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Chii-Kamio

Volumi letti: 14/14 --- Voto 10
Karin è stato probabilmente il manga “di lancio” che mi ha catapultata verso il mondo otaku, e non poteva esserci qualcosa di meglio.
I disegni sono ben fatto anche se a volte sproporzionati tra testa e corpo/occhi enormi sul viso, ma oltre a queste imperfezioni lo stile generale dei personaggi e le ambientazioni sono molto gradevoli, per non parlare delle illustrazioni di copertina/inizio capitolo molto curate. Un complimento speciale va ad Anju, la sorellina, che adoro a livello estetico e non.
Dunque Karin parla della vita difficile di una vampira che vive come un’umana a tutti gli effetti se non per il fatto che una volta al mese inietta il sangue che il proprio corpo produce in eccesso nel primo malcapitato che le capita a tiro.
Una vita serena finché non arriva un nuovo ragazzo nella sua classe che per una serie di eventi scoprirà il suo segreto e la aiuterà nella sua vita diurna.
Una storia per niente scontata lungo la quale vengono sviscerati i singoli caratteri e psicologie dei personaggi, lontani dai soliti stereotipi ma ricchi di emozioni, sfaccettature e contraddizioni.
Vengono inoltre trattati i temi della crescita, il passaggio dalla giovinezza alla fase adulta, la ricerca del proprio posto nel mondo, la solitudine e la “discriminazione delle razze”.
Il tutto condito da simpatiche gag e momenti allegri pieni di leggerezza che rendono il manga oltre che profondo anche estremamente esilarante.
La cosa che ho preferito di più rimane in qualsiasi caso il rapporto tra sorelle Karin-Anju, nel quale l’autrice riesce a trasmettere tutto il senso di amore fraterno e di protezione fino alla stregua della logica comune.
Un piccolo capolavoro.


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Usagi85

Volumi letti: 14/14 --- Voto 8
"Karin" è uno spettacolo. Un manga frizzante, divertente, ma al tempo stesso malinconico. Una trama affatto banale che fa scorrere la narrazione, tenendo il lettore incollato ai vari volumetti.
La storia non si concentra solo sui due protagonisti ed ognuno dà il proprio contributo alla buona riuscita del titolo.L'autrice sa quando divertire e quando, invece, assumere toni più maturi.
Karin, come protagonista femminile, ha una marcia in più. Pur soffrendo per la sua condizione di vampiro "imperfetto", non si butta giù e affronta con coraggio la vita. L'imperfezione nasce dal fatto che la nostra protagonista, pur essendo un vampiro, produce sangue in eccesso. Questo la costringe a iniettarlo in ignare vittime, una volta al mese.
Karin, differentemente dai propri parenti, può inoltre restare sotto il sole senza problemi e questo la isola dal mondo delle creature notturne.
Costretta a vivere due vite, si rimbocca le maniche e fa quel che può per sentirsi parte integrante del suo nucleo familiare e della società che la circonda. E' confortante veder emergere lo spirito forte di Karin ed è commovente assistere alle sue fugaci crisi.
Il fatto di sentirsi un ibrido, nè vampiro nè umano, porta Karin ad abbandonare l'idea di poter avere una gioiosa storia d'amore. Ciò fino all'arrivo di Usui.
Usui è un ragazzo che ne ha passate tante e, come Karin, affronta con coraggio le avversità. Affiancato da una madre, altrettanto coraggiosa, Usui capisce, più di altri, le problematiche che affliggono Karin. Venuto a conoscenza del suo segreto, non fugge, ma tenta invece di aiutarla, come può.
Il sentimento d'amore sboccia senza fretta. Raggiunta una giusta consapevolezza, i due decidono di lasciarsi andare e tentano di vivere appieno questo sentimento sconosciuto.
La famiglia di Karin è fenomenale. Ogni componente ha il suo spazio di manovra nell'arco narrativo e sa muoversi bene. Tutti amano completamente e in modo disinteressato la piccola Karin. Ognuno la protegge a proprio modo. In particolare, ad emergere è la sorellina minore di Karin. Anju la ama profondamente e soffre per lei, sacrificandosi spesso per la sua salvaguardia.
Ogni pagina di Karin non è scontata nè banale. Le emozioni si trasmettono facilmente durante la lettura. Tutto è ben ponderato e amalgamato dall'autrice. Il disegno è piacevole e deciso.
Il tallone d'Achille è, invece, rappresentato dall'edizione della Deagostini. Questa, seppure sia abbastanza curata, ha miliardi di altre pecche. In primis, le traduzioni in italiano lasciano davvero a desiderare. Nessuna onopatopea è tradotta (se non nei volumi inziali) e l'ultimo volume è illegibile.
Uno scandalo terminare così un'opera tanto bella.
Ciò non toglie che il finale di "Karin" resti uno dei migliori che abbia mai letto. Ho pianto disperatamente mentre sfogliavo le ultime pagine di questa opera che, nel suo genere, merita tutta l'attenzione possibile e che andrebbe, assolutamente, letta.


