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ApoloS

Volumi letti: 18/18 --- Voto 9,5
Capolavoro di valore mondiale di Naoki Urasawa, mangaka dal talento e dalla genialità assoluta: a mio parere, la sua opera più completa e densa di significato. Tra i tantissimi temi toccati, uno in particolare mi ha colpito, quello dell'introspezione umana: partendo dal protagonista Dr. Kenzo Tenma, passando per Johan, il Sig. Wolfgang Grimmer , nonchè il detective Lunge. Tutti i personaggi, a modo loro, sono enigmatici, folli, presuntuosi ma , infondo, desiderosi di scoprire quel qualcosa di più che attanaglia le loro vite. Il contesto storico è analizzato minuziosamente e con dovizia di particolari storici, sia nei luoghi che negli avvenimenti (sia in terra tedesca che Ceca): particolarità che ha permesso sapientemente all'autore di poter spaziare sul tema della follia del potere, della conoscenza e sulla reale paura di esso. La trama è estremamente avvincente, piena zeppa di 'plot twist' e di auto-referenze, nonchè di riferimenti a tematiche sociologiche e scientifiche 'proibite', proprie di un determinato periodo storico pieno di contraddizioni (scorie evidenti di un periodo post bellico molto poco chiaro ed insabbiato). Indubbiamente, un tema molto caro all'autore è quello della 'paura' ma non intesa quale ostacolo al superamento degli ostacoli della vita, ma come vero e proprio 'stato d'animo' : tutti i personaggi sono in qualche modo tormentati da questo continuo senso di paura -e il lettore con essi (a cui si aggiunge un senso di continua confusione circa l'incertezza di tutti loro)- che,tavolta, fa commettere loro errori banali o prendere scelte molto discutibili. Punto in chiaroscuro. è sicuramente il finale che, personalmente, ho apprezzato veramente: a libera interpretazione. Consiglio vivamente anche l'anime prodotto da Madhouse poichè estremamente fedele al manga!


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simone2696

Volumi letti: 18/18 --- Voto 9
Scrivo questa recensione dopo aver terminato la lettura di tutti i volumi di "Monster" e della sequel-novel "Another Monster" (che vi invito a leggere soltanto se vi appassionano i dettagli e le sfumature dei personaggi secondari).

Da dove partire?
Partiamo da Naoki Urasawa. Dopo il successo di "Monster", "20th Century Boys", "Pluto" e "Billy Bat", Urasawa è senza dubbio tra i mangaka più noti e apprezzati a livello mondiale, e non per caso! Quanti autori esistenti conoscete in grado di scrivere almeno 4 piccoli capolavori nella loro carriera? Pochissimi, forse.
Urasawa è un'artista a tutto tondo. A livello tecnico, il suo tratto così pulito e preciso da l'impressione di guardare un anime stampato su carta. Ma non è solo il disegno il suo punto forte.
Urasawa è un genio nella caratterizzazione dei personaggi delle sue storie. Monster è un'opera piena zeppa di personaggi primari e secondari splendidamente caratterizzati (Tenma, Johan, Grimmer, Lunge, Roberto, Eva Heinemann, ecc.). Nessun personaggio è lasciato al caso, il loro passato, le loro scelte, i loro pensieri, ecc. tutto è spiegato nel modo giusto e al momento giusto al punto da affezionarsi a ciascuno di essi senza mai annoiarsi con le storyline secondarie.

Mi scuso in anticipo per eventuali spoiler che potrei fare. Se non avete ancora letto tutti i volumi, vi invito a non proseguire la lettura e a ritornare qui dopo aver finito.

Ma di cosa parla Monster? Eviterò di ripetere la trama, quella è ben nota e potete trovarla ovunque. Mi limiterò a precisare il senso dell'opera: "Monster" parla degli esseri umani. Parla di quanto gli uomini si siano in passato spinti e possano sempre spingersi oltre qualsiasi senso di umanità che dovrebbe caratterizzarli. Di quanto gli uomini possano riuscire ad essere malvagi pur di raggiungere i propri scopi. Basti pensare agli orrori degli autoritarismi del '900.

Chi è il mostro? E' una domanda che ci si pone spesso nel corso del racconto. La risposta è tutt'altro che facile da dare.
Ognuno di noi ha dentro un "mostro", a tal proposito si potrebbe richiamare la teoria della "torcia nella stanza buia" del Dott. Gillen: la stanza buia rappresenta l'animo umano, lì ci sono le stesse emozioni uguali per tutta l'umanità, ma la personalità cambia a seconda di dove ciascuno illumina con la torcia.
Si, Johan è senza dubbio un "mostro", un killer spietato e privo di qualsiasi senso di empatia, Urasawa insiste molto su questi suoi tratti. Ma Johan non è altro che il prodotto di un intero sistema politico-sociale-culturale realmente esistito.
La trama affonda le sue radici nell'epoca precedente alla caduta del Muro di Berlino e fa riferimento, mutandone i nomi, ad eventi e luoghi realmente esistenti a quel tempo. Si tratta probabilmente del periodo più oscuro dell'intera storia dell'umanità, così altamente disvaloriale che ha volutamente e consapevolmente creato e plasmato dei "mostri" allo scopo di raggiungere la presunta purezza della razza.
Johan è infatti un esperimento da ancor prima della sua nascita, il suo stesso concepimento è stato studiato a tavolino da uomini potenti con un preciso scopo. Nel corso della sua vita non ha mai conosciuto altri sentimenti diversi dalla violenza, dall'odio, dall'abbandono, dalla manipolazione, dagli abusi e dai soprusi. Non ha conosciuto neanche l'amore di sua madre. Johan è un bambino al quale è stato tolto tutto quello che un bambino dovrebbe avere. Gli è stato tolto tutto. Persino il nome. Johan non ha mai imparato ad amare perchè non gli è mai stato insegnato.
C'è da dire però che Urasawa non descrive Johan banalmente come una "vittima". La realtà, come sempre, è molto più complessa. Infatti, anche Nina o Grimmer hanno vissuto un'infanzia orribile, eppure non sono come Johan. Anche loro portano addosso le cicatrici e i traumi di quel passato tremendo, eppure non sono diventati dei killer spietati.
Questo perchè non tutti gli esseri umani reagiscono agli stessi stimoli in maniera identica. La realtà, la psiche umana è molto più complicata. Urasawa ci ricorda che ognuno di noi può sempre scegliere cosa illuminare nella stanza buia con la torcia.

"Chi combatte contro i mostri deve guardarsi dal non diventare egli stesso un mostro. E quando guardi a lungo in un abisso, anche l’abisso ti guarda dentro" diceva Nietzsche.
Kenzo Tenma vive lo stesso dilemma. Per l'intera opera vive con il senso di colpa per aver salvato la vita di un "mostro" e parte al suo inseguimento allo scopo di ucciderlo, perdendo il proprio lavoro ed i propri legami in una discesa nell'oscurità sempre maggiore che lo porta a fare i conti con i suoi istinti peggiori.
Urasawa si è sicuramente ispirato a Nietzsche anche per il richiamo della teoria del "superuomo", ripresa non a caso in epoca nazista, e per la visione assolutamente nichilistica che Johan ha della realtà, al punto da non provare alcuna compassione neanche per i bambini.

Molte critiche ha ricevuto il finale aperto che Urasawa ha ideato. Io penso che alla luce di quanto sopra detto, non potesse esserci finale diverso da questo. Il male, la violenza e l'odio non potranno mai avere fine. La chiusura del cerchio che tanti si auguravano nel finale non può esistere. L'essere umano sa essere malvagio, e così sarà per sempre. La mancanza di amore genera danni irreparabili.
Johan, che è espressione allegorica del lato peggiore dell'umanità, non potrà mai morire. Il mostro non potrà mai essere ucciso. Ritornerà sempre.


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sarti02

Volumi letti: 18/18 --- Voto 8
Devo essere onesto e sono rimasto un pò perplesso subito dopo aver finito di leggere l'ultimo capitolo di Monster, visto che nel finale vengono spiegate diverse cose ma molte altre rimangono in sospeso, e forse per quanto mi riguarda è proprio questo il problema principale, perchè dopo aver seguito i vari protagonisti nel loro viaggio (molto vario e impegnativo, è sicuramente un'opera che necessita di molta attenzione durante la lettura), avrei preferito leggere un finale un pò più "definitivo" e dettagliato, senza lasciare così tanto all'immaginazione del lettore.

La trama come detto e come si può leggere ovunque è molto intricata e ben studiata, con numeri colpi di scena che accompagnano Tenma, brillante medico accusato ingiustamente di diversi omicidi, durante il suo viaggio alla ricerca di Johan per fermarlo e in secondo ordine dimostrare la propria innocenza.
Ci si trova davanti ad un cast di personaggi veramente vasto e molto vario, che accompagneranno chi più chi meno i protagonisti attraverso i vari colpi di scena, nota di merito per l'autore è senza dubbio la caratterizzazione dei vari personaggi, ognuno con le proprio caratteristiche e particolarità che lo differenziano da qualsiasi altro personaggio della serie. Piccola nota di demerito da questo punto di vista è però nel numero di personaggi, a mio parere fin troppo elevato e che in alcuni punti tende ad allungare la lettura rendendola un pò pesante, questo anche per il lavoro di approfondimento che viene fatto su ognuno di questi, a mio parere qualche personaggio in meno e un paio di volumi in meno avrebbero sicuramente giovato rendendo la lettura più scorrevole.
Consiglio di leggere quest'opera solo dopo averla recuperata nella sua interezza visto che come detto i passaggi di trama e i personaggi sono veramente tanti, e personalmente a volte ho dovuta fare mente locale per ricollegare quel personaggio a quella situazione o ricordarmi cosa aveva fatto, nonostante abbia letto un numero dopo l'altro.

In generale "Monster" è comunque un'opera molto solida che a parte qualche rallentamento riesce a tenere sempre molto alto il livello di interesse del lettore, che finito un capitolo non potrà fare a meno di leggere subito il successivo. E' la prima opera di Urasawa che leggo (anche per curiosità visto quanto si senta parlare dell'autore) e nonostante non sia proprio al 100% nelle mie corde devo dire che il voto per quest'opera non può che essere veramente buono e non posso evitare di consigliarla a chiunque voglia leggere una storia seria, ricca di suspance e con personaggi veramente ben costruiti.


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kirk

Volumi letti: 18/18 --- Voto 9,5
Storia meravigliosa, di un autore che apprezzo molto. Ma pur apprezzandolo dopo poco che ho recensito una sua opera ho il dubbio di averle dato un voto troppo alto.
Di Urasawa ho letto al momento "Pluto", "20th Century Boys" e "Billy Bat". "Monster" è nettamente superiore agli altri manga che ho citato ma ha in comune alcune cose: la presenza di bambini e la loro evoluzione, l’intrecciare il passato al presente con flashback, ricordi ecc. infine trame complesse che si reggono sulla presenza di tanti personaggi.
Il protagonista è un dottore il dottor Tenma: uno con il carattere umano del personaggio principale di Kirihito e l’abilità chirurgica sorprendente di Black Jack, per citare dei medici famosi di uno degli autori più amati di Urasawa: mi riferisco ad Osamu Tezuka.
Ma proprio come in Kirihito il direttore del suo ospedale pensa solo a soldi, prestigio e politica e ha dunque delle priorità diverse rispetto al suo pupillo. Preferendo salvare la vita un bambino che è arrivato in ospedale prima del sindaco della città, Tenma viene retrocesso e la sua carriera sembra rovinata per sempre. Invece si riprende. Passiamo dalla Germania Ovest di metà anni ottanta alla Germania unita degli anni novanta, dove il dottore viene a conoscenza della realtà: il bambino che ha salvato è un mostro e solo lui lo può fermare.
E qui parte una trama molto bella che però ve lo dico subito si regge su presupposti chiaramente irrealistici sui quali conviene chiudere un occhio e godersi la lettura.
Per coloro che vogliono sapere quali sono gli elementi irrealistici direi un nome: Johan.
Johan è l’antagonista della storia, un genio in grado di fare cose tremende ed eccezionali, del quale però Urasawa non ci spiega il come. E ancora Johan è un fantasma invisibile che uccide tutti i suoi genitori adottivi: sappiamo il perché ma non capiamo come mai nessuno pensa a lui, come riesca a non avere foto e non divenire il primo indiziato in quanto “sparisce” in fondo c’erano le foto con la sua prima famiglia sul giornale di Dusseldoff e lo stesso dicasi di foto della sua guarigione: come fa l’ispettore Runge a dire che non esiste o meglio che Johan è una delle personalità di Tenma? O come fa Tenma a non provare che i delitti seriali di queste coppie sparse per la Germania non possono essere colpa sua in quanto lavorava o comunque era a Dusseldoff?
Lasciamo perdere questi difetti, adatti più ad un manga per ragazzini che ad uno per adulti e diamo a Urusawa il merito di aver costruito una bella storia, dove posso accettare tutte le casualità provvidenziali che guidano i nostri eroi verso il finale dove il mangaka riesce a spiegare quasi tutto. Io mi riservo di leggere "Another Monster" in futuro un volume unico che dovrebbe togliere i dubbi sul finale, sperando che non sia un aggiunta inutile come 21st Century Boys.


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annadaifan

Volumi letti: 18/18 --- Voto 8
Acquistai questa serie nel lontano 2003 con la sua prima pubblicazione in Italia in 18 volumetti, l’autore Naoki Urasawa era molto meno noto rispetto ad oggi. All’epoca mi incuriosì perché si trattava del papà di Yawara, un manga sul judo di cui avevano trasmesso l’anime da noi (anche se prematuramente interrotto dopo poco più di una ventina di puntate) a cui ero e sono ancora oggi molto legata.
Mi ritrovai di fronte ad una storia completamente diversa che, però, catturò subito la mia attenzione.
La trama si svolge in Germania e segue il protagonista, il brillante neurochirurgo Kenzo Tenma, fidanzato con la figlia del direttore dell'ospedale. Tenma è molto combattuto tra seguire gli ordini del suo capo e fare ciò che ritiene più giusto; si ritrova così a dover scegliere se operare un ragazzino entrato per primo in ospedale oppure il sindaco della città, deciderà di prestare le sue cure al bambino e il sindaco muore e perciò verrà retrocesso. Tenma si sentirà comunque a posto con la sua coscienza finché non si renderà conto di aver commesso l'errore più grande della sua vita perchè quel bambino crescerà e darà il via ad una lunga scia di omicidi, il dottor Tenma prenderà la decisione di partire per fermarlo.
Monster è essenzialmente un thriller e le vicende si susseguono senza mai momenti di noia, inoltre i personaggi sono tutti molto realistici con le loro uniche personalità.
La capacità di Urasawa è quella di saperti tenere incollato alle pagine grazie alla storia scorrevole e alle splendide tavole, anche nelle scene più movimentate, che catapultano il lettore all’interno dell’opera.
Consiglierei questo manga a chi si vuole avvicinare al mondo del fumetto in generale e ad una storia ricca di mistero, tensione e realismo.


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Torom

Volumi letti: 18/18 --- Voto 7
Dare meno di 7 a un'opera del genere sarebbe disonesto, ma la delusione a caldo mi spingerebbe ad una sufficienza scarsa. Ho impiegato 15 anni a finire questa serie. Sì, 15 anni, non scherzo. Innamorato di 20th Century Boys dello stesso Urasawa, iniziai il manga quando uscì la prima stampa di Monster Deluxe e poi passai all'anime perché fedelissimo ma più scorrevole data la natura particolarmente lenta dell'opera. Ma l'ho ripresa e sospesa continuamente nel corso degli anni perché, pur intrigato, curioso e già affezionato ad alcuni personaggi, spesso non riuscivo ad esserne coinvolto e a trovare interessanti le varie sottotrame che di capitolo in capitolo venivano intessute. Finalmente, ieri, dopo una maratona finale di 30 episodi durata un weekend intero, l'ho finita. E in bocca mi resta perlopiù amarezza.

Il problema più grande di questa storia è la quantità allucinante di carne che viene messa a cuocere e bruciata. Urasawa si è dimostrato un maestro nel tessere una fitta rete di relazioni umane e interconnessioni in 20th Century Boys, in cui queste sono gestite in modo impeccabile fino alla fine, ma qui si nota ancora una certa immaturità nel farlo. Le relazioni sono troppe e spesso se ne perde il filo, ma il problema è che ancor più spesso non si rivelano poi così ben sviluppate e gli aspetti più significativi e che più si desidera vengano approfonditi vengono lasciati nell'ombra. La cosa peggiore è che questo viene fatto con i personaggi più importanti e, devo dire, colui che viene approfondito meno e peggio è proprio l'antagonista principale, Johan che, fino alla fine, manterrà la sua patina sovrannaturale e misteriosa perdendo però al contempo il fascino che lo aveva caratterizzato nella prima parte.

Eccessiva, poi, la volontà di redimere qualunque personaggio negativo. Sì, Urasawa è un maestro anche nel raccontare il lato umano dei personaggi più disumani e a farti empatizzare addirittura con loro, è vero. Ma qui ho trovato forzata la volontà di far uscire in qualche modo "puliti", attraverso un pentimento pressoché costante di qualunque cattivo e forzate epifanie improvvise, praticamente tutti. Così come forzata risulta, soprattutto nelle battute finali nel suo comportamento nei confronti di due personaggi in particolare (Eva e Johann) l'impeccabilità morale del protagonista, Tenma, un uomo artificialmente incapace di provare qualsivoglia emozione negativa che non sia la tristezza o il senso di colpa, ma del tutto incapace di provare rabbia, odio o rancore anche nei confronti di chi gli strapperebbe con giuste ragioni tali sentimenti dal petto.

Ma, soprattutto, è un'opera che sarebbe potuta durare molto meno: riducendo la quantità di personaggi e trame secondarie e alzando leggermente il ritmo della narrazione principale, a mio avviso ne avrebbe giovato tantissimo.

Per il resto, siamo comunque al cospetto di Naoki Urasawa e della sua capacità di farti affezionare a un personaggio in modo rapidissimo scendendo nella sua profondità in modo quasi immediato, disegnandogli una certa espressione sul viso, conferendogli un tratto di unicità, facendogli pronunciare una determinata frase o semplicemente facendo emergere il suo lato più umano con la maestria di un fine psicologo. Peccato che, però, il tentativo dell'opera stessa di essere psicologica si riveli alla fine piuttosto vuoto perché, in se stessa, essa risulta in tal senso perlopiù forzata e non sufficientemente approfondita.


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dark_cucu

Volumi letti: 0/18 --- Voto 10
Salvare vite umane è il mestiere di ogni medico. Un medico ha il dovere di considerare tutte le vite allo stesso modo, perché nessuna esistenza vale più di un'altra.
Questo è quello che pensa il protagonista di questo straordinario manga, il giovane dottore giapponese Kenzo Tenma, questo è il suo imperativo categorico e allo stesso tempo la sua croce. Cosa succede a questo medico idealista e sincero quando si trova a combattere con le dinamiche di potere all'interno della clinica Eisler di Dusseldorf?
Thriller allo stato puro. Questa è decisamente un'ottima opera nella quale Urasawa mischia azione, thriller e mistero.
I vari personaggi che compaiono non sono mai piatti e anonimi: ognuno di loro ha una storia personale e le loro azioni si incastrano come in un puzzle con la trama principale.
Un manga stupendo che appassiona e tiene incollato il lettore per ore.
Da leggere assolutamente.


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chomp96v2

Volumi letti: 18/18 --- Voto 8,5
Mi sono avvicinato a "Monster" tardi, incuriosito dalla sua fama, e in occasione delle sue ristampe non mi sono lasciato sfuggire l'occasione di recuperarlo, a seguire i punti positivi e negativi dell'opera, voglio però precisare fin da subito una cosa, almeno per me Monster è stata la storia dei suoi personaggi e delle loro vite, e in questo eccelle quasi sempre, in nessun modo invece lo è stato dal punto di vista della trama o comunque della sua logica, solitamente prerogativa di un'opera di questo stampo giallo/poliziesco, nei punti successivi spiegherò nello specifico i vari punti.

Sicuramente come detto prima uno dei maggiori punti di forza dell'opera sono indubbiamente i suoi personaggi, e le loro vite che Usarawa mette nero su bianco su carta, le vicende di quasi tutti i personaggi sono perfettamente amalgamate alla storia, alla loro vita, e nella loro banalità mostrano un forte realismo che permea l'opera, tutto ciò però ha purtroppo a mio parere una macchia, paradossalmente proprio nei personaggi principali dell'opera, e quindi in Tenma e Johan, che sembrano avulsi al contesto del mondo in cui si trovano, e si, è normale che i protagonisti siano più particolari dei personaggi secondari, anche soprattutto per quello che hanno passato, ma a tutto ce comunque un limite se si vuole mantenere una coerenza e realisticità nell'opera, cosa che purtroppo più volte viene a mancare, un esempio lo è comunque un'altro personaggio particolare, Grimmer, che comunque nonostante le varie vicende non è mai fuori posto, e probabilmente è il miglior personaggio di tutta l'opera, che se ha il voto che vedete è molto per merito suo, si poteva quindi fare di più per i protagonisti.

Un'altro punto forte dell'opera sono i disegni, che per quanto semplici sono sempre molto espressivi e si adattano ottimamente alle vicende che mostrano, e sicuramente molti personaggi anche per questo motivo rimarranno a lungo nel cuore del lettore, oltre a questi è ottimo tutto il comparto tecnico, che fa sempre capire cosa stia succedendo nelle tavole, e non è mai confusionario, con un'ottima regia a coronare il tutto.

Passiamo però ora al punto a mio parere più negativo della serie, la sua trama, o meglio, al deus ex che permea tutta l'opera, dall'inizio alla fine, non è riduttivo secondo me ridurre la trama ad un, il personaggio, un po' tutti nella serie, ha un indizio su come poter andare avanti -> dopo due pagine la soluzione gli cadrà dal cielo e lo farà proseguire, Urasawa qui probabilmente ha esagerato con gli intrecci e con il voler portare avanti tanti punti di vista differenti contemporaneamente, e per risolvere la cosa è stato costretto a ridurre al minimo la risoluzione dei vari problemi che i personaggi si troveranno davanti, mettendogli davanti la soluzione tramite personaggi che spesso senza un motivo apparente dicono al loro interlocutore proprio quello che gli serviva, la vita è si fatta di coincidenze, ma quando in un opera comunque con forti tinte gialle/poliziesche tutto questo viene risolto in quel modo fa un po male, questo problema è presente anche nei personaggi principali, che spesso a volte sembrano onniscienti e sanno cose o ritengono certi futuri avvenimenti, senza un reale motivo.

Parlando ora del finale, sempre senza spoiler, paradossalmente non l'ho trovato troppo negativo, o meglio, partendo dall'assunto che i due protagonisti siano stati quelli peggio trattati dall'autore, difficilmente si sarebbe potuta concludere la loro vicenda in un modo pienamente soddisfacente, e il finale rispecchia la cosa, lasciando molte domande su problemi/misteri centrali dell'opera senza risposta, o comunque con risposte molto forzate che vanno un pò inventate, non avendo esse delle basi troppo solide su cui basarsi, in quanto l'autore queste purtroppo non ce le ha date.

In conclusione Monster è un'opera da leggere? In linea generale direi assolutamente si se si è appassionati di manga in generale, se invece si cerca in Monster l'opera magna dove poter trovare un mistero ben orchestrato e con annesse risoluzioni eccellenti, forse e meglio guardare altrove, questi non sono i punti forti dell'opera, che rispende in altro.


