logo AnimeClick.it


Tutte 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10


 0
irimi

Volumi letti: 8/8 --- Voto 9,5
Era da moltissimo che volevo scrivere una recensione per quest'opera e finalmente eccomi qua.
"Cat Street" è stato per me un punto di svolta. Sarà che l'ho letto in un periodo molto difficile della mia vita (che forse mi ha permesso di apprezzarlo appieno), ma questa opera mi ha davvero spronato a riprendere in mano la mia vita e rimane a distanza di anni il mio manga preferito. "Banale", Penserete voi. Ma non è così.
"Cat Street" è un manga shojo diverso dagli altri. Non si sofferma su argomenti futili, ma tratta la crescita ed il riscatto sociale e morale di 4 amici, in particolare di Keito. Essa è la protagonista, una ex attrice bambina che dopo un grande flop rimane chiusa in casa per più di 6 anni non riuscendo a superare il trauma. La sua vita cambierà però quando arriverà alla scuola El Liston, una scuola libera dove incontrerà 3 anime affini alla sua che diventeranno per lei gli amici di una vita.
Ma dove risiede la magia di "Cat Street"? Per me, nella semplicità e nell' umanità con la quale ci viene mostrata la "rinascita" dei protagonisti. La narrazione, infatti, procede mostrandoci come Keito e i suoi amici pian piano inizino ad approcciarsi ad una vita che avevano dimenticato e di cui credevano di non poter far parte. Perchè "Cat Street" è questo: un inno alla vita, all'amicizia, al non arrendersi, al continuare a lottare per diventare ciò che vogliamo essere, anche se abbiamo sprecato tempo, anche se ci siamo lasciati sfuggire momenti preziosi che non torneranno più. "Non è mai troppo tardi o troppo presto per ricominciare". Assolutamente consigliato.


 1
Irene Tempesta

Volumi letti: 8/8 --- Voto 10
Decisamente uno dei manga più belli che abbia letto. Ne ho letti molti di recente e cercavo un manga che non trattasse temi banali, o mettesse in scena situazioni scontate. Ed eccolo qui. E' il primo manga che leggo dell'autrice Yoko Kamio, e ne sono rimasta meravigliosamente colpita.
Questa autrice non solo ha un disegno pulito e dettagliato, ma tratta temi delicati e profondi. Ogni personaggio, in questa serie, è caratterizzato meticolosamente, ogni persona ha le sue caratteristiche fisiche e comportamentali che nel corso della trama si evolvono e cambiano, maturando con gli anni che seguono.
Ecco la trama: Keito, una attrice bambina, al tempo famosa, subisce un grosso trauma a causa della sua amica, che si è rivelata invidiosa, avara di fama e potere.
Ne resta talmente traumatizzata, che perde fiducia negli altri e si chiude in casa per molto tempo, rinunciando alla sua carriera di attrice. Solo dopo anni, conosce El Liston, una scuola libera, dove vengono seguiti ragazzi in difficoltà ed è qui che Keito conosce tre persone che le cambieranno la vita: Rei, Koichi e Momiji. I quattro diventeranno grandi amici e le loro avventure mi hanno tenuta incollata fino al numero finale, commovente ed emozionante.
E' una storia di dolorose ferite, di profonda amicizia, della riscoperta della fiducia, dell'amore. E di crescita, cercare di superare i proprio fantasmi e affrontarli per crescere.
Purtroppo la serie si conclude solo con otto fascicoli. Devo dire che la trama non è stata allungata inutilmente al solo scopo di vendere come ho sentito dire di "Hana Yori Dango", un'altra opera di Yoko Kamio. Anzi, ogni scena ha un perché, la trama non sfocia mai nel banale.
Lo consiglio vivamente a chi vuole leggere un manga con una trama leggera ma che dia anche qualche spunto di riflessione.


