Il fenomeno degli anime e dei manga non conosce più confini. Quella che un tempo era considerata una nicchia riservata a pochi appassionati si è trasformata in un movimento culturale globale che ha conquistato anche il mondo dello sport professionistico. Da Goku a Naruto, passando per Luffy, i protagonisti delle serie giapponesi più amate sono diventati fonte d'ispirazione per atleti di ogni disciplina, che non esitano a omaggiare i loro eroi animati con celebrazioni spettacolari davanti a milioni di spettatori.

L'ultima testimonianza di questa tendenza arriva direttamente dalla Copa del Rey spagnola, dove Antoine Griezmann, stella dell'Atletico Madrid, ha deciso di rendere omaggio al suo personaggio preferito dopo aver segnato nella vittoria per 5-0 contro il Real Betis. Il francese ha infatti riprodotto l'iconica posa di una delle tecniche di potenziamento più iconiche di Monkey D. Luffy, protagonista di One Piece: il Gear Second


 



 

 

Ma la passione di Griezmann per One Piece va ben oltre una semplice celebrazione. In un video condiviso dall'Atletico Madrid, il calciatore ha confessato apertamente: "Sono un fanatico di One Piece", mostrando orgogliosamente lo sfondo del suo cellulare con l'immagine di Luffy. "Questo è per le persone a cui piace One Piece e Monkey D. Luffy", ha spiegato riferendosi alla sua esultanza ispirata alla Gear 2nd del personaggio.

Il campione francese ha poi rivelato dettagli sulla sua collezione personale di carte: "Mi sono comprato carte e custodie. Ho una custodia edizione limitata OP-01 in grigio. Sono molto felice di averla." Un entusiasmo genuino che dimostra come l'amore per gli anime non sia solo una questione generazionale, ma coinvolga anche veterani affermati come Griezmann.
 


 

Non è un caso che proprio un francese si dichiari così apertamente fan di One Piece. La Francia è infatti il paese europeo con la maggiore tradizione di manga e anime, un vero e proprio baluardo della cultura giapponese in Occidente. Solo nel paese transalpino sono state vendute oltre 50 milioni di copie del manga di Eiichirō Oda, cifre che testimoniano quanto profondamente radicata sia questa passione.

Ma perché tanti atleti d'élite sono attratti dal mondo degli anime? La risposta risiede nei valori che queste storie trasmettono. Personaggi come Luffy, Goku e Naruto incarnano la determinazione assoluta, la volontà di superare qualsiasi limite e di non arrendersi mai di fronte alle avversità. Sono eroi che affrontano sfide apparentemente impossibili e che, attraverso l'allenamento costante e la fiducia nei compagni, riescono sempre a prevalere.

 

Questi temi risuonano profondamente con gli sportivi professionisti, per i quali la differenza tra vittoria e sconfitta spesso si gioca sul piano mentale. La motivazione, l'ambizione, la resilienza: tutti elementi che gli anime Shonen esaltano episodio dopo episodio. Quante volte abbiamo visto Luffy rialzarsi dopo sconfitte devastanti? Come può non ispirare l'immagine di Zoro che si allena incessantemente per essere all'altezza del suo capitano?

Inoltre, serie come One Piece celebrano valori di amicizia, lealtà e spirito di squadra come poche altre narrazioni. La ciurma di Cappello di Paglia è l'esempio perfetto di come individui diversi possano unirsi per raggiungere obiettivi comuni, sostenendosi a vicenda nei momenti di difficoltà. Un messaggio potentissimo per chi, come i calciatori professionisti, deve fare affidamento sui compagni per ottenere risultati.

Griezmann non è l'unico calciatore a manifestare pubblicamente la sua passione per gli anime. In Spagna, ad esempio, Roony Bardghji del Barcellona non perde occasione per condividere il suo amore per Naruto, mentre Álex Moreno del Girona ha celebrato gol in passato imitando il Kamehameha di Goku. La lista potrebbe continuare a lungo, dimostrando come questa tendenza sia ormai consolidata nel calcio d'élite.

Quello che stiamo assistendo è un fenomeno culturale in piena espansione, dove il mondo dello sport e quello degli anime si fondono creando un linguaggio comune che parla di sogni, sacrifici e trionfi. 


Fonte: Tribuna