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Focasaggia

Volumi letti: 18/18 --- Voto 10
«Monster» opera ideata e disegnata da Naoki Urasawa, autore di tanti manga di successo quali 20th Century Boys e Billy Bat è una delle poche opere davvero complete, che riesce ad intrigare e appassionare, creare empatia con i tanti personaggi appassionandosi alle loro storie, dando le giuste spiegazioni con fare furbo con i giusti tempi, con un’alternanza di ambientazioni semplici ad altre estremamente interessanti e suggestive, pieno di azione, con un buon finale.

La storia ruota intorno a Kenzo Tenma, neurochirurgo di successo il cui brillante futuro sembra già essere deciso, la sua professione lo metterà davanti a dei dubbi e le sue scelte, le sue azioni porteranno a delle reazioni totalmente impreviste e pericolose per la vita di chiunque conosca il medico. Cercando di riparare ai suoi errori il lettore scoprirà se egli riuscirà ad andare contro il suo credo o sarà vittima di un piano più grande, diventando spettatore degli avvenimenti.

Uno dei capisaldi dell’opera è l’evoluzione dei personaggi che per quanto apparentemente secondari, rivestiranno particolare importanza durante la storia principale contribuendo con piccoli tasselli a completare il puzzle che l’autore dipinge negli occhi del lettore, come a dire che non esistono comprimari ma che la storia avanza e si completa coralmente intrecciandosi con tutti gli eventi mostrati. Ogni personaggio cresce, comprendendo dopo avvenimenti che lo scuotono cosa sia davvero importante.
Altra caratteristica è il cambio di narrazione. Durante La storia, il punto di vista di chi narra gli eventi che assiste cambia pur non discostandosi dalla narrazione principale, questo a rimarcare quasi l'assenza di un singolo protagonista, particolare interessante nelle varie narrazioni è quella di assistere e comprendere anche il punto di vista di alcuni antagonisti.

Fra i personaggi degni di nota l’ispettore Lunge/Runge con la sua caratteristica tecnica di memorizzazione, il giornalista dal sorriso sempre stampato sul volto Wolfgang Grimmer e la ricca viziata Eva Heinemann.
Altro personaggio su cui si focalizza l'autore è Johan, uno dei personaggi più carismatici mai apparsi in un manga, servirà molta attenzione da parte del lettore per riuscire a capirne in parte i segreti che egli nasconde, la sua origine e la tecnica che utilizza. Le capacità dialettiche e le abilità acquisite negli anni degli antagonisti principali della serie sono tali che sembreranno dei veri e propri attori, adattandosi a chiunque abbiano di fronte.

Il disegno è quello classico di Urasawa, pulito, chiaro, molto realistico e adatto alla storia che si vuole rappresentare, dando il massimo nelle scene di tensione, in quei momenti la narrazione rallenta, dove particolari del viso, degli occhi creeranno un forte pathos nell’animo del lettore non potendo mai escludere anche l’evento peggiore possibile. Le ambientazioni spaziano da alcune semplici ma dettagliate ad altre quasi fiabesche come una delle ultime rappresentate.
I dialoghi sono coinvolgenti, ben scritti, ben adattati alla psicologia dei personaggi coinvolti e al momento, degni di nota sono i tanti scontri verbali a cui assisteremo, pieni di psicologia.

Dal manga è stato tratto un anime, uno dei pochi casi i cui si segue fedelmente la controparte cartacea.

E’ un manga che poco si presta ad una lettura distratta o frammentaria, non che sia impegnativo ma i vari indizi vengono disseminati durante i tanti capitoli e quindi si rischia di perderne parte del gusto, ricco davvero. E' l’unico manga che consiglio a chi non ne ha mai letto uno e non sia incline a leggerli, mal che vada non verrebbe letto ma non si farebbe mai una brutta figura.


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erika zago

Volumi letti: 18/18 --- Voto 9,5
"Monster" è un thriller psicologico che conta, nella nuova edizione deluxe, 9 volumi. Dell'autore Naoki Urasawa, avevo già letto 20th century boys e devo dire di averlo apprezzato molto, anche se sul finale ho avuto dei dubbi. Dopo una pausa, ho deciso però di leggere "Monster", da molti ritenuta l'opera più bella e devo dire che mi era mancato. Quando leggo le sue opere, trovo tutto quello che voglio da un buon thriller: azione, mistero e ad ogni volume mi stupisce sempre di più per i suoi colpi di scena, e in questa serie ce ne sono davvero innumerevoli, da lasciarmi senza parole.

Questa opera tocca dei punti molto importanti, a cominciare dal protagonista, un bravissimo neurochirurgo giapponese di nome Tenma. Schiavo dei suoi superiori che lo controllano, dicendogli chi deve operare e chi no a seconda del loro grado sociale. Lui vorrà salvare a tutti i costi un bambino al posto di un importante sindaco, ma avrà fatto davvero la cosa giusta? Davvero tutte le vite sono uguali e davvero meritano tutti di essere salvate?
Dopo aver salvato la vita di quel bambino, Tenma si ritroverà privato del suo brillante futuro, il direttore infatti lo accantonerà e oltretutto verrà anche scaricato dalla sua fidanzata, ossia la figlia del direttore che ormai non ha più bisogno di lui. Ma cosa ne sarà davvero di Tenma? Questo manga vi sorprenderà in maniera assurda più e più volte. Facendo percorrere al nostro protagonista un lungo viaggio, per scoprire cosa sia davvero giusto. Tra molte avversità, Tenma incontrerà moltissime personaggi, tutti ben caratterizzati e con una storia ben strutturata alle spalle. Tra scoperte e vite spezzate, nuovi alleati e molteplici nemici, tutto per rispondere a quelle domande. Mentre lui si accavallerà il peso di tutte le colpe, circondato da mostri sempre più grandi e segreti sempre più oscuri. Dove andrà a finire tutta questa storia?

Secondo me la narrazione di questo manga è davvero ben fatta, come un puzzle che si costruisce poco a poco. Puoi riconoscere vari segmenti che da soli sembrano non avere senso, ma tutti insieme mostrano un piano orribile e perfetto. Anche l'aspetto di Tenma durante il manga cambierà parecchio, si vedrà nell'aspetto e nel carattere tutto il peso di quello che sta vivendo. Il character design della storia è riconoscibile fra milioni, Naoki Urasawa non ha il classico stile dei manga giapponesi, ma è molto più realistico e io lo adoro. Mi piacciono gli autori che hanno uno stile molto personale, mi sembra che abbiano quel qualcosa in più degli altri autori giapponesi, che si somigliano un po' tutti.

Alla fine a questo manga dò un 9,5 , perchè per quanto mi sia piaciuto, per me non è al 100% il manga perfetto. L'unico difetto che ho trovato è che molte volte l'autore introduca personaggi di secondo piano, caratterizzati comunque molto bene, ma che servono solo ad allungare un po' troppo del dovuto la storia. Questo problema l'ho trovato anche in "20th century boys" e non sarebbe neanche un problema, se le sue opere non costassero un rene. Questo però non mi fermerà dal continuare a leggere altre sue opere e lo consiglio moltissimo, soprattutto agli amanti del mistero e dei thriller.


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Cristiano Morresi

Volumi letti: 18/18 --- Voto 6,5
Manga molto, molto, sopravvalutato, mi son fatto convincere dall'enorme entusiasmo delle recensioni e, anche, dalle premesse di questa storia, potenzialmente, infatti, poteva essere un successo, mentre è risultata molto mediocre, molto al di sotto delle aspettative che mi ero fatto.

Il professor Tenma che salva un ragazzo da un proiettile preso in testa, mentre quest'ultimo è in realtà il vero mostro, così che Tenma si prefissa di riparare al suo errore uccidendo, per una volta, un suo paziente, anzichè salvarlo come era suo solito, questa la premessa.

Purtroppo però l'opera è rovinata da un ritmo lento, i cattivi, che poi alla fine diventano tutti buoni, Johan il ragazzo salvato dal dottor Tenma,che rimane sempre nel mistero e non è mai approfondito come dovrebbe, buchi nella trama che lasciano al lettore troppe libertà di interpretazione, a mio avviso, rendendo la lettura caotica, poi ci sono delle coincidenze fortuite al limite della fantascienza, soprattutto perché sono ripetute troppo spesso rendendole davvero poco credibile, soprattutto per un manga con ambientazione "reale", infine i nomi, lo so magari sono piccolezze ma certi nomi dei personaggi sono veramente orribili, Franz Bonaparta??? Klaus Poppe??? ma che roba eh?, Ok però questa magari è solo una visione personale, ma io alcuni nomi li ho trovati veramente brutti.

I disegni sono abbastanza buoni con un taglio più occidentale rispetto a molti manga che si leggono ed essendo ambientato in Europa direi che è azzeccatissimo.

Infine il colpo di grazia di quest'opera, il finale, totalmente deludente, ho letto abbastanza bene i primi volumi, poi è iniziato un lento ed inesorabile declino, ho resistito e continuato a leggere aspettandomi un finale che avrebbe potuto dare un senso a tutta questa storia fitta di misteri e risolverne almeno alcuni... purtroppo però i misteri sono rimasti e il finale è stato totalmente deludente da lasciarmi con l'amaro in bocca.

Se proprio volete leggetelo, ma ci sono manga con trame decisamente migliori.


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Pan Daemonium

Volumi letti: 18/18 --- Voto 8
Il problema delle grandi opere che, per un motivo o un altro, spopolano è che creano attorno a sé un'aura di esaltazione che è utile per far sì che le stesse siano conosciute per il globo, ma che spesso - ma non sempre - è costituita parzialmente da aria viziata. Il rischio è, più che altro, che la passione facilmente attizzabile dei più travolga anche chi ha necessità di un quid in più per essere davvero sconvolto e che quindi rimarrà necessariamente deluso. La fama di Monster è leggendaria, ma molto esasperata. Monster è un'ottima opera, ma trovo che non sia né psicologica, né investigativa; la classificherei come un'opera che avrebbe voluto essere ambedue, ma che è troppo lunga e ingarbugliata per mantenere il pathos della psicoanalisi e del giallo, ma che riesce ad essere superbamente narrativa. Perché allora dare comunque un voto elevato? Perché Urasawa è egualmente riuscito a creare un qualcosa che, sebbene non sia perfetto e mi sia spesso sembrato un po' superiore alle attuali capacità dell'Autore, è un'opera d'arte capace di suscitare emozioni possenti.
Il fatto di non dare all'opera né l'appellativo di "psicologica", né di "investigativa" non è dovuto al volerla retrogradare verso una bolgia indefinita, ma è causato dal fatto che, dopo aver terminato la lettura, mi sono reso conto di aver apprezzato più il continuo fluire della narrazione che l'opera in blocco, o la trama. Non so esattamente come faccia, ma Urasawa è uno dei più grandi narratori nell'ambito del fumetto giapponese, capace di descrivere avvenimenti, azioni e sentimenti in un modo talmente lineare che pare quasi che sia stato semplice il farlo. Se alcune vicende non si incastrano troppo bene o, paradossalmente, se si incastrano troppo bene per essere ritenute realistiche, se il finale non spiega alcunché perché l'Autore ha talmente dopato la figura di Johan da renderlo quasi una figura divina, le cui motivazioni sono, come per ogni Dio, incomprensibili da una razionalità finita, dicevo: se alcune cose della trama o dell'opera in generale effettivamente non van bene, come il tutto è narrato, cioè gli sguardi, gli sfondi, i dialoghi, i personaggi stessi, tutto è perfetto. D'altronde sebbene Monster sia composto da ben 18 volumi, se Urasawa avesse voluto davvero stringere il tutto fino a meramente esporre le vicende avrebbe occupato credo la metà. La restante metà dell'opera è composta da volti, sguardi e pose dei personaggi ripetute più volte, col compito di potenziare il realismo e l'estro cinematografico del tutto.


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Gabrigilli97

Volumi letti: 0/18 --- Voto 10
Chi siamo noi? Quanto sono influenti sulla vita degli altri le nostre decisioni? Sono di più i nostri fallimenti o i nostri successi? Siamo buoni o cattivi? Chi è il mostro? Io o gli altri? Si può vivere facendo prevalere la razionalità?

"Monster" rappresenta per me, che non sono un assiduo lettore di manga, il miglior manga di tutti i tempi. Per 18 volumi rimasi attaccato a quell'intreccio narrativo così articolato ma per niente difficile da capire e, quando arrivai al finale, rimasi molto amareggiato, perchè mai avrei trovato un manga così attuale come quello, e così maledettamente perfetto, forse nemmeno il mai troppo idolatrato "Berserk". Una lettura che fa male al cuore, ricco di angoscia, paura, furia selvaggia, terrore psicologico, morte, ma alla fine della lettura riesce ad accrescere il lettore e fargli capire molte cose, anche se i dubbi rimangono, sempre, sulle cose esistenziali.

Ma di cosa parla questo immenso capolavoro? La trama, seppur semplice almeno nell'incipit, si dimostrerà tortuosa e variegata: Kenzo Tenma, brillante dottore giapponese di prestigio in un ospedale a Dusseldorf (Germania), di animo gentile, afferma che "le vite siano tutte uguali". Il direttore dell'ospedale, però, la pensa diversamente, dato che pensa più al prestigio dell'ospedale che alle vite in bilico tra la vita e la morte, preferendo affidare i pazienti più "illustri" al fenomenale Tenma, mentre quelli più sventurati vengono affidati a dottori meno abili. La sua vita cambia quando, nel 1986, si ritrova a dover curare un bambino di circa 10 anni, vittima (secondo una dichiarazione ufficiale della polizia) di una rapina a mano armata nella sua casa. I genitori sono morti e la sorella di questo ragazzino è in totale stato di shock, che le impedisce di parlare. Nel momento in cui gli viene dato l'incarico di curare il sindaco al posto del povero ragazzino, il tempo si ferma per Tenma, che finalmente decide di ribellarsi al suo capo, e riesce a salvare il bambino in extremis, dopo un'operazione delicatissima al cervello. Il sindaco muore. Il capo si indigna contro Tenma, lo degrada ad un ruolo più basso dentro all'ospedale, la fidanzata di Tenma (una donna perfida, tra l'altro figlia del direttore dell'ospedale) si allontana dal povero Kenzo. Kenzo si ritrova quindi licenziato e in un attimo di debolezza afferma, di fronte al bambino, Johan, che vorrebbe vederli morti.

Mentre è in giro ad ubriacarsi, ormai disperato, Tenma apprende il giorno dopo di una notizia tragica: il suo datore di lavoro e i colleghi che l'avevano sostituito sono stati uccisi (avvelenati), e per di più Johan e Anna (la sorella di Johan) sono scomparsi. La situazione di Tenma si ribalta nuovamente, e finalmente ottiene finalmente un titolo di prestigio nell'ospedale, che terrà per ben 9 anni. Inutile dire che vi sono dei fortissimi sospetti sul fatto che Tenma stesso sia stato il killer, in particolare, ad interessarsi del caso è un certo Lunge, un detective meticoloso e brillante, che per 9 anni cercherà di risolvere questo intricato caso, anche perchè gli omicidi si susseguono anno dopo anno, senza apparenti soluzioni.

Nel 1995, però. avviene un evento drastico. Un paziente viene ricoverato e afferma di essere stato un criminale per conto di un "mostro", e racconta tutto ciò al buon Tenma. Tenma, una notte, nota che il paziente è sparito e lo ritrova in un terrazzo. Verrà ucciso da Johan. Esatto, il ragazzino è un brutale criminale, serial killer, e probabilmente è stato lui stesso a uccidere le persone che rovinarono la vita al povero Tenma. Tenma è abbastanza confuso. Ma cosa ha fatto di sbagliato? Ha realmente sbagliato a salvarlo? Johan doveva morire quel giorno?

Il dubbio esistenziale di Tenma permane e, per ben 8 volumi (deluxe), Tenma cerca di risolvere questo mistero, da una parte vorrebbe ucciderlo, dall'altra parte, se lo facesse, andrebbe contro i suoi ideali. Ma la più grande domanda che voi vi porrete sarà questa: "Chi è il mostro?"

Non esiste soluzione alcuna. Tutti noi siamo Monster nel nostro profondo, chi di più, chi di meno, ma mostri rimaniamo, per sempre, non possiamo sopprimere questa nostra indole, non esistono ideali, gli ideali vengono smontati dai fatti, e quando crederemo di aver preso la decisione giusta, beh, il mondo ci crollerà improvvisamente sotto i nostri piedi, e continueremo a cadere nell'immenso dirupo del dubbio esistenziale. Anche i personaggi apparentemente più "deboli" e allo stesso tempo minori, dimostreranno degli enormi dissidi interiori e si dimostreranno importanti per la trama, sia in modo netto, sia in modo marginale.

Lo stesso Johan presenta un dissidio interiore, in perenne bilico tra il suo passato oscuro e racapricciante e la sua voglia disperata di essere capito, amato per ciò che è. "Aiutatemi", lascia dei messaggi in giro, alla ricerca di un salvatore.

Il finale stesso, che ovviamente non intendo raccontarvi. è psicologico, fa riflettere sull'uomo, ed è la dimostrazione che a governare il mondo non è la sola razionalità, ma anche il caos, il disordine, la paranoia, il terrore, la paura, il timore di aver sbagliato...

Siamo tutti mostri, tutti quanti...

Gabrigilli97

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Gabrigilli97

Volumi letti: 18/18 --- Voto 10
[<b>ATTENZIONE! CONTIENE SPOILER!</b>]

Questo manga è difficile da spiegare. E' un esperienza che deve essere vissuta personalmente. Io credo che questo manga sia uno dei seinen per eccellenza, quello che più evidenzia la complessità psicologica degli uomini, le loro emozioni contrastanti, i loro amori, i loro rancori e i loro rimpianti. Anche il personaggio che compare di meno presenterà sempre una complessa natura psicologica, così come i protagonisti.

La trama è sensazionale: parla del dottor Tenma che, disobbedendo al datore di lavoro, che vuole salvare i più prestigiosi pazienti per guadagnare prestigio nel proprio ospedale, salva la vita ad un ragazzino, Johan, da una morte certa, senza rendersi conto che è un mostro assassino e spietato, che ucciderà il suo datore di lavoro. Dopo 9 anni, Tenma decide di porre fine al suo rimpianto e decide che è arrivato il momento di ucciderlo definitivamente, per correggere il suo più grave errore.

....La trama si evolve in un modo superlativo,con sottotrame stupende, grandiosi intrecci narrativi alla "Breaking Bad", senza mai, ma dico mai una virgola fuori posto, con cose lasciate al caso. Il Finale di "Monster" è un finale molto profondo, che in parte svela completamente le ragioni degli omicidi di Johan e perché sia malvagio, dall'altra lascia il dubbio su cosa realmente succeda nel finale.

"Monster" è semplicemente un capolavoro, perfetto sotto ogni punto di vista, dai personaggi ai disegni, che pur non essendo spettacolari, lasciano il segno, mettendo in risalto le emozioni varie dei personaggi.

Comunque...
Trama=10
Personaggi=10
Disegno=10
Finale=9,5
Il mio voto finale è 9,88, arrotondato a 10


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cacco75

Volumi letti: 18/18 --- Voto 10
"Monster" è un'opera del Maestro Naoki Urasawa, conosciuto per i suoi fantastici thriller, che personalmente considero un vero e proprio capolavoro della letteratura giapponese.
Il manga (c'è una bellissima edizione Deluxe della Planet Manga in 9 volumi) è stato trasposto in un anime di 74 episodi e si apre con una citazione biblica, tratta dall'Apocalisse di Giovanni:
"Vidi salire dal mare una bestia che aveva dieci corna e sette teste, sulle corna dieci diademi e su ciascuna testa un titolo blasfemo […]. Allora la terra intera presa d'ammirazione, andò dietro alla bestia e gli uomini adorarono il drago perché aveva dato il potere alla bestia e adorarono la bestia dicendo: "chi è simile alla bestia e chi può combattere con essa?" [Apocalisse di Giovanni 13, 1-4]
E questa è solo la prima delle tante citazioni presenti nell'opera legate alle diverse culture religiose ed etniche dell'ambientazione. Ma veniamo alla trama.
Siamo a Dussenldorf, 1986. La storia inizia raccontando le vicende del dottor Kenzo Tenma, un eccelso neurochirurgo di origini giapponesi, che lavora durante gli anni immediatamente antecedenti alla caduta del muro di Berlino nella clinica privata Eisler, nella città di Dusseldorf, Germania Est.
Il direttore della clinica è il Dott. Heinemann, che è anche il padre di Eva, la compagna di Tenma.
La politica a cui tutti i dipendenti del vecchio Heinemann devono sottostare pone il prestigio accademico e gli interessi economici al centro di tutto, ma contrasta con i principi morali di Tenma, che danno più importanza al malato.
È proprio a causa di questa diversità di vedute che una notte, costretto a scegliere se operare per primo il facoltoso sindaco della città o un bambino, vittima di arma da fuoco, a cui spetterebbe la precedenza, Tenma decide di ribellarsi e di seguire il proprio istinto di medico, salvando la vita al piccolo.
Il sindaco, invece, viene operato da un altro dottore e muore durante l'intervento.
Il giovane medico giapponese, quindi, si ritrova d'un tratto circondato dall'affetto dei suoi pazienti, ma punito per la sua insubordinazione e scaricato sia dal Dott. Heinemann che dalla compagna Eva.
Per questo, quando poco dopo il direttore della clinica viene assassinato, i sospetti dell'Ispettore Lange cadono proprio su Tenma.
Nel frattempo, il bambino scompare dall'ospedale assieme a sua sorella gemella e l'inchiesta per la morte del direttore Heinemann viene archiviata per mancanza di prove.
A questo punto la storia si sposta nel 1995, ossia nove anni dopo.
Le due Germanie si sono riunite e il Dott. Tenma è diventato primario di chirurgia nella clinica, a seguito di una serie di circostanze più o meno fortuite.
Una serie di efferati omicidi comincia a sconvolgere la Germania e tanti indizi portano il Dott. Tenma a sospettare di quel bambino che aveva operato 9 anni prima... E se invece di salvare una vita innocente, avesse risvegliato un "mostro"?
Il Dott. Tenma, allora, decide di rinunciare alla sua carriera ed alla sua etica, e si mette alla ricerca di quel bambino... Però viene braccato dall'Ispettore Lange e dalla polizia che ritengono sia Tenma il serial killer che sta terrorizzando la Germania.
Ha inizio così una disperata ricerca della verità. Un viaggio drammatico ricco di colpi di scena. Il bambino e la sorella gemella covano un oscuro segreto, una scia di dolore e morte che dipinge di sangue il corso della loro vita.