 0
Ais Quin

Volumi letti: 8/8 --- Voto 5
Ciambella senza buco o buco senza ciambella? Francamente non riesco a decidermi. Va detto che non è facile parlare di "Angst" - parola di origine tedesca che potremmo tradurre come "angoscia esistenziale" - senza scadere nel melodrammatico, ma non ci si può nemmeno limitare a ribadire l'ovvio senza darsi la pena di provare ad andare oltre a ciò che risulta visibile agli occhi. Prima di leggere "Cat Street" pensavo che non fosse possibile riuscire a fare entrambe le cose nel corso della stessa opera, ma Youko Kamio mi ha fatto cambiare idea, e credetemi se vi dico che non è stata una bella epifania.

Da sette anni Keito Aoyama, ex attrice bambina, conduce una vita da reclusa nella propria camera da letto, evitando il più possibile di interagire col prossimo. Tutta la famiglia risente del suo malessere, ma non sapendo come affrontare la situazione preferisce rimanere in attesa di un miracolo sempre più improbabile.
Un giorno, nel corso di una delle sue rare e sofferte sortite nel mondo esterno, la giovane viene avvicinata da un uomo che le propone di entrare a far parte di El Listón, un istituto per ragazzi con problemi di inserimento. L'idea di confrontarsi con delle persone con le sue stesse difficoltà l'attira e la spaventa al tempo stesso, ma una volta lasciatasi convincere a provare non passerà molto tempo prima che si faccia degli amici che, con il loro sostegno, le infonderanno il coraggio di riprendere le redini della propria vita.

La sceneggiatura si presenta sciatta, ingenua, prevedibile e piena di buchi, con una gestione delle tempistiche che lascia alquanto a desiderare. Non si contano, infine, le domande a cui la Kamio omette di rispondere, in particolar modo sul funzionamento di El Listón.
Sulle basi di quel poco che ci viene detto a tale proposito, infatti, non è chiaro come consenta ai ragazzi di realizzarsi dal punto di vista accademico e di prepararsi al loro ritorno in seno alla società, visto che sembra fungere più da parcheggio che da scuola. Non vi sono esami di ammissione, non esiste l'obbligo di frequenza e ognuno decide come impiegare le proprie giornate a seconda di ciò che gli va di fare al momento. Come se non bastasse le famiglie non vengono minimamente coinvolte nel processo, come dimostra la reazione dei genitori di Keito alla notizia del ritorno della figlia sui banchi di scuola. Ma la cosa veramente sconcertante è che non vi è traccia di terapeuti a cui affidare il delicato compito di rieducare i ragazzi ad instaurare dei sani rapporti interpersonali! È mai possibile che nessuno corregga le loro abitudini e ne monitori i progressi? Mi rifiuto categoricamente di crederlo. Voglio dire, che senso ha reclutare degli studenti se poi non si fa nulla di concreto per impedire loro di comportarsi né più né meno come a casa propria? E se invece qualcosa viene fatto, perché a noi lettori non è dato saperlo?

L'introspezione psicologica è altrettanto disastrata, per non dire inconsistente. Mai come in quest'opera sarebbe stato d'uopo applicare la regola dello "Show, Don't Tell" a tale proposito, invece la Kamio ha fatto sistematicamente il contrario. Meglio sorvolare, infine, sull'utilità di certi personaggi che avrebbero potuto essere accorpati o eliminati senza che la storia ne risentisse.

Il tratto è gradevole, ma non brilla per incisività. Se non altro ci viene risparmiato lo strazio di doversi lambiccare il cervello sull'ordine delle varie vignette, dal momento che le tavole sono costruite in maniera molto ordinata e intuitiva.

Confronto la mia recensione con quelle degli altri e mi chiedo se per caso non mi sia sfuggito qualcosa di importante - qualcosa che, se solo l'avessi colto per tempo, mi avrebbe permesso di vedere questo manga sotto una nuova luce. Ammesso e non concesso che esista, e che io ne venga mai a conoscenza, per il momento mi vedo costretta a dare 5 ad un'opera che pur avendo tutte le carte il regola per distinguersi positivamente non ha saputo, a mio modo di vedere, giocarle al meglio delle sue possibilità.