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Pagodasan

Volumi letti: 14/14 --- Voto 10
Karin è stato il primo manga che ho comprato in vita mia ed è stata una certa fatica completarlo tutto, ma ne è valsa davvero la pena. Da grande fan del genere "vampiresco", ho comprato questo manga perché tratta un tema molto di moda, accattivante e forse, anche un po' troppo abusato, ma l'autrice riesce a dare all'opera una forte vena di originalità, a partire dalla particolarità piuttosto "anormale" della protagonista.

I personaggi sono tutti molto piacevoli ed "umani", con i loro pregi e i loro difetti: questo rende i loro rapporti molto naturali e garantisce di farli maturare in modo fluente. In particolare la famiglia di Karin, che sembra veramente una famiglia umana vera e propria. Una grande attenzione la merita anche il personaggio di Kenta, ragazzo buono, ma dallo sguardo leggermente inquietante e carico di mistero.

Ma la ragione del mio voto è soprattutto per il fatto che questa storia non si basa su dei cliché (che sono comunque un qualcosa di soggettivo), al contrario quei pochi che potrebbero esserci vengono presi e rimodellati per dare vita ad una storia davvero originale, che a parer mio arriva a stravolgere , quasi "rivoluzionare" la figura letteraria del vampiro.

Concludo confermando il mio voto e la mia profonda stima per Yuna Kagesaki, autrice di questo piacevolissimo ed "imbarazzante" capolavoro.


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^Tsukimi-chan27^

Volumi letti: 14/14 --- Voto 9
Vampiri vampiri vampiri. Non si parla d'altro, ormai. Ma... di che genere di vampiri narra questo manga?
"Karin" è una serie di quattordici numeri di Yuna Kagesaki, in Italia per la Planeta DeAgostini.
"Karin" prende il titolo dal nome della protagonista principale, una giovane vampira, appartenente a uno dei pochi clan della sua specie, formato dalla famiglia Maaka.
Un giorno, nella scuola che la ragazza frequenta, arriva un nuovo studente: Usui Kenta. Qui scopriamo la natura semi-vampiresca di Karin. Perché "semi-vampiresca"? Perché la nostra protagonista non succhia sangue, ma ne produce in eccesso, e quando non trova nessuno da mordere emette parecchio sangue dal naso, cosa che in Giappone è considerata come un eccitamento precoce, che fa vergognare moltissimo Karin.
Il caso vuole che alla vista di Usui il sangue in eccesso aumenti e che il ragazzo, dopo prove e riflessioni, capisca che in realtà Karin è una vampira. Accetterà questa situazione? Perché in Karin il sangue aumenta alla vista di Kenta? Ma soprattutto, perché Karin è diversa da tutti gli altri vampiri?
I personaggi sono caratterizzati molto bene, specialmente la famiglia Maaka, di cui scopriremo durante la lettura i componenti, le loro storie e i loro segreti più oscuri.

