Durante i giorni del COMICON Napoli 2026, la sensei Kotteri! (Veil) è stata ospite della manifestazione per J-POP Manga. Ha partecipato a diversi firmacopie allo stand dell'editore ed è stata protagonista di un interessante showcase in cui si è raccontata e ha disegnato con metodi tradizionali un busto di Emma, la protagonista di Veil.
Durante gli incontri non è stato possibile effettuare foto e video, di seguito vi riportiamo quindi le domande e risposte della nostra intervista privata e un estratto dello showcase.

Showcase
Kotteri!: Sono stata in Italia 6 anni fa per la prima volta, ma non pensavo sarei tornata per presentare la mia opera!
J-POP: Sappiamo che Veil comunica con i silenzi e gli sguardi. Quando lavora a una scena pensa prima al dialogo o all’atmosfera visiva?
Kotteri!: Ciò che mi viene prima in mente è l’atmosfera visiva. Parto da una situazione che viene vissuta dai due protagonisti, c’è una battuta iniziale e poi da lì parte tutta la scena.
J-POP: L’opera ha un ritmo contemplativo. È stata una scelta consapevole fin dall’inizio?
Kotteri!: Fin dall’inizio ho sempre cercato di non fare riferimento a un tempo ben preciso. È sempre tutto molto sospeso nel tempo ed era questa la mia intenzione. Mi piacciono molto le atmosfere autunnali e invernali e quando i personaggi indossano certi capi si capiscono bene questi periodi.
J-POP: I protagonisti hanno una relazione fatta di gesti molto sottili. C’è qualcosa che affascina la sensei in questo tipo di dinamica?
Kotteri!: Sì, mi piace moltissimo il fatto che lui si adatti ai tempi di lei e le fa fare quello che vuole, o che a volte si faccia da parte. Questo aspetto della loro relazione mi piace molto.
J-POP: I costumi e gli ambienti sono molto importanti. Da dove nasce la sua ispirazione estetica?
Kotteri!: Ho tratto molta ispirazione dal cinema occidentale e dalle riviste di moda e dagli shooting fotografici.

J-POP: Il suo tratto è elegante e molto riconoscibile. Il suo stile si è evoluto nel tempo? E se sì come?
Kotteri!: Una grandissima ispirazione, e una delle motivazioni per cui il mio stile si è evoluto, è Le bizzarre avventure di Jojo. Mi ci sono imbattuta nel 2016 e ha ispirato il mio stile. Inoltre, anche le opere delle grandi firme della moda erano di mio interesse.
J-POP: Durante la serializzazione dell’opera ha una routine ben definita? O ha un approccio più flessibile?
Kotteri!: Non so quale sia la vostra idea, ma quando lavoro non ho una routine ben definita, ma il mio obiettivo è di realizzare 32-35 pagine in due/tre settimane per quanto riguarda le opere in bianco e nero. Veil invece ha un ritmo che richiede molto più tempo.
J-POP: Principalmente lavora in digitale o in analogico? Quale preferisce tra i due?
Kotteri!: Per Veil utilizzo entrambi. Le linee vengono realizzate a matita e poi i dettagli vengono aggiunti in fase digitale. La parte che mi piace di più nella realizzazione del lavoro sono proprio i dettagli e le piccole linee.
J-POP: Com’è il suo setting di lavoro?
Kotteri!: Non so quanto ciascuno di voi sappia degli strumenti che vengono utilizzati per il disegno, ma io di solito uso l’iPad e ClipStudio. Quando uso dati 3D utilizzo il pc fisso, altrimenti di base disegno con la tavoletta grafica della Wacom.
J-POP: C’è un elemento che ama particolarmente disegnare o qualcosa che trova più complesso?
Kotteri!: Mi piace disegnare le figure maschili con la schiena ampia. Per quelli femminili invece mi piacciono i fianchi. Ultimamente ho un interesse per i paesaggi naturalistici come il mare, le onde e gli alberi, ma se dovessi parlare di qualcosa che mi piace meno sono gli animali perché non li ho mai studiati in modo approfondito.

J-POP: Gli abiti non sono semplici vestiti. Quando crea un outfit per un personaggio pensa prima a esso o all’atmosfera della scena?
Kotteri!: È una domanda complicata, ma forse inconsapevolmente quando devo disegnare degli outfit mi concentro prima sull’atmosfera che voglio creare. Quando disegno i vestiti di Emma penso prima a ciò che lei indosserà e che metterà a disagio Aleksander.
J-POP: I capi hanno un’eleganza senza tempo e sono sempre diversi. Si ispira a periodi storici precisi?
Kotteri!: L’ispirazione la prendo dalla moda degli anni 20/40, mi ispiro a Yves Saint Laurent ma soprattutto René Gruau ha avuto un impatto fortissimo sul mio stile.
J-POP: Per quanto riguarda i tessuti e i vestiti, fa ricerche fotografiche per lo stile o lavora più di immaginazione?
Kotteri!: Prendo ispirazione dalle foto e mi esercito a disegnare dei capi finché non diventa automatico. Mi soffermo sulla realizzazione dei tessuti e sullo spessore dei vestiti perché dal modo in cui cadono cambia anche il modo di disegnare e cerco di renderli realistici.
J-POP: Per i capi e gli accessori c’è qualcosa che ama di più disegnare o no?
Kotteri!: Mi piace disegnare gli abiti femminili con la schiena scoperta, gli orecchini e i vestiti con le maniche ampie. Per quanto riguarda i vestiti che mi piace disegnare meno, perché non riesco a realizzarli come vorrei, sono i vestiti in pelle. Sono meno divertenti.