 1
Turboo Stefo

Volumi letti: 8/8 --- Voto 9
Dopo la conclusione di Hanayori Dango, Yoko Kamio si dedica alla serializzazione di Cat Street, uno Shojo che si allontana dai temi tipici del genere per creare un'opera godibile da un pubblico più vasto possibile e solamente verso il finale sembra riprendere i toni tipici di un romanzo sentimentale.

Keito Aoyama è una ragazza di sedici anni che porta sulle spalle un duro trauma. Fin da piccola è stata data in pasto al mondo dello spettacolo per il suo talento, ed è riuscita comunque a rimanere a galla anche per via di una amicizia che le ha permesso di vivere comunque un'infanzia felice, fino a quando non è stata tradita e il mondo le è crollato addosso, insieme alla carriera. Da quel momento non ha avuto più al forza di andare a scuola e nemmeno di uscire di casa, diventando così una persona incompleta. Un fortuito evento la porta a conoscere "El Liston", un istituto libero dove i ragazzi che hanno avuto vari problemi possono frequentare come preferiscono i vari corsi e le lezioni, ed è qui che conoscerà persone importanti che l'aiuteranno ad uscire dal gorgo oscuro che la trascina sempre più in profondità.
Anche se con qualche forzatura, una su tutte è l'esistenza stessa di El Liston che successivamente verrà spiegata, la storia riesce a risultare intrigante ed anche emozionante e dà inizio ad un'evoluzione lenta ma continua dei personaggi, ed il tutto segue un percorso naturale che stupirà il lettore per la scioltezza con cui prosegue lasciando intuire l'eccellente caratterizzazione che dona vita propria ai protagonisti; a rafforzare questa sensazione ci pensano i comprimari, che in più di un'occasione svaniscono lentamente dalle scene senza che il lettore se ne accorga, un po' come succede realmente nella vita quando si inizia a perdere di vista un amico.
Nell'avvicinarsi alla conclusione l'autrice si decide ad approfondire il lato romantico e sentimentale dell'opera e lo farà in modo totalmente inaspettato rispetto alle previsioni, mentre i personaggi, ormai adulti, danno vita ad una conclusione emozionate che chiuderà perfettamente la serie.
Senza dubbio a più di un lettore alcune situazioni potrebbero far storcere il naso, soprattutto per via delle caratterizzazioni dei personaggi, ma in realtà si tratta di scelte perfette e che non tutti potrebbero comprendere. La protagonista sembra eccessivamente superficiale e infantile, come dimostra il fatto che pare innamorarsi di ogni personaggio maschile della storia, ma in realtà la causa scatenante del tutto è il fatto che non ha vissuto la sua giovinezza e in questo modo ha perso passaggi fondamentali della crescita; questa sua inesperienza e la solitudine finiscono con il farla infatuare facilmente di ogni ragazzo che conosce. I comprimari invece offrono una caratterizzazione pari a quella della protagonista, difatti proseguendo diventeranno importanti quanto la stessa e talvolta finiscono con il rubarle la scena. Inoltre Momiji nel finale viene messa forse da parte più di altri, ma l'autrice con un piccolo extra regala un happy ending anche a lei.

I disegni di Yoko Kamio si fanno notare per il tratto pulito ed elegante, per il character design vario (anche se è facile rivederci personaggi di altre opere vista la numerosità), per l'alta espressività dei volti e per le tavole luminose che pervadono l'opera. Si nota però una certa schematicità nella struttura delle tavole, ma nelle occasioni che richiedono maggiore impatto non si farà problemi a rompere gli schemi, andando a creare particolari scene evocative o sottolineando dei gesti o degli sguardi.

L'edizione della Panini è sottoposta ad un leggero ma costante miglioramento, anche per via della serializzazione dilazionata in circa due anni. L'edizione economica offre una copertina rigida, una rilegatura salda e pagine grigiastre di buona grammatura, la stampa sarà sempre più pulita e curata così come i materiali usati sono sempre più resistenti. Un ottimo rapporto con il prezzo quindi.

