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Zerusen

Volumi letti: 8/8 --- Voto 5
C'è una sensazione che odio con tutto me stesso da lettore di manga: quella che si prova quando si scorge un difetto in un'opera (compresa la vera strada che l'opera abbia scelto di imboccare) e quando questo difetto mi venga costantemente confermato, logorandomi nella coscienza che proseguire la lettura sarà noioso e fastidioso.
Decisamente troppe ambizioni, troppa filosofia e troppa ostentata intellettualità mi hanno fatto capire come "Fire Punch" sia un fumetto subdolo, che ti convince di appartenere ad un genere e di essere in procinto di mostrarti una bella avventura, ma che poi, disilludendoti, se ne esce con sviluppi ed esiti assolutamente indegni della propria ambizione.

Ambientato in un futuro in cui sembra essersi verificata un'altra era glaciale, il mondo è in una condizione post-apocalittica, caratterizzato da freddo, fame e tristezza, i cui esseri umani rimasti sono diventati i tipici individui spregevoli e privi di dignità. Tra questi esseri umani, però, vi sono i "benedetti", ovvero persone con poteri sovrannaturali, e il protagonista è uno di questi: il suo nome è Agni. Questo Agni possiede una prodigiosa benedizione rigenerativa, che lo cura molto rapidamente, permettendogli di sopravvivere alle inestinguibili fiamme di un altro, malvagio, benedetto: Doma, il quale stermina tutto il villaggio di Agni, sua sorella compresa. Trattandosi di fiamme inestinguibili, tuttavia, pur sopravvivendovi, Agni non se ne libera, diventando una sorta di torcia umana ambulante in cerca di vendetta.

La trama di per sé promette bene, ma anche la storia, a dire il vero, inizia splendidamente: nonostante il manga presenti elementi molto forti (talvolta anche disgustosi), i quali io ho accettato solo in virtù del triste e distopico scenario, gli eventi narrati per circa metà opera sono davvero belli.
Dove sta il problema? Il problema è che questo manga non ha senso. Inizia con una trama incentrata su combattimenti e super poteri e prende una piega filosofica a causa della quale non si capisce - e soprattutto non si apprezza - assolutamente niente. Dialoghi incomprensibili, personaggi che sono dei pazzi furiosi, allucinazioni, domande fondamentali che ricevono risposte ai limiti della stupidità al solo fine di "stupire" il lettore; il tutto accompagnato da questa atmosfera intellettuale e profonda completamente insensata e ridicola. Pian piano, leggendo, si realizza come questo manga inizi a prendere la strada della "tragedia": un protagonista a cui è stato tolto tutto, uno scenario mondiale a dir poco distopico, la presenza di spregevoli esseri umani, una serie di complicazioni... Ma anche volendo narrare una sorta di tragedia, non vi è l'impossibilità di renderla piacevole, se si prova quantomeno a trasmettere qualcosa di concreto, anziché una totale aria fritta pseudo-filosofica ed assolutamente inconcludente. Voler lasciare libere interpretazioni va bene, ma io non devo essere obbligato ad improvvisarmi Freud per poter provare ad apprezzare intere sequenze di un manga (che peraltro è iniziato con premesse di un genere ben differente). Come se Akira Toriyama di Dragon Ball portasse Goku - dopo aver sconfitto Freezer - a farsi complessi mentali sul fatto che magari Freezer non fosse cattivo, ma fosse pazzo e dovesse essere curato invece che ucciso.

Insomma, bisogna essere coerenti. Se proprio si vuole essere ambiziosi e spingere, che lo si faccia, ma che non si finisca per narrare qualcosa di totalmente incomprensibile e ben lontano da ciò che questo fosse in origine. Come se poi per trasmettere qualcosa di profondo si fosse obbligati a ricorrere alle assurdità. Io, francamente, ritengo proprio di no.


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Focasaggia

Volumi letti: 8/8 --- Voto 5,5
«Fire Punch» opera prima di Tatsuki Fujimoto che ne cura anche il disegno (e in seguito si dedicherà a «Chainsaw Man») è un manga con ottime premesse di elementi fantasy e fantascientifici ben integrati, ma che si perde per poi concludersi in un eccessivo filosofico finale.