L'edizione è stupenda. Sovracopertina e pagine a colori si trovano in ogni numero a soli 5,50 € a volume, fatta eccezione per il tredici, che ha avuto un costo di ben 6,95 € forse dovuto al ritorno sul mercato di questa serie, interrotta per parecchio tempo al dodicesimo numero a causa di problemi della casa editrice.
Consiglio moltissimo "Karin" a tutti gli amanti e non dei vampiri, ma anche a coloro che hanno voglia di leggere qualcosa di diverso dal solito triangolo amoroso.


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micheles

Volumi letti: 14/14 --- Voto 9
"Karin" è un manga leggero, senza troppe pretese, che però è disegnato molto bene e fa decisamente ridere. Ha anche una storia piuttosto interessante che tiene desta l'attenzione del lettore. A questo si aggiungono dei personaggi molto simpatici. In primis la protagonista Karin, la vampira produttrice di sangue che ama il sole, l'aglio, ci vede male di notte e non sa usare alcun potere vampirico. Karin è timidissima e troppo di buon cuore, non si può non innamorarsi di lei. Molto simpatico è anche l'innamorato di Karin, il serissimo Kenta, che ha una storia drammatica alle spalle essendo cresciuto senza padre. Mi sono piaciute molto anche la madre di Kenta e la sorella minore di Karin, Anju, entrambe bellissime.

I disegni sono eccellenti ed adattissimi ad una serie umoristica/romantica con una leggera vena ecchi. L'autrice ha esperienza nel genere erotico (videogiochi) e tutta la serie ha una sottile carica sessuale sotterranea; comunque in tutto il fumetto non si vede assolutamente nulla di esplicito (tranne forse il seno esagerato della madre di Karin) e può essere letta anche dai lettori più giovani. Comunque il lettore malizioso non potrà fare a meno di notare che i sintomi di Karin quando è in crisi per l'eccesso di sangue sono chiaramente sintomi di desiderio sessuale. In effetti gli ammiccamenti e le battute a sfondo sessuale abbondano (si pensi al personaggio del fratello di Karin, un vero e proprio play boy), ma sono sempre molto garbati e soprattutto on-topic.

Ai lettori con qualche anno sulle spalle "Karin" non può fare a meno che ricordare la serie "Ransie la strega"; dopotutto entrambe sono serie umoristiche che descrivono la vita di una famiglia di vampiri nel Giappone dei giorni nostri. La serie di "Karin" però si rivolge a ragazzi un po' più grandi ed è molto più maliziosa.

Concludo con una nota per chi ha visto o ha intenzione di vedere la serie animata. Nella serie animata la trama è stata molto modificata ed è stato introdotto dal nulla un nuovo personaggio ("Winner") che non esiste nel manga. Tutto questo è stato fatto per venire incontro agli stereotipi della commedia scolastica tipo (storia semplificata, battute stupide, fan service) ed è a mio avviso inferiore al manga: vale la pena di vederlo solo per la soddisfazione di ammirare Karin a colori, non certo per la trama.
Il mio voto per il manga è 8.5, ma visto che non si possono dare i mezzi voti arrotondo a 9.


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Watashiwa7

Volumi letti: 14/14 --- Voto 8
Da grande fan della commedia romantica avevo tante aspettative nei confronti di questo manga. L'ho scoperto perché m'è capitato di guardare la sigla dell'anime, che mi ha colpito tanto da invogliarmi all'acquisto.
Prima di addentrami nella recensione posso dire che il manga m'è piaciuto. L'ho letto tutto in pochi giorni, è molto coinvolgente, disegnato bene, scorrevole come un fiume in piena. Ma non mi sento di giudicarlo un capolavoro del genere.

