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saranaike

Volumi letti: 8/8 --- Voto 6
Da grande fan della Yazawa sono andata a ricercare tutte le opere reperibili in italia e mi sono imbattuta in 'Non sono un angelo'.
Uno dei primi lavori della mangaka, lo si percepisce nettamente in tutto il corso dell'opera (anche se definirla un'opera è molto esagerato).
La storia è banale 'da primi shojo per adolescenti' si percepisce un certo tentativo dell'autrice di renderla più significativa tramite l'inserimento di alcuni elementi più 'maturi' (come i problemi d'infanzia di Akira) ma sono tentativi maldestri e poco riusciti. Nel complesso potrei definirla poco più che una storia leggibile, che si poteva ben ridurre di almeno 2-3 volumi visti i diversi punti in cui rallenta tantissimo e diventa quasi noiosa da mandare giù.

Tutti i personaggi sono piatti e a tratti odiosi:
Akira non sa di niente. Per il 90% del manga è un egoista incapace di amare e tratta la povera Midori come una specie di cagnolino al guinzaglio. Privo di fascino e di carattere. Per paragonarlo a uno dei personaggi veramente riusciti della Yazawa lo definirei una brutta copia di Joji di "Paradise Kiss": alcuni caratteri sono simili, diciamo che il secondo tentativo è andato molto meglio!
Midori, non ci sono realmente parole per descriverla. Frignona? Inconcludente? La tipica protagonista shojo che si lascia trascinare dagli eventi, si fa trattare dal proprio ragazzo come uno zerbino e quasi quasi alla fine sembra che le piaccia. Non si capisce veramente che cosa la spinge ad amare Akira che, come dicevo prima, per la maggior parte del manga è egoista e la lascia da parte. Senza evidenziare il fatto che piange in continuazione!!
Mamiya è l'unico personaggio fatto bene. Ha un carattere molto chiuso ma è molto forte. Seppure pecca di una caratterizzazione non molto approfondita da parte dell'autrice, spicca abbastanza bene e quasi rimpiango che non sia lei la protagonista. Takigawa invece è lo stereotipo del ragazzo perfetto. Impossibile trovare una persona così nella realtà! Ha tratti tipicamente femminili ed è un eterno indeciso. Bocciato a pieni voti.
Gli altri personaggi hanno uno spessore praticamente nullo.

I disegni di per sé sono molto piacevoli. Risultano acerbi rispetto a "Paradise Kiss" o a "Nana", ma non sono male. Mancano di quella minuziosità tipica delle serie postume dell'autrice, ma hanno sempre il tipico tratto "Yazawa" ;)

Allora perché 6?
Alla fine l'opera è 'leggibile', anche se paragonata a tutte le altre sembra quasi scritta da una mangaka diversa (se non fosse per i disegni sarebbe quasi irriconoscibile). E poi, con tutto quello che ha fatto dopo la Yazawa, una serie come "Non sono un Angelo" gliela possiamo perdonare, no?
Voto 5,30/6


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riko akasaka

Volumi letti: 8/8 --- Voto 6
Midori Saejima, la protagonista di questo shojo, è una ragazza simpatica e colma di energia positiva, per questo è stata soprannominata dai compagni di classe "l'angelo Saejima". Arrivata al liceo diventa vice-presidente del comitato studentesco e si innamora del presidente Akira Sudo. Il manga racconta la vita scolastica di Midori e dei suoi amici, nonché la tormentata storia d'amore con Akira, resa tale dalla presenza di una fantomatica rivale di nome Hiroko.

La storia non è originalissima: la brava e allegra ragazza con "sindrome da crocerossina" si innamora del ragazzo problematico (Akira non ha comportamenti negativi ma porta ancora le ferite subite nell'infanzia), ma poi appare una rivale che mette in crisi la nostra eroina e si prospetta l'idea di mollare Akira per Ken, l'amico innamorato che le farebbe vivere una relazione più sana. Questo shojo inizialmente mi piaceva tantissimo, ma poi per colpa dei "problemi di cuore" la protagonista diventa una frignona della peggior specie, tanto che leggendolo è facile pensare che se la cretina smettesse di piangere e prendesse una decisione (una qualsiasi) tutti starebbero meglio, soprattutto il lettore. Per quel che riguarda il protagonista maschile, Akira, sembra proprio un eroe tragico ma se si guarda bene è solo un uomo egoista che ogni donna dovrebbe evitare con cura, trovo triste l'idea di un'eroina che continua a rincorrere un uomo che la mette sistematicamente in secondo piano. Coppia di protagonisti a parte, i personaggi secondari li trovo piatti e privi di una personalità accattivante, il personaggio di Takigawa in particolare perché rappresenta il classico fighetto gentile, educato e corretto che rasenta la perfezione in maniera a dir poco irritante.
Solo per amanti dello shojo e per chi non ha problemi con protagoniste inconcludenti dalla lacrima facile.


