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5.0/10
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Un po' la curiosità, un po' il piacere provato all'epoca, durante la visione di "Please Teacher": sono stati questi i motivi che mi hanno spinto a dare un'occhiata ai 12 episodi di questo seguito, dal titolo "Onegai Twins", sui quali, è inutile nasconderlo, nutrivo buone aspettative.
La prima serie, concentrata sull'amore "sconsigliabile" tra uno studente e una donna "aliena" più grande, oltre che rivelarsi piccante e curiosa, mi aveva regalato momenti di sano divertimento e di piacevole racconto.
La seconda serie, senza dilungarsi troppo, porta, senza troppe ragioni, un titolo simile, ma si concentra su un'altra storia; cambiano i protagonisti, ma rimangono, anche se solo di contorno, quelli già conosciuti nella prima serie.

Questa volta, il solitario e duro Maiku, che vive e lavora in una casa affacciata sul lago della prima serie, di professione programmatore di computer, si vedrà catapultate in casa due ragazze: tutti e tre gli adolescenti possiedono una foto che ritrae (presumibilmente) uno di loro in compagnia di un altro bambino; tutti e tre sono stati abbandonati dalla madre, e Maiku abita nella casa ritratta nella fotografia, oltre che essere presente nella foto stessa. Rimane da stabilire quale delle due ragazze sia la (presumibile) sorella che gioca con lui nella foto; il problema è che entrambe le ragazze, Miina e Karen, si innamoreranno ben presto di Maiku, dando così il via a una serie di eventi che porterà i protagonisti a riflettere sul senso della loro felicità e della paura di rimanere ancora soli e abbandonati.

Dal punto di vista tecnico non ci sono strafalcioni né tocchi di classe: un'animazione liscia, pulita ed elegante è accompagnata da un chara-design autonomo e piacevole, corredato da tutti i cliché e i personaggi-tipo del caso. Carino è il comparto sonoro, carine le sigle, carini sono gli sfondi.
Venendo alla storia, però, il dato è evidente: di dodici episodi, quelli che veramente portano avanti la storia sono un pugno ristretto, e in particolare i primi due e gli ultimi due. Gli episodi in mezzo, dedicati anche a qualche divagazione sui personaggi secondari, divengono presto una specie di lenta, monotona e poco convinta riproposizione di cose già viste, dalle scene alle situazioni (la gita al mare, le scene nel bagno, ecc.); la cosa che, stonando, balza all'occhio è il tono della storia, che oscilla timidamente in situazioni potenzialmente comico-demenziali, per poi racchiudersi sempre a riccio in situazioni da commedia drammatica - romantica, senza però riuscire ad accelerare mai sul coinvolgimento o sugli eventi.

Il risultato è un anime che non spinge in nessuna direzione, dove ben presto i personaggi si appiattiscono e, a parte il piccolo "mistero" che dà origine all'intreccio iniziale, l'esito è chiaramente e facilmente prevedibile sin dall'inizio.
Spiace dirlo, ma "Onegai Twins" non ha nessuna caratteristica particolare che lo distingua dalla massa di anime del suo genere; è un prodotto un pochino insipido, che verso la fine non mancherà anche di annoiarvi, mentre scivolerete lentamente alla sua (banale) conclusione.
"Onegai Twins" è un bel messaggio di speranza, comprensione e affetto verso il prossimo, corredati da qualche gag: sono argomenti sempre buoni, ma da soli non possono reggere una fastidiosa mancanza di idee, che si manifesta continuamente per 12 episodi.
E per fortuna che ogni tanto fa capolino la buona Mizuho-sensei, anche se solo ed esclusivamente in qualche cameo e in veste di guest star, la quale si è guadagnata un pezzettino di cuore di tutti noi. A suo confronto, Karen e Mina sembrano saltate fuori da un pacchetto di patatine.