L'autrice riprende un tema trito e ritrito, quello dei vampiri, ma riesce a cavarne fuori qualcosa di originale attraverso una mossa molto astuta. La vampira protagonista, infatti, non succhia il sangue, ma lo inietta. E se non fa in tempo è preda di violente epistassi, emorragie "care" alla tradizione di anime e manga.

La base di partenza è già di sé buona, ma la realizzazione di personaggi "credibili" ha permesso alla storia di fare un importante passo in più. C'è la protagonista femminile imbranata, perennemente imbarazzata, ma che risulta comunque sempre molto divertente. E poi c'è un protagonista maschile dall'aspetto spaventoso ma di buon cuore.
Il rapporto fra i due non sembra forzato, nonostante i tanti aspetti sovrannaturali la storia risulta quindi credibile.
Anche i personaggi secondari sono ben strutturati e ognuno ha un suo carattere ben delineato. In realtà non sono tantissimi (la storia ruota praticamente sempre intorno ai due protagonisti), ma quei pochi che vengono presentati sono gestiti al meglio.

Per quanto riguarda il comparto grafico posso dire d'aver gradito molto i disegni. Nonostante sia uno shounen, il tratto (e anche la struttura delle tavole) richiama parecchio il genere shoujo. Per fortuna però gli occhi e le anatomie in generale sono quelli dei manga per maschietti, cosa fondamentale per chi come me odia le pupille sbrilluccicose.

Insomma: disegni ok, storia ok, personaggi ok... quali sono i difetti di questo manga? Ecco, forse proprio il fatto d'essere semplicemente "ok". Non c'è nulla che m'ha per così dire <i>infastidito</i> in Karin, è tutto abbastanza piacevole, ma non sono riuscito a viverlo con un pathos tale da poterlo considerare un capolavoro. È una storia capace d'intrattenere, ma che secondo me non colpisce al punto da desiderarne la rilettura. Dopo aver letto l'ultimo volume rimarrà una piacevole sensazione, magari in futuro si ricorderanno col sorriso alcune situazioni del manga, ma la cosa finisce lì. Ed è un peccato, perché la storia parte bene ed ha tutte le carte in regola per diventare un capolavoro, forse l'autrice doveva osare di più.

È comunque un manga che consiglio, soprattutto agli amanti del genere. L'edizione italiana poi è particolarmente curata (a parte qualche refuso), la considero una delle migliori edizioni lette finora. Give it a try!


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Sonoko

Volumi letti: 12/14 --- Voto 10
Questo manga si è rivelato una piacevolissima sorpresa...
Inizialmente l'avevo preso soltanto per il tratto carino e perché parla di vampiri, senza troppa convinzione... E diversi aspetti lo facevano sembrare troppo simile a Tokimeki tonight (Ransie la strega): una ragazza dagli strani poteri, una famiglia con la madre dal carattere forte ed il padre dolce ed arrendevole, il ragazzo umano di cui Karin è innamorata che appena scopre il suo segreto decide di proteggerla, le varie situazioni comiche qua e là (in particolare le sfuriate casalinghe di Carrera, in maniera simile alla donna lupo Sheera)... Poi però la storia si è mostrata completamente diversa e piena di colpi di scena, ultimi non per importanza la possibile conseguenza dell'unione fra una ragazza come Karin ed un umano ed il segreto scoperto da Carrera nel corso del suo misterioso viaggio nella sua terra natale... Ci sono ancora diversi punti da chiarire, ma purtroppo quest'opera è sospesa da mesi ad appena 2 numeri dalla sua conclusione perché la Planeta è in crisi... Speriamo che riescano a mostrarci la conclusione, perché questa opera merita davvero... Non è affatto la solita storia di vampiri, è diversa da tutte le altre!!!
Inoltre il tratto del disegno è molto gradevole e l'edizione più che dignitosa, con la sua bella sovracoperta a colori...


