.

Le copertine di questo manga sono qualcosa d'indescrivibile, presentano uno stile “pastello” con colori molto morbidi (simili a quelle di Tokyo Ghoul). La scritta in grande nella parte superiore è azzeccata nel contesto della copertina e varia a ogni volume a seconda del colore predominante. Nel retro si vede un secondo disegno rappresentate il medesimo soggetto di quello frontale, mantiene inoltre il colore predominante. Questa filosofia cambia quando si rimuove la sovraccoperta; si passa difatti da colori accesi a un totale grigio. Per farvi capire rappresenta le scritte posizionate nello stesso ordine, viene però rimosso il disegno lasciando spazio a un grigio totale. Credo che la copertina rappresenti il “core” centrale di questo manga. La principale mi ha ricordato l’ottima caratterizzazione dei personaggi, la sottostante invece rappresenta secondo me il gelo del continuo inverno che imperversa in ogni ambientazione di questo manga. All’interno è presente una pagina che riporta la descrizione di alcuni personaggi e un riassunto della trama che si aggiornerà a ogni volume. Il sommario mi sembra monotono, forse è giusto così, avrei preferito però una qualche caratterizzazione a tema “inverno”.

I personaggi del manga, come già detto da altri, mi sono sembrati eccellentemente caratterizzati. Questo però vale solo per i principali, dal momento che in questi volumi si sono susseguiti svariati personaggi (che da li a poco non avrebbero fatto una bella fine). Il protagonista e sua sorella vivono in un'ormai fredda e desolata Terra, tutto è ricoperto di neve, tutto è freddo e nulla può distrarli dal penetrante freddo che lacera piano dall’interno. Questa situazione è percepibile in ogni ambientazione: se per esempio i protagonisti entrano in una macchina, quest’ultima avrà i vetri brinati. In questo mondo però vi sono persone che hanno un dono, questi umani vengono chiamati "benedetti".

Spendo poche parole per i disegni che si confermano essere di eccellente realizzazione, ottima la “crudezza” trasmessa da alcune tavole. Ma ecco le mie sensazioni nel leggere questo manga e soprattutto cosa penso dopo averlo letto. Per quanto mi riguarda, rappresenta l’idea di dualismo. Ogni situazione, personaggio, ambientazione è possibile spezzarla in due ed avere due metà simmetricamente opposte. A iniziare dal protagonista "maledetto" a essere perennemente in fiamme, questa caratteristica va quindi a opporsi al gelo delle ambientazioni, due caratteristiche collegate tra loro da un filo. In questo caso questo filo è la sofferenza. Se prima il freddo straziante era la principale fonte di dolore per il protagonista ora lo è questo tormento “infernale”. Sempre continuando per questa strada della “scissione simmetrica” si possono osservare i personaggi. Vi è un personaggio che vive da talmente tanti anni che non ha più motivo di vivere e questo renderà i suoi dialoghi immobili, “quasi congelati”. Si ritorna quindi al discorso del gelo e della staticità del paesaggio, che viene spezzato da spettacolari combattimenti (pochi ma buoni). Provate a chiudere gli occhi: pensate a una serie di lacci e perle. Avvicinandovi riuscite a scorgere che le perle sono a coppie, mentre i lacci sono tutti simili tra di loro. Ora prendete due perle e collegatele con un laccio, prendete un'altra coppia e legate le due tra di loro con un terzo laccio. Riuscirete alla fine ad avere una catena continua di perle che si susseguono a due a due divise dal laccio. Provate a scambiare il laccio con un altro, notate che non cambia minimante la situazione. Con questo voglio dire che questo dualismo è unito da un certo argomento. Prima ho parlato del dualismo tra il fuoco del protagonista e il gelo delle ambientazioni, applicando il ragionamento delle perle si potrebbe dire che il gelo e il fuoco siano perle, mentre la sofferenza sia il filo.

In conclusione spero che vi sia piaciuta questa analisi un po’ personale. Il manga tuttavia lo consiglio ad un tipo di lettore che come me cerca un prodotto sul quale ragionare anche dopo aver letto il volume. Lo sconsiglio a chi predilige una lettura più leggera.