J-POP: C’è un brand di moda con cui le piacerebbe lavorare?
Kotteri!: Ce ne sono tantissimi, ma in questo momento mi piacerebbe lavorare con Adidas perché mi piacciono molto le scarpe.
J-POP: Nei suoi lavori l’espressività è fondamentale e passa dai piccoli gesti come mani, occhi e posture. Quanto è importante per lei la comunicazione non verbale?
Kotteri!: È una domanda difficile e non so se la risposta sarà soddisfacente, ma penso che la comunicazione non verbale sia importante e deve essere utilizzata al momento giusto in quantità giusta. Il soffermarsi sui piccoli dettagli, da un punto di vista della regia dei manga, capita quando ci sono delle pause e quello che non vuole essere comunicato con il viso passa attraverso le mani.
J-POP: Si sente più vicina a uno dei protagonisti di Veil?
Kotteri!: Vi stupirà, ma non sono né Emma né Aleksander. Il personaggio a cui sono vicina e legata sono gli oggetti attraverso cui sono raccontati alcuni aspetti della storia. Questi oggetti sembrano raccontare più dei personaggi stessi.
J-POP: C’è una scena a cui è particolarmente legata?
Kotteri!: La scena che mi piace di più è la 24 (volume 2), Regalo, soprattutto il momento in cui suona la sveglia.

J-POP: Nel corso di Veil molti personaggi cambiano, come i capelli di Emma che si allungano o cambiano i vestiti. Era pianificato dall’inizio che lei sarebbe cambiata così?
Kotteri!: È qualcosa che è accaduto in maniera naturale man mano che disegnavo i protagonisti e soprattutto con Emma ho avuto il desiderio di vederla con acconciature e stili diversi. È stata un’evoluzione naturale, anche il fatto di farle le trecce… a lei i capelli crescono più velocemente rispetto alla norma.
J-POP: Aleksander ha degli elementi iconici e minimal, ha sempre due ciuffetti e il fulmine a lato. Quando disegna un personaggio pensa anche alla sua versione più semplificata?
Kotteri!: Sono aspetti che mi capita di disegnare anche come scarabocchi e vengono fuori personaggi deformed e che mi piacciono molto. L’atteggiamento di Aleksander in alcune scene ricorda quello di un grande cane, perciò l’ho disegnato con dei comportamenti che ricordano un cagnolino. Il marchio del fulmine è un aspetto che viene da Le bizzarre avventure di Jojo da cui sono stata molto influenzata.
J-POP: Che tipo di sfida creativa le piacerebbe affrontare in futuro?
Kotteri!: Continuare a studiare il modo di disegnare il corpo umano, la moda e le sue creazioni: ho collaborato con Arama Tokyo e abbiamo creato un foulard. Mi piacerebbe realizzare altre opere di questo genere con altri artisti.
Al termine dello showcase, la sensei Kotteri! ha detto di aver imparato due espressioni italiane: "Molto bene" e, reduce da una giornata a Roma, "Daje!".

Intervista privata
Grazie per aver accettato questa intervista! Iniziamo con una domanda di rito: come si è approcciata al disegno e quale è stato il suo percorso professionale?
Mi è sempre piaciuto disegnare, ma l’interesse per i manga è nato durante il liceo e da allora ho continuato la mia carriera e il mio stile si è evoluto fino a quello di oggi.
Cosa l'ha spinta a diventare proprio una mangaka? Quanto c’è voluto per arrivare al suo stile e al suo tratto caratteristico?
Mio fratello maggiore era appassionato di fumetti e acquistava spesso manga, soprattutto Shonen Jump. Da quel momento è maturato l’interesse per i fumetti e ho cominciato a pensare di diventare una mangaka. Parlando dello stile di Veil, per arrivare a questo tratto caratteristico ci sono voluti otto anni.
Quali sono stati i suoi modelli artistici e le fonti di ispirazione manga e non?
Per Veil sono stata ispirata dal mondo della moda, mentre per i manga Katsuhiro Otomo e Hirohiko Araki sono gli autori che mi hanno influenzata maggiormente proprio come mangaka, al di là dello stile che si è evoluto per Veil.
In Italia, Veil è un’opera molto amata. Se dovesse descrivere il suo lavoro a qualcuno che ancora non lo conosce, come lo racconterebbe?
Probabilmente direi che non è un’opera in cui ci sono particolari colpi di scena o sviluppi importanti, ma che ho creato per avere un’atmosfera particolare e pacifica, tranquilla. Forse è una lettura adatta prima di andare a dormire.

