Kurogane no Valhallian
Tanti anni fa avevo letto una decina di volumi di Record of Ragnarok e penso che questo Valhallian the black Iron (ma su Mangamillion il nome è diverso) sia una delle opere venute fuori dal solco dell’opera di Takuma Fukui, Shinya Umemura e Azychika, anzi ne è l’ennesimo parente povero.
Se vi ricordate di Record of Ragnarok li dei di tutte le religioni da una parte e personaggi storici presi da tutte le epoche e civiltà del mondo si scontravano per decidere le sorti dell’umanità.
In Black Iron invece ci troviamo nel Valhalla dove le valchirie hanno chiamato degli eroi per salvarsi da una di loro che ha chiamato delle legioni romane.
Si i cattivi sono i nostri progenitori romani…
Ma ammetto che anche qui tutto è una scusa per darsi delle mazzate e in ciò Toshimitsu Matsubara (già autore di Rikudo in Italia per Jpop) è un maestro con bei disegni, molto dinamici negli scontri ma i personaggi godono di poca introspezione: Record of Ragnarok mi ha abituato a vedere le storie dei personaggi che sono una presentazione importante quanto la loro ultima battaglia ed sono un biglietto da visita che ti fa apprezzare il personaggio.
Qui si buttano sul campo i nomi più che le storie e abbiamo un Kubilai Khan che è un nano o un Licinio Crasso che io mi immagino, quando è morto vittima dei Parti come un grasso banchiere che ha una certa età, come è un giovane comandante.
Di certo avrei preferito che Marte fosse Spartaco, d’altronde non sarebbe cambiato fondamentalmente molto, i nomi come dicevo sono buttati a caso con poco senso.
Se vi ricordate di Record of Ragnarok li dei di tutte le religioni da una parte e personaggi storici presi da tutte le epoche e civiltà del mondo si scontravano per decidere le sorti dell’umanità.
In Black Iron invece ci troviamo nel Valhalla dove le valchirie hanno chiamato degli eroi per salvarsi da una di loro che ha chiamato delle legioni romane.
Si i cattivi sono i nostri progenitori romani…
Ma ammetto che anche qui tutto è una scusa per darsi delle mazzate e in ciò Toshimitsu Matsubara (già autore di Rikudo in Italia per Jpop) è un maestro con bei disegni, molto dinamici negli scontri ma i personaggi godono di poca introspezione: Record of Ragnarok mi ha abituato a vedere le storie dei personaggi che sono una presentazione importante quanto la loro ultima battaglia ed sono un biglietto da visita che ti fa apprezzare il personaggio.
Qui si buttano sul campo i nomi più che le storie e abbiamo un Kubilai Khan che è un nano o un Licinio Crasso che io mi immagino, quando è morto vittima dei Parti come un grasso banchiere che ha una certa età, come è un giovane comandante.
Di certo avrei preferito che Marte fosse Spartaco, d’altronde non sarebbe cambiato fondamentalmente molto, i nomi come dicevo sono buttati a caso con poco senso.