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Takatsuki_Miharu

Volumi letti: 11/14 --- Voto 10
Questo manga è davvero molto molto bello!
Primo, la storia: sembra la banale storia di vampiri, ma non lo è affatto. Kagesaki-sensei ha avuto davvero un'ottima idea, creare una vampira al contrario, cosa che rende la storia molto comica.
Secondo, i personaggi: tutti caratterizzati molto bene e divertenti. Per esempio Carrera, mi fa sbellicare quando picchia il povero Henry.
Terzo, i disegni: non sono proprio perfetti, ma molto carini e piacevoli, che esaltano bene le emozioni dei personaggi.
Quarto, l'edizione italiana: il prezzo è abbastanza alto (5,5 euro) ma ne vale la pena, infatti c'è la sovraccopertina, il manga è imbustato, e le prime pagine sono a colori! Inoltre la rilegatura è resistente, contrariamente a quelle della Panini.
Quinto e ultimo, il genere del manga: Karin inizialmente può sembrare un semplice shojo ma, come si può capire dai lineamenti della protagonista e dalle scene imbarazzanti con Usui, in realtà ha anche un pizzico di shonen... e mi piace il fatto che un manga rappresenti in pratica un genere a sé (per es. come con Love Hina).
Bene ho finito: se volete spendere bene un po' di soldi, comprate Karin!


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Syaoran93

Volumi letti: 9/14 --- Voto 9
Questo manga è molto bello,divertente, osè e romantico.
La storia di Karin è davvero particolare e questo rende tutto diverso dal solito, le sue perdite di sangue dal naso, il suo imbarazzo nel confessare quello che prova a Kente e i suoi pasticci rendono il tutto comico e bello.
La storia è ben strutturata e i personaggi sono davvero ben disegnati, anche se il design dei personaggi è molto comune, ad eccezione della sorella di Karin che appare continuamente in abiti Gothic Lolita, i personaggi sono tutti divertenti, uno di loro che mi ha sicuramente colpito è Elda Maaka, la nonna di Karin piatta come una tavola, che non fa altro che discutere e punzecchiare la nuora, cioè la madre di Karin.
Il manga lo preferisco anche rispetto all'anime, poichè la storia è seguita alla perfezione(in fondo è l'originale).
Divertenti anche i capitoli extra del manga e le vignette comiche che troviamo alla fine del volumetto(nella versione De Agostini).
Il prezzo è un pò alto, però bisogna anche dire che 5,50 a volume sono spesi bene, il manga è imbustato(quindi raramente possiamo trovare la copertina rotta) e inoltre le prime pagine sono a colori!
Lo so che sono solo tre pagine, però secondo me è fatto molto bene dalla De Agostini.
Un consiglio??
Conservatevi i soldi e compratelo!


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hideki20

Volumi letti: 6/14 --- Voto 7
Questo manga è molto carino e la cosa che mi ha spinto ad iniziarlo è stata l'innovatività della storia trattata.
In breve parla della vita quotidiana di una liceale che è in realtà un vampiro al contrario,ovvero vive di giorno, non riesce a vedere nel buio e non succhia sangue.
I primi tomi mi hanno veramente interessato, ma arrivato al 6 volume mi sono chiesto, il motivo per cui stavo continuando a leggerlo così ho deciso di smettere di comprarlo... ma ora che sono andati avanti con le uscite voglio provare a ri-iniziarlo. Questo è dovuto per due buone ragioni, la prima è che odio lasciare delle serie a metà, mentre la seconda è che ultimamente mi è riaffiorato la curiosità per il possibile finale di questa serie.
Quindi non so se consigliarvelo oppure no.
Comunque gli ho dato un 7 pieno per il fatto che i primi volumi mi sono piaciuti molto.