Veil non è solo l’unione di manga e artbook, ma anche il matrimonio tra la cultura Occidentale, con i nomi dei protagonisti, l’ambientazione e la moda, e quella Orientale, attraverso il medium del manga. Quanto è stato difficile per lei conciliare questi due mondi?
Non è stato difficile perché sono sempre stata affascinata dalla cultura europea occidentale, soprattutto per quanto riguarda l’architettura.
Quindi avevo il desiderio di realizzare un'opera che presentasse gli aspetti di questa cultura che mi piacciono così tanto. Allo stesso tempo avevo anche il desiderio di lasciare qualcosa di mio all'interno dell'opera e forse è proprio grazie a ciò che si è creata questa fusione così naturale tra la cultura occidentale e quella orientale.
Il manga è nato come serie di illustrazioni su Twitter per poi ricevere una pubblicazione ufficiale. Come ha vissuto emotivamente questo passaggio? La storia è cambiata o è rimasta fedele all’idea iniziale?
È stata una sorpresa perché le illustrazioni che inizialmente pubblicavo di Veil erano disegni che facevo per distrazione, per trovare un momento di tranquillità dal lavoro. Quindi mai mi sarei immaginata che un giorno sarebbero state pubblicate e sarebbero diventate un'opera a sé stante. È stato necessario fare parecchi cambiamenti, perché erano illustrazioni fatte senza un ordine preciso, quindi è stato necessario creare un ordine all'interno della storia. Sono grata del fatto che grazie a quest'opera sia stato possibile fare tante esperienze, come per esempio anche il fatto di essere qui oggi, ed è sicuramente una cosa che mai avrei pensato sarebbe potuto succedere grazie a Veil.
Nei vari capitoli i colori sono centrali. Emma e Aleksander sono vestiti con colori opposti o complementari. Come sceglie i toni da usare in ogni scena? Pensa possano esprimere l’interiorità dei protagonisti?
I colori hanno un ruolo fondamentale all'interno dell'opera e credo che esprimano molto del carattere dei personaggi, tant'è vero che Emma indossa sempre colori molto alla moda, molto appariscenti. Mentre Alexander indossa sempre colori molto scuri, più cupi rispetto a lei. Questo penso che in qualche modo sia un'espressione del loro carattere.
C’è una tavola o un qualche elemento che ha disegnato di cui va particolarmente fiera? E in caso ha da raccontarci qualche aneddoto?
Una scena che mi è piaciuto molto disegnare è quando Emma si scioglie i capelli e li usa per nascondersi il volto. Anche questo è un aspetto del suo carattere e un modo per esprimerlo. Se dovessi dire cosa mi piace disegnare probabilmente sarebbe questo, proprio perché è un gesto semplice che però comunica tanto del personaggio.

Sappiamo che apprezza moltissimo la moda. Quali sono i suoi stilisti e le rivista di moda preferiti? Sono stati anche loro una fonte d’ispirazione per Veil?
Per quanto riguarda gli stilisti le piace molto Schiaparelli. Per le riviste, mi piace molto Numéro [rivista francese].
Oltre a Veil e ai suoi lavori correnti [in patria pubblica anche manga con lo pseudonimo di Ikumi Fukuda], c’è qualcosa che vorrebbe tanto raccontare in un manga?
Leggendo Veil forse è difficile immaginarlo, ma un altro tema che mi interessa molto è quello che riguarda il rapporto di amicizia, un'intensa amicizia tra due uomini. Questo probabilmente è un tema che mi piacerebbe esplorare in futuro.
Sappiamo che è già stata in Italia qualche anno fa. C'è qualcosa del nostro Paese che l'ha colpita particolarmente? Ha avuto modo di girare per le vie di Napoli? Se ha già avuto modo di incontrarli, cosa pensa dei fan italiani?
Ho notato delle differenze perché ero stata a Milano in passato e ho notato una grande differenza negli edifici tra le città, ma soprattutto nel calore delle persone, perché qui [a Napoli] ho notato che tutti sono molto affettuosi. C'è proprio un altro tipo di calore, di affetto da parte delle persone. Per ora non sono ancora riuscita ad assaggiare la pizza di Napoli, ma quella è una delle cose che voglio fare prima di andare via! [Abbiamo saputo che l’ha mangiata la sera stessa dell’intervista]
Per concludere questa intervista, ha un messaggio per i lettori italiani?
Finora sono stati pubblicati solo sette volumi di Veil, ma spero che i miei fan che hanno letto l'opera fino ad oggi continuino ad avere aspettative e ad attendere con ansia l'uscita dei prossimi numeri.
Siamo sicuri che i suoi fan aspetteranno i prossimi volumi. Grazie mille!

Si ringrazia l'utente Fenderfix per la foto della firma.
I collegamenti a Mangayo fanno parte di un programma di sponsorizzazione.
Comunque grandiosa.
Mi è venuta voglia di recuperare Veil, che per ora ho in pausa al volume 2; le tavole sono stupende e l'edizione è davvero ben fatta, ma poi ho dato la priorità ad altre serie.
Da chi lo sta leggendo, vorrei sapere una cosa: dal volume 3 la storia diventa più lineare oppure è sempre composta da mini-episodi?
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