The Case Study of Vanitas è uno shounen manga di Jun Mochizuki, autrice già nota nel nostro Paese per la pubblicazione di Pandora Hearts da parte della Star Comics. La serie, iniziata nel 2015 e tuttora in corso, in Italia è pubblicata a partire dal mese di maggio da Star Comics e qui di seguito trovate le opinioni dei redattori che hanno avuto il piacere di leggere il primo volume. E voi, lo avete già fatto? Che ne pensante? Diteci la vostra nei commenti qui sotto!
 
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Detto fra noi, ero un minimo "preoccupato" nell'avvicinarmi a questo nuovo manga di Jun Mochizuki. E ciò perché ho un grosso problema con la sua opera più famosa: non son mai riuscito ad andare oltre il primo volume di Pandora Hearts, di cui non capii molto all'epoca in cui lo lessi; e la cosa mi lascia un senso di incompletezza perché so che invece è piaciuto molto a chi ha gusti affini ai miei. In verità mi son ripromesso di riprovarci prima o poi, ma questa è un'altra storia.
Questa piccola digressione ha solo lo scopo di spiegare come (contrariamente forse agli estimatori dell'autrice, reduci dalla lettura di Pandora Hearts), ho letto questo volume senza avere grandi aspettative, anzi. Ma mi è piaciuto. E molto.
Innanzitutto ho adorato l'ambientazione da vecchia Inghilterra vittoriana, con una vaga spruzzatina di steampunk (intravista giusto nel primo capitolo), resa magnificamente dai disegni dallo stile ricco, elegante e a tratti addirittura sontuoso.
Poi le tavole di questa opera trasudano mistero, coi molti indizi che vengono lasciati durante la narrazione, e lasciano subito pregustare a lettore cosa potrà venirne fuori in futuro da questa storia; e questo nonostante si potrebbe forse storcere il naso, di primo acchito, constatando di ritrovarsi davanti ad una storia action/horror con dei bei vampiri.
Il fatto è che pur incappando in elementi che non suonano certamente inediti, il tutto funziona bene. L'esempio più lampante che mi viene in mente riguarda proprio i protagonisti, in special modo Vanitas, che non sarà sicuramente originalissimo come personaggio, ma che più di una volta, durante la lettura, mi ha fatto scappare una sincera risata nei suoi siparietti con Noè e non solo. Anche gli scontri visti fin qui, per quanto introduttivi, mi son sembrati vari, e l'azione non fine a sé stessa.
Concludendo è una lettura che consiglio sicuramente: molto intrigante e allo stesso tempo divertente, potenzialmente adatta a chiunque, ben narrata, e ricca di potenzialità che sicuramente non rimarranno inespresse.
Autore: oberon
 
Faccio da contrappeso al commento di Oberon, io sono una di quelle che Pandora Hearts l'ha amato profondamente, dal primo all'ultimo volume. Il nuovo manga della Mochizuki perciò è stato per me un acquisto più che convinto, quando ne ho scoperto l'esistenza non mi importava neanche sapere la trama, sapevo solo che lo avrei voluto leggere. Finito il momento da fangirl per Mochizuki-sensei, ammetto di aver sempre compreso le motivazioni di chi si è arreso dopo il primo numero di Pandora (secondo me, sbagliando grosso :P) perché questo volume di Vanitas lascia la stessa sensazione di spiazzamento che lasciarono all'epoca Oz e co., con molti eventi incomprensibili che si susseguono alla velocità della luce e l'hint di un dramma neanche troppo velato.
I disegni della Mochizuki sono ancora più belli di come li avevamo lasciati alla fine di Pandora, e la pomposa ambientazione vittoriana con quel tocco di steampunk non fa che mettere in risalto la cura per i dettagli che caratterizza la mangaka. 
Vanitas e Noè si presentano come un duo strambo ma interessantissimo, entrambi mi hanno fatto un'impressione molto positiva, anche se per motivi diversi. Il serio Noè fa da contro altare all'eccentrico Vanitas, che ti trasporta nelle vicende con il suo fare dinamico e prorompente, strappandoti un sorriso e al contempo lasciandoti quel pizzico di inquietudine che non può non toccare chi ha conosciuto certi risvolti di PH.
In sostanza si tratta di un primo volume molto bello, accattivante e ottimamente disegnato. A chi non ha avuto modo di leggere l'opera precedente della Mochizuki consiglio di non spaventarsi dinnanzi alla poca comprensibilità di questo numero 1: ha fatto lo stesso con PH e ci ha regalato una storia bellissima che ha spiegato tutto quello che c'era da spiegare. Sono sicura che riuscirà a rifarlo.
Autore: Arashi84 
 
Se l'inizio di Pandora Hearts, la precedente opera della mangaka, non era tanto comprensibile o avvincente, il successivo e attuale lavoro di Jun Mochizuki promette già bene con un'ambientazione affascinante, un duo di protagonisti ben affiatato, una narrazione più scorrevole, e dai disegni notevoli. 
Sebbene la trama parli di vampiri, che per alcuni può essere già nauseante solo a sentirli nominare, lo scetticismo passa in secondo piano quando si valuta la storia che è ricca di misteri, colpi di scena e divertimento! Ed è così che la sceneggiatura non diventa troppo pesante o confusa, anzi si evolve mantenendo alta l'attenzione con la curiosità di sapere come s'intrecceranno ancora i vari personaggi presentati, scoprire quelli che stanno per essere svelati, seguire con loro questa straordinaria avventura. 
C'è una cura maniacale per i costumi, tutti molto caratteristici, per le atmosfere gotiche, per i nomi e l'architettura francese, per le scene fantasy che sono dinamiche e interessanti. Poi, beh, è impossibile non rimanere travolti dalla simpatia nonché pazzia di Vanitas! 
Autore: Melany
 
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Titolo Prezzo Casa editrice
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