Dopo un paio di capitoli introduttivi prende il via un intreccio sbalorditivo e divinamente costruito, che tiene il lettore incollato ad ogni singolo volume, dall'inizio alla fine.
Il medico inizia una movimentata ricerca della verità e la risoluzione dell'enigma dietro alla sequela di omicidi porterà alla scoperta del vero "mostro".
Monster è, come già ha detto qualcuno, un mosaico i cui tasselli si ricompongono attraverso una ricerca itinerante per tutta la Germania, in cui Tenma cercherà delle risposte alle sue domande, svolgerà un percorso interiore, e cercherà di caricarsi da solo sulle spalle delle scomode verità provenienti dal passato, molto più grandi di quanto egli possa immaginare. I personaggi che aiuteranno Tenma a ricomporre questo puzzle sono tutti ben caratterizzati e tutti funzionali all'intreccio.
La storia è travolgente dall'inizio alla fine ed il ritmo narrativo è sempre incalzante, grazie ai continui colpi di scena, ai capovolgimenti di fronte ed ai flashback.
E la genialità del Maestro Urasawa sta proprio nella felice coabitazione, all'interno della sua opera, di una trama eccezionale che rapisce il lettore e di un messaggio che giunge dritto al cuore del lettore stesso, perché Monster è soprattutto un lungo viaggio nell'animo umano.

Utente39662

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Utente39662

Volumi letti: 18/18 --- Voto 10
"Monster" è considerata non solo l'opera magna di Naoki Urasawa, bensì il miglior seinen di tutti i tempi. Difficile trovare critiche costruttive con motivazioni serie su questo manga, ciò lascia intendere di cosa stiamo parlando. È sicuramente l'opera che ha "lanciato" Urasawa, reduce comunque da due ottimi manga quali "Yawara" ed "Happy!". Con "Monster", Urasawa toglie fuori tutto il suo talento dando ai lettori un manga che rimarrà impresso nelle loro menti, un manga che lascia il segno.
La trama è sicuramente intrigante: è ambientato in Germania e narra di Kenzo Tenma, medico con un grandissimo potenziale che in una notte che stravolgerà la sua vita si ritroverà costretto ad una scelta. Salvare la vita del sindaco o quella di un bambino? Nell'ospedale era l'unico che poteva salvare quelle due persone, e anche se il bambino era arrivato prima del sindaco, la sua vita non veniva considerata "importante" quanto quella del sindaco da parte del direttore dell'ospedale. [<b>ATTENZIONE! INIZIO SPOILER!</b>]Tenma si ribellerà a tutto ciò, consapevole che avrebbe perso la reputazione. Così salverà il bambino e il sindaco morirà la notte stessa. Questo comporterà l'abbassamento di grado nell'ospedale, la perdita della fidanzata che era appunto la figlia del direttore e infine la cosa più grave: il risveglio di un mostro. [<b>ATTENZIONE! FINE SPOILER!</b>]18 volumi(9 nell'edizione lussuosa Planet Manga) ricchi di suspense, adrenalina, colpi di scena e azione. Un thriller che rimarrà nella storia e che non deluderà mai gli amanti del genere.
Se dobbiamo parlare dei disegni non esiste discussione, rasentano la perfezione, sempre dettagliatissimi, Naoki Urasawa riesce a far esprimere ogni sentimento ai volti che disegna, dimostrandosi anche abilissimo nei paesaggi. Un must per tutti i lettori di manga.
Voto finale: 10.


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GuardianTomberry

Volumi letti: 9/18 --- Voto 9
[<b>ATTENZIONE! CONTIENE SPOILER!</b>]

"C'era una volta un mostro che non aveva nome."

In una notte del 1986, a Düsseldorf, il dottor Kenzo Tenma (brillante e giovane neurochirurgo della clinica Eisler) salvò la vita ad un cantante lirico famoso, operandolo su ordine del direttore. Nella stessa notte, un paziente anonimo altrettanto grave, giunto prima del famoso personaggio, morì per colpa di questa scelta. Tenma non si da pace, non concepisce il cinico concetto ribaditogli anche dalla allora fidanzata, Eva Heinemann, "le vite non hanno tutte lo stesso valore". Tormentato da questo tetro dilemma, si ritrova pochi giorni dopo nella medesima situazione, il sindaco arriva alla struttura in stato critico, deve essere operato, ma un bambino giunge poco prima, ha una ferita da arma da fuoco alla testa. Il direttore ordina al medico di operare il primo cittadino, ma Tenma disobbedisce ed opera il fanciullo non sapendo che la sua scelta, spinta da una solida morale, lo sta portando a salvare la vita del demonio.

Era il 1995 quando Naoki Urasawa iniziò a confezionare questo splendido fumetto. Tutt'ora rimane un cardine nel suo genere che farà ricredere anche il più scettico lettore restio nei confronti della nona arte.

L'edizione che ho potuto recuperare è quella Deluxe proposta qualche anno fa dalla Planet Manga, perfetta in ogni suo lato a mio avviso. Formato grande, pagine a colori, sovraccoperta e carta di buona qualità. Prezzo di 12,90 euro a volume per un totale di 9 (la metà rispetto alla prima edizione composta da 18 albi). Edizione che è attualmente in ristampa.

Tutto è orchestrato alla perfezione; la sceneggiatura (degna di un colossal hollywoodiano), la regia (capace di donare primi piani ed inquadrature di enorme ispirazione), i personaggi (tutti abilmente caratterizzati e profondi), l'ambientazione (intrisa di malinconia e realtà), sono tutti punti di pregio di quest'opera. Ogni scena, ogni evento, ogni singola riga nata dal pennino di questo autore trasudano realtà. Incredibile poi quanto il tutto sia fluido e realistico, niente viene lasciato al caso ed ogni "mossa" ha un suo perché e trova ragione nella complessa struttura della storia che non sfocia mai nella banalità. Urasawa è stato capace di scrivere un giallo pazzesco dove vengono messi in dubbio i grandi dogmi della vita come il concetto di bene e di male nella loro essenza più pura.

Perfetto (o quasi?); Riflettendo a mente fredda, alcuni dubbi sorgono in merito a possibili forzature. Il ruolo di Roberto per esempio viene poco approfondito ed anche se alla fine si scopre la sua reale identità, rimangono i dubbi su come un personaggio così importante e man mano sempre più esposto mentre si prosegue nella trama, non abbia alcuna "falla" nel suo profilo, arrivando perfino a vestire i panni di un avvocato per avvicinarsi ad un personaggio di spicco in quell'ambiente. Col senno di poi qualche dubbio, come detto, rimane, ma è anche vero che il tutto può essere liquidato con un semplice commento, "dettagli", perché sono finezze che non hanno intaccato minimamente la lettura ed anzi, analizzare il fumetto in questo modo potrebbe essere visto come un voler cercare il "pelo nell'uovo", ma mi pareva giusto segnalare anche questo punto di vista.

Cosa dovrei dire in definitiva, mi pare abbastanza chiaro che ogni lettore debba recuperare questa opera indipendentemente dai suoi gusti perché rimane e rimarrà tra le opere più belle di sempre, capace di incollarvi alla lettura dalla prima all'ultima pagina, lasciando fino all'ultimo l'incertezza di una chiara verità.

Allego in seguito il racconto per bambini, cardine della storia, perché tanto bello quanto inquietante.

Il mostro senza nome.

Tanto tempo fa, in una terra lontana, viveva un mostro senza nome.
Il mostro desiderava moltissimo un nome.
Decise così di iniziare un viaggio per cercarsene uno.
Ma il mondo è grande, così il mostro si divise in due, ed entrambi iniziarono il viaggio.
Uno diretto a est, e l'altro diretto a ovest.
Il mostro diretto a est trovò un villaggio.
All'entrata del villaggio c'era un fabbro.
"Signor fabbro, per favore dammi il tuo nome"
"Non posso darti il mio nome"
"Se mi dai il tuo nome, in cambio ti renderò più forte"
"Se diventerò più forte, ti darò il mio nome"
Il mostro entrò dentro il fabbro.
Il mostro diventò il fabbro, Otto.
Otto era l'uomo più forte del villaggio.
Ma un giorno…"Guardatemi, guardatemi! Il mostro dentro di me è diventato così grande!"
*gnam gnam* *crunch crunch* *chomp chomp* *gulp*
Il mostro, che era diventato affamato, mangiò Otto dall'interno.
Il mostro era tornato ad essere un mostro senza nome.
Anche se entrò dentro Hans, il calzolaio…*gnam gnam* *crunch crunch* *chomp chomp* *gulp*
Era di nuovo tornato ad essere un mostro senza nome.
Anche se entrò dentro Tomas, il cacciatore…*gnam gnam* *crunch crunch* *chomp chomp* *gulp*
Era di nuovo tornato ad essere un mostro senza nome.
Il mostro entrò in un castello per trovare un nome stupendo.
Nel castello c'era un bambino ammalato.
"Se mi dai il tuo nome ti renderò più forte"
"Se posso guarire e diventare più forte, allora ti darò il mio nome"
Il mostro entrò dentro il bambino.
Il bambino guarì subito.
Il re ne era molto felice.
"Il principe è guarito! Il principe è guarito!"
Il mostro si affezionò al nome del bambino.
Si affezionò anche alla vita del castello. Così, anche se divenne affamato, si trattenne.
Anche se ogni giorno diventava sempre più affamato, si trattenne.
Ma un giorno diventò talmente affamato che…
"Guardatemi, guardatemi! Il mostro dentro di me è diventato così grande!"
Il bambino mangiò il re e tutti i suoi servitori.
*gnam gnam* *crunch crunch* *chomp chomp* *gulp*
Dato che non c'era più nessuno, il bambino si mise in viaggio.
Continuò a camminare per molti, molti giorni.
Un giorno, il bambino incontrò il mostro che si era diretto a ovest.
"Ho trovato un nome. E' un nome stupendo!"
Il mostro diretto a ovest rispose,
"Non hai bisogno di un nome. Puoi essere felice anche senza un nome"
"Dopotutto, siamo mostri senza nome"
Il bambino mangiò il mostro che si era diretto a ovest.
Anche se finalmente aveva trovato un nome, non era rimasto più nessuno che potesse chiamarlo con quel nome.
Eppure Johan era un così bel nome.


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Metal_Movie90

Volumi letti: 18/18 --- Voto 9
Finalmente, con l'uscita della ristampa del quarto volume dell'edizione Deluxe by Panini Comics/Planet Manga, sono riuscito a leggere il tanto osannato Monster. Avrei potuto farlo prima, ma ho preferito aspettare di avere tutti i volumi a portata di mano per leggermelo tutto d'un fiato. E ho fatto bene, perché la trama di Monster è una delle più complesse e intricate che abbia mai incontrato in un'opera cartacea; questo è al tempo stesso croce e delizia del manga, perché per quanto mi riguarda Monster è sì un capolavoro, ma non quel capolavoro assoluto di cui tutti parlano.

Quando si commenta un'opera così famosa e conosciuta si rischia di incappare in cose già dette, per cui in questa recensione mi concentrerò solo sui principali pregi e difetti di Monster (quelli che hanno determinato il voto finale), evitando inutili preamboli sull'opera e sul suo autore che oramai conoscono tutti. Non potete ritenervi esperti di fumetti giapponesi se non avete mai letto un'opera di Naoki Urasawa, poco ma sicuro.

Vengo subito al punto parlando dell'aspetto che ho apprezzato di più: i disegni. C'è poco da fare, quando si tratta di storie realistiche Urasawa è uno dei miei artisti preferiti, e in Monster dà sfoggio di tutto il suo talento regalandoci tavole pulite, precise e incredibilmente ricche di particolari. I paesaggi e le ambientazioni della Germania e della Repubblica Ceca (che fanno da sfondo alle vicende) sono ricreati alla perfezione, sembrano veri da quanto sono dettagliate. Ma sono i personaggi il vero punto di forza: il tratto diventa più essenziale, ma in cambio li rende immediatamente riconoscibili e soprattutto ci regala un'espressività pazzesca, che rende al meglio tutta la gamma di emozioni di cui il volto umano è capace. 10 e lode da questo punto di vista, nulla da obiettare.

Storia e personaggi. Dopo aver letto Pluto e Monster ne ho la conferma: Urasawa è un maestro nel creare storie memorabili, mai banali, ricche di colpi di scena e capaci di tenere sempre alta l'attenzione del lettore. Ed è bravo a riempirle di personaggi così ben caratterizzati da sembrare veri: il dottor Tenma, l'ispettore Lunge, Nina/Anna, Johan, il signor Grimmer (il mio preferito), Eva, ... hanno tutti la giusta importanza nella storia e difficilmente ve ne dimenticherete una volta conclusa l'opera.

Il finale. Da quel che vedo ha diviso, personalmente mi è piaciuto molto. Senza fare spoiler, si tratta di un finale a metà tra il chiuso e l'aperto, spiazzante al punto giusto: le vicende di quasi tutti i personaggi principali giungono a una degna conclusione ma, grazie ad alcune scelte ben gestite, permane fino alla fine nel lettore l'atroce dubbio su come siano andate realmente le cose. Quello che molti hanno criticato è il fatto che Urasawa non chiuda davvero il cerchio su molti aspetti anche importanti (preciso che non ho ancora letto il volume extra Another Monster). Per quanto condivida in parte questa critica (vedi più avanti), secondo me è anche una scelta voluta che porta con sé due pregi: evitare inutili forzature per spiegare tutto nel dettaglio e conferire una notevole interpretabilità alla storia. Cos'è accaduto davvero al Kinderheim 511? E' tutto vero o è frutto dell'immaginazione di chi è stato coinvolto? Il mostro è una persona vera, reale, oppure è da intendersi in senso figurato, come albergante in ciascuno di noi? Si tratta di spunti di riflessione per nulla banali, che elevano Monster dalla marea di thriller tutti colpi di scena e niente sostanza.

Proprio il finale mi permette di arrivare a parlare dei difetti che ho riscontrato nell'opera. Leggendo il finale infatti mi è parso abbastanza chiaro che il maestro Urasawa sapeva fin da subito come concludere la storia, e l'impressione che ho avuto è che, spinto probabilmente dal successo dell'opera (come dargli torto), abbia deciso di allungare il brodo in corso di scrittura. Dopo un inizio a dir poco perfetto nei primi volumi, le vicende iniziano a farsi complicate, la trama diventa corale ed entrano in gioco molti personaggi, con le loro storie parallele, direttamente o indirettamente legati agli eventi di cui è protagonista il dottor Tenma. Sebbene non vi siano cali di ritmo e/o forzature, non sempre Urasawa mi è sembrato capace di gestire bene il tutto. Più volte, conclusa una determinata parte, mi sono ritrovato a pensare "Mmh, è tirata un po' per le lunghe" oppure "Anche se non la metteva non si perdeva nulla"; insomma, se Monster fosse durato qualche volume in meno sarebbe stato meglio.

Monster è un thriller di altissimo livello, un fumetto che prima o poi tutti dovrebbero leggere. Io stesso lo rileggerò prima o poi, perché di sicuro mi è sfuggito qualcosa durante la prima lettura e voglio vedere se questo può farmi cambiare idea su alcuni aspetti. E' un'opera che non raggiunge la perfezione, ma ci si avvicina parecchio. Adesso che la Planet Manga ha ristampato tutti i volumi mancanti dell'edizione Deluxe (stupenda!) è un delitto lasciarselo sfuggire, soprattutto se vi ritenete dei veri appassionati del fumetto giapponese. Consiglio: una volta che lo avrete sotto mano, leggetelo tutto d'un fiato, altrimenti dilatando i ritmi rischiate di dimenticarvi tutto e non ci capirete più nulla.


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DesWyvern

Volumi letti: 18/18 --- Voto 8
E' successo un po' a tutti: commettiamo un terribile sbaglio che genere una conseguenza indesiderata, e facciamo di tutto per rimediare. E' Questo il principio alla base di Monster, l'opera che porterà Naoki Urasawa al successo.

Non mi stupisce che questo sia il manga con la migliore media su questo sito. Urasawa riesce a creare un complicatissimo intreccio, a sostenerlo per 18 volumi e a risolverlo magistralmente. Monster rappresenta l'essenza stessa del thriller, che concilia sapientemente mistero, suspense e poliziesco.
Urasawa ricostruisce molto bene la situazione della Germania dopo la caduta del Muro, e il panorama cecoslovacco in quegli stessi anni, rielaborandolo, ovviamente, in maniera fantasiosa ma realistica allo stesso tempo. Sarà proprio questo contesto a generare, alcuni anni dopo, l'"errore" del dottor Tenma, protagonista dell'opera, che intraprenderà un viaggio di oltre 3600 pagine, per scovare e distruggere il Mostro da lui stesso creato.

Urasawa tiene un ritmo incalzante, perfetto per il genere di testo che ha creato. Non c'è un volume in cui non si senta sulla propria pelle la sensazione di essere proiettati dentro quel mondo d'inganni tessuto con tanta precisione da risultare, a volte, quasi troppo "reale". L'autore non si risparmia certo nel disegnare scene cruente o di sesso (queste ultime, a mio parere, assolutamente superflue ed evitabili).

L'intreccio di Monster può essere descritto come una strada che, dopo essersi separata innumerevoli volte, torna a unirsi: l'elemento propulsore di quest'opera sono, infatti i personaggi. Urasawa caratterizza ottimamente tutte le anime da lui create, dai protagonisti ai personaggi secondari, approfondendoli e dedicando a ognuno lo spazio che merita. E questa folta schiera di personaggi vaga continuamente, tra Germania e Cecoslovacchia, separandosi e unendosi di continuo, fino all'atto finale dell'opera: uno scenario apocalittico, quasi alla "Devilman", dove tutti si ricongiungono per dare un finale spettacolare a questo bellissimo manga.

Un bellissimo manga che, secondo me, ha solo due pecche. Due difetti che, sebbene possano sembrare superflui, faccio fatica a ignorare. Parlo, in primis, delle già citate scene sessuali. Già, perché scene di fan service di questo tipo sono l'ultima cosa che vorrei trovare in un seinen di questo tipo, soprattutto se di scarsa qualità (sinceramente ho trovato alcune di queste scene a dir poco inquietanti) come quello che ci propone Urasawa. L'altra pecca è l'eccessiva casualità di molti avvenimenti e la divagazione dell'autore su temi ininfluenti al fine della trama: se, infatti, questo genere di cose sono assolutamente accettabili in uno shonen, non lo sono per un'opera realistica come Monster.

Termino qui, il mio voto è 8. Perché Monster è davvero molto, molto bello, ma poteva esserlo di più. Consigliatissimo.

Sagat

Volumi letti: 18/18 --- Voto 6
Ho seguito Monster dal primo numero e credo che sia tremendamente sopravvalutato. Adoro i disegni e i personaggi caratterizzati magnificamente ma la storia è pessima! Urasawa parte da un'idea geniale che mi ha catturato subito: un medico salva la vita di un bambino che si rivela essere un mostruoso assassino dalle caratteristiche quasi soprannaturali, intelligentissimo, bellissimo e dotato di un carisma eccezionale che gli consente di manipolare gli altri a piacimento.
Così il dottor Tenma parte per cercare di rimediare all'errore commesso, senza sapere se una persona come lui che ha dedicato la sua vita a salvare la vita sarà in grado di toglierla.
Inizio esaltante, comprimari ben delineati come la stupenda e scombinata fidanzata di Tenma, Eva, o il cronista Grimmer che per i maltrattamenti subiti ha sviluppato una seconda personalità, peccato che poi l'autore non sappia come portarla avanti la storia perchè non ha pianificato niente, le indagini di Tenma di fatto non portano ad alcuna conclusione che spieghi veramente la genesi del "mostro" e si arriva a un finale stupido e senza senso che ti fa venire voglia di prendere a calci nei coglioni il protagonista.
Non posso dare a quest'opera meno della sufficienza perché ha dei picchi eccezionali e perchè comunque si intravede un talento "mostruoso", che mi fa sperare in qualche grande capolavoro di Urasawa in futuro
Ho provato anche a leggere 20th Century Boys, ma per collezionarlo tutto devi vendere un rene e mi hanno detto che ha gli stessi difetti di Monster, vale a dire una trama con più buchi di un formaggio svizzero, così ho lasciato perdere.
Un autore da tenere d'occhio.


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NoDeath

Volumi letti: 18/18 --- Voto 10
Dare 7 a un capolavoro come questo è un insulto. È come dare un appena sufficente a un ragazzino che ha fatto un ottimo compito di italiano ma che viene penalizzato per aver messo una virgola nel punto sbagliato.

Monster è la migliore opera, per quanto mi riguarda, di Naoki Urasawa, conosciuto principalmente per le sue storie psicologiche, drammatiche e piene di mistero come Pluto, 20th Century Boys, il recente Billy bat e tanti altri. Il tratto di Urasawa lo trovo molto particolare, si differenzia in maniera esponenziale dagli altri manga che hanno tutti lo stesso tipo di disegno: Occhi grandi, volti immensi. Le opere di Urasawa hanno il loro fascino, ma specialmente in Monster riesce a portare avanti una trama piena di colpi di scena, estremamente interessante, per nulla noioso, una trama principale che si sviluppa successivamente in una serie di sottotrame che si svolgeranno e concluderanno nel giro di pochi capitoli. In Monster Urasawa riesce a gestire moltissimi personaggi, da ragazzini ad anziani, ad uomini e donne con vari caratteri, vari modi di fare, vari problemi e quant'altro. Insomma, Monster per me è un manga che merita un 10 e lode.

È un seinen che potrebbe leggere chiunque anche se spesso nel manga vengono accennati elementi raccapriccianti e che potrebbero recare fastidio a un adolescente. Non sono qui per fare la mamma rompiscatole, è un ottimo seinen. Preparatevi a leggere un'infinità di baloon pieni di dialoghi, conversazioni, ragionamenti, riflessioni, idee e preoccupazioni perché leggere Monster è come leggere un ottimo libro con dei disegni.

9 volumi (L'edizione deluxe) a 12,90€ l'uno, non ho mai speso così bene i miei soldi, consigliatissimo


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Evangelion0189

Volumi letti: 18/18 --- Voto 9
Forte dell'esperienza positiva regalatami da 20th Century Boys e spinto dalle critiche positive della versione animata, ho deciso di fiondarmi nella lettura di Monster, seinen scritto e disegnato da Naoki Urasawa nella seconda metà degli anni Novanta. Per i lettori più assidui di fumetti giapponesi, è quasi superfluo sottolineare che costui sia uno dei mangaka più popolari degli ultimi venti anni: Urasawa spazia infatti dalla commedia (Happy!) al fantascientifico (il sopraccitato 20th Century Boys e il remake di una storia del grande Tezuka, Pluto) fino al genere storico (Billy Bat, tutt'ora in corso). Tuttavia, il genere più rappresentativo di Urasawa è il thriller, tant'è che quasi tutte le opere appena menzionate rientrano a buon diritto in tale filone. Nel mondo dei manga, Monster ha fatto tanto parlare di sé soprattutto a causa del finale per molti deludente. Per quanto mi riguarda, in realtà sono piuttosto soddisfatto della sua conclusione, dal momento che è perfettamente in linea con l'intreccio relativo all'antagonista della storia. Ad ogni modo, ecco il succo della trama.

Attenzione: possibili spoiler.

Siamo nella Germania degli anni Ottanta, in un ospedale. Il famoso medico Kenzo Tenma compie la decisione che gli cambierà la vita: a dispetto della volontà del suo capo, Tenma dà precedenza all'operazione di un bambino piuttosto che a quella di un potente individuo e ciò, ovviamente, compromettendo la reputazione dell'ospedale. Il suo capo e la figlia Eva, fidanzata di Tenma, perdono la stima nei suoi confronti e lo isolano in un batter d'occhio. Non occorre molto tempo perché il capo dell'ospedale venga trovato morto: una vendetta da parte di Tenma? Sebbene non sia così scontato, naturalmente tutti cominciano ad addossarne la responsabilità al famoso medico giapponese ormai decaduto. Eppure a tramare nell'ombra è proprio Johan, il bambino salvato da Tenma. Il medico comincia così una movimentata ricerca del "mostro" che ha salvato per cercare di scagionarsi, ma la strada che gli si pone davanti non è facile: sarà osteggiato dalla polizia e dall'integerrimo quanto inquietante investigatore Lunge, nonché dallo stesso Johan. La risoluzione dell'enigma dietro alla sequela di omicidi perpetrati da Johan porteranno alla scoperta del vero "mostro"...