Ambientato in un futuro distopico, dove un freddo sempre più intenso minaccia la sopravvivenza del genere umano, due ragazzi cercano di vivere una vita il più normale possibile. Sono entrambi dotati di una particolare abilità, un velocissimo fattore rigenerante che rende il protagonista quasi immortale, in lui tale capacità è più sviluppata rispetto alla sorella. Forniscono continuamente di cibo il villaggio dove vivono, ma la loro condotta viene giudicata immorale e condannata, in questo frangente un corpo capace di rigenerarsi all'infinito verrà a contatto con un fuoco capace di non estinguersi mai.

In queste lande desolate vivono, talvolta considerati quali protettori divini, i "benedetti" personaggi che hanno ricevuto in dono un'abilità particolare e innaturale dalla nascita, una sorta di mutazione genetica per adeguarsi ad un ambiente stravolto, date le premesse la capacità più apprezzata è quella di emettere fuoco.

Si attende una sorta di messia, in tutto il manga si ha questa forte sensazione che si attenda un intervento divino per salvarsi piuttosto che cercare alternative valide e lavorare su di esse, una fede profonda permea gli abitanti delle varie poche città rimaste. Si cerca qualcuno che possa guidare e salvare il genere umano dall'inevitabile estinzione e si vede tale figura in Agni, il protagonista che vanta un fuoco, sì illimitato, ma incontrollabile verrà accolto con troppa enfasi e spesso con risultati disastrosi.

Il manga nasce da diversi presupposti che, per quanto interessanti, limitanti nell'esecuzione, possedere un fuoco che estingue ogni cosa, porterà solo distruzione, non si potrà mai costruire nulla da esso, chi possiede tali capacità passerà obbligatoriamente da personaggio positivo a minaccia, cosa che traspare solo in parte dalla lettura, peggio per quanto riguarda la rigenerazione.

Il concetto di immortalità è un concetto vago sia nella mente sia del lettore che dell'autore che si cimenta in quello che si dimostra un volo pindarico, non sappiamo immaginare un qualcosa che possa vivere più di migliaia di anni, descrivere eventi che potrebbero accadere fra milioni di anni (et similia) comporta una perdita completa di credibilità di empatia, si può provare solo distacco, perplessità su quanto si legge.

Fra i personaggi che incontra il protagonista i più interessanti sono: Togata, che riuscirà a strappare sorrisi al lettore, e Nenetto, probabilmente il personaggio più normale, con cui si può creare facilmente empatia; il disegno è acerbo a tratti quasi incompleto, caratteristico. Non mancheranno scene violente e di impatto, confuse e talvolta furbamente evitate le scene di lotta.

In definitiva sembra che gli argomenti per quanto buoni siano sfuggiti di mano all'autore soprattutto negli ultimi volumi, confusionari, rimane una storia molto originale, molto cruda, che ha intrappolato l'autore. Da consigliare a chi cerca spunti, a chi voglia ragionare su cosa poteva essere e che non è stato, in una storia che lascia, crudelmente, poche speranze.


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Mopinik

Volumi letti: 8/8 --- Voto 9
Uomini che diventano eroi per caso.
Miti che si creano.
Il valore dei desideri in un mondo desolato giunto al suo termine.
Il cinema come paradiso.
Tutto questo, e altro ancora, è "Fire Punch", manga decisamente particolare, a partire dallo stile di disegno non convenzionale.
Oltre a citare la presenza di alcune interessanti sequenze molto "cinematografiche", che ho personalmente adorato, non voglio dire di più, ad eccezione di questo: è un'opera parecchio originale in cui, durante la lettura, non si sa mai cosa può accadere che può rapire o essere aspramente criticata. Io personalmente sono stata rapita. Voto:9

Utente73180

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Utente73180

Volumi letti: 3/8 --- Voto 9
Spesso mi ritrovo nella situazione d'invidiare i protagonisti dei vari anime che guardo. Leggendo questo manga invece non ho desiderato nemmeno per un secondo di essere il protagonista, il quale è dilaniato dal dolore ogni giorno.

Le copertine di questo manga sono qualcosa d'indescrivibile, presentano uno stile “pastello” con colori molto morbidi (simili a quelle di Tokyo Ghoul). La scritta in grande nella parte superiore è azzeccata nel contesto della copertina e varia a ogni volume a seconda del colore predominante. Nel retro si vede un secondo disegno rappresentate il medesimo soggetto di quello frontale, mantiene inoltre il colore predominante. Questa filosofia cambia quando si rimuove la sovraccoperta; si passa difatti da colori accesi a un totale grigio. Per farvi capire rappresenta le scritte posizionate nello stesso ordine, viene però rimosso il disegno lasciando spazio a un grigio totale. Credo che la copertina rappresenti il “core” centrale di questo manga. La principale mi ha ricordato l’ottima caratterizzazione dei personaggi, la sottostante invece rappresenta secondo me il gelo del continuo inverno che imperversa in ogni ambientazione di questo manga. All’interno è presente una pagina che riporta la descrizione di alcuni personaggi e un riassunto della trama che si aggiornerà a ogni volume. Il sommario mi sembra monotono, forse è giusto così, avrei preferito però una qualche caratterizzazione a tema “inverno”.