Lolluma

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Lolluma

Volumi letti: 1/14 --- Voto 9
Che dire di Karin? Una commedia molto originale e ben riuscita. La protagonista è un vero tesoro che suscita tenerezza e simpatia fin dalla sua apparizione. Dobbiamo considerare inoltre che è un bel miscuglio di shonen e shojo, contiene i tipici elementi per ragazze come il romanticismo e la protagonista molto kawaii e impacciata. Gli elementi per ragazzi sono le gag semi-erotiche e i tanti fraintendimenti dovuti alla perdita di sangue dal naso di Karin (in Giappone perdere sangue dal naso è sinonimo di eccitazione sessuale anche se non è il caso di Karin). I disegni sono ottimi e anche gli sfondi. Il volume italiano è in copertina lucida e ritagliato perfettamente. Lo consiglio a tutti.

Zarakka

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Zarakka

Volumi letti: 4/14 --- Voto 10
Ma quanto mi piace questo manga! Vidi tempo fa l'anime in tre giorni, e non appena vidi il primo volume in vendita sono korso subito a comprarlo! La storia parla di una vampira di nome Maaka Karin che vive in Giappone con sua madre Carrera, suo padre Henry, sua sorella Anju e suo fratello Ren! Un giorno, nella sua scuola arriva un nuovo studente: Usui Kenta (di cui assomiglia moltissimo a Ichigo di Bleach) Karin non appena lo vede sta male e sviene! Il perchè? Perchè lei è attratta dal suo sangue ovvero l'infelicità. Inoltre lei cercherà di scappare sempre da lui, perchè lei non succhia sangue, ma lo produce, tant'è che quando non riesce più a contenere tutto il sangue prodotto da sè, lo espelle dal naso emettendo un epistassi. Kenta inizierà ad avere qualche sospetto su Karin, e presto scoprirà che lei è una vampira! Una tenera, simpatica, solare storia d'amore-scolastica in cui c'è di tutto: amore, gelosia, risate e tanto altro! Una storia originale, fresca, moderna ma soprattutto bella da leggere e rileggere! E comunque passando all'edizione italiana: PERFETTA!!! Non potrei chiedere di meglio, la copertina è rilegata, 4 pagine a colori, fogli buoni (non come quella carta riciclata che usa la Panini). L'unica pecca un po' il prezzo! Detto questo è tutto W KARIN uno dei più bei manga che abbia mai letto!

Emeralda

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Emeralda

Volumi letti: 4/14 --- Voto 8
Il fumetto Karin è una dolce commedia dai risvolti romantici fra i due protagonisti.
La protagonista principale è Karin una vampira al contrario che immette sangue invece di succhiarlo, può stare alla luce del sole e non ha problemi con l'aglio e le croci.
La sua famiglia è, invece, una famiglia di vampiri "normali" composta dalla mamma Carrera, dal babbo Henry,dalla sorella Anju e dal fratello Ren.
Il coprotagonista è il misterioso ragazzo che arriva a scuola come nuovo studente e soltanto avvicinandosi a lei fa scattare l'aumento di sangue della ragazza.
Si scopre che è una cosa normale per i vampiri essere attratti da persone con un tipo di sangue a loro congeniale.
All'inizio aveva deciso di ignorare il problema, ma i due sono in classe insieme e fanno lo stesso lavoro.
Un giorno lui la vede abbracciata ad un impiegato e pensa che si prostituisca mentre lei stava solo iniettando il sangue eccessivo.
Comunque cambia subito idea e capisce che che nasconde qualcosa.
Capisce che un vampiro quando lei perde una grande quantità di sangue dal naso davanti a lui e presto infatti scopre l'arcano segreto.
I due ragazzi pian piano si fidano l'uno dell'altro e diventano intimi...

