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Questa volta siamo davanti a un prodotto riuscito a metà, sicuramente non tra i migliori della serie, ma che viene osannato a causa dell'ambientazione italiana.
Intendiamoci, il prodotto è godibile, quindi la sufficienza la prende, e si merita un punto in più per la cosa, per noi abbastanza inedita, dell'ambientazione in Italia.

L'opera soffre di alti e bassi, la trama parte molto bene all'inizio, ma poi finisce per diventare banale e abbastanza monotona, per poi avere qualche risalita in alcuni episodi. Non la riassumo per non fare spoiler, ma sinceramente basterebbe davvero poco per farlo, se ci pensate. Questo però non è un difetto che porta all'insufficienza, in quanto la maggior parte delle opere finiscono spesso per avere trame abbastanza banali. Qui siamo in presenza di un viaggio on the road, che aiuta in tal senso.

Alcuni personaggi sono decisamente giusti, altri dimenticabili, mentre il cattivo della serie non è così interessante, a differenza del suo alter ego che invece è davvero notevole per la sua doppia personalità.

Questa è un'opera dove si è spinto tutto all'eccesso: i protagonisti sono appariscenti e 'tamarri' in modo inverosimile; le ferite sono quasi sempre molto gravi, ma alla fine non lasciano danni a lungo termine o addirittura nessun danno reale (al netto delle guarigioni fatte da Giorno); tutti i poteri degli stand sono portati a livelli più estremi e risultano spesso inverosimili; gli scontri avvengono continuamente in città che dovrebbero essere popolatissime, ma in realtà appaiono deserte (o quasi) e nessuno si accorge degli scontri stessi, nonostante siano devastanti; i nomi italiani delle persone sono letteralmente presi a caso da un vocabolario o da un menù di un ristorante; si parla davvero troppo durante gli scontri e sembra di essere tornati indietro con troppi commenti e riflessioni durante fasi concitate dei combattimenti; il finale è abbastanza brusco e insoddisfacente.

Aggiungerei pure che il doppiaggio presenta numerose frasi in napoletano e in altri dialetti, che potrebbe essere un aspetto positivo, tuttavia chi doppia non è pratico del dialetto, perché ad esempio non napoletano, e di conseguenza è palese che stiamo ascoltando una persona che tenta di imitare un dialetto non suo. Evidentemente, si sono resi conto della cosa, perché, se ci fate caso, all'inizio dell'opera si sente spesso parlare i protagonisti in dialetto napoletano, e poi questa cosa quasi scompare del tutto.

Davvero inspiegabile la poca cura dei Giapponesi nello scegliere i nomi italiani delle persone, creando un effetto grottesco con parole evidentemente prese a caso. Le scritte su schermo appaiono giuste ma non sempre, a volte si vedono parole italiane messe a caso.

In via generale, c'è un'atmosfera di poco realismo che pervade tutta l'opera, dovuta anche a un'esagerazione generale di tutti i punti prima citati, e questa cosa impatta sulla qualità dell'opera. Sembra quasi che nel dover fare una nuova serie abbiano voluto esagerare qualsiasi cosa, dall'aspetto dei personaggi ai poteri degli stand, dall'intensità degli scontri alle ferite che spesso sono mortali o comunque devastanti, ma poi i personaggi guariscono in fretta come se nulla fosse o accusano il colpo molto poco. Peccato, perché con maggiore credibilità e realismo la serie sarebbe stata una bomba.

Come detto, nonostante i lati critici, resta pur sempre un capitolo de "Le bizzarre avventure di Jojo" che porta avanti la formula in modo sufficiente e che affascina non poco per il fatto di essere ambientato in Italia. Riesce ad essere un prodotto godibile ma non un capolavoro, e non tra i migliori della serie.