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Mit13

Volumi letti: 6/8 --- Voto 8
Molte cose mi hanno colpito di questo manga, già il disegno è piuttosto particolare, rimanda più alla bande dessinée che allo stile tipico giapponese. Lo stile si adatta bene al contesto della storia, che è un altro punto di forza: un’apocalisse di ghiaccio in cui il bianco sovrasta nettamente il nero, e il gelo è quasi percepibile. È proprio il contesto ad essere il vero protagonista, per una volta le reazioni e le relazioni dei personaggi sono coerentemente determinate dall’ambiente circostante (basta con i mondi fantasy in cui i protagonisti ragionano come dei normalissimi millennials). Cannibalismo, incesto, violenza sono contestuali all’ambiente. Gli istinti primordiali di sopravvivenza e di miglioramento delle proprie condizioni di vita sono i motori di ogni azione, ma l’aspetto più interessante è l’evolversi dei rapporti sociali. Una gran massa di persone spaventate ed inerti che desiderano di essere protette, che si affidano agli elementi, una società più asservita in maniera passiva e acritica, che fa da cornice alle azioni di una rosa di personaggi che si fanno travolgere dalle proprie stesse azioni.
L’ambientazione primordiale è perfetta per sviluppare l’aspetto che più mi colpito: la creazione dei Miti. In molti tentano di dare un’organizzazione a questa società devastata, e tutti lo fanno nel modo tipico che la specie umana ha utilizzato agli albori della sua civiltà: creando Miti, potenze superiori che diventano il movente per rispettare determinate regole di comportamento. Ma la cosa che ancora più mi ha colpito è che tutti sono travolti dalle proprie stesse invenzioni, o perché non riescono a gestirle, o perché vi credono essi stessi talmente tanto da perdervisi. Ed infine il personaggio principale, completamente fuori canone, un essere completamente succube degli eventi, che verrà trascinato in ogni tipo di situazione al di là della propria volontà, che diverrà esso stesso Mito a sua insaputa, con tanto di sdoppiamento e sgretolamento della propria personalità...


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Hyakkimaru

Volumi letti: 1/8 --- Voto 5
La ricerca dell'originalità a tutti i costi si scontra spesso con la difficoltà di riuscire ad essere credibili ricorrendo a stilemi narrativi sin troppo abusati.
Nel tentativo di emergere dal mare magnum della "letteratura" nipponica, Fire Punch si avvale di un soggetto ricolmo di eccessi (zoofilia, incesto, amputazioni, cannibalismo) che, se da un lato risultano essere in qualche modo giustificati da un mondo sprofondato nel buio distopico di un pianeta arido e glaciale, dall'altro sono sintomo di incertezza e confusione nello svolgersi di una trama stracolma di buchi narrativi, una sceneggiatura approssimativa ed un comparto grafico che non aiuta il prodotto a differenziarsi da altri suoi simili.
Da leggere più per curiosità che per un valore intrinseco dell'opera.


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Unarecensione

Volumi letti: 1/8 --- Voto 5
Stoppare o soltanto recensire una serie dopo aver letto un solo numero non è forse del tutto corretto, ma come ci sono manga che con un solo numero ci fanno innamorare, ce ne sono anche altri che con un solo numero riescono a deluderci. Le premesse e la sinossi incuriosiscono molto, abbastanza originali, e le prime pagine ti catapultano in un mondo che ti cattura. Alla prima scena macabra, ci si esalta, e si riconosce il fatto che questo sia un fumetto per adulti, non di certo leggero e interessante. Ma al susseguirsi di queste scene che ci vengono proposte con una prepotenza esagerata e ingiustificata, delude, e ci sono scene davvero di cattivo gusto a mio parere, perché superato un certo limite, quello della decenza, non si tratta più di argomenti adulti ma proprio di cattivo gusto. Alcuni argomenti possono toccare personalmente, e non tutti sono disposti a leggere qualcosa di così pesante. Inoltre con lo scorrere delle pagine la storia diventa anche un po' troppo intricata e complessa, tanta, forse troppa, carne al fuoco che lascia presagire un futuro molto cinematografico, degno delle migliori recenti serie TV. Per questo penso che piacerà a molti. E va riconosciuto il suo valore per essere in grado di cavalcare l'onda, e di dare al pubblico quello che il pubblico, a quanto pare, vuole ai giorni nostri. Non è per tutti però. Passiamo al disegno, all'inizio appena si sfoglia il manga si nota il tratto graffiante e per così dire "sporco", che se ben fatto è molto bello, ma anche qui col passare delle pagine l'ennesima delusione, il disegno comincia a diventare un po' troppo sporco tanto da sembrare tirato via, e solo poche tavole sono ricche di dettagli e precisione. Un manga tanto particolare, per me troppo, ma può piacere a chi cerca la novità. Credo che con l'andare avanti la serie diventi sempre migliore e di certo sarà apprezzabile, ma personalmente il primo numero in alcune parti mi ha così disturbato che non potrò modificare il voto di molto. Potrà guadagnare qualche punto ma niente di più. Do un 5 perché è a metà strada tra una sufficienza che potrebbe raggiungere con molti sforzi, per i miei gusti (e che più di sufficienza non sarà quasi certamente), e un declino pauroso che potrà benissimo scendere verso il 4 e ancora più in basso.