Narvikh

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Narvikh

Volumi letti: 2/14 --- Voto 9
Dirò la verita: all'inizio ero un pò indeciso se prendere o no questo manga, mi sembrava l'ennesima bufala per ragazzini idioti e privi di cervello. Invece mi sono dovuto ricredere: è divertente, frizzante, con del fanservice e situazioni sensuali (l'autore/l'autrice prima lavorava per una casa di videogiochi hentai), e una protagonista che è un amore.
Bello soprattutto come è rappresentato il disagio di lei nell'essere l'unica vampira anormale in casa. Lo consiglio vivamente.

DarkBahamut_87

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DarkBahamut_87

Volumi letti: 1/14 --- Voto 8
<b>Karin</b> è un manga di <i>Yuna Kagesaki</i> pubblicato a cadenza mensile sulla rivista giapponese <i>Monthly Dragon Ace</i> a partire dall'ottobre 2003 e arrivato attualmente a 14 volumi. Fra il 2003 e il 2007 sono stati realizzati anche 9 romanzi ispirati ai personaggi del manga, scritti da <i>Tohru Kai</i> e illustrati dalla stessa Kagesaki.
Considerata la popolarità del titolo in patria e il cospicuo numero di pubblicazioni, possiamo dire che Karin rappresenti un piccolo fenomeno di culto, grazie forse alla grande simpatia e tenerezza che l’insolita protagonista riesce ad ispirare.

Karin Maaka è una liceale sedicenne all'apparenza come tante altre, ma in realtà nasconde un inquietante segreto: è una vampira! A dire la verità, questo piccolo dettaglio non sarebbe neanche tanto sconvolgente... ciò che davvero lascia straniti è che sia una... “vampira al contrario”! Infatti, lei non è come il resto dei suoi parenti, non è infastidita dalla luce del sole, non ama particolarmente il buio e soprattutto non ha bisogno di nutrirsi di sangue. Di contro, è il suo stesso sangue ad aumentare periodicamente, e per disfarsene viene colta da violentissimi attacchi di epistassi in un determinato giorno del mese, seguiti da più o meno gravi attacchi di anemia. In pratica, è la pecora nera della famiglia, che deve continuamente correre in suo soccorso nelle situazioni in cui rischia di essere scoperta dagli umani, in mezzo ai quali sta ogni giorno della sua “tranquilla” vita scolastica. A sconvolgere completamente il suo già precario ordine quotidiano arriva un suo nuovo compagno di classe, Kenta Usui, un ragazzo dall'espressione perennemente accigliata (il che gli procura diversi malintesi).
Karin si accorge che in presenza del ragazzo la circolazione del suo sangue aumenta vertiginosamente e di conseguenza anche la sua produzione. Perciò, Karin tenta in ogni modo di evitare Kenta, e quest'ultimo, com'è ovvio, si ritrova stranito dal suo comportamento. Tuttavia, sfuggirlo si dimostra più difficile del previsto, perché i due lavorano part-time nello stesso ristorante. Alla fine Karin non potrà fare altro che renderlo testimone, suo malgrado e con enorme imbarazzo, di uno dei suoi fastidiosi attacchi. Usui, però, non sembra esserne spaventato, e tenta di soccorrerla in ogni modo, promettendo di tenere per sé l’ingombrante segreto. Ma la sua curiosità verso Karin, unita a una poco piacevole situazione familiare (sua madre, donna perennemente depressa, ha perso l'ennesimo lavoro), gli provoca grande tristezza e un disagio quasi palpabile.
Karin si accorge che è proprio la tristezza di Kenta a procurarle quelle strane sensazioni. Decide così di aiutare in ogni modo il ragazzo a ritrovare la felicità... e recuperare infine la sua “tranquilla” vita scolastica!

Il genere di pubblico a cui il manga si riferisce è indubbiamente quello dei ragazzi, come dimostra la presenza dei classici elementi prettamente maschili (ragazze formose, <i>fan-service</i> ecc.), ma la trama si discosta parecchio dai classici canoni dei manga <i>shonen</i>, spaziando fra la commedia romantica e lo <i>splatter</i> leggero, il tutto condito da un'atmosfera briosa, demenziale e anche un po' sensuale.

