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"Vorrei tanto che il mondo finisse a pezzi!"

Questa è la frase che Mirai-chan, adolescente annoiata, pronuncia alla fine della prima puntata dell'anime.
Un violento terremoto, uno fra i più dannosi mai accaduti, si abbatte nella città di Tokyo causando numerosi feriti e morti.
La storia è concentrata fondamentalmente sulla vita di questa ragazzina di 13 anni che accompagna malvolentieri il fratellino Yuuki a una mostra di robot. Da lì il disastro irreparabile causato dalla natura. Inizia così il viaggio verso casa dei due bambini, che nonostante le avversità, lo stress e i litigi riescono ad andare avanti.
Durante il cammino incontrano una donna, Mari-san, sui 35 anni, che vive con la figlia di 4 anni e la madre, che accompagnerà i ragazzi fino alla fine del viaggio.

Non bastano le lacrime versate per riuscire a spiegare la tristezza di questo anime, che in 11 puntate accompagna i personaggi in un cammino di disperazione, risate e colpi di scena.
Le poche puntate potrebbero rendere un po' scettico lo spettatore, dato che in genere possono sembrare poche a rispecchiare una storia per intero, ma in questo caso ogni puntata è ricca di suspance e riesce a coinvolgerti psicologicamente, e il ritmo delle musiche si sposa perfettamente con le vicende che si susseguono.
L'unica cosa penalizzabile sono i titoli delle puntate, che si rivelano terribilmente spoiler.

Se avete voglia di guardare un anime triste, "Tokyo Magnitude 8.0" fa al caso vostro.