Nel 2023 avevamo premiato Diablo IV nella nostra recensione per la sua capacità di proporre una narrativa solida, un gameplay fresco ma al contempo familiare e una rigiocabilità notevole, per quanto con diversi problemi nel loop dell'endgame. Da allora sono passati tre anni, nel quale il gioco ha ricevuto costanti aggiornamenti (sotto forma delle ormai collaudate "stagioni") e un'espansione minore, Vessel of Hatred, che ha costruito le fondamenta per il gran finale che sarebbe stato Lord of Hatred, seconda e massiccia espansione che portava con sé moltissime promesse, ma saranno state mantenute?
Siamo tornati nella mischia demoniaca di Sanctuarium per una ventina di ore e oggi, nella nostra recensione, siamo pronti a raccontarvi l'esperienza che, dobbiamo premetterlo, è quanto di più vicino alla forma perfetta che il titolo Blizzard abbia mai raggiunto.
Siamo tornati nella mischia demoniaca di Sanctuarium per una ventina di ore e oggi, nella nostra recensione, siamo pronti a raccontarvi l'esperienza che, dobbiamo premetterlo, è quanto di più vicino alla forma perfetta che il titolo Blizzard abbia mai raggiunto.

Gli avvenimenti che metteranno in moto la trama di Lord of Hatred sono tutt'altro che rosei: dopo essersi impossessato del corpo del profeta Akarath alla fine della prima espansione, il Primo Maligno Mefisto si è ufficialmente liberato dalla pietra dell'anima che lo teneva prigioniero, riuscendo a liberarsi della povera Neyrelle una volta per tutte. Fortunatamente, prima della sua dipartita, la ragazza ha fatto una notevole scoperta: nelle terre di Sanctuarium esiste una regione dimenticata da tempo, Skovos, il luogo dove Lilith e Inarius crearono la prima generazione di Nefilim, tra questi, venne tramandata un'arma chiamata "Lancia di Rathma", un artefatto che, secondo la profezia, sarebbe stato in grado di "perforare l'oscurità con la luce".
Per la prima volta dal suo ritorno, la coscienza di Mefisto viene scossa, consapevole che gli Horadrim potrebbero utilizzare il manufatto contro di lui per bandirlo dal reame umano. Partirà dunque una vera e propria corsa agli armamenti: da un lato avremo il nostro protagonista, accompagnato dal ritrovato Lorath, in cerca dell'artefatto della profezia, mentre dall'altra Mefisto che,utilizzando il suo nuovo aspetto, cercherà di ammassare proseliti per creare nuovi eserciti.
Abbiamo davvero apprezzato la direzione intrapresa dalla narrazione stavolta, molto più cupa rispetto a quanto ci ha abituato la serie finora e, soprattutto, più nichilista, in quanto gli ultimi rappresentanti degli Horadrim si troverannono spesso scoraggiati dai falliti tentativi di scacciare il Primo Maligno, e si ritroveranno a dover stringere inusuali alleanze che siamo certi faranno la felicità dei fan, il tutto narrato attraverso una moltitudine di scene in computer grafica, quasi totalmente assenti nella prima espansione e che qui tornano in pompa magna.

Sappiamo tutti che il fulcro della serie Diablo è il gameplay e anche stavolta il team di sviluppo non ha deluso. La punta di diamante è l'introduzione delle due nuove classi, che tornano dai capitoli precedenti, ossia il Paladino e lo Stregone: è interessante notare come il Paladino sia diviso a metà, proponendo sia stili di combattimento del tutto nuovi che altri ripresi dall'immaginario della serie, tra lanci di scudo, martelli rotanti e assalti aerei lanciandosi nella mischia. D'altro canto invece lo stregone opta per uno stile ibrido tra quello del mago e del necromante, potendo comandare piccoli eserciti di demoni oppure utilizzando magie ad area contenuta, potendosi teletrasportare di continuo per risultare letale ed efficiente.
Blizzard non si è fortunatamente dimenticata di tutte le altre classi, effettuando una revisione totale degli alberi delle abilità, che non solo elimina la necessità di investire nei primi rami per accedere a quelli avanzati (sistema sostituito dall'avanzamento di livello del personaggio), ma aumenta il livello massimo di ogni abilità a quindici, costringendo davvero a ripensare tutte le build create finora.
Grande ritorno dal secondo capitolo è il cubo Horadrico, che consente di aggiungere o rimuovere affissi all'equipaggiamento, utilizzando apposite valute, mentre i set presenti sull'equipaggiamento sono stati spostati su un sistema di rune, in modo da permettere agli utenti di scatenarsi con gli effetti degli oggetti unici, potendo al contempo attingere a potenziamenti di statistiche.
Anche il loop endgame è stato migliorato, grazie all'introduzione dei Piani di Guerra, un sistema che permette di concatenare fino a cinque attività a scelta da svolgere in sequenza senza bisogno di tornare all'hub centrale, certo non varia molto il classico "elimina mostri, ottieni equipaggiamento, elimina altri mostri", ma è sicuramente un modo più organizzato di fare le cose. Per gli amanti della sfida inoltre, sappiate che il gioco ora raggiunge la difficoltà massima di Tormento 12, in grado di mettere alla prova anche la più devastante delle build.

L'aspetto tecnico del gioco rimane solido esattamente come al rilascio del prodotto originale, inoltre la regione di Skovos porta con sé un'estetica estremamente vicina a quella del concorrente Titan Quest, il che può essere solo che un bene. La campagna del titolo base vi porterà via poco più di una decina di ore, mentre per quanto riguarda l'endgame preparatevi a rimanere ancorati alla sedia per un bel po', le orde infernali non riposano così facilmente.
Lo avrete probabilmente sentito dire da giocatori più esperti di noi, ma lo ribadiamo ulteriormente: Lord of Hatred è esattamente ciò che Diablo IV sarebbe dovuto essere al lancio, ossia un titolo con una campagna ben studiata, un gameplay rifinito e un endgame assuefacente, oltre ad avere finalmente una classe per ogni palato.
Se consideriamo poi che nell'edizione base del gioco, venduta al giusto prezzo di 40€, è inclusa anche l'espansione Vessel of Hatred, non troviamo davvero scuse per non consigliarvi il pacchetto, specialmente se vi siete già divertiti con il gioco base. L'unico rammarico rimane quello di non aver visto introdotte nuove attività endgame, ma per quello confidiamo nelle stagioni future.
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Se la nostra recensione vi ha convinto, potete trovare l'espansione già in sconto su Instant Gaming.
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Pro
- Narrativa ben studiata che tiene alta l'attenzione dall'inizio alla fine
- Le nuove classi sono divertenti da usare...
- Il rework dell'albero delle abilità modifica sensibilmente tutte le build
- I Piani di Guerra sono un quality of life molto gradito
Contro
- Nessuna nuova attività endgame
- ...ma forse un po' troppo forti









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