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C'è poco da fare, Satoshi Kon è stato un genio. La sua vena artistica era particolarmente legata agli aspetti che rendono la psiche umana una sorta di "mondo tutto da esplorare e interpretare" e, così come lo sono stati, citando due suoi titoli a caso, Perfect Blue e Paranoia Agent, anche Paprika non smentisce il valore delle sue opere.

Con Paprika lo spettatore viene fin dai primi minuti immerso in un mondo dove la sottile differenza tra la realtà e il sogno si mescolano, dove non è chiaro dove finisca il sogno e inizi la realtà. Stiamo continuando a sognare? Sembrerebbe di no, forse.
Nel frattempo scopriamo che un gruppo di ricercatori ha creato un'apparecchiatura rivoluzionaria, la DC-mini, capace di leggere i sogni. I problemi però non tardano ad arrivare. A seguito di comportamenti "anomali" da parte di alcuni dipendenti dell'azienda, e tutti palesemente riconducibili ad una manomissione della mente, si scoprirà che 3 DC-mini sono state trafugate dai laboratori, inoltre uno tra i ricercatori più impegnati nel progetto risulta misteriosamente scomparso...

Paprika è appena cominciato, spetta a te vedere come finisce... o come inizia? Mah!
Capolavoro!