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roByna

Volumi letti: 8/8 --- Voto 8
"Non sono un angelo", risalente al 1991, è una delle prime opere importanti di Ai Yazawa. Benché si presenti come una normale commedia scolastica, la storia apparirà allegra e frizzante in tutti gli otto numeri ma soprattutto seguirà il percorso di maturazione dei nostri protagonisti, che ci terranno compagnia per tutta la durata del loro liceo.

Già da questo shoujo Ai Yazawa getterà le basi che caratterizzeranno le sue opere e i suoi personaggi futuri: la tematica della crescita, del dover prendere una determinata scelta, della paura di cambiare ecc. Ho apprezzato molto l'introspezione dei personaggi, soprattutto quello di Mamirin, una ragazza scostante e fredda che si rivelerà soltanto molto impaurita nei confronti della vita, e mi è piaciuto il voler mettere i protagonisti a capo del comitato studentesco: tramite le loro attività anche noi lettori entriamo nel vivo della vita scolastica giapponese che, per una volta, non viene vissuta esclusivamente in funzione dello studio.

I disegni, benché acerbi, sono graziosi e sotto alcuni punti di vista più apprezzabili rispetto ad opere più recenti della sensei (almeno a parer mio), e la storia, benché molto semplice, presenterà momenti comici alternati ad altri più toccanti, nel perfetto stile dell'autrice.
Sicuramente è un'opera che consiglio sia agli amanti degli shoujo scolastici di un certo livello, sia a chi vuole avvicinarsi a questa talentuosa autrice chiamata Ai Yazawa.

izumi

Volumi letti: 8/8 --- Voto 10
Nonostante in Italia lo abbiamo potuto leggere solo più tardi, Tenshi Nanka ja Nai, meglio conosciuto come Non sono un angelo, è una delle prime opere della mangaka Ai Yazawa. Personalmente ho adorato questo manga dal primo all'ultimo volume, e il 10 datogli è veramente meritato.

La trama di per sé, è vero, non è certo eccezionale. Midori Saejima, soprannominata "angelo", frequenta il liceo Hijiri Gakuen. Un liceo nuovissimo, e anche molto bello. Midori in questo liceo spera di ritrovare un ragazzo visto tempo addietro soccorrere un gattino abbandonato bianco come il latte. A scuola le sue compagne la avvertono di averla candidata come rappresentante degli studenti. Nel suo primo discorso Midori inciampa, facendo vedere la biancheria, ma Midori coglie l'occasione al volo e il giorno dopo appeso per la scuola c'è un cartellone con a sua caricatura, un angelo con le mutandine rosse.

Finalmente in questo manga l'eroina shoujo superficiale e, a tratti, anche odiosa, si trasforma nella sorridente Midori. Impossibile non adorarla. Midori è allegra, e cerca sempre di mantenere il sorriso. Ma è anche una grande piagnucolona e proprio per questo a me è sembrata un personaggio reale e vero, una persona in carne ed ossa e non uno stereotipo. Midori è l'esatto contrario della classica ragazza shoujo, anzi, è la sua presa in giro. Midori però insieme al sorriso e alla "lacrima facile", possiede anche una grandissima forza interiore. Ed è proprio grazie a questa caratteristiche che riesce a conquistare il problematico Akira.
Anche Akira, il protagonista maschile, esce dallo stereotipo del ragazzo-belloccio, privo di cervello nella quasi totalità dei casi. Akira è un ragazzo indipendente, che vive solo a causa del divorzio tra il padre e la madre, e che nel corso della storia si affezionerà moltissimo a Midori.
Però il belloccio nella storia è lo stesso presente, ed è Takigawa. Takigawa è molto popolare, ma non sfrutta la sua popolarità, anzi, ne rimane indifferente, per questo Takigawa come personaggio mi è piaciuto moltissimo. Poi c'è anche l'amico d'infanzia di Midori, che diversamente dal solito non è innamorato di lei. Bunta, mi sembra si chiami così, è allegro e un po' tontolone, sembra un grande orsacchiotto di peluche. Le scene in cui compare sono sempre molto divertenti.
Parlando di divertimento, credo che fosse una prerogativa dell'autrice creare uno spazio in cui ridere, ma non ridere perché uno è inciampato ed è caduto dalle scale, ma ridere di gusto, e divertirsi veramente.