I personaggi del manga, come già detto da altri, mi sono sembrati eccellentemente caratterizzati. Questo però vale solo per i principali, dal momento che in questi volumi si sono susseguiti svariati personaggi (che da li a poco non avrebbero fatto una bella fine). Il protagonista e sua sorella vivono in un'ormai fredda e desolata Terra, tutto è ricoperto di neve, tutto è freddo e nulla può distrarli dal penetrante freddo che lacera piano dall’interno. Questa situazione è percepibile in ogni ambientazione: se per esempio i protagonisti entrano in una macchina, quest’ultima avrà i vetri brinati. In questo mondo però vi sono persone che hanno un dono, questi umani vengono chiamati "benedetti".

Spendo poche parole per i disegni che si confermano essere di eccellente realizzazione, ottima la “crudezza” trasmessa da alcune tavole. Ma ecco le mie sensazioni nel leggere questo manga e soprattutto cosa penso dopo averlo letto. Per quanto mi riguarda, rappresenta l’idea di dualismo. Ogni situazione, personaggio, ambientazione è possibile spezzarla in due ed avere due metà simmetricamente opposte. A iniziare dal protagonista "maledetto" a essere perennemente in fiamme, questa caratteristica va quindi a opporsi al gelo delle ambientazioni, due caratteristiche collegate tra loro da un filo. In questo caso questo filo è la sofferenza. Se prima il freddo straziante era la principale fonte di dolore per il protagonista ora lo è questo tormento “infernale”. Sempre continuando per questa strada della “scissione simmetrica” si possono osservare i personaggi. Vi è un personaggio che vive da talmente tanti anni che non ha più motivo di vivere e questo renderà i suoi dialoghi immobili, “quasi congelati”. Si ritorna quindi al discorso del gelo e della staticità del paesaggio, che viene spezzato da spettacolari combattimenti (pochi ma buoni). Provate a chiudere gli occhi: pensate a una serie di lacci e perle. Avvicinandovi riuscite a scorgere che le perle sono a coppie, mentre i lacci sono tutti simili tra di loro. Ora prendete due perle e collegatele con un laccio, prendete un'altra coppia e legate le due tra di loro con un terzo laccio. Riuscirete alla fine ad avere una catena continua di perle che si susseguono a due a due divise dal laccio. Provate a scambiare il laccio con un altro, notate che non cambia minimante la situazione. Con questo voglio dire che questo dualismo è unito da un certo argomento. Prima ho parlato del dualismo tra il fuoco del protagonista e il gelo delle ambientazioni, applicando il ragionamento delle perle si potrebbe dire che il gelo e il fuoco siano perle, mentre la sofferenza sia il filo.

In conclusione spero che vi sia piaciuta questa analisi un po’ personale. Il manga tuttavia lo consiglio ad un tipo di lettore che come me cerca un prodotto sul quale ragionare anche dopo aver letto il volume. Lo sconsiglio a chi predilige una lettura più leggera.