Urasawa impacchetta per il lettore una storia mozzafiato colma di momenti di alta tensione, colpi di scena mozzafiato e di personaggi secondari funzionali e caratterizzati a puntino. Il dipanarsi dell'enigma di Johan e sua sorella Nina è complesso, ma indubbiamente ben orchestrato. Davvero, non ci si può annoiare con Monster. I disegni di Urasawa non presentano sbavature sia nei volti dei personaggi (alla lunga molti di essi, specie da un manga all'altro, finiscono per assomigliarsi tra loro, ma glielo si perdona tranquillamente; è segno di uno stile omogeneo, personale e ben definito) che nei fondali, sempre ricchissimi di dettagli (mi vengono in mente le vedute e gli scorci delle città mitteleuropee). L'edizione Deluxe pubblicata dalla Planet Manga a partire dal 2010 (la versione precedente, risalente al 2003, era divisa in 18 tankōbon) consta di nove corposi volumi il cui prezzo è un po' più alto della media. Ad ogni modo, il costo è giustificato dall'ottima carta utilizzata, dalla presenza di tavole a colori e di una sovraccoperta opaca e lucida per ciascun volume. In conclusione, se volete conoscere Urasawa provate con Monster: non ve ne pentirete.


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Vagabond90

Volumi letti: 18/18 --- Voto 9
Ho divorato "Monster" in due soli giorni, tanto ero preso dall'avvicendarsi degli avvenimenti: il protagonista della storia è il dottor Kenzo Tenma, il genio della neurochirurgia, come viene più spesso definito dai suoi stessi colleghi, che lavora nella clinica di neurochirurgia di Dusseldorf, nella Germania dell'ovest del 1986.
Il dottor Tenma è una persona dall'etica professionale impeccabile, che non solo dimostra tutta la sua bravura in sala operatoria, ma cerca di instaurare un rapporto umano e sincero con i pazienti anche dopo gli interventi chirurgici. Il suo dissidio interiore nascerà nel momento in cui, il dottor Heinmann, direttore della clinica, ordinerà a Tenma di operare sull'intervento di un celeberrimo cantante lirico, anzichè in quello di un operaio rimasto coinvolto in un incidente, che aveva precedenza per ordine di arrivo. L'operazione del cantante lirico va a buon fine, ma il giorno seguente Tenma incontra la moglie dell'operaio in lacrime per la morte del marito... è così che nasce dal cuore di Tenma la domanda di fondo che pervade tutta l'opera: " le vite delle persone hanno tutte la stessa importanza?"
Tenma dunque si troverà di nuovo di fronte a questo interrogativo, quando sceglierà di salvare la vita di un bambino colpito in testa da un proiettile anzichè quella del sindaco della città colto da malore, che era stato portato all'ospedale solo in un secondo momento.
Tuttavia non sa che quel bambino è un "mostro", e che da quel momento in poi inizierà una spirale di omicidi a catena ed incontrollati.

Passano nove anni dall'avvio del racconto, siamo nel 1995, e le due Germanie si sono riunite: la storia da qui in poi è come un mosaico i cui tasselli si ricompongono in una ricerca itinerante per tutta la Germania, in cui Tenma cercherà delle risposte alle sue domande, svolgerà un percorso interiore, e cercherà di caricarsi da solo sulle sue spalle delle verità scomode dal passato, più grandi di quanto egli possa credere. I personaggi che aiuteranno Tenma a ricomporre questo puzzle, che altrimenti rimarrebbe sgretolato, non sono in senso assoluto personaggi positivi o negativi, non sono buoni o cattivi: tutti hanno la possibilità di redimersi, fin tanto che la vita glielo consente. La storia, sulla falsa riga di un giallo, è travolgente dall'inizio alla fine ed il ritmo narrativo viene sempre mantenuto concitato, grazie ai continui colpi di scena, ai capovolgimenti di fronte ed ai flashback.
Il finale rimane aperto a possibili speculazioni, magari si potrebbe rimanere delusi perchè ci si aspetterebbe una conclusione più netta e definita, dopo che sono stati posti tanti dubbi ed interrogativi per tutta l'opera, ma da Urasawa c'era da aspettarsi un finale simile, dal momento che intende puntare l'attenzione non solo sulla storia, quanto piuttosto sui personaggi -tutti ben definiti psicologicamente e caratterialmente- e sull'importanza delle loro scelte etiche. Urasawa desidera che il lettore stesso si ponga gli interrogativi che si sono posti i personaggi durante la storia, perciò cosa c'è di male a lasciarne alcuni irrisolti al lettore?
Lo stile del disegno è essenziale, ma con i pochi tratti riesce a dipingere le espressioni ed il carattere dei personaggi perfettamente; quando ho letto per la prima volta 20th century boys, avevo fatto un po fatica ad entrare in sintonia con questo stile di disegno, perchè venivo dalla lettura di manga con uno stile di disegno molto più dovizioso di particolari ed elaborat, ma si capisce, accostandosi progressivamente allo stile narrativo di Naoki Urasawa, come i disegni si addattino perfettamente alla storie. Dopo essermi abituato a questo character design, col tempo me ne sono sempre più innamorato.
Tra i manga che ho letto di Urasawa, questo mi è sembrato quello più maturo e crudo, che dipinge il mondo degli anni della guerra fredda e del disgelo con degli occhi storicamente attenti ed oggettivi, e descrive le barbarie perptrate dal regime dittatoriale ai danni delle persone più innocenti ed incolpevoli, i bambini. E' un manga duro a tratti, commovente, intelligente, crudo e realistico, un manga che fa riflettere.


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ningen

Volumi letti: 18/18 --- Voto 10
INTRODUZIONE
Esistono manga belli, manga pessimi, manga che iniziano bene ma che finiscono in modo pessimo, manga divertenti e manga noiosi. Monster non fa parte di questi, perchè si trova invece ad un livello superiore.

TRAMA MOSTRUOSA
Descrivere la trama di Monster senza incorrere nel rischio di spoiler (e conseguentemente rovinare le tante sorprese che riserva la storia) è un'impresa difficile. La storia inizia in Germania, Dusseldorf per la precisione, luogo in cui facciamo la conoscenza del Dr Kenzo Tenma un bravissimo neurochirurgo, che suo malgrado si troverà immischiato in vicende molto più grandi di lui. Decide infatti di salvare la vita di un bambino a cui avevano appena sparato alla testa, piuttosto che obbedire agli ordini del direttore dell'ospedale dove lavora, che gli imponevano di salvare la vita del sindaco, anche lui ricoverato d'urgenza nello stesso ospedale. Grazie alle sue eccezionali capacità Tanma riesce a salvare il bambino, ma il sindaco purtroppo muore. Da qui segue la fine dei suoi sogni di fare carriera, cosi come finirà il rapporto con Eva, sua fidanzata e figlia del direttore. Quello che il nostro Tenma non può ancora sapere è che quella semplice azione di salvare il bambino, ha risvegliato un mostro ed una malvagità inimmaginabile.
Mi fermo qui con la trama, grosso modo questo è l'incipit del manga, da cui seguiranno tutto il resto delle vicende piene di sorprese, colpi di scena e che lasciano assolutamente senza fiato.

THRILLER PSICOLOGICO
Ciò che colpisce di Monster, è la perfetta costruzione della trama e il perfetto susseguersi di eventi, che pian piano ci porterà a scoprire tutti i misteri presenti nella storia, che creeranno un thriller da cardiopalma. La storia volendo, è anche semplice, ma è il come è raccontata a fare la differenza (ogni riferimento ad Eden è puramente casuale). Naoki Urasawa sa quello che fa, dall'inizio alla fine del manga ed ogni minimo particolare è studiato attentamente.
In certi momenti ci sarà qualche piccola divagazione fuori dalla trama principale, momenti che danno al manga uno spessore ancora maggiore, visto che non saranno divagazioni fine a se stesse, ma ci sarà sempre un qualcosa di cui parlare e qualcosa da "dare" al lettore.

UOMINI CREDIBILI
Di solito la cosa che reputo più difficile in un manga (ma vale anche per la letteratura in generale), è il saper creare dei personaggi credibili e ben caratterizzati. Quante volte in molti manga, anche molto blasonati, abbiamo assistito a trame molto elaborate o a disegni fantastici, mentre i personaggi risultavano inconsistenti, incongruenti, mal costruiti o approfonditi solo in parte, lasciando nella nostra mente quel non so che di fittizio o nel peggiore dei casi di fastidioso, difficile da digerire. In Monster questo problema non esiste affatto, non solo i personaggi hanno una storia, un loro modo di pensare e di agire, che fa tutto parte della splendida caratterizzazione fatta da Urasawa, ma risulteranno credibili e ne comprenderete le azioni che siano esse "giuste" o "sbagliate". La cosa bella è che questo è valido per tutti i personaggi, nessuno escluso (le divagazioni che accennavo, si riferivano proprio a questo aspetto). Senza alcun dubbio i personaggi e la loro costruzione sono il punto di forza di questo manga, a mio parere anche più della stupenda trama, e considerando che sono moltissimi direi che quanto fatto ha dell'incredibile.

DISEGNI BY NAOKI URASAWA
Lo stile di Urasawa è riconoscibilissimo, basta anche guardare altre sue opere, come Pluto, 20th Century boys o Billy bat, per individuare subito il suo tratto tipico. Una cosa di certo non facile (vista la loro moltitudine) è dotare ogni personaggio di un volto unico e facilmente riconoscibile, cosa abbastanza riuscita in questo manga. Il disegno risulta pulito ed asciutto, meno di impatto rispetto a quello di opere come Berserk, Vagabond, l'immortale o quello di una qualsiasi opera di Takahashi, ma è decisamente efficace nel suo complesso.

IL VERO MOSTRO
Il vero mostro è chiunque si consideri appassionato di manga e non ha mai letto quest'opera. Qui siamo a livelli incredibilmente alti per quanto riguarda ogni aspetto del manga. Sicuramente un termine di paragone per ogni altro manga thriller-drammatico che si ritenga tale e personalmente rientra nella mia personalissima top 3, che comprende anche Berserk e Dorohedoro oltre che Monster.


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matteoc91

Volumi letti: 18/18 --- Voto 10
Che dire... Una delle migliori opere di Urasawa, se non la migliore (sono combattuto tra questa e 20th Century Boys)!

-TRAMA (attenzione, contiene spoilers)
La storia narra le vicende di Kenzo Tenma, brillante chirurgo giapponese trasferito in Germania a lavorare in una prestigiosa clinica tedesca, che si trova ingiustamente accusato di una serie di delitti da lui non commessi.
Come si rivelerà ad inizio opera, il serial killer sarà un suo ex paziente, un bambino, scomparso improvvisamente dall'ospedale.
Anni dopo la scomparsa del ragazzino dalla clinica, Tenma salva la vita ad un poco di buono, il quale si scopre avere rapporti con Johan (appunto il bambino di sopra).
Una sera il chirurgo, tornato all'ospedale trova il letto del suo paziente vuoto e corre a cercarlo. Si imbatte così in quel bambino cui salvò la vita anni prima.
Johan ormai cresciuto si rivela a Tenma per quello che è sempre stato, uno spietato Serial Killer, e darà dimostrazione della sua crudeltà giustiziando l'ex complice davanti agli occhi dell'incredulo chirurgo.

Da qui la trama diventa molto contorta e molti aspetti dell'opera vengono ad intrecciarsi, creando uno scenario ed un velo di mistero che attraggono piacevolmente il lettore.

-ASPETTO PSICOLOGICO
Una delle parti più interessanti in quest'opera sta nell'analisi offerta dall'autore sui personaggi!
Le personalità coinvolte sono tra le più varie e complesse, ed Urasawa le analizza tutte con grande maestria; particolare rilevanza è data soprattutto ai personaggi più introversi, psicopatici e serial killer.

A chi prestava fiducia a quel bambino e a sua sorella, per morire misteriosamente, il mangaka riserva una personalità contorta, bisognosa di un affetto che porta ad una abnegazione di realtà scomode; c'è addirittura chi, per ricevere affetto, si trasforma a sua volta in criminale per compiacere Johan! Tra le altre cose, la caratterizzazione di questo ragazzo è semplicemente perfetta!

-FINALE
Molti trovano i finali di Urasawa non degni dell'opera di riferimento. Io ritengo che il giudizio sia abb soggettivo; a me sinceramente piace l'idea di mantenere un velo di mistero sull'opera, di non "bloccare" l'interpretazione da parte del lettore. In particolare in Monster il finale lascia con un velo di mistero tutta la vicenda di Johan (e questo a me sinceramente piace moltissimo). Piuttosto la parte finale del manga forse può essere considerata un po' troppo divulgativa per quella che è poi la conclusione vera e propria, ma comunque mai ripetitiva ed estremamente godibile.

CONCLUSIONE
In conclusione Monster rappresenta sicuramente una delle migliori opere di Urasawa, ed indubbiamente un manga stupendo ed imperdibile.
La trama contorta ed intricata, ed il concetto di "Mostro" presente in questo manga, sono talmente interessanti che pochi lavori sono paragonabili.
Assolutamente da leggere!


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maggygiovanni

Volumi letti: 18/18 --- Voto 10
Benedetto il giorno in cui comprai "Monster", i 100 euro (ma tanto li vale tutti) meglio spesi della mia vita. Tutto comincia quando Kenzo Tenma, medico di successo nella clinica Eisler, decide di disattendere gli ordini del direttore e curare un bambino anzichè il sindaco. Certo non può immaginare cosa lo attende... Chi avrà salvato? Non svelo niente perché fidatevi ogni personaggio o dettaglio inserito dall'autore nel corso della storia incrementerà il vostro piacere nella lettura... Una storia ambientata nei primi anni novanta che nonostante la complessità della trama risulta di facile lettura grazie alla straordinaria capacità narrativa di Urasawa che riesce a tenere attaccato il lettore fino alla fine. Inoltre riesce nella non facile impresa di coinvolgere emotivamente il lettore, nell'ultimo incredibile volume vi sembrerà di sentire la pioggia sulla vostra pelle. La psicologia dei personaggi è approfondita in modo molto dettagliato e probabilmente supera la parte di azione che comunque non manca. Il tratto è molto realistico, curatissimo soprattutto per quanto riguarda gli sfondi e ha un'ottima resa. Grandi anche le espressioni facciali, a volte quasi caricaturali ma sempre efficacissime. Buona la confezione: sovraccoperta e carta abbastanza spessa. L'adattamento mi è parso buono, senza errori, anche se non ho molti elementi per giudicare. A mio modo di vedere un manga senza difetti, che tralaltro Urasawa ha saputo far durare il giusto.

jk

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jk

Volumi letti: 18/18 --- Voto 10
Io ho letto la versione deluxe che consiste in soli nove volumi...
Naoki Urasawa è uno sceneggiatore provetto, e questo manga lo dimostra ampiamente. "Monster" è un'opera davvero notevole, una delle poche a cui mi sentirei di dare il massimo dei voti.
I personaggi sono caratterizzati in maniera splendida : in questa storia è la loro psicologia a risaltare di più, non tanto le scene d'azione (che comunque non mancano), ed il lettore ci si affeziona subito. La trama è molto coinvolgente ed inusuale, piuttosto complicata e a tratti difficile da seguire. Vengono affrontati temi alquanto delicati e profondi in maniera a mio parere brillante. Senza dubbio è una serie inquietante e impegnativa, se preferite le storie lineari non fa proprio per voi.
Anche se è un manga decisamente "serio" a tratti è anche divertente.
I disegni sono meravigliosi, molto "puliti" e realistici oltre che ricchi di dettagli.
In definitiva lo considero un vero capolavoro della nona arte, capace di tenere sempre il lettore col fiato sospeso. A differenza di altre opere di successo che sono state indebitamente allungate tanto per vendere qualche volume in più, questa finisce proprio quand'è giusto che finisca, ed ha un finale tutt'altro che scontato. Consigliato.


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pluto

Volumi letti: 18/18 --- Voto 10
Sicuramente se dovessi poter dare esclusivamente, non dico uno ma solamente tre votazioni pari a 10 e lode (ho almeno un altro paio di letture a cui non potrei non dare il massimo dei voti), tra tutte le serie di fumetti che ho letto, "Monster" sarebbe una di queste.
Spero che questa nuova edizione possa portare nuovo interesse verso questa serie che meriterebbe di essere lettera da chiunque, anche coloro che non sono appassionati di fumetti e li considerano una lettura da ragazzi. Sicuramente se venisse proposta come lettura obbligatoria a scuola al posto dei "Promessi Sposi" o "La Divina Commedia" aiuterebbe molte persone a capire quale spessore possa esserci dietro ad alcune opere a fumetti.
Durante tutta la lettura di questo monumentale racconto non vi è mai un attimo di pausa, ma continuamente si avrà il desiderio di leggere il volume successivo per scoprire i nuovi sviluppi della vicenda, che viene raccontata sempre con grande maestria da un genio assoluto quale è Urasawa. Tutti quanti i personaggi, e sono veramente tanti, vengono veramente molto ben caratterizzati e con Johan avremo il personaggio più intricato della storia dei manga. Durante tutta la lettura verremo a conoscenza di un intreccio veramente molto ben congeniato ed estremamente complesso, che è la cosa che più mi ha entusiasmato di tutta la storia. Ci troveremo di fronte ad un giallo veramente coinvolgente che mi ha fatto ricordare la tessitura di una ragnatela, piano piano la storia prende sempre più corpo e l'aggiunta di nuovi piccoli dettagli crea alla fine una tela perfetta dove non manca nulla, ogni dettaglio si andrà ad incastrare perfettamente e si comporrà un perfetto quadro d'autore.
Ho cercato appositamente di non fare alcun accenno alla trama o sviluppi della storia che risulteranno essere veramente tanti, in quanto credo che ormai è già a conoscenza di tutti, ma se vi fosse qualcuno che per caso ignora totalmente l'argomento di questo fumetto, anzi ripeto opera monumentale, non deve preoccuparsi di leggere tramite tutte le recensioni o articoli eventuali "spoiler", occorre unicamente leggerlo per poter veramente apprezza la validità di tutta la storia. INSUPERABILE


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BadBuffy

Volumi letti: 18/18 --- Voto 10
"Monster", un titolo accattivante per una storia fenomenale. Un'opera che ha incantato ogni singolo lettore. Bene, andiamo per punti:
1) Trama: in breve, Tenma, medico strabiliante e intriso di talento, sceglie di essere se stesso seguendo il proprio credo, scontrandosi, inevitabilmente, contro l'avidità e l'arrivismo di tutti coloro che gli stanno intorno. Questa situazione si evolverà e porterà il nostro Tenma nelle spire della più pericolosa avventura.
2) Disegno: incredibilmente affascinate e realistico. Ogni singolo personaggio appare animato dalle più veritiere espressioni e traspira qualsiasi stato d'anim, che l'autore desidera trasmettere (le pagine a colori dell'edizione deluxe sono paradisiache).
3) Argomentazioni: Sono numerose le tematiche raccolte in quest'opera, la più lampante potrebbe essere la scoperta dell'importanza dei sentimenti e quindi dell'animo umano, così ricco di sfaccettature e di diversità. Un'altra è sicuramente ciò che comporta l'assenza o il cambiamento forzato di una propria personalità e di un proprio background naturale. In sostanza, Urasawa oltre a descrivere un thriller ricco di colpi di scena e suspense, narra la psicologia umana, ed è questa la caratteristica più interessante (personalmente).
4) Opinioni: Capolavoro indiscusso. Il mio personaggio preferito è Wolfgang Grimmer, per la sua spasmodica ricerca dei sentimenti ( mai provati o forse no) e per la sua bontà d'animo, quella vera, che viene dal cuore. Di contro, Heinrich Lunge è il personaggio che più detesto per ogni difetto che lo caratterizza. Le immagini scorrono come un film, appassionandoti e colpendoti nel profondo, fino a raggiungere un finale decisamente pericoloso, perché... Scopritelo voi!
5) In conclusione: Storia 10
Personaggi 10
Disegni 10
Ambientazioni 10
Finale 9
Voto finale 9,8 cioè 10.
Lo consiglio a tutti coloro che amano leggere e impegnarsi a capire e a scoprire qualcosa di diverso. Che sia un capolavoro non c'è ombra di dubbio, leggetelo e verificate di persona.


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Bread Pak

Volumi letti: 18/18 --- Voto 7
In realtà ho letto l'edizione Deluxe per cui i volumi sarebbero 9...

La storia si avvia con un dottore che si trova a decidere quale salvare tra due vite, parlandoci delle conseguenze della sua scelta. La trama si sviluppa tra la ricerca di porre rimedio ai propri errori e un fanta-thriller con una vicenda che ricorda per molti versi "Il fuggitivo" (il film con Harrison Ford).
Il manga è ricco di spunti, con esperimenti genetici e psicologici sul condizionamento dell'uomo, spionaggio da cortina di ferro etc, guardando al contempo a temi sociali come il razzismo e la sanità (che poi sono proprio questi elementi che fanno alzare il voto).

Se si guarda in senso relativo parlerei di una mezza delusione, mi aspettavo molto da questo titolo. In senso assoluto invece resta un lavoro sempre ben scritto, dal ritmo frenetico e ricco di colpi di scena. Il fatto è che, appena ci si sofferma a pensare a quanto si è letto, ci si trova di fronte a una trama sbilenca, a situazioni che perdono di consistenza, a reazioni dei personaggi che smettono di essere verosimili.
Non di meno Urasawa è un gran narratore e io mi sono divertito lo stesso, soprattutto nella prima parte. I disegni poi migliorano, soprattutto negli sfondi, raggiungendo rapidamente i livelli che si sono ammirati in "20th CB".
Sarebbe più da 6,5 ma, visto che il mezzo voto non c'è, non me la sento di dare una semplice sufficienza a un'opera che comunque ha una forte personalità.


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Illidan

Volumi letti: 18/18 --- Voto 10
Probabilmente non mi sprecherò mai più a dare un 10 come voto, ma "Monster" è veramente un manga fuori dall'ordinario. E' eccezionale già solo per quanto riguarda l'ambientazione: parte della storia è ambientata nella Germania divisa, a Dusseldorf per essere più precisi; un'altra parte della storia è ambientata un po' per tutta la Germania riunificata, in seguito alla caduta del Muro di Berlino; e una parte non indifferente della vicenda è ambientata anche nella Repubblica Ceca, fresca di secessione dalla Slovacchia. Quello che più mi sorprende è il tratto magistrale, quasi "naturalista" oserei dire, che sottolinea quanto Naoki Urasawa si sia dato da fare per riportare fedelmente una realtà caotica e sicuramente al di fuori dell'orizzonte giapponese come lo è l'Europa. Non solo: Urasawa fa sfoggio di conoscenze di medicina, attualità e psicologia che è davvero insolito vedere in un unico manga, e questo ci riporta al tratto "naturalistico" della storia, poiché è chiaro che Urasawa si è impegnato molto, ha studiato parecchio e si è informato per bene prima di stendere la vicenda. Tutti quei riferimenti alle conseguenze del comunismo, alla vecchia polizia Cecoslovacca e ad altri particolari minori mi fanno sospettare che Urasawa abbia vissuto in Germania per un certo periodo di tempo, e questo aggiunge valore al manga, poiché si tratta di un resoconto da parte di una persona che ha visto con i propri occhi questa realtà, e la dota quasi di un fondo di verità.