Un manga incredibilmente toccante che analizza nel profondo le eccellenti caratterizzazioni, e non mancheranno piacevoli sorprese nello svolgimento della trama. Nel finale sembra andare perdendosi, ma riesce a tornare sui binari guida regalando una stupenda conclusione.
Un'opera dedicata a chiunque cerchi una storia atipica ma attuale e sia disposto a comprendere i personaggi, mentre chi come loro ha vissuto traumi duri nella propria infanzia non riuscirà a non esserne rapito e sentirsi coinvolto in prima persona.


 0
Yuki94

Volumi letti: 8/8 --- Voto 10
Intanto devo ringraziare Animeclik (in particolare Adrastea) per aver postato la recensione che mi ha convinto a comprare e leggere questo manga, che è diventato uno tra i miei preferiti. Questo è uno dei manga che ho maggiormente apprezzato non solo per il tratto, che è davvero semplice, leggero è piacevole, ma anche e soprattutto per la storia, che non è la solita storiella d'amore che ci si aspetta da uno shojo, ma comprende tematiche come la solitudine, la paura del futuro etc. Mi ha preso fin dall'inizio e avendolo comprato completo l'ho letto tutto d'un fiato. Alla fine devo dire che mi ha lasciato un po l'amaro in bocca, ma mi è piaciuto. A dir poco stupendo. Voto 10!

Adrastea

Volumi letti: 8/8 --- Voto 10
Cat Street colpisce. Tira dritto al punto e ci arriva, oh se ci arriva!
È come un pugno nello stomaco, una fitta al cuore e una spina nel fianco, tutto questo insieme e molto altro ancora. Il lettore non sa bene cosa pensare, non può pensare o riuscire a far altro che non sia tenere il passo e seguire il filo di pensieri dei protagonisti, immergersi nel sofferto accanimento con cui si autodistruggono e il loro crudele disfattismo, l’opera di demolizione cui sottopongono sé stessi e la loro quotidianità. Può e deve piangere insieme a loro, ridere, commuoversi, rallegrarsi o intristirsi. Immedesimarsi diventa quindi non solo qualcosa di obbligatorio, ma necessario e di una facilità disarmante ed il perché è semplice. Non c’è bisogno di concentrazione o di qualsiasi altra cosa che non sia predisposizione a dedicare un tot di tempo alle vicende dei “Leggendari Quattro”.

Ci si trova catapultati in una realtà che troppo spesso viene dimenticata e relegata in un angolo, quella dei “gatti di strada”, ragazzi che non sanno cosa sia la vita e cosa farsene, come servirsi del loro presente e non pensano al loro futuro se non come a qualcosa di oscuro e spaventoso, persone disconosciute dal resto del gruppo e considerate strambe nella loro non voluta a volte, tanto meno desiderata, antisocialità. Occupare il tempo quando non si ha nulla o non si vuole aver nulla da fare e non si può occuparlo in alcun modo, diventa un problema insormontabile. Qualcosa di seccante, ma che non turba più del dovuto la tranquilla monotonia del trascinarsi un giorno dopo l’altro, mese dopo mese e costringersi a compiere quelle minime azioni cicliche che permettono di definirsi ancora umani, che fanno capire di essere ancora vivi a detta delle apparenze e che spingono a continuare a fuggire dal ricordo doloroso del passato, la paura che perseguita e indice a rifugiarsi nell’oscurità più completa, nel totale isolamento, in una vita che non è vita.
Camminare tra le persone in mezzo alla strada senza vederne i volti, respirare senza sentire profumi, vedere senza osservare ciò che si ha intorno, colori, odori, suoni vuoti... Si è in un bozzolo ovattato, al sicuro forse, ma non al caldo. C’è quel freddo imperituro che tortura e le occhiate malevoli che filtrano e strisciando come serpi raggiungono stritolando tra le loro spire gelide. Il freddo di chi non riesce più a sentire il calore del sole che brilla sulla propria testa, non sa cosa sia un sorriso e lo scampanellio di una risata, di chi ha dimenticato come era prima che quel qualcosa che lo ha sconvolto e turbato accadesse, chi non sa o non vuole sapere cosa ha perso.

