Avete mai sentito parlare dello Hyakumonogatari Kaidankai? Traducibile circa come "Ritrovo dei 100 racconti di fantasmi", si tratta di un rituale che affonda le sue radici nel periodo Edo (1600-1868) e che in breve tempo diventò parte integrante della cultura giapponese, giungendo fino ai giorni nostri mantenendo intatto il suo fascino oscuro.
100 storie dell'orrore prima di morire, nato dalla penna di Anji Matono, e giunto in Italia per J-Pop, riprende esattamente l'antico rituale mettendo al centro un giovanissimo protagonista, che rivolgendosi al lettore, intende raccontargli esattamente 100 storie di paura.
 

Il manga inizia con uno studente di nome Yuma che tenta il suicidio mentre si trova a scuola. Una sua compagna di classe tenta di fermarlo, e l'unica cosa che le viene in mente per impedirgli di compiere il gesto estremo, è chiedergli "Hai mai sentito parlare delle cento storie?". Il ragazzino rimane ad ascoltare la spiegazione della compagna, e una volta tornato a casa si impegna a raccontare 100 storie dell'orrore. Cosa succederà una volta arrivati alla fine? 

Potrebbe sembrare una trama banale, ma il manga di Matono si serve di una tradizione che ha influenzato la cultura, l'arte e la letteratura giapponese già da molti secoli addietro, diventando parte integrante di quel folklore nipponico tanto appetibile a noi occidentali. Per entrare a fondo nel mondo di 100 storie dell'orrore prima di morire, potrebbe essere utile fare una piccola digressione per raccontare origini e sviluppo dello Hyakumonogatari Kaidankai. Le sue origini non sono certe ma si racconta che la pratica sia nata in seno ai samurai come prova di coraggio, ma che velocemente si sia diffuso come "gioco" tra tutti i ceti della popolazione, insinuandosi così nel tessuto della cultura popolare giapponese. Il rituale prevede che un gruppo di persone si riunisca a notte fonda attorno a 100 candele: ogni partecipante racconta a turno una storia, al termine della quale spegne una candela. Lo scopo è arrivare a 100 storie e altrettante candele spente, e alla fine di tutto, con il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti divenuto ormai impercettibile, gli spiriti faranno la loro apparizione. 
La tradizione costituì una grande attrattiva anche per il grande Maestro dell'Ukiyo-e Hokusai, che gli dedicò una serie di stampe.

Le 100 storie sono sicuramente un buon modo per assaporare un brivido nelle calde sere d'estate, ma non bisogna dimenticare che in agosto si celebra in Giappone l'Obon, la tradizionale festa dei morti. Secondo la tradizione, in quei giorni gli spiriti dei morti tornano nelle proprie case per far visita ai parenti ancora in vita, i quali preparano delle particolari "sculture" attaccando dei bastoncini a cetrioli e melanzane, creando così i cosiddetti Shōryō-uma, ossia delle cavalcature utili al viaggio dei defunti. Il cetriolo è il Mukae-uma (Cavallo di benvenuto), che aiuta gli spiriti ad arrivare, la melanzana è l' Okuri-ushi (Mucca dell'arrivederci), per il ritorno nell'aldilà. Sicuramente sarà capitato a tutti di vedere almeno una volta in anime o manga questi oggetti rituali così particolari.
 


100 storie dell'orrore prima di morire si inserisce quindi in un filone horror strettamente legato alla tradizione, un po' come il ben noto Hanako-kun - I 7 misteri dell'accademia Kamome, sempre edito da J-Pop Manga, il cui incipit parte dalla leggenda metropolitana di Hanako-san (o Toire no Hanako-san, ossia, Hanako-san dei bagni). Si tratta quindi di qualcosa con cui i giapponesi hanno grande familiarità, mentre per noi lettori stranieri il fascino è dato proprio da un folklore distante ed esotico.

Il primo volume prevede 10 capitoli autoconclusivi, che iniziano sempre con Yuma, che dalla sua cameretta, sembra rivolgersi al lettore per raccontare una storia al giorno. Si tratta quindi di piccoli capitoli che raccontano storie fortemente legate al quotidiano, anche e soprattutto di persone normali che si trovano improvvisamente a fare i conti con eventi inspiegabili, o più "semplicemente", estremamente crudeli. I capitoli alternano momenti strettamente legati al mondo spirituale a quelli riguardanti la crudeltà umana, dalle ossessioni alle paranoie, dal gore al più sottinteso. La varietà è quindi tanta ma gli appassionati di horror troveranno in ogni storia qualcosa di conosciuto e quindi, in un certo senso, "confortevole". Per intenderci, alcune storie si basano su espedienti classici del mondo horror, ma ciò non significa annoiarsi di fronte al già visto, ma trovare soddisfazione nel vedere rispettata la tradizione.