Gli elogi si sprecherebbero, ma andiamo con ordine. Parliamo innanzitutto della storia: strutturata con maestria ed esperienza, e questo l'ho già detto; quello che non ho detto è che si tratta di una vicenda assolutamente plausibile, realistica al massimo grado. Parliamo dei personaggi: eccezionali, e ben caratterizzati, anche se tutti hanno in comune un'aura quasi eroica che stona un po' con il realismo dell'opera. Anche il ladruncolo da quattro soldi ha un cuor di leone, figurarsi. I personaggi, comunque, sono ben delineati e "psicologicamente corretti". Abbiamo la donna ripudiata che si dà all'alcol, il bambino maltrattato che decide di appiccicarsi alla prima persona dimostratasi gentile con lui, l'uomo che, per caparbietà e cecità, mette il lavoro davanti alla famiglia, e poi una sfilza di figure umane come emarginati, ubriaconi, medici dei poveri, assassini psicopatici, uomini d'affari senza scrupoli, criminali viscidi nell'aspetto e nel carattere, ex collaborazionisti del regime comunista, bambini e poi persone dall'infanzia rovinata, e si potrebbe allungare di molto la lista.

Ma parliamo dei protagonisti andando nello specifico: innanzitutto, naturalmente, il brillante dottor Kenzo Tenma, vittima dei dubbi professionali e per questo trascinato in una vicenda che lo pone quasi come "antieroe". Non dimentichiamo che, in fondo, per nobili che siano i suoi propositi il suo scopo resta comunque quello di uccidere un uomo. Qual è il mio scopo nella vita? A cosa dovrei dare ascolto, al richiamo della carriera, che mi promette soldi, successo professionale e un matrimonio con una splendida e ricca signora, oppure alla voce della mia coscienza, che mi suggerisce di fare sempre e comunque la scelta giusta? Non lo nego, se mi fossi trovato al posto suo avrei scelto la carriera, e mi sarei messo l'anima in pace di fronte ai dubbi. Ma Kenzo no, Kenzo è un uomo che prende profondamente sul serio il suo dovere come medico e come uomo, un idealista, un altruista. Non avrebbe mai avuto il coraggio di sparare a sangue freddo e uccidere un uomo, su questo il tizio che gli ha insegnato a usare una pistola aveva ragione. Ma Kenzo andrà avanti. Non ha altra scelta. E il termine della storia avrà un che di terribilmente ironico, per lui...

Parliamo anche di Johan; un personaggio terribile, enigmatico, sul quale non posso pronunciarmi, perché è l'unico della storia del quale non riesco a capire il comportamento. Neanche quando vengono chiariti i dubbi sulla sua origine. E, assieme a Johan, non si può non parlare di Nina, la sua metà, il suo pezzo mancante forse. Nina è già più facile da analizzare: una donna confusa, rosa dai ricordi rimossi, ma che ha ben chiaro in mente il fatto di possedere un fratello gemello. Come si può ignorare un fratello gemello? Naturalmente Nina non poteva fare altro che cercarlo. Ma non sono del tutto sicuro che, una volta trovatolo, Nina avrebbe compiuto quello che aveva intenzione di compiere.

Parliamo di Eva; vittima quasi involontaria di tutta la vicenda, subisce quella che può essere definita la naturale conseguenza di come ha condotto la sua vita fino a quel momento. Non mi sento di giudicarla, perché un motivo c'è, se si ritrovò ad essere quello che era prima che il terribile evento sconvolgesse la sua vita, e tutto sta nell'educazione che ha ricevuto. Su questo punto potremmo quasi tracciare un parallelo con Johan: Eva è diventata quello in cui la vita che ha condotto l'ha trasformata, proprio come è stato per Johan. Comunque, Eva è protagonista di uno degli sviluppi più interessanti all'interno della trama. Gran brutta cosa, il desiderio inappagato di una donna rifiutata. E praticamente tutti i protagonisti della storia si ritroveranno a fare i conti con le conseguenze dell'odio di Eva.

Parliamo di Dietrich, povero bambino. Per lui ho poche parole da spendere, dato che comunque non è fondamentale ai fini della storia, ma resta lo stesso un personaggio interessante. Anche se a volte facevo fatica a distinguerlo dagli altri bambini. Urasawa non è stato molto bravo da quel punto di vista, i bambini sembrano tutti uguali di faccia.

Parliamo di Lunge, l'investigatore ostinato che, più che essere incaricato di mettersi sulle tracce di Tenma, lo fa per accanimento professionale. Un genio, se vedi le cose dal suo punto di vista; sa immedesimarsi nel ricercato, sa recitare bene al punto da tirare fuori dalla gente quello che vuole sapere, e soprattutto sa dare un senso logico agli elementi a sua disposizione, sa ricostruirli con maestria professionale. Questo non lo esime da errori, ma non per questo la sua genialità è sminuita.

Parliamo di Roberto, il personaggio che, lo ammetto, era il mio preferito tra i molti che compongono la storia. Per ragioni che riscuoterebbero assensi solo fra il pubblico maschile del manga, ma resta nondimeno il mio preferito. Uno che ha capito tutto della vita, mi cala solo verso il finale, quando rivela il suo obiettivo nella vita. Deprimente, non c'è altro modo per descriverlo. E, se dovessi giudicarlo tramite il metro che userebbe una persona media, probabilmente Roberto sarebbe il personaggio più odioso del manga, perfino al di sopra di Johan.

Questo e molto altro è Monster. E quel che è meglio è che non è eresia supporre che, prima o poi, vedremo un secondo capitolo di questa affascinante storia, data la natura aperta del finale.

Gli scenari sono magnifici e realistici: Praga è proprio quella, così come le diverse città tedesche visitate da Tenma. Le zone ambientate in campagna sono amene e rigogliose, mai scarne, e i fondali sono belli.

Che cosa si può dire di più? Correte a leggerlo: probabilmente, non vedrete mai più un'opera così talentuosa, e mai, mai banale.

anonimo

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anonimo

Volumi letti: 18/18 --- Voto 10
Il miglior seinen thriller che io abbia mai letto!
Il dottor Kenzo Tenma è un medico giapponese che si trasferisce a Düsseldorf per lavorare a Eisler Memorial Hospital, così da diventare un abile chirurgo del cervello. Se fosse rimasto in patria probabilmente non avrebbe mai avuto successo, poiché suo fratello maggiore faceva lo stesso lavoro da più tempo di lui.
Sembra avere tutto: una promozione a breve, il favore del direttore e il fidanzamento con Eva Heinemann, la figlia del direttore. Lui, però, non è soddisfatto di come vengono trattati i pazienti, poiché viene data la precedenza alle persone ricche e famose. Così una sera decide di cambiare tale politica e opera al cervello un bambino di nome Johan, a cui è stato sparato in testa un colpo di pistola, invece che al sindaco di Düsseldorf, arrivato dopo il bambino. Johan si salva, ma il sindaco muore. Tenma perde tutto quello che aveva: Eva, la promozione e gli viene comunicato che se mai lui decidesse di trasferirsi in un altro ospedale avrebbe ricevuto lettere di sfavore da parte del Eisler Memorial Hospital. Un giorno, misteriosamente, il direttore e altri medici che complottavano contro Tenma muoiono avvelenati. Viene accusato di averli assassinati, visti gli eventi, ma in mancanza di prove non viene arrestato e le accuse cadono.
Nove anni più tardi Tenma diventa capo di chirurgia presso l'Eisler Memorial Hospital. Una sera, al ritorno, con un orologio come regalo per Junkers (un paziente preso in cura da lui), trova la guardia di fronte alla camera del paziente morta e Junkers scomparso. Seguendo il sentiero per il cantiere nei pressi dell'ospedale, Tenma trova Junkers tenuto sotto tiro. L'uomo che tiene la pistola si rivela essere Johan, il ragazzo che egli salvò nove anni prima. Nonostante i tentativi di Tenma di far ragionare Johan, questi spara a Junkers. Subito dopo, rivolgendosi a Tenma, gli dice che non avrebbe mai potuto uccidere l'uomo che gli ha salvato la vita. Il ragazzo sparisce nel nulla, con Tenma troppo sconvolto per fermarlo.
Dopo questo incidente Tenma è di nuovo sospettato dalla polizia e cerca di trovare maggiori informazioni su Johan. Dopo approfondite ricerche scopre finalmente le origini di questo mostro: dalla ex Germania orientale un segreto orfanotrofio noto come "511 Kinderheim" creava soldati perfetti attraverso la riprogrammazione psicologica. Tenma viene a sapere le atrocità commesse da questo "mostro", e giura di risolvere l'errore fatto salvando la vita di Johan.

Dopo aver letto questa trama ditemi voi se non vi è venuta voglia di leggere questo manga?!
La psicologia di ogni singolo personaggio viene curata in ogni piccolo dettaglio da Naoki Urasawa, capace di farvi emozionare per tutto il resto del manga.
I disegni sono veramente molto ben dettagliati. Da notare soprattutto le espressioni dei personaggi.
L'edizione curata dalla Planet Manga è parecchio buona, io posseggo la Deluxe e (costo a parte) devo dire la verità è ottima. 400 pagine, alcune a colori, buona qualità della carta e della sovraccoperta, in rilievo.
Insomma, il costo è elevatuccio, però la storia merita assolutamente di essere letta. Suspense, misteri ed emozioni vi aspettano se decidete di leggere questo capolavoro!

VOTI
Trama:10
Disegno:10
Personaggi:10
Edizione:9

TheRolandDeschain

Volumi letti: 18/18 --- Voto 10
"Monster", o della summa artistica di Naoki Urasawa. Opera fenomenale che presenta sì le usuali caratteristiche dei precedenti lavori dell'autore ma da cui allo stesso tempo se ne distacca per creare un mirabolante intreccio che di originale ha molto.
Unica avvertenza: qualora iniziaste questa fantastica serie raccomando caldamente una lettura continua dell'opera. Leggetelo tutto d'un fiato anche se potrà sembrarvi non poco pesante ma d'altronde è questa la croce e delizia di Urasawa! Fate così e non avrete (forse) bisogno di rileggere l'opera una seconda volta. Io stesso per motivi di distanza non sono riuscito a visionare l'opera in maniera continua e mi sono visto (piacevolmente) costretto a rileggere l'opera per poterla apprezzare di gran lunga meglio.
La trama di "Monster" prende le mosse da un ospedale di Dusseldorf (Germania) del 1986, la clinica Eisler, dove tra i numerosi medici si distingue per bravura e giovane età il giapponese Kenzo Tenma. Egli è costretto a sbrigare dei lavori di ricerca al posto del direttore sanitario Heinemann. Per fortificare il sodalizio lavorativo il direttore lo incoraggia a contrarre fidanzamento con la figlia. Più in generale Tenma deve sottostare alle direttive di Heinemann per quanto riguarda la tempistica dei pazienti da operare (le personalità facoltose sono ovviamente trattate con maggior riguardo) ma questo stride con la morale etica del giovane dottore, che in un momento particolarmente decisivo si ritroverà a sovvertire le direttive di Heinemann obbedendo alla legge morale per cui "tutte le vite hanno lo stesso valore". In questa occasione Tenma salva la vita a un bambino di cui non conosce nemmeno il nome e non opera il sindaco del paese, che in seguito muore; questo atteggiamento lo porta a essere destituito del suo prestigioso ruolo dal direttore Heinemann che rompe persino il fidanzamento tra sua figlia e Tenma stesso. Il medico giapponese si ritrova d'un tratto a essere un semplice medico circondato però dall'affetto dei suoi pazienti e dall'orgoglio di aver salvato il bambino senza nome. Orgoglio che presto si trasformerà in terrore: il bambino fugge dall'ospedale e contemporaneamente il direttore Heinemann assieme ad altri due medici muoiono per via di alcune caramelle avvelenate.
E se Tenma, invece di salvare una vita innocente, avesse risvegliato il vero male, il famigerato mostro biblico con sette teste e innumerevoli corna?
Il chiasmo letterario è servito. Tenma da salvatore deve trasformarsi forzatamente in mietitore di vittime per eliminare quel male assoluto a cui lui stesso ha dato nuova vita. Ma non crediate che Tenma sia il protagonista assoluto di "Monster"! Urasawa vi farà conoscere un nugolo di personaggi tutti caratterialmente ineccepibili e tutti assolutamente funzionali all'intreccio. L'abilità di Urasawa di servirsi di molteplici personaggi per giungere alla verità del racconto è magistrale ed assoluta: lo svolgimento della trama non sarà mai noioso o pedante ma vedremo il corso degli eventi da parte di molteplici punti di vista, ognuno dei quali sarà direttamente funzionale allo svelamento del mistero che attornia il bambino (Johan) e sua sorella. Lo "straripamento" di sentimenti che i personaggi provano porta alla presenza di innumerevoli scene commoventi, che non possono non emozionare il lettore per la purezza e la profondità del messaggio. E la genialità di Urasawa sta proprio nella felice coabitazione, all'interno della sua opera, di una trama eccezionale che rapisce il lettore e di un messaggio che giunge dritto al cuore del lettore stesso. Impossibile non venire rapiti dalla profondità di tale messaggio, così com'è impossibile non venir coinvolti nelle vibranti scene d'azione che si susseguono pagina dopo pagina. L'opera cattura innegabilmente, così come si diceva di Socrate che come una torpedine scuote violentemente gli uomini. Tale è Urasawa. Cattura i lettori nella sua tana e mostra loro i mille splendidi tesori che sono le sue opere..
In ultima analisi: opera consigliatissima. Affrettatevi a procurarvi l'intera serie nella superba edizione da 12.90 della Planet!

onizuka90

Volumi letti: 18/18 --- Voto 8
Ad essere del tutto sincero mi risulta alquanto difficile recensire Monster, non tanto perché non abbia un'idea ben precisa a riguardo, bensì perché prima di leggerlo mi aspettavo un "qualcosa" e il fumetto mi ha dato tutt'altro. Il fatto è che questo "altro" è comunque un "qualcosa" di molto positivo sebbene non proprio ciò per cui, spesso, questo titolo viene esaltato e apprezzato.
Monster gode di una incredibile popolarità come opera sul genere giallo-poliziesco, ma a mio avviso tale veste gli sta piuttosto strettina, anzi, scomoda. Personalmente trovo che la giusta prospettiva con cui guardare a questo fumetto sia quella di un manga psicologico con delle venature tipiche di un racconto del mistero e della fiaba, e non un giallo che si basi su una ferrea logica.

Ma esaminiamo più a fondo la questione "Monster" andando a partire da ciò che più comunemente suscita venerazione: la storia. Questa non è veramente complessa (come potrebbe esserlo ad esempio quella di un'opera di Shirow), ma semplicemente molto ben organizzata e sfaccettata, ricca di innumerevoli particolari, di personaggi e di avvenimenti incastrati con abilità. I tempi per le rivelazioni e colpi di scena sono ponderati e ottimamente gestiti; si distribuiscono ed alternano in modo efficace anche i momenti in cui incalza una narrazione rapida e quelli di distensione. Il "problema", tuttavia, è che questa enorme macchina narrativa, sebbene riesca a tenere una notevole coerenza, procede fin troppo spesso per coincidenze e forzature spazio-temporali non indifferenti, per fare un esempio: in ogni città in cui un personaggio arriva questi magicamente incontra un personaggio chiave che gli permetterà di percorrere la retta via, o rimane coinvolto in determinate esperienze che si ricollegano alla storia principale e che guardacaso spesso poi si rivelano importanti per far emergere un ulteriore tassello di questo elefantiaco puzzle. Ogni progresso verso la conclusione è un passo guidato dalla mano del destino, e Dio più che giocare a dadi sembra usare righello e squadretta. Di certo questo non è un buon presupposto per un giallo investigativo, specialmente per come si palesa tale caratteristica nel finale dove, per un miracolo incredibile, tutti i personaggi si riuniranno "casualmente" nello stesso posto e nello stesso giorno, sfidando ogni legge probabilistica e ogni possibile verosimiglianza. Un altro elemento che a mio avviso stona se si guarda a Monster nell'ottica del giallo sono le numerose e corpose storie parallele, le quali non fanno altro che allungare e complicare una matassa di avvenimenti davvero mastodontica. Impossibile non riconoscere l'abilità dell'autore nell'intrecciare tutti questi fili paralleli senza troppe contraddizioni e riuscendo a mantenere una coerenza di fondo, ma il continuo distogliere l'attenzione dalla storia principale risulta a mio avviso controproducente. Un altro appunto che mi sento di fare riguarda proprio una peculiarità di Urasawa: il mondo che lui costruisce gira del tutto, e solamente, attorno ai suoi personaggi, ma questo (e anche gli altri già citati) in realtà è un ottimo aspetto se vogliamo considerare Monster come dovrebbe essere considerato, dicevamo prima, da un punto di vista psicologico.

L'elemento maggiormente affascinante dell'intero fumetto sta proprio nei suoi personaggi, mediante l'inserimento di continue deviazioni Urasawa è in grado di delinearne con estrema accuratezza la caratterizzazione, riesce nella titanica impresa di rendere interessanti quasi tutte le figure che fanno la loro comparsa nella storia, anche quelle secondarie la cui scena è poi destinata a venire velocemente esautorata da quella dei primari e comprimari senza per questo però esserne sminuita o banalizzata. Molti avranno un'evoluzione notevole, come lo stesso Tenma o anche Eva e l'ispettore Lunge, matureranno come persone in seguito alle continue vicende che turberanno le loro esistenze e che li porteranno inevitabilmente a compiere scelte, mettendo in crisi il loro senso di giustizia e convinzioni, e appunto sulla scelta e sulle possibilità gioca l'intero fumetto. Il viaggio nell'animo umano in cui ci porta Monster è incredibile e le varie riflessioni che vengono sparpagliate per l'intero intreccio tra cui, ricordiamolo, le bellissime favole di Franz Bonaparta, si riconducono fondamentalmente all'introspezione e al considerare il "mostro" che ognuno di noi può diventare, uno spietato scontro tra io e super io, moralità e amoralità, ma anche un conflitto tra idealismo e materialismo: donde viene la certezza di una mia decisione o convinzione? Cosa giustifica una scelta? Cosa la rende più giusta di un'altra? Anche quella che apparentemente si rivela l'unica via sensata da percorrere, perseguendo i più condivisibili ed innocenti ideali, potrebbe portare a conseguenze disastrose di cui ci si può rendere conto solo ex-post, ed intanto il destino ci sorride sempre, malizioso, nella sua crudeltà, quasi a volerci schernire. Il personaggio di Johan è l'elemento disturbatore, una sorta di anticristo, il portatore del male e del risentimento, il conturbante araldo del dubbio e delle alternative, più un simbolo che un vero e proprio personaggio, ma egli è genialmente quel motore immobile che non compare mai e di cui si arriva persino a dubitarne l'esistenza, ma a cui tutto tende, l'epicentro di tutte le azioni e motivazioni dei personaggi, loro ultima meta, li induce ad un continuo inseguimento che permette alla fine di capire il loro vero ed ultimo nemico: loro stessi.

Non era Johan a muovere tutti, ma erano tutti a muoversi per Johan, le loro azioni erano dettate dalla loro volontà di inseguire tale mostro e chimera, una loro responsabilità, mentre coloro che dovevano affrontare fin dal principio erano le loro paure, errori e false sicurezze. Lo capisce Tenma, costretto a misurasi con il suo idealismo e saldo intento a fermare Johan per riparare alla sua scelta e ledere il suo rimorso (era stato veramente giusto salvarlo?), lo capisce Nina che, trovandosi a rivangare il passato scopre di possedere memorie che non avrebbe mai voluto riportare a galla, così come loro anche gli altri personaggi si misurano con il caso di Johan per in realtà ritrovare, alla fine, loro stessi, anche Lunge, Grimmer, ma anche l'avvocato e il giovane ispettore di polizia. Peccato per il finale, a mio avviso se si fosse optato per un regime meno lieto sarebbe scaturito di certo qualcosa di meno banale, ma non posso affermare di non averlo apprezzato. Per me è un 8 pieno.


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obo

Volumi letti: 18/18 --- Voto 9
Se siete amanti dei gialli, thriller e di storie a tinte forti in cui fino alla fine si capisce poco o nulla (una sorta di "Lost" dei manga se vi può piacere il paragone coi telefilm), i manga di Urasawa sono per il vostro palato!
In Monster la vicenda prende il via in Germania dove un famoso e promettente neurochirurgo, il dott. Tenma, si trova a salvare la vita di un bambino a cui hanno sparato in testa; ma questo bambino non è un normale bambino perchè nella germania post seconda guerra mondiale son stati portati avanti sconvolgenti esperimenti di controllo della mente. Da questo spunto prende il via tutta la storia!
Monster è un manga completamente diverso da qualsiasi manga "mainstream" esistente in commercio ed è un'opera che va letta tutta d'un fiato per non perdere il filo e non capirci veramente più nulla talmente la trama e l'intreccio sono popolati da personaggi, avvenimenti e colpi di scena.
In molti punti della storia è possibile trovare anche critiche al sistema ospedaliero e alla società in cui Tenma si trova a vivere, al comunismo e alla razza ariana. Per quanto riguarda i disegni lo stile di Urasawa si presenta con disegni molto realistici, che ben si sposano alla storia, e una maniacale cura dei particolari. Se cercate un manga diverso dai classici shonen che si trovano in commercio oggi, con una storia ben orchestrata, che non lascia nulla al caso, che fa pensare e in cui ogni filo alla fine si ricollega, Monster fa per voi!


 7
Turboo Stefo

Volumi letti: 18/18 --- Voto 10
Naoki Urasawa è conosciuto per i suoi fantastici thriller a fumetti e il titolo che più lo rappresenta è probabilmente "Monster", che lo ha portato alla ribalta e gli ha permesso di vincere diversi premi di rilevanza internazionale, come l'Excellence Prize al primo Japan Media Arts Festival e il prestigioso Shogakukan Manga Award nella sua 46° edizione.
Un'ulteriore nomina degna di nota è arrivata anche nel 2008 quando Junot Diaz (Premio Pulitzer per la narrativa) ha elogiato il manga in questione ed ha aggiunto che ritiene Urasawa un tesoro nazionale giapponese.

A Dusseldorf nel 1986, in una Germania che sta ancora guarendo dalle pesanti ferite sociopolitiche, un medico giapponese (il Dottor Tenma) si distingue per la sua abilità nella chirurgia cerebrale. A dispetto della sua giovane età viene promosso a primario ed inizia a scoprire i terribili giochi politici che governano gli ospedali. I dubbi etici arrivano quando gli viene imposto di curare un paziente facoltoso anziché un normale padre di origini turche, che perde così la vita.
Gli ideali e la morale del giovane si impantanano in dilemmi esistenziali sul valore della vita e Tenma finisce con il ribellarsi quando deve operare un bambino in fin di vita - reduce da una tragedia famigliare - e gli viene comandato di salvare prima il vecchio sindaco.
Purtroppo il bambino e la sorella gemella covano un oscuro segreto, una scia di dolore e morte che dipinge di sangue il corso della loro vita. "Grazie" a Tenma questo mostro può continuare nella sua opera e Tenma stesso viene accusato di essere un omicida. Inizia così la fuga dalla legge e la ricerca della verità, che porterà a galla oscuri segreti.