Spiazza, è un sorprendersi continuo di riconquiste, sentimenti che non si credeva più di poter provare, la sensazione di esser venuti di nuovo al mondo, di essere usciti da quel grembo sterile che nulla aveva in comune con quello materno, una rinascita, una felicità e una ricerca della felicità che non ha fine. Alla riscoperta del mondo e di stessi, di quei sogni nel cassetto e castelli in aria gettati nell’oblio e ora riportati alla luce. Il tutto senza la minima costrizione, un passo alla volta, incerti e malfermi, ma forti della propria decisione e del desiderio di riaprire gli occhi ed alzare il mento fieri di quel che si è e mostrare la testa al cielo orgogliosi.
Esiste un posto dove tutto questo è possibile, dove voler essere liberi non è sinonimo di eccentricità, il mutismo non è sintomo di poca intelligenza e neanche la loquace vivacità diventa un problema, dove il tempo non è troppo da colmare ma, al contrario, diventa troppo poco e le sere da trascorrere una volta a casa lunghe, l’alba lontana...

Quest’Isola che non c’è che accoglie Bimbi Sperduti dagli occhi selvatici e i modi bruschi, vagabondi e solitari è l’El Liston, un luogo accogliente e ospitale con un direttore alla Santa Claus, che spesso inizialmente viene frainteso nelle sue intenzioni e scambiato per un pervertito. Una curiosità che riguarda il nome della scuola è una coincidenza che ho scoperto esistere tra esso e una locuzione veneta “fare el liston”, che significa appunto "passeggiare per la piazza" e trova un riscontro perfetto con quella che è l’essenza stessa della scuola e il presupposto che ne fa da motore. Qui l’autogestione diventa un privilegio, l’autonomia una scelta, la diversità un talento, le capacità di ognuno doni di Dio, siano esse comprese o meno.

Su questo sfondo di benefica tolleranza, disponibilità e apertura, la vita di Keito, ex bambina attrice, dopo sette anni di reclusione nelle ombre della sua stanza e nei propri timori inconfessati sembra mutare quando, ormai sedicenne, incontra Rei, ragazzo della sua stessa età che ha abbandonato una brillante carriera professionistica come giocatore di calcio.
Si intreccia a quella di Momiji, ragazza dalla personalità solare e allegra, nonché un po’ manesca, che ama vestirsi in modo appariscente con abiti che si cuce e confeziona da sé, e Kouchi, mago dei computer e con un Q.I. altissimo.
Intraprende una via di cambiamenti e scelte, un cammino dove la luce sembra risplenderle intorno e non attraversarla, in mezzo a persone e amici che la capiscono e non la biasimano, dove non si è mostri né soli, ma uniti perché simili, anime affini, gemelle nella loro emarginazione.

L’introspezione è egregia, la resa dei personaggi e delle loro reazioni brillante, situazioni suggestive e coinvolgenti, disegni accurati nella loro semplicità e “trasparenti”, in cui i volti diventano specchi dei sentimenti. Una sottile e struggente malinconia, una nostalgia agrodolce che trapela da ogni pagina arrivando al lettore in tutta la sua toccante pienezza.
Cat Street è uno dei migliori manga che abbia mai letto e non posso far altro che consigliarlo con caloroso affetto a ognuno. Una lettura da non perdere assolutamente, emozionante e commovente come poche, un pianto e un sorriso indulgente e ininterrotto, soprattutto per chi ha un’indole sensibile e sentimentale.