La sceneggiatura è molto efficiente, ogni argomento viene affrontato per gradi e in modo piuttosto approfondito. Il ritmo del racconto è scorrevole, incalzante e naturale, rendendo la storia molto piacevole da seguire. I personaggi sono tutti ben caratterizzati, a partire dalla protagonista, che può apparire la classica ragazzina ingenua e pasticciona, ma che ben presto si rivela capace di mostrare i denti (nel vero senso della parola!). Simpaticissimi anche gli altri componenti della famiglia, fra cui il fratello maggiore donnaiolo, Ren, il padre Henry, perennemente succube della moglie Carrera, e la piccola Anju, taciturna e morbosamente legata alla sorella maggiore. Il protagonista maschile, Kenta, si dimostra subito un ragazzo con un enorme senso di responsabilità, rendendosi un “eroe” piuttosto atipico.

Il disegno dell'autrice è pulito e preciso e i retini utilizzati sapientemente nelle tavole in bianco e nero, rendendo in modo adeguato le ombreggiature. Ne risulta uno stile non particolarmente dettagliato, ma molto piacevole, esaltato nelle illustrazioni e nelle tavole a colori, dove raggiunge livelli inattesi. Anche gli sfondi delle vignette sono in genere ben curati dall’autrice, ma l'attenzione maggiore è comunque rivolta ai personaggi. Le tavole appaiono ben costruite e scandiscono adeguatamente il tempo della scena. L'unica debolezza dell'autrice sta forse nel disegnare i profili, che talvolta tradiscono una qualche incertezza. Ma la Kagesaki non è certo una novellina: il <i>background</i> professionale come illustratrice e character designer di videogiochi per adulti si nota tutto.

L'edizione italiana del manga: la sovraccoperta utilizzata per Karin è indubbiamente di una qualità superiore rispetto a quelle delle altre pubblicazioni <b>Planeta De Agostini</b>, lucida e dai colori brillanti. Aperto il volume, arriva un'altra sorpresa: la carta, bianca, liscia e pulitissima, è semplicemente ottima, molto simile a quella delle edizioni <b>J Pop</b>. Sorprendente anche la stampa e la presenza di ben 4 pagine a colori a inizio volume (probabilmente la prima volta in assoluto per un manga di Planeta). Il volumetto di circa 170 pagine, di formato largo (13x18 cm), è ottimamente rilegato, e permette la lettura ideale delle tavole senza necessità di fletterlo troppo per riuscire ad apprezzarne i disegni. Nonostante alcuni difetti di battitura, anche le traduzioni e l'adattamento dei dialoghi risultano abbastanza ben fatti.

Arrivati a questo punto veniamo alle note dolenti dell'edizione, che un po' ne oscurano i lati positivi: le pecette… un po' come nelle più recenti pubblicazioni <b>Planet Manga</b>, le pagine risultano a tratti anche ricostruite graficamente. A differenza dei manga Panini, tuttavia, le pecette della Planeta risultano meno invasive, ricoprendo esattamente la parte occupata dal testo originale, senza essere allargate ulteriormente. Ciò può pregiudicare la velocità di lettura perché i testi risultano più fitti, ma almeno i disegni non vengono tagliati via ulteriormente. In ogni caso, questo limite fa sicuramente perdere alcuni punti all'edizione, che fra tanti elementi a favore ne presenta uno piuttosto grave.
Tuttavia, e questo bisogna dirlo, nonostante le pecette, il rapporto qualità/prezzo è senza dubbio molto buono per 5.50 euro a numero. Possiamo solo sperare che questi difetti vengano corretti con l'avanzare della serie, e che anzi non peggiorino.

In conclusione 7,5 al manga, tendente sicuramente al rialzo dato il potenziale della trama e dei personaggi, e 7,5 anche all'edizione italiana.