L'inizio dell'incredibile avventura è profondamente radicato nelle denunce al sistema ospedaliero, che viene mostrato come eccessivamente legato alla politica e al denaro, dove il potere è in grado di decidere il valore della vita di ogni singolo individuo. Mentre il protagonista si pone profonde domande su questi problemi la vera storia prende vita in modo inatteso con una spiazzante serie di drammi e cupi colpi di scena, per poi adagiarsi nuovamente con una serie di piccole storie che arricchiscono il viaggio di Tenma, lasciando importanti lasciti a livello emotivo sia nei personaggi che nel lettore.
Silenziosamente Naoki Urasawa va ad instillare una tensione narrativa sempre più serrata e ricca, dove una sequela sempre maggiore di sconvolgenti svolte va ad ampliare il violento ed oscuro affresco che sta accuratamente dipingendo, pennellata dopo pennellata.
Ad arricchire ancora di più questa riuscita struttura narrativa Urasawa compie l'ardita scelta di "spezzare" ad intervalli la storia, allontanandosi temporaneamente da Tenma per permettere l'entrata in scena di nuovi importanti personaggi. Questi protagonisti momentanei vivono vicende legate al filone principale in modi più o meno intensi, e proseguendo per queste vie parallele si finisce sempre per ricongiungersi con il viaggio di Tenma costruendo in tal modo una trama fitta ed in continua espansione, ma mai confusa, che regala anche maggiore varietà e curiosità. Un ulteriore pregio di queste "deviazioni" è l'importante approfondimento delle caratterizzazioni che va a costruire un cast di personaggi ricco ed incredibilmente realistico nella sua umanità, rispecchiandone le diverse sfaccettature.
I personaggi più importanti che si alterneranno nella vicenda finiranno con l'incrociarsi e nuovamente allontanarsi in diverse occasioni, per poi ricongiungersi nell'incredibile finale che prende vita in uno scenario inatteso. Una conclusione adrenalinica ed incredibilmente emozionante che mozza il fiato al lettore per la sua intensa frequenza di eventi e rivelazioni.
Nelle pagine conclusive rimangono però piccole questioni in sospeso, come l'ultima spiazzante tavola che lascia letteralmente a bocca aperta, ma sono dettagli che vengono fortemente influenzati dalla personalità di ogni lettore: in questo modo ognuno può vederci diverse cose inerenti alla propria indole, simboleggiando una metafora legata ai sentimenti e ai temi nei quali è radicata l'opera.

I disegni di Naoki Urasawa come sempre stupiscono per la loro perfetta funzionalità e la ricercata abilità registica.
Le ambientazioni godono di sfondi morbosamente realistici e curati nei dettagli, andando a ricostruire con precisione le città ed i piccoli paesi dell'est europeo, dalle bellissime architetture rustiche alle fitte fronde dei boschi, ed in alcune occasioni regala luoghi che rimarranno impressi a fuoco nel lettore anche per via degli eventi ad essi collegati - come la Villa Delle Rose o il villaggio di Ruhenheim.
Completamente distaccati da quest'ultimi ci sono i personaggi, disegnati con un tratto sottile e deciso ed uno stile sobrio e semplice, che è diventato un simbolo dell'autore. I volti sono incredibilmente espressivi, semplicemente guardandoli si scopre più di quello che si carpirebbe dai dialoghi. Il character design è vario, ma l'abilità di Urasawa permette di riconosce a colpo d'occhio le radici etniche dei diversi personaggi grazie ai piccoli e giusti dettagli, come il naso importante e i capelli ricci delle famiglie turche o i capelli chiari e le linee del volto dure e marcate per le "razze ariane".
Questo è solo il "corpo" principale del comparto tecnico, ma le vere finezze arrivano di seguito grazie all'attenzione per i piccoli particolari, come lo sguardo di Tenma sempre più stanco ed emaciato ma che brilla di determinazione, ed altri importanti gesti sottolineati dalla regia. Quest'ultima è sempre accuratamente studiata per dare impatto ad ogni singola scena, con risultati sublimi durante le svolte improvvise date da rivelazioni o colpi di scena, andando così ad amplificare la suspense già presente in forti dosi. A questo proposito ha un forte impatto anche l'entrata in scena di personaggi importanti che spesso rimangono nascosti, perché al lettore viene offerta la visione della scena proprio dal loro punto di vista, incuriosendolo sempre più. Un vero colpo di genio.

In Italia il manga è stato pubblicato dalla Panini Comics: la prima versione in normali 18 tankoubon è stata sostituita dalla riedizione denominata "Monster Deluxe" composta da 9 volumi formato Kanzeban.
Questa ultima versione propone un formato molto grande e racchiude nell'ottima rilegatura circa 400 pagine a volume, la carta utilizzata è bianca e di elevata grammatura - quindi senza trasparenze - mentre la stampa è pulita, nitida e precisa in ogni aspetto. Ottima anche l'abbondante presenza di pagine a colori in ogni capitolo, dove l'originale le prevedeva.
Considerando l'ottima cura materiale del prodotto il prezzo è più che giustificato, ed inoltre se i volumi vengono accostati, in una griglia da 3 X 3, le copertine si congiungono a formare una bellissima sorpresa.

Il manga di "Monster" si apre con una citazione molto importante da ricordare, tratta dall'Apocalisse di Giovanni, ma questa è solo una delle tante citazioni presenti nell'opera legate alle diverse culture religiose ed etniche dell'ambientazione, mentre numerose assonanze si ritroveranno anche negli importanti libri per bambini.
Peccato che questo interessante bagaglio sia seriamente sprecato, perché il lettore è talmente attirato dalla lettura che tutto passerà in secondo piano. Si può affermare quindi che Urasawa è vittima di se stesso, o del suo "Mostro".
La narrazione è sempre più serrata, interessante e ricca di colpi di scena che si susseguono senza sosta, mentre il quadro dipinto da Urasawa continua ad espandersi, coinvolgendo sempre più personaggi ed eventi misteriosi, con le loro storie dolorose dalle profonde svolte drammatiche.
Una lettura che mozza il fiato per la sua intensità e la palpabile tensione che coinvolge il lettore fino all'ultima imprevedibile pagina, creando così un capolavoro della narrativa a fumetti in grado di ammaliare chiunque decida di addentrarcisi, in una storia che parla di odio e violenza quanto di amore e buoni sentimenti, mentre l'umanità e la morale dei personaggi - e del lettore - è sempre messa in forte discussione.
La perfezione non esiste, ma senza dubbio "Monster" è una delle opere che ci si avvicina di più.


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Drosselmeyer

Volumi letti: 18/18 --- Voto 10
Questa è la mia prima recensione ma non il primo manga che leggo. Tuttavia voglio cominciare proprio da questo perchè lo reputo un vero e proprio capolavoro. Non starò qui a invogliarne e consigliarne la lettura con una recensione oceanica nè tantomeno a riassumerne la trama facendo "copia e incolla" da altri siti. Mi limiterò a condividere con la community le mie personali sensazioni ed emozioni che, inevitabilmente, un manga come questo ti lascia dentro. Non conoscevo il sensei Urasawa ma ora, confesso, non posso farne a meno. Crea dipendenza.
La caratterizzazione dei personaggi è complessa e profonda. Ognuno ha una propria storia personale che pian piano si fa strada tra i grovigli della trama e va ad intrecciarsi, non senza colpi di scena, con quelle degli altri. Non c'è un personaggio superfluo, tutti finiscono col diventare tasselli di un puzzle il cui disegno il lettore riuscirà a percepire solo nell'ultimo capitolo. Nell'intreccio, a mio avviso, emerge una profonda umanità dei personaggi "positivi", alcuni dei quali ti rimangono nel cuore. Ma al di là della distinzione scolastica tra buoni e cattivi, grazie all'introspezione psicologica operata ad arte dall'autore, tramite i suoi personaggi il lettore si immerge nei meandri della psiche umana, arrivando quasi a toccare con mano le profondità dell'abisso che in essa può celarsi. Tutto questo prende forma in quelli che definire semplici disegni mi sembra riduttivo. L'accuratezza nella descrizione degli sfondi, delle espressioni facciali, ti lascia senza fiato, come se chi legge si trovi proprio in quei luoghi e abbia di fronte proprio quelle persone in carne e ossa. Finora non avevo mai trovato una tale sensibilità stilistica (eccetto che nelle altre sue opere).

Ais Quin

Volumi letti: 18/18 --- Voto 10
Ciò che chiamiamo vita non è altro che la diretta conseguenza delle decisioni che ci riguardano, tanto quelle fatte personalmente quanto quelle che ci sono state imposte. A volte, tuttavia, siamo talmente obnubilati da non accorgerci di essere a un bivio, e tiriamo dritti per la nostra strada con la cieca, irrazionale baldanza di chi si sforza di credere che la sua buona stella non lo abbandonerà mai; peccato che la sorte sia come una donna alla costante ricerca di un "di più" perché incapace di apprezzare le belle cose che ha, una vera e propria Leuconoe incurante delle accorate esortazioni del suo Orazio. Se tutto va come avevamo previsto è un conto, ma qualora il destino decida di tirarci un bidone cercheremo di lenire le nostre ferite dicendoci che, in fin dei conti, non ci era stata lasciata altra scelta. La veridicità o meno di tale affermazione è, ovviamente, relativa. Attenzione, però, perché anche una giusta decisione può avere delle terribili ripercussioni sui diretti interessati: è il caso di "Monster", che fa di quest'ultimo scenario il fulcro di un'intricata vicenda dalle tinte a dir poco inquietanti.

Düsseldorf, 1986. Kenzo Tenma è un talentuoso neurochirurgo che, come molti altri suoi colleghi e connazionali, ha trovato nella Germania un ambiente ideale per esercitare la propria professione. Stimato dai colleghi - cosa che non impedisce loro di trattarlo, di quando in quando, con divertita condiscendenza di fronte alla sua incrollabile solerzia -, adorato dai pazienti e forte della benevolenza del direttore dell'ospedale in cui lavora, il suo fidanzamento con Eva, figlia di quest'ultimo, è la classica ciliegina sulla torta di un'esistenza già ricca di soddisfazioni. Sfortunatamente la politica a cui tutti i dipendenti del vecchio Heinemann devono sottostare, che pone il prestigio accademico al centro di tutto, contrasta con i suoi principi morali, che danno più importanza al malato. È proprio a causa di questa diversità di vedute che una notte, costretto a scegliere se operare per primo il borgomastro della città o un bambino vittima di arma da fuoco, a cui a stretto rigore spetterebbe la precedenza, Tenma decide di ribellarsi e di seguire il proprio istinto di medico, salvando la vita al piccolo. Per il primo cittadino, invece, non ci sarà nulla da fare.
Punito per la sua insubordinazione con la revoca di una promozione a lungo attesa e scaricato da Eva, agli occhi dei colleghi più smaliziati e dell'ispettore Lunge la morte improvvisa di Heinemann e di altri due suoi collaboratori appare fin troppo conveniente, ma il caso viene archiviato per mancanza di prove.
Nove anni dopo una serie di efferati omicidi comincia a sconvolgere la Germania. Con suo sommo orrore Tenma scopre che il colpevole è Johan, il ragazzo da lui salvato così tanto tempo addietro e che era sparito nel nulla assieme alla sorella Anna nel bel mezzo della sua convalescenza. C'è un solo modo affinché il medico possa rimediare, ed è uccidere il mostro a cui aveva per sbaglio ridato la vita. Ha inizio così una disperata ricerca che acquisirà ben presto i contorni di un viaggio di sola andata per l'inferno.

Nonostante la complessità dell'intreccio, che si dipana considerevolmente sia nel tempo che nello spazio, Urasawa riesce a mantenere un invidiabile controllo sia sulla storia che sul vasto gruppo di personaggi necessari al suo sviluppo, impostando un ritmo serrato ma mai inutilmente precipitoso. La quantità di informazioni da filtrare e ricordare, tuttavia, unita alle difficoltà interpretative che quest'ultime possono presentare, potrebbe scoraggiare i lettori più impazienti, spingendoli magari a preferire l'anime perché considerato un medium più immediato. Naturalmente ognuno è libero di fare come meglio crede, ma mi permetto di spezzare una lancia a favore del manga con un paio di suggerimenti.
Il primo: non illudetevi di riuscire a capire tutto quanto al primo colpo, perché non ci riuscirete. Questo non significa che siate degli stupidi, né che lo sia Urasawa, semplicemente ci sono dei concetti di cui di primo acchito può sfuggire l'effettiva portata. Rileggete i capitoli in questione tutte le volte che lo riterrete necessario, oppure chiedete altri pareri per mettere a fuoco e riorganizzare le vostre idee. A causa della massiccia ed inevitabile dose di spoiler a cui rischiate di andare incontro, però, consiglio di ricorrere a quest'ultima risorsa soltanto una volta terminata la lettura del manga.
In secondo luogo: ogni viaggio è importante tanto quanto la sua destinazione, se non di più. È la combinazione di tutti gli eventi descritti nel manga, anche quelli all'apparenza slegati dal contesto, a determinarne il finale e a fornirvi gli strumenti per decodificarlo, ma non dimenticate che per farlo è necessario che anche voi siate disposti a viaggiare assieme a Tenma. In altre parole non fate affidamento soltanto su quello che leggete, bensì integratelo con le vostre esperienze personali in modo da poter elaborare una vostra chiave di lettura. A tutto quello che Urasawa non chiarisce non esistono risposte giuste o sbagliate, soltanto le vostre. Non si tratta di pigrizia mentale da parte di un autore che ha perso il bandolo della sua stessa matassa, bensì di una libertà di cui vi si fa dono: accettatela, vivetela, esploratene il potenziale.

Il finale si può dividere sostanzialmente in due parti: la prima è costituita dal fatidico confronto tra Tenma e Johan, mentre la seconda riguarda tutto ciò che accade dopo. A seconda dei gusti di ognuno può piacere o non piacere, ma personalmente l'ho trovato molto fedele allo spirito dell'opera e per questo non sono d'accordo con chi sostiene che l'abbia rovinata. Sicuramente non è ciò che il pubblico si aspettava, ma questo non vuol dire che sia da rifiutare in blocco senza dargli una possibilità.

Ad impreziosire il tutto troviamo una serie di riferimenti religiosi e fiabeschi inseriti allo scopo di conferire un tratto archetipale alla vicenda e ai personaggi. Le attitudini messianiche di Tenma, ad esempio, si scontrano con quelle ben più abiette di Johan, che nel corso del manga viene definito come un vampiro, un alieno, un potenziale secondo Hitler e infine il Diavolo in persona. Non si contano, poi, le allusioni alla figura dell'Anticristo. Per quanto concerne le fiabe, invece, oltre a costituire un elemento chiave "in-universe", nel corso dell'opera esse vengono citate profusamente e in modo più o meno esplicito. Abbiamo richiami a "La bella addormentata", "Cappuccetto rosso", "Hansel e Gretel", "La Bella e la Bestia", "Il pifferaio di Hamelin", esempi minori di folclore europeo e vari accenni ad alcune delle caratteristiche principali di ogni fiaba, quali la figura del Principe Azzurro, l'utilizzo di determinate formule stilistiche e di allegorie riguardanti determinati artefatti magici. Completano il quadro alcune strizzatine d'occhio alla cultura pop come "L'incredibile Hulk", le canzoni di Al Greene e il serial degli Anni Sessanta "Il fuggitivo", da cui è stato successivamente tratto il film con Harrison Ford e Tommy Lee Jones.

La psicologia dei vari personaggi è estremamente curata e puntuale, cosa non facile visto il numero tutt'altro esiguo degli stessi e la complessità di un intreccio che, affidato a mani meno esperte, avrebbe finito per fagocitarli al suo interno (vi ricorda qualcosa?). Ciò, com'è ovvio, è particolarmente evidente con i membri del cast principale, di cui Urasawa ci permette di seguire passo passo le tappe del loro processo di crescita psicologica. Non soltanto i suoi personaggi prendono le distanze dagli stereotipi che minacciano di ingabbiarli, ma in alcuni casi li sovvertono perfino, mettendone in luce il lato solitamente nascosto. Tenma, ad esempio, è tutto fuorché il classico "giustiziere per caso" di stampo hollywoodiano: cosa lo spinge esattamente a voler uccidere Johan, il suo marcato idealismo oppure un più umano senso di responsabilità? O ancora una combinazione di entrambi? Di certo non verrà mai veramente a patti con i panni che è costretto ad indossare, a differenza di molti altri suoi "colleghi", cartacei e non, che passano nel giro di poco tempo da perfetti Signori Nessuno a cavalieri senza macchia e paura dal proiettile fin troppo facile.
Anna - o Nina come dir si voglia - riesce a scrollarsi di dosso l'infamante etichetta di Mary Sue della situazione con una rapidità sbalorditiva, tra l'altro senza scapitarne in termini di credibilità. Anche Lunge, per quanto le sue vicende personali occupino uno spazio considerevolmente ridotto rispetto a quelle degli altri protagonisti, mostra i chiari segni di un'evoluzione palpabile e per nulla forzata. Si tratta, in altre parole, di processi non soggetti all'abitudine di certi autori di limitarsi a raccontare determinati avvenimenti invece di mostrarli nel concreto; espediente che, nel caso di Johan, Urasawa utilizza al meglio per suscitare nel lettore il giusto grado di aspettativa per poi mischiare le carte in tavola una volta che al "Mostro" viene data finalmente la possibilità di spiegarsi.
Chi è Johan, e cosa l'ha reso tale? Qual è il suo obiettivo? La sua è una malvagità innata oppure è da imputarsi anche ad eventuali fattori esterni? E se così fosse, in quale misura?
I lettori più scafati avranno certamente colto le somiglianze tra lui e Michio Yuki, l'antagonista del manga "MW" di Tezuka, autore per il quale Urasawa sembra nutrire una sorta di venerazione - nella figura del dottor Reichwein, uno dei comprimari, è possibile riconoscere Shunsaku Ban, un personaggio che il Sensei di Toyonaka amava riutilizzare. Sia Johan che Michio sono di gradevole aspetto, estremamente intelligenti, abili manipolatori e con un concezione molto personale dell'amore. Sono stati costretti a crescere in fretta e ad imparare fin da bambini l'arte di sopravvivere a se stessi e all'ambiente che li circondava, circostanza che ha fatto di loro degli adulti gravemente disturbati e del tutto incapaci di intrattenere dei normali rapporti interpersonali; tuttavia sarebbe ingeneroso sostenere che il primo sia un mero surrogato del secondo, perché i vari elementi in comune non gli impediscono di conservare una propria identità. Volendo per forza dare un nome a questa straordinaria coincidenza, si può considerare il caso di Johan come un "Expy" andato a buon fine, vale a dire l'esportazione di un determinato personaggio in un contesto diverso da quello di appartenenza. Si tratta di una pratica largamente diffusa in tutti i campi della finzione, sia "in-universe" che non, con risultati che possono variare a seconda di quanti e quali cambiamenti si decide di apportare al personaggio di riferimento e alla loro conciliabilità con l'ambiente circostante.
A differenza del suo "illustre collega", tuttavia, Johan è molto meno propenso a divulgare apertamente le proprie intenzioni, complice anche il fatto che il lettore, più che vederlo in azione, ne apprende le terribili gesta attraverso le testimonianze di altri personaggi. Possiamo però farci un'idea sul suo carattere e sui propositi che lo animano per mezzo del suo rapporto con gli altri, relazionandolo in particolare con Tenma, Nina, lo sgherro Roberto e Grimmer, l'uomo dal sempiterno sorriso sulle labbra. Quali sono gli elementi che li accomunano, e quali le differenze? Soltanto rispondendo a queste domande potremo accedere all'oscuro e tormentato cuore di Johan, che personalmente reputo uno dei cattivi più intriganti del mondo dei manga.

Al di fuori della cerca dei protagonisti, comunque, trovo che l'evoluzione più completa e sorprendente sia quella di Eva. Consentitemi di fare una panoramica del personaggio in questione prima di passare ad altro.

Da sempre abituata ad ottenere tutto ciò che vuole, forte della sua estrazione sociale e della sua bellezza, all'inizio Eva possiede la falsa risolutezza di chi non ha mai dovuto lottare in vita sua. Ha imparato dal padre che ciò che sei dipende da quello che possiedi e da quanta invidia suscitano questi averi in coloro che ne ne sono sprovvisti. In quest'ottica il povero Kenzo è un accessorio come un altro, dotato di un'ingenuità sostanzialmente innocua ma da tenere il più possibile sotto controllo.
Probabilmente è la prima volta che Eva viene trattata come un essere umano e non come un bel corpo con le giuste conoscenze, e forse per un po' si è anche baloccata con questa nuova sensazione; ma la ragione deve aver avuto la meglio su qualsiasi sentimento fosse o meno in procinto di formarsi, inducendola a comportarsi in modo particolarmente sgradevole e bizzoso con Tenma, "reo" di aver inconsciamente portato alla luce le sue debolezze e di avere come priorità la sua vocazione. Non è che lui non la ami, semmai non la ama come lei si aspetta di essere amata, cosa che la destabilizza e la fa infuriare.
Un'altra cosa che non sopporta è la sua rettitudine. Incapace di comprendere il suo punto di vista, Eva interpreta la sua scelta di operare Johan al posto del borgomastro più come un atto di egoismo che come una dimostrazione di integrità morale, probabilmente aggravato da un'ipocrisia di cui non lo riteneva capace.
Alla morte del padre entra in possesso di una cospicua eredità che tuttavia non basta a colmare la sua totale mancanza di punti di riferimento. Cerca di convincere Tenma, che nel frattempo ha fatto carriera, a darle un'altra possibilità, ma invano. Annegando i suoi dispiaceri nell'alcol, da cui diventa gravemente dipendente, Eva punisce soltanto se stessa e lo sa. Collabora con Lunge per vendicarsi dell'ex, pur sapendolo innocente, ma neppure la prospettiva di vederlo marcire in prigione riesce ad appagarla. Resasi conto di amarlo, decide di riparare al male che gli ha fatto correndo ogni sorta di rischio pur di scagionarlo. Alla fine del manga l'iraconda e superficiale cocca di papà ha lasciato il posto a una nuova Eva, capace di guardarsi indietro con serenità e di voltare pagina. E se un personaggio tutto sommato secondario come lei ha avuto un simile sviluppo potete immaginare quanto siano riuscite le storie del piccolo Dieter, salvato da Tenma prima che potesse diventare un secondo Johan; dell'agente Suk, convinto di non valere granché e costretto improvvisamente a rivalutare tutte le sue priorità; del dottor Gillen, vecchio compagno di Università di Tenma con un complesso di inferiorità nei suoi confronti; dei cittadini di Ruhenheim, teatro dello scontro decisivo tra il protagonista e la sua nemesi; di Ayse, una giovane donna nel posto sbagliato al momento sbagliato; e di tutti gli altri piccoli, grandi uomini e donne di questo indimenticabile viaggio nelle bassezze dell'animo umano.