 0
pippy989

Volumi letti: 8/8 --- Voto 9
Ho letto questo manga in due fasi diciamo. Dapprima ne avevo ammirato sin dall'inizio il piacevole stile di disegno di Yoko Kamio, pulito ed essenziale, però la storia mi coinvolgeva parzialmente, la trovato un po' banale e intuitiva. Poi però, a partire dal terzo/quarto volume, ho cominciato a cambiare pensiero; mi sono trovata dinnanzi a un manga dalla trama sempre più coinvolgente con dei personaggi dal forte spessore psicologico ed emotivo. Queste due sono state le motivazioni principali che mi hanno portata a leggere tutto d'un fiato Cat Street e ad apprezzarne il valore, perchè al contrario di molti altri, questo manga ha una propria morale, un insegnamento diretto soprattutto alle nuove generazioni, a quei "gatti di strada" che non sanno bene cosa fare della propria vita e a chi appoggiarsi per aiutarsi. Tutti noi cerchiamo la nostra soddisfazione personale ma talvolta non è cosi semplice; ci sono fattori molto più grandi di noi che ci impediscono di crescere e migliorarci: le nostre paure. Cat Street in fondo trasmette questo messaggio: affrontare di petto la vita e soprattutto le paure per emergere, per essere noi stessi.
In sostanza consiglio di cuore questo manga che porta speranza e voglia di vivere, perché merita di essere letto tutto. Voto: 9


 0
Melody078

Volumi letti: 8/8 --- Voto 7
Delicato, sofferente e grintoso, questo manga tocca argomenti molto interessanti e sempre attuali: sconfitta, solitudine, inquietudine per il futuro. Una ragazza, Keito, che da bambina era un'attrice provetta, dopo un fiasco clamoroso si chiude in casa per quasi nove anni; non frequenta la scuola, non ha rapporti con nessuno, non parla con nessuno...nemmeno coi genitori.
La sua vita sembra un continuo susseguirsi di giorni incolori fino a quando non incontra un uomo: da quell'incontro la sua vita cambia radicalmente e la sua strada inizia a delinearsi con chiarezza ma con estrema lentezza.
Amicizia, amore, sogni che si realizzano, lacrime per il passato ed incertezza nel futuro; consiglio questo manga a tutti, soprattutto a chi è stanco della solita solfa; io l'ho trovato abbastanza originale e discostante dai soliti shoujo odierni.


 0
Ichigo_K91

Volumi letti: 8/8 --- Voto 8
Questo è stato il primo manga shojo che ho comprato. E' veramente un bellissimo manga, molto leggero e dalla storia delicata e a tratti commovente. Non me la sento di mettere un voto superiore all'8 perchè paragonato ad altre serie che colleziono passa sicuramente in secondo piano, ma ciò non vuol dire che questo è da meno. Peccato che è una serie corta... mi sarebbe piaciuto vedere come contunuavano le avventure di Keito e degli altri singolari ragazzi di El Liston!


 0
sogno87

Volumi letti: 8/8 --- Voto 8
Ho letto questo manga (che è un regalo graditissimo) spinta da un'adorazione più che giustificata verso Yoko Kamio. Dopo aver conosciuto la sua opera maggiore e sicuramente più famosa Hana Yori Dango, non mi aspettavo nulla di meno da questa autrice.
Premetto che Hana Yori Dango è una dei miei manga preferiti, perché oltre a narrare una originalissima e romanticissima storia d'amore, racconta i sentimenti con un tocco di ironia e con una dolcezza ingenuamente attraente.
In questo senso Cat Street è un manga molto diverso, a mio avviso più maturo e più riflessivo rispetto alla simpatia stereotipata di Hana Yori Dango.
Ammetto che è riuscito a darmi qualcosa, e questo è già molto considerando che pochi manga mi hanno davvero dato qualcosa, ma, forse per la brevità dell'opera, oggi posso dire di preferire ancora la splendida follia di Tsukushi e Domjyouji (protagonisti di Hana Yori Dango).
Il disegno in Cat Street è davvero migliorato e lo trovo molto particolareggiato; la trama è meno stereotipata e i personaggi sono sempre ben caratterizzati, come in tutte le opere della Kamio, ma la protagonista è un po' troppo complessata e ho sentito la mancanza di un personaggio maschile predominante, cosa che in Hana Yori Dango è ben visibile: adoro Domyouji!
Nel complesso un ottimo manga, non lo definirei un capolavoro, ma certo uno dei migliori che io abbia letto e lo consiglio vivamente!