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Mit13

Volumi letti: 6/8 --- Voto 8
Molte cose mi hanno colpito di questo manga, già il disegno è piuttosto particolare, rimanda più alla bande dessinée che allo stile tipico giapponese. Lo stile si adatta bene al contesto della storia, che è un altro punto di forza: un’apocalisse di ghiaccio in cui il bianco sovrasta nettamente il nero, e il gelo è quasi percepibile. È proprio il contesto ad essere il vero protagonista, per una volta le reazioni e le relazioni dei personaggi sono coerentemente determinate dall’ambiente circostante (basta con i mondi fantasy in cui i protagonisti ragionano come dei normalissimi millennials). Cannibalismo, incesto, violenza sono contestuali all’ambiente. Gli istinti primordiali di sopravvivenza e di miglioramento delle proprie condizioni di vita sono i motori di ogni azione, ma l’aspetto più interessante è l’evolversi dei rapporti sociali. Una gran massa di persone spaventate ed inerti che desiderano di essere protette, che si affidano agli elementi, una società più asservita in maniera passiva e acritica, che fa da cornice alle azioni di una rosa di personaggi che si fanno travolgere dalle proprie stesse azioni.
L’ambientazione primordiale è perfetta per sviluppare l’aspetto che più mi colpito: la creazione dei Miti. In molti tentano di dare un’organizzazione a questa società devastata, e tutti lo fanno nel modo tipico che la specie umana ha utilizzato agli albori della sua civiltà: creando Miti, potenze superiori che diventano il movente per rispettare determinate regole di comportamento. Ma la cosa che ancora più mi ha colpito è che tutti sono travolti dalle proprie stesse invenzioni, o perché non riescono a gestirle, o perché vi credono essi stessi talmente tanto da perdervisi. Ed infine il personaggio principale, completamente fuori canone, un essere completamente succube degli eventi, che verrà trascinato in ogni tipo di situazione al di là della propria volontà, che diverrà esso stesso Mito a sua insaputa, con tanto di sdoppiamento e sgretolamento della propria personalità...


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Hyakkimaru

Volumi letti: 1/8 --- Voto 5
La ricerca dell'originalità a tutti i costi si scontra spesso con la difficoltà di riuscire ad essere credibili ricorrendo a stilemi narrativi sin troppo abusati.
Nel tentativo di emergere dal mare magnum della "letteratura" nipponica, Fire Punch si avvale di un soggetto ricolmo di eccessi (zoofilia, incesto, amputazioni, cannibalismo) che, se da un lato risultano essere in qualche modo giustificati da un mondo sprofondato nel buio distopico di un pianeta arido e glaciale, dall'altro sono sintomo di incertezza e confusione nello svolgersi di una trama stracolma di buchi narrativi, una sceneggiatura approssimativa ed un comparto grafico che non aiuta il prodotto a differenziarsi da altri suoi simili.
Da leggere più per curiosità che per un valore intrinseco dell'opera.


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Unarecensione

Volumi letti: 1/8 --- Voto 5
Stoppare o soltanto recensire una serie dopo aver letto un solo numero non è forse del tutto corretto, ma come ci sono manga che con un solo numero ci fanno innamorare, ce ne sono anche altri che con un solo numero riescono a deluderci. Le premesse e la sinossi incuriosiscono molto, abbastanza originali, e le prime pagine ti catapultano in un mondo che ti cattura. Alla prima scena macabra, ci si esalta, e si riconosce il fatto che questo sia un fumetto per adulti, non di certo leggero e interessante. Ma al susseguirsi di queste scene che ci vengono proposte con una prepotenza esagerata e ingiustificata, delude, e ci sono scene davvero di cattivo gusto a mio parere, perché superato un certo limite, quello della decenza, non si tratta più di argomenti adulti ma proprio di cattivo gusto. Alcuni argomenti possono toccare personalmente, e non tutti sono disposti a leggere qualcosa di così pesante. Inoltre con lo scorrere delle pagine la storia diventa anche un po' troppo intricata e complessa, tanta, forse troppa, carne al fuoco che lascia presagire un futuro molto cinematografico, degno delle migliori recenti serie TV. Per questo penso che piacerà a molti. E va riconosciuto il suo valore per essere in grado di cavalcare l'onda, e di dare al pubblico quello che il pubblico, a quanto pare, vuole ai giorni nostri. Non è per tutti però. Passiamo al disegno, all'inizio appena si sfoglia il manga si nota il tratto graffiante e per così dire "sporco", che se ben fatto è molto bello, ma anche qui col passare delle pagine l'ennesima delusione, il disegno comincia a diventare un po' troppo sporco tanto da sembrare tirato via, e solo poche tavole sono ricche di dettagli e precisione. Un manga tanto particolare, per me troppo, ma può piacere a chi cerca la novità. Credo che con l'andare avanti la serie diventi sempre migliore e di certo sarà apprezzabile, ma personalmente il primo numero in alcune parti mi ha così disturbato che non potrò modificare il voto di molto. Potrà guadagnare qualche punto ma niente di più. Do un 5 perché è a metà strada tra una sufficienza che potrebbe raggiungere con molti sforzi, per i miei gusti (e che più di sufficienza non sarà quasi certamente), e un declino pauroso che potrà benissimo scendere verso il 4 e ancora più in basso.