I capitoli brevi rendono la lettura scorrevole e coinvolgente, anche perché a ben vedere, sembra che nella stessa cameretta di Yuma aleggi qualcosa di sinistro (senza dimenticare che nelle primissime pagine il ragazzino tenta di togliersi la vita per motivi che ancora non conosciamo), quindi siamo curiosi di capire cosa il giovane voglia ottenere arrivando al centesimo racconto.
 


Il confronto tra Anji Matono e Junji Ito è abbastanza immediato, seppur sia logico che il Maestro Ito abbia alle spalle un carico di esperienza, nella scrittura e nel disegno, decisamente differente. Alcune storie però ce lo riportano subito alla mente, vedasi le numero 2,5 o 10, sia per espedienti narrativi (partire da elementi estremamente semplici e naturali per poi sorprendere con l'orrore) che per rappresentazione grafica.

La struttura del manga può ricondurre anche alla celebre serie anime Yamishibai (disponibile su Crunchyroll), che racconta storie horror autoconclusive con episodi della durata di pochissimi minuti. Nel caso di 100 storie, però, possiamo intuire la presenza di un obiettivo o scopo di fondo, ancora totalmente oscuro.

il disegno di Matono non è particolarmente dettagliato ma proprio il tratto grezzo e a tratti dalle proporzioni incerte, rende l'atmosfera sporca e disturbante quanto necessario, anche perché rende ancora più evidente il contrasto con il narratore, il giovane Yuma, un bimbo dal faccino pulito e rotondetto con occhi grandi e luminosi. Come ovviamente le storie richiedono, sono presenti scene splatter, che per quanto non raggiugano l'arte di Ito, potrebbero comunque risultare forti per alcuni stomaci. Sorprende a tratti la regia di tavole e vignette, che danno un bel taglio cinematografico.

J-Pop Manga pubblica l'opera in formato 12,4x18, brossurato con sovraccoperta, 192 pagine bianco e nero, al prezzo di 6,90 €. Ricordiamo che la serie è conclusa in patria con 10 volumi. L'opera si inserisce perfettamente nel catalogo dell'editore milanese, che può accostarlo ad altri suoi titoli dai toni thriller/horror quali il già citato Hanako-kun, L'estate in cui Hikaru è morto, le opere di Junji Ito, #DRCL, La strana casa e il recentissimo Eternità e castigo - Fushi to Batsu.
 

100 storie dell'orrore prima di morire non sarà il manga che farà saltare dalla sedia chi di horror ne mastica parecchio, ma il primo volume si presenta bene, con 10 capitoli che alternano scene visivamente disturbanti a vere e proprie storie di fantasmi, capitoli legati alla paranoia umana ad altri che ne raccontano le debolezze, mostrando uno spaccato di umanità reale, seppur esagerato per fini narrativi.
Se conoscete e apprezzate l'horror giapponese vi troverete sicuramente a vostro agio, se in tal senso siete invece dei novizi, questa serie potrebbe essere un buon punto di partenza.


100 storie dell'orrore prima di morire  1

Un giorno, un bambino inizia a raccontare le cento storie, una ogni sera. Qual è il suo obiettivo? Il primo volume di una raccolta horror che non riuscirai a smettere di leggere.

Opera:  100 storie dell'orrore prima di morire
Editore: JPOP
Nazionalità: Italia
Data pubblicazione: 25/02/2026
Prezzo: 6,90 €


Totale voti:   6  0  1


Julaaar

Primo volume che non mi è affatto dispiaciuto... alcune delle storie mi hanno colpito più di altre ma in generale ci sono parecchie idee interessanti che ho apprezzato. Magari non è un'opera imprescindibile però scorre che è un piacere.

 07/03/2026

shinji01

Non so se è peggio l'intermezzo o le storie.

 03/03/2026

Arashi84

Sono piccoli capitoli autoconclusivi, un po' come la serie animata "Yamishibai". Ci sono delle trovate interessanti e i livelli di crudezza/horror/gore variano di capitolo in capitolo. Si sente un po' l'inesperienza dell'autrice, ma ha del potenziale!

 24/02/2026


Altri Voti



Titolo Prezzo Casa editrice
100 storie dell'orrore prima di morire  1 € 6.90 JPOP