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Un anime carino e divertente per alcuni, e per motivi diametralmente opposti brutto e addirittura fastidioso per altri. Io sono del secondo partito, e credo di poterlo ritenere un anime insufficiente sotto molti punti di vista, in quanto non compie scelte vincenti, né per quanto riguarda i personaggi né per quanto riguarda lo sviluppo della storia.
I protagonisti sono Kirino Kosaka, ragazza che eccelle a scuola e nello sport e lavora anche come modella, e il fratello Kyosuke, ragazzo ordinario che deve sopportare i continui capricci della sorellina. E che capricci. Kirino infatti non solo è fastidiosa, ma è anche arrogante, prepotente, viziata, chi più ne ha più ne metta, e Kyosuke dal canto suo è sempre passivo e non sa farsi valere; semplicemente si limita ad obbedire alla sorella. La particolarità di Oreimo inizia dal segreto di Kirino: infatti nessuno sa che lei in realtà è una otaku che nasconde in camera sua i suoi acquisti, finché non la scopre Kyosuke. La premessa è interessante, ma l'entusiasmo si spegne subito appena si scopre che Kirino è appassionata solo per doujinshi ed eroge (videogiochi erotici) aventi come protagonisti un fratello e una sorella. E già qui mi chiedo dove voglia andare a parare questo anime. Il tema del siscon infatti emerge sporadicamente ed è finalizzato ad un fanservice poco gradito, mentre il tema otaku risulta già in parte compromesso per via della perversione di Kirino, che più che una otaku sembra in tutto e per tutto una semplice depravata. In seguito la storia si concentra sulle amicizie di Kirino, vecchie e nuove, e nel primo caso si tratta della sua amica d'infanzia, ragazza carina ma particolarmente paranoica e yandere. Delle nuove amicizie invece mi interesso, in quanto è su questi personaggi che la serie doveva puntare, almeno per non svilire quelli che potevano essere gli unici personaggi decenti: esse sono Saori, una otaku con gli occhiali a spirale e un' indole aperta e cordiale, e Kuroneko, ragazza vestita a mo di gothic lolita che si mostra fin da subito introversa e anche scorbutica. Queste due ragazze sono carenti di una cospicua caratterizzazione e sono messe lì solo per fare presenza e far sì che Kirino risalti, e questo è davvero un peccato; si poteva fare qualche sforzo in più almeno per Kuroneko.
La trama sostanzialmente segue i comportamenti che tiene Kirino con le sue amiche, le sue esigenze e gli avvenimenti che riguardano la sua vita da otaku, e tutti i personaggi la seguono a ruota, vivono e agiscono in funzione di lei. E come se non bastasse, come ci dice la stessa Kuroneko, Kirino ha una fortuna sfacciata in tutto. A me è venuto da pensare che Kirino sia una perfetta estranea che si intromette nella passione genuina di otaku veri e propri per imporre il proprio "credo" quantomeno discutibile, e questo mi ha fatto storcere il naso non poco, considerando anche che è uno dei personaggi più odiosi degli ultimi tempi. Considerando poi il fatto che qualunque cosa essa faccia, "cada sempre in piedi" e non le vada male nulla, contribuisce a creare avversione per questo personaggio sempre più inverosimile.
Abbiamo quindi dei personaggi poco approfonditi e poco azzeccati, e anche un presupposto, quello del descrivere gli otaku per come sono davvero, letto in modo controverso e discorde che per forza di cose crea una folta schiera di detrattori. Detrattori che però a mio parere hanno altri motivi oltre a questo per bocciarlo, quali, come ho già detto, i personaggi e la trama in sé, e anche la ripetitività dei vari modelli moe e tsundere accostati ad una grafica abbastanza anonima che non dà all'anime una marcia in più.
Detto questo concludo la recensione di un anime che in realtà aveva destato la mia curiosità e mi aveva infuso fiducia all'inizio, e do 5 principalmente per questo "fastidio" di fondo che mi ha trasmesso Oreimo, nonostante offrisse episodi abbastanza sopportabili e interessanti scorci di Akihabara, il rinomato quartiere degli otaku che molti di noi sicuramente vorremmo visitare.