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GIOVEDÌ 15 OTTOBRE 2026

Il potere dei soldi



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kirk

Volumi letti: 1/1 --- Voto 7
La maestra Takahashi riesce a creare intrecci stupendi non solo nelle storie lunghe ma anche in quelle brevi condensando in poche pagine situazioni e personaggi che ti riescono a dare molto.
E la magia del contesto: i personaggi seppure interessanti dipendono tutto dalla situazione in cui si muovono che sia una storia sovrannaturale o uno slice of life.
Di solito ne escono storie brevi bellissime che ti sorprendono in pochissime pagine.
Dico di solito perché per la prima volta con il volume “Il potere dei soldi” sento che la magia si è spezzata.
Innanzi tutto c’è da dire che la maestra ha deciso di puntare su storie che prendono come protagonisti degli anziani e le parole che associo a questa scelta leggendo la storia è malinonia e nostalgia… sono persone che hanno avuto qualcosa dalla vita ma che ad un certo punto ne sono state private o comunque il loro status è cambiato.
Per carità ho letto cose molto più irreali ( e più frizzanti della maestra), anche qui come al solito ci propone in un paio di storie il prodigio ma ciò non riesce a dare comunque la felicità ai personaggi principali come avveniva in “gli uccelli del destino” o “Lo specchio”, i personaggi non sono solo vecchi ma sono spenti cosa che viene ancora evidenziata dal fatto che i racconti risentono dell’aria del Covid-19, comprensibilmente perché scritti tra il 2021 e il 2023.
Dal vedovo che vuole rifarsi una vita o l’amico a noleggio, dal direttore di banca fortunato nella sfortuna al fantasma che sbaglia a farsi vedere da una persona, dall’ “amico” seduttore che ti lascia una commissione prima di morire alla coppia che basa tutto sui soldi non c’è neanche un racconto che possa dirsi allegro e ciò alla fine è disturbante perché spesso i racconti della Takahashi con la loro leggerezza erano rasserenanti e rassicuranti.
Per questo credo di non potere dare più di un sette: non voglio bocciare la mia autrice preferita ma la sua “maturazione”, segno che vuole parlare senz’altro di persone della sua età, mi lascia un po’ con l’amaro in bocca.