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MARTEDÌ 3 NOVEMBRE 2026

Riposa in pezzi



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Sorella_Alberta80

Volumi letti: 1/1 --- Voto 8
La geometria dei frammenti e la trappola della memoria: "Riposa in Pezzi" di Karmarket

L'arrivo sugli scaffali di un'antologia come "Riposa in Pezzi" (edita da Mondadori Oscar Ink) rappresenta una ventata d'aria fresca nel panorama delle pubblicazioni orientali, un'occasione preziosa per fare la conoscenza con un autore taiwanese di rara potenza evocativa senza dover attendere i tempi rarefatti di altre piccole nicchie editoriali. Il richiamo in quarta di copertina a figure tutelari del calibro di Junji Ito e H.P. Lovecraft non è un semplice specchietto per le allodole, ma indica forse la coordinata precisa entro cui Karmarket muove la propria ricerca artistica: quella di un orrore che sfuma continuamente dal grottesco quotidiano alla dimensione demoniaca e onirica.

A lettura ultimata, il volume mantiene tutte le promesse. Questa raccolta di undici narrazioni, più o meno brevi, attraversa con disinvoltura i territori del racconto di fantasmi tradizionale, della fantascienza enigmatica e, soprattutto, di quell'inquietudine urbana in cui l'orrore germoglia direttamente dai rapporti umani, dai luoghi e dalla memoria.

L'ossessione dell'abitare: Affittasi Casa Popolare

In questa galleria di incubi e malinconie, il racconto lungo "Affittasi Casa Popolare" si impone a mio avviso senza esitazioni come il vertice assoluto dell'opera. Immerso in un'atmosfera che evoca la claustrofobia "disurbana" della celebre cittadella murata di Kowloon, il racconto orchestra un dialogo ideale con la migliore tradizione dell'horror a fumetti. Karmarket vi elabora una metafora profonda e dolorosa: i fantasmi non sono entità estranee, ma la personificazione dei luoghi e delle persone che imprigionano la nostra esistenza in un labirintico intreccio di ossessioni, rimpianti e nostalgie.

I due protagonisti si ritrovano ancorati alla melma di un mastodontico e surreale complesso residenziale, un edificio infestato da visioni che specchiano direttamente il loro passato e l'incapacità strutturale di liberarsene. La risoluzione della vicenda rifiuta con coraggio qualsiasi consolatorio lieto fine, lasciando intatta la condanna a vivere cinti dagli spettri che noi stessi abbiamo alimentato.

L'anatomia dell'identità e la frammentazione del sé

Al di là delle singole declinazioni di genere, l'intera antologia trova la sua coesione attorno a un grande tema portante: la ricerca dell'unità perduta. I "pezzi" richiamati dal titolo non sono semplici artifici narrativi, ma i frammenti spettrali ed evanescenti di identità che hanno smarrito il proprio centro.
Nelle prime storie della raccolta, questi frammenti prendono la forma concreta e disturbante di vere e proprie parti anatomiche. Rendere tangibile e materica la mutilazione del corpo permette a Karmarket di dare corpo a una frammentazione che è in primo luogo interiore: un approccio viscerale in cui i personaggi sono animati da un disperato anelito a ritrovare una compiutezza ormai perduta.

Dalla geometria dell'orrore alla sperimentazione onirica

Il disegno di Karmarket si pone in perfetta osmosi con la doppia anima del volume, sospesa tra il realismo "nero" e la dissoluzione onirica. Ne deriva un tratto marcato, "spesso", che unisce la robustezza espressiva e il gusto per il grottesco tipici di Ito a una sensibilità compositiva che strizza l'occhio al fumetto d'autore occidentale.
Se la prima metà del volume si distingue per racconti retti da un concept narrativo chiaro, geometrico e rigoroso, la seconda parte della raccolta vira progressivamente verso un sentimento più ermetico ed evanescente. Le storie si accorciano e si trasformano in vere e proprie sperimentazioni visive, dove la trama cede il passo alla rarefazione atmosferica e spetta al lettore completare il senso dell'opera attraverso la propria sensibilità personale.
A coronamento del percorso, la breve postfazione finale offre un prezioso punto di vista dell'autore sulla genesi dei singoli racconti, confermando come "Riposa in Pezzi" sia il biglietto da visita di un talento sfaccettato e profondo, capace di mostrare la bellezza e il terrore che si nascondono dentro le nostre fratture psichiche.