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In una calda mattina d'estate Mirai accompagna il fratellino Yuki ad Odaiba per vedere una mostra di robot. Mentre i due bambini sono sull'isola, un forte terremoto di magnitudo 8.0 (da qui il titolo) colpisce la città. I trasporti sono interrotti così come le comunicazioni. I bambini decidono così di tornare a piedi verso casa, nella speranza di ritrovare i genitori. In questo viaggio li accompagna Mari,una giovane donna che prende a cuore la situazione dei piccoli e che comunque abita anche lei nella stessa direzione.
Avevo sentito parlare molto di questa serie, ma dopo averla vista devo dire che non mi ha colpito particolarmente. Intendiamoci, non è orrenda (infatti le ho dato la sufficienza), si può vedere, ma si può anche perdere. Per me il problema più grande credo che sia stato vedere la serie dopo che un vero terremoto ha colpito il nord del Giappone. Abbiamo tutti visto cosa vuol dire realmente e vederlo poi in un anime a me ha lasciato un po' di amaro in bocca. Nonostante all'inizio di ogni episodio ci venga detto che quello che vedremo è frutto di studi e simulazioni approfondite, ho trovato eccessive alcune cose (crollo di ponti e di simboli della città) e mi ha perplesso il fatto che non si parlasse di un possibile tsunami, in fondo Tokyo è sul mare.
Anche tecnicamente parlando l'ho trovato molto semplice sia nel disegno dei personaggi che in quello degli sfondi. La storia è molto semplice e vira spesso nello strappalacrime. I personaggi hanno una psicologia definita e, benché si trovino in una situazione fuori dall'ordinario, non evolvono granché, forse anche a causa del ridotto numero di episodi. Doppiaggio e soundtrack nella norma. Consigliato solo agli amanti del genere "che bello, ho pianto tanto" : tenete pronti i fazzoletti!