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MERCOLEDÌ 7 OTTOBRE 2026

Il tempo dell'amore



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Sorella_Alberta80

Volumi letti: 1/1 --- Voto 8,5
Ritrovare Ebine Yamaji a distanza di anni ha il sapore di un rincontro prezioso. Per chi aveva mosso i primi passi nel mondo del josei attraverso opere come Love My Life, Indigo Blue e soprattutto Free Soul — vera e propria folgorazione che faceva del "liberarsi dai fantasmi del passato" il proprio nucleo concettuale —, il passare del tempo aveva forse affievolito la memoria d'impatto di questa autrice. Leggere Il Tempo dell'Amore non è stata solo una conferma, ma una vera e propria riscoperta: la riscoperta di una voce eccelsa, delicata e incredibilmente matura.

La prigione del senso di colpa e il tocco di mistero

Al centro dell'opera troviamo due protagonisti uniti dall'avere eretto attorno e dentro di sé una prigione emotiva fondata sull'autocolpevolizzazione. Il trauma subito da ciascuno dei due si trasforma in una colpa originale che blocca l'esistenza e impedisce di aprirsi all'amore.
La protagonista femminile, vittima di un abuso sul lungofiume, finisce per attribuire la responsabilità dell'accaduto a se stessa o alla controparte maschile, la cui presenza era stata la causa che l'aveva condotta in quel luogo nefasto.
Il protagonista maschile porta sulle spalle il peso di un passato ancora più cupo, segnato dalla misteriosa e tragica perdita dell'allora compagno.
È proprio in questa seconda storyline che Il Tempo dell'Amore rivela una delle sue intuizioni più felici: l'innesto di un sottile filo conduttore legato al mistero. In mezzo a una narrazione dal sapore quotidiano e slice of life, questa microtrama venata di thriller arricchisce la lettura di un ritmo trascinante e di colpi di scena improvvisi, senza mai intaccare la profonda introspezione psicologica che caratterizza il racconto.

La poetica dello spazio bianco: quando il vuoto si fa forma

Dal punto di vista grafico, l'opera rappresenta una felice eccezione. Per chi predilige campiture piene, neri profondi e chiaroscuri marcati (alla maniera di Riyoko Ikeda o Moto Hagio), un tratto troppo esile, chiaro o etereo rischia spesso di trasmettere un senso di vacuità o incompletezza. Tuttavia, proprio come accade con una maestra del calibro di Murasaki Yamada, Ebine Yamaji dimostra di padroneggiare il vuoto in modo sublimamente espressivo: il tratto sottile, le linee quasi evanescenti e l'uso sapiente dello spazio bianco non sono mai sinonimo di pigrizia formale, ma diventano la struttura portante di un senso di sospensione emotiva. Il netto contrasto tra la calma rarefatta del disegno e la viscerale pienezza dei temi trattati — anche e soprattutto nei momenti più crudi o drammatici — crea un cortocircuito che amplifica il coinvolgimento del lettore e invita alla riflessione.

Il Tempo dell'Amore riafferma con forza il valore di Ebine Yamaji all'interno del panorama josei. Il distacco temporale dalla sua produzione passata non ha fatto altro che rendere questo ricongiungimento più vivido e memorabile, lasciando la speranza che la collana Doku possa proseguire nella proposta delle sue opere, magari recuperando titoli dalle venature misteriose come Red Thimble.