Il canale televisivo valenciano À Punt non vuole trasmettere l'anime di Dragon Ball in TV perché non rispetta il codice etico dell'emittente. Secondo una legislazione di carattere locale è vietata la messa in onda di "contenuti che incoraggiano la discriminazione di genere attraverso ruoli stereotipati e sessisti".
 
Dragon Ball: un canale di Valencia si rifiuta di trasmettere la serie

A inizio marzo, a seguito di una "protesta" da parte dei fan della serie, è intervenuta la deputata di Compromís, Mónica Álvaro, che si è schierata in sua difesa. Non dello stesso avviso invece Alfred Costa, direttore generale di À Punt, dichiarando che l'anime non potrà trovare posto all'interno del palinsesto televisivo: "È difficile per noi programmare la serie a causa della legislazione di genere, dei codici etici, dei codici dei bambini e del suo prezzo".

Secondo l'articolo 5 della Legge n. 6/2016 della Generalitat Valenciana, l'insieme delle istituzioni autogovernative della Comunità Valenciana, le reti televisive devono "adottare, attraverso l'autoregolamentazione, codici di condotta volti a trasmettere il principio di uguaglianza escludendo i contenuti sessisti, soprattutto nella programmazione per giovani e bambini".

La Generalitat Valenciana afferma inoltre che i media dovrebbero presentare "parità di trattamento e opportunità per uomini e donne e l'uso di un linguaggio non sessista".

Come ha fatto notare Costa, sebbene la serie non sarà trasmessa in televisione, sarà comunque disponibile in versione home video. Al momento, non è noto se il rifiuto di À Punt di trasmettere Dragon Ball riguardi solo la prima serie o anche Z, GT e Super.


Fonti Consultate:
Bounding Into Comics
Culturplaza