Il tratto di Urasawa è famoso per la sua varietà nella resa dei personaggi, ciascuno con i suoi tratti distintivi. Si tratta del cosiddetto "Cast di fiocchi di neve", chiamato così a causa dell'impressionante molteplicità di tipologie fisiche di cui viene fatto sfoggio. Anche i fondali risultano estremamente dettagliati e fedeli ai luoghi a cui si ispirano: viene proprio voglia di fare una passeggiata in una delle tante foreste della Germania o di prendere una Pilsener in Piazza della Repubblica a Praga. La brillante regia delle tavole, infine, fa sì che la storia proceda sempre al ritmo prestabilito, garantendo la giusta suspense dalla prima all'ultima pagina. L'autore non poteva sfruttare in modo migliore le ghiotte, infinite possibilità costituite dal genere thriller.

In conclusione: probabilmente non è un manga per tutti, in quanto piuttosto spaventoso e di non facile comprensione, ma qualora decidiate di dargli una possibilità non vi deluderà. Consigliatissimo agli estimatori del genere e, naturalmente, ai fan del Tezuka più cattivo.


 5
minomale

Volumi letti: 18/18 --- Voto 10
L'ennesimo manga di Naoki Urasawa, e inevitabilmente l'ennesimo capolavoro. Il manga parla del Dott. Tenma, neurochirurgo geniale che, dovendo scegliere se salvare la vita di un bambino o quella del sindaco, salva il bambino. Questa è la scelta che cambierà per sempre la vita del giovane dottore.

Il tratto di Urasawa ormai si distingue fra altri mille manga, sia come disegni sia a livello di trama. La prima parola che mi viene in mente dovendo descrivere il suo tratto artistico è: adulto. I disegni sono perfetti per il genere di manga che scrive lui, ovvero i seinen. Le mimiche facciali dei personaggi rendono alla perfezione il loro stato d'animo. Inoltre palazzi, vie, piazze e intere città sono realizzate con una tale cura nei particolari che spesso ci si ritrova a chiedersi se non siano fotografie.

La trama, manco a dirlo, è semplicemente geniale. Come tutti coloro che leggono manga spesso, leggendo i primi numeri di un'opera, provo ad immaginarmi come possa andare avanti o come può finire. Questo con il manga di Urasawa è impossibile. Dopo aver letto i primi tre volumi, sapendo che ce ne sono 18, mi sono ritrovato a pensare "ma come diavolo fa a continuare se la trama è praticamente già tutta delineata?". Uno finisce letteralmente la fantasia provando a pensare come possa continuare il manga. Questa non solo è totalmente imprevedibile, ma non risulta mai ingarbugliata o noiosa. Questo è il vero punto forte di questo (e altri) manga del Maestro. Il finale poi arriva inaspettatamente e ti travolge come un treno lasciando a bocca aperta per una mezz'ora buona.

In sintesi:
TRAMA: 10, come già detto in precedenza non c'è un solo fatto prevedibile. Mistero allo stato puro.
DISEGNI: 10, tratto splendido, uno dei migliori a mio parere.
PERSONAGGI: 10, uno più caratterizzato dell'altro. Nessuno viene lasciato in disparte perché tutti faranno parte, in un modo o nell'altro, della storia. Caratterizzazione dei personaggi molto profonda.
EDIZIONE: 10, io posseggo i 18 numeri della prima edizione, che ritengo una buona edizione. Sicuramente quella nuova della Panini, Monster Deluxe, merita molto di più.
CONCLUSIONE: 10, ovviamente. Non si può capire la complessità e la profondità di questo manga finché non lo si legge. Buttatevi a capofitto in questa lettura che vi rimarrà nel cuore per molti anni.


 4
GIGIO

Volumi letti: 10/18 --- Voto 9
Devo dire che scegliere quale manga sia il più bello di Urasawa è molto difficile. Direi che di tutti quello che in partenza mi ha entusiasmato di più è sicuramente Monster. Descrivere la trama di Monster è piuttosto semplice, Tenma è un promettente luminare in medicina chirurgica. Un giorno deve prendere una decisione vitale. Scegliere di salvare la vita ad un bambino o al sindaco della città? Questa scelta non cambierà la vita soltanto dei due bisognosi di intervento chirurgico, ma cambierà anche la sua in quando colui a cui alla fine salverà la vita, il bambino, si rivelerà un mostro, un killer spietato che lui ha "creato" e lui dovrà cercare di fermare.

Come si può evincere Monster è un thriller, un giallo, un manga carico di pathos. Urasawa come è solito fare non ci propone soltanto la vita del protagonista ma ne crea altre, altre situazioni che poi tra passato, presente e futuro vanno ad intrecciarsi come un puzzle perfetto. Un manga dinamico, psicologico e ovviamente misterioso.
I personaggi mi piacciono parecchio, direi che Johan è la guest star, nonostante si veda poco attorno a lui vige un carisma fuori dal comune, un ragazzo freddo, micidiale e imperterrito.
I disegni sono classici di Urasawa, bei dettagli, grande espressività e realismo nella formazione del viso. Belle scenografie.

L'edizione diciamo che è un punto interrogativo. Per 4 euro si poteva avere la prima edizione Planet Manga, che in rapporto qualità/prezzo (qualità anche di contenuti) era piuttosto buona. Peccato sia andata esaurita quasi immediatamente e per reperirla fosse necessario sbrosare parecchi soldi. Recentemente però la nuova edizione, la Monster Deluxe, ha posto fine a questa "mancanza". I volumi costicchiano anche se praticamente doppi, 360 pagine e formato grande, la sovracoperta è bella come colore ma non mi piace a livello di grafica, specialmente nell'ultimo numero appena acquistato, dove appare sulla costina il disegno di una piazza che rovina il manga in libreria dal punto di vista visivo.
Consigliatissimo ovviamente a tutti.


 2
Crysis

Volumi letti: 18/18 --- Voto 10
Recensire questo manga è inutile.
Perché ?Perché è praticamente impossibile riuscire a presentare in poche righe Monster, anzi, probabilmente nemmeno se scrivessi per ore e ore riuscirei a descrivere davvero quest'opera.
Cercherò comunque anche se in sintesi di evidenziare i punti di forza (<b>amore</b>) ed i difetti di questo manga (<b>odio</b>).

<b>AMORE</b>
1) TRAMA: la stessa trama del manga costituisce un suo punto di forza, l'autore riesce infatti con il primo volume a presentare in modo perfetto - o quasi - l'opera.
Ma il genio Urasawa non si limita solo a questo: con il primo volume sono già ben delineate le caratteristiche psicologiche dei personaggi principali, il loro modo di pensare, il loro atteggiamento, il tutto in un UNICO volume.
La trama evolve e si infittisce fino a culminare nella conclusione, rapendo il lettore da subito; i colpi di scena sono molti e messi nei punti giusti.
La lettura integrale del manga è obbligatoria, è infatti impossibile smettere di leggere il manga o abbandonare la serie dopo qualche volume.
Solo quando si termina l'opera si è forse veramente soddisfatti, perché ci si rende conto di quanto sia coinvolgente ed eccezionale.

2) PERSONAGGI: come ho spiegato cui sopra se il Mangaka è riuscito a presentare i personaggi e tracciarne un profilo psicologico in un solo volume figuriamoci come si svilupperanno nei successivi 17.
I personaggi subiscono una vera e propria maturazione durante il corso del manga, non ce n'è uno che nel corso della vicenda non impari qualcosa dai fatti accaduti, ogni personaggio al termine del manga è cambiato, è cresciuto ed ha imparato da tutto quello che ha vissuto sulla propria pelle.
I personaggi di Monster hanno poi il grande merito di essere davvero molto realistici, le stesse espressioni facciali sono realizzate così bene da riuscire a trasmettere in modo magistrale le emozioni provate in quel momento dai personaggi.
Ho deciso di mettere la voce "personaggi" tra i punti di forza per questi motivi e soprattutto anche perché era da molto tempo che non mi sentivo così tanto vicino a dei personaggi di un manga.

3) "FATTORE MONSTER": Solo leggendo l'opera ci si può rendere conto di quanto sia eccezionale, e solo leggendola si può capire cosa intendo con la frase "il manga lascia davvero qualcosa", insomma, il "fattore Monster", non saprei altrimenti come definire l'insieme di emozioni che il manga riesce a provocare al lettore e tutto ciò che riesce a lasciare, le riflessioni che comporta e le lezioni che ci fa apprendere.

<b>ODIO</b>
Il manga perfetto non esiste perciò anche Monster ha inevitabilmente un difetto che ritengo sia giusto segnalare, o meglio, di difetto forse non si può nemmeno parlare, chiamiamola una "pecca": TROPPO.
A mio avviso l'unica pecca del manga è il "troppo", riferito soprattutto agli ultimi volumi del manga, dove il Mangaka ha inserito alcuni fatti/elementi che forse si potevano evitare, così tanti che forse viene da pensare che la cosa migliore sarebbe stata, arrivati a quel punto, di terminare l'opera con uno o due volumi in meno spiegando però in maniera un po' più limpida tutti gli avvenimenti.
Come dicevo sopra non ritengo però tutto ciò un vero e proprio difetto, infatti Monster non è mai stata un'opera semplice e leggera, perciò anche se la trama negli ultimi volumi può risultare complessa bisogna anche dire che il manga è stato sempre improntato da Urasawa in tal modo.

Volevo anche aggiungere una piccola considerazione sul finale, da molti criticato in quanto causa della rovina dell'opera.
Io personalmente non sostengo questa tesi, è vero, forse il finale non è quello che ci si aspettava ed è "improvviso", ma ritengo che sia così bello proprio perché sia imprevedibile e prevedibile (sotto alcuni punti di vista) al tempo stesso.
Ho apprezzato il fatto che sia a metà tra un cliffhanger ed una conclusione vera e propria, perché riesce così contemporaneamente ad appagare il lettore ed a dargli però anche la possibilità di interpretare con diverse chiavi di lettura la vicenda proposta.

<b>CONCLUSIONE</b>
Nonostante la perfezione non sia di questo mondo quest'opera a mio avviso va comunque chiamata "capolavoro", se non fosse per alcune parti che si potevano forse evitare quest'opera sarebbe stata ancora migliore, ma dopotutto resta un manga eccezionale anche così.
Il mi voto dopo queste considerazioni non può che essere un 10.
Insomma cosa ci fate ancora qui? Andate a leggervi subito Monster! Preparatevi ad addentrarvi nei meandri di un'opera sensazionale, ma attenzione, una volta iniziato non riuscirete più a smettere di leggerlo! Io vi ho avvertiti.


 3
Dattebayo93

Volumi letti: 18/18 --- Voto 10
Inizierei la recensione di questo manga definendolo non un manga come tutti gli altri, bensì su su un altro piano, ad un altro livello.
Infatti potrebbe benissimo essere un romanzo giallo con risvolti thriller dato che la trama è perfetta, un perfetto congegno, quasi paragonabile ad un orologio.
Non mi dilungherò sulla trama visto che è già presente, però vorrei aggiungere che non mi era mai successo di legarmi così tanto a dei personaggi, e dispiacermi per la morte di comparse, personaggi che compaiono giusto in un volume.

Forse si potrebbe pensare che con 18 volumi la trama perda e diventi noiosa, però posso garantire che anche se i volumi sono piuttosto spessi non mi sono mai annoiato, nemmeno minimamente, anzi, mi immergevo completamente nella trama, ero così ansioso di leggere l'ultimo volume che quando l'ho finito mi sono chiesto: "Che cosa sento?"
Beh, mi permetterei di citare Johan in questo ambito, "Un giorno lo saprò".

Dare meno di 10 mi pare un omicidio, questo manga è un tesoro della cultura giapponese, io ne ho letti parecchi ma nessuno è ai suoi livelli. Spero che non sia l'unico a pensarlo!


 2
handracker

Volumi letti: 18/18 --- Voto 8
Non inizierò questa recensione dandogli del capolavoro. Chi ha già letto altre opere di Urasawa vedrà in Monster moltissimo la sua penna. Io ho apprezzato questo manga per la trama elaborata e la psicologia dei personaggi ben fatta, anche se poteva fare quest'ultima cosa molto meglio. A parer mio si poteva impegnare molto di più senza dilungarsi troppo, credo che neanche l'autore avesse in mente il finale e abbia fatto andare avanti questo manga fino a far chiedere al lettore: "Ma quando finisce?"; e quando sembra prossimo a finire lo fa continuare altri 3-4 albi, finché non succede la stessa cosa di prima e lo fa continuare ancora di più. L'autore usa questa "tecnica" finché arrivi al vero finale e ti chiedi: "E adesso per quanto continuerà ancora?", perché non puoi credere che un manga durato 18 volumi possa finire in un modo tanto banale, ci rimani cosi male che ti rovina il ricordo che ti hanno lasciato i bellissimi primi volumi. Per me il finale in un manga conta tantissimo, un brutto manga con un bel finale ti lascia almeno un bel ricordo, anche se falsato, dell'opera, mentre un brutto finale in un bellissimo manga ti fa veramente rimanere male. Il finale di Monster non è assolutamente scontato, anzi, ma perché non ti potresti mai aspettare una delusione simile.

Adesso andiamo al calcolo del voto partendo da 0, +3 punti per la bellissima trama, +1 punto per l'inizio che mi è piaciuto moltissimo, +3 per la struttura dei personaggi e un +1 per la rappresentazione della Germania e per la parte storica molto curata. In definitiva, questo manga merita sicuramente un 8 e consiglio assolutamente a tutti di leggerlo, quando devo parlare di un manga punto più nel criticarlo negativamente perché è facile elogiare un'opera già cosi bella e credo che se si deve leggere un manga, come quando si deve vedere un film, si dovrebbero vedere prima di tutto i commenti negativi, poi quelli positivi in modo da avere un'idea più completa sull'opera.


 2
ste89master

Volumi letti: 2/18 --- Voto 10
Non conoscevo questo autore ma sono stato spinto verso quest'opera da tutti i voti e recensioni positive che trovavo (e trovo). Sto leggendo l'edizione Deluxe della Panini, 12,90 euro a volume per 9 uscite previste = 116,1 euro in totale. Ne vale la pena? Assolutamente sì. La storia prende da subito, il disegno pure e tutto confezionato in grande stile dall'editrice. Consigliato a un pubblico maturo, sembra un vero e proprio romanzo a fumetti, mai banale e mai noioso. Aspetto con ansia i prossimi volumi della Deluxe.


 2
lelfo78

Volumi letti: 18/18 --- Voto 10
Quando si ha a che fare con un opera di altissimo livello le opinioni convergono all'unisono! È il caso di Monster che, partendo da una scelta medica legata ad un principio morale, racconta le vicende umane di un neurochirurgo giapponese che pratica in una clinica tedesca. Numerosi personaggi, tutti molto credibili e ben caratterizzati, incroceranno le vicende del dottor Kenzo Tenma, facendolo crescere a livello umano e scoprendo pian piano la misteriosa - ma anche tremenda, morbosa, poco consolatoria - e coinvolgente trama, lasciando sullo sfondo (e non solo) la storia politica di mezza Europa dell'Est.

Per chi stupidamente pensa ancora che i manga siano solo "roba per ragazzini", Monster fa capire quanto un semplice fumetto non abbia nulla, ma davvero nulla da invidiare ad un grande romanzo famoso, e soprattutto quanto possa insegnare sia a livello storico sia sulle più nascoste, terribili e profonde emozioni umane. Un capolavoro da leggere assolutamente. Voto 10.


 2
Z_is_Z

Volumi letti: 18/18 --- Voto 10
Va detto sin da subito: ho conosciuto il genio di Urasawa proprio con quest'opera, ed è a quest'opera che do il mio primo (e, spero, ultimo) DIECI in assoluto.
Sin dai primi capitoli, è evidente la cura nella presentazione dei personaggi e del contesto storico (la Germania nel periodo pre e post caduta del Muro).
La storia parte subito in terza, procedendo in quarta, svelando ulteriori dettagli sul passato dei vari personaggi che riescono a tenere alta l'attenzione. Non si tratterà, comunque, di qualcosa di un filino complesso come 20th Century Boys, opera che ha leggermente deluso il sottoscritto verso gli ultimi volumi e nel seguito.
Il tratto di Urasawa-san è quello che è, può piacere o meno, ma può destare fascino ad alcuni, soprattutto a chi è ormai stanco di personaggi dalle capigliature improbabili e occhioni grandi quanto un volto...

Note dolenti, purtroppo, per quanto riguarda l'edizione Panini: assenza di pagine a colori, onomatopee tradotte, e si vede visto che alcune (come i "Clap") sono aggiunte di sana pianta, errori di translitterazione dei nomi, aumento del prezzo di 1,5 euro per gli ultimi quattro volumi, ma senza alcun miglioramento di sorta...
Speriamo che questi difetti non ci siano nell'edizione Deluxe in uscita quest'autunno!
Ancora qui? Accattatevelo!


 2
Shadow

Volumi letti: 18/18 --- Voto 10
Una di quelle opere che senza ombra di dubbio non può mancare tra le proprie letture, visto l'indiscutibile valore che la contraddistingue.
Sicuramente uno sei migliori se non addirittura il migliore fumetto che abbia mai avuto il piacere di leggere.
L'incipit della storia racconta le vicende del dottor Kenzo Tenma, un eccelso neurochirurgo di origini giapponesi, che lavora durante gli anni immediatamente antecedenti alla caduta del muro di Berlino nella clinica privata Eisler, nella città di Dusseldorf, Germania Est.
Il direttore della clinica, nonché padre della della ragazza di Kenzo, sfrutta quest'ultimo affidandogli il compito di redigere svariate tesi di medicina di cui poi ne assume il merito, o affidandogli sempre le più importanti operazioni per aumentare il prestigio della clinica. Tuttavia un giorno si ritrova a contravvenire agli ordini diretti del direttore Heinemann, quando gli si pone davanti la scelta di operare un bambino che aveva ricevuto una critica ferita d'arma da fuoco alla testa o l'esimio sindaco della città di Dusseldorf. A dispetto delle direttive ricevute, decide di operare il bambino che era arrivato per primo al pronto soccorso, riuscendolo a salvare, tuttavia il sindaco muore durante l'intervento, a cui Tenma non prende parte. Come conseguenza delle sue scelte viene mollato dalla ragazza e le sue possibilità di fare carriera in quella clinica diventano pari a zero, ma come se non bastasse il bambino che aveva salvato si rivelerà essere uno spietato omicida.
Tenma si mette così in viaggio per rimediare a quella sua scelta con cui aveva salvato un mostro, che stava per morire.

La trama è ben congegnata e studiata nei minimi dettagli, non è mai statica e sempre in continua evoluzione, ricca di molteplici colpi di scena che non cadono mai nella banalità, riuscendo così a coinvolgere il lettore nella maniera più assoluta.
Insieme alla trama ciò che fa da padrone in quest'opera è l'aspetto psicologico della moltitudine di personaggi che compaiono nella storia. Infatti, alla trama principale l'autore Naoki Urasawa accompagna una serie di sottotrame, anch'esse studiate minuziosamente per garantire una lettura coinvolgente e ricca di suspense che ci permette di conoscere e comprendere meglio la psicologia dei vari protagonisti delle vicende, senza limitarsi a i soli personaggi principali.
Anche dal punto di vista grafico è impeccabile, il disegno preciso, pulito e realistico usato da Urasawa si sposa alla perfezione con il tipo di storia che ci viene narrata.

Personalmente ritengo che la parola capolavoro non sia eccessiva per descrivere questo manga, e per questo esorto tutti a dedicare del tempo alla lettura di tale opera.
In definitiva, il mio voto in una qualsiasi scala di valori sarebbe sempre il massimo, ed in questo caso è 10.


 2
Robocop XIII

Volumi letti: 18/18 --- Voto 9
Monster è un manga di Naoki Urasawa. Di solito chi ha letto 20th Century Boys non ha bisogno di altre informazioni per intraprendere la lettura di Monster (precedente al manga prima citato, ma sicuramente meno famoso), ma vediamo di aggiungere qualcos'altro, in modo schematico e sintetico.

Monster è un thriller, e come per 20th vigono un paio di regole:
1) Evoluzione: il manga non è mai statico, tutto cambia velocissimamente, non farete in tempo ad adattarvi ad una situazione che il manga ci catapulterà in un altra, completamente diversa. Fate un esperimento: aprite un tankobon a caso, poi un altro, sembrerà di leggere un manga completamente diverso, le ambientazioni cambiano in continuazione, i personaggi anche, ma questo senza creare confusione nel lettore.
2) Formazione: il cambiamento avviene anche a livello comportamentale, Urasawa è uno scrittore che riesce a rappresentare la psicologia dei suoi personaggi in modo superbo, e noi assisteremo letteralmente alla loro crescita.

Il protagonista, il dr. Tenma, nel corso delle sue avventure, incapperà in molti personaggi e situazioni, e questo lo porterà a vivere delle storie che se venissero estrapolate dal contesto potrebbero benissimo essere lette come storie auto-conclusive, questo è un punto a favore di questo manga, che riesce ad amalgamare storia e sotto-trame con una abilità pazzesca. Anche se parlare di sotto-trame e riduttivo, il dr. Tenma è si il protagonista, ma la storia la fanno i personaggi, il protagonista latita per molti capitoli e non è raro seguire le vicende di altri personaggi, anzi.
Il manga si svolge poi in un arco temporale molto ampio, e l'autore riesce a riprodurre anche il "passaggio del tempo": se il manga fa un salto di 5 anni, e i numeri precedenti li avevate letti solamente il giorno prima, la narrativa utilizzata vi farà sembrare di avere letto davvero quei capitoli molto tempo fa, questo aumenta il coinvolgimento del lettore.
Urasawa è poi un virtuoso del disegno, il suo tratto personale pulito ha pochi rivali. Ma non è il disegno l'arma vincente del Sensei, ma la sua regia, ricca di tagli cinematografici e inquadrature eclettiche, le vignette diventano fotogrammi per Urasawa, che è un vero e proprio regista dei manga.
Il manga è uno dei pochi titoli non ambientati in Giappone, difatti la maggiore parte delle vicende avrà luogo in Germania, in una collocazione temporale post-muro descritta minuziosamente, con molti riferimenti a vicende storico-politiche.

Quello che non posso fare, è descrivervi o farvi un sunto della trama, che farebbe la sua bella figura anche se scritta e venduta come un libro.
Condivido appieno l'appellativo di "genio della narrativa", alla fine è questo quello che Urasawa fa, rubare qualcosa dalla cinematografia, qualcosa dalla letteratura, disegnare il tutto e presentarcelo come manga. Ma manga non è, è un opera d'arte. E non si tratta di un'iperbole, l'autore gioca con i nostri ricordi, vicende dimenticate vengono rimesse in gioco, avvenimenti apparentemente futili si rivelano il fulcro di tutta la storia, storie ripresentate da un altro punto di vista e colpi di scena ci terranno compagnia fino all'ultimo numero.
Il finale è molto criptico, e sicuramente per comprendere la storia appieno bisogna rileggere il manga almeno un altra volta, ma la lunghezza e "pesantezza" non si prestano molto a una rilettura in tempi brevi. Io sinceramente ho apprezzato di più 20th.