I disegni non sono ancora "maturi" come ad esempio quelli del già citato Nana, ma io li trovo più autentici e veri così, perciò li preferisco così.
Nominando l'autenticità e il vero, l'aspetto più bello di questo manga è, a mio modesto parere, proprio la veridicità delle scene e dei personaggi. Secondo mia esperienza personale le situazione narrate dalla Yazawa avvengono anche nella realtà, come anche nella realtà esistono persone con la forza d'animo di Midori e le problematiche di Akira. Forse l'unico fatto leggermente fuori dalla realtà è che Akira, pur essendo al liceo, viva da solo, lontano dalla famiglia.
In conclusione ho adorato, adoro e adorerò per sempre questo manga e lo consiglio a tutti.


 8
Sonoko

Volumi letti: 8/8 --- Voto 9
Anche se lo abbiamo letto in Italia dopo sue opere più recenti, Non sono un angelo è uno dei primi manga della Yazawa. La trama non è nulla di così straordinario ed originale, ma a me è piaciuto molto, più di Nana o di Paradise Kiss. È una storia semplice popolata da personaggi semplici, molto umani nelle loro imperfezioni, ma che non hanno l'assurda pretesa di sorprenderci con effetti speciali come invece mi sembra vogliano fare i personaggi di Nana, tutti complessati e talvolta incomprensibili.

Midori è adorabile: è piagnucolona come la classica eroina shoujo, ma ha anche una forza interiore, una solarità che la rende simpatica a tutti e che riesce a conquistare un ragazzo problematico ma in fondo sensibile come Akira; una menzione particolare va alla sorellina di quest'ultimo, raro caso di bimbetta di manga che non ti suscita istinti omicidi e che, anzi, è davvero carina!
I disegni sono piuttosto acerbi rispetto a Nana, ma sinceramente io preferisco questo vecchio stile dell'autrice a quello nuovo.
L'edizione Planet è stata buona: anche se senza sovracoperta una volta tanto non abbiamo avuto le abominevoli sottilette, peccato per una tiratura di volumetti difettati (non ricordo quale fosse il numero, mi pare il 4), con la ripetizione di alcune pagine, ma questo è un problema che si è verificato anche per altri manga di altre case editrici, favorito dalla cattiva abitudine di non numerare le pagine.
Voto: 9, meritatissimo è il mio manga preferito fra quelli della Yazawa.

Rurubell

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Rurubell

Volumi letti: 3/8 --- Voto 8
Ai Yazawa non si smentisce mai: le sue opere sono sempre dirette, incantevoli e coinvolgenti.
Manga molto carino, sia nei disegni, che trovo molto più curati di Cortili del Cuore, ma lontani dalla perfezione di Nana, sia per la storia, semplice e gradevole. I personaggi sono tutti accattivanti e ben definiti, la storia d'amore bella e non mielosa. La protagonista si rende simpatica e carismatica fin da subito ed è facilissimo affezionarsene. Manca della profondità e della poesia che contraddistingue Nana, ma comunque rimane un bel prodotto della sensei.

ilaria86

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ilaria86

Volumi letti: 5/8 --- Voto 9
Ai Yazawa è assolutamente eccezionale, si sa. Qui siamo agli esordi, manca ancora l'attenzione maniacale al dettaglio e alle battute di ogni singolo personaggio, ma la classe non è acqua e si vede. La coppia di protagonisti Midori & Akira è molto ben assortita e i comprimari Takigawaman, Mamirin, Ken non sono da meno. Quindi storia molto ben scritta e narrata, tanti momenti appassionanti e tanti commoventi. Da leggere assolutamente, per ridere e sorridere.

Naco

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Naco

Volumi letti: 4/8 --- Voto 8
Che questa sia uan delel priem opere della Yazawa, è un elemento plaese, e che quindi fa subito storcere il naso a chi ama il suo stile, el sue storie e i suoi personaggi. Certo, paragonato a un Nana, questo manga perde molto, sia a livello di disegni (per quanto, io li trovi comunque molto curati e ben fatti), sia a livello di trama (lui, lei e l'altra; il passato terribile di lui). Ma parliamo della Yazawa, e come sempre c'è qualcosa di magico nei suoi lavori: sebbeene abbia letto solo metà del manga, è inengabile che fin da ora si evince quale sia il filo conduttore di questa storia. Midori, dolce, buona, allegra, spensierata, l'angelo della classe, dell'intera scuola (Una Mary Sue, si direbbe quasi, nel mondo delle fanfictions), lentamente si mostra essere quello che in effetti è: una ragazza come tante. Una ragazza che ha il diritto anche lei di soffrire e di essere egoista; di desiderare amore e affetto, come tutti.
Le vicende dei personaggi principali, come in ogni opera della sensei, non adombrano quelle degli altri personaggi a loro legati, anzi: anche se si tratta di personaggi secondari, la loro psicologia, il loro percorso di formazione non viene mai dimenticato e ben tratteggiato.
Ed in fondo, anche se non raggiunge i livelli dei successivi lavori della Yazawa, è da questi primi manga che è nata quella che è considerata una delle più grandi mangaka a livelo mondiale.