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GIOVEDÌ 15 OTTOBRE 2026

Zashisu



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MangAnimeEnthusiast

Volumi letti: 3/3 --- Voto 7,5
Il peso del tempo è un qualcosa che ognuno di noi sarà costretto a portarsi dietro per sempre.

Ma se questo peso si facesse talmente concreto da far arrestare tutto senza effettiva via di scampo?

L'insegnante Yamauchi è pressato dalle direttive dei propri superiori riguardo la gestione del bullismo, visto solo come opprimente ostacolo ai possibili benefici di carriera per tutto il corpo docenti, lui compreso.
Pur avendo dalla sua una certa fibra morale, non gli riesce proprio di intervenire in alcun modo, nemmeno di fronte alle indirette richieste di sostegno dei suoi stessi allievi.
Ma i veri traumi legati alla scuola arriveranno invece dal passato, quando le news annunciano la violenta uccisione di un suo ex-compagno di classe, nonché rinomato bullo; e a breve, altre atroci fini toccheranno ad altri tre ex-tormentatori, tutti uniti da una colpa precisa: l'aver torturato in modo indicibile per tutte le medie il loro compagno Haruto, che sorprendentemente invierà al resto della classe l'invito alla commemorazione della prima vittima.
Subito Yamauchi, con l'aiuto della fidanzata Tamao, comprenderà di essere nel mezzo di una pianificata vendetta, i cui devastanti passaggi sono racchiusi nelle pagine di un romanzo di dubbia qualità dall'enigmatico titolo "Zashisu".

Masamori Morita decide di compiere un inaspettato salto nel buio senza esclusione di colpi, unendo le linee tipiche del Thriller con la critica sociale, ma anche e soprattutto la concretezza della realtà con la surrealità di un orrore pieno di sorprese a ogni angolo, e che vive dalla primissima vignetta di un'accuratezza nei dettagli tale da non poter fare a meno di scatenare una repulsiva curiosità verso lo svisceramento (sì, termine più che appropriato) del mistero.

Il fine tratto serve perfettamente a restituire una semplicità pulita e "quotidiana" ma non per questo limitata, amplificando la chiarezza degli ambienti e degli eventi anche nei momenti più oscuri, e soprattutto la dinamicità delle espressioni facciali che assumono una rilevanza tale da permetterci di sentire i personaggi e i loro sentimenti più vicini che mai: il lavoro che Morita compie in particolare sulla distorsione delle guance, delle labbra e degli occhi in base alle emozioni è così tangibile, anche nei momenti volontariamente più sopra le righe per generare quel minimo di comicità o di grottesco, da restituire una sensazione da vero e proprio "live-action".

Questo si ravvede soprattutto nel carattere di Tamao, giovane dipendente di una casa editrice ma tremendamente disordinata ed immatura nella maggior parte di ciò che fa, pur non mancando di egual enfasi nella determinazione e supporto assoluti verso Yamauchi e la sua situazione.
La sua professione tornerà estremamente utile proprio per via delle radici "letterarie" su cui si basa la vendetta, offrendo così anche un breve spiraglio che si sofferma (forse in termini anche autobiografici da parte di Morita?) sul non meno complesso rapporto tra scrittore e pubblico, con gli editori a fare spesso da infelici tramiti, ma anche da responsabili per promuovere lavori e autori capaci di essere ribaltati anche dai loro più superficiali errori.

Il concetto stesso di narrativa diventa infine la cornice definitiva attorno a cui si sviluppa il già citato peculiare rapporto tra l'atmosfera più realistica e quella più fantasiosa, intersecate in modo così fluido da far quasi pensare che Morita non solo li abbia studiati a puntino, ma li abbia proprio inscenati pur di riprodurli al meglio!

Virando sui difetti, invece, il più evidente è la forte sensazione che la risoluzione di determinati passaggi potesse essere sviluppata più a fondo, nonché la tensione nelle ultimissime pagine, dove pur arrivando alla conclusione dovuta si riduce abbastanza l'impatto per via di un ritmo troppo veloce e decisamente meno tagliente rispetto a quanto visto per il resto (specie nei momenti immediatamente precedenti il finale, conditi da evidenti citazioni cinematografiche), e dove anche il finora calibrato surreale strasborda davvero troppo; questo vale in parte anche per la parentesi dedicata all'editoria, che pur risultando rilevante come detto lascia il sapore di un discorso lasciato a metà.


In sostanza, Zashisu rimane un ottimo mistero che scorre brillantemente grazie a contenuto e tecnica magistralmente uniti da una crudezza che, qualunque siano i motivi dentro e fuori la pagina, restituisce anche il collegamento più tangibile con una realtà che viviamo e spesso cerchiamo di sfuggire con ogni mezzo possibile, vivendo a fondo in un Presente che però non può non essere retto da un Passato non meno denso e ricco, qualunque esso sia.