rorychan

 0
rorychan

Volumi letti: 5/8 --- Voto 10
Premetto che è il primo manga che leggo di questa autrice, comunque trovo che sia veramente brava! E' riuscita a creare una storia veramente bella, che ti colpisce da subito, con i suoi protagonisti così particolari, tutti, non solo la protagonista principale!Disegnati con tratti semplici ma fantastici e ognuno con i suoi problemi e sentimenti e complessi.
Mi piace molto l'idea della scuola libera!
Credo che sia un manga che può dare tanto! Ti fa pensare, riflettere, sognare! Sono sicura che questa storia rimarrà nel cuore dei suoi lettori! Si merita un 10 pieno!
Lo consiglio a tutti! Non è solo uno Shoujo, è molto di più!

Ringo

 0
Ringo

Volumi letti: 5/8 --- Voto 9
Storia dolcissima e profonda. L'autrice è cresciuta sia come qualità grafica , che come trama rispetto ad Hana Dan... peccato che vada così lento! E' veramente un buon manga e appena è finito l'ultimo volume e ho letto che arriverà nel 2008 mi son strappata i capelli. Ehhee no dai!

Sonia

 0
Sonia

Volumi letti: 5/8 --- Voto 10
Sono rimasta impressionata dalla bravura di Yoko Kamio sia per i tratti leggeri dei disegni sia per la realtà della storia. Anch'io mi immedesimo in parte nella protagonista poichè sono come lei timida con la solita paura di vivere e di sbagliare, ma io come lei ho trovato degli amici che mi hanno aiutata a sorvolare su queste paure. Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito a creare quest'opera e coloro che l'hanno poprtata in Italia!rn

jenny

 0
jenny

Volumi letti: 4/8 --- Voto 10
Ho preso i manga di Cat Street di Yoko Kamio. Perchè Mi e piacciuto moltissimo Hanayori Dango e ero curiosa di leggere Cat Street. La grafica dei disegni e straodinario mi è piacciuto moltissimo, il volto di Kaito, e il disegno e delicato e leggero. La storia mi assomiglia sembra la mia vita. Anch'io ho abbandonato la scuola media e non avevo amici, sono timida e chiusa, un pò non mi piaceva studiare un pò avevo paura di affrontare una scuola da sola. E abbandonai, e chiusa in camera, e mangio da sola in camera mia a guardavo la tv, e cerco di trovare un lavoro, ma in un negozio non riuscivo e in fabrica e fatticoso! Anche me a volte mi sento trasparente. Chiusa in camera con i miei sogni, che non si avveranno mai! La protagonista mi assomiglia, però va in una scuola libera e conoscerà amici e aiutano lei ad affrontare la vita. Magari ci fosse una scuola libera anche qui! Leggeterlo ve lo consiglio!

vale

 0
vale

Volumi letti: 3/8 --- Voto 8
Si', è una bella storia. La protagonista arrivata nella nuova scuola fa amicizia condue ragazzi e una ragazza, destinati a diventare inseparabili.Aalla storia si aggiungono volume dopo volume nuove avventure. Ha tutta l'aria di evolversi in maniera interessante! Keito tornerà a fare l'attrice E chi conquisterà il suo cuore Leggetelo, ve lo consiglio!rn

jejja

 0
jejja

Volumi letti: 3/8 --- Voto 7
La serie è appena iniziata, perciò non posso sbilanciarmi troppo. La Kamio sembra migliorata, non solo nel disegno, ma anche nella storia che è meglio descritta... i personaggi non sono slegati tra loro o troppo stereotipati come in Hanayori Dango... pur nella loro anormalità sono normali... vi dico, provate a leggerlo!