Wild Strawberry
Ire Yonemoto conclude l’opera scrivendo : “c’è una montagna di cose che non mi è stata possibile disegnare”.
Il manga ha molto potenziale, la storia seppur non molto originale ha mordente, i personaggi funzionano e i disegni sono stupendi.
Le idee da sviluppare erano tante e se non gli avessero chiuso anticipatamente l’opera sono sicuro che l’autrice sarebbe riuscita a gestire tutto al meglio.
Il finale così tanto anticipato però è innaturale e ci sono troppi sviluppi/colpi di scena in rapida successione che invece di stupire finiscono per far perdere di credibilità al finale.
Io ho apprezzato l’opera e sono sicuro che nella sua vera forma completa avrebbe reso tantissimo.
In queste condizioni ve lo consiglio solo per i disegni che sono spettacolari.
Ire Yonemoto ha fatto intravedere di cosa è capace. Gli auguro più fortuna per le prossime, sono curioso di vedere cosa ci disegnerà.
Il manga ha molto potenziale, la storia seppur non molto originale ha mordente, i personaggi funzionano e i disegni sono stupendi.
Le idee da sviluppare erano tante e se non gli avessero chiuso anticipatamente l’opera sono sicuro che l’autrice sarebbe riuscita a gestire tutto al meglio.
Il finale così tanto anticipato però è innaturale e ci sono troppi sviluppi/colpi di scena in rapida successione che invece di stupire finiscono per far perdere di credibilità al finale.
Io ho apprezzato l’opera e sono sicuro che nella sua vera forma completa avrebbe reso tantissimo.
In queste condizioni ve lo consiglio solo per i disegni che sono spettacolari.
Ire Yonemoto ha fatto intravedere di cosa è capace. Gli auguro più fortuna per le prossime, sono curioso di vedere cosa ci disegnerà.
Ho aspettato di avere tutti i volumi di questo manga per più di un anno, e ora posso finalmente dire cosa ne penso. Parto col dire che questo manga non racconta niente di innovativo, in quanto si tratta sostanzialmente di una fusione tra Chainsawman e L'Attacco dei Giganti, con una componente fantascientifica decisamente più marcata. I disegni puliti e sempre comprensibili sono sicuramente il punto forte di questo manga, mentre la storia è un po' traballante. Attenzione, non intendo dire che sia brutta, incoerente o scritta male, ma è evidente che sia stata condensata per rispettare delle direttive editoriali; è lo stesso autore, infatti, a dire che avrebbe voluto scrivere molte più cose, ma che non gli è stato possibile. Bisogna tenere a mente che la libertà creativa degli autori dipende sempre dalle vendite dei loro fumetti e che, in questo caso specifico, la sensazione di qualcosa di mancante che scaturisce dalla lettura di questa storia non dipende dalľautore, ma dalle leggi che governano ľeditoria giapponese. Per essere un'opera prima, però, Wild Strawberry non è affatto male e spero che in futuro venga rivalutata. In conclusione posso dire che questo fumetto non è sicuramente niente di trascendentale o di imprescindibile, ma anche che è stato una lettura gradevole, collocabdosi perfettamente in quelle opere carine ma che non sono dei capolavori. Ps. Credo che Ire Yonemoto sia un autore da tenere ďocchio, perché, con un po' di libertà creativa in più, può fare grandi cose.
Serie interrotta al secondo volume.
Il pregio enorme di questa serie risiede nei suoi disegni; non solo nel tratto, ma anche nella complessità delle scene. Il modo in cui l'autore riesce a costruire il dinamismo sfruttando gli elementi floreali conferisce un valore indubbio alle tavole.
Il problema sussiste invece nella narrazione. Il soggetto poteva essere affascinante, ci sono elementi di trama, come il paragone con il Covid, che avrebbero potuto dare di più. Soprattutto nel primo volume, in cui l'incipit della vicenda si prende il giusto tempo per respirare prima di arrivare alla svolta iniziale.
La mano dell'editor e le probabili imposizioni di mercato hanno però penalizzato molti degli spunti originali, per dare vita a una trama fin troppo legata ai canoni attuali del genere.
Se amate i disegni è un'opera consigliata, altrimenti passate oltre. Attendo con fiducia la seconda opera di Ire Yonemoto.
Il pregio enorme di questa serie risiede nei suoi disegni; non solo nel tratto, ma anche nella complessità delle scene. Il modo in cui l'autore riesce a costruire il dinamismo sfruttando gli elementi floreali conferisce un valore indubbio alle tavole.
Il problema sussiste invece nella narrazione. Il soggetto poteva essere affascinante, ci sono elementi di trama, come il paragone con il Covid, che avrebbero potuto dare di più. Soprattutto nel primo volume, in cui l'incipit della vicenda si prende il giusto tempo per respirare prima di arrivare alla svolta iniziale.
La mano dell'editor e le probabili imposizioni di mercato hanno però penalizzato molti degli spunti originali, per dare vita a una trama fin troppo legata ai canoni attuali del genere.
Se amate i disegni è un'opera consigliata, altrimenti passate oltre. Attendo con fiducia la seconda opera di Ire Yonemoto.
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