 2
Sovrana

Volumi letti: 18/18 --- Voto 10
Sicuramente uno dei manga migliori che esistano.
La trama non annoia mai, è ricca di colpi di scena ed appassiona tantissimo. Potrebbe sembrare a volte "allungata" da intermezzi che deviano un po' la storia iniziale, basti vedere la fine, molto distante dall'idea che si aveva nei primi volumi: sembra quasi un'altra storia! Però tutto sommato la vicenda resta comunque spettacolare, ricca di colpi di scena. Si tratta di un noir che non annoia mai, ma appassiona il lettore ad ogni volumetto. Non si presenta ripetitivo ed è straordinario il modo con cui ogni personaggio appare diversissimo dall'altro, cosa questa difficile da ritrovare nei manga, in cui talvolta si presenta un protagonista stereotipato con amici e nemici altrettanto stereotipati.
In conclusione, una nota sui disegni: secondo un mio personale giudizio, sono i più belli che io abbia mai visto, in quanto le espressioni sono ben caratterizzate e varie, i "tipi" si presentano tutti ben particolareggiati e diversi fra loro, le tavole sono pulitissime e precise nei dettagli.
Insomma, un manga fatto ad arte.

Utente6677

 1
Utente6677

Volumi letti: 9/18 --- Voto 9
"Guardatemi! Guardatemi! Il mostro che c'è in me... è diventato tanto grande!"
Sono a metà di questo splendido manga e devo dire che non mi sto annoiando. Una storia decisamente particolare, sotto tutti i punti di vista: l'ambientazione, la Germania riunita dei primi anni novanta; il plot, un serial killer che viene salvato da bambino dal Dottor Tenma e che adesso non esita ad uccidere chiunque "non gli serva più" per perseguire i suoi scopi; i meravigliosi disegni di Urasawa (questo è il primo manga che leggo di questo autore). Se vi piacciono i thriller, direi che questo è il manga perfetto: mistero, intrighi, azione ed uno straordinario lavoro di approfondimento dei personaggi che sono tutti ottimamente caratterizzati. Il voto è 9 solo perché non ho ancora concluso la lettura, mi riservo il dieci per il finale!


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ShinichiMechazawa

Volumi letti: 18/18 --- Voto 9
So di contravvenire ad una delle regole auree delle recensioni, ovvero quella che vuole il giudizio sull'opera alla fine, ma per questo parto di Urasawa si può tranquillamente fare un'eccezione, per cui diciamolo direttamente: Monster è uno dei migliori seinen mai pubblicati in Italia.

Nel corso dei diciotto volumi dell'opera il lettore vedrà snodarsi una vicenda basata su uno dei più classici dei cliché del genere thriller, quello dell'innocente costretto a fuggire perché accusato di un crimine che non ha commesso ma per il quale si sente comunque responsabile; una trama che sulle prime battute può sembrare stereotipata, ma che dopo pochi numeri diventa un meccanismo perfetto e implacabile.
Quello che eleva quest'opera al suo status di capolavoro è la straordinaria sensibilità ed umanità di Urasawa nel tratteggiare i personaggi: lungi dall'essere figure macchiettistiche superficiali e stereotipate, questi sono figure a tutto tondo con i loro problemi, le loro angosce e le loro motivazioni; affezionarsi a loro diventa un processo quasi automatico, aiutato anche dal tratto semplice ed espressivo dell'autore.

La cura di Urasawa si riscontra anche nell'ambientazione, piuttosto inusuale per un fumetto nipponico: la Germania del 1995 nella quale sono ambientate le vicende è un mondo vivo, con le sue problematiche e descritto in maniera realistica.

Se vogliamo proprio trovare un difetto, allora occorre dire che Monster è stato pubblicato dalla Panini, anche se copertine-collage a parte l'edizione è abbastanza buona.
Non posso fare altro che concludere la recensione nello stesso modo in cui l'ho iniziata, ovvero raccomandando a tutti l'acquisto di uno dei migliori seinen mai pubblicati in Italia.


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aldoddo

Volumi letti: 18/18 --- Voto 10
Ho conosciuto Urasawa grazie a 20th Century Boys, che ho comprato per caso, ora ho tutte le sue opere e non finisce mai di stupire con la sua magistrale arte.
Questo manga è perfetto, ha tutti i requisiti per essere un grande capolavoro, peccato che la Panini non lo ristampi, l'ho appena finito di leggere e mi ha appassionato tantissimo, un'opera angosciante, emozionante, misteriosa, piena di colpi di scena, di suspance, non saprei quali aggettivi si addicano di più!
Racconta di un neurochirurgo giapponese molto dotato, Tenma Kenzo, che lavora in Germania; un giorno arrivano nell'ospedale dove lavora due gemelli, un ragazzo, a cui hanno sparato alla testa, e una ragazza, che è sotto shock. Lui decide di operare il giovane, rifiutando di operare il sindaco della città che è arrivato dopo, gli salva la vita mentre il sindaco muore (nonostante gli fosse stato ordinato di salvarlo per il bene della clinica), Tenma perde il posto e la possibilità di fare carriera, e da qui inizia una storia agghiacciante, piena di morte e terrore. La scelta di Tenma di salvare il bimbo si rivela sbagliata, ha salvato un mostro...
Chi legge questa recensione si chiederà: perché Tenma ha salvato un mostro?
Beh, questo lo scoprirete leggendo uno dei più grandi capolavori del fumetto mondiale!


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2alexx2

Volumi letti: 18/18 --- Voto 9
Che dire? Trovare le parole per recensire, o parlare di questo manga è difficile, gli aggettivi si sprecano: angosciante, divino, magistrale, curato, comovente... Insomma, un manga talmente particolare e studiato in tutti i suoi aspetti da far quasi paura per la sua perfezione.

I disegni sono in pieno stile di Naoki Urasawa, li trovo molto belli, soprattutto le ambientazioni, che a volte sembrano fotografie! Il suo stile di disegno è diverso da tutti i mangaka che conosco, uno stile che si riconosce subito e che è una vera e propria firma.
La trama della storia, come ho anticipato è PERFETTA, ogni tavola, ogni scena, ogni apparizione e addirittura ogni battuta fatta dai personaggi è ben pensata e ben posizionata per ricevere importanza e rilevanza nella storia, i personaggi entrano nella storia, apparentemente senza motivo, poi, piano piano si delinea la loro posizione nella storia principale, mi stupisco ancora adesso di quanti personaggi abbia usato in questa storia, e di quanto questi ultimi siano importantissimi ai fini della trama finale tessuta ad arte dallo stesso Mangaka.
La prende molto alla larga, racconta le minuzie di ogni singola storia, come le tessere di un puzzle che, una volta completato, forma una tessera di uno ancora più grande. Le scene presentate, secondo il mio modesto parere, potrebbero benissimo essere prese in considerazione per un lungometraggio, e anche in questo Urasawa usa una regia perfetta.
L'edizione è quella della Panini, ma comunque non male, ben maneggevole e fornita di sovracoperta.

Sicuramente non è una lettura facile, ti tiene in tensione e devi stare attento ad ogni scena, è angosciante per la storia che racconta ed è raccontato in modo magistrale, ho faticato un po' a leggerlo proprio perché non è una lettura leggera, ma questo dipende molto dai gusti.
Voto 9, do questo voto e non il massimo proprio perché secondo me esce un po' dai canoni del manga, e sfocia in altro di ben più sostanzioso.

Consigliato a chi vuole qualcosa di appassionante e fatto ad arte, ma impegnativo.
Per quelli che se lo volessero procurare, consiglio di aspettare notizie dalla Panini, che forse, invece di fare ristampe a casaccio, prenderà in mano questo capolavoro e lo ristamperà dal primo all'ultimo numero.


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Yuri90

Volumi letti: 18/18 --- Voto 10
E' un onore per me recensire uno dei miei manga preferiti (se non il mio preferito). Naoki Urasawa, l'autore di questo manga, è conosciuto in Italia (e naturalmente anche in Giappone) per manga del calibro di 20th Century Boys e Pluto (questo ancora in prosecuzione qui in Italia), anche questi dei veri e propri capolavori, ma se dovessi scegliere tra di loro quello che, secondo me, spicca tra tutti, questo sarebbe appunto Monster.
la trama di Monster a prima vista (o meglio dalla lettura dei primissimi volumi) sembrerebbe una storia semplice e in certi tratti anche noiosa, ma dopo qualche volume si dimostra una trama ricca di colpi di scena, una storia ramificata e sceneggiata in maniera eccezionale.
La storia narra le gesta di un semplice dottore giapponese, il dottor Kenzo Tenma, che lavora in una clinica privata. Questi è fidanzato con la figlia del primario, ogni tanto alla sera esce con un amico, insomma trascorre una vita abbastanza tranquilla... fino a quando non opera un bambino che in seguito si rivelerà un mostro e cambierà radicalmente la vita del semplice dottore.

I disegni sono molto realistici, curati e in certi versi anche semplici.
Per quanto riguarda l'edizione devo dire che è la solita edizione Planet Manga e cioè carta di qualità sufficiente, sovracoperta semplice e prezzo negli standard Planet Manga.
Purtroppo molti dei 18 volumi che compongono la serie sono esauriti, ma forse non c'è da disperare in una possibile ristampa, dato che Massimiliano Brighel (dipendente Planet Manga che risponde periodicamente a domande poste dai lettori, in una delle sue risposte, ha detto che non è da escludere una possibile ristampa nel 2010 o 2011.
In conclusione Monster si conferma un must. Un manga eccezionale, che per capire tutte le sottotrame necessita di più letture. Consigliato a chi vuole una lettura seria ma che terrà con il fiato sospeso fino all'ultimo volume.
Un vero e proprio CAPOLAVORO.


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PowerManga

Volumi letti: 18/18 --- Voto 10
<b>[Attenzione, possibili Spoiler]</b>
Qualcosa come Monster capita di rado di vederlo, trama congegnata divinamente e disegni molto realistici fanno di questo manga un vero e proprio capolavoro.
Un manga dove viene messo in costante prova l'animo umano per le scelte perse da ogni singolo individuo, e dove viene messo a nudo la parte più oscura dell'uomo; è qualcosa che non si può di certo definire una lettura leggera.
Un dottore che per salvare la vita di un bambino in fin di vita, rinuncia alla sua carriera, ma scoprirà poi che colui che ha salvato è in realtà un mostro che ora sta commettendo degli omicidi.
Nel costante dubbio del aver fatto bene o male ad adempiere al suo dovere di medico, decide di partire alla ricerca del bambino che anni fa aveva salvato, per tentare di fermarlo uccidendolo.
Durante tutto il percorso della storia verremo a scoprire però che cosa in realtà c'è dietro la furia omicida del ragazzo. Verremo in contro a diverse realtà: quali i crudeli esperimenti avvenuti sui bambini nella Europa dell'est del dopo guerra, attui a farli diventare macchine senza sentimenti, un forte razzismo ancora radicato nelle persone e organizzazioni che cercano di compiere quello che Hitler non era riuscito a fare.
Oltre questo la caratterizzazione dei personaggi è impeccabile sia dei principali che dei secondari, infatti non sarà difficile immedesimarsi in uno di essi e immedesimarsi ancora meglio nella storia.
Questo manga non è adatto alle persone che cercano un lettura veloce o facile, tutt'altro questo è un manga molto complesso che va capito e analizzato per bene, e che a mio modesto parere si può definire come un CAPOLAVORO.

Franzelion

Volumi letti: 18/18 --- Voto 10
Monster; che manga. Non mi stancherò mai di ripeterlo: CHE MANGA!
Allora partiamo dalla storia: si sviluppa in maniera naturale e avvincente, con numerosi colpi di scena e nuove entrate di personaggi, caratterizzati tutti (sia i protagonisti che quelli secondari) in maniera splendida. E' una trama più complessa di quanto si possa immaginare, con situazioni che fanno sempre riflettere su ciò che siamo, sulla nostra mentalità, il nostro modo di essere e di vivere. Il tutto raccontato con dei disegni perfetti, con fondali molto dettagliati ma soprattutto originali e non monotoni, a differenza di molti altri manga. Unica pecca che mi sento in dovere di segnalare (ma questa può essere benissimo un opinione personale) è che forse c'è qualche episodio in più, che potrei definire filler.
Per tutto il resto rimane sicuramente uno dei manga migliori di sempre, consigliato a chi ama storie profonde e complesse. Sconsigliato a chi cerca una lettura leggera per passare il tempo (anche perché a tratti è un po' pesante). Che rimane da dire? Non posso far altro che aggiungere il mio 10 a tutti questi già presenti :)
CAPOLAVORO!

lordRuthven

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lordRuthven

Volumi letti: 18/18 --- Voto 10
Concordo con tutto ciò che ha scritto l'utente Agito. Questo manga è un capolavoro sotto ogni punto di vista... disegno, storia insomma per farla breve uno dei più grandi fumetti di sempre!
Il protagonista che è costretto a combattere contro la perversione e il perbenismo umano, un unico uomo obbligato ad affrontare il potere dei signori ricchi, quegli stessi signori frivoli e senza un briciolo di dignità, capaci solo di amare il denaro e i beni materiali, pronti a calpestare anche vite umane solo per appropiarsene. C-A-P-O-L-A-V-O-R-O!

Agito

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Agito

Volumi letti: 18/18 --- Voto 10
Esitono pochi capolavori assoluti in un campo difficile come quello dei manga, e sono altrettanto rari i grandi autori che sappiano creare storie talmente violente da lasciare un segno indelebile in chiunque abbia la fortuna di posarci gli occhi. Secondo me Monster è proprio uno di quei rari casi in cui il lettore si sente così coinvolto nelle vicende del dottor Tenma da restarne scottato per sempre, non solo per la grande realizzazione grafica (di cui Urasawa è un genio), ma anche per la cura quasi maniacale di ricreare personaggi reali pieni di imperfezioni. La grandezza di questo titolo stà soprattutto nella profondità nel descrivere l'anima di ogni personaggio, ognuno dei quali è costretto sempre più a lottare contro la loro pressante volontà che li spinge a diventare come il mostro che stanno combattendo (il ragazzo salvato dallo stesso Tenma).

<i>"Ci vuole un mostro per sconfiggere un altro mostro"</i>

Con questo manga Urasawa si riconferma il più grande mangaka del momento!
Ho letto anche 20th Century Boys e il primo volume di Pluto, e posso assicurare che con gli anni il vecchio Naoki non ha affatto perso colpi!

CONSIGLIATO A TUTTI


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devilman

Volumi letti: 18/18 --- Voto 10
Thriller allo stato puro... Questa è decisamente un'ottima opera nella quale Urasawa mischia sapientemente azione, thriller e mistero. I vari personaggi che compaiono non sono mai piatti e anonimi: ognuno di loro ha una storia personale e le loro azioni si incastrano come in un puzzle con la trama principale.
Un manga stupendo che appassiona e tiene incollato il lettore per ore.

Zafiro

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Zafiro

Volumi letti: 18/18 --- Voto 10
Questo fumetto non ha davvero bisogno di una recensione. Dopo il primo volume si è completamente divorati dalla storia. Finirete un volume e mentre con una mano lo appoggerete sul comodino con l'altra prenderete il successivo. Non saprete neppure voi perché, ma lo farete. E' un riflesso incondizionato. Ho avuto la possibilità di leggere questo capolavoro senza dover attendere l'uscita (l'ho letto postumo) ed ho letto i primi 14 volumi in una sola giornata. Non riuscivo a smettere. E' come un lungo Film che ti coinvolge e ti lascia incollato alla sedia fino alla sua fine. Davvero imperdibile.

serpico3

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serpico3

Volumi letti: 18/18 --- Voto 10
Kenzo Tenma è un giovane e promettente chirurgo di origini giapponesi, al lavoro in una facoltosa clinica privata di Berlino. Nel 1985, in un momento di crisi di coscienza, sceglie di salvare la vita ad un ragazzino, Johan, ignorando il sindaco della città, contrariando gli ordini del direttore della clinica.
Il sindaco purtroppo muore nell'intervento e per il giovane chirurgo comincia un periodo buio fino a quando il personale dirigenziale dell'ospedale viene trovato assassinato. Mentre i sospetti cadono su Genzo, naturalmente innocente, Johan scompare dall'ospedale assieme a sua sorella gemella.
La storia si sposta nel 1995, quando Genzo, diventato nel frattempo primario di chirurgia nella clinica, a seguito di una serie di circostanze più o meno fortuite, scopre che il ragazzo che aveva salvato 10 anni fa è diventato uno spietato assassino, il "mostro" di cui al titolo.
Braccato dalla polizia dopo essere stato incastrato per una serie di omicidi, e resosi conto della mostruosità della persona con cui ha a che fare, decide di rinunciare alla sua carriera ed alla sua decisione etica, cercando Johan per porre fine alla sua vita.

La storia si presenta, al primo impatto, come un giallo crudo e drammatico. Dopo un paio di volumi di introduzione prende il via un intreccio intelligente e ottimamente costruito registicamente, in grado di mantenere un livello di suspance enormemente elevato,caratteristica di tutte le opere dell'autore finora.
L'autore usa ottimamente anche i molti comprimari, dando a chi più chi meno spazi e modi per svilupparsi. Spesso il loro ruolo nella trama è così importante che per sviluppare l'incastro narrativo mette da parte, anche per lunghi periodi, il protagonista.
Il disegno è buono. Anche se non lo si può definire un'artista graficamente di primo piano, Urasawa è assai attento ai particolari,alla precisione delle architetture,ma,cosa ben più importante per questo tipo di opera,all'espressività dei personaggi.

Personalmente lo ritengo un capolavoro assoluto. Nulla a che vedere con un prodotto fatto con l'unico scopo di commercializzarlo.
La differenza con titoli di massa alla Naruto si respira in ogni tavola,in ogni frase che,invece di accattivare solo il lettore per poi "allungare il brodo" per vendere altre copie,regala qualcosa di intenso,di personale ed intimamente riflessivo.

Se leggerete altre recensioni che ho postato vi renderete conto che sono piuttosto esigente.Ma questa è senz'altro una di quelle collane che merita più di 9 sotto ogni punto di vista,in special modo merita un 10+ sotto quello dell'appagamento una volta giunti alla conclusione.

[X]ander

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[X]ander

Volumi letti: 12/18 --- Voto 10
Mai visto niente del genere...
Io per ora ho visto l'anime [che consiglio], ma sto leggendo i manga.
Una storia contorta, dei misteri da svelare, la psicologia trattata sotto tanti punti di vista come quella di un medico, di un "mostro", di un polizziotto, di una alcolizzata sono pochi dei molteplici ingredienti che compongono questo capolavoro. Urasawa vuole descrivere il nostro mondo... e ci da la risposta per migliorarlo... per quanto mi riguarda credo che sia la risposta giusta... il perdono....
Bellissimo...
Ogniuno poi è libero di interpretarlo come vuole... ^^

Ellehime

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Ellehime

Volumi letti: 18/18 --- Voto 10
Wow..sono senza parole.
E questa volta sono senza parole sia per il manga che per l'anime. Monster è un'opera adulta sotto ogni punto di vista. Graficamente posso solo aggiungere che, trattandosi di una produzione di più di dieci anni fa, " risente" di un di iperrealismo nella caratterizzazione estetica dei personaggi che rende il manga facilmente riconducibile ad un certo gusto anni '90. Ma NON c'è assolutamente nulla di cui lamentarsi, soprattutto perchè, il realismo di cui sopra si sposa perfettamente con una trama complessa, strutturata, storicamente inquadrata e credibile.
Il ritmo narrativo può forse in un primo tempo apparire lento, ma in realtà consente al lettore ( ed allo spettatore dell'anime - che consiglio caldamente) di metabolizzre gli accadimenti in tutta la loro sottile drammaticità. Trovo poi che l'indole dei personaggi principali sia raccontata con singolare profondità e tatto.
OTTIMO

Eddymagno

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Eddymagno

Volumi letti: 4/18 --- Voto 10
Non ho voglia nè tempo di scrivere troppo... per ora sono solo al numero 4...ma posso gia tranquillamente dire che questo manga merita tanto, mi dispiace che non sia molto conosciuto perchè è un vero e proprio capolavoro. Concordo cn le altre 2 recensioni e dò un 10 a questo manga... disegni splendidi molto originali... trovo davvero bellissime le illustrazioni dei paesaggi a inizio di ogni episodio, qualcosa di fantastico. Per non parlare della trama, non sò come si faccia a concepire una cosa simile, assolutamente geniale.
CONSIGLIATISSIMO

ilaria86

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ilaria86

Volumi letti: 18/18 --- Voto 10
Naoki Urasawa è attualmente il miglior mangaka-narratore esistente. Questo monster è la storia di un chirurgo dalla mano femissima che opera d'urgenza e salva in extremis un bambino con una pallottola piantata in testa, e di lì a qualche anno lo vede trasformarsi in assassino spietato, e decide di chiudere i conti col passato uccidendolo per la seconda volta; il tutto passando tra madri e padri, orfanotrofi, scelte dolorosissime, bambini speciali, guerre, morti ingiuste, affetti ritrovati, identità riscoperte, missioni, vocazioni, ingiustizie e necessità di Giustizia, in una girandola di flashbacks e anticipazioni, con un finale apertissimo e sconvolgente. Un vero capolavoro sui labirinti e le contraddizioni della mente umana. Assolutamente splendido.

Kenzo Tenma FRNSGL

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Kenzo Tenma FRNSGL

Volumi letti: 18/18 --- Voto 10
Salvare vite umane è il mestiere di ogni medico. Un medico ha il dovere di considerare tutte le vite allo stesso modo, perché nessuna esistenza vale più di un'altra.
Questo è quello che pensa il protagonista di questo straordinario manga, il giovane dottore giapponese Kenzo Tenma, questo è il suo imperativo categorico e allo stesso tempo la sua croce. Cosa succede a questo medico idealista e sincero quando si trova a combattere con le dinamiche di potere all'interno della clinica Eisler di Dusseldorf? Cosa succede quando un giorno decide di salvare la vita di un bambino piuttosto che quella del sindaco della città, contravvenendo alle direttive del direttore Heinemann (che è anche il padre della sua ragazza, Eva)? Cosa succede quando si accorge che questa sua scelta ha risvegliato un mostro? In realtà le tematiche e gli argomenti trattati nel manga sono molto più vari e complessi (ho letto ogni volume almeno tre volte). Vi basti sapere che non riuscirete a fare a meno di appassionarvi a tutte le vicende personali dei singoli protagonisti: l'ispettore Lunge e il suo metodo nevrotico di memorizzare i dati e la sua ossessione per la colpevolezza di Tenma, Eva Heinemann con la sua maschera odiosa iniziale e la sua determinazione (la odierete solo all'inizio), Johan e Anna Ribert e il loro dramma familiare (chi ha visto Sophie's Choice, film di Pakula con Meryl Streep, sa di cosa parlo), per non parlare degli altri. Tra le scene più belle devo ricordare quella della felicità momentanea di Eva (prima che bruci la villa), la storia del dottor Schumann, la storia del quartiere turco, la storia di Milosh (forse l'idea del travestimento Urasawa l'ha presa da MW di Tezuka, ma è solo un mio parere) per citare le più belle. Per il resto non è possibile raccontare un manga del genere in poche righe (ci vorrebbe un trattato di psicologia). Chi l'ha già letto lo rilegga ancora e ancora, chi non l'ha letto ha il dovere morale di leggere almeno il primo volume per farsi un'idea migliore di quello che ho scritto.
Se e quando avrò tempo questo commento sarà ulteriormente approfondito, sperando nella clemenza di chi legge.